La disfatta di Colonia

Quello che è successo a Colonia la notte di San Silvestro dovrà essere raccontato e ricordato come uno dei momenti che segnano la storia di questa Europa: una sconfitta, anzi una disfatta, sulla scia di altre sconfitte, come le stragi di Parigi.

Mano a mano che si fa luce sulla violenza e sugli abusi subiti da decine di donne ad opera di centinaia di "arabi o nord africani"organizzati, si capisce che la battaglia di civiltà che da mesi sconquassa il mosaico dell'Europa segna una pesante battuta d'arresto.

Scrive Lucia Annunziata sul suo blog dell'Huffington Post: "..Un'operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all'intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l'Europa tutta e non solo la Germania. .."

La breve stagione della speranza e della solidarietà è già finita. I milioni di profughi che dalle rive del Mediterraneo si sono riversati all'interno delle frontiere sono visti come una minaccia, un'odiosa insicurezza in ogni istante di vita collettiva.Lo spazio di vivibilità che si pensava elastico ed accogliente è diventato ristretto e incomprimibile, la distanza di un braccio in una piazza affollata o in una metropolitana accalcata.

La battaglia di Colonia è stata una disfatta per chi sperava di poter anteporre valori di civiltà alla paura e agli interessi. Le trincee dei principii vengono spazzate via e arretrate.

L'Europa che ha salvato banchieri e politicanti corrotti non è stata in grado di salvare le vittime del Bataclan nè di impedire le aggressioni di Colonia. Chi vuole difendere le ragioni della convivenza, della dignità e della solidarietà dovrà trovarsi altri generali e alleati che non abbiano le sembianze di Junker, della Merkel, di Hollande o di Le Pen per poter sperare di vincere le altre battaglie che verranno.

Altri milioni di profughi premono alle frontiere d'Europa, in fuga dalle condizioni disumane che le guerre e i regimi stanno creando. Se le condizioni di accesso saranno quelle che la Merkel ha concordato con Erdogan pochi mesi fa, dovremo aspettarci di tutto, in peggio, per tutti.

 

Dalla Turchia la prossima ondata di rifugiati politici

Dopo il "voto" con cui Erdogan si è ripreso il controllo del Parlamento (già previsto questa mattina), la Turchia si appresta a vivere un periodo ancora più cupo ed incerto. Erdogan potrà imporre il suo disegno costituzionale di stato islamico presidenziale, alleandosi con l'estrema destra e andando allo scontro con la parte del paese, sia turco che curdo, che vuole autonomia e democrazia. 

Inizierà la resa dei conti finale con gli oppositori, un'ondata di repressione contro ogni forma di dissenso.

Il PKK troverà legittimazione ancora più forte alla sua guerra per l'indipendenza, e l'Isis cercherà di approfittarne per giocare la sua partita del terrore in una prateria aperta alle sue infiltrazioni. Chi pensa che la vittoria di Erdogan chiuda la lunga fase di instabilità si illude. Il patto sociale con cui Erdogan ha costruito il suo potere non ha più le condizioni oggettive per esistere, per la crisi economica e per l'incertezza geopolitica.

I turchi hanno votato Erdogan perché stremati e impauriti, non perché  credano di poter ripetere il boom dello scorso decennio. L'impero Ottomano che gli viene prospettato è una tragica bufala, e quando si accorgeranno di essere al centro di uno scontro internazionale senza precedenti, le reazioni potrebbero essere imprevedibili.

Prepariamoci alla prossima ondata di migliaia di migranti turchi.

Le responsabilità della Merkel, che ha apertamente fiancheggiato Erdogan fino a pochi giorni prima del voto, sono enormi.

Profughi, passaggio in Slovenia

 

La Slovenia manda l'esercito ai confini per coadiuvare la polizia in vista del maggior afflusso di profughi atteso.

Dopo che l'Ungheria ha chiuso la frontiera con la Croazia, molte migliaia di migranti che hanno attraversato il territorio croato dovranno ora puntare verso la Slovenia, per poterla attraversare e raggiungere l'Austria o la Germania.

Ma a giudicare dall'immagine non sembrano scoraggiati.

In Slovenia la meta è vicina

E pensare che la Slovenia è una nazione di poco più di 2.000.000 di abitanti, meno della città di Milano, e si prepara a far transitare -  accogliendone solo pochi - migliaia di richiedenti asilo al meglio delle proprie, piccole, possibilità. Hanno vissuto il periodo durissimo della guerra dei Balcani degli anni '90.

Little BRAVEHEART girl

bimba profuga che gattona davanti alla polizia turca

 

I bambini di qualsiasi età hanno deciso di arruolarsi nell'esercito più potente del pianeta, quello che usa il cuore al posto delle armi, sfidando il muro di stupidità e violenza che li circonda.

Centinaia di bambini sono morti per affermare il diritto ad un futuro libero e dignitoso, mettendosi in prima fila nella lunga marcia dei profughi.

Questa bambina è viva  e non si cura dei poliziotti che cercano di fargli muro. 

Punta lo sguardo ai politicanti e a chi li approva. Punta dritto al cuore dell'ingiustizia.

Boicottare l'Ungheria

 

L'ungherese Orbàn (a sinistra) e il polacco Tusk (a destra) sono tra i principali fautori della riedificazione dei muri e dei ghetti per risolvere il dramma delle popolazioni in fuga dalle guerre.

Orbàn supera tutti e si organizza per arrestare migliaia di profughi in transito.

In un'intervista televisiva il PM ungherese ha rilasciato alcune solide verità: 1) Gli ungheresi stanno difendendo il loro modello di vita contro le contaminazioni esterne; 2) I profughi che si accalcano alla frontiera per passare verso altri paesi non sono poveri perseguitati ma gente che si è messa in viaggio per raggiungere la Germania, attratta dal tenore di vita tedesco; 3) L'Ungheria ha speso circa 80 milioni di euro per fronteggiare l'emergenza profughi e non ha ancora ricevuto nessun rimborso dall'Unione Europea, quindi ....

Quindi i profughi non sono profughi e vanno fermati, arrestati, ricacciati da dove vengono. Parola di Orban.

 

Bisogna denunciare e fermare la follia militarista di personaggi come questo, e dovrebbero rendersene conto per primi i cittadini che ne condividono la responsabilità. 

Boicottare l'Ungheria e tutti i paesi che negano solidarietà e umanità.

Non acquistare i loro prodotti, rinunciare ai viaggi turistici, diffondere messaggi di indignazione contro le decisioni assurde e disumane.

 

Il muro di Budapest spazzato via

al jazeera migrants

     

     Chi si illudeva - e si illude ancora - di poter fermare la marea di profughi in marcia con sbarramenti di qualsiasi genere ed orrore è stato servito: tagliato il filo spinato, invase le stazioni ferroviarie, i treni "spinti" con la forza della rabbia e bloccati dalla violenta ottusità delle"istituzioni" e infine la marcia a piedi verso il confine agognato. 

Molti non arriveranno, altri si metteranno in marcia, ma la Grande Migrazione del terzo millennio è sotto gli occhi di tutto il mondo.

I governanti europei sono sbeffeggiati sui mass media di qualsiasi paese. L'intervista di Al Jazeera ad un ragazzo siriano -  che dichiara: "fermate la guerra e noi non veniamo più in Europa" sarà inserita nei corsi di formazione del management politico-diplomatico.

Persino il primo ministro austriaco, il socialdemocratico Faymann, le manda a dire a Junker (dopo essere stato tra i suoi grandi elettori) :"Quando si tratta di salvare le banche si fanno meeting ad oltranza, ora che c'è bisogno di salvare la gente, il tempo non si trova".

I politicanti europei, colti di sorpresa da quello che era sotto gli occhi di tutti da oltre un anno, ora reagiscono in ordine sparso, in preda alla confusione delle proprie agende elettorali. Orban e Renzi sono facce della stessa medaglia: come far dimenticare al più presto ai propri elettori l'esistenza del fenomeno "rifugiati". L'impresentabile Orban non li fa entrare, l'ineffabile Renzi li vorrebbe far transitare velocemente.

profughi - BloombergI giornali di tutto il mondo, in particolare negli USA, fanno fatica a descrivere la confusione mentale dei governi europei - compreso quello britannico - e della burocrazia di Bruxelles e Francoforte. 

Nessuno ha ancora informato il ragazzo siriano citato in precedenza che da pochi giorni i russi stanno ampliando la loro presenza militare in Siria, che Obama farà altrettanto e che altri ragazzi, iracheni, libici, egiziani o eritrei verranno a darci lezioni di geopolitica.

https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta

https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa  

https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA 

https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan 

https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

TRE MILIONI di profughi in marcia verso il Nord Europa

1) La tragedia dei profughi che cercano salvezza e speranza in Europa, fuggendo con tutti i mezzi possibili, è solo all'inizio. 

2) Chi si illude che il fenomeno migratorio possa essere "governato" con il controllo o la chiusura delle frontiere - come chiedono i socialisti francesi e i conservatori inglesi- o addirittura con gli affondamenti e i campi di concentramento secondo la tradizione liquidatoria dell'estrema destra, sbaglia o mente sapendo di mentire.

3)Sbaglia o mente anche chi è favorevole ad accogliere quote di profughi predefinite a tavolino, o sulla base delle regole del trattato di Dublino: i numeri sono talmente grandi e le situazioni talmente tragiche da spazzare via qualsiasi architettura burocratica, come hanno dimostrato le migliaia di persone che hanno "sfondato" i confini macedoni.

4) Si sta verificando un'accelerazione dei flussi migratori dai paesi teatro di guerre e repressioni. In parte l'accelerazione è legata all'ampliarsi delle zone interessate - il conflitto siriano si sta allargando al Libano e alla Giordania, l'Iraq è diventato ormai il teatro di scontro tra Arabia Saudita e Iran, la Libia esporta il caos nei paesi vicini come la Tunisia, e poi l'Afghanistan, il Pakistan, l'Africa subsahariana.

Ma una gran parte dell'aumento dei flussi è dovuta alla percezione ormai diffusa e trasmessa dai tam tam locali che l'Europa, e in particolare il Nord dell'Europa, alla fine sarà costretta ad aprire le porte a tutti, e questa "quasi certezza" accelera ed amplifica il flusso di persone che si stanno mettendo in marcia verso il traguardo della salvezza.

5) basta fare un calcolo approssimativo delle zone coinvolte e delle popolazioni che ci vivono (sopravvivono) per capire di quali numeri veri sarà composto il problema da affrontare: non meno di tre milioni di persone nei prossimi 12 mesi si metteranno in movimento con tutti i mezzi possibili (e tragici).

6) Una marea umana che DEVE essere trattata con dignità, solidarietà e lungimiranza. L'Europa deve pianificare l'ingresso di queste centinaia di migliaia di persone secondo principi pratici e morali. Andranno stanziate risorse economiche adeguate (non meno di 100 miliardi di euro); le nazioni più ricche dovranno accogliere il maggior numero di famiglie in modo stabile e dignitoso. Quei soldi dovranno metterli in primis i cittadini, ma anche il signor Draghi deve contribuire "what ever it takes": quale più nobile occasione per stampare moneta.

7) L'Europa dovrebbe darsi una politica estera orientata a far cessare immediatamente gli interventi militari e a garantire corridoi di transito controllabili nei paesi di provenienza,  in modo da garantire ai profughi la possibilità di non cadere nelle mani dei trafficanti di morte.

8) Qualunque "muro" o limite non realistico sarà spazzato via dagli eventi. L'onda lunga degli squilibri creatisi dal 2001 in poi non è destinata ad esaurirsi, anzi ...

Se l'Europa pensava che le guerre non l'avrebbero coinvolta sul proprio territorio, ha sbagliato i calcoli.

La tragedia dei profughi deve entrare nell'agenda politica e diplomatica di chi ha l'ambizione di governare nei prossimi anni, non per fare campagna elettorale ma per dimostrare che l'evoluzione del genere umano esiste davvero.