REFERENDUM 4 dicembre, lo strano sondaggio che assegna la vittoria al NO per mobilitare quelli del SI

 

Gli ultimi fuochi d'artificio della campagna elettorale per il referendum del 4 dicembre - sotto forma di sondaggi e pronostici - danno il NO nettamente avanti, ma sembrano fatti più per sollecitare un rush finale del fronte del SI piuttosto che rispecchiare verosimilmente le volontà di voto.

Il NO sarebbe avanti di 6 o 7 punti percentuali, ma per stessa ammissione dei sondaggisti, i numeri sono inaffidabili per almeno tre motivi:

  • I sondaggi non tengono conto del voto degli italiani all'estero, un'incognita che riguarda sia il numero di coloro che andrà a votare sia il come voteranno. E' probabile che ci sarà un'ondata di voti per il SI, determinata dalle iniziative messe in campo come le lettere del PD che stranamente arrivano assieme alle schede elettorali, e le "sollecitazioni" di gruppi e circoli di opinione filogovernativi. Il voto all'estero potrebbe portare nelle casse del SI tra l'1 e il 2 per cento su scala nazionale e quindi ridurre o ribaltare le previsioni dei sondaggi.
  • C'è poi l'incognita degli indecisi, almeno il 20% del totale che, secondo l'opinione degli analisti, alla fine si orienterebbero più per il NO ma che invece potrebbero comportarsi in maniera opposta quando si troveranno di fronte la scheda con il quesito referendario ("vuoi ridurre i costi della politica ?") costruito apposta per "spostare" il voto degli indecisi verso il SI. 
  • E infine l'escalation della drammatizzazione per gli effetti di una vittoria del NO: se all'inizio c'era solo il rischio di un vuoto di governo per le dimissioni di #Matteostaiantipatico in caso di sua sconfitta, ora c'è anche lo spauracchio dello spread, l'aumento dei tassi di interesse che si traduce in nuove tasse per colmare i buchi di bilancio, che alle orecchie degli italiani suona come un ricatto efficace. Vagli a spiegare che per la speculazione finanziaria si tratta di una doppia opportunità perchè, comunque vada il referendum, chi vende ora i titoli di Stato italiani incassa le plusvalenze pagate da Draghi e se dovesse vincere il SI comprerebbe subito dopo a prezzi più bassi per sfruttare il rialzo.

 

A conti fatti, i sondaggi che danno vincente il NO sono molto aleatori ma sono utili a mobilitare tutte le (tante) risorse mediatiche di quelli del SI a pochi giorni dal voto. A che serve l'establishment se non riesce ad esercitare alcun potere persuasivo sui sudditi?

PS:  Ho elaborato l'ultimo sondaggio dei sondaggi, da cui si deduce (40,75 contro 39) che a mio avviso il NO non ha quel gran vantaggio che i sondaggisti gli attribuiscono.

REFERENDUM, il sondaggio dei sondaggi

In vista del referendum sulle modifiche alla Costituzione del 4 dicembre inizia il balletto dei sondaggi. Chi da in vantaggio il SI, chi il NO, ma soprattutto quanti saranno gli indecisi e quelli che non andranno a votare. Ho provato a elaborare le informazioni ricavate dai sondaggi disponibili e i risultati li potete vedere nel grafico.


Il metodo utilizzato si basa su una stima di quanti andranno sicuramente a votare, quanti non andranno sicuramente a votare e quanti sono indecisi se andare o meno; tra quanti si dichiarano sicuri di andare a votare sono stata elaborate le percentuali di chi vota per uno dei due schieramenti SI/NO e quella degli indecisi.
Altrettanto è stato fatto per quelli che ancora non hanno deciso se andranno a votare, ma se andassero sceglierebbero il SI o il NO oppure sono indecisi sul voto.
Il risultato finale di questa prima elaborazione (ne seguiranno altre prima del voto) è riassunto nel grafico e indica il voto per il NO, 35,5% in vantaggio sul SI, 32,5% , mentre gli indecisi ( se andare a votare e  per come votare) sono il 32%.

Se si tiene conto (erroneamente) solo di coloro che hanno già deciso se votare SI o NO le percentuali danno in vantaggio il NO con il 52% contro il 48% del SI.

Saranno gli indecisi, molti più di altre volte, a determinare l'esito del referendum le cui conseguenze saranno ben più grandi di quello che ora si immagina.

Mentre è scontato che il fronte del NO non ha niente da dare in cambio per conquistare il voto degli indecisi, oltre la forza delle proprie motivazioni,  Renzi ha a disposizione due mesi, tanti giornali e alleati per fare abbastanza promesse ed elargizioni per accaparrarsi il loro voto.

Il 79% dei Greci è contro la proposta del governo sul terzo programma di aiuti

 

Secondo un sondaggio pubblicato da Bridging Europe la stragrande maggioranza dei greci è contrario alla proposta presentata dal governo e approvata dal Parlamento per la richiesta di un terzo programma di aiuti sulla base del memorandum della Troika.

Un sondaggio di Bridging Europe prima del 5 luglio aveva previsto la vittoria del NO con un largo margine.

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