La strage di lavoratori in Cina non fa notizia, mentre Xi Jinping si autocelebra

 

Oggi 68 lavoratori cinesi sono morti per un "fatal accident" nella costruzione di una centrale elettrica a Fengcheng, nella regione orientale di Jiangxi. Sono stati schiacciati dal crollo dell'enorme struttura, collassata come un castello di carte.

ll sito ufficiale del Partito http://www.xinhuanet.com/ relega la notizia in un trafiletto e le immagini del disastro nello slider di prima pagina compaiono al sesto posto, dopo una serie di foto che esaltano l'ennesimo tour diplomatico di Xi Jinping.


Le frasi di rito sullo "sforzo dei soccorsi", sulle "necessarie indagini" ecc ecc fanno da contorno alla notizia sull'ennesimo disastro sul lavoro.
Non bisogna essere indovini per immaginare le vere cause della strage.

La sequenza di "fatal accident" che si protrae ininterrotta in ogni zona industriale della Cina è fortemente correlata con il modello di sviluppo drogato con il quale il regime cerca di nascondere la grave crisi economica e sociale che grava sul paese e di cui ne fanno le spese i lavoratori e gli abitanti delle trappole-metropoli.

Commentando il disastro di Fengcheng, il South China Morning Post di Hong Kong scrive: "On September 13, the company launched a campaign called Work Hard Together for 100 Days, urging workers at the station to speed up construction while heeding safety rules.

... Construction accidents are frequent occurrences in China, sparking criticism that the central and local governments are ignoring safety violations in their haste to complete projects.

... A series of major industrial accidents across the nation in recent months have also been blamed on corruption, disregard for safety and pressure to boost production amid a slowing economy.

La disinformazione con cui gli organi di stampa ufficiali trattano l'argomento della sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche ha raggiunto livelli insopportabili, di pari passo con l'idolatria permanente ed esagerata di Xi Jinping.

Negli ultimi due anni nel silenzio della stampa occidentale in Cina si sta realizzando una trasformazione strisciante del regime comunista in una dittatura personale.
Il ferreo controllo sui mass media, la repressione di qualsiasi forma - anche la più blanda ed innocua - di critica, l'uso spregiudicato delle indagini sulla corruzione per eliminare gli apparati interni diffidenti, il culto della personalità, sono i tratti essenziali della silenziosa marcia di Xi Jinping verso la dittatura assoluta.
Sessantotto lavoratori morti non devono fare notizia.