Il mistero dell'inflazione che non c'è

Banchieri ed economisti si chiedono come mai l'inflazione non c'è, nonostante i tassi a zero (o sotto) e 13mila miliardi di dollari stampati.

Nessuno finora ha trovato una risposta convincente: la discesa del prezzo del petrolio, il rallentamento dei consumi, l'eccesso di produzione, il calo demografico, le tensioni geopolitiche ecc.

Mario Draghi ha lanciato il grido d'allarme contro le "forze globali" che minacciano la crescita e quindi il sistema e quindi il modello di società ecc. ecc.

Secondo i Banchieri Centrali, la risposta a "l'inflazione che non c'è" è: "fare di più". 

Più QE, tassi di interesse ancora più sottozero, più consumi facendo ricorso ai debiti, più debiti degli Stati per finanziare opere pubbliche.

I banchieri conoscono una sola equazione, quella della linea retta: y=+ax, ma sulla base di questa funzione non riescono a spiegare perchè l'inflazione non cresce.

Il più patetico è il banchiere di Abe, il giapponese Kuroda, che ormai è diventato una barzelletta: dopo aver portato sotto zero per la prima volta i tassi giapponesi, si aspettava una forte svalutazione dello yen per avvantaggiare le esportazione e invece lo yen si è inspiegabilmente apprezzato sul dollaro vanificando le previsioni di Kuroda.

Anche gli altri Banchieri ormai sono contornati da un alone di scetticismo. Nessuno crede più alla possibilità che le loro manovre possano risollevare l'occupazione o l'economia, e sempre più ci si affida alla constatazione che "le loro medicine non servono a guarire ma sono meglio di niente".

Meglio fare qualcosa che non fare nulla, è stata la difesa di Draghi alle critiche degli scettici. 

Questa affermazione non è vera, anzi.  Se i fenomeni, sia quelli spontanei che quelli indotti, non sono lineari, allora l'affermazione di Draghi si rivela molto pericolosa.

E' sufficiente dare uno sguardo al grafico (parabola con concavità verso il basso)

Questo grafico spiega il mistero dell'inflazione che non c'è: quando i tassi scendono sotto una certa soglia (ad esempio 0,5%) la crescita dell'inflazione inizia a diminuire (ramo discendente della parabola) e diventa negativa per tassi inferiori allo zero.

Per far crescere l'inflazione sarebbe necessario alzare i tassi almeno fino alla soglia di +0,5 cioè l'opposto di quello che i banchieri stanno facendo.

Ma portare i tassi in alto in questo momento significa deludere la speculazione finanziaria e provocare crolli nei mercati, sia azionari che obbligazionari.

Perchè da un certo punto in poi, la riduzione dei tassi di interesse provoca deflazione anzichè inflazione ? Per lo stesso motivo per il quale non si può ridurre il salario dei lavoratori al di sotto di un livello ottimale per i consumi.

I tassi a zero o negativi delle Banche Centrali sono la vera causa della deflazione.

https://www.menoopiu.it/post/Il-mondo-capovolto-dei-banchieri