RENZI chiama, solo MOSCOVICI risponde

La vera notizia non è quella del commissario UE, il francese Moscovici, che si mette a disposizione di Renzi dichiarando il via libera alla ulteriore "flessibilità condizionata" per sconfiggere la minaccia populista (vittoria dei NO al referendum).
La vera notizia è che SOLO MOSCOVICI, il commesso a Bruxelles del presidente Hollande, il più sbeffeggiato di Francia, abbia raccolto "l'invito" di Renzi a scendere al suo fianco per la campagna referendaria.

I bei tempi in cui la TROIKA, con in testa Junker - capo di Moscovici a Bruxelles - si mobilitava per impedire i referendum o condizionarli, sono ricordi del passato, e dopo Brexit non si trova più nessuno disposto a metterci la faccia. E poi per chi? per Renzi che fa il bullo a Bratislava e lo sbattono in ultima fila ?
Sotto banco il PdC italiano, quello a cui l'1% di aumento del PIL è roba da ricoverati, perchè a lui basta lo 0,1 per cantare vittoria, elemosina soldi e solidarietà ai suoi compagni di Bratislava, "altrimenti l'Italia finisce nel baratro di Grillo e populisti vari" e "voi a Bruxelles ve ne pentirete di avermi lasciato solo", si lamenta il bullo di Firenze.
Solo con Moscovici.

RENZI 6-1-0 chiede aiuto alla TROIKA

In Italia la campagna elettorale per il referendum inizia a scaldarsi e a mostrarsi per quello che sarà: uno scontro i cui contenuti non avranno nulla a che fare con la riforma della Costituzione ma un voto pro o contro lo status quo, ovvero il salto nel buio se vincessero i NO contro le speranze di ripresa se vincono i SI. Almeno questa è la tesi del governo Renzi e degli organi di informazione a lui vicini o "avvicinati" per l'occasione.


I pessimi dati economici (PIL a zero) paradossalmente aiuteranno Renzi a drammatizzare la situazione e a battere cassa per farsi dare da Bruxelles quei margini che gli consentano di elargire bonus e ottimismo alla vigilia del voto.


Lo schema è abbastanza semplice e quindi funzionale: se Renzi perde il referendum, in Italia ci sarà crisi politica, nuove elezioni nel pieno della crisi economica con alte probabilità di successo per il Movimento 5 Stelle e quindi con il rischio di uscita dall'euro, spinte populistiche ecc ecc.


Conviene quindi a Merkel, Hollande e C. sostenere Renzi, anche con qualche decina di miliardi di debiti in più, senza badare troppo al sottile o mettendo da parte altre motivazioni: c'è in gioco il futuro dell'Italia e addirittura dell'intera Europa e della civiltà moderna.
La TROIKA è stata già allertata: come nel caso della Grecia e del recente Brexit, tutti i membri della superstruttura tecnocratica sono chiamati in prima fila a combattere il rischio mortale di una vittoria dello schieramento anti-euro.


La stampa internazionale fa la sua parte: l'Italia di Renzi che affonda e disintegra l'Europa più di Brexit è un argomento che tira e che promette di riscaldare dibattiti e speculazioni (soprattutto finanziarie) per tutto l'autunno. E' la progressione inarrestabile con cui la grande manipolazione tecnocratica cerca di stravolgere ogni manifestazione di residua democrazia: c'è sempre un motivo di ordine superiore per tapparsi il naso e chinare la testa.


L'unico dubbio di Renzi prima di comporre il telefono della Troika riguarda il proprio destino personale, se si guarda agli esempi del passato: Tsipras è un ectoplasma tenuto in vita dalle flebo tedesche, Cameron ha perso quando Junker, Draghi e Lagarde sono intervenuti in suo favore.

Quando si chiama la Troika, il numero da comporre è 6-1-0.


http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-08-16/traders-brace-for-more-turmoil-in-world-s-worst-equity-market
.... Investors in the Mediterranean nation, already suffering the world’s biggest losses this year, are bracing for a vote on political reform expected in November that could decide the fate of Prime Minister Matteo Renzi. They have pushed the price of options protecting against volatility in Italian equities for the next three months to the highest since 2013 versus shorter-term contracts, according to data compiled by Bloomberg. ....
Ratings company DBRS Ltd., which is used by the European Central Bank for grading collateral for its liquidity operations, said on Aug. 5 that it was reviewing Italy’s credit score, citing political risks and the “fragile recovery.”
“There’s the banking issue and then the referendum issue,” said Thomas Haerter, chief investment officer at Zurich-based consultancy firm Wellershoff & Partners Ltd. “It’s difficult to see why stocks should perform without earnings normalization -- we have sluggish growth and low interest rates, so even if you have a credible bank bailout you are still left with a profitability problem. It’s a mess, and it’s difficult to see the way out.”

http://www.repubblica.it/politica/2016/08/17/news/referendum_costituzionale_allarme_usa_ue-146115431
Il referendum italiano è "più importante di Brexit". Lo sostiente il Wall Street Journal nell'edizione di ferragosto. Mette l'Italia al centro della crisi europea: per ragioni di stagnazione economica, e non solo. L'analisi preoccupata del quotidiano Usa s'inserisce in un crescendo di attenzione sulla scadenza d'autunno: anche il New York Times e il Financial Times hanno lanciato segnali simili, additando nell'Italia l'anello debole della crescita europea
...
Un po' di elasticità sulle manovre pubbliche a sostegno della crescita, sarebbe un segnale di rinsavimento per fermare in extremis l'onda anti-europea di tante opinioni pubbliche.
Le esortazioni a Renzi perché prima del referendum si svincoli dalla soggezione verso Bruxelles, si spiegano anche con la delusione per l'operato della Banca centrale europea. I dati di venerdì sulla crescita dell'eurozona, sempre fiacca se paragonata a quella americana (o a maggior ragione se confrontata con gli anni d'oro, dai Sessanta ai Novanta), hanno innescato nuove bordate di giudizi negativi sul "quantitative easing" in versione Bce. Quegli acquisti di titoli, pur mantenendo ai minimi storici i tassi d'interesse, non stanno rianimando la crescita come invece era avvenuto nella prima versione (made in Usa) del "quantitative easing" applicato dalla Federal Reserve tra il 2009 e il 2015. È la conferma di quanto sostengono da tempo gli economisti della sinistra neokeynesiana, da Paul Krugman a Joseph Stiglitz: la politica monetaria da sola non basta, ci vuole anche una manovra di bilancio per rianimare un'economia così malata. Meno tasse, più investimenti pubblici. Renzi dia l'esempio, se non vuol perdere il referendum d'autunno e scatenare un effetto Brexit al quadrato: il messaggio è corale, dagli osservatori stranieri.

Tsipras senza trattore

Migliaia di contadini con trattori e attrezzi di lavoro hanno invaso il centro di Atene fino a Piazza Syntagma accolti da altri cittadini che li acclamavano come un esercito di liberazione.

 

All'inizio sembrava la solita manifestazione che da mesi i diversi gruppi sociali, dai marittimi agli avvocati, dai pescatori ai dentisti, colpiti dalle manovre del governo Tsipras, svolgono per protesta. E per l'ennesima volta sarebbe stato il caso di commentare "Ve lo siete eletto, cosa andate cercando adesso ?".

Dalle ultime elezioni in poi si è verificato quello che tutti, tranne i greci, sapevano: Tsipras aveva chiesto una investitura elettorale anticipata, illudendo la popolazione di averla salvata dal baratro dell'uscita dall'euro, per poi presentare il vero conto sociale della resa di luglio. Altri tagli alle pensioni, altre tasse, altra disoccupazione, con l'aggravante "imprevista" dell'afflusso di migranti in fuga dalla Turchia.

La manifestazione di ieri è stata percepita in Grecia come una vittoria di popolo contro Tsipras. Gli scontri tra contadini armati di bastone e polizia hanno avuto un effetto diverso da quello scatenato dai "soliti anarchici" black-block.

Dopo appena pochi mesi, la vittoria elettorale di Tsipras si sta tramutando nella sua definitiva sconfitta. Anche la Troika ormai è stanca. Ancora più stanchi sono i cittadini degli altri paesi europei, ai quali le pensioni sono già state tagliate o negate.

Portogallo Polonia, la TROIKA in difficoltà

In Portogallo le elezioni di inizio ottobre avevano consegnato un risultato incerto, senza una maggioranza chiara, e quindi fungibile per sperimentare il modello Troika già operante in Grecia: un governo sinistra-destra per attuare i programmi dettati da Bruxelles.

Invece, inspiegabilmente, i socialisti portoghesi guidati da Antonio Costa si sono rifiutati di formare un governo di unità nazionale, e addirittura hanno stretto alleanza con i comunisti e altre formazioni anti-europeiste in un blocco delle sinistre che avrebbe la maggioranza in Parlamento per governare.

La Troika ha gli assi in tutte le maniche, e per bocca del Presidente della Repubblica, il mattarella portoghese Cavaco Silva, ha annunciato che non consentirà la formazione di un governo che "non sia gradito alle istituzioni finanziarie" e ha dato mandato al conservatore Passos Coelho, pur non avendo i numeri sufficienti, di provare a fare un governo comprando il voto di qualche socialista dissidente.

Non si sa se il mercato andrà a buon fine, ma i portoghesi sono testimoni di un nuovo sviluppo del metodo Troika, una ricerca di laboratorio politico "avanzato" per passare dalla democrazia sospesa alla democrazia 'dipende da chi vince', una nuova forma che potrebbe tornare utile anche per risolvere un'altra situazione complicata: in Polonia ha vinto le elezioni lo schieramento di destra nazionalista, anti europeista, anti profughi, anti tedesca e anti russa.

Ma la Polonia non ha l'euro, al pari dell'Ungheria, e quindi potrà farsi governare da chi vuole, anche dai nazisti, tanto gli unici a correre pericoli e a rimetterci saranno i richiedenti asilo e gli immigrati.

La gestione della crisi greca e dell'emergenza profughi, anziché restituire fiducia e credibilità nelle istituzioni europee, sta generando una nuova ondata di malessere da parte dei cittadini, che in alcune situazioni si manifesta in elevato astensionismo in altre con l'adesione alle proposte politiche anti-euro. Il modello Troika non funziona, perchè "There is much talk in Europe of a “crisis in democracy. But the crisis is not in democracy. It is — as the elections in Greece, Portugal and Poland demonstrate — actually functioning pretty well. The crisis is in the grip on power of a blinkered political elite ..." scrive Darrell Delamaide su MarketWarch

In Grecia vince il modello Troika

 Per ogni paese dell'unione europea il modello Troika prevede :

1) che al governo ci sia un partito saldamente compatibile con i vincoli imposti

oppure

2) se un solo partito non ce la dovesse fare, è prevista una coalizione di unità nazionale

in entrambi i casi è preferibile che il maggior numero possibile di elettori NON vada a votare, perché è stato preavvisato dell'esito 1 o 2 e quindi riconosce l'inutilità della partecipazione al voto. E' ammessa la possibilità, entro certi limiti, di votare partiti "populisti" di destra o sinistra, pieni di rabbia e vuoti di idee: servono a creare interesse per l'evento elettorale.

In Grecia si sono astenuti più del 50%, gli altri si sono recati alle urne con lo scampanellio dei denari promessi. A conti fatti, 18 greci su 100 hanno votato Tsipras.

Il voto flash (meno di un mese di campagna elettorale) ha premiato Tsipras, perchè l'applicazione del terzo memorandum avrà effetto dal 2016 in poi, e molti sperano che finisca come in passato, con altri aiuti, altri debiti per ripagare i debiti, e altre imposizioni da eludere.

La formazione del governo è un dettaglio secondario, perché il programma era già stato scritto da Bruxelles a luglio. 

Ora Tsipras potrà presentarsi alla Troika per riscuotere il premio della sua arrendevolezza: un allungamento dei debiti fino al 2100, quando tutti quelli che oggi lo hanno votato potrebbero non esserci, perché altrimenti gli 86 miliardi ricevuti finiranno entro pochi mesi.

https://www.menoopiu.it/post/Grecia-al-voto-vince-la-Troika

 

Grecia al voto, vince la Troika

OXI Tsipras

 

Previsioni di sabato 19 settembre. Le elezioni più inutili e scontate, volute da Tsipras per suggellare il suo "pasokkio", si concluderanno come voleva la Troika: la destra di Nuova Democrazia prevale sui resti dell'exSyriza, ma non ha la maggioranza per governare da sola. 

Tsipras, ben contento di aver perso, ribalta le dichiarazioni preelettorali e si dice disposto ad un governo di "unità nazionale" con Meimarakis per completare il programma da lui sottoscritto a luglio. Cambiando l'ordine dei fattori (prevale di poco exSyr su ND) il risultato non cambia.

A completare il quadro favorevole alla Troika, cioè al governo di unità nazionale,  c'è anche l'avanzata delle ali estreme, la crescita della frammentazione e dell'astensione, tutti elementi che giustificano l'ultimo voltafaccia di Tsipras, diventato ormai il miglior discepolo di Junker.

Quando i 90 miliardi regalati dall'EU per salvare le banche e ripagare  i creditori (Troika) saranno finiti, per chi voteranno i greci ?

 

The sound of tanks

Rodi 20/7/2015 

 

Le banche greche hanno riaperto, la missione è compiuta, grazie ai 25 miliardi regalati prestati dai contribuenti europei. All'Alpha Bank di Arhangelos qualcuno aspetta il proprio turno fuori, al bancomat non c'è fila e mi viene da pensare che per dare quei miliardi hanno fatto tanto rumore per nulla. In verità anche nei giorni scorsi ho ritirato banconote senza problemi o limiti dai bancomat dell'isola. Entro questa sera anche BCE e FMI saranno ripagati di quanto loro dovuto dalla Grecia, ma i soldi (circa 8 miliardi) sono sempre quelli dei contribuenti europei.

 Questa mattina il rumore dei carri armati ("the sound track of tanks" http://www.kathimerini.gr/824253/article/epikairothta/politikh/ti-apokalyptei-h-mayrh--vivlos-toy-grexit) echeggia da un report "segreto" pubblicato da Kathimerini, in cui si tratteggiano gli scenari previsti da un gruppo di analisti incaricati dalla Commissione Junker di studiare gli effetti del Grexit.

 The sound of tanks - chiamo così il report segreto - fa parte di quegli argomenti con i quali Junker/Draghi/Lagarde avrebbero convinto Tsipras a recedere dalle posizioni di Varoufakis /Schaeuble e ingoiare il terzo bailout, quello più umiliante e truffaldino.

 Il documento pubblicato da Kathimerini sembra fatto apposta per avvalorare la tesi del "cedimento" di Tsipras di fronte ai soverchianti argomenti della Troika, un sacrificio fatto per evitare il peggio.

 In realtà non è altro che la prova del percorso predisposto nei mesi precedenti e che il referendum del 5 luglio rischiava di deviare, per far precipitare la crisi nella direzione più favorevole alla Troika, con la drammatizzazione delle banche chiuse e il collasso dell'economia.

 The sound of tanks è la giustificazione del realismo dei capi di Syriza, garantendogli l'onore delle armi e l'onere di trovare una soluzione "istituzionale" alla crisi politica che si è aperta.

 Rimpasto e poi voto ad ottobre ? per far fuori gli estremisti e governare al centro, magari facendosi aiutare nella campagna elettorale dalla Troika che taglia un pò di debiti, o con una dilazione a 99 anni e tasso zero.

 La capitolazione di Syriza è un successo troppo importante per i tecnocrati europei che non si faranno sfuggire l'occasione per amplificarne gli effetti in tutti gli altri paesi "a rischio" - Spagna, Portogallo, Italia e Francia - e ridimensionare sia i movimenti populisti anti-euro che i rigoristi tedeschi.

 Non è un caso che Renzi abbia anticipato tutti: la soluzione greca dimostra che si può tornare a fare debiti con il placet di Draghi e Junker, quindi pronti-via con le promesse elettorali, abolizione delle tasse sulla casa in primis, ma bisognerà fare presto, prima che la Grecia si risvegli, e votare ad ottobre anche in Italia.

 

 

Tsipras vende la Grecia al Lussemburgo

 

 

Quello che avevo paventato nel post di qualche giorno fa è accaduto : 

https://www.menoopiu.it/post/Tsipras-il-Mendicante-non-caccera-la-Troika-da-Atene

Tsipras ha venduto la Grecia, con tutti i Greci, al Lussemburgo che così avrà uno sbocco sul mare per farvi attraccare navi russe e cinesi con cui entrare in affari ed evadere tasse.

L'umiliazione subita dal popolo greco è inimmaginabile, il suicidio politico di Syriza è certo. I soldi "prestati" serviranno a pagare gli azionisti delle banche greche che saranno poi fatte confluire nel Fondo da 50 miliardi in mano alla Troika, e a ripagare i crediti di FMI e BCE.

Draghi ha dato una prova concreta di cosa significa difendere l'Euro "whatever it takes". Le misure capestro approvate sono recessive e toglieranno altro lavoro alle imprese e ai cittadini. Tra non molto si tornerà a parlare di altri aiuti, altre umiliazioni ...

Il Parlamento Greco dovrà ratificare l'annessione e la perdita della sovranità nazionale. Tsipras lo ha già fatto. Per questo riceverà il benservito con un governo di "tecnici" di sorveglianza.

i Greci si ritroveranno senza libertà politiche, senza diritti sociali, senza banche e senza porti, ma in cambio avranno più debiti da ripagare e più disoccupati. L'Euroincubo continua.

 

 

GREXIT con buonuscita o commissariamento totale

I termini dell'aut aut che l'Eurogruppo a maggioranza tedesca ha dato alla Grecia.

Approvazione entro 3 giorni delle richieste contenute nel memorandum (che impone condizioni più pesanti di quello del 26 giugno) con la novità introdotta da Schaeuble di sequestro una ipoteca sui beni dello Stato greco per un controvalore di 50 miliardi di euro

oppure

FUORI dall'euro per almeno 5 anni, accompagnata da una possible buonuscita sotto forma di una "ristrutturazione" del debito attuale. 

GREXIT è più vicino, a meno di una capitolazione totale e umiliante.

Tsipras avrebbe potuto risparmiare agli ellenici l'umiliazione di essere cacciati o sottomessi se avesse utilizzato l'esito del referendum per uscire dall'Euro a testa alta (e un taglio maggiore dei debiti).

Ma la novità più importante riguarda l'intera architettura dell'Eurozona: per la prima volta si ammette ufficialmente la possibilità di USCIRE dalla moneta unica, rimanendo nell'Unione Europea. E' un punto di svolta.

 

 

Riflessioni sulla scelta di Tsipras di dire Si alla Troika dopo il No dei greci

 

1) L'ipotesi che la scelta di Tsipras di indire il referendum del 5 luglio fosse dettata dalla speranza di perderlo è realistica, ma convalidarla o meno è un esercizio inutile allo stato attuale per capire gli scenari che si sono aperti dopo la vittoria del SI in Parlamento contro quella del NO nelle urne.

 2) Il ridimensionamento dell'esito referendario fatto da Tsipras - secondo il quale il voto dei Greci NON era a favore del Grexit ma solo per negoziare un accordo migliore - è un tatticismo inutile quanto opinabile per ovvie ragioni.

 3) La forza disvelatrice e contagiosa dell'OXI, nel quadro di un malessere generale, sociale e istituzionale dell'intera Europa, determina scenari nuovi e sconosciuti, che non saranno ricomposti dall'accordo Troika-Tsipras.

 4) E' molto probabile un'escalation di effetti e reazioni nel braccio di ferro tra tentativi di normalizzazione da parte dei governi e spinte "populiste" dei movimenti popolari trasversali.

 5) I margini di manovra per tenere in piedi l'architettura "dell'Unione dell'Euro" con politiche macroeconomiche e monetarie determinate dalle tecnocrazie europee si sono ridotti, e l'accordo sottoscritto da Tsipras è il paradigma di scelte recessive improntate all'aumento della tassazione sul lavoro - sia delle imprese che dei cittadini.

 L'aumento del 2% delle imposte sulle aziende e dell'età pensionabile a 67 anni dei (pochi rimasti) lavoratori non favorisce nè l'insediamento di nuove imprese nè l'ingresso di giovani nel mondo del lavoro. Le privatizzazioni sono scadenzate con tempi immediati e quindi saranno fatte con l'acqua alla gola e in svendita.

 La permanenza nell'euro non favorirà la competizione dei servizi e prodotti greci nei confronti dei paesi concorrenti limitrofi (Balcani e Turchia).

 6) Il debito accumulato - più di 300 miliardi - non viene tagliato (era una delle richieste fondamentali del "popolo dell'OXI") e pertanto i nuovi fondi messi a disposizione dalla Troika , circa 75 miliardi, serviranno essenzialmente a ripagare le tranche insolute del FMI, le prossime della BCE e soprattutto la ricapitalizzazione delle banche greche (circa 20 mld), che rimarranno in mano agli azionisti privati i quali beneficeranno degli aiuti elargiti. Tra 12 mesi i soldi saranno finiti e le uscite prevedibili supereranno ancora le entrate (incerte), determinando un nuovo strozzamento delle finanze statali e il riaprirsi di tutte le questioni ora eluse.

6 BIS) Gira voce che il taglio del debito sarà ottenuto da Tsipras subito dopo la firma dell'accordo, come "ricompensa" per la buona volontà dimostrata, oltre che sulla base delle necessità riconosciute da tutti. La Germania ed altri fanno già sapere che non se ne parla, anzi. Quello che va rilevato è il meccanismo imperante dei sotterfugi e del "non detto", tipico del modo mafioso-burocratico di condurre le trattative fuori dalla comprensione/controllo dei cittadini.

 7) La Germania capeggia il fronte di coloro che chiederanno che l'accordo definitivo in discussione tra sabato 11 e domenica 12 contenga clausole ancora più punitive per la Grecia, con l'obbiettivo politico di rendere più pesante ed esemplare la resa di Tsipras. Si sta verificando puntualmente quello che avevo paventato ieri: "Immaginatevi se ora la Merkel respingesse l'accordo per scarsa affidabilità della controparte. Un leader che mente al suo popolo, come può essere creduto dai suoi nemici?"

 8) L'esperienza politica di Syriza esce devastata ed incerta, al di là dei primi pronunciamenti, avviandosi a replicare quella del defunto Pasok tra scissioni e opportunismi. Il nuovo governo di unità nazionale che si profila all'orizzonte creerà più spazi per la destra nazista e i veterocomunisti, oltre ovviamente ad un'ampia fascia di astensionisti delusi e rabbiosi.

 9) Quella che era stata salutata, anche dagli scettici moderati, come una grande prova di democrazia e partecipazione di popolo, precipita di nuovo nella valle della delusione e della delega incondizionata, come nell'eterno supplizio di Sisifo.

 PS: propongo questa citazione, sul tema assediati - assedianti, a cui Tsipras avrebbe potuto ispirarsi, se ne avesse avuto la conoscenza. Il popolo greco, scegliendo OXI-NO, aveva invece interpretato alla lettera l'esempio del castello di Hochosterwitz.

"Quando Margareta Maultasch, duchessa del Tirolo, fece accerchiare nel 1334 il castello di Hochosterwitz, in Carinzia, sapeva benissimo che la fortezza, situata su una rupe fortemente scoscesa che si ergeva alta sulla valle, era inespugnabile con un assalto diretto e avrebbe ceduto soltanto dopo un lungo assedio. Giunse il giorno in cui la situazione dei difensori si fece critica: tutto ciò che restava delle loro provviste era un bue e due sacchi di orzo. Ugualmente pressante, anche se per ragioni diverse, stava però diventando pure la situazione di Margareta: sembrava che l’assedio non dovesse finire mai e le sue truppe, di cui aveva urgente bisogno per impiegarle altrove, cominciavano a essere indisciplinate. A questo punto il comandante del castello decise un’azione disperata: fece macellare l’ultimo bue, con l’orzo che restava gli fece riempire la cavità addominale, e ordinò che la carcassa fosse gettata lungo i ripidi pendii della rupe in un prato antistante al campo nemico.

Dopo aver ricevuto questo beffardo messaggio, la duchessa si scoraggiò e tolse l’assedio, allontanandosi con le sue truppe." da CHANGE, di Paul Watzlawick