BOYCOTT MADRID

Un tempo c'erano i re che si servivano dei banchieri per finanziare le loro guerre e per tenere sotto il tallone la povera gente; e c'erano i buffoni di corte per far ridere i re sulle umane miserie.
Il mondo ora si è capovolto e Felipe VI° di Spagna fa il buffone in televisione scimmiottando un contegno reale e si mette al servizio dei suoi padroni banchieri per sostenere la loro causa contro l'indipendenza della Catalogna.


Se ne approfitta del fatto che quaranta anni fa gli spagnoli non ebbero il coraggio e l'intelligenza di liberarsi di tutti i fantasmi del passato, illudendosi che i re avrebbero fatto solo da soprammobile nel nuovo sistema democratico.


Ed ora invece il buffone pensa di fare davvero il re, sbagliando tempi e circostanze, perchè sul diritto della Catalogna all'indipendenza non si può consentire ad un felipe sesto di metter bocca.


La vicenda catalana sta evolvendo verso un epilogo tragico e triste, grazie alla protervia dei governanti di Madrid e dei suoi finti oppositori socialisti - un tempo si dichiaravano repubblicani - e grazie allo squallido interessato disinteresse della comunità europea.


Per quanto ci è dato fare, credo che tutte le persone libere ancora di ragionare dovrebbero esprimere l'indignazione per quanto sta accadendo in Catalogna, e rivendicare il diritto dei Catalani a decidere / negoziare il proprio futuro.

Nel mio piccolo, oltre ad esprimere le mie opionioni arrabbiate, mi impegnerò a boicottare chi nega il diritto all'indipendenza della Catalogna:


  • eviterò di tornare a visitare la Spagna e in particolare Madrid

  • eviterò di comprare prodotti o servizi spagnoli di qualsiasi genere

  • eviterò di pubblicizzare qualsiasi cosa provenga dalla Spagna

  • cercherò di diffondere la proposta di boicottare Madrid fin quando la Catalogna non sarà indipendente.


Il trattamento che il governo di Madrid, con l'avallo di gran parte degli spagnoli-non-catalani, ha riservato alla comunità catalana è arrogante e disgustoso, fintamente legalitario.


La Spagna si sta avviando a diventare la Turchia d'Europa e i catalani sono trattati come i curdi.

Il giornalista Gabriele Del Grande sequestrato da Erdogan

#FreeGabriele

Il giornalista italiano Gabriele Del Grande è sequestrato dal 9 aprile nel carcere turco di Mugla.
Non si conoscono quali siano le accuse, nè quale siano le sue condizioni. I carcerieri non hanno permesso al console italiano di visitare il giornalista.
La famiglia di Gabriele e la stampa italiana hanno lanciato una grande mobilitazione per chiederne la liberazione immediata.
Il sequestro di Gabriele è la riprova del cinismo di Erdogan di cui ne pagano le conseguenze tutti coloro che mettono piede in Turchia, trasformata dal regime in una enorme prigione.

http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2017/04/18/news/parla-del-grande-da-stasera-sciopero-della-fame-1.15212367

 

 

 

Turchia arrivederci al 2030

Nonostante tutto il SI non va oltre il 51%; il NO prevale ad Ankara e Istanbul. Brogli elettorali a man bassa. Il colpo di Stato di Erdogan è ancora più evidente.

 

Il farsesco referendum a cui sono chiamati oggi i turchi ufficializzerà la dittatura di Erdogan fino al 2029.

Decine di migliaia di oppositori in carcere; tutti i giornali critici chiusi o imbavagliati; magistrati, insegnanti, militari, avvocati minacciati ed epurati; la minoranza curda massacrata.


Il voto dei turchi è un voto "sotto dettatura", ininfluente e scontato. Sarebbe una vera sorpresa se Erdogan non dovesse ottenere più del 60% dei voti .

Il vero obiettivo del sultano palazzinaro è di ottenere un cambiamento costituzionale con cui mettere la parola fine ad ogni parvenza di pluralismo interno e dedicarsi alla ricerca della consacrazione internazionale, il sogno dell'ottomano moderno che con minacce e tangenti aspira a riaffacciarsi tra i potenti della Terra, tra i quali sono in molti ad aspettarlo a braccia aperte.

Inferno Turchia ultimo girone, Erdogan fa arrestare i leader di HDP eletti dal popolo

Arrestati nella notte i leader del partito HDP, espressione democratica del popolo curdo e della Turchia laica. E' l'ultima tappa della trasformazione della Turchia in una dittatura ufficiale, il Sultanato di Erdogan.

 

http://www.eastjournal.net/archives/77863

A finire in manette, questa notte, non sono solo persone. E’ un partito. Ma si sa che quando la patria arde, i partiti si spengono. E la Turchia uscita dal fallito golpe è un paese in fiamme. Ardono le streghe del complotto contro lo stato, ardono i nemici della patria inviolabile, immaginati, presunti, colpevoli di reati abominevoli, e si aprono le galere per giornalisti e politici, e della democrazia resta la cenere.

Quale che sia l’accusa nei loro confronti, sarà una finzione. L’arresto è politico. Non c’entrano terrorismo, corruzione, complotto o ladrocinio, nessuna accusa sarà veritiera, ma inganno a coprire la barbarie di un potere definitivamente approdato all’autoritarismo. Nessuno nasconde gli errori del partito, l’eccessiva vicinanza con il PKK, l’appoggio morale dato alla guerriglia. Ma non è questo il punto. Il punto è che un partito è stato fisicamente, arbitrariamente, arrestato per ragioni che non hanno nulla a che vedere con il crimine, ma con la politica. Il fatto è che fare politica, in modo democratico, in opposizione al governo, è nella Turchia di Erdogan il più grave dei reati.

Come si è giunti fin qui?

L’HDP aveva saputo raccogliere consensi al di fuori dell’abituale bacino elettorale dei partiti filo-curdi, intercettando quella fetta di società erede dell’esperienza di Gezi Park, arrivando così a superare il quorum – che in Turchia è fissato al 10% – ed entrando in parlamento nel 2015. Tuttavia, invece di svolgere una funzione di mediazione tra istituzioni dello stato e ragioni della guerriglia curda, l’HDP ha presto aderito supinamente alle posizioni del PKK, alienandosi le simpatie dei moderati ed entrando in rotta di collisione con Erdogan.

Scriveva, alcuni mesi fa su queste colonne, Lorenzo Marinone: “Come partito rappresentato in parlamento, l’HDP è nella condizione di mediare tra le parti. Da un lato dialogare con il PKK, dall’altro portare lo scontro sul piano politico costringendo il governo a trattare. È pur vero che Erdoğan ha fatto carte false per non riprendere il processo di pace. D’altronde nessuno poteva aspettarsi che il compito dell’HDP sarebbe stato facile. Tuttavia – prosegue Marinone – se le posizioni dell’HDP si appiattiscono su quelle di chi resiste con la lotta armata, gli equilibri saltano. Salta il suo ruolo di unico interlocutore politico, il solo grimaldello con cui poteva scardinare i piani di Erdoğan. Che avrà buon gioco a legare richiesta d’autonomia a terrorismo, delegittimando così l’intera agenda politica del partito filo curdo. Senza compiere il passo eclatante di dichiararlo fuorilegge, bensì svuotandolo dall’interno pezzo dopo pezzo”.

Parole profetiche, che spiegano almeno in parte le cause che hanno portato l’HDP dal parlamento alla galera. Ma si è aggiunto un elemento, quello del golpe di luglio, che ha spinto Erdogan ad accelerare il passo nella direzione intrapresa, approfittando della situazione per eliminare i nemici politici, curdi compresi.

Inferno TURCHIA, la dittatura di Erdogan contro CUMHURIYET e quello che resta della libertà di stampa

Arrestati i giornalisti e il direttore Murat Sabuncu di Cumhuriyet, ultimo giornale di opposizione in Turchia rimasto a denunciare le violenze e i soprusi della dittatura di Erdogan.
Fondato nel 1924, Cumhuriyet era già stato colpito dalla repressione con l'arresto dei suoi principali giornalisti, tra cui Can Dundar che qualche mese fa ha fatto a tempo a rifugiarsi in Germania. I nuovi arresti preludono alla messa fuorilegge del giornale e all'arresto dei suoi sostenitori, amministratori e lettori.
Il disegno autoritario di Erdogan, che il finto golpe di luglio ha accelerato, è ormai al culmine: decine di migliaia di arrestati o epurati, l'esercito e la polizia che si sono sostituiti alla magistratura e alla stampa, l'avventura militare in Siria e Iraq per far leva sul nazionalismo, la soppressione dei deputati di opposizione e in particolari di quelli filo-curdi, il ricatto di "inondare" l'Europa con i flussi di rifugiati ridotti in campi di concentramento.

 

Cumhuriyet'ten kamuoyuna açıklama: Teslim olmayacağız

Cumhuriyet gazetesi Genel Yayın Yönetmeni Murat Sabuncu ile yazarlar ve yöneticiler sabah saatlerinde evlerinde yapılan arama sonrasında gözaltına alındı. Cumhuriyet Vakfı Adına İmtiyaz Sahibi Orhan Erinç, basın özgürlüğü ve yurttaşların haber alma özgürlüklerine yapılan darbe ile ilgili açıklama yaptı.

KAMUOYUNA

Cumhuriyet gazetesi gazetedir ve gazetecilik suç değildir.

Cumhuriyet Gazetesi 7 Mayıs 1924 tarihinde yayınlanan ilk sayısından itibaren ülkemizde her anlamda gerçek bir demokrasi kurulması için yayınını sürdürmüş, hiçbir hükümet ve hiçbir partinin gazetesi olmamıştır. Cumhuriyetin, Atatürk devrim ve ilkelerinin açtığı “aydınlanma” yolunda, aklın bağnazlıktan, bilimin dinden bağımsızlaşması, laiklik ilkesinin toplumca benimsenmesi için çaba gösteren bir gazetedir. Gerçek budur ve bundan ibarettir.

Cumhuriyet gazetesi laik, demokratik ve sosyal hukuk devletinin vazgeçilmezliği ve insan haklarının korunması için gazetecilik çizgisinden hiç ödün vermemiştir. Demokrasinin savunuculuğunu yapan Türkiye Cumhuriyeti ile yaşıt bir gazetedir. Gücünü okurlarından alır. Cumhuriyet gazetesi hiçbir güç tarafından teslim alınamayacak olan gazetecilik inancıyla yayın hayatını sürdürür ve sürdürecektir.

İleri sürülen suçlamalara yanıt vermeyi dahi doğru bulmuyoruz, zul sayarız.

Ancak bilinen bir gerçeği tekrarlayalım. Ülkemizde yıllarca Fetullah Gülen ve cemaat yapılanmasının Türkiye Cumhuriyeti için ne kadar büyük bir tehlike olduğunu, temel amacının laikliği ortadan kaldırarak Türkiye Cumhuriyetini yıkmak ve ele geçirmek suretiyle İslam devleti kurma çabalarının önlenmesi için yaptığı yayınların halkın gerçekleri öğrenmesi amacıyla yapıldığını herkes bilir. Aksi inkar edilemez nitelikte bu yayınlarla kamuoyunu bilgilendiren Cumhuriyet gazetesi Vakıf ve Yönetiminin ve yazarlarının “FETÖ/PDY ile PKK/KCK terör örgütlerine” “müzahir” oldukları ve “üye olmamakla birlikte örgüt adına suç işledikleri” iddiasıyla soruşturma başlatılmış olmasını hayretle ve endişeyle karşılıyoruz.

Basın özgürlüğü, laik, demokratik, sosyal hukuk devleti ilkeleri ve temel insan hak ve özgürlükleri , evrensel hukuk ilkeleri korunmalıdır.

Terör örgütleri adına suç işlemek, 15 Temmuz darbe girişimini meşrulaştırma amacına yönelik yayın yapmak gibi inanılması ve kabul edilmesi güç iddialara dayalı yakalama/gözaltı/ el koyma işlemlerini kabul edilemez, hukuka aykırı işlemler olarak değerlendiriyoruz. Hukuk güvenliğini ortadan kaldırmaya yönelik işlemler kabul edilemez.

Basın suçları nedeniyle açılan soruşturmalar Cumhuriyet gazetesinin yayınları bakımından yadırganmayacak kadar alışılmıştır. Haberler nedeniyle yazar ve muhabirlerimizin Basın Savcılığına çağrılarak ifadelerine başvurulmaları da çok doğaldır.

Ancak bu kez Cumhuriyet Gazetesi Vakıf yöneticileri ve yazarları için uygulanan, sabah baskını şeklinde gerçekleşen yakalama/gözaltına alma/arama işlemleri söz konusudur.

İfadelerine başvurmak için çağrıldıklarında her zaman gelebilecek olan Vakıf Yöneticileri ve Cumhuriyet Gazetesi Genel Yayın Yönetmeni başta olmak üzere gazetemiz yazarları hakkında uygulanan bu işlemleri, Cumhuriyet gazetesinin yayınına son verme girişiminin başlangıcı olarak görüyoruz. Böyle bir girişim hukuk güvenliğini, basın özgürlüğünü ortadan kaldırır.

Bu tür hukuki dayanağı bulunmadığı gibi inandırıcılığı da olmayan iddialarla Cumhuriyet Gazetesinin yayınına son vermek amacı basın özgürlüğüne ve halkın haber alma, gerçekleri öğrenme hakkına açıkça aykırıdır. Cumhuriyet gazetesi hakkında başlatılan operasyonlardan ve Cumhuriyet gazetesini susturma çabalarından derhal vazgeçilmelidir.

Cumhuriyet gazetesinin, gazetemizin yayınına son verme çabalarını şiddetle kınıyoruz.

Tam bir kesinlikle ifade edelim.

Cumhuriyet gazetesi hiçbir darbe döneminde, hiçbir güç tarafından nasıl teslim alınamadıysa, dün Fetullahçı savcı ve yargıçlarla ve onların emrindeki güçlerle nasıl mücadele ettiyse, bu gün de nereden ve kimden gelirse gelsin her türlü baskıyla sonuna kadar mücadele edecek güçtedir.

Mücadelemizin okurlarımızla ve dayanışmayla süreceğine inanıyoruz.

Cumhuriyet gazetesinin yöneticileri ve yazarları gözaltına alınmış olsa bile demokrasi ve özgürlük mücadelesini gazetemiz sonuna kadar sürdürecektir.

Cumhuriyet gazetesini yalnız bırakmayan tüm okurlarımıza, demokrasiye ve Türkiye’nin aydınlık geleceğine olan inançlarıyla tüm baskılara karşı direnen Cumhuriyet gazetesi ile dayanışma içinde bulunan herkese teşekkür ediyoruz.

CUMHURİYET

Strage continua in Turchia

L'attacco terrorista all'aeroporto Ataturk di Istanbul è l'ultimo della scia di stragi - dieci - che in un anno ha provocato centinaia di morti in tutta la Turchia.

 

Erdogan pensa solo a giustificare l'impotenza del suo regime, incapace di contrastare i terroristi che indisturbati si muovono nel paese, mentre i diritti delle opposizioni, della stampa, della magistratura vengono annullati e repressi. 

La Germania si è accorta del genocidio degli Armeni

"... Ricordiamo che su due milioni di Armeni residenti in Anatolia, furono uccise circa un milione e mezzo di persone, i tre quarti - è importante vedere le proporzioni, oltre che il numero totale. Altrettanto avvenne per la minoranza siriaca (o assira, secondo le denominazioni)

 ... Ricordiamo che genocidio vuol dire sterminio programmato e organizzato dall’alto, non una cosa episodica. A volte la parola genocidio viene usata a sproposito oggi: genocidio significa la volontà di programmare dall’alto, di ottenere la sparizione di un popolo per motivi, dice la famosa dichiarazione delle Nazioni Unite del dicembre 1948, “etnici, politici o religiosi”. Questa è proprio la definizione del termine, inventato da un ebreo polacco, Raphael Lemkin, che inventò questa parola, dobbiamo sempre ricordarlo, nel 1944, e la inventò basandosi su ciò che era successo al suo popolo - la sua famiglia era scomparsa ad Auschwitz - ma tenendo presente la tragedia degli Armeni che studiava da 30 anni. Il collegamento lo stabilì già lui e lo dichiarò in due celebri interviste televisive che rilasciò negli anni ’50 agli albori della televisione."

(Antonia Arslan, autrice del libro "La masseria delle allodole")

Il Parlamento della Germania oggi ha votato una risoluzione in cui si riconosce che un secolo fa la Turchia commise il genocidio del popolo armeno. Il voto era previsto nel 2015 per la ricorrenza del centenario, ma fu rinviato per motivi diplomatici (la Merkel non voleva danneggiare la campagna elettorale di Erdogan).

Il dittatore turco Erdogan ha reagito violentemente al voto tedesco richiamando l'ambasciatore turco a Berlino. L'arroganza di Erdogan di fronte all'evidenza storica dovrebbe far capire alle istituzioni europee che non è possibile negoziare con un simile personaggio,ma la Merkel si è preoccupata di far sapere che la (sua) amicizia con il Sultano "è solida".

 

 

Erdogan fa il dittatore grazie ai burocrati europei

Erdogan mostra il suo vero volto, dopo aver ricattato i "leader" europei e il mondo intero, licenzia il suo maggiordomo primo ministro, chiude i giornali e uccide gli oppositori.erdogan delirio totalitario

 

Condannati i giornalisti Can Dundar e Erdem Gul di Cumhuryet, colpevoli di aver documentato e denunciato il traffico di armi e petrolio tra le aziende di famiglia Erdogan e il terroristi dell'Isis.

La Turchia è ormai prigioniera del delirio totalitario di Erdogan e del suo apparato. Chiusura dei giornali. Massacro dei Curdi. Commercio di rifugiati. Repressione del dissenso. Abolizione dei diritti di difesa. Abolizione delle garanzie costituzionali. Abolizione del governo. Protezione e uso del terrorismo. Corruzione e arricchimento personale. Gli unici a non essersene accorti sono Merkel, Junker, Renzi, Hollande, Shultz, Cameron ... che, oltre a regalare miliardi al dittatore, lo legittimano con accordi e trattative per l'ingresso della Turchia nella UE.  

 http://www.cumhuriyet.com.tr/

Erdogan come al Sisi, censura e terrore

Cosa fa un dittatore quando un giornale critica i suoi metodi e documenta la corruzione, le violenze e gli affari con i terroristi dell'Isis?

Chiude il giornale oppure lo occupa militarmente e al posto dei giornalisti ci mette i poliziotti.

E' quello che Erdogan ha fatto con il gruppo editoriale ZAMAN, di orientamento moderato e un tempo alleato di Erdogan ma poi passato all'opposizione per divergenze tra Zaman e la famiglia del sultano, per storie di scandali immobiliari e corruzioni.

E infine, se i lettori del giornale protestano chiedendo libertà di stampa e di opinione in un paese sedicente democratico, Erdogan vieta la manifestazione con l'uso della forza, arresta gli oppositori e se qualcuno viene trovato morto ...

La Turchia assomiglia sempre più all'Egitto di al-Sisi, il mandante degli assassini di Giulio Regeni.

Gli italiani che hanno intenzione di visitare o lavorare in Turchia farebbero bene a ripensarci, non solo per la propria incolumità in un paese in cui stragi e bombardamenti sono all'ordine del giorno ma anche come gesto di opposizione al regime di Erdogan. 

Siria escalation del terrore

 

Aleppo in Siria é diventato il tragico crocevia di tutti i conflitti in gioco. 

Quello tra Russia e USA innanzitutto, e poi tra Arabia Saudita e Iran, tra Turchia e Curdi, tra tutti contro tutti.

Putin continua a bombardare ribelli e civili, mentre l'Isis ha già traslocato in Libia. Obama si prepara ad inviare truppe di terra, l'Arabia Saudita ha già inviato aerei da guerra ospitati nelle basi militari della Turchia, che a sua volta ha iniziato l'invasione della zona curda di Aleppo.

Decine di migliaia di civili cercano di sfuggire al fuoco incrociato, intrappolati tra le macerie.

Le trattative USA-Russia-Europa a Monaco per una tregua sono praticamente fallite e la situazione siriana evolve verso una drammatica escalation, come se non bastassero i 270.000 morti, 7 milioni di evacuati, 4 milioni di profughi, 13 milioni di affamati.