MADRID OCCUPA MILITARMENTE BARCELLONA

“El Gobierno ha ultrapasado la línea roja que le separaba de regímenes totalitarios y se ha convertido en una vergüenza democrática”.

Il Presidente della Catalogna Puigdemont denuncia la “actitud antidemocrática de un gobierno que ha enseñado su rostro intolerante”. El día 1 de octubre, “saldremos de casa con una papeleta y la usaremos”, ha prometido.

 

Mariano Rajoy in un discorso televisivo "alla nazione" conferma la linea di repressione decisa dal governo di Madrid contro la richiesta di referendum.

40.000 manifestanti in piazza nella notte di Barcellona difendono le sedi del governo catalano.

La polizia di Madrid circonda la sede del movimento di sinistra indipendentista CUP. Migliaia di attivisti si oppongono all'assalto dei poliziotti: "dovrete passare sui nostri corpi".

 

ore 21 - Migliaia di persone sono concentrate alla confluenza della Gran Via de Catalunya  con la Rambla, vicino la sede del Dipartimento dell'Economia. I cittadini gridano  "Indipendenza" e "Vogliamo votare".

ore 20.30 - Centinaia di persone si radunano in Puerta del Sol a Madrid per manifestare a favore del referendum per l'indipendenza della Catalogna.

TrumpONU

trump ONU

Donald Trump scambia la sessione plenaria annuale delle Nazioni Unite per una delle sue solite twitterate. Promette di uccidere tutti i Nord Coreani se il suo amico-nemico Rocket Man non la smette di lanciare missili. Minaccia l'Iran e parla bene solo di se stesso e di quella parte di America che ancora lo ama. 

C'era davvero bisogno di andare al Palazzo di Vetro per recitare uno show così mediocre e truculento? Sono cadute davvero così in basso le Nazioni Unite ? 

Le bugie di El Pais sul referendum catalano

Il giornale di Madrid El Pais tanti anni fa era l'espressione della sinistra riformista spagnola e dell'informazione libera, nata dalla fine del franchismo. Ora si è ridotto a inseguire la crisi del PSE e come spesso accade anche in altri casi - basta guardare alla linea editoriale di La Repubblica - è diventato più realista del re.


Il titolo di apertura di domenica 17/9 è esemplare: "Nessun Paese occidentale riconosce nella sua costituzione il diritto all'autodeterminazione", quindi il referendum indipendentista della Catalogna è un'aberrante sfida ai principi della democrazia internazionale, e pertanto deve essere impedito.
Il concetto viene ripreso nell'editoriale dello stesso giornale, terrorizzato dalla prospettiva di caos e di "doppia legalità" che si sta determinando in Catalogna, per concludere con l'esortazione (superflua) al governo Rajoy :

"El empate entre ordenamiento democrático y caos es un imposible. No es estable. No es sostenible. Y sobre todo, no es aceptable. El Gobierno no debe permitir que esa legalidad paralela se siga implantando y llegue a ganar legitimidad entre los ciudadanos, confundidos a estas alturas de la crisis. Tal vez no debería haber permitido que esa legalidad surgiese en primera instancia; pero desde luego, con la lógica y debida prudencia, no debe consentir que se consolide."


La solenne premessa del quotidiano spagnolo è un falso grossolano, l'esempio della miseria culturale a cui si sono ridotte le tecnocrazie exsocialiste: esattamente tre anni fa in Scozia si è votato per un analogo referendum, concesso, anche se non senza drammatizzazioni, dal Governo di Londra, quello che origina da un Parlamento erede della Magna Charta e di secoli di tradizione liberal-democratica. Nemmeno i conservatori inglesi, pur preoccupati per  il possibile esito catastrofico, ebbero a starnazzare come i socialisti spagnoli.
 Il referendum scozzese si svolse ordinatamente e si concluse con la vittoria di misura di coloro che volevano restare dentro il Regno Unito. Nessuno ebbe a pentirsi di aver consentito lo svolgimento di quel referendum.

Pur non essendo scritto in Costituzione, il diritto all'autodeterminazione nasce dalla capacità dei sistemi di evolversi piuttosto che rinchiudersi nelle gabbie e negli interessi precostituiti.
La chiusura e la negazione della realtà portano al caos. Quello che El Pais fomenta.

PS: per una fortuita coincidenza El Pais pubblica anche un "manifesto di intellettuali di sinistra" che lanciano un appello a NON VOTARE. Di questo passo chiederanno il ritorno di un caudillo.

Repressione in Catalogna

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Il più corrotto dei capi di governo europei Mariano Rajoy ha tuonato “Nos van a obligar a llegar donde no queremos llegar”, una frase dal significato oscuro e minaccioso, che riporta la Spagna indietro di decenni. 

Puigdemont gli risponde: "Non sottovalutare la forza del popolo di Catalogna, che ha deciso di decidere"

 

Nel pomeriggio di sabato, più di 700 sindaci di altrettante città della Catalogna hanno manifestato pubblicamente a Barcellona la volontà di far svolgere il referendum nei locali pubblici, sfidando il divieto e le minacce di arresti del governo di Madrid. Anche la sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha partecipato all'evento e ha dato il pieno sostegno della sua comunità allo svolgimento del referendum 1-O.

Nel silenzio e con la complicità dei burocrati europei, il governo Rajoy ha iniziato le manovre "militari" per impedire il referendum del 1 Ottobre in Catalogna.
La polizia di Madrid è intervenuta a Barcellona per bloccare la diffusione di 100.000 volantini per la propaganda del SI.

Bloccato il sito .cat con le informazioni su come votare. Aggirato l'ostacolo e riaperto come .eu : Snippet

https://www.ref1oct.eu/

E inoltre sono state approvate misure di strozzamento economico con il blocco del pagamento degli stipendi pubblici e dei rimborsi fiscali, l'ordine alle banche di denunciare i movimenti di denaro di cittadini e aziende che finanziano la campagna referendaria a favore dell'indipendenza catalana.

 

Madrid ha deciso di reagire con lo scontro frontale al grido di "quel referendum non si deve tenere" ed é disposta anche ad usare l'esercito per bloccarlo. 


Nel resto d'Europa i grandi organi di comunicazione hanno adottato la strategia del silenzio, oscurando completamente le notizie e il dibattito sul referendum in Catalogna. Meglio non svegliare il cane che dorme.

Da La Vanguardia:

A fin de cuentas, no hubo negociación, ni atisbo de la misma. Represión pura y dura. Judicializada y personalizada, como en los modernos regímenes autoritarios que cubren sus vergüenzas con las hojas de parra de los tribunales. Y a una escala nunca vista en la Europa contemporánea, amenazando a cientos de cargos electos y, potencialmente, a miles de personas si se concreta la intimidación genérica a los voluntarios inscritos para ayudar al referéndum. Recordemos que no se trata de reprimir la independencia de Catalunya sino la mera celebración de una consulta en la que los ciudadanos puedan votar libremente cual es su proyecto de país. No es una distinción baladí puesto que, según encuestas fiables, menos de la mitad de los catalanes estarían a favor de la independencia mientras que tres cuartas partes de la población apoyan el derecho a decidir. Es difícilmente comprensible, en esas condiciones, la obstinación del PP y de su Gobierno en bloquear cualquier movimiento que implique un voto libre y con garantías.

Un altro missile di Kim Jong-un, Trump accusa Cina e Russia

Come previsto, la Corea del Nord ha lanciato un altro missile a medio raggio che ha "scavalcato" il Giappone, con una gittata in grado di colpire la base USA di Guam.

 

 

La novità questa volta sta sia nella reazione della Corea del Sud che ha lanciato a sua volta un missile finito in mare ma con una gittata che avrebbe potuto colpire l'aeroporto vicino Pyongyang, sia nella accusa esplicita degli Stati Uniti nei confronti di Cina e Russia, che secondo Trump-Tillerson non fanno abbastanza per isolare il dittatore nord-coreano.

Il vero incubo dei giapponesi è rappresentato da un attacco missilistico contro le più di 50 centrali nucleari dislocate sul territorio del Sol Levante.

Il nuovo Direttore d'Orchestra

 

Ovvero, se pensate di salvarvi dall'invasione dei robot imboccando una carriera artistica vi sbagliate.

 

La vera domanda è: perché lo hanno fatto senza testa ? Si tratta forse di una minaccia trasversale ?

Chi si illude di Al Sisi e perché ?

Quale sia il livello di considerazione che il dittatore egiziano Al Sisi ha nei confronti del governo italiano lo dimostra l'arresto di  Ibrahim Metwally Hegazy, padre di un ragazzo ucciso dai servizi segreti, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani in Egitto e legale della famiglia Regeni per l'accertamento della verità sull'omicidio di Giulio.

omicidio Regeni

 

Metwally era "scomparso" poco prima di partire per un convegno dell'ONU sui diritti umani, e la sua prigionia è stata "oscurata" per due giorni (in chissà quali condizioni) per essere poi resa pubblica con i soliti capi di imputazione che sono previsti quando si cerca di eliminare un rappresentante dei diritti umani: attività contro lo Stato.

L'arresto di Metwally è la smentità più evidente e violenta alle improvvide dichiarazioni di Alfano-Gentiloni sull'opportunità di inviare un ambasciatore italiano al Cairo: la ripresa dei rapporti diplomatici sarebbe tornata utile per l'accertamento della verità sull'omicidio di Giulio Regeni, come vuole farci credere il ministro degli esteri.

E per dimostrare la collaborazione tra autorità egiziane e italiane viene arrestato l'avvocato Metwally !! 

E' questa la collaborazione che ci si può aspettare dal regime di Al Sisi !? E' questo che il ritorno di un ambasciatore al Cairo dovrà agevolare, oltre alla riapertura dei fiumi di tangenti per il traffico di armi e petrolio?

Gentiloni si è affrettato, dopo la notizia dello "schiaffo" ricevuto con l'arresto del rappresentante del Egyptian Commission For Rights and Freedom, a fare l'ennesimo ipocrita proclamo : "trovare la verità sull'uccisione di Giulio Regeni è un dovere di Stato".

Come era un dovere di Stato accertare la verità sulla strage di Ustica di 37 anni fa, depistata e oscurata da interessi diplomatici e militari.

Sull'omicidio Regeni ci sono stati finora molti proclami e molte atroci prese in giro, e neanche un pezzetto minuscolo di verità.