La strage di lavoratori in Cina non fa notizia, mentre Xi Jinping si autocelebra

 

Oggi 68 lavoratori cinesi sono morti per un "fatal accident" nella costruzione di una centrale elettrica a Fengcheng, nella regione orientale di Jiangxi. Sono stati schiacciati dal crollo dell'enorme struttura, collassata come un castello di carte.

ll sito ufficiale del Partito http://www.xinhuanet.com/ relega la notizia in un trafiletto e le immagini del disastro nello slider di prima pagina compaiono al sesto posto, dopo una serie di foto che esaltano l'ennesimo tour diplomatico di Xi Jinping.


Le frasi di rito sullo "sforzo dei soccorsi", sulle "necessarie indagini" ecc ecc fanno da contorno alla notizia sull'ennesimo disastro sul lavoro.
Non bisogna essere indovini per immaginare le vere cause della strage.

La sequenza di "fatal accident" che si protrae ininterrotta in ogni zona industriale della Cina è fortemente correlata con il modello di sviluppo drogato con il quale il regime cerca di nascondere la grave crisi economica e sociale che grava sul paese e di cui ne fanno le spese i lavoratori e gli abitanti delle trappole-metropoli.

Commentando il disastro di Fengcheng, il South China Morning Post di Hong Kong scrive: "On September 13, the company launched a campaign called Work Hard Together for 100 Days, urging workers at the station to speed up construction while heeding safety rules.

... Construction accidents are frequent occurrences in China, sparking criticism that the central and local governments are ignoring safety violations in their haste to complete projects.

... A series of major industrial accidents across the nation in recent months have also been blamed on corruption, disregard for safety and pressure to boost production amid a slowing economy.

La disinformazione con cui gli organi di stampa ufficiali trattano l'argomento della sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche ha raggiunto livelli insopportabili, di pari passo con l'idolatria permanente ed esagerata di Xi Jinping.

Negli ultimi due anni nel silenzio della stampa occidentale in Cina si sta realizzando una trasformazione strisciante del regime comunista in una dittatura personale.
Il ferreo controllo sui mass media, la repressione di qualsiasi forma - anche la più blanda ed innocua - di critica, l'uso spregiudicato delle indagini sulla corruzione per eliminare gli apparati interni diffidenti, il culto della personalità, sono i tratti essenziali della silenziosa marcia di Xi Jinping verso la dittatura assoluta.
Sessantotto lavoratori morti non devono fare notizia.

Renzi Berlusconi Erdogan Trump Xi-Jinping Putin, il potere non si accontenta di informazioni addomesticate

 

Hanno destato sorpresa, ma non indignazione, le dichiarazioni di Berlusconi che in tv da Vespa ha spiegato che lui è per votare NO al referendum del 4 dicembre, mentre il suo fido Confalonieri, in rappresentanza del gruppo Mediaset, voterà Si.


«Hanno paura - spiega il leader FI dallo studio di Porta a Porta - di una possibile ritorsione di chi ha il potere». «Ho avuto discussioni a questo livello - ha detto a Bruno Vespa che si è riferito alle interviste per il Sì di Fedele Confalonieri - e ho dovuto accettare, essendoci una maggioranza di risparmiatori e di investitori, che certe dichiarazioni del presidente di Mediaset, eccetera, sono attribuibili alla difesa dei risparmiatori».


Le dichiarazioni di Berlusconi sono state ampiamente ridimensionate dalla stampa nazionale, che le ha riportate alla stregua di esternazioni di un ex imprenditore vecchio e ormai privo di potere persino sulle aziende di famiglia. E invece dovrebbero essere oggetto di una denuncia ben più forte e convinta, se in questo paese, come nel resto del mondo, esistesse ancora un'idea vaga di cosa sia la libertà di stampa e di opinione.

Il gruppo Mediaset - televisioni, giornali e affari - si schiera con il SI non perchè convinto dalla solidità delle argomentazioni ma solo per paura di una possibile ritorsione di chi ha il potere. E perchè ha paura, forse qualcuno ha lanciato oscure minacce, o ha fatto intendere che i possibili scambi di favori prenderebbero un'altra direzione ?

Le dichiarazioni di Berlusconi avrebbero dovuto suscitare denuncia e indignazione anche da parte di coloro che in passato sono state vittime delle "possibili ritorsioni" dell'ex presidente del consiglio; e dovrebbero interessare anche la magistratura, perchè il ricatto o la ritorsione da parte di qualcuno contro un'azienda è pur sempre un'ipotesi di reato. C'era un tempo in cui le rivelazioni su "possibili ritorsioni" di gruppi di potere verso soggetti privati o pubblici venivano catalogate come "mafiose" o "piduiste". Nell'era di Renzi, sono normali metodi di persuasione esplicita.

Qualcuno si potrà consolare affermando che siamo nella media dello standard internazionale per quanto riguarda la libertà di stampa: anche in Turchia avevano inziato con "possibili ritorsioni" contro i mass media che si opponevano ad Erdogan, ed ora non c'è più imbarazzo nel chiudere i giornali e incarcerare i giornalisti. Per non parlare della Cina di Xi Jinping, che senza tanto clamore sta accentuando la repressione su chiunque faccia circolare idee non in linea con il suo pensiero, chiudendo addirittura giornali e siti internet vicini al partito comunista che un tempo servivano a testimoniare un qualche grado di tolleranza. O della Russia di Putin, dove i giornalisti vengono eliminati fisicamente.
E Trump, appena eletto, ha radunato gli editori e direttori delle principali catene di informazione che avevano appoggiato la Clinton per sbeffeggiarli e minacciarli. Anche negli USA qualcuno deciderà di "votare SI a Trump" per paura di "possibili ritorsioni".

Il Potere non si accontenta più dell'informazione addomesticata, ha bisogno della totale sudditanza, e i grandi network non chiedono di meglio. 

Cronache Trumpiane

Se Brandon Victor Dixon fosse Presidente

 

"There's nothing to boo here, we're all here sharing a story of love," Dixon said. "We have a message for you, sir."

"Vice President-elect Pence, welcome. Thank you for joining us at Hamilton - An American Musical. We, sir, are the diverse America who are alarmed and anxious that your new administration will not protect us, our planet, our children, our parents, or defend us and uphold our inalienable rights, sir. But we hope this show has inspired you to uphold our American values, and work on behalf of ALL of us," Dixon said.

___________________________________

La "squadra" di Trump

 

Mike Pompeo, nuovo capo della CIA - famoso per aver sostenuto (e praticato) la legittimità della tortura nei confronti dei sospettati di terrorismo e per aver chiesto la condanna a morte di Edward Snowden.

 

Mike Flynn, ex-generale, nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale (ministro degli Interni) - famoso per aver twittato "la paura nei confronti dei musulmani è razionale" e per l'amicizia verso Putin.


Jeff Sessions, senatore dell'Alabama, nuovo ministro della Giustizia - famoso per aver espresso dubbi sul fatto che gli afro-americani siano americani.

(prosegui )

 

REFERENDUM 4 dicembre, lo strano sondaggio che assegna la vittoria al NO per mobilitare quelli del SI

 

Gli ultimi fuochi d'artificio della campagna elettorale per il referendum del 4 dicembre - sotto forma di sondaggi e pronostici - danno il NO nettamente avanti, ma sembrano fatti più per sollecitare un rush finale del fronte del SI piuttosto che rispecchiare verosimilmente le volontà di voto.

Il NO sarebbe avanti di 6 o 7 punti percentuali, ma per stessa ammissione dei sondaggisti, i numeri sono inaffidabili per almeno tre motivi:

  • I sondaggi non tengono conto del voto degli italiani all'estero, un'incognita che riguarda sia il numero di coloro che andrà a votare sia il come voteranno. E' probabile che ci sarà un'ondata di voti per il SI, determinata dalle iniziative messe in campo come le lettere del PD che stranamente arrivano assieme alle schede elettorali, e le "sollecitazioni" di gruppi e circoli di opinione filogovernativi. Il voto all'estero potrebbe portare nelle casse del SI tra l'1 e il 2 per cento su scala nazionale e quindi ridurre o ribaltare le previsioni dei sondaggi.
  • C'è poi l'incognita degli indecisi, almeno il 20% del totale che, secondo l'opinione degli analisti, alla fine si orienterebbero più per il NO ma che invece potrebbero comportarsi in maniera opposta quando si troveranno di fronte la scheda con il quesito referendario ("vuoi ridurre i costi della politica ?") costruito apposta per "spostare" il voto degli indecisi verso il SI. 
  • E infine l'escalation della drammatizzazione per gli effetti di una vittoria del NO: se all'inizio c'era solo il rischio di un vuoto di governo per le dimissioni di #Matteostaiantipatico in caso di sua sconfitta, ora c'è anche lo spauracchio dello spread, l'aumento dei tassi di interesse che si traduce in nuove tasse per colmare i buchi di bilancio, che alle orecchie degli italiani suona come un ricatto efficace. Vagli a spiegare che per la speculazione finanziaria si tratta di una doppia opportunità perchè, comunque vada il referendum, chi vende ora i titoli di Stato italiani incassa le plusvalenze pagate da Draghi e se dovesse vincere il SI comprerebbe subito dopo a prezzi più bassi per sfruttare il rialzo.

 

A conti fatti, i sondaggi che danno vincente il NO sono molto aleatori ma sono utili a mobilitare tutte le (tante) risorse mediatiche di quelli del SI a pochi giorni dal voto. A che serve l'establishment se non riesce ad esercitare alcun potere persuasivo sui sudditi?

PS:  Ho elaborato l'ultimo sondaggio dei sondaggi, da cui si deduce (40,75 contro 39) che a mio avviso il NO non ha quel gran vantaggio che i sondaggisti gli attribuiscono.

RENZI e la riforma dell'ITALICUM, che fine ha fatto la bozza che nessuno ha ancora visto?

Renzi-Leopolda-Italicum

 

Il 5 novembre - Leopolda in corso - la stampa nazionale annuncia che è stato raggiunto l'accordo sulle modifiche alla legge elettorale "ITALICUM" tra il PD renziano e Gianni Cuperlo della minoranza. Il 6 novembre Renzi chiude la Leopolda in un grande tripudio mediatico senza spendere nemmeno due parole sull'ipotesi di accordo.
La maggioranza del PD e Gianni Cuperlo occupano telegiornali e web per spiegare che adesso - trovato l'accordo sull'Italicum - non c'è più motivo di votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre. La Ditta Bersani e C. è servita, deve arrendersi e sbaraccare, perchè non ci sono più pretesti per opporsi alla riforma.
Chi prova a dubitare sulla buonafede dell'accordo renziani-Cuperlo è solo un ostinato retrogrado populista. Anche Carlo De Benedetti annuncia ufficialmente che dopo la bozza Cuperlo ha capito che bisogna votare per Renzi, schierando il suo giornale e i suoi opinionisti a favore della causa del SI.
Ma che fine ha fatto la promessa di modificare l'ITALICUM ?
La bozza "Cuperlo, Guerini, Orfini, Zanda, Rosato" verrà presentata prima del 4 dicembre all'Assemblea nazionale/Direzione/Gruppi Parlamentari del PD per essere poi sottoposta alle opposizioni e iniziare l'iter parlamentare dopo il voto del 4 dicembre? Oppure se ne comincerà a parlare, forse, solo dopo aver visto l'esito del referendum, e se dovessero vincere i SI chi si azzarderà a parlare di modifiche della legge elettorale ? oppure si attenderà il verdetto della Corte Costituzionale per iniziare a discutere di cosa fare ?

Ho fatto una ricerca su Google da cui emerge che dopo il 6 novembre non c'è più alcuna traccia della famosa bozza annunciata il 5 novembre, neppure sul sito del PD.

RAINEWS 03 novembre 2016 22.34
Italicum, Pd presenta bozza di riforma

Presentata nella Commissione del Pd incaricata di studiare le modifiche alla legge elettorale, riunita al Nazareno,la bozza di riforma dell'Italicum. Lo ha annunciato in una nota diffusa al termine della riunione, Gianni Cuperlo che presiede la Commissione, precisando che a proporre il documento è stato il vicesegretario Pd, Guerini."Mi sono riservato un giudizio politico e di merito sul testo e lo sottoporrò alla valuazione delle minoranze" dem,ha spiegato Cuperlo. "I tempi della verifica saranno necessariamente rapidi".

Sole24Ore 4 novembre 2016
Italicum, Cuperlo: modifiche subito in Parlamento o voto in direzione Pd

L'UnitàTV 6 novembre 2016
Accordo sull’Italicum, minoranza spaccata. Cuperlo: “Non sono io l’incoerente”


Il testo autentico - con le firme - non è stato mai pubblicato. Quello pubblicato da La Repubblica sono poche righe di citazioni non virgolettate o interpretazioni generiche di "indicazioni" su tre "aspetti".

 


La Repubblica 5/11/2016
"A seguito delle conclusioni assunte dalla Direzione nazionale del Partito nella riunione del 10 ottobre la commissione incaricata di specificare contenuti, percorso e tempi per la possibile modifica della legge elettorale per la Camera dei deputati ha definito i seguenti punti che sottopone alla Direzione e alle assemblee dei gruppi parlamentari". E' quanto si legge nel documento che porta la firma di tutti i membri della commissione Pd sulle modifiche all'Italicum: Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Luigi Zanda, Ettore Rosato e Gianni Cuperlo.
Ecco il testo integrale del documento:
La commissione ha impostato il lavoro sulla base delle indicazioni contenute nella relazione del segretario Matteo Renzi e delle valutazioni emerse dalla discussione.
In particolare con una verifica su tre aspetti:
1. Premio di lista / premio di coalizione
2. Ballottaggio / turno unico
3. Modalità di espressione della volontà degli elettori nella scelta degli eletti.
In merito alla futura elezione dei senatori è confermata l'indicazione espressa dal segretario per assumere la proposta di legge a firma Fornaro Chiti quale riferimento del Pd per il varo della disciplina ordinaria in materia.
La commissione ha tenuto tre riunioni ed è stata avviata una prima ricognizione con le altre forze e gruppi parlamentari sia in merito ai contenuti che ai tempi di eventuali modifiche della legge attuale. La maggioranza dei gruppi interpellati - e nello specifico, la totalità delle opposizioni che si sono espresse anche con dichiarazioni pubbliche in tal senso - si è dichiarata indisponibile a una verifica parlamentare prima del referendum costituzionale del 4 dicembre.
Sul piano dei contenuti si è riaffermato il perno di un sistema elettorale fondato sull'equilibrio tra i due principi della governabilità e della rappresentanza.
A tale scopo le verifiche realizzate rendono possibile:
* La preferenza per un sistema di collegi inteso come il più adatto a ricostruire un rapporto di conoscenza e fiducia tra eletti ed elettori.
* la definizione di un premio di governabilità (di lista o di coalizione) che consenta ai cittadini, oltre alla scelta su chi li deve rappresentare, la chiara indicazione su chi avrà la responsabilità di garantire il governo del Paese attraverso il superamento del meccanismo di ballottaggio.
La commissione sottopone questo documento all'Assemblea nazionale, alla Direzione e ai gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato per le relative valutazioni e conseguentemente tradurne l'impianto nei testi di legge (elezione dei senatori secondo il Ddl Fornaro-Chiti e legge elettorale) da portare al confronto con le altre forze politiche e gruppi parlamentari.
http://www.repubblica.it/politica/2016/11/05/news/accordo_italicum_testo_integrale-151398975/

 

Non c'è alcuna traccia -fino ad oggi 13 novembre - di convocazioni degli organi di partito o dei gruppi parlamentari per avviare la discussione sulle proposte di modifica dell'Italicum.

A 20 giorni dal voto, quella che dovrebbe essere la solenne promessa di cambiamento della legge elettorale per superare i legittimi dubbi sulla natura autoritaria della riforma costituzionale è soltanto una trovata propagandistica.

Se il PD impiega così tanto tempo per elaborare e discutere una "bozza" di riforma al suo interno, perchè cambiare la Costituzione per velocizzare i tempi di approvazione delle leggi nei due rami del Parlamento?
Dopo aver ottenuto lo scalpo di Cuperlo, e quello ben più pesante di Carlo De Benedetti, che motivo c'è per Renzi di cambiare l'Italicum ? Qualcuno sente odore di imbroglio?

Donald TRUMP e i tanti incubi che diventeranno presto realtà - capitolo 1

incubo Trump

Nove novembre, a Roma è mattino e mia figlia da Berlino mi chiede "e adesso"? gli rispondo "è finito un ciclo iniziato 25 anni fa. Se stasera non mi addormento sul pc, scrivo qualcosa, tu mandami le tue opinioni."
E' passato qualche giorno dalla notte in cui Trump ha avuto inizio, e qualcosa si intravede.
Sì, sta finendo un'epoca, quella che ha attraversato la fine del "secolo breve" per proseguire fino a questa decade del terzo millennio, ma sarebbe sbagliato attribuirne le cause alla vittoria di Trump che, al più, è la manifestazione della fine.


Scoprendo l'acqua calda e con il senno di poi, tutti si sono resi conto che la Clinton Foundation ha rappresentato l'apice della crisi politica americana, l'orgia dell'establishment, la scomparsa della stampa libera, il trionfo della manipolazione al servizio del potere, la gestione dell'economia al servizio della finanza. Il sistema politico, e in particolare l'apparato del partito democratico, hanno consentito che la reazione alla crisi prendesse i tratti e il volto di Trump, con tutto l'armamentario ideologico e culturale che ne consegue. Punto.

E adesso ? Per capire cosa succederà nel futuro immediato è necessario separare due aspetti:
quello che accadrà per moto inerziale, cioè gli eventi che già erano prevedibili o determinati nel recente passato, e che però si manifesteranno in un nuovo "ambiente" con risultati imprevedibili e quelli che invece saranno effettivamente il frutto di scelte della gestione Trump.

Un esempio per capire: la serie spaventosa di omicidi dei blacks da parte della polizia americana è un fenomeno in continua crescita nel corso degli ultimi dieci anni, e quindi non può essere attribuito a Trump, ma certamente il prossimo omicidio, con tanto di video a riprova della brutalità poliziesca, farà divampare rivolte ben più vaste e violente di quelle viste nel recente passato, perchè ci sarà una miscela di sentimenti e condizioni diverse, non ci sarà un presidente nero e il mondo della cultura e della politica a cercare di spegnere gli incendi. La prossima "esecuzione" di un ragazzo di colore sarà la manifestazione evidente dell'anima razzista alla base della vittoria di Trump e sarà il detonatore di rabbia e scontri che nessuno dei blacks moderati avrà la forza o la voglia di spegnere.

Il Ku Klux Klan ha già promesso di accendere la miccia tra poche settimane.

Molti analisti politici stanno iniziando a fare marcia indietro rispetto alle previsioni catastrofiche sulle conseguenze di una vittoria di Trump. Tuttosommato, dicono, il cettolaqualunque presidente si circonderà di uomini dell'apparato repubblicano tradizionale, magari quelli più estremi ma pur sempre politici esperti, banchieri e imprenditori che sanno come mediare e trattare. Una volta vinto, a Trump basterà lasciare la gestione ordinaria al business as usual per realizzare le promesse elettorali nel solco della tradizione di una politica consociativa. Niente traumi quindi, niente cambiamenti e Wall Street che festeggia.

Non credo a questa visione ottimistica, perché le condizioni attuali, di cui pure Trump si è avvantaggiato per attaccare la gestione buffettiana di Obama, non consentono un proseguimento senza scossoni. Il vero problema degli americani non sono le tasse, bensì i debiti, sia quelli privati che quelli pubblici. I giovani che escono da un college, con la prospettiva di fare i barman a part time, sono indebitati per i prossimi trent'anni, la metà dei cittadini ha risparmi per far fronte alle emergenze inferiori ai duemila dollari. I consumi duraturi, dalle auto alle case, sono sostenuti solo dai debiti. Chi li paga questi debiti ? saranno cancellati con un'inflazione a due cifre, oppure da un'ulteriore stampa di dollari a gratis ? E gli altri paesi staranno a guardare ?

Trump-not-my-president


Anche in politica estera molti sono convinti che alla fine Trump si troverà nella necessità di lasciare questa materia ai professionisti del passato, magari qualcuno dell'epoca di Bush con l'aiuto di qualche tecnico di Obama, e quindi opterà per un approccio morbido con le questioni più dirompenti, dalla Siria al mare del Sud della Cina, dall'Ucraina all'Iran.

Azzardo un pronostico, sperando di essere smentito date le implicazioni oscure che ne deriverebbero: gli USA attaccheranno la Corea del Nord entro la primavera prossima, con l'obbiettivo apparente di distruggerne l'arsenale nucleare e quello vero di dare un segnale di inizio forte dell'era Trump.
La Corea del Nord, tra i tanti pretesti possibili per "battere un colpo", è quello a costo minore con il massimo dei risultati: un dittatore con la bomba atomica da eliminare, un'america great again da riecheggiare, la forza da ostentare in un'area in cui la Cina piano piano sta costruendo una notevole influenza militare e politica. Xi Jinping farà la voce grossa, ma alla fine forse anche a lui farà comodo disfarsi del pazzo coreano in cambio del pazzo filippino.
La "liberazione della Corea del Nord" con la destituzione di Kim Jong-un sarebbe per Trump un evento incontrovertibile per far entrare l'america nel futuro degli anni '50. 

Siamo solo al primo paragrafo del primo capitolo dell'incubo Trump.

L'incubo TRUMP è appena all'inizio

Donald J. Trump via TWITTER
 
@realDonaldTrumpNightmare

Just had a very open and successful presidential election. Now professional protesters, incited by the media, are protesting. Very unfair!

Berkeley's News | The Daily Californian

Thursday, November 10, 2016

Thousands attend fiery anti-Trump protest in Oakland

 

 http://fusion.net/

Earlier on Friday, high schools across the country experience walkoutsas students rebelled against the idea of a Donald Trump presidency.

The protests even extended overseas.

 

#NotMyPresident: Protesters take to the street in cities across the country in defiance of President-elect Trump

 

Nobody south on Fairbanks

(post in aggiornamento)

Cigno Nero Donald TRUMP è il nuovo Presidente degli Stati Uniti

Non è ancora l'alba in Italia ma si sta prospettando l'evento impossibile : la vittoria di Donald Trump nella corsa a Presidente degli Stati Uniti d'America. Ascolto in televisione gli opinionisti che solo ora scoprono l'acqua calda.

Se Trump vince non significa che hanno vinto gli americani, ha perso l'establishment mediatico-finanziario della Clinton Foundation, ha perso Obama, ha perso Yellen e Wall Street, ha perso Bloomberg, ha perso il partito repubblicano, ha perso Goldman Sachs e JP Morgan. 

Ha vinto USEXIT, il Cigno Nero è tornato.

Bernie Sanders avrebbe vinto, ma non gli è stato consentito di partecipare. 

Ha vinto Julian Assange e WikiLeaks.

 

Ha perso il New York Times : 

Donald Trump Is Elected President in Stunning Repudiation of the Establishment

The triumph for Mr. Trump, 70, a real estate developer-turned-reality television star with no government experience, was a powerful rejection of the establishment forces that had assembled against him, from the world of business to government, and the consensus they had forged on everything from trade to immigration.

The results amounted to a repudiation, not only of Mrs. Clinton, but of President Obama, whose legacy is suddenly imperiled.

Hpaytoplay CLINTON è il nuovo Presidente degli Stati Uniti

H PaytoPlay Clinton President

E' mercoledì mattina del 9 novembre 2016. Hillary Rodham Clinton è il 45° Presidente degli Stati Uniti d'America, prima donna eletta in questa carica, prima moglie di un ex Presidente, prima personalità politica eletta con un'inchiesta del FBI in corso.

Hillary Clinton se la sono scelta gli americani, e saranno affari loro. A noi che stiamo dall'altra parte dell'Atlantico, sulle coste del mare interno dove si affacciano e si scontrano le minacce più grandi alla sopravvivenza dei popoli, alla vita delle persone, alle speranze di un futuro dignitoso, cosa potrà venirne di più o di meno dalla vittoria della Clinton Foundation?

Per noi si prospettano tempi duri e pericolosi, se non saremo in grado di avviare subito una scelta di forte e vera autonomia dalle direttive di politica estera degli USA e dalle imposizioni delle grandi banche e corporation sponsor della Presidenza Clinton.

Il modello politico di Hillary Clinton, il famigerato "pay to play" (se vuoi giocare, paga) sarà globalizzato e incorporato nei modelli politici dei paesi alleati, diventerà la normale filosofia di gestione della rappresentanza politica e della diplomazia. Purtroppo ne vedremo presto alcune anticipazioni, perché sull'onda della vittoria di Clinton, anche Renzi, ad esempio, riceverà la spinta necessaria per vincere il referendum e far passare la nuova e la futura costituzione reale: paytoplay, by JP Morgan.

 

PS
So che oggi è domenica 6 novembre, ma siccome il risultato è scontato - ameno che i sondaggi non siano truccati - e mercoledì non avrò tempo per scrivere, ho anticipato la mia opinione "a caldo" senza timore di essere smentito.

Ecco chi vince e chi perde tra tre giorni nelle Presidenziali degli Stati Uniti d'America

USA 2016immagine in basso: Adbusters - http://www.adbusters.org/article/punditry-by-other-means/

 

Sono state le elezioni presidenziali più interessanti a memoria d'uomo, non so in America ma nel resto del mondo si. Hanno consentito di svelare personaggi e situazioni che altrimenti sarebbero rimaste nascoste chissà per quanto tempo. Hanno mostrato anche ai più reticenti i volti e i meccanismi della manipolazione e della corruzione, dai politicanti, ai banchieri e agli intoccabili poteri della comunicazione.


Queste elezioni presidenziali hanno consentito ad un oscuro gruppo di hacker, con la regia remota di un "ospite" dell'ambasciata di una paese il cui PIL è inferiore a quello di New York, di diventare il punto di riferimento indiscusso e attendibile dell'informazione mondiale.
Grazie a WikiLeaks, chiunque vincerà nella notte di martedì tra Hillary Clinton e Donald Trump dovrà sapere che c'è qualcuno che riesce a sapere e a diffondere quello che loro vorrebbero nascondere.
La gigantesca e costosissima macchina propagandistica di HRClinton non ha potuto fare nulla contro lo stillicidio di email diffuse durante i mesi cruciali della campagna elettorale. E se l'FBI è stata costretta a riaprire gli occhi sotto il diluvio di email, è stato grazie al gruppo di Julian Assange, e non per le simpatie di Comey verso Trump.

Le elezioni Presidenziali USA hanno disvelato una classe politica impensabile, neanche all'epoca oscura di Bush. Il prodotto più evidente e maleodorante della crisi sociale e morale degli Stati Uniti è sicuramente Donald Trump, il tycoon cettolaqualunque, che però deve ringraziare sia Obama che il Partito Repubblicano, per averlo reso possibile e preferibile agli occhi della gente, trasformandolo da affarista-razzista-sessista a leader politico "alternativo" all'establishment.


Il vero vincitore martedì prossimo è Julian Assange: sei mesi fa non era sicuro di arrivare alla fine della campagna elettorale, qualcuno ha provato ad eliminarlo o a limitarne l'agibilità, ma Assange è stato capace di arrivare fino in fondo. I suoi avversari, per denigrarlo, danno il merito a Putin, senza il quale il capo di WikiLeaks sarebbe già in fondo ad un pozzo o galera. E' probabile che i russi abbiano accolto la sua richiesta di autostop, così come in passato hanno accolto quella di Snowden. Ma questo è solo la conferma del fallimento della diplomazia di Obama, che per alcuni anni è stata affidata a HRClinton, la deriva di un paese che un tempo si vantava di essere un bastione delle libertà e oggi è la centrale dello spionaggio di massa. 

Il vero sconfitto di queste elezioni è il Partito Democratico, quello che una volta campava di rendita sulla memoria di J F Kennedy e Martin Luther King e che oggi esce dalla campagna elettorale con una reputazione degna di una cosca mafiosa, la cosiddetta Clinton Foundation, dedita al traffico internazionale di armi, denari, interessi, il pizzo chiamato "pay to play".

Per completare il lato tragicomico delle prossime elezioni, è arrivato anche Guccifer 2.0, di professione hacker internazionale, che ha fatto sapere che se qualcuno prova a truccare il voto, ci penserà lui a scovarlo perchè si è già registrato tra gli osservatori che vigilano sulla regolarità elettorale.
Peccato che il divertimento stia per finire, da mercoledì prossimo ci aspettano solo brutte notizie.

Inferno Turchia ultimo girone, Erdogan fa arrestare i leader di HDP eletti dal popolo

Arrestati nella notte i leader del partito HDP, espressione democratica del popolo curdo e della Turchia laica. E' l'ultima tappa della trasformazione della Turchia in una dittatura ufficiale, il Sultanato di Erdogan.

 

http://www.eastjournal.net/archives/77863

A finire in manette, questa notte, non sono solo persone. E’ un partito. Ma si sa che quando la patria arde, i partiti si spengono. E la Turchia uscita dal fallito golpe è un paese in fiamme. Ardono le streghe del complotto contro lo stato, ardono i nemici della patria inviolabile, immaginati, presunti, colpevoli di reati abominevoli, e si aprono le galere per giornalisti e politici, e della democrazia resta la cenere.

Quale che sia l’accusa nei loro confronti, sarà una finzione. L’arresto è politico. Non c’entrano terrorismo, corruzione, complotto o ladrocinio, nessuna accusa sarà veritiera, ma inganno a coprire la barbarie di un potere definitivamente approdato all’autoritarismo. Nessuno nasconde gli errori del partito, l’eccessiva vicinanza con il PKK, l’appoggio morale dato alla guerriglia. Ma non è questo il punto. Il punto è che un partito è stato fisicamente, arbitrariamente, arrestato per ragioni che non hanno nulla a che vedere con il crimine, ma con la politica. Il fatto è che fare politica, in modo democratico, in opposizione al governo, è nella Turchia di Erdogan il più grave dei reati.

Come si è giunti fin qui?

L’HDP aveva saputo raccogliere consensi al di fuori dell’abituale bacino elettorale dei partiti filo-curdi, intercettando quella fetta di società erede dell’esperienza di Gezi Park, arrivando così a superare il quorum – che in Turchia è fissato al 10% – ed entrando in parlamento nel 2015. Tuttavia, invece di svolgere una funzione di mediazione tra istituzioni dello stato e ragioni della guerriglia curda, l’HDP ha presto aderito supinamente alle posizioni del PKK, alienandosi le simpatie dei moderati ed entrando in rotta di collisione con Erdogan.

Scriveva, alcuni mesi fa su queste colonne, Lorenzo Marinone: “Come partito rappresentato in parlamento, l’HDP è nella condizione di mediare tra le parti. Da un lato dialogare con il PKK, dall’altro portare lo scontro sul piano politico costringendo il governo a trattare. È pur vero che Erdoğan ha fatto carte false per non riprendere il processo di pace. D’altronde nessuno poteva aspettarsi che il compito dell’HDP sarebbe stato facile. Tuttavia – prosegue Marinone – se le posizioni dell’HDP si appiattiscono su quelle di chi resiste con la lotta armata, gli equilibri saltano. Salta il suo ruolo di unico interlocutore politico, il solo grimaldello con cui poteva scardinare i piani di Erdoğan. Che avrà buon gioco a legare richiesta d’autonomia a terrorismo, delegittimando così l’intera agenda politica del partito filo curdo. Senza compiere il passo eclatante di dichiararlo fuorilegge, bensì svuotandolo dall’interno pezzo dopo pezzo”.

Parole profetiche, che spiegano almeno in parte le cause che hanno portato l’HDP dal parlamento alla galera. Ma si è aggiunto un elemento, quello del golpe di luglio, che ha spinto Erdogan ad accelerare il passo nella direzione intrapresa, approfittando della situazione per eliminare i nemici politici, curdi compresi.

Io, Daniel Blake, condannato a morte perchè non sono utente, nè cliente, nè consumatore

I Daniel Blake

Ho visto anch'io, come altri milioni di "cittadini", "I Daniel Blake" l'ultimo capolavoro di Ken Loach, Palma d'Oro a Cannes, e l'ho trovato molto bello, mi chiedo perchè e, avendo letto la recensione di Goffredo Fofi su l'Internazionale , mi permetto di scrivere qualche opinione, da un punto di vista "non cinematografico", per dissentire in parte con l'interpretazione di molti, compreso Fofi secondo il quale "C’è molto di avvocatesco in questo film e nell’opera di Loach, e più di un sospetto di una tradizione retorica appunto avvocatesca, e la regia di Loach è tradizionale, ben fatta, il risultato una confezione senza grinze. Loach non contribuisce certamente a far procedere, chiamiamola così, l’arte cinematografica, ma averne, di questi avvocati, in Italia! Tiene duro abilmente sulla sua strada, e non possiamo, in definitiva che essergliene grati, molto grati."

La vicenda narrata da Loach e dal suo sceneggiatore Paul Laverty non riguarda solo il sistema sociale della Gran Bretagna - qualcuno vi ha visto addirittura una critica alla Brexit - ma tutti i sistemi di welfare dell'occidente attuale, in apparenza cresciuti a dismisura ma la cui funzione non è di assistere e di solidarizzare bensì di omologare al livello più basso, di  creare apparati burocratici e autoreferenziali, una macchina fondamentale del business economico globale.
Da Parigi a Berlino, da Roma a New York, da Tokyo a Pechino, il volto kafkiano del welfare moderno si è imposto dovunque, spinto da un modello economico che ha trasformato i "cittadini", compresi quelli più poveri e disgraziati, in "utenti" della macchina amministrativa, "clienti" di innumerevoli strutture preposte alla loro apparente cura, "consumatori" obbligati a perpetuare il ciclo economico che altrimenti si inceppa a loro discapito. Non sono utente, cliente o consumatore, sono un cittadino, dirà Blake nella sua lettera postuma.
Questi tratti del "welfare moderno" sono espressi nelle regole assurde con cui si scontra Daniel Blake, dichiarato inabile al lavoro da un cardiochirurgo ma non dal funzionario dell'ufficio che si occupa dei sussidi di malattia, il quale applica alla lettera il prontuario di regole che gli è stato ordinato di applicare. Ma la macchina della burocrazia che gli nega l'evidente malattia, si prende "cura" del suo caso - Blake rimarrebbe senza reddito e senza consumi - e gli consiglia di chiedere il sussidio di disoccupazione, a patto però di cercare un lavoro che lo porterebbe all'infarto sicuro. E se Blake prova a sottrarsi al meccanismo bugiardo ed umiliante dei burocrati statali, ci pensa la polizia a farlo tornare sulla strada giusta prevista dal welfare moderno.
Qualcuno dovrebbe ricordarsi la vicenda degli esodati italiani, troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per continuare a lavorare, o dei giovani che non hanno un sussidio di disoccupazione perchè non sono mai stati occupati, o dei neri negli USA a cui si somministra l'esecuzione sommaria preventiva, o dei profughi che devono dimostrare di fuggire dagli orrori della guerra e della fame ...

 

http://www.internazionale.it/opinione/goffredo-fofi/2016/10/24/io-daniel-blake-ken-loach-recensione


Alle vicende di Daniel Blake, in malattia per un infarto che ha avuto, ma a cui non si dà aiuto perché non cerca lavoro e perché non conosce le assurde regole e trafile di una schiacciante burocrazia (cui si aggiunge una persecuzione in più, la modernizzazione tecnologica, si aggiunge la digitalizzazione delle domande e dei documenti, si aggiungono le diavolerie dei computer), alla sua quotidianità di vicinato, all’amicizia con chi cerca d’arrangiarsi sfuggendo alla legge e facendosi più furbo della legge o all’inimicizia con i prepotenti, si assommano quelle di Katie, oppressa da altre burocratiche assurdità e che giunge a prostituirsi per poter sfamare i propri figli. Ma è l’amicizia tra Daniel e Katie il cuore del film, e questo cuore è né più né meno che amore del prossimo, interesse per i dolori del prossimo, è solidarietà tra le vittime, tra gli oppressi, tra i poveri come nel lontano ottocento: un punto da cui Loach sa bene che si deve e si può ripartire, ricominciare.

 

In questa umiliante dimensione, Dan Blake ha dalla sua parte solo un'altra disgraziata come lui, la giovane Katie disoccupata madre di due figli, - ricorda Fantine nei Miserabili di Hugo - anch'essa vittima di cavilli burocratici che la costringono prima alla fame e poi alla prostituzione, per amore dei suoi figli. Nel film di Loach, come nella realtà delle società moderne, dove sono le schiere di quelli che un tempo erano i combattivi sindacalisti che patrocinavano i diritti dei lavoratori e dei più deboli? Sono stati tutti inglobati nel sistema assistenziale, sono diventati gli integerrrimi ispettori degli uffici del lavoro, più odiosi degli agenti penitenziari.

Il finale disegnato da Loach è disperato: Daniel muore d’infarto poco prima che si ridiscuta il suo caso e viene pianto da pochi proletari come lui, soprattutto da Katie che ne legge le ultime parole, quelle di un cittadino non rispettato dallo Stato perchè non rientra in nessuna delle moderne categorie di assistiti: non è un utente, non è un cliente, non è un consumatore.

 

Inferno TURCHIA, la dittatura di Erdogan contro CUMHURIYET e quello che resta della libertà di stampa

Arrestati i giornalisti e il direttore Murat Sabuncu di Cumhuriyet, ultimo giornale di opposizione in Turchia rimasto a denunciare le violenze e i soprusi della dittatura di Erdogan.
Fondato nel 1924, Cumhuriyet era già stato colpito dalla repressione con l'arresto dei suoi principali giornalisti, tra cui Can Dundar che qualche mese fa ha fatto a tempo a rifugiarsi in Germania. I nuovi arresti preludono alla messa fuorilegge del giornale e all'arresto dei suoi sostenitori, amministratori e lettori.
Il disegno autoritario di Erdogan, che il finto golpe di luglio ha accelerato, è ormai al culmine: decine di migliaia di arrestati o epurati, l'esercito e la polizia che si sono sostituiti alla magistratura e alla stampa, l'avventura militare in Siria e Iraq per far leva sul nazionalismo, la soppressione dei deputati di opposizione e in particolari di quelli filo-curdi, il ricatto di "inondare" l'Europa con i flussi di rifugiati ridotti in campi di concentramento.

 

Cumhuriyet'ten kamuoyuna açıklama: Teslim olmayacağız

Cumhuriyet gazetesi Genel Yayın Yönetmeni Murat Sabuncu ile yazarlar ve yöneticiler sabah saatlerinde evlerinde yapılan arama sonrasında gözaltına alındı. Cumhuriyet Vakfı Adına İmtiyaz Sahibi Orhan Erinç, basın özgürlüğü ve yurttaşların haber alma özgürlüklerine yapılan darbe ile ilgili açıklama yaptı.

KAMUOYUNA

Cumhuriyet gazetesi gazetedir ve gazetecilik suç değildir.

Cumhuriyet Gazetesi 7 Mayıs 1924 tarihinde yayınlanan ilk sayısından itibaren ülkemizde her anlamda gerçek bir demokrasi kurulması için yayınını sürdürmüş, hiçbir hükümet ve hiçbir partinin gazetesi olmamıştır. Cumhuriyetin, Atatürk devrim ve ilkelerinin açtığı “aydınlanma” yolunda, aklın bağnazlıktan, bilimin dinden bağımsızlaşması, laiklik ilkesinin toplumca benimsenmesi için çaba gösteren bir gazetedir. Gerçek budur ve bundan ibarettir.

Cumhuriyet gazetesi laik, demokratik ve sosyal hukuk devletinin vazgeçilmezliği ve insan haklarının korunması için gazetecilik çizgisinden hiç ödün vermemiştir. Demokrasinin savunuculuğunu yapan Türkiye Cumhuriyeti ile yaşıt bir gazetedir. Gücünü okurlarından alır. Cumhuriyet gazetesi hiçbir güç tarafından teslim alınamayacak olan gazetecilik inancıyla yayın hayatını sürdürür ve sürdürecektir.

İleri sürülen suçlamalara yanıt vermeyi dahi doğru bulmuyoruz, zul sayarız.

Ancak bilinen bir gerçeği tekrarlayalım. Ülkemizde yıllarca Fetullah Gülen ve cemaat yapılanmasının Türkiye Cumhuriyeti için ne kadar büyük bir tehlike olduğunu, temel amacının laikliği ortadan kaldırarak Türkiye Cumhuriyetini yıkmak ve ele geçirmek suretiyle İslam devleti kurma çabalarının önlenmesi için yaptığı yayınların halkın gerçekleri öğrenmesi amacıyla yapıldığını herkes bilir. Aksi inkar edilemez nitelikte bu yayınlarla kamuoyunu bilgilendiren Cumhuriyet gazetesi Vakıf ve Yönetiminin ve yazarlarının “FETÖ/PDY ile PKK/KCK terör örgütlerine” “müzahir” oldukları ve “üye olmamakla birlikte örgüt adına suç işledikleri” iddiasıyla soruşturma başlatılmış olmasını hayretle ve endişeyle karşılıyoruz.

Basın özgürlüğü, laik, demokratik, sosyal hukuk devleti ilkeleri ve temel insan hak ve özgürlükleri , evrensel hukuk ilkeleri korunmalıdır.

Terör örgütleri adına suç işlemek, 15 Temmuz darbe girişimini meşrulaştırma amacına yönelik yayın yapmak gibi inanılması ve kabul edilmesi güç iddialara dayalı yakalama/gözaltı/ el koyma işlemlerini kabul edilemez, hukuka aykırı işlemler olarak değerlendiriyoruz. Hukuk güvenliğini ortadan kaldırmaya yönelik işlemler kabul edilemez.

Basın suçları nedeniyle açılan soruşturmalar Cumhuriyet gazetesinin yayınları bakımından yadırganmayacak kadar alışılmıştır. Haberler nedeniyle yazar ve muhabirlerimizin Basın Savcılığına çağrılarak ifadelerine başvurulmaları da çok doğaldır.

Ancak bu kez Cumhuriyet Gazetesi Vakıf yöneticileri ve yazarları için uygulanan, sabah baskını şeklinde gerçekleşen yakalama/gözaltına alma/arama işlemleri söz konusudur.

İfadelerine başvurmak için çağrıldıklarında her zaman gelebilecek olan Vakıf Yöneticileri ve Cumhuriyet Gazetesi Genel Yayın Yönetmeni başta olmak üzere gazetemiz yazarları hakkında uygulanan bu işlemleri, Cumhuriyet gazetesinin yayınına son verme girişiminin başlangıcı olarak görüyoruz. Böyle bir girişim hukuk güvenliğini, basın özgürlüğünü ortadan kaldırır.

Bu tür hukuki dayanağı bulunmadığı gibi inandırıcılığı da olmayan iddialarla Cumhuriyet Gazetesinin yayınına son vermek amacı basın özgürlüğüne ve halkın haber alma, gerçekleri öğrenme hakkına açıkça aykırıdır. Cumhuriyet gazetesi hakkında başlatılan operasyonlardan ve Cumhuriyet gazetesini susturma çabalarından derhal vazgeçilmelidir.

Cumhuriyet gazetesinin, gazetemizin yayınına son verme çabalarını şiddetle kınıyoruz.

Tam bir kesinlikle ifade edelim.

Cumhuriyet gazetesi hiçbir darbe döneminde, hiçbir güç tarafından nasıl teslim alınamadıysa, dün Fetullahçı savcı ve yargıçlarla ve onların emrindeki güçlerle nasıl mücadele ettiyse, bu gün de nereden ve kimden gelirse gelsin her türlü baskıyla sonuna kadar mücadele edecek güçtedir.

Mücadelemizin okurlarımızla ve dayanışmayla süreceğine inanıyoruz.

Cumhuriyet gazetesinin yöneticileri ve yazarları gözaltına alınmış olsa bile demokrasi ve özgürlük mücadelesini gazetemiz sonuna kadar sürdürecektir.

Cumhuriyet gazetesini yalnız bırakmayan tüm okurlarımıza, demokrasiye ve Türkiye’nin aydınlık geleceğine olan inançlarıyla tüm baskılara karşı direnen Cumhuriyet gazetesi ile dayanışma içinde bulunan herkese teşekkür ediyoruz.

CUMHURİYET

Il TERREMOTO non concede tregue. All'ITALIA serve un gigantesco piano di messa in sicurezza e non gli spiccioli elemosinati a Bruxelles

Questa mattina la scossa più forte ha frantumato il centro Italia e la tenue speranza di avere tempo per ricostruire i paesi già distrutti e mettere in sicurezza quelli ancora in piedi. Anche Roma, abitanti, palazzi, monumenti, chiese, poteri, ha cominciato ad avere paura, rendendosi conto di essere a rischio. Per salvare l'Italia bisogna fare presto, subito e bene.

 

Terremoto Italia

 

Tutto il patrimonio edilizio deve essere adeguato per fronteggiare il pericolo. E' necessario che tutte le risorse pubbliche e private disponibili siano mobilitate per un piano di emergenza nazionale. La battaglia contro il terremoto si deve iniziare a fare subito, davvero e si deve vincere.

Pensare di subordinare l'emergenza terremoto agli aiuti o alle flessibilità concesse da Bruxelles è una perdita di tempo che l'Italia non può concedersi.

 

I cittadini americani devono sapere se HILLARY CLINTON è stata ricattata dal maniaco WEINER

La stampa internazionale ancora non riesce ad ammettere la semplice ipotesi che emerge dalle dichiarazioni del capo del FBI sulle email di Hillary Clinton. Ricatto, blackmail, la futura Presidente degli Stati Uniti d'America era ricattata da un banale maniaco sessuale, Anthony Weiner, ex politicante del partito di Obama, marito della collaboratrice più in vista dello staff clintoniano Huma Abedin.

hillary clinton blackmailed


Il ricatto si basava sulla scoperta che il maniaco aveva fatto utilizzando il computer condiviso della moglie, su cui aveva trovato migliaia di email "classificate" cioè segrete della Clinton.
Il politicante Weiner è un personaggio spregevole quanto spregiudicato e ha fiutato subito l'affare: quelle email potevano essergli utili per chiedere favori in cambio della bocca cucita nel pieno della scandalo email e della "leggerezza" o "negligenza" con cui HRC comunicava gli affari di Stato. Quello del possibile uso ricattatorio delle email trafugate dai server privati è sempre stato uno degli argomenti principali sollevati dagli analisti politici. La Clinton è ricattabile, tanto più se eletta Presidente, per via di quelle migliaia di email classificate sparse chissà dove e in quale mani.
Il caso ha voluto che l'FBI abbia spulciato nel computer di Weiner trovandoci le email del ricatto, oltre alle schifezze del maniaco, e James Comey non ha potuto più fare finta di nulla, come ha scritto in un memo inviato al suo staff:


"I feel an obligation to do so given that I testified repeatedly in recent months that our investigation was completed. I also think it would be misleading to the American people were we not to supplement the record."

 


La Clinton, che ha fama di essere una bugiarda seriale, ha reagito incredula, chiedendo che l'FBI dica subito tutto quello che sa, ma si tratta di una mossa dettata più dall'angoscia di sapersi vulnerabile che dalla reale volontà di far rivelare i retroscena.
Nella sua posizione, Hillary Clinton aveva l'obbligo di denunciare il ricatto, anzichè nasconderlo, ma se lo avesse denunciato avrebbe avvalorato le tesi di coloro che denunciavano la pericolosità della sua "negligenza" e quindi l'impossibilità di aspirare alla Casa Bianca. Quale è stata la trattativa tra la ricattata e il ricattatore ? se, e quale prezzo è stato pagato?
L'FBI ha già fatto sapere che le sue indagini non potranno concludersi prima del 8/11, cioè del voto. Significa che prima di quella data non saranno fatte trapelare altre notizie, almeno dai loro uffici, e quindi nessuno sarà autorizzato ad avvalorare l'ipotesi di Hillary Clinton ricattata da un maniaco.

Ma ormai è evidente che la Clinton ha buone probabilità di essere eletta e subito dopo finire in una procedura di impeachment. La prima donna Presidente degli USA seguirebbe le sorti della prima donna Presidente del Brasile...

FBI, email rivelano che HILLARY CLINTON era ricattata dal marito delinquente di una sua stretta collaboratrice

La lettera con cui il capo del FBI James Comey ha informato il Congresso che Hillary Clinton è coinvolta in un'inchiesta sull'ex marito della sua collaboratrice Huma Abedin è una bufala o un pre-impeachment ? L'ipotesi è che Clinton sia coinvolta in un caso di blackmail, lettere ricattatorie, e lo abbia tenuto nascosto.

FBI-Letter.pdf (404,56 kb)

 
Hillary Clinton
 
Come è possibile che il capo di una delle più potenti istituzioni americane a 11 giorni dalle elezioni presidenziali decida di lanciare un ordigno contro la favorita alla Casa Bianca? dopo aver minimizzato e salvato la stessa Clinton nello scandalo delle "email di Stato" tre mesi fa?
 
La lettera del FBI non contiene alcun elemento che possa far intuire le motivazioni di una decisione così grave, ma la logica degli avvenimenti e dei personaggi che ruotano attorno alla vicenda lascia intravedere quello che da molti era stato ipotizzato: l'uso disinvolto e "negligente" con cui Hillary Clinton ha gestito le comunicazioni riservate quando era Segretario di Stato ha esposto la sua funzione e l'intero paese al rischio che informazioni riservate potessero finire nelle mani sbagliate e utilizzate per mettere in difficoltà le istituzioni. Ed è quello che probabilmente è accaduto nel caso di Anthony Weiner, l'ex marito sessuofobico di Huma Abedin, collaboratrice tra le più intime dello staff Clinton. 
 
 dal New York Times: According to numerous reports on Friday evening, the new emails were discovered during the bureau’s investigation of Anthony Weiner, the estranged husband of Huma Abedin, an aide and confidante of Mrs. Clinton’s. Mr. Weiner is being investigated in connection with illicit text messages he sent to a 15-year-old girl in North Carolina.
 

Weiner era indagato per aver commesso oscenità e molestie nei confronti di una ragazza di 15 anni e da uno dei suoi computer sequestrati sarebbero saltate fuori alcune delle email segrete e cancellate dai server di Hillary Clinton: le email ricevute e trasmesse dalla Abedin  sarebbero finite nelle mani del marito Weiner che le avrebbe utilizzate per ricattare - blackmail - la Clinton, per farsi salvare dalle inchieste che lo stavano travolgendo (Weiner era in politica per il Partito Democratico).
La Clinton era a conoscenza del fatto che le sue email di Stato erano possedute e conosciute da un personaggio così squallido? e cosa ha fatto per tutelare gli interessi di Stato contro il rischio di un uso ricattatorio di informazioni riservate ?

Di fronte a questa scoperta il capo del FBI Comey ha capito che non poteva non agire, dopo aver valutato i pro e contro di una iniziativa così clamorosa: tacere fino a dopo le elezioni, che fino a ieri potevano considerarsi vinte certamente dalla Clinton, avrebbe significato scatenare una crisi istituzionale  ancora più grande di quello che oggi potrebbe succedere. L'accusa ad un Presidente degli Stati Uniti di aver taciuto o di essersi piegato ad un ricatto comporterebbe automaticamente la richiesta di impeachment, e per la Clinton sarebbe  il più veloce di tutti i tempi.
Lanciare la bomba adesso, a pochi giorni dal voto, tutto sommato è stata la scelta più neutra che potesse fare:
"io, capo del FBI, vi comunico che il futuro presidente degli Stati Uniti Hillary Clinton ha qualche ombra su cui dovremmo fare luce, ma se voi elettori decidete di votarla comunque, sono affari vostri e ne prendo atto, saranno i membri del Congresso a decidere il destino della Presidente Clinton".

A questo punto si riapre la corsa a chi è il peggiore: Trump il razzista sessista evasore o Clinton l'affarista bugiarda ricattata? E siccome le email che circolano sulla Clinton e famiglia sono ormai migliaia e migliaia, e non gliela si fa a leggerle tutte prima del 9/11,  gli americani potrebbero anche decidere di lasciar correre?  

Sono contento per Julian Assange: adesso Obama dovrà smetterla di perseguitarlo con l'accusa di essere alle dipendenze di Putin per danneggiare le elezioni presidenziali degli Stati Uniti.
 

La bomba DUTERTE che Obama lascia in eredità

In tutto il mondo - ad esclusione delle Filippine - il nome di Rodrigo Duterte risulta sconosciuto al 99% della gente, ma tra qualche mese sarà più famoso di Renzi.

Rodrigo Duterte

Duterte è il Presidente filippino in carica da giugno scorso che si è fatto conoscere dalle diplomazie internazionali per aver insultato l'ambasciatore e il presidente americano, aver fatto il dito medio nei confronti dell'Unione Europea, aver minacciato l'uscita dall'ONU, essersi paragonato a Hitler e aver dato l'ultimatum agli USA perché ritirino le basi militari dal paese. E' famoso per le simpatie a suo dire "di sinistra", per aver santificato il defunto e tristemente noto dittatore Marcos, per aver demandato la lotta ai narcotrafficanti agli squadroni della morte - che per errore eliminano anche qualche dissidente - e soprattutto per aver promesso a Xi Jinping di portare le Filippine nella sfera di influenza politico-militare della Cina entro i prossimi due anni.

Rodrigo Duterte, in Japan, Calls for U.S. Troops to Exit Philippines in 2 Years

 

Obama non farà a tempo ad occuparsene e lascerà in eredità a Hillary Rhodam Clinton (HRC) il compito di eliminare il problema.
Perchè sul piano geopolitico il cambio di alleanze promesso da Duterte è una bomba ad orologeria di portata gigantesca, con reazioni a catena in tutta la dorsale dell'Oceano Pacifico, dalla Corea del Nord in giù, ed è ovvio che un presidente degli Stati Uniti, chiunque fosse, dovrà metterlo ai primi posti dell'agenda politica.

Rodrigo Duterte, che qualcuno definisce il Trump delle Filippine, è il classico prodotto della politica estera americana degli ultimi decenni, compresa l'epoca dell'ex segretario di stato e futuro presidente USA, HRC, fatta di miopia e arroganza che si tramuta in impotenza nei confronti di personaggi come Duterte (ma lo stesso dicasi per altri) che vanno al potere sulla base di una legittima scelta elettorale di un popolo esasperato dalle disuguaglianze, violenze, povertà e corruzioni.

Gli Stati Uniti cercheranno di defenestrare "Duterte il pazzo" prima che l'asse con Pechino si consolidi a tal punto da rendere irreversibile la nuova gabbia in cui le Filippine si andranno a cacciare ?, oppure ne faranno merce di scambio nella partita su Taiwan, a cui Xi Jinping è molto sensibile, o quella del Mare del Sud che coinvolge altri paesi come il Vietnam?. Oppure daranno per persa la partita a sud e lanceranno l'attacco militare a nord per eliminare il pazzo coreano?
Tutte situazioni che porteranno Rodrigo Duterte al centro della ribalta internazionale, ed è per questo che molti ignari cittadini dovranno imparare il suo nome.

L'APE di Renzi è il futuro delle pensioni

L'Anticipo PEnsionistico (APE) introdotto dalla Legge di in-Stabilità del governo Renzi è un'idea molto innovativa che cerca di risolvere uno dei maggiori problemi dell'economia mondiale.

APE di RENZI

Come garantire che nel prevedibile futuro fatto di redditi da lavoro sempre più depressi e di progressivo invecchiamento della popolazione ci sia un adeguato e costante livello di consumi che possa sostenere il sistema economico senza gravare sulle già disastrate finanze pubbliche?
I pensionati sono sempre più numerosi, gli Stati sono sempre più indebitati e con sempre meno risorse da destinare a questa parte improduttiva della popolazione.

La bilancia tra risparmio e spesa previdenziale da anni si va drammaticamente squilibrando a causa dell'allungamento delle aspettative di vita (?!) e della riduzione dei redditi reali da lavoro. Venti anni fa si è cercato di colmare lo sbilancio abbandonando il metodo retributivo a favore di quello totalmente contributivo, che secondo la logica finanziaria consente di mettere da parte i soldi durante l'età lavorativa e trasformarlo in rendita pensionistica per gli anni successivi. In Italia il cambiamento è avvenuto a metà degli anni '90 (riforma Dini).

Il sistema contributivo (al netto della quota di solidarietà per le fasce incapienti) è ormai universalmente applicato in tutto il mondo occidentale, con la variabile di quanto debba essere lungo il periodo minimo di contribuzione (35 o 40 anni ecc) e di quale debba essere la soglia di età per l'accesso alla pensione, ormai elevata ad almeno 65 anni in quasi tutti i paesi.

Ma anche questo sistema sta entrando (o è già entrato) in crisi per tre motivi:

1) Il sistema non garantisce più un adeguato assegno pensionistico per tutte le generazioni che entrano in età più avanzata nel mondo del lavoro, e quindi non maturano contributi sufficienti a garantire una pensione dignitosa. Questo significa che una fascia sempre più ampia di cittadini avranno un reddito sempre più basso da spendere e un patrimonio di risparmi più esiguo. L'economia basata sui consumi ne risente ed entra in deflazione permanente.

2) La politica monetaria di"repressione finanziaria" adottata dalle Banche Centrali con i Quantitative Easing per imporre forzatamente tassi di interesse a zero o negativi - in modo da ridurre il peso dei debiti degli Stati e delle imprese - provoca una forte riduzione della rivalutazione dei risparmi previdenziali. Se fino a prima della crisi del 2008 i fondi pensionistici "prestavano" soldi allo Stato / Imprese con tassi che remuneravano i contributi versati, ora si vedono addirittura penalizzati e quindi hanno risorse finanziarie inferiori per pagare le future pensioni. E siccome il tempo della "repressione finanziaria" sarà prolungato all'infinito (come Draghi, Yellen e C. promettono in ogni occasione), il tunnel della depressione si allunga.

3) Il mercato del lavoro è saturo di lavoratori con salari molto bassi e quindi contributi altrettanto insufficienti. E' necessario aumentare il deflusso degli occupati più anziani con retribuzioni più alte per sostituirli con giovani affamati di salari più alti e propensione al consumo / indebitamento più elevata.

A parità di flussi finanziari, la sostituzione di lavoratori anziani con quelli più giovani determina un effetto di leverage molto maggiore.
Sarebbe un errore giudicare il probabile insuccesso dell'APE come risolutivo. L'anticipo pensionistico oggi viene proposto in chiave volontaria, e quindi pocco appetibile, in assenza di fattori esterni, ma domani potrebbe diventare una scelta obbligata se non addirittura imposta, andando magari a sostituire altre forme di "esodazione".

A conti fatti l'APE potrebbe diventare un modo per ridurre sostanzialmente le prestazioni pensionistiche a carico dello Stato spostandolo sui pensionandi stessi: ad esempio, per alleggerire i costi pubblici basterebbe un aumento dell'età pensionabile controbilanciato dall'APE, cioè vai in pensione a 70 anni ma se vuoi andarci prima puoi farlo facendoti anticipare i soldi cioè indebitandoti. E' chiaro che si tratta comunque della perdita di un diritto, in qualche misura però edulcorata.

E' evidente che banche e assicurazione guardino con interesse all'iniziativa. Passata la prima fase di messa a punto, si aprirebbero orizzonti di guadagno nuovi e senza limiti perchè una quantità ingente di flussi finanziari provenienti dalla rendita erogata dagli enti previdenziali pubblici finirebbe nei margini di intermediazione delle banche.


... slow global income growth and low interest rates will dominate the international community and historic investment targets are not expected to be repeated. Thus, we can anticipate a number of changes in the industry, including: the demise of the defined benefit program; younger members having to pony up more in pension contributions; taxpayers topping up state plans; a continual re-assessment of longevity risks; and an downward adjustment to overall investment targets. These changes amount to a significant adjustment to the parameters that guide pension funds going forward.

http://soberlook.com/2016/07/the-big-disconnect-in-pension-industry.html

 

L'APE di Renzi è una idea geniale pensata non per aiutare i pensionati ma per arricchire il sistema finanziario, e rappresenta una sorta di esperimento sociale, una rivoluzione copernicana del concetto di pensione, a cui molti governi guarderanno con interesse. La pensione non sarà più un diritto ma una gentile concessione di finanziamento delle banche, garantito magari da una fideiussione degli eredi. Lo Stato tuttalpiù potrà elargire qualche bonus in occasione di elezioni importanti. Se funziona in Italia, perchè non esportarla altrove ?

A MOSUL tutti si preparano ad un lungo assedio

AGGIORNAMENTO

Primo militare USA morto nella "Battaglia per MOSUL"A U.S. service member was killed in northern Iraq on Thursday when an improvised explosive device detonated as American troops accompanied local forces as they pushed toward Mosul, U.S. Central Command announced.

A tre giorni dall'inizio della grande "BATTAGLIA per MOSUL", le notizie sull'evento che dovrebbe cambiare il corso del medio oriente e della lotta al terrorismo sono scomparse dalle prime pagine dei giornali occidentali.

Si dà molta enfasi alla liberazione di alcuni villaggi a qualche decina di chilometri dalla cinta urbana, ma per il momento a vincere è l'incertezza: la coalizione tra iracheni sciiti, iracheni sunniti e peshmerga curdi durerà abbastanza per portare a termine la liberazione, oppure le rivalità e gli interessi contrastanti emergeranno prima? e quale sarà il costo di vite umane civili ? quanti profughi?

http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-three-oct-19-2016.html
http://www.aljazeera.com/news/2016/10/mosul-battle-produce-humanitarian-catastrophe-161020081949949.html
http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-two-oct-18-2016.html


Nelle prime ore dopo l'avvio dell'operazione "Battle for Mosul" sembrava che la città "prigioniera" dell'ISIS da due anni sarebbe stata liberata in pochi giorni.
Un'armata di 30.000 soldati tra peshmerga, iracheni sciiti, iracheni sunniti, Iraqi Security Forces (ISF), addestratori americani, inglesi, francesi, turchi, contro 4000 miliziani nascosti in una città di un milione e mezzo di abitanti, la matematica dice che non c'è storia ma solo questione di tempo.
Eppure due anni fa Mosul fu catturata da un banda di mille ISIS che misero in fuga sessantamila soldati iracheni. Ora è diverso, ma non solo perchè la carica dei trentamila è stata preparata con metodi e mezzi ben diversi, ma perchè l'operazione "Battle for Mosul" fa parte di una svolta, vera o presunta, negli schieramenti tattici iracheni e mediorientali.

Il traballante governo di Haidar al Abadi ha promesso di liberare Mosul entro la fine dell'anno e quella data non è solo un termine cronologico: rappresenta la scadenza che gli Stati Uniti gli hanno imposto e che lui dovrà rispettare se non vuole che il calderone Iraq torni a ribollire in modo incontrollabile.
L'ordine di accelerare i preparativi militari è arrivato direttamente da Obama, che vuole chiudere il suo mandato presidenziale almeno con una vittoria simbolica, dopo aver subito l'iniziativa di Putin in Siria e i focolai dello scontro Arabia-Iran in Yemen.
Inoltre Obama, memore del disastro libico, non si fida di Hillary Clinton che lo sostituirà alla Casa Bianca, e vorrebbe quindi aver sistemato almeno un piccolo tassello nel mosaico impazzito iracheno.

Ma la battaglia per la riconquista di Mosul sembra essersi già impantanata nelle sabbie dei conflitti all'interno dello schieramento anti ISIS. Chi avrà il comando sulla ex capitale sunnita dopo la liberazione ? Perché i peshmerga dovrebbero "morire per Mosul" per poi cederla ai sunniti ? perchè gli sciiti, che a Baghdad sono scesi in piazza a migliaia contro l'ingerenza militare turca, dovrebbero scendere a patti con i sunniti "addestrati" dall'esercito turco ?

A Mosul non ci sarà battaglia in campo aperto, ma solo un lungo, lungo assedio, e nessuno sembra abbia predisposto piani di evacuazione della popolazione. Come ad Aleppo.

 

http://musingsoniraq.blogspot.it/2016/10/mosul-campaign-day-one-oct-16-2016.html
http://www.understandingwar.org/backgrounder/iraq-launches-campaign-mosul
http://understandingwar.org/backgrounder/campaign-mosul-october-19-2016
 

Cyber-OBAMA contro Julian ASSANGE

AGGIORNAMENTO: Non è un cyberattack ma solo che l'ambasciata dell'Ecuador non ha soldi per pagare la bolletta Internet di Assange. Rafael Correa ha chiesto un prestito a Goldman Sachs che in cambio vuole garanzie ...

... che non siano più pubblicate da WikiLeaks le email di Hillary Clinton o le trascrizioni dei suoi discorsi alle convention della banca d'affari.

 

Gli USA hanno scatenato il cyber-attack contro Julian Assange e l'ambasciata dell'Ecuador a Londra, come avevo previsto, https://www.menoopiu.it/post/cyber-obama-contro-putin-o-contro-wikileaks.

Julian Assange's internet link has been intentionally severed by a state party. We have activated the appropriate contingency plans.

Si tratta di una gravissima violazione da parte degli Stati Uniti, ai danni di un cittadino e di uno Stato straniero.