Crisi Monte dei Paschi anticamera della crisi del governo Renzi ?

I miliardi finora messi sul piatto della crisi del Monte dei Paschi di Siena non sono bastati, anzi sono evaporati . Ne servono ancora altri, tanti, troppi, per evitare il fallimento della banca senese con le pesanti ricadute sul già traballante governo italiano, magari proprio prima del referendum di ottobre.

E' l'ulteriore macigno di una vicenda che da 10 anni corre parallela al sistema di potere politico e finanziario, dopo l'acquisto dell'Antonveneta, i derivati nascosti, la gestione clientelare dei crediti e la montagna di sofferenze, i personaggi che l'hanno gestita e la morte misteriosa di un suo dirigente ...
Il Montepaschi è stato il crocevia di tanti e diversi percorsi di potere.
Uno dei quali chiama in causa le istituzioni europee, con Draghi al vertice della BCE dopo essere stato governatore della Banca d'Italia che "vigilava" sulla banca di Siena.
Una settimana prima del referendum su Brexit, la BCE recapita a Siena una lettera in cui gli si chiede di monetizzare entro il 2017 almeno metà dei quasi 50 miliardi di sofferenze accumulate. L'operazione deve servire a ricapitalizzare la banca, perchè è ormai chiaro che nessuno è più disposto a mettere soldi dentro MPS. Quindi l'unica soluzione, prima del fallimento è di vendere i crediti inesigibili. Ma non è così facile e la BCE lo sa benissimo.
Cedere le sofferenze iscritte a bilancio con percentuale di recupero del 40-50% contro un mercato che è disposto a pagarne 15, massimo 20, significa accusare una perdita secca di trenta punti percentuali, cioè 10-15 miliardi che qualcuno deve trovare per salvare MPS.
Nessuno è disposto ad una follia del genere, a meno che non riceva qualcosa di molto importante in cambio. Cosa e chi può garantire il salvatore del montepaschi ?
Il potere politico e quello finanziario, uniti in un patto d'acciaio.
Prima 15, poi 40, le ultime cifre indicano in 150 i miliardi necessari per salvare le banche italiane.
A questo punto, con l'aggravarsi della situazione del MPS, è chiaro che il problema non è più tecnico-finanziario ma politico e chiama in causa tutti coloro che da 10 anni ad oggi hanno gestito, e continuano a gestire, la crisi della banca nascondendone la reale portata, distruttiva per il sistema politico italiano.

 

http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-07-04/monte-paschi-leads-italy-banks-lower-amid-fresh-capital-worries
Cited by Bloomberg, Vincenzo Longo, a strategist at IG Markets in Milan said that selling such a large stock of soured loans “could lead the bank to seek additional capital that investors are not available to provide. The government’s moves to seek easier rules to support Italian banks underscores the difficulty of the weakest ones, adding pressure to the industry.”

Italian Prime Minister Matteo Renzi is weighing injecting capital into the nation’s banks after Britain’s vote to leave the European Union jolted stock markets, aggravating the decline in Italy’s lenders. The plan has drawn opposition from Germany and is pitting Renzi against the EU amid concern government funding would violate the region’s state-aid rules.

Monte Paschi, which has dropped 70% this year, has sold 2 billion euros of bad loans since 2015, toward a goal of 5.5 billion euros in such disposals by 2018. Chief Executive Officer Fabrizio Viola said in May that he is considering accelerating the effort. Clearly, the ECB's insistence that the bank offload more than €9 billion over this time period is not doing well with the company's shareholders, as well as those of other Italian banks who are looking at Italy's bad debt load of €360 billion and wondering who is next.

Ma perchè la BCE, che per diversi anni aveva fatto solo qualche "sussurro" sulla crisi delle banche italiane, all'improvviso decide di mettere nero su bianco un ordine tanto perentorio quanto difficile da eseguire ?
La risposta è nello scontro di potere che attraversa la BCE fin dalla nomina di Draghi ma accentuatosi in modo esponenziale dopo la decisione di whateverittakes di imporre tassi negativi ai bond gevernativi e aumentare l'immssione di liquidità nel sistema, iniziative che non solo non hanno portato a significativi miglioramenti nell'economia reale, ma hanno anche messo in tensione il mondo delle banche e delle assicurazioni, penalizzate dal dover tenere in bilancio centinaia di miliardi di titoli che rendono meno di zero e presentano rischi sempre più elevati e quindi richiedono maggiori coperture di capitale, cioè soldi veri.
Proprio quello che scarseggia in tutta Europa ma in particolare in Italia e nel Monte dei Paschi di Siena.

Mario Draghi è sotto pressione e molti iniziano a ricordarsi che la crisi del Monte dei Paschi ha avuto origine quando in Banca d'Italia c'era lui a dare priorità e indicazioni, e che forse l'andazzo di Siena sia stato sottovalutato.
Per non dare fiato alle voci, la BCE accelera le richieste alle banche italiane e al MPS in particolare e gli dà l'ultimatum sulla vendita delle sofferenze.
Entro luglio ci saranno i risultati dei nuovi stress test dell'EBA e il Monte Paschi ne uscirà più che stressato (molto più dei precedenti test, chissà perché). La BCE è stata ovviamente preavvisata e per non fare la parte di chi interviene sempre in ritardo ha mandato (e pubblicizzato) la lettera al Monte dei Paschi, negli stessi giorni in cui Renzi chiedeva soldi, Merkel non li concedeva e Junker suggeriva di come farli uscire dal cilindro, cioè dalle tasche dei contribuenti, e Schauble per tutta risposta ha annunciato il licenziamento di Junker.
Renzi se la prende con Draghi

Italian Prime Minister Matteo Renzi criticized European Central Bank Governor Mario Draghi for not having done more to resolve Italy's banking woes when he held a key Treasury job in Rome in the 1990s.

Renzi's rare public criticism of Draghi came on the day Italy's third-largest lender, Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI), said that the ECB had asked it to cut its bad debts by 40 percent within three years, heaping more pressure on Rome to stabilize its banking system.

Se questo non è scontro di potere ... sulle ceneri dell'Unione Europea.
Qualcuno almeno avvisi i 60.000 risparmiatori che hanno investito nelle azioni e nelle obbligazioni subordinate di MPS.

La macabra sfida tra ISIS e Al Qaeda dietro la strage di Dacca

20 morti,  9 italiani,

nell'assalto dei terroristi islamici in Bangladesh.

Una strage che purtroppo era stata "preannunciata" da una escalation di omicidi e atti di violenza che da mesi rendevano il paese ad alto rischio. In un report pubblicato su SITE alla fine di aprile scorso si prevedeva un peggioramento della situazione:
“As soon as the Islamic State began carrying out attacks in Bangladesh, we predicted attacks would increase while the group and AQIS competed,” says SITE Director Rita Katz. “This is exactly what we are seeing now as the Islamic State claimed six attacks in 2016 alone.”
Anche il Ministero degli Esteri italiano aveva evidenziato nei mese scorsi il pericolo crescente alla sicurezza dei cittadini stranieri in Bangladesh. Dal sito viaggiaresicuri.it : ... In considerazione della presenza nel Paese di formazioni di ispirazione jihadista, non si può escludere il rischio di possibili ulteriori atti ostili. Si raccomanda di evitare gli assembramenti specialmente nei fine settimana e durante il venerdì di preghiera, e di tenersi costantemente aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese dai media locali e siti intenet."
E come spesso accade in paesi poveri e governati da regimi corrotti, il terrorismo si avvale delle inefficienze e della compiacenza delle forze preposte alla sicurezza.
" Amid the attacks, Bangladesh government officials have denied the presence of IS in their country, at times accusing political opposition of involvement in the events." denunciava il report di SITE.

Post Brexit, in Austria una scelta di civiltà

Hanno fatto bene i giudici austriaci ad annullare i risultati delle elezioni presidenziali che avevano dato la vittoria al Verde Van Der Bellen sull'estrema destra di Hofer per pochi ma truffaldini voti ?

Oppure avrebbero fatto meglio a chiudere un occhio, vista la posta in gioco per l'Austria e l'Unione Europea ?
La Corte Costituzionale non ha avuto dubbi: meglio andare di nuovo a votare, con la quasi certezza che vincerà Hofer, piuttosto che lasciare dubbi e ombre sul sistema democratico, in un momento storico così importante.
"Le elezioni sono il fondamento della nostra democrazia e il nostro compito è di garantirne la regolarità. La sentenza deve rafforzare il nostro stato di diritto", ha detto il presidente della Corte costituzionale Gehrart Holzinger prima di leggere il dispositivo con cui è stato accolto il ricorso dell'estrema destra.
Una scelta lungimirante di civiltà, nel pieno della polemica sul referendum in Gran Bretagna che secondo molti NON doveva esserci, perchè il popolo non sempre ha il diritto e la capacità di scegliere secondo "ragione".

Un'altra tegola per gli eurotecnocrati, che adesso dovranno fare i conti anche con il pericolo OXIT (Osterreiche exit)

Post Brexit, Bernie Sanders suona la sveglia negli USA

La retorica della stampa progressista italiana spiega il Brexit con il conflitto tra i giovani filo-europeisti e i vecchi nostalgici che vogliono tornare indietro.

Provate a dirlo ad un giovane diplomato, laureato e disoccupato a cui viene proposto di lavorare per 3 euro l'ora o 400 euro al mese. Negli Stati Uniti non se la passano molto meglio e il contagio Brexit peserà sulle prossime elezioni presidenziali, come denuncia Bernie Sanders, il più votato dai giovani americani.

"Surprise, surprise. Workers in Britain, many of whom have seen a decline in their standard of living while the very rich in their country have become much richer, have turned their backs on the European Union and a globalized economy that is failing them and their children"
http://www.commondreams.org/news/2016/06/28/wake-democrats-warns-sanders-populist-unrest-cannot-be-ignored
Citing troubling metrics of massive income and wealth inequality both in the U.S. and around the globe, Sanders said the xenophobia and regressiveness represented by the rise of Donald Trump within the Republican Party and Friday's vote in favor of Brexit in the UK is the result of increasing numbers of people around the world who recognize that the economic system is designed to disproportionately benefit the rich and powerful, not them.

Strage continua in Turchia

L'attacco terrorista all'aeroporto Ataturk di Istanbul è l'ultimo della scia di stragi - dieci - che in un anno ha provocato centinaia di morti in tutta la Turchia.

 

Erdogan pensa solo a giustificare l'impotenza del suo regime, incapace di contrastare i terroristi che indisturbati si muovono nel paese, mentre i diritti delle opposizioni, della stampa, della magistratura vengono annullati e repressi. 

Post BREXIT resurgo la truffa salvabanche

Non bisognava essere particolarmente informati per immaginare cosa Renzi andava a discutere con Hollande e Merkel dopo il voto pro Brexit

 

soldi, soldi all'Italia per sostenere il governo e le banche entrambi minacciati dall'ondata populista, soldi da far apparire miracolosamente dal nulla e farli scomparire dal debito pubblico, e riapparire nei bilanci delle banche.

Dietro lo scudo dell'europaura, i responsabili del disastro si accingono a farsi applaudire ed incensare come salvatori delle patrie, mentre dietro le quinte regolano i conti rimasti in sospeso. L'Italia ne ha diversi, e primo tra tutti il conto delle banche decotte e saccheggiate, sommerse da 360 miliardi di euro di prestiti andati in fumo (e qualcuno nelle tasche di amici).

Grazie al Brexit, sarà possibile fare con Banca Popolare di Vicenza o Veneto Banca quello che per motivi tecnici non si era potuto con Banca Etruria: salvare banche e banchieri senza troppi fronzoli, senza che lo si dica, senza che nessuno se ne accorga, anche tra i risparmiatori.

Ma il conto chi lo paga ?

E qui entrano in gioco i prestigiatori della finanza, i creatori di Panama Papers, gli inventori di "teste di legno" che fanno girare i soldi facendone perdere tracce e provenienze.

I soldi non necessariamente devono essere "veri", cioè esistere ed essere nelle disponibilità di qualcuno: c'è la BCE che li stampa per chi ne faccia motivata richiesta.

la nuova truffa salvabanche funzionerà così: un soggetto parapubblico (CDP o equivalente) si compra con 40 o 50 miliardi i crediti in sofferenza delle banche, non con il proprio denaro ma emettendo obbligazioni che vengono acquistate dalla BCE, la quale ovviamente non ha quel denaro ma può "stamparlo" cioè farlo figuare nel proprio bilancio come "prestito" concesso a CDP a fronte delle obbligazioni emesse.

La forma è salva, come le banche, perchè il debito pubblico non aumenta, nonc'è intervento dello Stato (se non con qualche marginale garanzia), la proprietà delle banche resta nelle "mani amiche" di un ente controllato dal potere politico, i risparmiatori non vengono penalizzati, anzi vengono "salvati".

Renzi ha già pronti gli slogan da agitare nella campagna referendaria di ottobre. Ci sono dettagli" tecnici" da mettere a punto e ostacoli legali da rimuovere, ma nell'emergenza tutto sarà consentito, tanto ormai nessuno se ne accorge. Poi tra qualche anno verrà presentato il conto ai soliti imbecilli.

Lo schema potrà essere ripetuto anche in Germania, in Francia o in Spagna, laddove qualche banca ( o tante) ne avessero bisogno. Sarebbe lecito chiedersi : "ma la BCE nel 2015 non aveva fatto gli stress test alle banche europee per verificare se erano in grado di superare una turbolenza molto forte ?" ed eventualmente apportare dei correttivi ? O gli stress test della BCE erano una bufala o chi li ha fatti aveva altri scopi.

Ma intanto post BREXIT resurgo.

https://www.menoopiu.it/post/Renzi-salva-banche-la-truffa-si-complica1

 

La SPAGNA dopo il voto aspetta ordini dal triumvirato europeo

L'ondata di europaura scatenata da Bruxelles dopo BREXIT si misura con il ri-voto in Spagna.

Unidos Podemos arretra e non scavalca i socialisti di Sanchez, il PP di Rajoy si riprende i voti di Ciudadanos, prevale l'astensionismo. Il nuovo triumvirato Merkel-Hollande-Renzi ordinerà a PSOE e PP di sbrigarsi a fare un governo di coalizione nazionale, nell'interesse supremo dell'Europa...

E poi sarà la volta del referendum di ottobre in Italia, a cui il triumvirato darà ovvie disposizioni... e poi ci sarà da fermare Le Pen e poi ...

Le grandi sfide del minaccioso futuro d'Europa sono sulle spalle di un Renzi sconfitto alle elezioni, Hollande sbeffeggiato nelle piazze di Parigi e Merkel in crisi preelettorale. Junker si è defilato, Tusk guarda le partite di calcio.

Per prima cosa l'autoproclamato triumvirato andrà a bussare cassa: servono tanti soldi e tanti nuovi debiti per farsi apprezzare, e far dimenticare agli spagnoli, italiani, francesi, greci ... che sono disoccupati. 

L'impresa non è facile, perché, avverte il New York Times, "Britain’s vote to leave the European Union is raising questions about the future of the order imposed by the United States and its allies after World War II."

Ma Renzi-Hollande-Merkel si esaltano nelle difficoltà e il cupo presagio di Soros "Now the catastrophic scenario that many feared has materialized, making the disintegration of the EU practically irreversible." sarà scongiurato.

Aspettano che alla compagnia si aggiunga anche uno spagnolo di loro gradimento.

 

Uscire da questa Europa si può, anzi si deve

L'Europa è esplosa come una pentola a pressione, alla quale negli ultimi anni hanno cercato di impedire qualsiasi sfiato, senza spegnere il fuoco sottostante. Pensavano che la pentola reggesse all'infinito e invece è esplosa nel modo più imprevedibile. Lo spettro di una nuova Europa si aggira per l'Europa.

In sintesi è questo quello che è accaduto con il Brexit, ed è per questo che non ci si può meravigliare del voto inglese.
La troika e i governi dell'eurozona lo scorso anno avevano "comprato" il referendum greco con pochi spiccioli, pensando di aver chiuso il buco della pentola, senza spegnere il fuoco.
E convinti della efficacia del loro modello o forse costretti a reiterarlo grazie alle rassicurazioni monetarie della BCE di Draghi whateverittakes hanno replicato con la Francia dove i giovani bruciano le piazze e il governo pensa di abolire il Parlamento...
la Spagna va al voto domenica per la seconda volta in sei mesi, in un clima ancora più incerto.
La Germania viene spiazzata nella sua strategia del doppio binario, fare finta di guardare all'Europa per coltivare i propri interessi.
L'Italia è andata già a bussare cassa: Renzi ha chiesto di poter aumentare il debito pubblico per trovare i soldi con cui fare un pò di regali prima del referendum di ottobre.

La pentola è scoppiata nel Regno Unito, dove la City di Londra ha rappresentato il cuore della speculazione finanziaria - scandalo Libor, manipolazione delle valute e dell'oro, vendita di prodotti finanziari tossici - il simbolo dell'impunito potere bancario internazionale.

Casa Europa crolla sotto il peso delle diseguaglianze e delle oppressioni, delle illusioni e delle bugie.
Fanno finta di stare calmi, ma Merkel, Junker, Draghi e Hollande sono nel panico.

Tutti promettono cambiamenti, per salvare l'Europa dalla disgregazione, ma le contraddizioni degli ultimi 15 anni non si cancellano in pochi mesi e non potrà farlo chi le ha generate.
Uscire da questa Europa si può, anzi si deve. Lo spettro di una nuova Europa si aggira per l'Europa.

 

Incredibile vittoria di LEAVE, i tecnocrati nel panico, i governi europei non sanno cosa fare, gli inglesi non consentono a Cameron di fare il tsipras e lo licenziano

Ribaltando ogni previsione e manipolazione il voto del BREXIT prevale 52 a 48 nel referendum in Gran Bretagna.

CAMERON si dimette, le BORSE si sgonfiano, e in Europa inizia la BREXIT LIBERATUTTI corsa al referendum

 

Il voto inglese, con l'eccezione di Londra, ha travolto ogni dubbio sulla permanenza o meno nell'Unione Europea. Tutti i governi al potere, ad iniziare da Cameron, escono sconfitti dal voto popolare. Qualcuno pensa ad una soluzione stile Tsipras, cioè rinnegare l'esito del referendum e rinegoziare la permanenza in EU, ma gli inglesi non sono i greci e il prezzo del voltafaccia sarebbe troppo alto anche per le casse della regina.

Che cosa vogliono i militanti di Bernie Sanders

Bernie Sanders si prepara a fondare un partito ? e annuncerà la sua candidatura indipendente alle prossime elezioni presidenziali negli US ? oppure continuerà a chiedere la mobilitazione permanente delle migliaia di volontari che lo hanno sostenuto su tutti i temi della lotta politica e sociale ?

Dal Washington Post https://www.washingtonpost.com/posteverything/wp/2016/06/23/bernie-sanders-heres-what-we-want/
As we head toward the Democratic National Convention, I often hear the question, “What does Bernie want?” Wrong question. The right question is what the 12 million Americans who voted for a political revolution want.
And the answer is: They want real change in this country, they want it now and they are prepared to take on the political cowardice and powerful special interests which have prevented that change from happening.
They understand that the United States is the richest country in the history of the world, and that new technology and innovation make us wealthier every day. What they don’t understand is why the middle class continues to decline, 47 million of us live in poverty and many Americans are forced to work two or three jobs just to cobble together the income they need to survive.
What do we want? We want an economy that is not based on uncontrollable greed, monopolistic practices and illegal behavior. We want an economy that protects the human needs and dignity of all people — children, the elderly, the sick, working people and the poor. We want an economic and political system that works for all of us, not one in which almost all new wealth and power rests with a handful of billionaire families.
Sembrano le parole di un marziano costretto a muoversi nell'ambiente venefico e ostile del suo stesso partito. Dirà ai suoi 12 milioni di elettori di votare per Hillary Clinton ?

Perchè il fronte Brexit perderà il referendum

Dopo l'assassinio di Jo Cox le probabilità di vittoria del fronte BREXIT si sono ridotte a meno del 15%.

 Senza dubbio l'onda emotiva seguita all'uccisione della deputata laburista per mano del terroristaneonazistasquilibrato Thomas Mair ha convinto buona parte degli indecisi (che prima del 16 giugno erano circa il 15%) a schierarsi per il "remain" e una parte del brexit a cambiare fronte.
Come certamente avranno un peso sull'esito finale gli ultimi "colpi di paura" sparati da sedicenti economisti, banchieri, affaristi e tecnocrati di ogni estrazione e nazione sulle conseguenze catastrofiche che l'uscita della Gran Bretagna dalla UE avrebbe sull'economia britannica e mondiale.
Ma alla fine dei conti il vero motivo che sta dietro la sconfitta del brexit va ricercato nella composizione politica e nelle idee di chi lo sostiene. Un fronte troppo caratterizzato da conservatori e nostalgici e molto poco da chi aspira all'autonomia da Bruxelles per scelta di libertà dalle imposizioni tecnocratiche, per valori di comunità e identità ma senza alzare muri, per convenienza economica ma senza rinunciare alla solidarietà.
Il partito laburista di Corbyn, dopo una fase di interrogativi e incertezze, ha scelto di scomparire dalla battaglia referendaria, con poche eccezioni a favore del "leave", appiattendosi e nascondendosi dietro il governo Cameron e il partito conservatore, che di fatto ha occupato tutta la scena pro e contro il Brexit. Il neo leader non è andato oltre una generica affermazione che la UE "non è democratica, ma non possiamo lasciarla".
Sulla scelta di Corbyn hanno influito le pressioni della componente blairista del Labour e l'orientamento dominante a livello europeo di tutte le componenti socialdemocratiche, nettamente immerse nel modello tecnocratico di sviluppo e incapaci di declinare i valori tradizionali con le nuove tensioni sociali, come ha dimostrato la recente sconfitta elettorale. 

Anche gli scozzesi di Nicolas Sturgeon si sono divisi, con la maggoranza dell'apparato a favore di un generico remain che a molti è risultato indigeribile e machiavellico.

La sera del 23 giugno Cameron riceverà le congratulazioni di Obama e Tsipras, Lagarde e Junker, Draghi, Merkel,Hollande, Erdogan, Soros e via dicendo. Anche i veri padroni di Londra, arabi, russi, cinesi e kazaki potranno riaprire le bottiglie di champagne. Chissà se qualcuno si ricorderà di ringraziare anche Jeremy Corbin ?

Virginia Raggi sindaca 5 Stelle di Roma

Finisce 2 a 0 la partita tra Movimento 5 Stelle e Partito di Renzi. Virginia Raggi stravince a Roma, Chiara Appendino ribalta Fassino a Torino. La sconfitta di Renzi è netta e avrà ripercussioni politiche in Italia e in Europa.

https://www.menoopiu.it/post/Effetto-Raggi-in-Europa-nasce-il-problema-Renzi

 

Chiara Appendino nel suo primo discorso indica la strada di un nuovo modo di concepire la politica, coniugandola in modo credibile con l'amministrazione delle città,  vere grandi comunità di persone, bisogni, tradizioni e solidarietà e non assemblaggio di macchine burocratiche da governare più o meno onestamente.

 

Arrestato Lin Zuluan sindaco di Wukan che sfida il regime per difendere le terre dei contadini contro l'esproprio

L'arresto di Lin Zuluan, sindaco del villaggio di Wukan che osò sfidare il regime per difendere le terre dei contadini contro l'esproprio a favore dei costruttori di regime, è la vendetta del Partito contro il più importante esperimento di cambiamento democratico in Cina.

Centinaia di poliziotti in assetto paramilitare sono entrati a Wukan di notte e hanno prelevato il settantenne Zuluan dalla sua casa, con l'accusa formale di "atti di corruzione e appropriazione" completamente infondata ma che che è servita al duplice scopo di infangare Lin Zuluan e soffocare le immediate proteste degli abitanti del villaggio, minacciati di repressione violenta dalle autorità di governo.

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Se qualcuno avesse programmato l'omicidio di Jo Cox ...

Archiviato l'atto formale di incriminazione di Thomas Mair per l'assassinio della deputata laburista Jo Cox. L'autore del folle gesto si è di fatto dichiarato "prigioniero politico", rispondendo alle domande di rito con "My name is death to traitors, freedom to Britain".

 


Non ci sono dubbi sulla colpevolezza di Mair, catturato al termine dell'agguato, nè sul movente, l'odio per chi, come la Cox, rappresenta l'impegno a favore dei rifugiati, degli immigrati e per l'integrazione della Gran Bretagna all'Europa.
Thomas Mair è uscito dalla sua casa di Birstall nel primo pomeriggio del 16 giugno con l'intento di uccidere. Sapeva dove trovare Jo Cox, le cui attività politiche sul territorio si svolgevano senza misure di sicurezza. Ha ucciso con tre colpi sparati da una pistola autocostruita e 7 pugnalate, gridando "Britain first" e ha ferito un cittadino accorso per difendere Jo. Poi si è dato alla fuga a piedi e dopo pochi minuti è stato arrestato. Nessuno ha visto eventuali complici di Mair, che quindi avrebbe condotto l'azione in perfetta solitudine.
Un "lupo solitario" che in quaranta anni di vita trascorsi a Birstall si era fatto notare solo per aver sgridato qualche volta i ragazzi che andavano a giocare sotto la sua casa. Thomas Mair non è mai riuscito a trovare un lavoro fisso, niente relazioni umane, scambiava qualche parola con le signore del vicinato che ogni tanto gli commissionavano lavori in giardino. Il suo periodo più felice sembra che lo abbia trascorso dieci anni fa in una comunità terapeutica.
Nessuno a Birstall era a conoscenza delle sue relazioni pericolose con i gruppi razzisti e neonazisti di oltreManica.


Thomas Mair, alleged killer of British MP Jo Cox, was a longtime supporter of the neo-Nazi National Alliance.
According to records obtained by the Southern Poverty Law Center Mair was a dedicated supporter of the National Alliance (NA), the once premier neo-Nazi organization in the United States, for decades. Mair purchased a manual from the NA in 1999 that included instructions on how to build a pistol
Mair, who resides in what is described as a semi-detached house on the Fieldhead Estate in Birstall, sent just over $620 to the NA, according to invoices for goods purchased from National Vanguard Books, the NA’s printing imprint. Mair purchased subscriptions for periodicals published by the imprint and he bought works that instruct readers on the “Chemistry of Powder & Explosives,” “Incendiaries,” and a work called “Improvised Munitions Handbook." Under “Section III, No. 9” (page 125) of that handbook, there are detailed instructions for constructing a “Pipe Pistol For .38 Caliber Ammunition” from components that can be purchased from nearly any hardware store.
The Daily Telegraph also reported that Mair was a subscriber to S. A. Patriot, a South African magazine published by White Rhino Club, a pro-apartheid group. The club describes that magazine’s editorial stance as opposed to “multi-cultural societies” and “expansionist Islam.” According to the Daily Telegraph, a January 2006 blog post attributed to the group described Mair as “one of the earliest subscribers and supporters of S. A. Patriot.”
https://www.splcenter.org/hatewatch/2016/06/16/alleged-killer-british-mp-was-longtime-supporter-neo-nazi-national-alliance


Le tracce dei contatti di Mair con l'estremismo neonazista si fermano a dieci anni fa.
Come se avesse covato i suoi rancori in attesa del grande evento, senza sapere quale, ma che certamente gli avrebbe consentito di mettere a frutto tutti quegli anni di oscura preparazione, in un momento storico denso di occasioni come questo: il dramma dell'immigrazione e la frattura con l'Europa.
Thomas Mair ha atteso quasi 20 anni per compiere il suo gesto folle.
Tutto lascerebbe pensare che sia stata una serie di coincidenze fatali a far intrecciare il suo destino con quello di Jo Cox, una settimana prima dell'avvenimento politico più importante e controverso nella storia recente della Gran Bretagna e del mondo intero. Oppure ha lucidamente scelto il momento (pochi giorni dal voto), la vittima (volto pulito e credibile di un nuovo Labour Party) e le circostanze per dare risalto al suo attentato, come dimostrano le sue parole "my name is death to traitors ..." alla prima udienza del processo.
Oppure è stato usato da qualcun altro. Qualcuno che lo aveva memorizzato nei propri archivi, ne aveva studiato le caratteristiche e deciso il potenziale utilizzo. Qualcuno molto più capace di Mair di cogliere le connessioni geopolitiche e la rilevanza strategica del voto del 23 giugno, qualcuno che ha scelto con cura sia la vittima che il carnefice e ha deciso di muoverlo come una pedina.
Non dovrebbe essere difficile risalire ai rapporti intrattenuti da Thomas Mair con la fauna del terrorismo neonazista. Il suo computer e il suo telefono conservano tutte le tracce dei suoi contatti. Ma non è detto che i suoi interlocutori siano i veri mandanti dell'omicidio di Jo Cox, anzi è probabile che siano il penultimo anello di una lunga catena.
Nessuno si meraviglierebbe più di tanto se si venisse a sapere che qualcuno di quelli che temono il crollo del sistema bancario e finanziario mondiale, e cioè il crollo delle proprie fortune economiche, in caso di uscita della Gran Bretagna dalla UE, si sia speso qualche briciola di ricchezza per mettere in moto una macchina omicida e condizionare il risultato del Brexit.

La verità non uscirà fuori prima del 23 giugno.

 

Il suicidio di un pensionato truffato dalla Banca Popolare di Vicenza diventa un nuovo atto di accusa

Antonio Bedin, pensionato e socio "forzato" della Banca Popolare di Vicenza, si è ucciso dopo aver visto scomparire i suoi 500.000 euro di risparmi investiti nelle azioni della banca veneta di Gianni Zonin.
Si ripete il triste copione di Banca Etruria, in quella che sta diventando una "strage di innocenti" coperta dall'inerzia delle autorità di vigilanza e del governo.
Il Fatto Quotidiano pubblica una ricostruzione delle truffe e delle responsabilità che hanno portato al dissesto della Popolare di Vicenza e alla espropriazione dei risparmi di 120.000 cittadini per oltre 6 miliardi di euro.
Dietro le quinte i soliti personaggi, le solite dinamiche, le solite scuse, le solite arroganze, una rete di poteri che non teme nè la magistratura nè l'opinione pubblica perchè ha i mezzi per condizionare entrambi.

La Banca d'Italia che fin dall'epoca di Draghi si limitava a fare ispezioni che evidenziavano (a chi ?) senza disturbare troppo il padrone Zonin, la Consob che non si accorgeva che i risparmiatori venivano raggirati falsificando i questionari MIFID, i magistrati che insabbiavano le denunce delle associazioni di consumatori.
Ecco quello che l'ineffabile capo di BankItalia Visco dichiara in una compiacente intervista a La Repubblica del 18/6 (il suicidio del pensionato Antonio Bedin è già avvenuto):
"Ci sono sempre banche problematiche, ma sono problemi specifici. Ora abbiamo problemi con due banche in Veneto (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), che sono sostenute da Atlante. Abbiamo una banca problematica di base a Genova (Carige). Dietro ciascuno di questi problemi, ci sono interventi da parte delle autorità di supervisione. Possiamo discutere su quanto tempo ci voglia a intervenire in questi problemi, sulla distribuzione di poteri tra l'autorità amministrativa e quella giudiziaria, se queste ultime possano lavorare meglio insieme. Ma, alla fine, abbiamo fatto tutti quello che dovevamo fare, in maniera appropriata. Se altri la pensano diversamente, è perché non è chiaro quali siano i reali poteri della vigilanza, o perché ci sono interessi politici".

 

La storia del libraio che sfida Xi Jinping

La storia del libraio Lam Wing-Kee ha scosso tutta l'opinione pubblica di Hong Kong

perchè ha messo a nudo le bugie del regime cinese sul modello "one country two systems" che doveva essere alla base della reciproca fiducia alla coesistenza tra la ex colonia inglese e la "mainland" autoritaria di Xi Jinping.
Lam Wing-kee, a cui erano state estorte false confessioni dalla polizia di regime, ha denunciato tutto in una conferenza stampa. La trascrizione della sua denuncia:

Last year on October 24, I was crossing the Shenzhen immigration point to visit my girlfriend in Dongguan when I was detained by Shenzhen officers.
When they detained me, I asked them what I had done wrong. I pressed them for an answer for the whole day, but no one was able to tell me [what I had done wrong].
I remember that when I was passing immigration, the document scan machine stopped and I was trapped there. Two immigration officers pointed at me. Then a few other officers ... took me to a corner on the left. Maybe they recognised me.

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L'omicidio di Jo Cox mette fine al referendum su Brexit

 AGGIORNAMENTO: Minacciata, ma non protetta . La deputata laburista uccisa ieri a Birstall, vicino a Leeds, aveva ricevuto diversi messaggi di minacce negli ultimi tre mesi. Un uomo - che non era Thomas Mair - era stato arrestato. Ma nonostante questa escalation di violenza (riferisce il Times), la valutazione delle misure di protezione per Jo Cox da parte della polizia era ancora in corso.

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La morte della deputata laburista Jo Cox per mano di uno strano squilibrato che avrebbe "firmato" l'omicidio al grido di "Britain First" (formazione di estrema destra favorevole al "leave" della Gran Bretagna dall'Europa) mette fine al referendum del 23 giugno, anche se girano voci di un rinvio.

L'assassino avrebbe sofferto di problemi di salute mentale. Le testimonianze sono ancora confuse e parziali, ma appare strana la dinamica dell'agguato che sarebbe durato dai 15 ai 20 minuti, e solo al termine la Cox sarebbe stata colpita da tre pallottole sparate da una pistola rudimentale, dopo essere stata accoltellata.

Poteva essere salvata, con un intervento tempestivo della polizia ?

L'impegno sociale e politico della Cox era esemplare, soprattutto in difesa dei profughi e degli immigrati, oltre che del "remain" al referendum del 23/6.

Un editoriale del Guardian : The idealism of Ms Cox was the very antithesis of such brutal cynicism. Honour her memory. Because the values and the commitment that she embodied are all that we have to keep barbarism at bay.

http://www.theguardian.com/commentisfree/2016/jun/16/the-guardian-view-on-jo-cox-an-attack-on-humanity-idealism-and-democracy

Che il referendum ormai sia avviato verso un esito scontato lo hanno capito subito i mercati finanziari di tutto il mondo, che pochi minuti dopo che la notizia dell'agguato al grido di "Britain First" era stata diffusa, hanno invertito la rotta e recuperato gran parte delle perdite che fino a quel momento registravano sulla base dei sondaggi che davano il "leave" in vantaggio su "remain".

Non è un mistero che i veri interessi che sarebbero colpiti da un'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea sono quelli delle grandi banche e dell'alta finanza, piuttosto che quelli dei pensionati come vorrebbe far credere la propaganda di Cameron e dei burocrati di Bruxelles.

La morte di Jo Cox, come scrive il Guardian, dimostra che "the slide from civilisation to barbarism is shorter than we might like to imagine."

 

 

 

Strage di Orlando, IL Peggiore contro LA Peggiore solo in apparenza

La strage di Orlando è entrata, come era ovvio, nella campagna presidenziale USA 2016 e ha tirato fuori la peggiore retorica in entrambi gli schieramenti.

Trump ha colto l'occasione per ribadire la sua proposta di impedire l'accesso dei musulmani negli Stati Uniti e di avviare una schedatura generale di tutti quelli già residenti. Il candidato repubblicano inoltre ribadisce la tesi cara agli armaioli secondo la quale se tutti girassero armati non ci sarebbero le stragi di innocenti, perchè il terrorista troverebbe una risposta immediata. E' una tesi profondamente radicata nella cultura e nella storia americana ed ha un notevole consenso popolare, sorretto da interessi industriali noti a tutti.

La timida battaglia di Obama per far approvare una legge sul controllo delle armi, almeno quelle più devastanti come l'AR-15 usato in tante delle stragi di massa da venti anni a questa parte, è naufragata prima nel paese e poi nel parlamento a maggioranza repubblicana.

Hillary Clinton si è dichiarata a favore di una messa al bando della vendita di  armi da guerra, ma siccome è famosa per essersi smentita e contraddetta molte volte nella sua vita politica, qualcuno gli ha ricordato che nelle primarie del 2008 contro Obama si era dichiarata offesa dalla proposta di bando delle armi del futuro presidente USA perchè :

 " You know, my dad took me out behind the cottage that my grandfather built on a little lake called Lake Winola outside of Scranton and taught me how to shoot when I was a little girl," . "It’s part of culture. It’s part of a way of life. People enjoy hunting and shooting because it’s an important part of who they are."

Questo dichiarava la Clinton otto anni fa, anche se ora è costretta a nascondersi dietro l'appoggio di Obama,  e data la sua propensione a mentire c'è da credere che anche questa volta non si smentirà.

D'altra parte i sostenitori della "corsa agli armamenti" obiettano che i terroristi islamici quando vogliono uccidere lo fanno con qualsiasi tipo di arma, come è accaduto a Parigi, dove una coppia di francesi è stata assassinata con un coltello da un jihadista.

Sia nel caso di Orlando che in quello di Parigi gli assassini erano stati in qualche modo intercettati o addirittura arrestati dal sistema di polizia e controllo, che però poi li ha ignorati consentendo loro di uccidere.

Questo particolare svela il vero punto di incontro tra la retorica militarista e razzista di Trump e la finta conversione della Clinton:  per entrambi l'obiettivo non è quello di evitare altre stragi e altri morti innocenti, bensì quello di disegnare un sistema di potere e controllo sempre più invasivo e sofisticato, un sistema finalizzato a se stesso, che faccia muovere tanti interessi economici e finanziari, tanta tecnologia, tanta industria. 

Guardate le immagini dei poliziotti che hanno fatto il blitz nel locale gay di Orlando: oltre al fucile d'assalto d'ordinanza, avevano addosso decine di altre armi e dispositivi elettronici tanto da renderli goffi e pericolosi (qualcuno sostiene che molti dei 49 morti del Pulse siano stati vittime del "fuoco amico" dei poliziotti). 

La lotta al "terrorismo domestico" nelle parole di Trump e di Clinton si riduce a schematismi semplicisti e bugiardi. Abolire la religione musulmana (Trump) è un'idiozia ma lo è altrettanto cancellare il termine "terrorismo islamico" (ObamHillary) dal frasario politico.

Le vittime di Orlando meriterebbero una discussione più seria di quella che IL Peggiore e LA Peggiore hanno messo in mostra.

Strage a Orlando, USA

Se un omofobo, jihadista, può acquistare facilmente fucili da guerra, non è improbabile che li utilizzi.

Cinquanta morti e altrettanti feriti per la strage ad opera di un esaltato in un locale di Orlando frequentato da gay. L'attacco con armi da fuoco più grave di tutti i tempi. 

Il movente del  "terrorismo domestico" sembrerebbe molto labile, mentre appare più plausibile che la strage sia l'ennesimo gesto folle reso facile dalla vendita incontrollata delle armi.

 Da USATODAY

• A gunman opened fire in a gay nightclub: It began around 2 a.m. Sunday as a gunbattle between a man and a police officer who was working at the Pulse nightclub near downtown Orlando, Police Chief John Mina said in a news conference. It became a hostage situation and there was a three-hour standoff until a police SWAT team burst through a wall to rescue those inside.

About 320 people were in the club, police said. Some people escaped through the back of the club, while others were trapped inside as a hostage situation ensued.

A federal law enforcement official told USA TODAY the suspect had been identified as Omar Mateen of Port St. Lucie, Fla.

• Three-hour standoff unfolded: Officers from multiple departments arrived at the scene after the shooting. A bomb squad was called in, and before 5 a.m. officers conducted a controlled detonation. Police used an armored vehicle to break through a wall at the nightclub, then SWAT team members exchanged gunfire with the suspect. He was shot and killed. Mina said the suspect was armed with a handgun and an assault rifle.

• Terrorism suspected: Police described the mass shooting as a "domestic terror incident." Authorities are investigating whether the incident was the work of Islamic terrorism. The FBI is investigating.

When asked whether the shooter had ties to a Jihadist terror group, an FBI official said during a news conference that "we do have suggestions that that individual may have leanings toward that, that particular ideology. But right now we can't say definitively so we're still running everything around."

Police said they have no indication of any other threat in the state of Florida or elsewhere in the nation.