Constituimos la república catalana como estado independiente soberano, democrático y social

Il Parlamento Catalano, liberamente eletto, approva la Dichiarazione di Indipendenza della Catalogna.

Presentata al Parlamento Catalano la risoluzione per l'indipendenza della Catalogna.

Si dovrebbe votare a scrutinio segreto, a poche ore dal voto parallelo del Senato di Madrid sull'articolo 155 che darà il via alla repressione della neonata repubblica catalana. [Prosegue]

Pietro Grasso risponde SI, Renzi è un pericolo per la democrazia

Due giorni fa ponevo il quesito "Renzi è un pericolo per la democrazia in Italia ?".
Il giorno dopo è arrivata la prima risposta, autorevole e pesante, da parte del Presidente del Senato Pietro Grasso, eletto nelle liste del PD , che ha annunciato la decisione di abbandonare il PD poche ore dopo il voto finale sulla legge elettorale. [Prosegue]

Renzi é un pericolo per la democrazia in Italia?

Le ultime due iniziative di Matteo Renzi, la riforma elettorale imposta a colpi di voto di fiducia e la mozione contro Ignazio Visco imposta al suo maggiordomo Gentiloni, sono solo coincidenze lungo il percorso che porta alle elezioni del 2018, oppure sono il segnale pericoloso di una escalation finale da parte del segretario del PD per riconquistare il potere, con qualsiasi mezzo, come si conviene agli aspiranti dittatori? [Prosegue]

Il Governo Catalano alla testa della manifestazione per la libertà dei Jordis

Anche se destituito e minacciato dal colpo di Stato di Rajoy, tutto il Governo Catalano ha guidato il corteo di centinaia di migliaia di persone a Barcellona per chiedere la liberazione di Jordi Sanchez e Jordi Cuixart e la proclamazione della Repubblica indipendente di Catalogna. [Prosegue]

COLPO DI STATO In Spagna la democrazia affoga nella retorica della finta legalità

SPAGNA, COLPO DI STATO ATTO I°. Rajoy e Sanchez del PSOE hanno annunciato l'applicazione dell'articolo 155 della costituzione spagnola.
L'ambiguità dell'articolo 155 e l'uso che monarchia e governo spagnolo ne fanno è tipico delle dominazioni coloniali o di Stati che, sapendo di avere una contraddizione al proprio interno, pretendono di risolverla con la forza .
L'articolo 155 di Rajoy è un contenitore di tutte le possibili opzioni di repressione. L'emulo di Erdogan è arrivato a minacciare Puigdemont di arresto per "ribellione" e il carcere per trenta anni. [Prosegue]

Puigdemont non si sottomette e sfida Rajoy

Scaduto l'ultimatum, il presidente catalano è pronto ad applicare la DUI se Rajoy applica l'articolo 155 della costituzione spagnola.
Significa che salta ogni tentativo di mediazione e inizia una fase di repressione da parte del governo di Madrid e di resistenza dei movimenti catalani indipendentisti.
Nessuno può prevedere come andrà a finire lo scontro, [Prosegue]

Il patto Renzi - Draghi dietro il siluro a Banca d'Italia

Che Renzi scalpitasse per non riconfermare Ignazio Visco a governatore della Banca d'Italia era risaputo da prima dell'estate. La testa di Visco doveva servire a smarcare le sue responsabilità e quelle del PD dalla gestione scandalosa di Banca Etruria e a dare all'opinione pubblica quello che la gente chiedeva, la punizione dei responsabili dell'organo di vigilanza.

Nello stile renziano non esiste la gratitudine e quando i servitori diventano scomodi si licenziano. [Prosegue]

Help Catalonia. Save Europe

La Catalogna ha bisogno della solidarietà di tutti i popoli liberi. Help Catalonia, Save Europe
Dopo l'arresto di Sanchez e Cuixart, l'opinione pubblica mondiale si mobilita per denunciare la repressione delle aspirazioni indipendentiste catalane ad opera del regime di Rajoy. il video "Help Catalonia. Save Europe." prodotto in lingua inglese dalla associazione Omniun Cultural di cui è presidente Jordi Cuixart. https://www.youtube.com/watch?v=wouNL14tAks [Prosegue]

ACCADE IN EUROPA, IL REGIME SPAGNOLO ORDINA L'ARRESTO DEI LEADER POLITICI ELETTI DEMOCRATICAMENTE

Il governo Rajoy ordina alla magistratura di inquisire ed arrestare Jordi Sanchez presidente della ANC e Jordi Cuixart di Omnia Cultural, due leader dell'indipendentismo catalano, eletti democraticamente e rappresentanti di opinioni politiche e culturali radicate nella società catalana.
Si tratta di una iniziativa immotivata e provocatoria che riporta la Spagna ai momenti più bui della repressione franchista.
La stampa spagnola, con il "progressista" El pais in testa, imbevuta di nazionalismo e retorica, plaude agli arresti.
Carles Puigdemont: "España encarcela a los líderes de la sociedad civil de Cataluña por organizar manifestaciones pacíficas. Lamentablemente, tenemos prisioneros políticos nuevamente".

Migliaia di persone a Barcellona e nelle principali città della Catalogna nella notte manifestano con la "cacerolada", battendo pentole e coperchi in segno di protesta per l'arresto di Sanchez e Cuixart. [Prosegue]

Anche in Austria la GROSSE KOALITION va in soffitta

Exit Poll: OVP 31% , FPO 26%, SPO 26,5%, Grune 4,2 %
Il partito di Kurz (OVP) guadagna il 7%, l'estrema destra (FPO) +6%; stabili i socialdemocratici SPO e tracollo dei Verdi -8% che non entrano in Parlamento . I socialdemocratici restano il secondo partito ma l'estrema destra potrebbe andare al governo.____________________

Le elezioni austriache per gran parte della stampa europea sono un avvenimento quasi-mondano, con al centro i 31 anni del leader conservatore Sebastian Kurz, probabile vincitore che così scalza Trudeau e Macron nella classifica di vanityfair , e il suo look molto gradito sia negli ambienti popolari che in quelli della classe media. [Prosegue]

Perchè Harvey Weinstein finanziava i democratici e violentava le donne?

Depravazione, affari e potere politico si intrecciano e si rispecchiano nella storia personale di Harvey Weinstein attraverso i racconti delle sue vittime e le cronache politico-mondane di tre decenni.
Dopo le rivelazioni del New York Times c'è il rischio di confondere il grande coraggio delle donne che lo denunciano con la "sorpresa sdegnata" di chi lo ha frequentato e ha beneficiato della sua ricchezza e della sua rete di influenze. [Prosegue]

Iran, Trump abbaia ma non morde

L'annuncio di Trump che non "certificherà" l'accordo sul nucleare iraniano, voluto da Obama due anni fa, rappresenta un'iniziativa roboante ma dagli scarsi effetti immediati, se non quelli che costringono  i giornalisti ad occuparsi della sua ennesima sbruffonata.
La "non certificazione" non equivale alla disdetta dell'accordo, [Prosegue]