La carne nuoce gravemente alla salute

Il laconico comunicato con cui lo IARC (agenzia per la ricerca sul cancro interna all'Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito cancerogene le carni rosse e le carni lavorate ha un valore epocale, che è stato sottovalutato dai media di massa e che ha scatenato la corsa alla minimizzazione da parte dei governi e delle associazioni, in alcuni casi anche di quelle preposte alla salute.

Red meat

After thoroughly reviewing the accumulated scientific literature, a Working Group of 22 experts from 10 countries convened by the IARC Monographs Programme classified the consumption of red meat as probably carcinogenic to humans (Group 2A), based on limited evidence that the consumption of red meat causes cancer in humans and strong mechanistic evidence supporting a carcinogenic effect. This association was observed mainly for colorectal cancer, but associations were also seen for pancreatic cancer and prostate cancer.

Processed meat

Processed meat was classified as carcinogenic to humans (Group 1), based on sufficient evidence in humans that the consumption of processed meat causes colorectal cancer

 

La denuncia del'OMS è scientificamente provata e forse anche troppo tardiva. L'impatto della ricerca ricade su una delle industrie più importanti al mondo, su abitudini sociali radicate, basti pensare alla "democrazia del barbecue" negli USA o alla strage dei montoni nei paesi del Nord Africa, all'agnello pasquale  ecc.

L'industria della carne nel mondo ha stravolto intere aree geografiche, trasformazione di terreni agricoli a coltivazioni per foraggi, con utilizzo di enormi quantità di acqua per produrre la carne, additivi chimici e farmaci, contribuendo al cambiamento climatico e agli squilibri idrici del pianeta.

Il consumo di carne impedisce lo sviluppo di un'etica del rispetto degli animali più vicini alla scala evolutiva dell'uomo.

Il consumo di carne, anche dove non produce cancro, crea abitudini alimentari disastrose per la salute - obesità e disturbi del metabolismo - e costose da curare.

Molti di coloro che hanno cercato di "minimizzare" gli effetti della ricerca dello IARC - anche in rappresentanza di categorie di medici- hanno posto l'accento sul fatto che la definizione di cancerogeno non comporta di eliminare la carne dalla dieta umana, ma solo di "equilibrarla", riducendone le quantità assunte e le modalità di cottura.

C'è una corsa alla disinformazione da parte dei sostenitori degli interessi delle grandi multinazionali agroalimentari.

Il giudizio dello IARC è netto e categorico per quanto riguarda le carni "processate": hot dog, salumi, hamburger, ecc. . Equivale all'obbligo di etichettare le confezioni di carne lavorata con la scritta "NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE" come è d'obbligo per i prodotti del tabacco.

Le carni rosse - bistecche, bolliti, ecc -hanno un grado di "probabilità" di essere cancerogene, in funzione delle quantità e delle modalità di cottura.

La quantità di consumo procapite dovrebbe almeno dimezzare, tenendo conto di una media composta dagli eccessi dei paesi anglosassoni e dalle carenze dei paesi poveri: in generale si calcola che la produzione e il consumo di carni rosse dovrebbe ridursi di almeno il 30% (per i paesi occidentali oltre il 50%). Andrebbe inoltre vietata la cottura su barbecue o similari, o per tempi troppo lunghi (lo stracotto o il ragù napoletano)

Per quanto riguarda i salsicciotti tedeschi, non dovrebbero più essere consentiti. Dopo la VolksWagen, crolla un altro mito tedesco.

Portogallo Polonia, la TROIKA in difficoltà

In Portogallo le elezioni di inizio ottobre avevano consegnato un risultato incerto, senza una maggioranza chiara, e quindi fungibile per sperimentare il modello Troika già operante in Grecia: un governo sinistra-destra per attuare i programmi dettati da Bruxelles.

Invece, inspiegabilmente, i socialisti portoghesi guidati da Antonio Costa si sono rifiutati di formare un governo di unità nazionale, e addirittura hanno stretto alleanza con i comunisti e altre formazioni anti-europeiste in un blocco delle sinistre che avrebbe la maggioranza in Parlamento per governare.

La Troika ha gli assi in tutte le maniche, e per bocca del Presidente della Repubblica, il mattarella portoghese Cavaco Silva, ha annunciato che non consentirà la formazione di un governo che "non sia gradito alle istituzioni finanziarie" e ha dato mandato al conservatore Passos Coelho, pur non avendo i numeri sufficienti, di provare a fare un governo comprando il voto di qualche socialista dissidente.

Non si sa se il mercato andrà a buon fine, ma i portoghesi sono testimoni di un nuovo sviluppo del metodo Troika, una ricerca di laboratorio politico "avanzato" per passare dalla democrazia sospesa alla democrazia 'dipende da chi vince', una nuova forma che potrebbe tornare utile anche per risolvere un'altra situazione complicata: in Polonia ha vinto le elezioni lo schieramento di destra nazionalista, anti europeista, anti profughi, anti tedesca e anti russa.

Ma la Polonia non ha l'euro, al pari dell'Ungheria, e quindi potrà farsi governare da chi vuole, anche dai nazisti, tanto gli unici a correre pericoli e a rimetterci saranno i richiedenti asilo e gli immigrati.

La gestione della crisi greca e dell'emergenza profughi, anziché restituire fiducia e credibilità nelle istituzioni europee, sta generando una nuova ondata di malessere da parte dei cittadini, che in alcune situazioni si manifesta in elevato astensionismo in altre con l'adesione alle proposte politiche anti-euro. Il modello Troika non funziona, perchè "There is much talk in Europe of a “crisis in democracy. But the crisis is not in democracy. It is — as the elections in Greece, Portugal and Poland demonstrate — actually functioning pretty well. The crisis is in the grip on power of a blinkered political elite ..." scrive Darrell Delamaide su MarketWarch

richiedenti asilo

 Le più grandi crudeltà del nostro secolo [1900] sono state le crudeltà impersonali delle decisioni prese da lontano, nella routine del sistema operativo, soprattutto quando potevano essere giustificate come necessità operative sia pure incresciose.

È così che il mondo si abituò all'espulsione di interi popoli dai loro territori e all'uccisione su vasta scala, fenomeni così poco consueti in passato che dovettero essere coniate nuove parole per significarli: “apolide” o “genocidio”. 

La prima guerra mondiale portò all'uccisione di un numero imprecisato di armeni da parte dei turchi – la cifra più ricorrente è di un milione e mezzo – un fatto che può essere considerato il primo tentativo moderno di eliminare un’intera popolazione. A questo episodio succedette molti anni dopo l'assai più nota strage nazista di circa cinque milioni di ebrei (il numero è controverso).

 La prima guerra mondiale e la rivoluzione russa costrinsero milioni di persone a spostarsi come profughi e lo stesso effetto si ebbe a seguito degli “scambi di popolazione” tra gli stati. Un totale di 1,3 milioni di greci vennero rimpatriati in Grazia per lo più dalla Turchia; 450.000 turchi furono spostati nel loro stato che li reclamava; 200.000 bulgari si spostarono nel territorio ridotto della nazione che portava il loro nome; un milione e mezzo o forse due milioni di russi, a seguito della rivoluzione o della guerra civile dopo la sconfitta dei bianchi, si trovarono senza casa.

 Fu soprattutto per costoro, più che per i 320.000 armeni che cercarono di sfuggire al genocidio, che venne inventato un nuovo documento il quale, in un mondo sempre più burocratizzato, doveva servire per coloro che non avevano esistenza legale in alcun paese: il cosiddetto passaporto Nansen della Società delle Nazioni, così chiamato dal nome del grande esploratore artico norvegese che si costruì una seconda carriera come amico dei senza amici. A una stima approssimativa negli anni tra il 1914 e il 1922 si ebbero dai quattro ai cinque milioni di profughi.

Questa prima ondata di relitti umani fu di assai poco conto rispetto a quella che seguì la seconda guerra mondiale, dove i profughi vennero trattati spietatamente. E' stato calcolato che nel maggio 1945 c'erano forse in Europa 40,5 milioni di persone sradicate dalla propria terra natale, esclusi i lavoratori non tedeschi impiegati in Germania e i tedeschi che fuggivano dinanzi all'avanzare dell’Armata rossa. 

Circa tredici milioni di tedeschi furono espulsi dalle regioni della Germania annesse dalla Polonia e dall'URSS, dalla Cecoslovacchia e dalle zone dell'Europa sudorientale dove essi si erano sistemati da tempo. Essi furono accolti dalla nuova Repubblica Federale di Germania, che offrì una patria e una cittadinanza a tutti i tedeschi che vi rientravano, così come il nuovo stato di Israele offrì un “diritto di ritorno” a ogni ebreo. 

Solo in un’epoca come la nostra, in cui sono possibili i voli di massa, offerte simili da parte degli stati potevano venire seriamente formulate. Degli 11.322.700 “deportati” di varie nazionalità trovati in Germania nel 1945 dagli eserciti vittoriosi, dieci milioni tornarono subito in patria, ma una metà di questi vi fu costretta contro la propria volontà.

Questi furono soltanto i profughi dell'Europa. La decolonizzazione dell'India nel 1947 ne creò quindici milioni, costretti ad attraversare le nuove frontiere fra l'India e il Pakistan (in entrambe le direzioni), senza contare i due milioni uccisi nella guerra civile che seguì. 

La guerra di Corea, un altro derivato della seconda guerra mondiale, produsse forse cinque milioni di profughi coreani.

 Dopo la costituzione dello stato di Israele, altra conseguenza della guerra, circa 1,3 milioni di palestinesi furono presi in carico dall'UNWRA (United Nations Relief and Work Agency), l'agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti e l'occupazione; di contro, all'inizio degli anni '60 gli ebrei emigrati in Israele, per lo più come profughi da altri paesi, ammontavano a un milione e duecentomila. 

In breve, la catastrofe umana complessiva scatenata dalla seconda guerra mondiale è quasi certamente la più grande mai avvenuta nella storia. 

Uno dei suoi aspetti più tragici è che l'umanità ha imparato a vivere in un mondo in cui lo sterminio, la tortura e l'esilio di massa sono diventati esperienze quotidiane di cui non ci accorgiamo più.

Da "Il secolo breve" di Eric Hobsbawm, 1995

il MUSEO che non c'é

https://www.menoopiu.it/MuseoTorloniaPC.mp4

Il museo Torlonia é un museo che non c'é, perché nessuno lo può visitare per ammirare le opere che contiene.

Da Wikipedia:

Il contenuto del museo venne raccolto, in vario modo, da Alessandro Torlonia, che nel 1859 allestì un museo proprio in Via della Lungara, nei pressi dell'Accademia dei Lincei, tra Trastevere e Regina Coeli.

 Il museo esponeva 620 statue, in 77 sale, frutto di scavi negli ampi possedimenti dei Torlonia e di prestiti non onorati da altre famiglie nobili romane, a cui i Torlonia, essendo banchieri, avevano prestato del denaro. Molte delle sculture provenivano delle collezioni Giustiniani, Cavaceppi, Orsini, Caetani. Per quantità e qualità del livello artistico si è calcolato che le opere della collezione Torlonia rappresentano da sole "un buon terzo del patrimonio antico posseduto dalla città". Tra i veri e propri capolavori: l'Hestia Giustiniani, la Pallade di Porto, la colossale Testa di Apollo di Kanachos, due esemplari dell'Eirene di Cefisodoto padre di Prassitele, l'Afrodite Anadiomene, l'Atleta di Mirone, il Diadumeno di Policleto, il ritratto noto come Euridemo di Battriana, l'eccezionale rilievo di Portus con la rappresentazione degli edifici, delle navi, delle divinità protrettrici e della vita commerciale dell'antico Porto di Roma, pregevolissimi sarcofagi, come quello delle fatiche di Ercole e quello singolare di un'accolta di dotti a grandi figure, la splendida serie di un centinaio di ritratti, in maggior parte imperiali, considerata dagli studiosi più importante di quelle dei Musei Capitolini e dei Musei Vaticani.

Lo Stato italiano non riesce a trovare nè una via legale nè un accordo con la famiglia Torlonia proprietaria della collezione omonima. E' una situazione incredibile per un paese che vanta una delle maggiori industrie culturali del mondo.

 https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Torlonia

PATRICIA é figlia del GLOBAL WARMING

patricia hurricane

http://www.nasa.gov/feature/goddard/patricia-eastern-pacific-2015

Mentre i governi di tutto il mondo discutono da decenni su cosa fare (o non fare) per ridurre l'effetto serra, il surriscaldamento, i buchi dell'ozono, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua e del suolo, senza riuscire a concludere nulla (ma facendo crescere il numero di convegni, ricerche, carteggi e arricchimenti personali sull'argomento) la Natura passa ai fatti, dando dimostrazione di come reagisce agli squilibri creati dall'uomo.

Il mostro PATRICIA, l'uragano più potente che sia stato registrato sulla costa del Pacifico, è solo uno dei tanti avvertimenti che la natura lancia all'umanità, ed è certamente terrificante ed efficace nel mostrare il potere distruttivo che si scatena.

Ma gli uragani, le inondazioni, la siccità sono sempre esistiti, obbiettano gli antiallarmisti, e la statistica registra i fenomeni estremi in qualsiasi ambito scientifico, perché dunque meravigliarsi se a Rio de Janeiro a primavera si misurano 43 gradi di temperatura, se la California torna a diventare deserto, se El Nino questo inverno farà gelare il Tevere e la Cina è un'enorme cupola di polveri sottili come la Terra un miliardo di anni fa ?

E non ci venissero a dire che qualche centimetro cubo di Patricia è stato generato dagli scarichi di una Volkswagen truccata !

Netanyahu si prepara a fare come Hitler?

netanyahu

 

Le affermazioni di Netanyahu sulle responsabilità del Gran Muftì di Gerusalemme, che avrebbe suggerito a Hitler lo sterminio degli ebrei, hanno suscitato reazioni all'unisono in un ampio spettro di forze politiche: tutte di condanna, ma spaziando dallo scherno alla preoccupazione. Tutti hanno evidenziato che il momento attuale in Medio Oriente non si presta a fare dissertazioni storiche: a chi e a che cosa giova gettare benzina sul fuoco ?

Giova a Netanyahu e al suo tentativo di "preparare" l'opinione pubblica interna e mondiale a quella che sarà la soluzione al  problema irrisolto dei "due popoli in due Stati": la deportazione dei palestinesi.

Tutto sommato, secondo l'intenzione di Netanyahu, è una soluzione "migliore" di quella che il mufti Haj Amin al-Husseini nel 1941 suggerì al dittatore nazista e che poi fu praticata nei campi di concentramento e quindi, secondo la morale ebraica del "occhio per occhio, dente per dente" la deportazione dei palestinesi sarebbe anche legittima.

Netanyahu si prepara a fare ai palestinesi quello che, secondo la sua interessata ricostruzione storica, avrebbe fatto Hitler agli ebrei senza i suggerimenti del Gran Muftì.

Non è una polemica storiografica, purtroppo è attualità politica

new york times 

al jazeera

La requisitoria di Erri De Luca

 

Erri De Luca è stato assolto dall'accusa di istigazione a delinquere per aver proposto di "sabotare" la TAV in Val di Susa

".. sono stato accusato per aver pronunciato il verbo sabotare. Lo considero nobile e democratico. Nobile perché pronunciato e praticato da valorose figure come Gandhi e Mandela, con enormi risultati politici, democratico perché appartiene fin dall'origine al movimento operaio e alle sue lotte. Per esempio, uno sciopero sabota la produzione, difendo l'uso legittimo del verbo sabotare e del suo significato più efficace ed ampio ... Concludo confermando la mia convinzione che la linea di sedicente Alta Velocità in Val di Susa va ostacolata, impedita, intralciata, dunque SABOTATA, per la legittima difesa della salute, del suolo, dell'aria dell'acqua, di una comunità minacciata. La mia parola contraria sussiste e aspetto di sapere se costituisce reato ..."

Merkel Erdogan un disgustoso siparietto

Il viaggio della Merkel in Turchia per far visita a Erdogan era già discutibile prima della strage di Ankara. A due settimane dalle nuove elezioni, andare a trovare il dittatore turco significava regalargli uno spot elettorale e alterare i precari equilibri politici.

Dopo gli oltre 100 morti della stazione di Ankara e le evidenti complicità / omissioni che gettano ombre pesanti sugli apparati controllati dal governo, la visita della Merkel avrebbe avuto più che giustificati motivi per essere annullata o posticipata.

Non è stato così, anzi. Questa mattina i giornali di tutto il mondo sono pieni di immagini vergognose per un capo di stato europeo: la Merkel siede su un trono a fianco di un altro su cui c'è Erdogan, in una posa imperiale, tra arazzi e fregi dorati frutto di corruzioni plurime, che urtano anche la più allenata delle suscettibilità. Uno schiaffo alla realtà drammatica della Turchia sotto gli occhi di tutti.

Cosa c'entra la sala imperiale di Err dogan con una discussione sui profughi, la Siria, la Nato ecc ecc.

Essersi prestata alla scenografia elettorale di Erdogan è una colpa grave e imperdonabile per Angela Merkel. Spero che abbia parlato al dittatore solo in qualità di tedesca, e non di leader europeo.

E per non smentirsi, la polizia turca ha liquidato come suicidio  la morte della giornalista inglese Jacky Sutton, trovata in un bagno dell'aeroporto di Istanbul. La Sutton era di scalo  verso l'Iraq, dove stava portando avanti alcune inchieste sull'ISIS. La versione ufficiale dettata dai servizi segreti turchi è che la Sutton si sarebbe impiccata con un laccio di scarpe, disperata per aver perso la coincidenza del volo per l'Iraq. Per "puro caso" le videocamere di sorveglianza dell'accesso al bagno non funzionavano. Questa ormai è la Turchia, dove i giornalisti scomodi vengono eliminati e gli altri intimoriti.

E la Merkel fa il siparietto con Erdogan ... 

Profughi, passaggio in Slovenia

 

La Slovenia manda l'esercito ai confini per coadiuvare la polizia in vista del maggior afflusso di profughi atteso.

Dopo che l'Ungheria ha chiuso la frontiera con la Croazia, molte migliaia di migranti che hanno attraversato il territorio croato dovranno ora puntare verso la Slovenia, per poterla attraversare e raggiungere l'Austria o la Germania.

Ma a giudicare dall'immagine non sembrano scoraggiati.

In Slovenia la meta è vicina

E pensare che la Slovenia è una nazione di poco più di 2.000.000 di abitanti, meno della città di Milano, e si prepara a far transitare -  accogliendone solo pochi - migliaia di richiedenti asilo al meglio delle proprie, piccole, possibilità. Hanno vissuto il periodo durissimo della guerra dei Balcani degli anni '90.

Hillary Clinton parla a vanvera

Hillary ClintonHillary Clinton è in corsa per le Presidenziali USA 2016. Ci prova dal 2000 senza successo, e questa volta spera di farcela, grazie alla scarsità di materia prima nel campo della politica senza distinzione tra democratici e repubblicani.

La Clinton vanta una lunga esperienza e ha già battuto molti record del parlare a vanvera, l'arte di far finta di sapere, mischiando qualche ovvietà con una buona dose di bugie. 

L'ultima occasione l'ha avuta durante il primo dibattito televisivo tra candidati alle primarie dem: ad un certo punto, sollecitata sull'argomento Snowden ha affermato che "He broke the laws of the United States. He could have been a whistleblower. He could have gotten all of the protections of being a whistleblower. He could have raised all the issues that he has raised. And I think there would have been a positive response to that."

La Clinton sostiene che se Snowden si fosse presentato all'FBI raccontando quello che sapeva sulle attività illegali della NSA, sarebbe stato ascoltato e premiato. Mentre invece ha consegnato "nelle mani sbagliate" le informazioni di cui si era "impossessato" violando la legge degli Stati Uniti e perciò va punito.

Nessuno dei presenti contraddice l'affermazione della avvocatessa Clinton, nemmeno il marziano Sanders.

Il giorno dopo, POLITIFACT smentisce la Clinton: "That’s not accurate, we found. While American law does shield government whistleblowers, it wouldn't necessarily apply in Snowden's case. Snowden was charged with two counts of unauthorized communication under the 1917 Espionage Act. That law makes it a crime punishable by death or imprisonment to share "information relating to the national defense" with anyone who might want to do harm to the United States. Among other details, Snowden showed that under a federal court order, Verizon was providing the National Security Agency with the phone records of nearly all its customers, and on similar terms, giants such as Google and Facebook were turning over user data. He also let the world know that the United States was listening in on the private calls of the leaders of its closest allies. That law has no specific whistleblower protection.

Un'altra perla nel campionario di bugie di Hillary

Dall'Afghanistan uno schiaffone a Firenze

 

Le bugie dei politici non fanno notizia, perché sono la norma. Dovrebbe quindi essere una non-notizia il mancato rispetto degli impegni che Renzi si era preso sul ritiro delle truppe italiane in Afghanistan. Ce ne andremo entro giugno 2015, ma poi "ancora pochi mesi e ce ne andremo", e a ottobre ancora "pochi mesi".

Sommando i pochi mesi si arriverà al 2023. Una banale domanda, che Renzi non si pone e a cui in ogni caso non risponderebbe: "Cosa diavolo pensi che possa cambiare in "pochi mesi" in Afghanistan, dopo che per quasi 15 anni non è cambiato nulla, se non il numero dei morti ?". Forse Obama gli ha rivelato qualche verità sconvolgente per convincerlo a restare "pochi mesi" nel mattatoio afghano? un'arma segreta per annientare i Talebani e riprendere il controllo della situazione ? Le notizie che arrivano da Kabul sono di tutt'altro segno: il governo è debole, diviso, corrotto e non riesce ad avere il consenso oltre la regione della capitale. Lo scenario geopolitico è addirittura peggiorato, perché lo scontro USA-Russia e il casinò mediorientale rendono ancora più difficile trovare mediazioni e anzi esaltano l'instabilità della faglia afghana.

Nessun politico serio dovrebbe sottovalutare i rischi di guerra che provengono da quella parte del mondo e per questo nessun politico serio dovrebbe fare dichiarazioni estemporanee e ondivaghe. La verità è che Renzi ha accettato di prendere schiaffi in Afghanistan per fini meno nobili, che sono gli stessi di quelli che lo stuzzicano ad "intervenire" in Iraq o in Siria o in Libia. Consumata la favola delle missioni umanitarie, l'interventismo nelle guerre locali, sempre più globali, si giustifica solo per motivi di spartizione di affari di ogni risma, cioè buone ragioni per accettare di prendere uno schiaffone alla propria credibilità.

L'Afghanistan per Renzi è un EXPO che non chiude mai.

Prigione Gerusalemme

Marwan Bishara, analista politico di Al Jazeera, scrive: "Nel 1988, l'allora Ministro della Difesa israeliano  Yitzhak Rabin ordinò ai suoi colonnelli all'apice della prima Intifada palestinese di "rompere le ossa" dei giovani istigatori  e lanciatori di pietre per "riportarli sotto controllo".  

Di recente, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto al militari di usare "tutti i mezzi necessari", compreso l'uso delle "pallottole" contro i lanciatori di pietre palestinesi.  

Quasi tre decenni più tardi, ed è più di prima. Oggi come allora, l'uso eccessivo della forza di Israele non è riuscito a reprimere il desiderio palestinese per la libertà dall'occupazione.

Invece, le tensioni di Gerusalemme si sono estese ai palestinesi della Cisgiordania, di Gaza e all'interno di Israele stesso. Tuttavia, a differenza di Rabin, che ha concluso che la forza ha i suoi limiti e che Israele ha bisogno di abbracciare la diplomazia, l'attuale primo ministro conta solo sull'uso della forza e che la diplomazia è buona solo a perdere tempo e guadagnare territorio. (Rabin fu poi assassinato da un estremista israeliano sullo sfondo dell'incitamento dalla destra israeliana guidata niente meno che da Benjamin Netanyahu.)"

The rise of the Oslo generation Three reasons why the Israelis need to stop whining.

Erdogan è il mandante

aggiornamento 16/10/2015 : Uno dei due terroristi sospettati di essere gli autori della strage di Ankara era il proprietario di un luogo di ritrovo ben noto alle autorità di polizia e ai mass media che avevano in passato denunciato le attività della cellula. Yunus Emre Alagoz identificato come autore della strage era il fratello maggiore dell'altro terrorista che aveva provocato la morte di 33 attivisti curdi a Suruc il 20 luglio scorso. Resta inspiegabile come abbia potuto agire indisturbato, senza alcun controllo preventivo. Si rafforza quindi l'ipotesi di complicità tra lo schieramento di Erdogan e i gruppi dell'Isis. "Trovo difficile credere che questi attentatori, i cui nomi e collegamenti familiari sono stati denunciati ampiamente dalla stampa, non siano stati controllati dal governo,e siano potuti venire ad Ankara senza il National Intelligence Agency lo sapesse," ha commentato Ezgi Basaran, editorialista del giornale Radikal.

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L'orrore e la rabbia per la strage di Ankara, 100 morti e oltre 300 feriti, il più grave attentato nella storia del paese, iniziano a far posto alle analisi per risalire alle responsabilità e agli esecutori, non i kamikaze dilaniati nelle due esplosioni bensì la rete organizzativa necessaria per realizzare un attentato di così vaste proporzioni.

Le risposte della gran parte degli osservatori indipendenti vanno in un unica direzione: l'attentato di Ankara è stato pensato da Erdogan ed eseguito dall'Isis.

Dietro il peggiore attentato nella storia della Turchia moderna potrebbe esserci lo Stato islamico. È l’opinione di Daniel Pipes, politologo americano presidente del Middle East Forum, a proposito dell’attacco ad Ankara contro una manifestazione pacifista, costato la vita a 86 persone.

«Sembra essere opera dell’Is – dice Pipes all’Adnkronos – forse con il sostegno del governo turco». Secondo l’analista di orientamento neocon, «il presidente Recep Tayyip Erdogan non intende fermarsi davanti a niente per diventare il dittatore della Turchia».

In un recente articolo su Middle East Forum: "Back in 2013, President (then Prime Minister) Recep Tayyip Erdogan's chief advisor, Yigit Bulut, said that he would be "willing to die for Erdogan." He added: "There are millions like me."

Perchè Erdogan avrebbe interesse a far precipitare nel terrore la Turchia?.

1) Le elezioni del 1 novembre secondo recenti sondaggi che Erdogan conosce non cambieranno la situazione delle precedenti: vittoria del partito di regime AKP ma senza maggioranza assoluta e quindi impossibile formare un "governo di regime" che possa cambiare la Costituzione in senso autoritario come vuole Erdogan.

2) Il solo modo per "convincere" i partitini più piccoli e finora restii ad appoggiarlo, è quello di creare condizioni di pericolo per il paese, agitando lo spettro del terrore dell'ISIS alle porte, i Curdi già oltre la soglia, la Siria al collasso. Per farsi dare i poteri speciali senza un golpe militare, Erdogan deve portare a termine l'opera di intimidazione della stampa, della magistratura e delle opposizioni. Finora non è bastato e per questo alza la posta e il livello di terrore e caos.

3) La Turchia è un paese con una frontiera ipercontrollata da militari e forze di intelligence e un apparato interno allenato per decenni nella guerra ai curdi. Per i terroristi non sarebbe facile entrare e muoversi in sicurezza senza avere le "coperture" necessarie.

4) Per Erdogan l'opzione del terrore è la meno "costosa" in termini politici: altre strade sono diventate via via impraticabili, con l'esplodere degli scandali di corruzione e soprattutto con la crisi economica che sta erodendo la base sociale che era dietro il suo successo.

5) L'instabilità della Turchia è un elemento di grande preoccupazione per le diplomazie occidentali. Erdogan gioca con spregiudicatezza, come nel caso degli interventi aerei sulla Siria, l'appartenenza della Turchia alla NATO. Minaccia di cambiare alleanze - con Putin molto interessato - o di defilarsi dagli schieramenti che gli USA dovranno cercare di mettere in piedi per trovare una soluzione alla crisi dell'intero Medio Oriente.

 

Strage ad Ankara, la Turchia sprofonda

strage ankara

 

Giovani che si tengono per mano, mentre alle loro spalle qualcuno cerca di spezzare la forza che li unisce, ammazzandone più di 100.

Tenersi per mano, contro il terrore. E' la sfida di questo tempo

"This is an attack by our nation against our people"  Da Hurryet Daily News: Selahattin Demirtaş, the co-chair of the People’s Democratic Party (HDP) whose members are among the victims of the Oct. 10 Ankara attack, harshly criticized both government and President Erdogan for poor inspection on recent similar attacks

“We have lost almost 150 of our people before and after the elections,” he said in Ankara, referring to the June 7 elections that failed to produce a one-party or coalition government but brought the HDP to the parliament as a party group as it surpassed the 10 percent election threshold. “There is nobody who has been designated as ‘responsible’ around. There is no effective investigation. There will be none regarding today's attack either. This is not an attack against unity of our state and nation. This is an attack by our nation against our people" he said. 

Un'altra strage in Turchia, più di 100 morti e centinaia di feriti, un'altro colpo durissimo in un paese schiacciato dalla repressione interna del regime di Erdogan e dalla implosione degli equilibri precari del Medio Oriente con l'aggressione dei terroristi isis

Una pacifica manifestazione di giovani pacifisti trasformata in tragedia, il più grave attentato nella storia della Turchia.

Qualcuno sta cercando di esportare in Turchia i modelli di crisi tipo Egitto, Libia o Siria. Mancano solo 20 giorni alle nuove elezioni dopo che le precedenti avevano segnato una sconfitta per Erdogan e la vittoria del partito curdo di Demirtas. 

Berlino capitale di STOP TTIP

DUECENTOMILA a Berlino per dire Stop al TTIP

 

 

Dal 10 al 17 ottobre in tutta Europa si svolge la settimana europea di mobilitazione "Stop TTIP" (l’accordo di libero scambio e investimenti tra Unione Europea e Stati Uniti), a pochi giorni dalla firma del TPP (il trattato di libero commercio e investimenti transpacifico tra Stati Uniti, Canada e vari Paesi asiatici). Dal 15 al 17 ottobre a Bruxelles, insieme ai movimenti europei contro l’austerità, molte associazioni che si battono contro il TTIP protesteranno contro il Vertice europeo mentre il 14 ottobre negli Usa si celebrerà una giornata d’azione sull’impatto dei cambiamenti climatici.

Si svolgeranno eventi delocalizzati nella maggior parte dei Paesi dell’Unione

La più grande manifestazione è attesa a Berlino sabato 10 ottobre.

Intifada again

intifada 2015

Nel Medio Oriente che brucia e diventa l'epicentro della possibile futura terza guerra mondiale non poteva mancare lo scoppio di un nuovo duro scontro tra Israele e Palestinesi.

L'escalation della guerriglia e delle aggressioni, da una parte e dall'altra, aggiorna di continuo il bollettino delle vittime  che pende dalla parte dei palestinesi, con oltre 30 assassinati in 3 giorni.

Se il Medio Oriente, dallo Yemen alla costa turca attraversando la Siria martoriata, è già il teatro di scontro USA - Russia ...

.... chi ha bisogno di gettare altra benzina sul fuoco ? Gli unici che in questo momento hanno interesse ad aprire un fronte palestinese nello scacchiere mediorientale sono gli iraniani. L'interventismo politico e militare dell'Iran, dopo che Obama lo ha rilegittimato con l'accordo sul nucleare, è in continua crescita. Mentre tutti sono concentrati sull'occupazione russa in Siria, ha fatto poco scalpore che uno dei massimi generali iraniani sia stato ucciso vicino ad Aleppo negli scontri con l'ISIS. Cosa ci fa un capo militare di alto livello dell'Iran sul fronte di guerra siriano ?

 

Tunisia il premio della speranza

 Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al "Quartetto del dialogo nazionale", un'esperienza unica nel suo genere, formata da quattro organizzazioni della società civile: sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati. Il premio è stato conferito al Quartetto "per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia dopo la rivoluzione dei Gelsomini del 2011", come si legge nelle motivazioni del comitato di Oslo.

"Il Quartetto  è riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull'orlo della guerra civile. E così ha messo il Paese nelle condizioni di stabilire una costituzione e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede".

Il premio Nobel per la pace, precisa il comitato, "è stato assegnato al Quartetto in quanto tale e non alle singole organizzazioni".

 Da http://www.arab-reform.net Il documento programmatico del Dialogo  di Hamadi Redissi

 

Dinnergate Marino, psicopatologia della politica

Il caso del sindaco di Roma Ignazio Marino, ancorché poco rilevante sul piano delle conseguenze pratiche, dovrebbe invece essere oggetto di interessanti analisi in quel laboratorio sempre più affollato in cui si studiano i modelli di gestione del potere e creazione del consenso.

8) E' più "marziano" Marino che spera di ridiventare sindaco tra 20 giorni oppure Renzi che vuole continuare a governare con Verdini per altri tre anni ?

Il caso Marino (peculato "gastronomico") di questi giorni è ben poca cosa se lo si confronta con lo scandalo che divampa in Brasile sulla figura del capo del governo Wilma Youssef che è ad un passo dal impeachment, o con quello della FIFA di Blatter e Platini (più popolari di Marino), o con quello della Volkswagen  o quello più oscuro di Fabrizio Palenzona, vice presidente di Unicredit, una delle maggiori banche europee.

Ma per molti aspetti il dinnergate di Marino presenta risvolti molto più interessanti degli altri.

1) Marino è un personaggio eletto sindaco di Roma senza alcun merito pregresso. Il tema della ricerca potrebbe essere: come si costruisce dal nulla un personaggio politico di potere. E' un argomento che da anni é oggetto di studi nella Francia di Hollande e nella Germania di Sigmar Gabriel (la ricerca su Miliband si è già conclusa)

2) Poco dopo essere stato eletto sindaco di Roma, Ignazio Marino si trova dalla parte sbagliata della corrente politica, perchè non è un renziano di ferro, e spera che l'apparato di potere del PD che lo ha scelto come faccia meno imbarazzante gliene renda merito.

3) Marino si trova catapultato in una realtà molto più complessa, corrotta, ingovernabile, imbalsamata di quello che un umano potrebbe immaginare. Il comune di Roma è il concentrato di tutte le peggiori prassi amministrative e consociative degli ultimi 20 anni. Anzichè fare appello alle risorse politiche e sociali estranee al sistema di corruzione dilagante, Marino si illude di poterlo cavalcare senza riconoscere che è lui stesso una variante "diversa" della gestione del consenso.

4) Marino si oppone alla normalizzazione di Renzi perchè crede di essere diventato Napoleone o perchè crede di essere credibile?

5) Perchè Marino crede di poter fare in televisione la sceneggiata della "trasparenza" (le copie degli scontrini dei ristoranti pagati con la carta di credito del Comune) pensando che nessuno andrà a leggere le carte che lui stesso ha portato?

6) Perchè il Partito Democratico pensa di potersela cavare con le dimissioni di Marino, senza dover spiegare i motivi che lo hanno portato a sceglierlo ed eleggerlo sindaco della Capitale?

7) Perché tante persone si sono fatte ingannare da Ignazio Marino sperando che fosse diverso?

 

Deutsche Bank l'incubo della finanza mondiale

un incubo cinque volte più grande di Lehman Brothers

DEUTSCHE BANK CRASHING AFTER HOURS, SEES 3Q NET LOSS OF EU6.2B, MAY CUT DIVIDEND

Amid numerous rumors that Deutsche Bank is among the corporations exposed to the VW fiasco, and to be clear there is no news to confirm that, DB has just kitchen-sinked it in a pre-announcement:

  • *DEUTSCHE BANK SEES 3Q NET LOSS EUR 6.2 BLN
  • *DEUTSCHE BANK TO RECOMMEND DIVIDEND CUT OR POSSIBLE ELIMINATION

Deutsche Bank stock is trading down around 6% after-hours.

Truffa Volkswagen, la BCE deve rifare i test a Deutsche Bank

Merkel cambia idea, tutti deportati in Africa

I soliti maligni dicono che sia stato l'effetto della truffa Volkwagen.

Una volta scoperto il trucco della casa automobilistica più imbrogliona del mondo, in Germania non hanno più bisogno di manodopera a buon mercato, anzi ...

E per questo la Merkel si è rimangiata le promesse e ha ordinato ai suoi portaborse colleghi europei di varare un piano per deportare / riportare nei paesi di origine mezzo milione di "migranti economici", cioè quelli che vengono in europa perchè sono poveri e hanno fame, e non sono (per il momento) bombardati da tutte le parti.

 "The Times"  rivela un piano segreto per espellere/deportare centinaia di migliaia di "migranti economici" verso i paesi di provenienza (gran parte dall'Africa).

Il ragionamento è semplice.

Se sei un eritreo non puoi essere un rifugiato, e quindi devi tornare nel paese di origine, dove non è stato dichiarato lo stato di calamità politica, perchè il governo del tuo paese è amico di quelli che tu vorresti che ti ospitassero, mettendoli in grave imbarazzo.

Come se la Nigeria o l'Eritrea fossero dittature o regimi oppressivi e corrotti, che riducono alla fame le popolazioni costringendole a scappare in Europa, dove però vengono respinti perchè il paese di origine non è in guerra con i russi o gli americani.

I cittadini eritrei, se vogliono farsi ospitare in Germania, dovranno chiedere a qualche esercito straniero di bombardarli. Allora si che Santa Angela potrà fare miracoli.

Per deportare verso i paesi di origine circa mezzo milione di diseredati l'Europa Unita-EU  organizza una mobilitazione generale di tutti i paesi membri, con vagoni speciali che punteranno dritti alle coste del Mediterraneo, da dove il viaggio prosegue con altri mezzi verso l'Africa.