Chi Ha Ucciso Thomas Cook?

23/09/2019

Thomas Cook, marchio storico del turismo di massa è in bancarotta e lascia a piedi centinaia di migliaia di vacanzieri. Come è potuto succedere, nell'era del "denaro facile" di Mario Draghi e C. ? Thomas Cook come Lehman Brothers?

Nel 1841 il predicatore-imprenditore inglese Thomas Cook ebbe la brillante intuizione di consentire alle masse di lavoratori create dalla rivoluzione industriale di poter viaggiare per "distrarsi dal lavoro". Si trattava di brevi viaggi attorno alle città inglesi e per piccoli intervalli di tempo, compatibilmente con i massacranti turni dell'epoca.

Nel '900 e soprattutto dopo la seconda guerra mondiale Thomas Cook è diventato sinonimo di viaggi e turismo, in un contesto in cui gli affari sembravano piovere dal cielo senza fine. Il marchio era sempre più conteso e venne acquistato prima dai tedeschi a fine anni '90 e poi dagli onnivori cinesi, pur restando sempre un gioiello della Corona.

Ora Thomas Cook dichiara bancarotta, non riesce a farsi dare dalle banche 200 milioni di sterline per prendere un pò di ossigeno, e lascia a terra, cioè impossibilitati a fare ritorno con gli aerei della Compagnia, centinaia di migliaia di turisti e altrettanti con una prenotazione pagata che ora vale carta straccia.

Un dissesto finanziario, sociale e industriale inimmaginabile nell'epoca in cui tutte le banche e i grandi gruppi vengono salvati o foraggiati con il denaro facile delle Banche Centrali, stampato a tasso zero (o sottozero) e quantità illimitate. Anche le aziende più malsane e malgestite vengono salvate nel nome dell'interesse collettivo, pubblica utilità o semplicemente perchè non costa nulla mandarle avanti facendo debiti per pagare i debiti.

E quindi perché Thomas Cook non è stata salvata dalla "Compagnia dell'Anello" capitanata da Mario Draghi e dagli altri valorosi banchieri centrali?

Chi e come ha potuto lasciare che Thomas Cook diventasse la Lehman Brothers dell'industria turistica globale ?

Perché le banche creditrici della compagnia aerea, come Royal Bank of Scotland e Lloyd's Bank, che furono salvate con denaro pubblico in parte o mai restituito, non hanno concesso ulteriore credito per salvare 22.000 dipendenti e altre migliaia dell'indotto?

E se il fallimento della Thomas Cook fosse la spia di quello che sta per accadere ad altre aziende, illuse dal denaro facile dei banchieri di tutto il mondo ?

Ipotesi 1 - Il fallimento della Thomas Cook è un capitolo speciale della "guerra commerciale" tra Cina e USA, allargata agli alleati degli americani. L'azionista di maggioranza della compagnia è la multinazionale cinese Fosun International, posseduta dal miliardario Guo Guangchang.

Sembra strano che il personaggio, considerato il Warren Buffet cinese, non sia riuscito a farsi finanziare dalle banche. Oppure ha deciso di non mettere altri capitali nell'impresa, presagendo il peggio.

Ipotesi 2 - Una serie di circostanze quali la probabile Brexit, l'ascesa di Boris Johnson, la fine dell'efficacia delle politiche monetarie generose delle Banche centrali, e quindi dell'illusione di poter fare a meno di strategie efficaci, abbiano creato un mix di effetti imprevedibili o ingestibili.

Questa seconda ipotesi è la più inquietante, perchè lascia prevedere che molte altre situazioni di dissesti aziendali, finora nascosti per la convenienza dei banchieri e dei politici, possano invece emergere e precipitare nel quadro di una caduta verticale  che nessuno riuscirebbe a fermare.

E' l'esplosione della bolla di un'economia malata e assistita, gonfiatasi in tutti questi anni grazie alla montagna di trilioni di dollari ed euro creati dal nulla e che ora nessuno sa più come arginare.

Negli ultimi cinque-sei anni la politica delle banche centrali ha favorito il cosiddetto "azzardo morale": i manager delle aziende, come i politici al governo, hanno scommesso sul fatto che i banchieri avrebbero garantito crediti in abbondanza e a basso costo e anzichè intraprendere cambi di strategia e costosi piani di riorganizzazione hanno preferito continuare come se nulla fosse, fino a quando la montagna di debiti è diventata troppo imbarazzante per le stesse banche che li avevano allegramente concessi.

Tutti sapevano da anni che il modello di business di Thomas Cook era inefficiente e sorpassato dai nuovi canali digitali e dalla concorrenza agguerrita del low cost. Ma nessuno poteva immaginare che un nome prestigioso abbinato alle disponibilità dei nuovi padroni cinesi potesse crollare all'improvviso, senza segnali. O forse c'erano ,ma non conveniva raccoglierli.

Il dissesto del tour operator costerà molte centinaia di milioni di sterline ai contribuenti inglesi e ai 22.000 dipendenti, vittime degli errori altrui.

Quante altre Thomas Cook si nascondono dietro l'angolo ?

... (segue)

The Guardian:

But in truth the tour operator’s woes go back much further – a victim of a disastrous merger in 2007, ballooning debts and the internet revolution in holiday booking. Add in Brexit uncertainty, and it was perhaps only a matter of time before the giant of the industry collapsed.

"Thomas Cook’s collapse is not because the British have stopped taking holidays. Far from it: 60% of the population took a holiday abroad in 2018, up from 57% the year before. It is how we are taking holidays that has changed, with the number of city breaks now significantly outstripping beach holidays."