Coronavirus, l'idiozia dei burocrati cinesi contagia la stampa del governo Conte?

07/02/2020

La mattina del 7 febbraio le notizie più importanti e tristi sull'epidemia di coronavirus sono due: la morte del "Dottor Verità" Li Wenliang che è diventato il simbolo della battaglia contro i burocrati del coronavirus, e la brutta notizia di un italiano dei 56 rientrati da Pechino e messi in quarantena in una caserma della Cecchignola a Roma che risulta positivo al test della polmonite cinese.


Ma sulla stampa italiana, impegnata a seguire Sanremo, le due notizie vengono maneggiate con cura, per non creare allarmismi o dispiaceri agli amici di Pechino, non accorgendosi che persino il GlobalTimes di Xi Jinping rende onore a Li Wenliang annunciando l'apertura di un'inchiesta nel tentativo di placare lo sdegno popolare.


Da una prospettiva interna, la notizia che uno dei cinquantasei rientrati da Wuhan, in quarantena a Roma, risulta positivo al test di coronavirus è una mazzata per la diplomazia sotterranea che stava cercando di superare la diffidenza popolare e riaprire i canali commerciali e mediatici interrotti nei giorni scorsi.

Il presidente Mattarella e Luigi Di Maio stavano contrattando la revisione di alcune misure restrittive agli scambi Italia-Cina, a partire dai voli aerei. La cornice del nuovo scenario era già pronta: l'epidemia si stabilizza, il peggio sta passando, la Cina dimostra di gestire e controllare la situazione ...

poi è arrivata la notizia della morte di Li Wenliang e della reazione di sdegno internazionale,

e poi il primo caso di italiano contagiato, proprio uno di quelli che era stato fatto rientrare in aereo da Wuhan perchè non presentava segni di contaminazione.

 

 


Nel tentativo di barcamenarsi tra le pressioni di Pechino e quelle dell'opinione pubblica italiana impaurita, i giornali fanno a gara per passare le veline del Ministero della Salute e Speranza.


Il Corriere della Sera titola : Coronavirus in Italia, gli ospiti in isolamento: «L’italiano contagiato era in una singola, con noi pochi contatti»


E la Repubblica tranquillizza:


La notizia del caso sospetto è stata accolta con iniziale apprensione dagli altri italiani alla Cecchignola: "Adesso siamo sereni, dopo qualche ora di preoccupazione ora ci sentiamo tranquilli. I medici militari - hanno detto alcuni dei connazionali - ci hanno spiegato che tutti i nostri tamponi faringei, eseguiti ieri e che verranno effettuati a cadenza settimanale, sono negativi". E con la persona risultata positiva, hanno poi precisato, "abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola".

 

"Abbiamo avuto pochi contatti, .... lui si trovava in una stanza singola". Se queste frasi sono vere, cosa di cui è legittimo dubitare, siamo di fronte ad una clamorosa prova di ignoranza o ad una scoperta scientifica invidiabile. Finora nessuno aveva mai individuato il numero di contatti necessari a far passare il virus da un individuo all'altro. I giornali italiani ci sono riusciti : la soglia limite è "pochi contatti", se avete avuto meno di "pochi contatti" state tranquilli perchè il virus non passa.

Solo se siete stati imprudenti e vi siete lasciati andare a più di "pochi contatti", allora siete a rischio, ma per colpa vostra, non perchè il Dottor Speranza Roberto non vi abbia avvertito.


Credo che gli stessi giornalisti che, per dovere di cronaca di regime, hanno riportato le frasi velinate, si siano accorti del ridicolo. D'altra parte il Ministero dell'Informazione insediatosi all'Ambasciata Cinese in Italia richiede questo sacrificio, nell'epica guerra di popolo contro il Diavolo Coronavirus.

La notizia del giovane italiano infetto ha comunque provocato l'immediata marcia indietro sulla possibile rimozione del blocco aereo da e verso la Cina, che sembra un pò prematura visto che il numero dei morti e dei contagiati continua ad aumentare nonostante gli ordini di "vade retro" impartiti da Xi Jinping.

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