CORONAVIRUS ITALIA, LA TERRIBILE COLPA DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA'

24/02/2020

XI JINPING E DONALD TRUMP METTONO LA MUSERUOLA AL DIRETTORE DELLA OMS.

SCANDALOSO! World Health Organization - OMS dice che COVID-19 non è una pandemia

L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato lunedì che il coronavirus scoppiato a Wuhan, in Cina alla fine dell'anno scorso, non è una pandemia.

Il direttore generale Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato che il virus, chiamato COVID-19, non si sta diffondendo in modo non contenuto.

"Quello che stiamo vedendo sono epidemie in diverse parti del mondo", ha detto ai giornalisti in una teleconferenza. L'OMS ha affermato in precedenza che ora ci sono 79.339 casi di COVID-19 in 30 paesi e 2.619 morti.

Il rapido aumento del numero di casi COVID-19 in Iran, Italia e Corea del Sud durante il fine settimana ha fatto crollare i mercati lunedì a causa delle preoccupazioni che lo scoppio del nuovo coronavirus si sarebbe trasformato in una pandemia.

 

 

Conferenza Stampa a Pechino del team di specialisti del WHO - Organizzazione Mondiale della Sanità - in Cina per le verifiche della situazione.

Tutto lascia prevedere che si tratterà di un report addomesticato ad uso interno della propaganda di regime cinese.

Ecco la risposta ad una domanda del giornalista BBC:

 

 

 

Altri due morti a Bergamo e nel Lodigiano, in totale 5, si estende l'area geografica messa in quarantena. Un medico ricoverato per polmonite da una settimana all'ospedale Sacco di Milano senza fare i test del coronavirus.

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L'improvvisa esplosione del contagio di coronavirus in Italia e in Corea del Sud è la prova della sottovalutazione del rischio da parte della OMS, organizzazione mondiale della sanità, che non dichiarando subito la pandemia ha illuso le strutture sanitarie e i cittadini sulla "non gravità estrema" della situazione.

Quarto decesso a Bergamo, si estende l'area geografica messa in quarantena. Un medico ricoverato per polmonite da una settimana all'ospedale Sacco di Milano senza fare i test del coronavirus.

 

L'Italia e la Corea del Sud sono i due paesi, se si esclude la Cina, più stravolti dall'epidemia di coronavirus.


In Corea nell'arco di una settimana i casi di contagio accertati sono oltre 800 con 7 decessi, mentre in Italia in 48 ore più di 150 e quattro morti.

Domenica sera, sulla scia dei drammatici aggiornamenti provenienti dall'Italia e dal resto del mondo, il direttore generale del WHO - World Health Organizaion, ovvero OMS - Tedros Adhanom Ghebreyesus fa diramare un comunicato beffardo in cui si avverte che la "window of opportunity is narrowing" , la finestra di opportunità per contenere covid-19 si sta chiudendo. Detto da lui, che un mese tranquillizzava il mondo e non dichiarava la pandemia, è una beffa che meriterebbe la richiesta di dimissioni immediate.


"Although the total number of cases outside China remains relatively small, we are concerned about the number of cases with no clear epidemiological link, such as travel history to China or contact with a confirmed case," he said.
This weekend's increase in cases in Iran, South Korea and Italy "is also a matter of concern," Tedros added.
On Sunday, World Health Organization (WHO) director-general warned that the "window of opportunity is narrowing" to contain the worst of the coronavirus outbreak to mainland China.

La dichiarazione di pandemia da parte del OMS a fine gennaio avrebbe consentito di attivare tutti protocolli sanitari di emergenza in ogni paese del mondo, costringendo le strutture sanitarie locali ad innalzare l'allerta nella società civile, aumentare i controlli alle frontiere ma soprattutto all'interno di ciascun paese, verificando subito lo stato del contagio.


Nella lotta contro la diffusione mondiale del coronavirus si sono perse almeno due settimane di preziosissimo tempo per arginare il contagio. La stessa criminale sottovalutazione registrata in Cina tra fine dicembre e metà gennaio, quando alcuni medici come Li Wenliang avevano lanciato l'allarme e furono censurati e tacciati di sovversione, per non turbare i festeggiamenti del capodanno.


Così come ora si cerca il "paziente zero" per individuare i canali di infezione e i soggetti infettati, anche nel caso delle responsabilità politiche e sociali andrebbe individuato "l'irresponsabile zero", colui o coloro che, subendo pressioni e ricatti da parte del regime cinese hanno impedito di trasmettere un adeguato allarme medico-scientifico a tutta la complessa e vasta rete sanitaria mondiale.


Alla fine della catena di allarme, ci sarebbero dovuti essere gli operatori sanitari che hanno trattato i casi di Codogno e Vò Euganeo alla stregua di normali raffreddori o influenza e hanno perso, e fatto perdere, dieci - quindici giorni per far scattare l'allarme e i controlli che poi hanno fatto emergere "improvvisamente" le decine di contagi già in corso da tempo.


Che ci sta a fare una struttura di governo mondiale della sanità pubblica se in casi estremi e ad alto rischio si comporta come uno sprovveduto qualsiasi?


E' più che fondato il timore che l'Organizzazione Mondiale della Sanità, e il suo capo Tedros Adhanom Ghebreyesus che prima faceva il ministro degli Esteri in Etiopia, siano ostaggio delle diplomazie mondiali e dei loro interessi economici e politici, tanto da mettere in secondo piano la mission principale ed unica, cioè la salute dei popoli di tutto il mondo.


L'etiope Tedros è stato eletto e condizionato dal regime di Xi Jinping. In Italia l'ambasciatore cinese si è preoccupato più di fare pressioni da Mattarella in giù e dichiarazioni di "non allarmismo" per far riattivare i voli e diffondere ottimismo, piuttosto che aiutare le autorità italiane a prevenire il contrabbando di merci e individui che dalla Cina, attraverso l'Europa, giungono in ogni angolo del paese.


Il contagio dell'irresponsabilità iniziato dalla Cina, ha colpito prima il WHO, e poi una parte consistente degli operatori sanitari, come nel caso della virologa dell' Istituto Sacco di Milano che continua a ripetere che il coronavirus fa meno morti di un influenza.

Oggi 24 febbraio si apprende che a Milano, un medico del Policlinico risulta positivo al coronavirus e aveva la polmonite da una settimana:


"un medico dermatologo del Policlinico di Milano, ricoverato al Sacco da una settimana per una polmonite, sarebbe risultato positivo nelle ultime ore al test del Coronavirus. Il fatto è emerso nella serata di domenica 23 febbraio ma non è stato confermato da Regione Lombardia“.

Una settimana di tempo persa nella corsa a bloccare il covid-19, nella struttura che avrebbe dovuto garantire precisione e sicurezza ai cittadini.
Se il caso fosse confermato ci sarebbe da chiedere le dimissioni immediate della direzione sanitaria del "Sacco" e l'avvio di una inchiesta della magistratura su tutta la Sanità in Lombardia.

 

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