CORONAVIRUS SCANDALO: l'OMS non dichiara l'emergenza mondiale


- 25/01/2020

Coronavirus, quali controlli in Italia per le merci provenienti dalla Cina o da paesi di transito? Cifre ufficiali alle 24 del 25/01/2020: Cinquantasei morti e più di 2000 casi di contagio, ma molte fonti denunciano che innumerevoli casi vengono classificati come "semplice polmonite" e non come Nuovo Coronavirus. Anche la CNN si chiede perchè la OMS non abbia dichiarato l'emergenza mondiale. In attesa del vaccino, viene usato il Lopinavir (anti - HIV) per curare gli ammalati! L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha applicato un modello di previsione ottimistico su pressione di Cina e Stati Uniti per evitare di dichiarare l'emergenza internazionale sull'epidemia di coronavirus. La morte di altri 15 cinesi (totale 41) è stata tenuta nascosta per alcune ore per non influenzare la decisione OMS. Uno studio prevede che il virus partito da Wuhan tra 10 giorni potrebbe causare 250.000 contagiati e 10.000 morti !


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L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha applicato un modello di previsione ottimistico su pressione di Cina e Stati Uniti per evitare di dichiarare l'emergenza internazionale. La morte di altri 15 cinesi (totale 41) è stata tenuta nascosta per non influenzare la decisione OMS. Uno studio dei ricercatori indipendenti Jonathan M. Read, Jessica R.E. Bridgen, Derek A.T. Cummings, Antonia Ho, Chris P. Jewell prevede che il virus partito da Wuhan tra 10 giorni potrebbe causare 250.000 contagiati e 10.000 morti ! Coronavirus, quali controlli in Italia per le merci provenienti dalla Cina o da paesi di transito?

Coronavirus, quali controlli in Italia per le merci provenienti dalla Cina o da paesi di transito?

Cifre ufficiali alle 24 del 25/01/2020: Cinquantasei morti e più di 2000 casi di contagio, ma molte fonti denunciano che innumerevoli casi vengono classificati come "semplice polmonite" e non come Nuovo Coronavirus.

In attesa del vaccino, viene usato il Lopinavir (anti - HIV) per curare gli ammalati!

Anche la CNN si chiede perchè la OMS non abbia dichiarato l'emergenza mondiale. 

"Invece che abbondare in cautela, le Nazioni Unite dovrebbero agire immediatamente per sollevare l'allarme internazionale e prevenire ulteriori infezioni e morti."

Anche se la dichiarazione dell'emergenza globale per la salute pubblica potrebbe suscitare una paura diffusa e non porterebbe mai al controllo totale dell'epidemia, spingerà i paesi di tutto il mondo ad adottare misure preventive e li incoraggerà a rafforzare la sorveglianza"

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Tra dieci giorni 250.000 contagiati e 10.000 morti. Sono le previsioni catastrofiche del modello matematico di diffusione del virus della polmonite cinese 2019-nCoV basate sui dati reali, elaborate dai ricercatori indipendenti Jonathan M. Read e Chris P. Jewell (Lancaster University), Jessica R.E. Bridgen, Derek A.T. Cummings (Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health), Antonia Ho, che lavorano in centri specializzati della Gran Bretagna, Scozia e Florida.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità invece, pressata dalla Cina e dagli Stati Uniti, non dichiara lo stato di emergenza internazionale perchè utilizza i dati sottostimati che sono stati forniti dalle autorità cinesi. Il numero dei morti e dei contagiati - alle 24 del 24 gennaio - è stato improvvisamente alzato a 41 e oltre 1000, poche ore dopo la decisione dell'OMS che invece si basava su dati ridotti.


Ma l'aspetto più grave è che l'OMS è a conoscenza della scarsa affidabilità delle fonti cinesi, eppure ha scelto di ignorare le evidenze che sono state fornite da altre istituzioni sanitarie, soprattutto europee. Perché?


Sulla tragedia di Wuhan e dell'intera Cina si sta giocando una partita che vede alleati Xi Jinping e Donald Trump, preoccupati delle conseguenze politiche e finanziarie dell'epidemia di Wuhan, e pur di non "allarmare" i mercati stanno facendo correre il rischio di ritardare le necessarie misure per contenere il contagio.

Lo studio dei ricercatori anglosassoni prevede entro il 4 febbraio 250.000 contagiati e 10.000 morti se le misure di prevenzione non saranno tempestive ed efficaci.

Key findings ● We estimate the basic reproduction number of the infection (𝑅𝑅0) to be significantly greater than one. We estimate it to be between 3.6 and 4.0, indicating that 72-75% of transmissions must be prevented by control measures for infections to stop increasing. ● We estimate that only 5.1% (95%CI, 4.8–5.5) of infections in Wuhan are identified, indicating a large number of infections in the community, and also reflecting the difficulty in detecting cases of this new disease. Surveillance for this novel pathogen has been launched very quickly by public health authorities in China, allowing for rapid assessment of the speed of increase of cases in Wuhan and other areas. ● If no change in control or transmission happens, then we expect further outbreaks to occur in other Chinese cities, and that infections will continue to be exported to international destinations at an increasing rate. In 14 days’ time (4 February 2020), our model predicts the number of infected people in Wuhan to be greater than 190 thousand (prediction interval, 132,751 to 273,649). We predict the cities with the largest outbreaks elsewhere in China to be Shanghai, Beijing, Guangzhou, Chongqing and Chengdu. We also predict that by 4 Feb 2020, the countries or special administrative regions at greatest risk of importing infections through air travel are Thailand, Japan, Taiwan, Hong Kong, and South Korea. ● Our model suggests that travel restrictions from and to Wuhan city are unlikely to be effective in halting transmission across China; with a 99% effective reduction in travel, the size of the epidemic outside of Wuhan may only be reduced by 24.9% on 4 February. ● There are important caveats to the reliability of our model predictions, based on the assumptions underpinning the model as well as the data used to fit the model. These should be considered when interpreting our findings.



In December 2019, a novel coronavirus (2019-nCoV) is thought to have emerged into the human population in Wuhan, China. The number of identified cases in Wuhan has increased  rapidly since, and cases have been identified in other Chinese cities and other countries (as of 23 January 2020).

We fitted a transmission model to reported case information up to 21 January to estimate key epidemiological measures, and to predict the possible course of the epidemic, as the potential impact of travel restrictions into and from Wuhan.


We estimate the basic reproduction number of the infection (𝑅𝑅0) to be 3.8 (95% confidence interval, 3.6 and 4.0), indicating that 72-75% of transmissions must be prevented by control measures for infections to stop increasing. We estimate that only 5.1% (95%CI, 4.8–5.5) of infections in Wuhan are identified, and by 21 January a total of 11,341 people (prediction interval, 9,217–14,245) had been infected in Wuhan since the start of the year. Should the epidemic continue unabated in Wuhan, we predict the epidemic in Wuhan will be substantially larger by 4 February (191,529 infections; prediction interval, 132,751–273,649), infection will be established in other Chinese cities, and importations to other countries will be more frequent.

Our model suggests that travel restrictions from and to Wuhan city are unlikely to be effective in halting transmission across China; with a 99% effective reduction in travel, the size of the epidemic outside of Wuhan may only be reduced by 24.9% on 4 February.

Our findings are critically dependent on the assumptions underpinning our model, and the timing and reporting of confirmed cases, and there is considerable uncertainty associated with the outbreak at this early stage. With these caveats in mind, our work suggests that a basic reproductive number for this 2019-nCoV outbreak is higher compared to other emergent coronaviruses, suggesting that containment or control of this pathogen may be substantially more difficult.

Il mistero, ovvero la differenza o il trucco chiamatelo come volete, tra le previsioni dei ricercatori e quelle dell'OMS sta nel "reproduction number of the infection (𝑅0)" un coefficiente che influenza i risultati del modello di previsione.

Nell'analisi di Read, Bridgen, Cummings, Antonia Ho e  Jewell il coefficiente medio è di 3,6 mentre l'OMS lo stima in 2,5. Questa minima differenza applicata agli algoritmi di calcolo fa cambiare drammaticamente lo scenario e le decisioni conseguenti.

Si tratta solo di divergenze su dati statistici ? oppure c'è stata la deliberata volontà di non allargare l'emergenza e la prevenzione a tutto il resto del mondo per "non allarmare i mercati finanziari" e causare un forte rallentamento degli scambi internazionali ?.

Si è scelto la linea dell'attendismo, piuttosto che quella della prevenzione, pur sapendo che nei casi di epidemia grave come quella del Coronavirus di Wuhan bastano pochi giorni di ritardo per causare effetti disastrosi ?

E non è bastato il ritardo con cui le autorità cinesi hanno cercato fino alla fine di sottostimare l'epidemia per non danneggiare il business del Capodanno Cinese? ritardando l'annuncio dei 15 medici morti nell'ospedale di Wuhan che comprovavano la trasmissione uomo-uomo del coronavirus 2019-nCoV ? dovendosi poi rendere conto che era impossibile sottovalutare la diffusione e il successivo panico.

Nel SITUATION REPORT - 4,  24 JANUARY 2020 della OMS  (poche ore prima dell'annuncio di altri 15 morti) c'è scritto

Situation update:
• A total of 846 confirmed cases have been reported for novel coronavirus (2019-nCoV) globally;
• Of the 846 cases reported, 830 cases were reported from China;
• Eleven confirmed cases have been reported outside of China in six countries (see table-1),
• Of these 11 confirmed cases, 10 had travel history to Wuhan;
• One confirmed case in Vietnam had no travel history to any part of China but was a family member
of a confirmed case who visited Wuhan. This suggests an instance of human to human
transmission that occurred in Vietnam.
• Of the 830 confirmed cases in China, 375 cases were confirmed from Hubei Province;
• Of the 830 cases, 177 cases have been reported as severely ill2;
• Twenty-five deaths have been reported to date
• On 24 January 2020, the number of reported confirmed cases of 2019-nCoV has increased by 265
cases since the last situation report published on 23 January 2020, including China which reported
additional 259 confirmed cases.

Sulla base di questi dati :

... WHO assesses the risk of this event to be very high in China, high at the regional level and moderate at the global level.

C'è stata una pressione politica sul Direttore del WHO (world health organization) l'etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus?

Tedros Adhanom Ghebreyesus è un politico-tecnico, con un percorso iniziale di ricercatore nel campo delle malattie infettive e poi come politico di professione, quando nel 2005 diventa ministro della salute in Etiopia e poi nel 2012 ministro degli esteri, un incarico che gli guadagna una rete di relazioni diplomatiche influenti grazie alla quale viene nominato Direttore Generale del WHO nel 2017.

Tra i suoi sponsor principali, oltre ai paesi africani in cui si è guadagnato fama e stima per aver migliorato le strutture sanitarie del suo paese e fornito un modello di intervento efficace, c'è anche la Cina che nelle sue strategie di espansione cura in modo particolare le relazioni con i paesi africani, a cui presta denaro in cambio di influenza politica.

Anche l'Etiopia viene beneficiata di prestiti, contraccambiati con buone relazioni e aiuti nelle sedi che contano, come l'ONU. Le relazioni sono così buone che nel 2019, nel corso di una sua visita in Etiopia, il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato la cancellazione degli interessi sui debiti del paese africano verso la Cina.

Al termine del secondo giorno di riunione a porte chiuse del comitato di emergenza del WHO per decidere su cosa fare nei confronti del virus della polmonite di Wuhan, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha dichiarato: 

"Oggi non dichiaro un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale. Come ieri, il Comitato di emergenza si è diviso sul fatto che lo scoppio del nuovo coronavirus rappresenti o meno un FHEIC",

"Tuttavia, non commettere errori, si tratta di un'emergenza in Cina. Ma non è ancora diventata un'emergenza sanitaria globale. Potrebbe ancora diventarla", ha detto Tedros, aggiungendo che la valutazione del rischio dell'OMS è che l'epidemia è un rischio molto elevato in Cina e un rischio elevato a livello asiatico e globale.

"Vorrei ribadire che il fatto che oggi non sto dichiarando un PHEIC non dovrebbe essere considerato come un segno che l'OMS non ritiene che la situazione sia grave o che non la stiamo prendendo sul serio", ha affermato il capo dell'OMS.

Una dichiarazione che sembra più una presa d'atto dell'imposizione cinese di non dichiarare l'emergenza globale ovvero che l'epidemia di polmonite è diventata una pandemia.

La decisione dell'OMS è stata presa considerando ancora il numero dei morti a 17 e i contaminati accertati a meno di 600. Dopo poche ore dalla conclusione della riunione del OMS i numeri raddoppiavano !!

La credibilità dell'OMS e del suo Direttore Generale si è improvvisamente azzerata.

5 nuovi casi di infezione da Coronavirus confermati a Pechino. Due non avevano precedenti di esposizione nella provincia di Hubei. Quindi il virus si è installato in nuovi super-diffusori

Un'ultima ricerca dell'Università di Pechino suggerisce che l'ospite intermedio del Coronavirus di Wuhan potrebbe essere il visone. E il virus potrebbe avere un'infezione simile a quella della SARS.

Mercato nero: più di 100 dollari per una mascherina

Xi Jinping ammette che la situazione è peggiorata, ordinando ai comitati e ai governi del Partito a tutti i livelli di adottare la prevenzione e il controllo di nuovi focolai di coronavirus come il massimo priorità del loro lavoro. Xi ha sottolineato di aver compreso a fondo l'importanza e l'urgenza della situazione.



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