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COVID-19, in Italia i Dati sull'Epidemia Sono Manipolati

24/03/2020

GIUSEPPE CONTE COME XI JINPING? NASCOSTI I NUMERI VERI DELL'EPIDEMIA DI CORONAVIRUS IN ITALIA


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L'intervista a Borrelli capo della Protezione Civile mette in dubbio la veridicità dei numeri sui contagi e sui morti per coronavirus finora diffusi ufficialmente.

 Le affermazioni di Borrelli o sono ipotesi incerte o false e quindi irresponsabili o sono vere e quindi gravissime.
Qualcuno, il governo Conte?, finora ha mentito e ha nascosto i numeri veri dell'epidemia di COVID-19 in Italia
da Repubblica:
Commissario, 63 mila contagiati contati in Italia. Quanti sono, in verità?
"Il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile".
Sono 600 mila, un numero impressionante. Di fronte a questo dato e alle difficoltà di controllo in Lombardia, ha senso offrire ogni sera alle 18 i numeri di positivi, nuovi positivi, deceduti e guariti?
"Mi sono posto anch'io il problema e ricevo molte mail che mi chiedono di fermarci. Possono essere dati imperfetti, ma dal primo giorno ho assicurato che avrei detto la verità, è un impegno che ho preso con il Paese. Se ora ci fermassimo ci accuserebbero di nascondere le cose. E poi eravamo in mano alle singole Regioni, ai numeri degli assessori alla Sanità. Nelle prime settimane è stato il caos. A fatica siamo riusciti a ricondurre i governatori alla ragione, adesso non possiamo fermare questo appuntamento nazionale".
Qual è il problema più grave, nel nostro Paese, in questo momento?
"Dovremmo poter comprare i ventilatori da terapia intensiva nei supermercati, le mascherine ad ogni angolo e invece stiamo faticando.

Qualcuno, il governo Conte?, finora ha mentito e ha nascosto i numeri veri dell'epidemia di COVID-19 in Italia

Se le "stime" dei contagiati fatte dal capo della Protezione Civile sono vere, il numero reale dei morti per COVID-19 alla data di oggi 24 marzo sarebbe di oltre 20.000, di cui la gran parte nella Lombardia e quasi tutti senza transitare per le cure ospedaliere. La differenza viene attribuita ad altre patologie.

GIUSEPPE CONTE COME XI JINPING? NASCOSTI I NUMERI VERI DELL'EPIDEMIA DI CORONAVIRUS IN ITALIA

ecodibergamo.it

domenica 22 marzo


Quasi mille morti nella Bergamasca
I sindaci: «Ma sono molti di più»

Da Alzano a Nembro, da Dalmine a Stezzano, alla Bassa tutti, dati alla mano, smentiscono le cifre ufficiali sulle vittime.

La voce di molti sindaci bergamaschi trema nel pronunciare il bilancio di un mese che sembra una vita. Non «solo» numeri, ma persone. Amici, concittadini, a cui non è stato possibile nemmeno dire addio. Un capitale umano spazzato via in tre settimane o poco più. La dimensione del dolore sovrasta i dati ufficiali diffusi ogni giorno da Regione e Protezione civile: solo ieri 226 morti in Bergamasca, per un totale di 951. Numeri inattendibili, parziali, perché ormai la realtà è molto più drammatica dei freddi calcoli. Basta parlare con qualsiasi primo cittadino, dalle valli alla Bassa, per rendersi conto che senza un monitoraggio attraverso i tamponi le cifre contano poco.
Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha lanciato l’allarme due giorni fa su L’Eco - «tutti noi sappiamo di persone anziane decedute in casa di riposo, oppure in casa, e a cui non è stato fatto il tampone» - e gli esperti lo hanno ascoltato. In città, dove ieri sono stati registrati 48 decessi, nelle ultime tre settimane sono morte circa 600 persone, ospedali compresi. «Abbiamo lanciato questo messaggio per dare una rappresentazione più realistica del problema gravissimo che stiamo affrontando - spiega Gori -. I dati sono la punta dell’iceberg. Vale per i contagi, i ricoveri e purtroppo anche per i decessi. Troppe vittime non vengono contemplate nei report perché muoiono a casa».

Alzano Lombardo e Nembro, il cuore bergamasco dell’emergenza, pagano un tributo enorme. Ad Alzano sono 62 i defunti dal 23 febbraio scorso. Un anno fa erano stati 9. A Nembro il sindaco Claudio Cancelli osserva con cauto ottimismo una flessione dopo giorni drammatici: «Il calo dei decessi è significativo, soprattutto rispetto al periodo dal 10 al 13 marzo. Dall’inizio del mese a Nembro abbiamo avuto tra i 110 e i 120 morti. Nello stesso periodo dello scorso anno 14. Basta questo per capire».

Ogni giorno il report inviato da Ats e dalla prefettura si scontra con la percezione diretta dei primi cittadini. «Certo, nel nostro caso i documenti ufficiali dicono che il coronavirus ha causato 9 morti - spiega il sindaco di Seriate Cristian Vezzoli - ma dall’inizio del mese il nostro ufficio anagrafe ne ha registrate circa 60. In assenza di tampone i medici scrivono “polmonite interstiziale” però i sintomi sono chiari e quindi i dati non sono realistici». Un bilancio tristemente simile a quello di altri grandi Comuni. A Treviglio dall’inizio del mese sono mancati 36 residenti e 68 malati in ospedale. Nella vicina Caravaggio 50 contro una media di 6 negli anni precedenti. Solo 2 «ufficiali» per Covid-19.


A Dalmine sono 70 le persone decedute, di cui 2 ufficialmente per coronavirus. Un anno fa erano state 18. «Un disastro - commenta il sindaco Francesco Bramani - e anche sui contagiati non abbiamo certezze perché ogni giorno ci viene detto qualcosa di diverso con oscillazioni incomprensibili».



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