FONTANA, LA "LEGA DEL MALAFFARE" E IL RECOVERY FUND DI CONTE


- 29/07/2020

Lo scandalo dei camici lombardi del governatore leghista Fontana è una plateale conferma dei pregiudizi olandesi nei confronti dell'Italia. Piccolo particolare, Attilio Fontana è un emblema della Lega di Salvini, grande amico del leghista olandese Wilders che ora attacca Rutte la cui critica al sistema italiano corrotto e spendaccione si rivela esatta. E' interesse di Giuseppe Conte far dimettere Attilio Fontana per salvare il Recovery Fund.


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Covid-19 ha messo a messo a nudo il sistema di potere leghista in Lombardia.

All'inizio si è pensato che si trattasse solo di incapacità e incompetenza a fronteggiare un'emergenza dalle dimensioni planetarie. I ritardi nel lockdown, l'utilizzo delle case per anziani come ricovero dei malati potevano rientrare nella fattispecie.

Ma ora l'indagine sulla fornitura di camici sanitari alla ditta del parente del boss lombardo Attilio Fontana e della successiva scoperta della sua eredità milionaria "scudata" in Svizzera da cui sarebbe partita una "donazione" a risarcimento del cognato per l'affare sfumato, svela l'anima malaffarista del governo leghista.


Dopo le indagini sui 49 milioni di euro di finanziamento pubblico scomparsi, il tentativo di contrabbando di petrolio con la Russia di Putin, l'affare dell'immobile pagato il doppio per dirottare fondi, arriva il caso del cognato di Fontana che vende camici alla regione Lombardia. Stando alle cronache giudiziarie il partito di salvini oggi rappresenta una "Lega del Malaffare" che razzia e arraffa da Nord a Sud.


Per questo attrae i voti dei "comitati" che da decenni si vendono al miglior garante politico - di destra o di sinistra - dei loro business.


Un'abitudine che da tempo immemore ha mandato a picco le finanze nazionali, ingrossando il debito con la corruzione e giustificando sia la pessima immagine internazionale dell'Italia che l'elevata tassazione dei redditi personali e delle imprese.

Tutti i nodi che sono riemersi in occasione dello scontro sul Recovery Fund e sui quali Giuseppe Conte si gioca la faccia e il futuro del suo governo.


Chi quando e perchè ha segnalato per antiriciclaggio i movimenti bancari di Fontana?

da Repubblica.it 29/7/2020


Possibile che un medico e una dentista negli Anni Ottanta avessero tanti soldi in Svizzera? E che bisogno c'era di utilizzare strumenti come i trust alle Bahamas per schermarli? Il sospetto è che possa trattarsi, almeno in parte, di soldi dello stesso Fontana. Un passaggio delicato, perché in caso il denaro avesse altre provenienze andrebbe a confliggere con quanto dichiarato nella voluntary del 2015 che ha come causale "eredità". Il riscontro di una dichiarazione mendace configurerebbe un reato molto grave, il falso in voluntary.
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nell'intervista pubblicata ieri da Repubblica, quando parla del conto dei genitori, dice: "Era un conto non operativo da decine di anni, penso almeno dalla metà degli anni Ottanta". Affermazione contraddetta da quanto emerso dalla voluntary: da quei documenti risulta una serie di movimenti registrati tra il 2009 e il 2013. Prova che il conto è stato attivo, movimentando centinaia di migliaia di euro, e in un lasso di tempo in cui la madre del governatore aveva tra gli 86 e i 90 anni.


Se Attilio Fontana riesce a farla franca e non si dimette da governatore della Lombardia la credibilità di Conte di spendere bene i soldi del Recovery Fund svanirà e con essa anche la possibilità di ricevere i regali dagli olandesi.


Per questo le dimissioni del leghista Fontana interessano tutti gli italiani e non solo i lombardi.

da La Stampa 21/7/2020
"... netta la critica che il leader del partito nazionalista Pvv, Geert Wilders ha fatto al premier via Twitter: «Il Primo ministro italiano Giuseppe Conte è molto soddisfatto. Ottiene 82 miliardi di regali, dai nostri soldi, mentre gli italiani sono tre volte più ricchi degli olandesi. Perché difficilmente lì pagano le tasse. Ora li pagheremo, grazie alle ginocchia deboli di Rutte». Wilders è il leader del partito olandese sovranista, anti europeista e anti immigrazione, che fa parte dello stesso gruppo di Lega e Le Pen nel Parlamento europeo


ilfattoquotidiano.it 27/07/2020
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Al termine di 10 minuti di premessa Fontana arriva quindi al cuore dell’inchiesta condotta dalla procura di Milano. “Sapevo che Dama (l’azienda del cognato, ndr) si era dichiarata disponibile per fornire un contributo durante l’emergenza Covid” riconvertendo la propria produzione, spiega. Lo stesso hanno fatto “altre 4 aziende”, come riscontrato dall’assessore Cattaneo, per cui è valsa “la medesima procedura” semplificata dopo “l’autorizzazione del governo a Regione Lombardia”.
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Fontana, però, sostiene di aver appreso dei “rapporti negoziali” tra Dini e la Centrale acquisti della regione solo il “12 maggio scorso, data in cui mi si riferiva che era stata concordata una fornitura a titolo oneroso“. Una ricostruzione diversa da quella fornita il 7 giugno, quando il caso esplose grazie alle inchieste del Fatto Quotidiano e Report. In quell’occasione il leghista disse di “non sapere nulla” della procedura e rivendicò la sua “estraneità alla vicenda”. Oggi cambia linea e spiega di essere intervenuto in prima persona per fermare tutto: “Credo tuttora che si sia trattato di un negoziato del tutto corretto, ma ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni”.
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Nel corso delle indagini, infatti, è saltato fuori un bonifico da 250mila euro partito dai suoi conti svizzeri – gli stessi che fino al 2015 avevano in pancia oltre 5 milioni ed erano gestiti da due trust alle Bahamas aperti dalla madre, poi scudati – e destinato proprio al cognato.
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di una “decisione spontanea e volontaria e dovuta al rammarico nel constatare che il mio legame di affinità (con Dini, ndr) gli aveva arrecato svantaggio“
...“Quando è saltata fuori questa storia e ho visto che mio cognato faceva questa donazione, ho voluto partecipare anch’io. Fare anch’io una donazione”, aveva dichiarato.

https://video.repubblica.it/edizione/milano/inchiesta-su-fontana-le-cinque-contraddizioni-del-governatore-della-lombardia-sul-caso-dei-camici/364701/365253?ref=RHPPTP-BH-I262979257-C12-P1-S1.8-L



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