Germania Ultimo Bastione dell'Europa Unita?

27/05/2019

Elezioni Europee 2019 - Un asse grigio-nero attraversa l'Europa, parte dalla Gran Bretagna, passa per la Francia e arriva in Italia.

Corriere della Sera 27/05/2019
Europee, i risultati: i sovranisti crescono, ma restano opposizione
.....
L’Europa è frammentata: il sistema politico che ha dettato le regole per gli scorsi sei-sette decenni è stato scosso in misura seria dalle elezioni per il Parlamento europeo che si sono concluse domenica. Le forze anti-élite non hanno sfondato: hanno guadagnato posizioni, d’ora in poi faranno sentire la loro voce nelle scelte della Ue e in alcuni momenti potranno essere in grado di frenare o bloccare decisioni importanti.
Un esito rilevante, però, è la crisi delle due grandi famiglie politiche, i Popolari e i Socialdemocratici, che hanno dominato il panorama negli scorsi decenni: non sono solo la perdita di consensi della Cdu-Csu e della Spd in Germania e le difficoltà di Forza Italia e del Pd nella Penisola a segnare questo vacillare ma soprattutto la frantumazione dei risultati a livello continentale, dove, a differenza del passato quando avanzavano o il centrodestra o il centrosinistra in modo abbastanza omogeneo, ogni Paese mette in scena tendenze tutte sue. Non c’è un trend europeo, ci sono evoluzioni o rivoluzioni nazionali.

I risultati delle elezioni europee del 26 maggio vanno interpretati al di là dei numeri, che invece possono interessare gli equilibri interni alle singole nazioni.

In generale, i primi commenti sono improntati ad un giudizio troppo ottimistico sullo scampato pericolo di una impossibile e non preventivata maggioranza sovranista nel parlamento di Bruxelles, mentre mano a mano che i risultati vengono analizzati si capisce che queste elezioni sono state un'autentica tempesta che cambierà profondamente il panorama politico dei prossimi anni.


1) Tre dei quattro principali paesi, Francia, Italia e Gran Bretagna, hanno una maggioranza grigio-nera, Farage in GB, Salvini in Italia e Le Pen in Francia.
La Germania ha un asse ancora aggrappato al centro, ma per un motivo molto banale anche se sottaciuto: è l'unico paese che ha "guadagnato" dalle politiche europee degli ultimi cinque anni, spesso a scapito degli altri, esercitando un ruolo dominante e quindi perchè dovrebbe stravolgere le sue strategie? e comunque la coalizione che lo ha governato, SPD CDU-CSU, in queste elezioni come nelle recenti politiche ha perso numeri e prospettive, frammentandosi a vantaggio dei Verdi e del AfD.

Negli altri tre grandi paesi europei, e in misura minore in altri come Polonia Austria o Ungheria, il voto popolare ha detto con forza che vuole un'Europa con meno immigrati, meno tasse, più debiti. Questa è la formula vincente della nuova destra europea, e con questa formula si apprestano a governare dove possono e a utilizzare il palcoscenico di Bruxelles come megafono per i futuri successi.

2) la sconfitta di Macron va oltre i confini francesi, perchè il nuovo Napoleone si era proposto a capo dell'armata che avrebbe dovuto sconfiggere i "populisti" e invece ha perso in casa propria, nel peggiore dei modi.
La sconfitta di Macron e l'indebolimento degli eredi della Merkel spezzano l'asse di ferro Francia-Germania con cui qualcuno immaginava di salvare o ingabbiare i rapporti di forza nel continente. Era l'ipotesi molto cara a Mario Draghi e ai banchieri che dovranno cercare un'ipotesi subordinata di un'alleanza tra i gruppi dei socialisti, dei popolari e dei liberal di Alde.
Un'allenaza che nascerebbe solo con l'obbiettivo di arginare gli anti-euro ma che non ha una politica comune in grado di rivaleggiare con i tre slogan dei sovranisti: meno immigrati, meno tasse, più debiti.

3) L'Italia ha votato Salvini e la Destra allargata sfiora il 50%. Si tratta di un ritorno di quel fronte autoritario, affaristico e demagogico che aveva già governato l'Italia con Berlusconi, ma la variante attuale si realizza in un contesto ben diverso da quello di prima, con una sinistra fortemente indebolita o compromessa e l'alternativa dei 5Stelle rivelatasi inconsistente e confusionaria.

4) Dietro Salvini e Le Pen si stagliano le ombre consistenti di Putin e Trump. Per entrambi l'Europa è una terra di ri-conquista ed entrambi non si sono fatti sfuggire l'occasione delle elezioni. I loro interessi possono divergere o convergere tatticamente, ma nel lungo periodo l'Europa immaginata da Putin-Trump è comunque subalterna ai loro disegni.

5) Molti, forse troppi, si aggrappano alla barca di salvataggio dei Verdi tedeschi e francesi, evidenziandone il successo oltre le aspettative come conseguenza del crescente allarme sui cambiamenti climatici e la devastazione dell'ambiente a causa delle attività umane.
Sono motivazioni più che fondate, dal momento che i partiti tradizionali di sinistra e di centro hanno utilizzato la foglia di fico ecologista per non cambiare quasi nulla all'atto pratico.

Ma il rischio più grande per i Verdi è quello di farsi inglobare nelle logiche di potere dei socialdemocratici e laburisti sconfitti, in alleanze giustificate dal punto di vista tattico ma pericolose per l'inquinamento dei principi dell'ecologismo. Ne hanno fatto già esperienza negli anni passati, pagandone un prezzo molto alto, prima di tornare alle origini. Non a  caso oggi i Verdi tedeschi vengono additati dalla destra AfD come i "veri nemici", i più pericolosi avversari delle loro tesi razziste e nostalgiche.

Nel nome della sacrosanta guerra ai cambiamenti climatici si prospettano enormi business per i soliti noti, ad esempio le case automobilistiche o le utility dell'energia, i cui costi di "adeguamento" verrebbero scaricati interamente sui cittadini e rappresenterebbero un'altra tassa "odiosa" su cui le destre avrebbero buon gioco a scatenare battaglie demagogiche e antiecologiste.

La sfida dei Verdi, una vera e propria prova di maturità, consiste nel risolvere la difficile equazione di uno sviluppo meno sfrenato, solidale, duraturo e i cui costi non siano trasformati in tasse e debiti collettivi, cioè gli errori che socialisti e socialdemocratici hanno perseguito negli ultimi 20 anni perdendo gran parte dei loro consensi.

______________________

in aggiornamento

TEMPESTA EUROPEA Nei due principali paesi d'Europa, Francia e Germania, le forze al governo subiscono una pesante sconfitta nelle elezioni per il Parlamento Europeo. In Francia Le Pen supera Macron, in Germania la GrosseKoalition CDU-SPD perde il 20%. Notevole successo dei Verdi. In Italia la Lega al 34% guida l'assalto della Destra oltre il 45%. Crollo M5S, rifiata il PD. In Gran Bretagna il voto-farsa premia Farange-Brexit. Al di là dei numeri, l'Europa si ritrova senza un'ipotesi politica. TEMPESTA EUROPEA Nei due principali paesi d'Europa, Francia e Germania, le forze al governo subiscono una pesante sconfitta nelle elezioni per il Parlamento Europeo. In Francia Le Pen supera Macron, in Germania la GrosseKoalition CDU-SPD perde il 20%. Notevole successo dei Verdi. In Italia la Lega al 34% guida l'assalto della Destra oltre il 45%. Crollo M5S, rifiata il PD. In Gran Bretagna il voto-farsa premia Farange-Brexit. Al di là dei numeri, l'Europa si ritrova senza un'ipotesi politica. TEMPESTA EUROPEA Nei due principali paesi d'Europa, Francia e Germania, le forze al governo subiscono una pesante sconfitta nelle elezioni per il Parlamento Europeo. In Francia Le Pen supera Macron, in Germania la GrosseKoalition CDU-SPD perde il 20%. Notevole successo dei Verdi. In Italia la Lega al 34% guida l'assalto della Destra oltre il 45%. Crollo M5S, rifiata il PD. In Gran Bretagna il voto-farsa premia Farange-Brexit. Al di là dei numeri, l'Europa si ritrova senza un'ipotesi politica. TEMPESTA EUROPEA Nei due principali paesi d'Europa, Francia e Germania, le forze al governo subiscono una pesante sconfitta nelle elezioni per il Parlamento Europeo. In Francia Le Pen supera Macron, in Germania la GrosseKoalition CDU-SPD perde il 20%. Notevole successo dei Verdi. In Italia la Lega al 34% guida l'assalto della Destra oltre il 45%. Crollo M5S, rifiata il PD. In Gran Bretagna il voto-farsa premia Farange-Brexit. Al di là dei numeri, l'Europa si ritrova senza un'ipotesi politica.