Il Governo GrilloRenzi, Zingaretti permettendo

22/08/2019

A tre mesi dalla trionfale vittoria di Salvini alle europee il governo italiano trova una strana maggioranza M5S - PD. Con la regia di Sergio Mattarella e il sorriso di Ursula Von der Leyen e l'opposizione di ... Nicola Zingaretti

Oggi il Presidente Sergio Mattarella formalizzerà la nascita del nuovo governo M5S - PD, dando l'incarico di primo ministro per la prima volta della Repubblica ad una donna?, portando a termine la missione impossibile di fermare il barbaro alle porte di Montecitorio (a meno che Zingaretti non faccia il guastatore).

L'alleanza di governo proposta da Matteo Renzi e presa al volo da Beppe Grillo, per quanto inedita, stravagante, inimmaginabile per gli insulti e i fossati scavati e approfonditi dall'epoca di Bersani in poi e per quanto debole perché nata dalle sconfitte di entrambi i contraenti, è comunque l'unica in grado nell'immediato di togliere il megafono elettorale a Matteo Salvini e dare tempo ai vari schieramenti di posizionarsi sul campo di battaglia in vista dei prossimi scontri.

Inutile far finta di avere il palato fine e rifiutarsi di digerire il mostro GrilloRenzi: tutto il PD, compresi i vicini di ombrellone di Leu ma con l'esclusione del segretario Zingaretti, ha tirato un sospiro di sollievo mentre tutto il M5S si è svegliato festoso per aver ritrovato il suo fondatore smarrito.

L'avvocato Conte ha realizzato brillantemente l'incarico che Mattarella gli aveva affidato, cioè dimettersi a qualunque costo e con molto onore, mentre  Luigi Di Maio resta in attesa che qualcuno gli affidi qualche altro compito, purchè semplice e scopiazzabile.

Resta la mina vagante di Nicola Zingaretti, che Renzi accusava di filogrillismo ed ora è diventato un acerrimo nemico del governo PD-M5S ovvero del GrilloRenzi.

L'attuale segretario del Partito Democratico infatti ha una convenienza diametralmente opposta a quella di Renzi che lo porta a preferire le elezioni subito, anche a costo di aprire le porte di Montecitorio (e Quirinale) ai barbari leghisti: con un voto anticipato il suo PD potrebbe raccattare qualche punto percentuale in più rispetto a marzo 2018 e avere deputati e senatori nuovi e non-renziani.

Ovviamente tutto questo nell'ipotesi che Renzi non vada alle elezioni con un proprio schieramento ... ma Zingaretti Nicola non sembra ancora averlo capito e fa sfoggio di sicumera.

Se Zingaretti eviterà il suicidio del PD, la vera incognita del futuro governo GrilloRenzi non sta a Roma ma a Berlino, dove gli apparati di Angela e Ursula dovranno concedere molto più di quanto abbiano fatto fino ad oggi per evitare un ritorno dei barbari, ancora più inferociti, nella piazza di Montecitorio e del Quirinale.