L'Italia Combatte il Coronavirus Con il Ministero Della Cultura Popolare


- 28/02/2020


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Passa la linea di Xi Jinping e del OMS, e del suo proconsole in Italia Walter Ricciardi: nascondere la verità sui numeri dell'epidemia di coronavirus, per non diffondere il panico e bloccare l'economia. Come in Cina, dove con questa logica hanno tacitato e ucciso il dottor Li Wenliang perchè aveva creato allarme denunciando lo scoppio dell'epidemia.

Come all'epoca del Ministero Della Cultura Popolare nell'Italia fascista.


E' una linea inaccettabile sul piano etico e perdente su quello economico, perchè aggraverà il contagio e causerà un blocco totale di tutto il paese.
Il Ministro Speranza scavalcato ed esautorato dal suo consigliere Ricciardi.
La Cina mette in dubbio che l'epidemia sia partita dal suo territorio, e insinua che la colpa è di Milano?

Come preannunciato, il governo italiano metterà in pratica le raccomandazione del consigliere del ministro Speranza, Ricciardi del OMS : niente più comunicati sul numero dei contagi e dei morti, i giornali e i siti online sono "invitati" a far scomparire "numero di morti" dai loro titoli sostituendoli con "numero di guariti".

Ma soprattutto niente più test sul COVID-19 a tappeto; per non allarmare troppo i test andranno fatti solo nel caso di soggetti con forti sintomi o moribondi. Sull'esempio cinese, che comunica numeri dieci volte inferiori alla realtà.

Si vuole addirittura escludere dal conteggio dei morti quelle persone risultate positive al test ma che sarebbero decedute perchè "vecchie" e quindi indebolite da altre patologie.

L'obbiettivo è quello di convincere la gente a tornare al lavoro, nelle scuole, nei bar e dare un'immagine di normalità anche ai paesi che dall'estero bloccano le partenze dei turisti verso l'Italia.

Per questo le informazioni provenienti dalle strutture sanitarie regionali dovranno essere vagliate e filtrate dalla struttura centrale della protezione civile, dopo apposita certificazione da parte del Istituto Superiore della Sanità, previo ovviamente l'assenso finale del Ministro della Cultura Popolare che ha il gravoso compito di rendere ottimisti e spensierati i cittadini italiani.

Per il loro bene, e per il bene della patria economia, che rischia di bloccarsi, con fabbriche e servizi chiusi, lavoratori costretti alla disoccupazione e artigiani senza lavoro, bar, teatri, cinema, trasporti, centri commerciali, grandi e piccoli negozi, tutto chiuso se la gente non la smette di avere paura del coronavirus.

Non dovete però pensare che il ministero della Cultura Popolare non abbia a cuore la nostra salute, anzi.

A parte l'innegabile vantaggio di non cadere in depressione per non avere più davanti agli occhi quei titoli terrorizzanti di morti e appestati i cui numeri crescono implacabilmente ora dopo ora, si riporterà con più esattezza il vero numero dei decessi da COVID-19, separandoli da quelli che sono invece di altra origine, di persone anziane che nella migliore delle ipotesi sarebbero vissute per altri 4-5 anni, non di più.

Nel nome dell'interesse nazionale, chiediamo a questi vecchi di morire subito, senza però dare la colpa al COVID-19.

Moriranno più contenti sapendo che lo fanno per la Patria e per l'economia mondiale, per farci tornare tutti in strada a festeggiare carnevale, pasqua e ferragosto senza l'incubo dell'epidemia. Si tratta di un pò più che un'influenza, che già se ne porta via tanti di vecchi ogni anno, per fortuna dell'INPS.

Viene in mente solo qualche piccolo dubbio ... di cui in Cina hanno sperimentato gli effetti nascondendo la verità all'inizio di gennaio e anche adesso, proprio in questi giorni.

Allentare i controlli e la prevenzione, quindi limitare i test solo ai casi conclamati, incitando le persone a riprendere la vita normale, moltiplica i canali di trasmissione del virus in una fase in cui è facile cadere in una risorgente epidemia a causa di portatori asintomatici o lievi.

E' quello che si sta verificando in Cina a Pechino. Il regine di Xi Jinping, nella fretta di far riprendere il lavoro e la "normalità" aveva ordinato di allentare i controlli e i test nella capitale cinese, per dare l'esempio a tutto il resto del paese e supportare il racconto dell'ottimismo.

Nel giro di 48 ore i casi accertati di covid-19 a Pechino hanno avuto un enorme balzo, più di 400 contagiati e 5 morti, smentendo le previsioni ottimistiche e lasciando costernati gli apparati di partito. Adesso bisognerà fare marcia indietro ed  ammettere l'errore di aver indotto la popolazione a contagiarsi ad un ritmo maggiore, oppure far finta di nulla con il rischio che Pechino diventi anche la nuova capitale del coronavirus?

Questo dubbio dovrebbe appartenere anche alle autorità italiane: per raggiungere un obbiettivo di breve termine si rischia di peggiorare la situazione a lungo termine. Se il danno economico dell'epidemia poteva essere contenuto nell'arco di un mese, l'allentamento dei controlli e il ritorno alla presunta normalità (lavoro, viaggi, scuole ecc) moltiplica altri focolai di maggior estensione con effetti devastanti nel lungo periodo anche per l'economia.

Sono scelte difficili, ma il cui cardine dovrebbe essere dato dal valore, anche sanitario, della trasparenza e della responsabilità, e non dalle verità di comodo e dalla manipolazione dei numeri. Perchè il coronavirus, che ora è solo un fiume tumultuoso ma ancora arginabile, se sottovalutato o negato diventa una marea oceanica.

Se ne stanno rendendo conto anche negli Stati Uniti d'America, dove l'ente pubblico di controllo e prevenzione (CDC), smentendo l'ottimismo di Donald Trump, proprio nelle ultime ore ha deciso di abbandonare il protocollo raccomandato da OMS che consisteva nel fare i test solo ai casi conclamati e ai moribondi per estenderli invece ad una parte maggiore di situazioni.

In Italia invece stiamo facendo il contrario, per compiacere  Xi Jinping e Donald Trump.

(in aggiornamento)

COVID-19 potrebbe non essere originario della Cina

https://www.globaltimes.cn/content/1181005.shtml

Il regime cinese sta già pensando al post-coronavirus e a come ripristinare l'immagine di un paese visto con terrore e diffidenza, accusato di essere all'origine dell'epidemia e del disastro mondiale che sta bloccando tutte le attività.

Con una faccia di bronzo incredibile il loro maggior specialista in materia, Zhong Nanshan  ha dichiarato,

sebbene il COVID-19 sia apparso per la prima volta in Cina, ciò non significa necessariamente che sia nato qui. Alcuni altri esperti ritengono che COVID-19 potrebbe avere più luoghi di nascita coesistenti in tutto il mondo. 

In sintesi il tentativo è quello di togliersi il peso dell'infamia e condividerlo con qualcun altro, mal comune mezzo gaudio.

Naturalmente non esistono evidenze scientifiche al momento per  sostenere questa tesi farlocca, ma con il tempo e con gli scienziati giusti tutto può essere ricostruito.

Magari si potrà anche sostenere che l'epidemia di COVID-19 sia partita dal Duomo di Milano e non dal mercato di Wuhan.



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