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Popolare Bari, la Banca d'Italia Non Ha Più Alibi

20/12/2019

Nel dissesto della Popolare di Bari le colpe di via Nazionale sono maggiori che in passato

Il disastro della Banca Popolare di Bari può essere visto da due angolazioni, simili ma con implicazioni diverse.

La prima cerca i fatti, i numeri e le responsabilità all'interno dell'istituto di credito pugliese, dei suoi organi di governo e degli errori da loro commessi, tanti, troppi ed evidenti.

Da questa angolatura, il ruolo della Banca d'Italia è in secondo piano, come nei precedenti casi di dissesti bancari in cui i vertici di via Nazionale ripetevano il solito ritornello: "abbiamo fatto ispezioni, abbiamo sanzionato, abbiamo detto agli amministratori della banca cosa fare, ma poi quelli hanno fatto di testa loro e noi non abbiamo strumenti per imporre scelte diverse. Mancano le leggi che ci diano il potere di fare di più."

Quando qualcuno aveva provato a mettere in dubbio questa teoria autoassolutoria, si è ritrovato con la riconferma di Ignazio Visco a Governatore di Banca d'Italia, grazie al Governo Gentiloni e all'establishment traversale italiano.

Conviene a tutti, in primis ai politici di ogni schieramento, credere a questa versione, secondo la quale, dopo aver speso aggettivi e finta indignazione per l'ennesimo scandalo, "la banca deve essere comunque salvata con l'intervento dello Stato, altrimenti ci rimettono i risparmiatori, i dipendenti, l'intera economia regionale e nazionale, ma i responsabili saranno severamente puniti ...saranno severamente .... saranno ..."

Passato il clamore dei primi momenti, calerà il sipario e tutti potranno riprendere a fare come  al solito. In particolare la Banca d'Italia.

Chi si indigna e non si arrende a questa conclusione e vorrebbe che non si ripetesse più, dovrebbe pertanto guardare alla vicenda della Popolare di Bari da un'altra angolazione, quella che mette in primo piano le responsabilità di Banca d'Italia, dei suoi vertici e dei suoi apparati, non solo nel non saper prevenire e gestire una crisi bancaria, ma addirittura di averla facilitata con scelte apparentemente incomprensibili ma che in realtà sono le dirette conseguenze del modus operandi applicato in tutte le situazioni, passate e presenti.

Far emergere le responsabilità dell'Istituto di Vigilanza è un dovere politico se davvero si vuole che quella di PopBari sia l'ultima volta che i cittadini sono chiamati a pagare per i loschi affari di banchieri e avventurieri.

 

1) La crisi della Popolare di Bari è intrecciata con quella della ex Cassa di Risparmio della provincia di Teramo - Banca Tercas.

L'occultamento della crisi di TERCAS è stato un capolavoro, molto simile a quello che sarebbe accaduto dopo.

Da Wikipedia:

... La politica espansionistica di Tercas tocca il suo culmine nel 2011, quando acquista il 95% di Banca Caripe (Cassa di Risparmio di Pescara) per 228 milioni di Euro dal Banco Popolare, operazione che permette a Banca Tercas di diventare il primo gruppo bancario nella regione Abruzzo, con 163 sportelli e attivi creditizi consolidati per 5 miliardi di euro.

La fondazione Pescara Abruzzo mantiene il 5% di Banca Caripe e il 3,5 di Banca Tercas.

Al 31 dicembre 2011, la banca disponeva di un patrimonio netto di 339,098 milioni di euro ma il coefficiente di capitale di classe 1 (CET1) era pari a solo il 5,82% (secondo Basilea II).

 

Nel 2011 Banca d'Italia autorizza Tercas ad acquisire Caripe, nonostante fossero già evidenti i segnali di crisi. e dopo nemmeno un anno ...

 

Dal 2012 al 30 settembre 2014, Banca Tercas viene commissariata dalla Banca d'Italia.

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con decreto del 30 aprile 2012, dispone, su proposta della Banca d’Italia, lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo di Banca Tercas, sottoponendo la stessa ad Amministrazione Straordinaria ai sensi dell’art. 70, comma 1, lett. A), del Testo Unico Bancario.

Con provvedimento della Banca d’Italia del 3.5.2012 sono nominati il Rag. Riccardo Sora quale Commissario Straordinario, il prof. Antonio Blandini, il prof. Silvano Corbella e l’avv. Alessandro Portolano quali componenti del Comitato di sorveglianza; gli Organi straordinari si insediano in data 4 maggio 2012.

Con decorrenza 7 maggio 2012 il Commissario Straordinario sospende la negoziazione delle azioni ordinarie di Banca Tercas.

Il Commissario Sora, quindi, in data 7 luglio 2014, convoca per il giorno 29 dello stesso mese di luglio l’Assemblea degli Azionisti di Banca Tercas SpA per deliberare sulle proposte di aumento di capitale “mediante integrale utilizzo delle riserve ed azzeramento del capitale sociale, ai sensi dell’art.2447 del codice civile, con annullamento delle azioni ordinarie e contestuale aumento del capitale sociale, previo versamento del contributo a fondo perduto da erogarsi da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per un importo pari ad euro 265.000.000,00 (duecentosessantacinquemilioni virgola zero zero), in forma inscindibile ed a titolo oneroso riservato alla Banca Popolare di Bari Società Cooperativa per Azioni per un importo complessivo di euro 230.000.000,00 (duecentotrentamilioni virgola zero zero), mediante emissione di 230.000.000 azioni ordinarie, del valore nominale di euro 1,00 (uno virgola zero zero) ciascuna, con caratteristiche identiche a quelle annullate, con esclusione del diritto di opzione ai sensi dell’articolo 2441, comma 5, del codice civile e conseguente modifica dell’art. 6 dello Statuto sociale.”

In data 29 luglio 2014 si tiene l’Assemblea dei Soci di Banca Tercas che delibera l’aumento di capitale così come proposto dal Commissario Sora.

Con un Comunicato Stampa del 27 agosto 2014 il Commissario Sora annuncia che la Banca d’Italia, su Sua proposta e con il parere favorevole del Comitato di Sorveglianza, ha autorizzato la convocazione delle assemblee dei soci di Banca Tercas e di Banca Caripe per deliberare la ricostituzione dei rispettivi Organi Sociali, Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale.

Nel Comunicato si legge altresì che si prevede di celebrare le due assemblee il giorno 30 settembre 2014.

Il Comunicato quindi conclude affermando: con l’insediamento degli Organi Sociali avranno termine le procedure di amministrazione straordinaria di Banca Tercas e di Banca Caripe ed entrambe le banche verranno restituite alla gestione ordinaria.

Il 30 settembre 2014 si svolgono le Assemblee dei soci di Tercas e di Caripe che provvedono alla ricostituzione degli organi sociali con la conseguente conclusione della gestione commissariale avviata nel maggio 2012.

Presidente di Tercas e Caripe viene nominato Gianluca Brancadoro, docente all’Università degli Studi di Teramo. Gli altri componenti i due consigli di amministrazione (ed i due Collegi Sindacali) vengono individuati nell’ambito dei dirigenti apicali della capogruppo integrati da professionisti indipendenti.

Durante l'amministrazione speciale, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) ha ricapitalizzato la banca con 265 milioni di euro.

Il 1º ottobre 2014 Banca Tercas, dopo una lunga crisi, viene acquistata dalla Banca Popolare di Bari, uno degli istituti di credito più grandi del Meridione.

 

Ecco le premesse dell'effetto domino creato dalla Banca d'Italia: la zavorra Caripe zavorra la già zavorrata Tercas e quest'ultima va a pesare sulla Banca Popolare di Bari che è ancora in convalescenza.

Le date con cui vengono disposte le fasi dell'operazione sono indicative di come la Banca d'Italia da una parte avesse fretta a sistemare/nascondere qualcosa (interessi affaristici e politici, il famoso "territorio") e dall'altra non sipreoccupava delle conseguenze che quelle "sistemazioni" avrebbero creato.

 

2) Il "pacco" Tercas viene confezionato dalla Banca d'Italia nel 2013, anno in cui

... la BPB viene nuovamente sottoposta ad accertamenti ispettivi mirati sul rischio di credito, sulla governance aziendale, sul sistema dei controlli interni e sulle tematiche di compliance. Le verifiche mettono in luce progressi rispetto a quanto riscontrato durante l’ispezione del 2010. Viene peraltro evidenziato il permanere di alcune aree di debolezza, per il cui superamento la banca programma un piano di iniziative di rimedio.

Quali siano stati questi rimedi utili a convincersi della bontà dell'operazione, lo dimostra la vicenda, già nota dall'agosto del 2017, di Luca Sabetta, ex manager della PopBari, ricostruita da Carlo Bonini e Giuliano Foschini su La Repubblica:

Doveva essere l'"utile idiota" necessario, nell'autunno del 2013, a convincere - come in effetti avvenne - la Vigilanza di Bankitalia che i rilievi sulla gestione dell'Istituto, a cominciare dall'uso clientelare delle linee creditizie, dalla inesistente gestione del rischio nell'impiego del capitale, avessero finalmente trovato una soluzione. O, comunque, a consentirle di registrare che una discontinuità nella governance della banca c'era stata. Luca Sabetta doveva essere il "Chief Risk Officer", il capo di un'area rischio degna di questo nome, che Bari aspettava come un Godot per chiudere la partita con Palazzo Koch (sede di Bankitalia) e aprire - come in effetti avvenne - le porte all'acquisizione di un altro carrozzone bancario: l'abruzzese Banca Tercas.

....

Luca Sabetta viene assunto alla Popolare il 18 ottobre del 2013. La data non è casuale. Come ormai sappiamo (Repubblica lo ha raccontato ieri), cinque giorni dopo, il 23 ottobre, in una singolare seduta del Cda cui partecipa Carmelo Barbagallo, allora capo della Vigilanza di Bankitalia, la Popolare, mentre viene informata, delle criticità che continua a presentare la sua governance, avvia con Palazzo Koch, pur essendo inibita dal farlo, il carteggio che segnala la sua intenzione di accollarsi la decotta Tercas, per cui Bankitalia cerca acquirenti. Bene, in quel 23 ottobre 2013, la nomina di Sabetta è oro. Ma Sabetta, che è uomo intelligente, capisce immediatamente che qualcosa non va. Gli hanno raccontato che è l'uomo con in mano il destino della banca. Ma, a Bari, si ritrova, senza neppure essere stato presentato al Cda, in un ufficio dove non hanno la più pallida idea di chi diavolo sia. Soprattutto, dove si ritrova tra i piedi, come vice, tale Antonio Zullo. Un uomo di Marco Jacobini. Quello che fino al giorno della sua assunzione ha gestito l'area "rischio" con i metodi della casa Jacobini. Come, ad esempio - ed è la prima cosa che inquieta Sabetta - alcune triangolazioni su fondi mobiliari che vedono la Banca Popolare, contemporaneamente, partecipare ad un Fondo e finanziare un terzo soggetto che quel Fondo vuole acquistare. Un conflitto di interessi grande come una casa.

...

Se questra ricostruzione si confronta con quella fornita dalla Banca d'Italia

 ... (Nel 2013) La Vigilanza richiede alla funzione di Internal Audit e al Collegio Sindacale una specifica verifica sull’efficacia di questo piano; ne emerge la sostanziale idoneità delle misure adottate nonché il rispetto della tempistica programmata. In considerazione degli interventi posti in essere e delle relazioni fornite dall’internal audit e dal Collegio Sindacale, nel giugno 2014 vengono rimossi i suddetti provvedimenti restrittivi.

Nel luglio 2014 la Banca d’Italia autorizza la BPB ad acquisire il controllo di Banca Tercas; al fine di garantirne la sostenibilità, l’intervento viene accompagnato da un contributo di € 330 mln alla BPB da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). L’ammontare viene definito in esito a una specifica due diligence e a una contrattazione tra la BPB e il FITD. Il coinvolgimento della BPB nell’operazione di acquisizione del gruppo Tercas si configura come un intervento di “salvataggio” volto alla salvaguardia dell’interesse dei depositanti e al rilancio commerciale del gruppo abruzzese.

 

si nota un evidente contrasto. Luca Sabetta nel novembre 2013 si accorge di essere strumentalizzato dai vertici della PopBari,

. .. Sabetta scopre l'intenzione della Banca di acquisire Tercas a giochi ormai fatti. E quando chiede lumi, qualche straccio di numero, si ritrova tra le mani un power-point buono per le slide di un ufficio stampa. Il 15 novembre del 2013, dieci giorni dopo che la Popolare ha concesso a Tercas un mutuo in grado di rientrare con Bankitalia del prestito a titolo di liquidità di emergenza, Sabetta viene convocato De Bustis.

 

e all'inizio del 2014 viene demansionato ed esautorato:

... A gennaio 2014, (Luca Sabetta) diventa amministratore delegato della PBCF, una società satellite della Popolare. Dove proverebbe anche a lavorare, ma dove non c'è altro che gli venga fatto fare se non guardare il soffitto dalla mattina alla sera. Se ne ammala.

 

senza che Banca d'Italia ne sappia nulla(?!) tanto da autorizzare a metà 2014 l'acquisizione Tercas? e chi ha scritto e firmato il parere del Risk Management, dal momento che Sabetta non era più il responsabile ?

E come è possibile che Sabetta, manager serio e competente, non abbia fatto "pervenire" alla Vigilanza di Banca d'Italia una informativa sul fatto che gli erano state affidate "altre mansioni" ?

E, nel dicembre del 2015, arriva il benservito. La Popolare gli contesta alcune assenze per malattia e avvia la procedura di risoluzione del rapporto. Nel 2016, al Procuratore aggiunto Roberto Rossi viene annunciata una visita. ...

 

Quindi, quando a luglio 2014 la Banca d'Italia autorizza l'acquisizione di Tercas-Caripe, aveva tutti gli elementi per sapere che si trattava di un 'operazione sbagliata e priva di senso, come da lì a poco si evidenzierà attraverso numeri inconfutabili.

Nessuno in Banca d'Italia si è accorto che le tabelle allegate al documento di  approfondimento" smentiscono le affermazioni fatte qualche pagina prima?

Nella tabella "Andamento NPL ratio", cioè il rapporto dei crediti non-performing sul totalel passa dal 12,6 del 2011 al 18 del 2013 e al 24,5 del 2014. Altro che miglioramenti !

Il cost-income ratio che nel 2013 era al 70,3%, sceso all 66,1% del 2014, nel 2015 schizza al 90,7% per effetto dell'acquisizione Tercas. Possibile che nessuno facesse un semplice  conto della serva, facile da realizzare con i dati disponibili nella due diligence ?

 

 

La lettera di commissariamento del 13 dicembre 2019

 su Repubblica del 18 dicembre viene diffuso il testo della "riservatissima" lettera di commissariamento firmata da Ignazio Visco il 13 dicembre, che dovrebbe essere indirizzata agli amministratori di PopBari ma in realtà sembra più una nota inviata dall'ufficio stampa.

Scrive il Governatore:

 "La situazione della Banca popolare di Bari è da tempo all'attenzione della Vigilanza, a motivo di incertezze sulle prospettive strategiche e di criticità nei principali profili tecnici, riconducibili in particolare all'elevata incidenza dei prestiti deteriorati e la scarsa efficienza aziendale, che hanno determinato la progressiva riduzione dei margini patrimoniali. Dalla seconda metà del 2018, si è registrato un deterioramento della situazione tecnica, riconducibile anche alla sopraggiunta necessità di effettuare accantonamenti aggiuntivi  sulle principali esposizioni creditizie, che hanno determinato una riduzione significativa dei coefficienti patrimoniali su livelli prossimi ai minimi".

In pratica Visco postpone la crisi della Popolare per giustificare l'inerzia degli anni precedenti, quando invece i segnali di allarme c'erano già tutti. Perchè negli anni precedenti la Banca d'Italia non si è avvalsa in tutto o in parte dei poteri che gli vengono attribuiti dall'art. 53bis del TUB ? Perchè non lo ha fatto nell'agosto del 2017, quando si diffuse la notizia di una inchiesta della Procura di Bari sui vertici della popolare?

Da Il Fatto Quoitidiano:

... Sei le persone sotto inchiesta, come si è scoperto dopo l’avviso di proroga delle indagini: il presidente Marco Jacobini, i suoi figli Gianluca e Luigi, rispettivamente condirettore generale e vice, il responsabile della linea contabilità e bilancio Elia Circelli e il dirigente dell’ufficio rischi Antonio Zullo. Assieme a loro, ma solo per maltrattamenti (quelli nei confronti di Luca Sabetti, ndr), è indagato anche l’ex amministratore delegato Vincenzo De Bustis, in passato ai vertici anche di Mps, Deutsche Bank Italia e deus ex machina della Banca del Salento, poi diventata Banca 121. ...

 

 

Scrive Repubblica:

Nulla gira come deve a Bari. Scrive Visco: "Il rinnovo delle cariche sociali raccomandato dalla Vigilanza da parte dell'assemblea del 21 luglio 2019 (il riferimento è alla nomina di presidente del professor Gianvito Giannelli e dell'ingresso in consiglio di amministrazione dei consiglieri Patrizia Giangualano, di Giulio Codacci Pisanelli e Francesco Ago, poi dimessosi, di Gregorio Monachino e di Vincenzo de Bustis, ndr) non ha prodotto con l'attesa celerità ed efficacia concreti interventi di rilancio dell'azione gestionale e di messa in sicurezza dei requisiti patrimoniali della banca. L'attuazione delle iniziative programmate, talvolta basate su aspettative poi rivelatesi infondate, è stata compromessa da ritardi e non ha prodotto risultati tangibili sull'operatività aziendale".

A dispetto, dunque, di quanto Vincenzo De Bustis ha provato ad accreditare con una robusta campagna di pubbliche relazioni e comunicazione, a dispetto del nastro consegnato da mani anonime a Fanpage nei giorni scorsi dove si ascoltava un De Bustis severo, pronto a fustigare la governance, e contestualmente rassicurante sull'impossibilità di un commissariamento, le cose andavano in ben altro modo. Questo: "Il profilo reddituale della Banca popolare di Bari si mantiene deficitario a causa dell'insufficienza delle fonti di ricavo e del peso dei costi di struttura (...) La situazione al 30 settembre 2019 si è ulteriormente deteriorata, con un cost/income asceso al 108,5 per cento". La Popolare insomma brucia più denaro di quanto incassi e "al 31 dicembre 2019 la perdita inerziale sulla base delle previsioni aziendali si attesta a 194 milioni di euro, senza considerare le ulteriori rettifiche sul portafoglio crediti risultanti dall'analisi ispettiva".

 

Dopo tanto attendismo, l'improvvisa accelerazione di Bankit e il successivo commissariamento, possono spiegarsi anche con l'iniziativa della Consob ?

(ANSA) - BARI, 14 DIC - La Procura di Bari ha aperto un nuovo fascicolo d'indagine (modello 45 senza indagati né ipotesi di reato) sulla Banca Popolare di Bari dopo la lettera inviata nei giorni scorsi dalla Consob che ha segnalato il mancato invio delle informazioni richieste alla banca sulla situazione dei conti. La notizia è confermata all'Ansa da fonti vicine agli ambienti giudiziari. L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, dovrà valutare se quanto segnalato dal presidente Consob Paolo Savona configuri ipotesi di reato.

In pratica la Consob ha fatto capire di non voler più indugiare nella definizione della crisi di PopBari, dopo le truffe acclarate degli aumenti di capitale, dei titoli azionari crollati nelle mani di ignari risparmiatori con profili Mifid da far invidia agli squali di wall Street, delle obbligazioni subordinate, delle "operazioni baciate" ecc ecc.

Anche in quest caso, la pressione delle notizie era ormai troppo forte e incontenibile, anche per l'imperturbabile stile dei dirigenti di Banca d'Italia.

Adesso l'unica giustificazione che Visco potrà dare é "meglio tardi che mai", ma questo vale anche per le sue doverose dimissioni

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Post Scriptum

Se un'indagine seria portasse ad accertare le responsabilità gravi e dirette della Banca d'Italia, si potrebbe ipotizzare un'azione legale nei confronti dell'Istituto di Vigilanza e costringerlo a risarcire i risparmiatori danneggiati mettendo sul tavolo i lingotti d'oro necessari a coprire le perdite, anziché chiedere ai contribuenti di accollarsi le colpe di banchieri, avventurieri, ispettori ecc ecc ?