Popolare Bari, la Difesa-Boomerang di Bankitalia


- 17/12/2019

La Banca d'Italia prova a difendersi dalle accuse nei suoi confronti a seguito del commissariamento tardivo della Popolare di Bari, in una nota pubblicata sul suo sito dal titolo serafico: Approfondimenti sulla crisi della Banca Popolare di Bari


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Su Repubblica le rivelazioni di Luca Sabetta, Risk Manager della PopBari, demansionato dopo aver denunciato nel 2014 la situazione dei crediti Tercas sia ai vertici della banca pugliese che al Servizio Vigilanza della Banca d'Italia e infine nel 2016 alla Procura della Repubblica.

https://www.fanpage.it/economia/popolare-di-bari-le-registrazioni-segrete-e-tutto-truccato-bankitalia-e-dalla-nostra-parte/

https://www.fanpage.it/economia/popolare-di-bari-le-registrazioni-segrete-e-tutto-truccato-bankitalia-e-dalla-nostra-parte/

La Banca d'Italia prova a difendersi dalle accuse nei suoi confronti a seguito del commissariamento tardivo della Popolare di Bari, in una nota pubblicata sul suo sito dal titolo serafico: Approfondimenti sulla crisi della Banca Popolare di Bari.

Ma il risultato è un autentico boomerang!

Via Nazionale pensava di potersela cavare con poco, ma a spiazzarla è arrivata la mossa della Consob che ha denunciato tutto alla Magistratura, facendo precipitare la situazione e costringendo BankItalia al commissariamento di PopBari.

Ignazio Visco a questo punto dovrebbe dimettersi.

Immaginate un medico che autorizza un suo paziente operato al cuore, appena uscito dall'ospedale, a correre la maratona di New York.


E' questo il senso del della ricostruzione offerta dalla Banca d'Italia - si presume con il consenso del suo Governatore Ignazio Visco e di tutto il Direttorio - sulle vicende che hanno portato la Banca Popolare di Bari ad acquisire nel 2014 la Banca Tercas e CariPesaro, praticamente fallite (altra pagina oscura della Vigilanza) e zavorrate.

La storia raccontata dai vertici di Via Nazionale inizia nel 2010 quando ...

" la Banca Popolare di Bari (BPB) viene assoggettata ad accertamenti ispettivi, che si concludono con una valutazione “parzialmente sfavorevole”; le verifiche evidenziano, in particolare, carenze nell’organizzazione e nei controlli interni sul credito. La Banca d’Italia vieta alla BPB di espandere la propria attività e impone un requisito patrimoniale specifico. "

E poi ?


"Nel 2011-12 l’azione della Vigilanza si concentra sull’efficacia e funzionalità del sistema dei controlli interni. Gli esponenti aziendali vengono richiamati all’esigenza di rafforzare i presidi a fronte dei rischi di liquidità e compliance, rilevati nel corso dell’ispezione; viene inoltre richiesta una specifica indagine alla funzione di Internal Audit della BPB. "

Cioè la banca d'Italia chiede alla fuzione interna di Audit che precedentemente non si era accorta di nulla , di fare "una specifica indagine sulla funzionalità del sistema dei controlli interni. Chissà quale esito avrà avuto l'indagine interna!


"Nel 2013 la BPB viene nuovamente sottoposta ad accertamenti ispettivi mirati sul rischio di credito, sulla governance aziendale, sul sistema dei controlli interni e sulle tematiche di compliance. Le verifiche mettono in luce progressi rispetto a quanto riscontrato durante l’ispezione del 2010. Viene peraltro evidenziato il permanere di alcune aree di debolezza, per il cui superamento la banca programma un piano di iniziative di rimedio. La Vigilanza richiede alla funzione di Internal Audit e al Collegio Sindacale una specifica verifica sull’efficacia di questo piano ..."

Insomma il malato si sta riprendendo, ma è ancora in convalescenza. Ma di lì a pochi mesi - luglio 2014 - il medico certifica miracolosamente che il malato è in ottima forma e nel pieno delle sue forze tanto da poter sopportare senza timore l'impresa di acquisire una banca come Tercas per garantirne il salvataggio.


" al fine di garantirne la sostenibilità, l'intervento viene accompagnato da un contributo di 330 milioni di euro da parte del Fondo Interbancario di tutela dei depositi - FITD."


Grazie alle omissioni del medico, la Popolare di Bari convince diverse migliaia di piccoli azionisti e risparmiatori ad accollarsi il peso del salvataggio, secondo il metodo Banca Etruria:


"un’operazione di rafforzamento patrimoniale di complessivi € 550 mln, tra emissioni di nuove azioni (330 mln) e collocamento di obbligazioni subordinate (220 mln)."

Ma già nel 2016:


"In connessione con la riforma delle banche popolari (DL 24.1.2015, n. 3; L. 24.3.2015, n. 33) e in relazione anche al ridimensionamento delle prospettive reddituali, l’Assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio 2015 delibera la riduzione da € 9,53 a € 7,5 del valore unitario delle azioni della BPB; ne seguono un malcontento della base sociale e richieste di vendita delle azioni: al 20.12.2016 queste ultime riguardano 38,9 milioni di azioni, pari a un quarto del capitale sociale. Rileva al riguardo l’entrata in vigore, nel 2014, delle norme comunitarie in materia di vigilanza prudenziale che, rispetto al passato, impongono limiti più’ stringenti alle possibilità di riacquisto azioni da parte delle banche."


Visto il successo della precedente barzelletta, la Banca d'Italia si ripete, chiedendo alla banca di indagare su se stessa:


"Nei primi mesi del 2016 la Banca d’Italia richiede alla BPB di svolgere una indagine sulle eventuali connessioni tra finanziamenti e sottoscrizioni delle suddette nuove azioni e obbligazioni (il fenomeno delle cosiddette “operazioni baciate”). "


Chissà quale è stato l'esito dell'indagine.

A questo punto, dopo neppure due anni dall'acquisizione di Tercas, il medico-Banca d'Italia intuisce che il paziente ha una ricaduta e gli chiede pertanto di sottoporsi ad alcune visite di controllo.


"Nel giugno 2016 la Banca d’Italia avvia nuovi accertamenti ispettivi mirati ai profili di adeguatezza patrimoniale e del credito, che si concludono nel novembre 2016 con un giudizio “parzialmente sfavorevole”. L’ispezione evidenzia significativi ritardi nella realizzazione delle misure di rafforzamento dei mezzi propri rispetto agli obiettivi prefissati ed esigenze di rafforzamento nel sistema dei controlli sui crediti. Inoltre, si rileva che l’azione di indirizzo e controllo dell’Organo amministrativo e dell’Esecutivo della Capogruppo non è stata pienamente adeguata ad affrontare le accresciute complessità derivanti, tra l’altro, dal ampliamento del perimetro operativo conseguito con l’acquisizione del gruppo Tercas. Non emergono significative evidenze di operazioni “baciate”.

L’ispezione della Banca d’Italia rileva anche irregolarità nei profili di competenza della Consob (trasparenza dei comportamenti nel campo dei servizi di investimento, e in particolare nel collocamento del menzionato aumento di capitale del 2014-15), per le quali successivamente la Consob irroga alla banca sanzioni amministrative per circa € 2 mln. "

La Banca d'Italia non viene neanche sfiorata dall'idea che forse la valutazione del 2014 era quantomeno forzata, se non addirittura travisata ad arte, con lo scopo di realizzare due obbiettivi diversi ma concomitanti.

L'Istituto di Vigilanza aveva come scopo primario quello di piazzare i due cadaveri di Tercas e Caripe, senza dare troppo nell'occhio, perchè queste erano le nuove direttive della BCE di Mario Draghi che Bankit sposava in pieno, mentre la Popolare di Bari guidata dalla sete di potere ed ambizione del suo patron Jacobini voleva giocare di nuovo la partita delle aggregazioni per espandersi sia quantitativamente che in termini di influenza politica.

Nessuno si prende la briga di valutare strategicamente l'operazione, di guardare davvero dentro la pancia della banca abruzzese quanta immondizia ci fosse. Il 2014 era l'anno delle operazioni TLTRO della BCE, a cui la Popolare di Bari attinge a piene mani per circa 300 milioni una prima volta e altrettanti una seconda. Denaro facile ad aversi, ma più difficile da utilizzare bene, per affari puliti e duraturi. Ma così facevano tutti, nel magico 2014, la crisi delle banche era considerata alle spalle (o sotto il tappeto) e le "buone relazioni politiche" di De Bustis avrebbero garantito ampie coperture.

(segue)

Popolare di Bari, le registrazioni segrete: “È tutto truccato, Bankitalia è dalla nostra parte”

Esclusiva di Fanpage.it: il 10 dicembre 2019, a tre giorni dal consiglio dei ministri che avrebbe commissariato la banca, l’Ad e il Presidente di Bpb parlavano ai manager della banca negando la possibilità di un intervento del governo e squarciando il velo sulle reali condizioni della Banca Popolare di Bari. Un istituto “dalla redditività inesistente” con un management “cattivo, irresponsabile, esaltato” e direttori di filiali che “hanno truccato tutti i conti”.

continua su: https://www.fanpage.it/economia/popolare-di-bari-le-registrazioni-segrete-e-tutto-truccato-bankitalia-e-dalla-nostra-parte/
http://www.fanpage.it/

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Continua lo Scandalo della Banca d'Italia

15/12/2019

Tra le varie tardive inchieste della magistratura sul fallimento della Popolare di Bari sarebbe il caso di aprirne una a carico dei vertici della Banca d'Italia per omessa vigilanza. Servirebbe quanto meno a completare il quadro delle responsabilità.

https://www.menoopiu.it/blog/continua-lo-scandalo-della-banca-d-italia/



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