Lo Sfrattatore


Yuri Bizzoni - 13/05/2020

“Per 42 anni e 7 mesi, lei signor Tal dei Tali ha vissuto la stessa notte ogni notte qui al Motel 321 sulla Lane 34: ha preso la camera con la sua fidanzata …”


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di Yuri Bizzoni

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Erano le stesse impossibili quattro di notte quando lo Sfrattatore bussò alla porta 102 del Motel 321 sulla Lane 34.


Un uomo stanco in accappatoio venne ad aprire.


Dietro si intravedeva sul letto, avvolta in un lenzuolo, una figura probabilmente femminile. Pur essendo un motel, era meno squallido di quanto si sarebbe potuto pensare, e c’era un certo charme nell’intero quadretto, nella leggera aria primaverile, e nella gran Luna rotonda.


Ma lo Sfrattatore non era tipo da farsi addolcire facilmente.


“Il signor Tal dei Tali” disse.
“Sí” disse Tal dei Tali.


Lo Sfrattatore parlava sempre con un documento in mano – una lista di carta sorretta da una plancetta dura, aggrappata da una morsa di metallo.


“Lei se ne deve andare” disse lo Sfrattatore.
“Come?” chiese Tal dei Tali.
“Lei” disse lo Sfrattatore guardando la sua pagina di carta bianca, “è rimasto in questo Motel per 42 anni e 7 mesi, signor Tal dei Tali. Se ne deve andare”.


Tal dei Tali pareva non realizzare del tutto quello che stava succedendo, come se avesse atteso questo momento per troppo tempo e ora, che era venuto, non sapesse bene che fare.


“No guardi io …” cominció.


Ma lo Sfrattatore sapeva di dover essere sintetico, diretto e di non doversi interrompere.


“Per 42 anni e 7 mesi, lei signor Tal dei Tali ha vissuto la stessa notte ogni notte qui al Motel 321 sulla Lane 34: ha preso la camera con la sua fidanzata …” dovette interrompersi un momento per controllare il nome sulla pagina bianca “… Lindy, ha mangiato al cinese qui dietro l’angolo, l’ha fatta ridere molto, è corso con lei allo spaccio alimentari che non chiude, l’ha convinta a comprare una bottiglia di vodka alla pesca anche se lei continuava a ripetere che il posto era shady col suo …” lo Sfrattatore riprese fiato e continuò a leggere “…. irresistibile accento americano, è tornato in camera con lei, avete passato una … lunga notte interessante, avete fatto la doccia, la ragazza si è addormentata e lei è rimasto sveglio fino al sorgere del Sole, fumando tre sigarette e mezza e pensando a cose bellissime. È corretto?”.


La faccia di Tal dei Tali era cambiata sensibilmente dall’inizio di quella descrizione. Ora sembrava teso, cupo e pallido, le guance e gli occhi si erano infossati.


Lo Sfrattatore notò un fenomeno che aveva avuto modo di osservare altre volte: dopo la descrizione formale del comportamento a rischio, il soggetto da sfrattare sembrava invecchiare nel giro di pochi secondi.
Tal dei Tali deglutì.


“È corretto, signor Tal dei Tali?” chiese lo Sfrattatore un’altra volta.
“Sí” disse finalmente Tal dei Tali. “Sí è corretto ma vede –“.


“Questo Motel serve ad altre persone, e inoltre deve cambiare, ha ristrutturato, anzi la camera in cui lei viene ogni notte non esiste piú. Signor Tal dei Tali, c’è anche il problema che la signora” guardò il foglio perché continuava a dimenticarsi il nome “ … Lindy ora si chiama Ms. Cooberman, ha tre figli e vive nel Maine. Lei si è chiesto con che diritto continua a portarla ancora ogni notte al Motel 321 e a ripetere la stessa storia bagorda di quando aveva 21 anni? Crede che a Ms. Cooberman farebbe piacere, questo?”.


“Ms. Cooberman o come si chiama lei non ha niente a che fare con Lindy e non ha diritti su di lei!” sbottò Tal dei Tali.
“Non ha diritti ma certo lei puó porsi il problema, diciamo morale” disse lo Sfrattatore. “Ms. Cooberman è andata avanti e sono sicuro che abbia lasciato tutti in pace, mentre lei …”.


“Lindy è felice ogni notte con me, chi se ne importa di Ms. come si chiama” disse il Tal dei Tali che a giudicare dall’irruenza doveva essersi posto quella domanda molte volte.
“Ad ogni modo” taglió corto lo Sfrattatore “lei deve andarsene da qui e deve farlo immediatamente”.
“Senta, senta, ragioniamo, signor Sfrattatore” disse Tal dei Tali.


“Lei deve andare avanti, signor Tal dei Tali” disse lo Sfrattatore. “Non può rimanere qua. Tra l’altro le faccio presente che in 42 anni di ripetizioni lei ha cambiato un monte di piccole cose. Il colore dei muri. Le risposte della signora alla reception. Le battute che fa al ristorante, signor Tal dei Tali, sono tutte diverse da quelle che ha fatto davvero, e nella sua fantasia la ragazza ride molto di più, e inoltre, dato che lei insiste glielo devo far notare, questa … ” controllò il foglio per la terza volta chiedendosi perché certa gente avesse dei nomi così insipidi “ … Lindy è diventata molto più carina e brillante rispetto al modello originale, e lei, signor Tal dei Tali, dura molto di più … a letto … di quanto non sia durato la prima volta, o in realtà, o come direbbe lei”.


“Io non direi mai una cosa del genere” sbottò Tal dei Tali.


“Ad ogni modo” disse lo Sfrattatore. “Lei deve lasciare questo posto e questa sua Lindy o Linsey o come si chiama”


“Lindy”


“Lindy in pace e come si suol dire andare avanti con la sua vita. Non sta facendo giustizia a questo posto, né a lei, né alla verità delle cose e alla fine, se lo lasci dire, non sta facendo giustizia neanche a sé stesso, signor Tal dei Tali. Possibile che nella sua vita non sia successo piú niente di interessante? Possibile che lei torni in questa benedetta stanza quasi tutte le notti da quando aveva 21 anni? Andiamo! C’è altro al mondo che squallidi motel sull’autostrada”.


“Questo lo dice lei” disse il Tal dei Tali. “Ma dove me ne vado se mi manda via, Sfrattatore? Dove vado, me lo dice? A dormire a casa mia, col cane? O magari al matrimonio con Carla, che bella roba, che ogni volta che ci torno alla fine lei si mette a urlare che ci siamo lasciati e qualcosa sui figli. Oppure posso tornare al lavoro? O al bar quando andavo a bere con gli amici? A gridare sempre le stesse cazzate guardando la partita di calcio? O a qualche viaggio –“.

Lo Sfrattatore lo interruppe parlandogli sopra. “Questo non è affar mio signor Tal dei Tali questo non è affar mio! Vada dove vuole e lavori a farsi un posto più carino dove tornare ogni notte, magari anche uno fatto di cose reali, come direbbe lei. Tutto quello che so è che lei deve andarsene da questo Motel e lasciare che le cose vadano avanti e seguano il loro corso”.


Tal dei Tali fece un gran sospiro e si guardó dietro. La sagoma sotto le lenzuola leggere dormiva, la luce accesa non sembrava disturbarla. Tal dei Tali guardò lo Sfrattatore.


“Quella è lei?” chiese lo Sfrattatore e si chiese perché avesse fatto quella domanda, allo stesso tempo stupida e fuori luogo.


“Sí” disse Tal dei Tali. “È Lindy”.

“Bene” disse lo Sfrattatore. “La lasci dormire, chiuda la porta ed esca con me”.


Il signor Tal dei Tali lo guardó profondamente.


“Sa, signor Sfrattatore” disse. “Di tutte quelle ore bellissime, le piú belle sono state quando lei era addormentata, e io aspettavo l’alba fumando e pensando. Guardi” gli mostró un pacchetto quasi vuoto. “Sono alla seconda. Abbiamo detto tre e mezza. Mi rimane una sigaretta e mezza all’alba…”.


Lo Sfrattatore scosse la testa malcontento e abbassò lo sguardo.
Tal dei Tali continuava a fissarlo.


“È estate. La notte dura poco. Lei fuma, Sfrattatore?”.


“Non in servizio” disse lo Sfrattatore.


“Mai?”


“Mai. Neanche una sigaretta”.


“Oh” disse Tal dei Tali. “Facciamo solo mezza” disse lo Sfrattatore.


E così fumarono insieme, appoggiati alla balaustra di fronte alla porta del Motel 321, guardando il cielo farsi chiaro, grigio e bianco chiaro, e sempre più brillante.


Fine



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