I Veri Motivi della "Scissione Amichevole" di Matteo Renzi

17/09/2019

Dopo il varo del Conte-bis e dell'alleanza M5S-PD facilitata dalla sua iniziativa, Matteo Renzi passa alla fase 2 del progetto: uscire dall'ombra e farsi un partito in proprio, per sfruttare il vento del proporzionale. Appuntamento alla Leopolda.

Renzi mette subito le cose in chiaro e vota con Forza Italia per salvare l'onorevole Sozzani

Come previsto, Matteo Renzi lascia il PD di Nicola Zingaretti e Franceschini e si mette in proprio, forte del fatto che il vento del sistema elettorale soffia verso il proporzionale, cosa che consente anche ai piccoli partiti di giocare un ruolo determinante sia nella fase della formazione delle "coalizioni" sia in quella successiva della eventuale formazione di governo.

Per questo motivo la scissione dei gruppi parlamentari del PD non porterà nessuna drammatizzazione, come invece accadeva in passato, perché non minaccia gli equilibri di potere e di governo e anzi potrebbe giovare ad uno schieramento composito che cerchi di prendere voti anche dai ceti moderati di destra, secondo uno schema che aveva funzionato per portare al successo Macron in Francia.
Nell'Italia della spesa pubblica e degli interessi privati c'è ancora tanto spazio da spartire, come all'epoca della Prima Repubblica e dei tanti partitini satelliti della DC.

E' scontato che l'ex bullo fiorentino dichiari di avere nobili ed alte ambizioni, cambiare la politica e il paese, renderlo dinamico, avanzato, moderno, giusto, ecc ecc ecc.
Questa è l'ora dei proclami, poi si vedrà.

Molti interpretano la mossa di Renzi come foriera di guai per il neonato governo Conte, pronosticandone una vita breve e tormentata. Il Senatore invece rassicura che i riflessi della scissione sul governo saranno nulli, anzi lo renderanno più forte. Credo che Renzi abbia ragione, perchè non è cosi stupido da far cadere quello che lo sorregge e che nelle intenzioni dovrebbe portarlo fino alla elezione del Presidente della Repubblica nel '22. Potrebbe condizionare la maggioranza per ottenere più spazi, fino ad un rimpasto ministeriale, quando i tempi e le forze lo consentiranno.

I sondaggisti danno il partito renziano sulla soglia del 5%, metà provenienti dal PD e l'altra metà da sponde diverse. Il PD di Zingaretti si dice dispiaciuto ma in realtà aveva messo già in conto la scissione, che tuttosommato arriva nel momento migliore degli ultimi quattro anni per il partito, tornato al governo e con la prospettiva di "alleanze sul territorio" con il M5S.

Renzi guarda e punta da un'altra parte, e non ha mai dimenticato che Berlusconi lo ammira e lo considera forse come l'unico suo degno erede, sognando scenari che potrebbero cambiare notevolmente gli equilibri politici dei prossimi anni.

L'orizzonte del futuro partito renziano (Italia Viva oppure Viva Italia) ha un solo vero nemico, l'egocentrismo e il narcisismo di Matteo Renzi, che lo hanno reso antipatico anche ai sassi, contribuendo non poco alla sua sconfitta del 2016.

La prima puntata del nuovo show di Matteo Renzi verrà proiettata sugli schermi della Leopolda, e di sicuro ruberà la scena all'altro Matteo. Che sia anche uno spettacolo nuovo e bello, è tutto da vedere anzi ...