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Gli Studenti Iraniani Urlano Morte a Khamenei per i morti del volo PS752

12/01/2020

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La sequenza dell'abbattimento del Boeing ucraino PS752 colpito da un missile iraniano

La sequenza dell'abbattimento del Boeing ucraino PS752 colpito da un missile iraniano

Poche ore dopo la conferma da parte del regime dell'abbattimento "per errore" del Boeing 737 ucraino con un missile, centinaia di giovani si radunano davanti la Amir Kabir University, luogo storico delle proteste a favore della democrazia in Iran, gridando morte ai responsabili - l'ayatollah Khamenei in testa - di questa vergogna nazionale che fino all'ultimo si era tentato di nascondere e negare.


Il capo dell'aeronautica militare iraniana Amir Ali Hajizadeh si è offerto come capro espiatorio per cercare di placare la reazione popolare, dichiarando


"I wished death’ after realizing Ukrainian passenger plane had been mistakenly shot down: IRGC Aerospace Force chief"


ma il regime si prepara ad usare l'esercito per un altro bagno di sangue contro i manifestanti, come poche settimane fa, quando migliaia scesero in piazza contro l'aumento della benzina, se le proteste degli studenti di Amir Kabir dovessero allargarsi.


Erano quasi tutti iraniani i 176 passeggeri del volo PS752, tra cittadini o emigrati in Canada, e questo accresce la rabbia popolare e pone una domanda pesante e frustrante sul futuro del regime : come pensa l'Iran di Ali Khamenei di confrontarsi con il superesercito di Donald Trump se non è in grado neppure di riconoscere un proprio aereo da uno nemico ? In quale vicolo cieco si stanno consumando le speranze di milioni di iraniani per una vita più dignitosa e libera?

E piuttosto che cercare una "dura vendetta" per l'uccisione di Qassem Soleimani, non sarebbe forse più utile e saggio pensare ad una transizione laica democratica e pacifica del sistema?.

La strada della "vendetta" e dell'escalation è proprio quella che Trump si augura venga percorsa fino in fondo dai vertici militari della repubblica islamica, in modo da far precipitare il regime in uno scontro senza speranza e imporre una "soluzione americana" al "nuovo disordine" del Medio Oriente, magari concordata con il suo amico Putin.

Il premier Rouhani, messo ai margini dagli eventi degli ultimi mesi, si illude di poter ridiventare il perno di una pavida diplomazia europea, che non riesce nemmeno a mettersi d'accordo sulla Libia preda di Putin ed Erdogan.

Figuriamoci se qualcuno, tipo Luigi Di Maio, ha il coraggio di prendere un aereo fino a Teheran !