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Trump uccide il generale-killer Soleimani per vendetta dopo l'assalto all'ambasciata USA di Baghdad. Tra poche ore inizia la guerra. Americani in fuga dall'Iraq

03/01/2020

Eliminato Qassem Soleimani, capo del Iranian Islamic Revolutionary Guards Corps (IRGC) Quds Force, all'aeroporto di Baghdad. L'Ayatollah Khamenei promette vendetta, Trump agita la bandiera stelle-strisce e manda altre portaerei. Ordine di evacuazione per tutti i cittadini USA in Iraq.

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Qassam Soleimani

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, dopo l'uccisione del capo della Quds Force Qassam Soleimani e del capo delle milizie popolari irachene Abu Mahdi al-Muhandis per ordine diretto di DonALd Capone Trump, è  evidente a tutti che la campagna elettorale del 2020 in America si combatterà sul suo terreno preferito, ossia la minaccia di guerra, l'escalation, la supremazia militare, economica e politica.


Trump ha sempre anteposto il tornaconto personale a qualsiasi altra considerazione.
Se i propri interessi coincidono anche con quelli della nazione (non sempre) e con quelli del resto del Mondo (quasi mai) è un dettaglio di poca importanza. Da quando ha preso il potere la regola di Trump è stata "niente regole", nessun limite all'uso del ricatto, della forza, della menzogna e della corruzione.


Il generale Qassem Soleimani, da 22 anni capo delle Guardie della Rivoluzione e vero incontrastato custode del regime iraniano, si era certamente contraddistinto per aver organizzato eventi criminali e gruppi armati dalla Siria al Libano, dall'Iraq allo Yemen.
Era la mente e il braccio delle ambizioni espansionistiche iraniane in tutto il Medio Oriente e la sua morte rappresenta un duro colpo per l'apparato militare di Teheran.


Ma purtroppo non si può non condividere la fredda osservazione del senatore russo Konstantin Kosachev che ha commentato l'eliminazione di Soleimani definendolo "un errore che alla lunga danneggerà gli USA, distruggendo tutti gli sforzi per salvare l'accordo sul nucleare iraniano".


Aggiunge Kosachev che "... il motivo di questo errore sta nella tipica abitudine americana di personalizzare qualsiasi problema: rimuovi Saddam (Milosevic, Yanukovich, Gheddafi, Bin Laden ecc) e ogni cosa sarà risolta. Ma questa è la logica dello Show, non della Politica. Nel lungo periodo non funziona, e può ritorcersi come un boomerang contro gli organizzatori dello show"


Le reazioni del fronte politico interno agli Stati Uniti sono divaricate come non mai, se si considera che si è creata una pericolosa situazione pre-bellica che dovrebbe provocare reazioni unitarie e condivise.

I big democratici da Nancy Peolosi a Elisabeth Warren, da Biden a Sanders, hanno preso le distanze dalla mossa di Trump giudicandola sproporzionata e pericolosa per il rischio di esplosione ed escalation che provocherà in tutto il mondo.


Ma le critiche su questo terreno per il biscazziere sono come musica soave, perchè la maggioranza dell'opinione pubblica americana ama gli show con missili, bombe e portaerei che sventolano bandiere stellestriscie e a 10 mesi dal voto tutto questo si tramuta in un invincibile spot elettorale, a meno che ...

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