VERITA' per Giulio Regeni

Uno striscione, una richiesta, una campagna che Amnesty International Italia e la Repubblica lanciano per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante "inchieste in corso" o peggio, per essere collocato nel passato da una "versione ufficiale" del governo del Cairo."Verità per Giulio Regeni": uno striscione da mettere ovunque

https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-Regeni-trattativa-sulla-versione-ufficiale

Primarie Iowa la sorpresa Sanders

Il socialista Sanders guasta la festa di Hillary. Il puritano Cruz prende a sberle Trump.

Le primarie del Iowa, calcio d'inizio della campagna presidenziale USA 2016, sono poco più di una manifestazione folcloristica nel profondo dell'America contadina.

I candidati "forti" dei due schieramenti, Hillary Clinton e Trump, vengono ridimensionati dai "populisti" Sanders e Cruz. La Clinton addirittura salva la faccia solo grazie alle monetine "testa o croce" (sei su sei) lanciate per assegnare il delegato in caso di parità.

Wall Street vota Marco Rubio.

Allattamento al seno per la salute dei bambini e del mondo

L'Organizzazione Mondiale per la Salute WHO denuncia il silenzio sui benefici a costo zero che potrebbero derivare da una prassi di allattamento al seno dei neonati almeno fino ai sei mesi.

Secondo una ricerca pubblicata su Lancet e ripresa dal sito del WHO, si potrebbero salvare 800.000 bambini, ridurre del 20% l'incidenza dei tumori al seno e alle ovaie per le donne, risparmiare 300 miliardi dollari all'anno, predisporre i neonati ad una crescita più sana e a diventare più intelligenti. Per conseguire tutti questi enormi vantaggi, senza plausibili controindicazioni, basterebbe che la società si predisponesse a modificare alcuni stili di vita e a rinunciare agli interessi dell'industria alimentare-farmaceutica che ruotano attorno all'alimentazione dei neonati.

Ho scoperto questa notizia per caso, mentre cercavo informazioni sul sito del WHO in merito all'allarme sul virus ZIKA, che causa la microcefalia dei neonati, e alla possibilità di combatterne la diffusione mediante zanzare OGM da introdurre nell'ambiente dei paesi più colpiti.

Il WHO non riporta alcuna notizia sul metodo di contrasto mediante OGM, e nasce quindi il sospetto che sulla vicenda si stia consumando una macabra campagna mediatica a favore degli OGM (comunque essi siano, piante, insetti, o mammiferi). Il dubbio cresce se si considera la coincidenza che nel 2015 l'area geografica del Brasile più colpita dall'attuale epidemia di Zika era stata oggetto di una massiccia diffusione di zanzare GM che dovevano servire a combattere la diffusione della dengue.

AAA Idee cercasi per nuovo anno 2016

Profughi Terrorismo Disastri ambientali Guerre Crisi economiche Dittature Manipolazione Malattie Felicità Povertà Repressione Disoccupazione Corruzione Invecchiamento Sovrapopolazione Inquinamento Razzismo Violenza Innovazione Speranza Alimentazione Nuove Tecnologie Sesso Democrazia Dignità Consumismo Povertà Decrescita Globalizzazione Protezionismo Arte Viaggi

 

truffa salva-banche dove sono i soldi dei risparmiatori ?

 Si inizia a intravedere la vera dimensione della truffa salvabanche: truffa salva banche dove sono i soldi?

 

acclarato che il metodo con cui le obbligazioni subordinate sono state vendute da tutte le banche - non solo le 4 incriminate - è illegale (perchè aggira le leggi sulla tutela del risparmio / Mifid), si tratta ora di capire come le altre centinaia di migliaia di "vittime" possano essere immediatamente tutelate. 

Per quelle "quotate" in teoria basterebbe venderle e intascare il ricavato, ma c'è il particolare tecnico di capire su quale mercato sono valorizzate o se le quotazioni sono fissate direttamente dalla banca che appena si accorge della vostra intenzione di vendere fa scendere il prezzo per scoraggiarvi.

Per quelle non quotate l'unico modo sarebbe quello di presentarsi alla propria banca e farsi ridare il denaro investito, restituendo l'obbligazione. La banca si rifiuta sulla base di quello voi avete sottoscritto, perchè quasi tutti sono titoli non rimborsabili prima della scadenza, e dovrete quindi iniziare il braccio di ferro con gli uffici legali della banca stessa.

Avendo però in entrambi i casi un punto di vantaggio molto importante: il trucco con cui i risparmiatori sono stati intrappolati nelle obbligazioni subordinate è stato ormai ampiamente riconosciuto (persino Padoan ha dovuto ammetterlo) e quindi le banche dovranno pensarci due volte prima di rifiutarsi di riacquistare le vostre obbligazioni.

E' una valanga di soldi - oltre 60 miliardi di euro - che già sta scivolando rovinosamente sotto i piedi del sistema bancario.

L'ANSA del 11/12 riporta:

"BOND SUBORDINATI, MINE VAGANTI? In circolazione c'e' una massa di oltre 60 miliardi di obbligazioni subordinate emesse dalla banche italiane, più o meno redditizie, nelle mani di piccoli e piccolissimi risparmiatori o di grandi investitori, scambiabili o meno sul mercato. In un'elenco stilato dagli analisti indipendenti di Consultique, fra le circa 370 emissioni la parte del leone per decine di miliardi la fanno i big (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca ecc. con rischio basso o quasi nullo) ma figurano anche, per importi anche non disprezzabili, titoli di banche medie o piccole e Bcc. Scorrendo i titoli si nota come la gran parte delle obbligazioni subordinate, oltre due terzi, sia sprovvista di rating. Di quelle con rating circa una cinquantina non arriva a un giudizio di 'investment grade'. Altro elemento da considerare e' che oltre un terzo delle emissioni e' potenzialmente illiquido e quindi non vendibile sui mercati quando la situazione inizia a farsi difficile seppure alle volte questo comporti una perdita del valore evitando comunque l'azzeramento totale in caso di perdita."

L'Ansa si è dimenticata del Montepaschi, che secondo alcune stime ne avrebbe emessi circa 5 miliardi.

Nessuno sa cosa accadrà nei prossimi giorni, prima dell'entrata in vigore delle nuove regole chiamate bail-in: chi ha in portafoglio i titoli rischiosi cercherà di venderli prima possibile.

Ma le banche non hanno né i soldi né le condizioni tecniche per soddisfare le richieste dei risparmiatori. Bisogna infatti tener conto che le subordinate concorrono ad accrescere il patrimonio di vigilanza della banca, che per sostituirle avrebbe bisogno subito di altro capitale.

Il sistema si troverebbe senza liquidità e senza basi patrimoniali contemporaneamente, con il rischio di una crisi di dimensioni notevoli.

Per questo motivo le banche chiuderanno la porta ai risparmiatori che cercano di disfarsi dei titoli subordinati acquistati inconsapevolmente, e inizierà un lungo periodo di controversie legali.

Così facendo le banche avranno rinviato il problema solo di qualche mese: le cause legali a cui andranno incontro le costringeranno in ogni caso ad accantonare da subito in bilancio una quota per la copertura del rischio. 

Senza tenere conto dell'aumento dei costi di raccolta, perchè i risparmiatori si guarderanno bene dal sottoscrivere obbligazioni (anche non subordinate) ai tassi ridicoli imposti da Draghi.

Il circolo vizioso è appena iniziato, per spezzarlo c'è un'unica soluzione (illustrata in un prossimo post)

Salva banche, chi frena la corsa a vendere i titoli rischiosi?

Vietato vendere alle banche i titoli rischiosisalva banche

L'incendio provocato dal decreto salva-banche, che ha portato alla disperazione migliaia di piccoli risparmiatori e all'omicidio del pensionato Luigino, si sta allargando ad altre decine di banche, "sospettate" di essere nelle condizioni di criticità simili alle quattro "salvate" a scapito di azionisti e obbligazionisti.

Il sito della Banca d'Italia in cui sono esposti i provvedimenti sanzionatori a carico delle banche - per quanto non sia aggiornato e facilmente reperibile - è stato visitato da migliaia di cittadini in cerca di informazioni.

Moltissimi altri invece di perdere tempo hanno chiesto direttamente alle loro banche di vendere i titoli subordinati (ma non solo) che hanno in portafoglio, e che magari gli erano stati venduti con lo stesso trucco usato da Banca Etruria e le altre.

Le banche hanno eretto un muro per fronteggiare la corsa a vendere, e sarebbe utile e interessante che i cittadini possano documentare e denunciare gli ostacoli che le banche stanno frapponendo alla vendita dei titoli rischiosi, a pochi giorni dall'entrata in vigore del "bail-in".

"Le nostre obbligazioni sono sicure, non dovete temere nulla", "se vendete ora, rischiate di perdere una parte del capitale e degli interessi", "le obbligazioni subordinate non si possono vendere prima della scadenza" ...

 I risparmiatori vengono trattati come topi in trappola: ormai siete dentro e ci rimanete, se uscite fate la fine di quelli di Banca Etruria, Carichieti, Carife e Banca Marche.

I mass media nazionali fanno a gara per capovolgere la realtà. "la UE approva il piano del governo" dopo che il commissario  Hill aveva bocciato le proposte di Padoan-Renzi, costringendo il governo ad accettare l'impostazione della commissione europea.

Anche Banca d'Italia ci ripensa e si accorge che la vendita dei titoli rischiosi ai piccoli risparmiatori dovrebbe essere vietata, perchè altrimenti le banche ci riprovano.

Peccato che la vendita delle obbligazioni subordinate era di fatto già vietata, ma che i suoi commissari e ispettori non se ne siano accorti. Il ripensamento tardivo della Banca d'Italia è un'ammissione di colpa e di impotenza.

L'unico rimasto in trincea a difendere l'operato delle banche è il ministro Padoan che da un lato ammette e dall'altro nega:"Non si può escludere che i 4 istituti abbiano venduto obbligazioni subordinate a persone che presentavano un profilo di rischio incompatibile con la natura di questi titoli di investimento ma questo è quanto andrebbe accertato con un'analisi di ogni singola posizione". Padoan non ha ancora capito che il trucco della MIFID non era un fenomeno sporadico ma un comportamento di massa di tutte le banche (non solo le 4 "salvate") e non ha ancora capito che sarà la magistratura ad occuparsi di "ogni singola posizione". Lui come ministro in questa vicenda è alquanto inutile.

Vatileaks 2, processo a Papa Francesco

Inizia oggi in Vaticano un processo molto particolare, che vede coinvolti alcuni personaggi del sottobosco vaticano, due giornalisti italiani colpevoli di aver raccontato la verità, e sullo sfondo la figura del Papa dei poveri, il Francesco che annuncia cambiamenti e rivoluzioni e si ritrova a dover gestire i casi scandalosi di cardinali che usano il denaro per fini personali, ville, appartamenti, cumuli di ricchezze in casseforti bancarie.

Il processo denominato Vatileaks 2 ha come imputati ufficiali un paio di prelati, una PR che non si sa come e perchè sia stata introdotta e promossa ai vertici dell'amministrazione cattolica e due giornalisti italiani, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, colpevoli di aver scritto due libri-inchiesta sul malaffare vaticano utilizzando le soffiate dei prelati e della PR.

L'accusa è di aver diffuso notizie e documenti riservati, sulla base di una nuova legislazione voluta proprio dal nuovo Papa, ma in realtà rischia di essere un boomerang

L'opinione pubblica, in particolare quella cattolica sempre meno tollerante verso le verità di comodo, si chiede come sia stato possibile che Bergoglio si sia fidato di personaggi come Lucio Vallejo Balda (prelato) e di Immacolata Chaouqui (PR) per riformare l'ex IOR e tutto quello che ci ruotava attorno.

E ci si chiede perchè Bergoglio abbia acconsentito che sul banco degli imputati ci fossero anche due giornalisti che hanno solo raccontato quello che avevano raccolto dai documenti e dalle rivelazioni altrui, esercitando il diritto alla libertà di informazione.

L'opinione pubblica, anche quella cattolica abituata agli atti di fede, si sarebbe aspettato che sul banco degli imputati del processo in Vaticano ci fosse quel cardinal Bertone e il suo compare ex presidente dell'ospedale Bambin Gesù che hanno usato il denaro destinato ad opere di bene per ristrutturare il mega-appartamento privato del cardinale.

Oppure quelle decine di personaggi misteriosi che per anni hanno usato lo IOR per spostare denaro in modo illegale in ogni angolo del mondo. 

Di fronte allo scandalo enorme che erode la credibilità della Chiesa, il Vaticano pensa di cavarsela mandando a processo i comprimari e i giornalisti? Oppure c'è una regia occulta che punta a screditare e colpire il Papa dei poveri?

Il processo che inizia oggi in Vaticano diventerà il processo contro coloro che non processano i veri colpevoli. Bergoglio non sembra che se ne sia accorto.

il MUSEO che non c'é

https://www.menoopiu.it/MuseoTorloniaPC.mp4

Il museo Torlonia é un museo che non c'é, perché nessuno lo può visitare per ammirare le opere che contiene.

Da Wikipedia:

Il contenuto del museo venne raccolto, in vario modo, da Alessandro Torlonia, che nel 1859 allestì un museo proprio in Via della Lungara, nei pressi dell'Accademia dei Lincei, tra Trastevere e Regina Coeli.

 Il museo esponeva 620 statue, in 77 sale, frutto di scavi negli ampi possedimenti dei Torlonia e di prestiti non onorati da altre famiglie nobili romane, a cui i Torlonia, essendo banchieri, avevano prestato del denaro. Molte delle sculture provenivano delle collezioni Giustiniani, Cavaceppi, Orsini, Caetani. Per quantità e qualità del livello artistico si è calcolato che le opere della collezione Torlonia rappresentano da sole "un buon terzo del patrimonio antico posseduto dalla città". Tra i veri e propri capolavori: l'Hestia Giustiniani, la Pallade di Porto, la colossale Testa di Apollo di Kanachos, due esemplari dell'Eirene di Cefisodoto padre di Prassitele, l'Afrodite Anadiomene, l'Atleta di Mirone, il Diadumeno di Policleto, il ritratto noto come Euridemo di Battriana, l'eccezionale rilievo di Portus con la rappresentazione degli edifici, delle navi, delle divinità protrettrici e della vita commerciale dell'antico Porto di Roma, pregevolissimi sarcofagi, come quello delle fatiche di Ercole e quello singolare di un'accolta di dotti a grandi figure, la splendida serie di un centinaio di ritratti, in maggior parte imperiali, considerata dagli studiosi più importante di quelle dei Musei Capitolini e dei Musei Vaticani.

Lo Stato italiano non riesce a trovare nè una via legale nè un accordo con la famiglia Torlonia proprietaria della collezione omonima. E' una situazione incredibile per un paese che vanta una delle maggiori industrie culturali del mondo.

 https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Torlonia

Tunisia il premio della speranza

 Il premio Nobel per la Pace 2015 è stato assegnato al "Quartetto del dialogo nazionale", un'esperienza unica nel suo genere, formata da quattro organizzazioni della società civile: sindacato Ugtt, confederazione degli industriali Utica, lega dei diritti umani Ltdh e Inoa, ordine nazionale degli avvocati. Il premio è stato conferito al Quartetto "per il suo contributo decisivo alla costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia dopo la rivoluzione dei Gelsomini del 2011", come si legge nelle motivazioni del comitato di Oslo.

"Il Quartetto  è riuscito a creare un processo politico pacifico in un momento in cui la Tunisia era sull'orlo della guerra civile. E così ha messo il Paese nelle condizioni di stabilire una costituzione e un sistema di governo che garantisca i diritti fondamentali a tutto il popolo tunisino indipendentemente dal genere, dal credo politico o dalla fede".

Il premio Nobel per la pace, precisa il comitato, "è stato assegnato al Quartetto in quanto tale e non alle singole organizzazioni".

 Da http://www.arab-reform.net Il documento programmatico del Dialogo  di Hamadi Redissi