Quanto costano alla Spagna i prigionieri politici catalani?

Un nuovo sciopero generale in Catalogna, con strade e ferrovie bloccate a Barcellona, proteste e manifestazioni spontanee per chiedere la libertà dei "prigionieri politici" e rivendicare l'indipendenza.

L'adesione allo sciopero è inferiore a quella del 3 ottobre, ma pesano giorni di continua mobilitazione e soprattutto la tensione e l'incertezza su cosa accadrà nelle prossime settimane prima e dopo le elezioni del 21 dicembre.


L'informazione e le forze politiche madrilene, con Ciudadanos in prima fila, hanno attaccato duramente lo sciopero e gli indipendentisti per le conseguenze sull'economia dell'intera Spagna.


Si stima che la crisi catalana, ben lungi dal vedere la fine, potrebbe costare più di un punto di PIL sulla crescita economica del secondo semestre.

Le aziende che in un primo momento avevano pensato di risolvere i problemi spostando la sede fuori dal territorio catalano si stanno accorgendo che non è una soluzione efficace e durevole.

Le tensioni di questi giorni stanno creando un crollo dei consumi in tutta la Spagna, un minor afflusso dall'estero e un deflusso dalle banche considerate a rischio.

Il costo della crisi e della repressione spagnola potrebbe di gran lunga superare le stime finora elaborate, perché molti catalani sono convinti che il prezzo della loro libertà debba essere molto molto alto.

Non sarebbe più conveniente e democratico trovare un accordo?

I am a catalan, Soy un catalàn

Da El Nacional.cat

En un vídeo que lleva por título "I am a Catalan" ('soy catalán'), el vídeo arranca con el famoso discurso de Pau Casals en la ONU en 1971, donde presentó Catalunya al mundo tras décadas de silencio por la dictadura franquista.
 
Después, una chica se erige como narradora del vídeo y explica la ola de solidaridad de Catalunya con motivo de la guerra de Bosnia, en los años noventa. Dice que igual que Pau Casals tuvo que exiliarse, muchos damnificados de aquella guerra pudieron hacerlo en Catalunya. Un ejemplo, la propia narradora del vídeo y su familia.

La solidaridad, continúa el vídeo, sigue viva hoy en día, y es que en Barcelona se ha celebrado la mayor manifestación en Europa a favor de la acogida de refugiados.
 
"Los catalanes no tenemos ejército, nuestra única arma es la solidaridad y la gente", añade el vídeo, para acabar reclamando a Europa que "no nos dejéis solos, por favor".

 

 

Il regime Rajoy, vergogna della Spagna e dell'Europa

Un appello di politici e intellettuali su iniziativa di Albena Azmanova (University of Kent) e Barbara Spinelli (scrittrice e membro del Parlamento europeo) pubblicato da Il Fatto Quotidiano.

L'arresto dei membri del governo catalano segna l'inizio ufficiale del "regime Rajoy", la fine delle garanzie democratiche in Spagna e la caduta di credibilità delle istituzioni europee.

Con gran parte dei dirigenti catalani in prigione e Puigdemont rifugiato in Belgio sotto la minaccia di estradizione, le elezioni del 21 dicembre diventano una farsa e aprono la strada ad un periodo di scontro politico-sociale nelle piazze di Barcellona e di tutta la Catalogna.

Le forze politiche spagnole sono prigioniere della loro incapacità di affrontare la richiesta dell'indipendenza catalana come una questione politica vera, che non si risolve nascondendosi dietro l'azione di qualche giudice a cui delegare il lavoro sporco della repressione.

L'Europa della troika Juncker-Tusk-Tajani plaude e giustifica il nuovo corso, senza essere capace di valutare le ripercussioni gravissime per il processo di unificazione.

Il prossimo 8 novembre ci sarà lo sciopero generale di tutta la Catalogna. Domenica  12 una manifestazione a Barcellona per la liberazione di tutti i prigionieri politici catalani.

i membri dell'ex governo catalano sono rifugiati politici

Sono rifugiati in Belgio quasi tutti i membri dell'ex (legittimo) governo della Catalogna, ad iniziare da Puigdemont, per sfuggire agli arresti della polizia di Madrid che li ricerca con l'accusa di "sedizione" e "rivolta".

 

La Spagna di Rajoy continua a sprofondare nella crisi della democrazia ed ora alla categoria dei "prigionieri politici ", come Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, aggiunge quella dei RIFUGIATI.

E' probabile che qualche magistrato tra quelli più solerti e nostalgici chieda ne l'estradizione.

E così l'Europa dei tecnocrati dovrà decidere se i catalani indipendentisti possono essere considerati rifugiati, alla stregua dei somali o dei siriani, o se sono criminali da rimpatriare.

Se gli spagnoli pensano di aver vinto già la partita dovranno presto ricredersi. 

Puigdemont chiama alla resistenza contro l'occupazione spagnola

 

In un video postato prima che la TV catalana venisse censurata dagli inviati di Rajoy, in una Barcellona che vive in un clima di occupazione militare, Puigdemont capo del governo destituito ha lanciato un appello alla "opposizione democratica"

 

Da La Vanguardia

 

Constituimos la república catalana como estado independiente soberano, democrático y social

Il Parlamento Catalano, liberamente eletto, approva la Dichiarazione di Indipendenza della Repubblica di Catalogna e  l'inizio del processo costituente.

 

http://www.lavanguardia.com/politica/20171027/432389368154/jxsi-cup-aprueban-iniciar-proceso-constituyente-republica-catalana.html

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Presentata al Parlamento Catalano la risoluzione per l'indipendenza della Catalogna.

Si dovrebbe votare a scrutinio segreto, a poche ore dal voto parallelo del Senato di Madrid sull'articolo 155 che darà il via alla repressione della neonata repubblica catalana.

Ore convulse a Barcellona

Sciolto il Parlamento Catalano, nuove elezioni il 20 dicembre, ma poi Puigdemont ci ripensa: "mancano garanzie" per uno svolgimento corretto. Deciderà il Parlamento Catalano sotto la minaccia del 155.

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Dopo ore di confronto-scontro tra i diversi partiti che lo sostengono, il Governo Catalano non ha trovato un accordo sull'opportunità di dichiarare unilateralmente l'indipendenza (DUI) tra oggi e domani (e comunque prima che il Senato di Madrid approvi le azioni repressive dell'articolo 155) o se sciogliere il Parlamento autonomo e indire nuove elezioni ( come avevo suggerito nel post "Catalogna, come gli ultimatum nazisti prima di fucilare i partigiani ..." cioè una sorta di "referendum sul referendum"). 

Forse ora è troppo tardi per indire nuove elezioni ... Puigdemont si trova in un vicolo cieco ?

 

Da ELPERIODICO : 

Estos son los cuatro escenarios que baraja Puigdemont