La Cina caccia la Gauthier e invita Babbo Natale

Ursula Gauthier, giornalista francese di OBS, non potrà più restare in Cina e scrivere sulle condizioni dei popoli oppressi dal regime di Xi Jinping. Se entro il 31 dicembre la Gauthier non presenterà le sue "scuse" al governo cinese per aver raccontato la verità nei suoi reportage, non riavrà il visto per restare in Cina e quindi dovrà smettere di fare il suo lavoro.  La decisione del governo cinese dimostra come il paese sia in una crisi politica profonda e che il ceto politico è attraversato da indecisioni, certezze autoritarie e ipocrisie. In questi giorni i mass media cinesi fanno a gara per mostrare il volto natalizio dei grandi centri commerciali di Pechino o di Shanghai, ostentando "babbi natale", alberi e decorazioni tipiche dei paesi del nord Europa, trasformando la festa cristiana in un'orgia consumistica priva di qualsiasi riferimento storico e culturale. Se invece qualcuno cerca, come ha fatto la Gauthier, di raccontare la vera Cina, quella delle campagne povere, delle metropoli sommerse da smog e detriti, quella delle etnie annesse con la forza e la repressione, allora diventa scomoda e viene cacciata. https://www.menoopiu.it/post/SILK-ROAD-la-strage-degli-Uyghur Il caso della Gauthier è molto grave, per le tante implicazioni non ultima perchè si tratta di una giornalista francese che diventa il simbolo di quelle libertà di espressione contro le quali il terrorismo islamico si è scagliato con le stragi di Charlie Hebdo e del Bataclan. Il suo BLOG :http://www.ursulagauthier.fr/la-chine-et-les-attentats-a-paris/  

Cina, frana una montagna artificiale di monnezza

Una discarica grande quanto una montagna è franata su più di 30 palazzi nelle periferia di Shenzhen in Cina   La discarica era stata costruita a poche centinaia di metri dalle abitazioni. Prima dell'estate alla società Dump Hongao che gestiva la discarica era stato intimato di mettere in sicurezza l'impianto e di bloccare l'operatività.  Da SCMP : "The authorities failed to stop the dump operating in October, according to residents, despite saying they were carrying out a crackdown. An environmental review report in January this year said the dump had received one million square metres of debris and warned of a catastrophe, the Legal Evening News reported. It said the dump was originally a deserted quarry and construction work would accelerate water and earth loss, increasing the risk of landslide, according to the report." Ma in Cina basta pagare qualche funzionario di partito e tutto si risolve nel nulla, come per le altre decine di disastri provocati dalla mancanza di scrupoli e di rispetto per la salute della popolazione. Anche il disastro di Shenzhen, che finora conta quasi 100 "dispersi" probabilmente sepolti sotto la collina della monnezza, finirà con il solito intervento con elmetto di Li Kequiang e il monito ottimistico di Xi Jinping per un futuro più radioso.

Cina, Xi Jinping ordina di fare figli

Tra nove mesi potrebbero esserci 200 milioni di bambini neonati in Cina. Sarà l'effetto della "liberalizzazione" del secondo figlio, voluta da Xi Jinping al termine della sessione del 18° Comitato Centrale del Partito che ha lanciato il nuovo piano economico quinquennale. Il divieto (con deroghe) di fare più di un figlio era stato introdotto nel 1977 per far fronte alla crescita demografica incontrollabile. Ciò non ha impedito alla popolazione di raggiungere la cifra ufficiale di 1.368.000.000 alla fine del 2014. Ma l'economia va male e il governo sta provando in tutti i modi di raddrizzare una situazione che sembra essergli sfuggita di mano. Nonostante la svalutazione, l'abbassamento dei tassi di interesse, l'aumento del debito pubblico, l'aumento dei crediti bancari e l'iniezione di liquidità, l'economia non cresce e i capi del partito, che un anno fa promettevano il "sogno cinese" ora temono i contraccolpi sociali e la crisi. Più figli per combattere la crisi, è la nuova parola d'ordine, e i mass media di regime si sono già scatenati nell'incitare alla "corsa al figlio", magnificando l'opportunità. Quali possano essere le conseguenze reali di questo provvedimento nessuno è in grado di prevederlo. La società cinese è una realtà molto più complessa di quella di 40 anni fa: l'impatto delle trasformazioni sui costumi sociali non è paragonabile a nulla di quanto sperimentato in altri paesi. Un tentativo di controllo demografico su una scala così vasta come quella cinese non ha precedenti. 1) La popolazione cinese è relativamente invecchiata e quella in età di lavoro è diminuita da 940 del 2012 a 930 milioni nel 2014. Ma parallelamente la Cina sta pianificando una introduzione massiccia della robotica nelle fabbriche, in un sostituzione di una manodopera ormai più costosa di quella dei paesi rivali come il Vietnam. 2) Nel breve termine la politica del secondo figlio può generare un aumento dei consumi di alcuni generi, ma determina aspettative inflazionistiche che nel breve termine potrebbero accentuare le tensioni sociali già latenti tra la popolazione. 3) C'è il rischio di una "bolla demografica" creata artificialmente dal governo, come un anno fa venne creata la bolla del mercato azionario, poi scoppiata all'inizio dell'estate. Ma la speculazione di borsa è cosa ben diversa dalla speculazione sui figli. La Cina è un paese già oltre i limiti dello sfruttamento delle risorse naturali, dell'inquinamento e degli squilibri ambientali di ogni genere. E' come un barcone sovraccarico su cui si affollano altre persone. Basta una piccola oscillazione per farlo capovolgere.    

Pechino la parata di regime del V Day

Il licenziamento collettivo di 300.000 militari dell'Esercito del Popolo annunciato da Xi Jinping durante il discorso per il 70 V-Day a Pechino. Cosa fanno i regimi autoritari quando inizia a serpeggiare aria di crisi ? Organizzano una grande parata militare, per fare mostra di forza, stabilità serenità e convincere i sudditi che le cose vanno bene e andranno meglio. La Cina non sfugge a questa regola, già applicata da Putin con il VDay a Mosca nel maggio scorso, e per questo ha deciso di commemorare i 70 anni dalla fine della II Guerra Mondiale con una enorme sfilata militare a Pechino che dovrebbe nelle intenzioni di Xi Jinping segnare la ripresa della fiducia nell'immagine del potere.   Ma negli ultimi tempi le intenzioni dei governanti si sono spesso trasformate in clamorosi boomerang, accrescendo nell'opinione pubblica la sensazione di scarsa affidabilità da parte degli apparati. L'esplosione di Tianjin e soprattutto le mezze verità, le censure e le omissioni che ne sono seguite hanno accelerato la caduta di immagine.   La parata di Pechino in Tiananmen è stata gestita direttamente da Xi Jinping (alimentando le voci di una futura estromissione o di un ridimensionamento del Primo Ministro Li Keqiang) e sarà ricordata soprattutto per le misure adottate per manipolare la scenografia dell'evento.   Dalla metà di agosto sono state introdotti divieti di circolazione ai veicoli e chiusura di fabbriche con particolari emissioni per far “ripulire” l'aria fetida di Pechino e consentire agli invitati di tutto il mondo di vedere il cielo sereno.   Il mercato azionario in calo continuo da luglio è stato sostenuto da misure straordinarie per limitare la discesa e non turbare troppo !! i mercati finanziari mondiali. E' stata concessa una larga amnistia discrezionale per reati di varia natura, mentre dall'altra parte si è messo in moto un gigantesco apparato di “sicurezza” con arresti di decine di persone sospettate di attività antiregime – soprattutto avvocati e giornalisti. Si è costruita la tesi di una partecipazione decisiva delle forze militari cinesi alla Seconda Guerra Mondiale piegando la storia ad esigenze di potere e soprattutto di politica internazionale, nel tentativo di mandare messaggi espliciti o cifrati al Giappone – che nel V DAY è il grande sconfitto del 1945 – e agli altri paesi dell'est asiatico con i quali i rapporti ora sono pessimi, a cominciare dal Vietnam e le Filippine. Per qualche giorno il cielo di Pechino sembrerà azzurro e non ci saranno esplosioni di depositi tossici. Che la parata (di regime) inizi, ovviamente con “il Discorso del Presidente”, parafrasando il saggio di Oliver Sacks ne “L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello”    

Silurato Li Keqiang con l'onore delle armi

Il siluramento di Li Keqiang, capo del governo cinese e numero due - dopo Xi Jinping - della nomenclatura, inizierà dopo la parata militare che si terrà a Pechino il 3 settembre prossimo per commemorare i 70 anni della vittoria contro il Giappone. L'avvenimento del 3 settembre è troppo importante per il sistema di potere e le voci sulla destituzione di Li Keqiang metterebbero in secondo piano la sfilata di missili e burocrati, in un momento in cui la crisi economica ha già messo a nudo i vizi del sistema e i pericoli di reazioni imprevedibili. Il ridimensionamento e il successivo siluramento del primo ministro, preannunciato dal Financial Times,  hanno due cause principali concomitanti: 1) La gestione della crisi economica e finanziaria, con la svalutazione dello yuan e il crollo della borsa di Shanghai, hanno evidenziato una grande confusione e approssimazione nel modo in cui sono stati affrontati i problemi. Li Keqiang viene indicato come il principale responsabile di quanto accaduto. 2) Una catena di episodi ed incidenti, ultimo dei quali l'esplosione di Tianjin, con lo strascico di polemiche sulla corruzione e la superficialità con cui vengono causati gestiti, anche agli occhi dell'opinione pubblica. Sono sempre più frequenti le notizie di manifestazioni di dissenso e di scherno contro i politici al potere, e la censura non riesce più a tenerle nascoste. Li Keqiang ha avuto come principale sponsor politico nella sua ascesa al potere il precedente capo del governo Hu Jintao, ritiratosi dalla scena pubblica ma tornato al centro dell'attenzione per un'inchiesta di corruzione a carico di un suo assistente. L'inchiesta potrebbe aver rivelato particolari che coinvolgerebbero anche Li Keqiang. La "testa" del Primo Ministro dovrebbe servire al Presidente Xi Jinping per allentare le critiche e le pressioni sulla sua gestione, a circa un mese dalla visita negli Stati Uniti. Sarà quella l'occasione per annunciare il siluramento di Li Keqiang ? Per ora tutto tace, anche per evitare di accrescere il già alto livello di caos a Pechino. E' quasi certo che il futuro Primo Ministro cinese sarà indicato direttamente da Goldman Sachs. __________________________

Il dio QE non esiste, i banchieri sono imbroglioni e Yellen è in trappola

La tempesta sui mercati azionari e commodity di tutto il mondo è un violento avvertimento alla Federal Reserve e alle altre banche centrali: “questo è quello che accade se pensate di smettere di stampare denaro (QE) o di alzare i tassi da zero, (ZIRP) fosse pure di una quantità simbolica ed insignificante”. Se questa interpretazione sulle cause della tempesta finanziaria è vera non ci sarebbe da preoccuparsi più di tanto. Non appena la Yellen e i suoi colleghi avranno raccolto il  messaggio e capito l’antifona, tutto tornerà come prima, e anzi ci sarà da guadagnare ancora di più.  La Banca centrale cinese non dovrà fare altro che immettere nuova liquidità nel sistema ( il QE alla cinese invocato a gran voce dai keynesiani di tutto il mondo) e consentire alle banche di erogare ancora più prestiti. Se la Cina riparte, anche il resto del mondo si rimette in moto, sentenziano i premi Nobel dell'economia. Il messaggio è esplicito: il QE ha funzionato in passato e perché non dovrebbe funzionare anche ora ? Il QE, direbbe Draghi, è una fede e non si discute. Questa è la versione ottimista della “improvvisa” tempesta di agosto, alimentata anche dalla crescente perdita di fiducia nelle capacità di “guida e pianificazione” del governo cinese.   Una testimonianza a favore di questa tesi è giunta nel corso del "Lunedì nero” delle borse: quando Wall Street ha raggiunto una perdita di 1000 punti – oltre il 6% - è entrata in azione la “squadra di salvataggio” della Federal Reserve che ha iniziato a comprare azioni per far salire l’indice azionario, di concerto con i network finanziari che passano le veline della Apple. In conclusione, secondo questo punto di vista, la speculazione ha sotto controllo tutte le leve di funzionamento, tiene sotto scacco l’economia reale e i politici, e trova modo di guadagnare anche dalle tempeste, che non sarebbero reali ma frutto di effetti cinematografici  fatti apposta per impressionare chi di dovere. C'è però un'altra lettura, più grigia e inquietante. La crisi dei mercati è l’esplosione di una bolla, anzi di tante bolle gonfiate per diversi anni dalle politiche “espansive” delle banche centrali, denominate QE, ZIRP e NIRP .  La dimostrazione di confusione e scarsa capacità tecnica da parte delle autorità cinesi è solo l’esempio di una difficoltà generale, dall'Asia all'America Latina, a governare un fenomeno cresciuto sia per dimensioni che per complessità. Le figuracce accumulate dai cinesi (manovre azzardate, passi indietro e bugie grossolane per nascondere la realtà della crisi economica) potrebbero tra qualche settima coinvolgere anche gli altri “onnipotenti” banchieri, a cominciare dalla Yellen. I mercati crollano perché la Federal  Reserve non stampa più dollari da circa un anno, dopo averne stampati più di 4 trilioni, e quindi scarseggia la materia prima con cui speculare.  La conclusione di questa ipotesi in apparenza è uguale alla precedente, cioè la richiesta alle Banche Centrali di più QE, ma contiene anche un fosco presagio: prima o poi il mondo si accorgerà che il QE non serve a creare più imprese e più lavoro, come sostengono Draghi, Kuroda e Yellen, ma solo ad inflazionare la finanza e a far crescere la bolla della speculazione nei marcati finanziari.  I profitti di gran parte delle aziende quotate in borsa, in particolare quelle americane, non provengono solo dalla vendita di merci e servizi ma anche dai buyback azionari, cioè l'acquisto delle proprie azioni facendone aumentare il valore e incamerando i dividendi. E’ una sorta di economia parassitaria che sostituisce quella produttiva e che si avvantaggia del flusso continuo di denaro immesso nel sistema dalle Banche Centrali. Se il flusso si riduce o cessa, il gioco si inceppa, ed è necessario liquidare il più presto possibile le posizioni acquistate per non perdere il capitale guadagnato. In sintesi, il dio QE può aiutare solo l'1% della società, mentre il restante 99% è costretto a pregare senza ricavarne benefici concreti. Questa opinione non circola negli ambienti anarcoidi o nelle diocesi di Papa Francesco : e’ la verità temuta dai banchieri centrali, e svelata in un white paper che la Federal Reserve di St. Louis ha pubblicato a pochi giorni dal raduno annuale di Jackson Hole, farà discutere e metterà in lieve imbarazzo alcuni partecipanti. Nel paper - Current Federal Reserve Policy Under the Lens of Economic History: A Review Essay - si sostiene che i famosi QE di Bernanke, copiati  in tutto il mondo e in particolare in Giappone e in Europa, sono stati ininfluenti  ai fini del raggiungimento degli obiettivi di inflazione e crescita. Nella migliore delle ipotesi, le politiche di QE (stampa di moneta mediante acquisto di titoli da parte della banca centrale)  e di ZIRP (tassi di interesse a zero) hanno consentito di tenere in vita alcuni settori economici, rimpinguare le banche e favorire il boom dei titoli azionari. Il documento della FED di St Louis ha un valore mediatico ben superiore a quello che gli autori si immaginavano, perché sia in Europa che in Giappone gli ultimi dati economici sono stati deludenti  nonostante i trilioni di euro e yen stampati da Draghi e Kuroda nell’illusione che fossero sufficienti per far ripartire la produzione e l’occupazione, accendendo la cosiddetta “inflazione benefica”. In definitiva l’analisi degli economisti FED inizia ad incrinare il dogma del dio QE imperante negli ultimi 6 anni.  There is no work, to my knowledge, that establishes a link from QE to the ultimate goals of the Fed inflation and real economic activity. Indeed, casual evidence suggests that QE has been ineffective in increasing inflation. For example, in spite of massive central bank asset purchases in the U.S., the Fed is currently falling short of its 2% inflation target. Further, Switzerland and Japan, which have balance sheets that are much larger than that of the U.S., relative to GDP, have been experiencing very low inflation or deflation.  Non poteva esserci momento peggiore per la Yellen, che tra un mese è chiamata a un evento più rituale che sostanziale: decidere se aumentare da ZERO  a 0,25 i tassi di interesse !  Anche questo sarà un evento mediatico surreale. Nessuno si  getterebbe dal balcone se il tasso del suo mutuo aumenta di  0,25%, eppure i mercati finanziari fanno finta di essere in grande apprensione per la possibile “svolta della Federal  Reserve” che li aveva abituati dal 2006 a non aumentare mai i tassi.  Ma il dibattito attorno al “NON evento” dello 0,25 dimostra in realtà: 1) La Federal Reserve è prigioniera del meccanismo speculativo messo in moto da essa stessa con il QE; 2) La  Federal  Reserve  ormai è consapevole dell’ inutilità della sua politica monetaria e dei danni che sta provocando all’economia reale; L’aumento di 0,25 fa paura ai mercati non per la sua consistenza quanto perché sarebbe l’inizio di una marcia indietro del modello concettuale introdotto da Bernanke e magnificato dai banchieri di tutto il mondo. Sarebbe la fine delle vacche grasse per i titoli azionari e per  i bond emessi dalle imprese, per i profitti realizzati con i buyback, la vendita di auto a rate ai subprime e l’iscrizione ai college costosissimi . 0,25 è un sassolino che rischia di inceppare e disvelare  l’intero apparato propagandistico finanziario. 3) Yanet Yellen è in pieno Comma 22:  Se aumenta di 0,25 i tassi, i mercati crollano e si trascinano  anche l’economia reale, già asfittica. In tal caso la FED verrebbe incolpata della recessione che ne scaturirebbe. Se NON aumenta i tassi, non potrà farlo per almeno un altro paio di anni, perché comunque il rallentamento dell’economia è già in corso e non ci sarebbero altre “finestre” utili per alzare i tassi (nel 2016 c’è la campagna presidenziale USA).   Alan Greenspan ex capo della Federal Reserve e guru indiscusso dei mercati prima di Bernanke, il 18/8/2015 ha dichiarato a Bloomberg: “We have pressed the interest rates well below normal for a protracted period of time and the danger is they will come up to back up to where they have always been,” the former Fed chairman said. “There are two possibilities. Either we move slowly back to normal, or we do it in a fairly aggressive manner. History tells us it’s the latter which tends to be more prevalent than the former,” Greenspan said. The market impact will be “not good” , he said. Anche altri tecnici autorevoli ormai chiedono il superamento delle politiche "non convenzionali" del passato perché gli effetti collaterali dannosi superano i benefici immediati. Il dilemma di Yellen prima o poi  riguarderà anche Mario Draghi. Il suo QE non funziona, perché il PIL europeo del secondo trimestre si misura in decimali, la deflazione aumenta, la disoccupazione non cala. E neanche i tassi sottozero funzionano, se non a sequestrare i risparmi dei cittadini a vantaggio delle banche. Il costo finale del QE di Draghi sarà di oltre mille miliardi di euro e saranno “ininfluenti” per l’economia reale. Parola di Federal Reserve. Per impedire che questa semplice verità si diffonda nell'opinione pubblica e faccia crollare la fede indiscussa nel dio QE, è utile agitare lo spauracchio del crollo dei mercati. Ma attenti a non agitare troppo, perchè qualcosa potrebbe frantumarsi irrimediabilmente.  

Se tutte le bolle scoppiano insieme...

L'esplosione di Tianjin una settimana fa era un segno premonitore ? una sciagura accidentale come ne accadono spesso ? oppure era l'inizio di una esplosione globale, frutto di situazioni a lungo covate ? la corruzione politica, la presunzione di un modello di sviluppo inarrestabile, la compiacenza e l'avidità dei potenti, la speranza di facili guadagni per i più poveri, l'indebitamento perpetuo, la manipolazione delle coscienze e delle aspettative, la noncuranza dei rischi. Scelte, comportamenti, sopraffazioni che si concentrano ed esplodono improvvisamente. Una regia occulta ma prevedibile sta facendo esplodere le "bolle" gonfiate negli ultimi anni in settori diversi: dall'ambiente alla finanza il filo conduttore è sempre lo stesso. La bolla cinese La bolla dei mercati finanziari La bolla della corruzione politica La bolla della distruzione dell'ambiente La bolla della manipolazione dell'informazione La bolla della tecnocrazia La bolla del debito La bolla delle menzogne .....  Oχι για να Τσίπρας Tutte le bolle si tengono assieme se c'è qualcuno da un lato  che si adopera per gonfiarle e renderle credibili e dall'altro qualcuno che ha convenienza o ingenuità per crederci. La bolla delle menzogne politiche è la più diffusa e importante, perchè è quella che consente ( in sistemi che si definiscono democratici) di tenere assieme tutte le altre, senza l'uso apparente della forza ma con l'illusione del consenso. Un esempio recente lo ha fornito Tsipras con l'incredibile ribaltone pochi giorni dopo che un referendum popolare (a conferma di un voto massiccio nelle elezioni di 5 mesi prima) gli aveva conferito un mandato pieno e chiaro per non accettare le imposizioni della TROIKA. Dopo aver fatto rientrare la Troika ad Atene, Tsipras ha ribaltato la maggioranza di governo per far passare surrettiziamente il memorandum e poi ha sciolto il Parlamento per indire nuove elezioni a fine settembre. In questa sequenza di eventi è sintetizzata l'arte e il metodo della manipolazione politica. Tutti sapevano o prevedevano che Tsipras si sarebbe dimesso, sulla base del disegno predisposto a metà luglio. Votare subito, perché tra qualche mese i greci si accorgeranno che i sacrifici richiesti saranno serviti solo a ripagare i debiti con la BCE e il FMI e a ricapitalizzare le banche, e non a creare più lavoro. Invece Tsipras va in televisione per annunciare le dimissioni e le nuove elezioni con il pretesto che intende "dare ai Greci l'opportunità di decidere dopo l'accordo sottoscritto con la Troika", come se i Greci fossero andati il 5 luglio a votare OXI solo per divertimento ! Se questa non è menzogna e manipolazione ... Che differenza c'è tra Tsipras che scioglie il Parlamento in un paese sotto ricatto e stremato, ed Erdogan che convoca nuove elezioni in Turchia a tre mesi dalle precedenti - vinte dai Curdi - sotto la minaccia di attentati, svalutazione della moneta, repressione della libertà di stampa. Se una BOLLA è un fenomeno portato all'eccesso, la manipolazione e la farsa della "democrazia sospesa" quando deflagreranno ?  

Oltre 2000 tra morti e dispersi il vero bilancio dell'esplosione di Tianjin

La verità sul disastro di Tianjin viene tenuta nascosta dalle autorità cinesi. Sarebbero più di 2000 i morti e i dispersi della enorme esplosione del deposito di cianuro a Tianjin, ma le fonti ufficiali governative parlano di "solo" 120 morti e un centinaio di dispersi.  天津大爆炸:死亡至少1400失踪700多 家属大闹记者会 https://youtu.be/a41CgfjCJjM Chiusi dalla censura governativa oltre 50 siti Internet che diffondevano notizie e immagini del disastro, interviste ai parenti delle vittime o degli scomparsi. Un gran numero di morti si contano tra i Vigili del Fuoco,arrivati al deposito 40 minuti prima delle forti esplosioni per spegnere un piccolo incendio e che erano ignari che nei container fosse immagazzinato il cianuro di sodio, che a contatto dell'acqua esplode.  https://youtu.be/EoPxqPWZlRo Guardando le immagini si capisce che chi si trovava nel raggio di almeno un chilometro dal deposito - e certamente i vigili del fuoco lo erano così come numerosi civili nei palazzi limitrofi - non può aver trovato scampo alle esplosioni prima e ai gas venefici dopo. FOTO scioccanti dei cadaveri carbonizzati.  La rabbia dei parenti delle vittime e degli scomparsi inizia a manifestarsi e a bucare il muro della censura e dei comunicati ufficiali. L'esplosione e la strage di Tianjin è ormai un caso politico internazionale che il governo cinese non potrà addomesticare con i soliti rituali. Nelle foto seguenti si vedono i palazzi ad uso civile - uffici o abitazioni - a poche centinaia di metri dal centro dell'esplosione, segnato da un enorme cratere nel suolo.      

4000 MORTI al giorno in Cina per le polveri di carbone

      L'inquinamento atmosferico in Cina uccide 4000 individui al giorno  - l'equivalente di Napoli in un anno - in gran parte causato dalle polveri sottili PM2.5. Le conseguenze più diffuse si riscontrano in decessi per infarto, malattie asmatiche, cancro. I morti per inquinamento sono il 17% di tutti i decessi (compresi quelli per limiti di età) e rappresentano una vera e propria emergenza globale, una strage silenziosa e crudele come denunciata dal video UNDER THE DOME. Lo studio degli effetti delle polveri PM2.5 - in gran parte emesse dalla combustione del carbone per uso industriale e domestico - è stato condotto dalla Berkeley Earth e sarà pubblicato nelle prossime settimane. Per quattro mesi nell'arco di oltre un anno i ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 1500 stazioni dislocate sul territorio cinese, elaborandoli con un modello implementato dalla World Health Organization per calcolare gli effetti patologici. Le situazioni più gravi si riscontrano nel Nord Est - l'area di Pechino e la zona di Tianjin dove è avvenuta l'esplosione devastante di pochi giorni fa. Oltre il 60% dell'energia prodotta in Cina deriva dalla combustione di carbone. CIANURO DI SODIO a Tianjin dopo l'esplosione dei depositi nel porto della città, sale a 85 il numero dei morti e oltre 700 feriti. Evacuata una zona di 10 km quadrati, ma l'ordine di evacuazione è ormai  tardivo. Le autorità cinesi iniziano ad ammettere alcune verità: il deposito di sostanze (sconosciute) pericolose era in un'area non consentita dalle norme ma nessuno se ne era accorto !