C'era una volta il presidente degli stati uniti d'AMERICA

 AGGIORNAMENTO:    Discutendo alla Casa Bianca con alcuni deputati le modifiche alle leggi sugli immigrati, Trump ha chiesto: "Why are we having all these people from shithole countries come here?”, definendo Haiti, San Salvador e tutta l'Africa in generale come paesi shithole.

 

Donald Trump leader dell'estrema destra mondiale

 

 

 

Ad un anno dall'insediamento alla Casa Bianca Donald Trump conquista l'unanime appellativo di Idiota, mentre e' iniziata la pubblicazione di libri che descrivono il suo stato di totale incapacità.
Michael Wolff lo intitola "Fire and Fury, inside the Trump White House" e diventa subito un best seller globale.

 

Una sintesi delle rivelazioni su The Guardian: Michael Wolff's explosive book on Trump: the key revelations.

A parlar male di The Donald sono soprattutto i suoi ex consiglieri più fidati (quelli ancora in carica tacciono per non correre guai o, come nel caso di Tillerson, rilasciano smentite che sono uguali a conferme) a cominciare dal famigerato stratega similnazista Steve Bannon, il quale tuttavia si è limitato a raccontare episodi già noti, come l'incontro tra il Trump junior e i Russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale.

 

Il ritratto del presidente degli Stati Uniti d'America che si ricava dalla lettura del libro di Wolff è quello di un "Nerone Americano" come lo ha definito The New Yorker, un imperatore pazzo, vanaglorioso, incapace, ma ossessionato dal bisogno di raffigurarsi potente e ricco.

Ad un anno dall'inizio della presidenza Trump, l'America scopre di non avere un presidente ma un semplice ingombrante idiota che per altri tre anni userà la Casa Bianca per scolarsi più di 15.000 lattine di coca cola e passare altrettante ore davanti alla televisione.

I Poteri forti militari, finanziari e politici non sembrano molto preoccupati, anzi stanno intravedendo la possibilità di un evento storico incredibile: rendere ufficiale che il ruolo di Presidente degli Stati Uniti non conta assolutamente nulla, anzi dovrà di diritto essere attribuito a persone incapaci e inutili anche se squilibrate.

Questa possibilità è stata ampiamente anticipata ed apprezzata dagli squali di Wall Street che non a caso da un anno festeggiano ogni giorno che passa nei mercati finanziari. Un Presidente inesistente garantisce ampia libertà di manovra e decisione alle lobby più potenti ed occulte.


Dopo un anno, Donald Trump The Idiot è la prova evidente che nè l'America nè il Mondo hanno bisogno di un vero Presidente degli Stati Uniti. Basta un semplice idiota che crede di essere un genio, anzi un "stable genius".

L'America è migliore del suo Presidente ? Forse, ma di poco

In Alabama era in palio un seggio per il Senato, già in quota ai Repubblicani che da 25 anni hanno la maggioranza in quello Stato.

A contendersi la vittoria due personaggi che simbolegiano la depressione in cui versa la politica negli Stati Uniti:
 - Roy Moore, candidato repubblicano ultrarazzista, ricco e depravato molestatore seriale di minorenni, appoggiato entusiasticamente da Donald Trump;
 - Doug Jones, avvocato-commercialista-ragioniere-clintoniano del partito democratico, scelto apposta per perdere con dignità nel feudo dei conservatori.

Vince Doug Jones, anzi perde Roy Moore, per una manciata di voti che si interpretano con il classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma rappresentano in ogni caso la sconfitta di Trump e la continuazione del caos che lo accompagna.

Il voto in Alabama racconta di un'America che inizia a cercare, faticosamente e senza troppe convinzioni o certezze, un'alternativa a Trump e al trumpismo. E' la reazione de "il troppo è troppo", anche per la coscienza opaca della middle class e dei ricchi più ricchi.

La copertina di Time che nomina "The Silence Breaker" al vertice dei soggetti più importanti nel 2017 è la denuncia di un imbarazzo ed una vergogna ampia e generalizzata.

L'inquilino della Casa Bianca è un fan di Roy Moore, aggressore sessuale di minorenni e sostenitore del KKK, e per questo ne ha appoggiato la candidatura fino a compromettersi.

Ci vorrebbe poco ad essere migliore, ma Trump non ci riesce.

Donald Trump si propone come leader dell'estrema destra mondiale

 

Trump licenzia il Segretario di Stato Tillerson perché troppo moderato.

 

 

I retweet di Donald Trump dei video anti-musulmani dell'estrema destra inglese e la risposta sprezzante alle critiche di Teresa May non sono l'ennesimo scivolone del baraccone americano, ma la sua esplicita candidatura a leader dell'estrema destra internazionale.

 

Le avvisaglie c'erano già tutte negli scontri di questa estate a Charlottesville 

https://www.theguardian.com/us-news/2017/aug/15/donald-trump-press-conference-far-right-defends-charlottesville

ma in quel caso sembrava trattarsi di una vicenda interna agli Stati Uniti.

Questa volta Trump ha voluto "costruire" l'evento mediatico internazionale, anche in modo raffazzonato stando a quanto si è scoperto sui video del British National Party.

Perché lo ha fatto? C'è da preoccuparsi davvero o è il sintomo di una sua debolezza disperata?

Nel dubbio è meglio non sottovalutare il pericolo.

Come non è da sottovalutare l'irruzione dei naziskin nella sede di "Como senza frontiere" e la lettura del farneticante comunicato. Anche i nazifascisti veneti hanno trovato in Trump il loro duce.

e Kim Jong-un saluterà il viaggio di Trump in Asia a modo suo

Trump andrà a far visita alla Corea del Sud, una delle tappe più importanti e simboliche del suo viaggio in Asia e potrà godersi lo spettacolo di un lancio di missile nord coreano in diretta, a qualche chilometro dal confine.

Per Kim-Jong-un si tratta di un'occasione unica, a pochi giorni dalla fine del congresso cinese, durante il quale gli è stato severamente vietato di sparare missili in ossequio alla carriera imperiale di Xi Jinping.

Iran, Trump abbaia ma non morde

L'annuncio di Trump che non "certificherà" l'accordo sul nucleare iraniano, voluto da Obama due anni fa, rappresenta un'iniziativa roboante ma dagli scarsi effetti immediati, se non quelli che costringono  i giornalisti ad occuparsi della sua ennesima sbruffonata.

La "non certificazione" non equivale alla disdetta dell'accordo, che pertanto rimane in vigore, ma è una semplice procedura - prevista dallo stesso accordo - che impegna solo il presidente americano, che ogni tre mesi deve "certificare" lo stato di avanzamento degli impegni assunti dall'Iran.
E' una sottigliezza diplomatica che consente a Trump di "abbaiare" affinché i suoi elettori - a cui aveva promesso di stracciare l'accordo con l'Iran - lo possano udire e credere che abbia mantenuto l'impegno.
Inoltre rimanda la palla, e quindi la responsabilità, al Congresso e soprattutto al "suo" partito repubblicano, affinché provveda ad approvare nuove sanzioni contro l'Iran.

Per una strana coincidenza il senatore Bob Corker (repubblicano), che alcuni giorni fa aveva dichiarato che la Casa Bianca era diventa un "asilo per adulti", è stato anche uno dei protagonisti del negoziato sul nucleare all'interno del Congresso di due anni fa, e difficilmente dopo lo scambio di epiteti con Trump sarà disponibile a concedergli qualche favore.

La sparata di Trump non avrà effetto nemmeno sugli altri paesi che quell'accordo lo avevano voluto e sottoscritto, Europa, Russia e Cina. Ci sono in ballo centinaia di miliardi di dollari in accordi commerciali già stipulati, altro che sanzioni!

Uragano Harvey "Fire and Fury"

      Con l'esplosione e l'incendio dell'impianto chimico Arkema a Huston causato dagli effetti dell'uragano Harvey si compone il drammatico scenario "Fire and Fury" che ha investito gli Stati Uniti d'America.


Donald Trump forse non avrebbe evocato le fiamme e le devastazioni di un attacco militare alla Corea del Nord se avesse già visto le immagini del disastro provocato dall'uragano e dalle piogge torrenziali che si sono abbattute sul Texas. Cinquanta vittime accertate, decine di dispersi, 200 miliardi di dollari di danni, 180.000 case distrutte o danneggiate.
Harvey in pochi giorni ha scoperchiato tutte le fragili illusioni degli ultimi decenni, comprese quelle dell'ultimo Presidente che spavaldo si è presentato a Huston in tenuta sportiva con la moglie Melania in tacchi a spillo.


Un'area metropolitana di cinque milioni di abitanti sviluppatasi a ritmi "cinesi", senza alcuna preoccupazione di dover fronteggiare una situazione di alluvione anche solo di piccola intensità.
 L'illusione che per scongiurare il global warming e i cambiamenti climatici, ammesso che esistano direbbe Scott Pruitt, ci sia il tempo e  l'infinita capacità della scienza (e della finanza) di salvarci in qualche modo.
La coincidenza tra il fire and fury di Trump e quello di Harvey è certamente casuale, o forse no.

https://www.menoopiu.it/post/l-incubo-harvey-sulle-idiozie-di-trump

Donald Trump non ha salvato il giovane Otto Warmbier

 

All'inizio dell'anno elettorale 2016, che per Donald Trump avrebbe scandito la sua marcia trionfale verso la Casa Bianca, il giovane Otto Warmbier veniva arrestato nella Corea del Nord al termine di un viaggio turistico organizzato.

Il giovane americano era la vittima inconsapevole delle tecniche "diplomatiche" del regime nordcoreano. Il suo corpo moribondo è stato riconsegnato alla famiglia negli USA pochi giorni fa, prima di morire.

Gli aguzzini di Kim Jong-Un hanno cercato di strappargli una "confessione", Otto Warmbier non aveva nulla da confessare ma solo la propria dignità da difendere, e per questo è stato ridotto in coma.

Le immagini e la storia di Otto Warmbier sono una ferita grande nel corpo di quell'America a cui Trump, illudendola, aveva promesso di farla tornare "great again".

http://edition.cnn.com/2017/06/19/politics/otto-warmbier-dies/index.html

Per Trump l'America non è su questa Terra

Le conseguenze della decisione di Trump di ripudiare COP21, gli accordi di Parigi sul clima per ridurre il surriscaldamento della Terra, sono politiche, anzi geopolitiche perchè è un argomento dai confini pratici poco chiari - attinenti molto alla sfera del global business - anche se con riflessi simbolici elevati.

Trump schiera l'America dalla parte di chi ritiene che si possano continuare a fare ottimi affari e "crescita" senza ossequiare i riti religiosi che da decenni i governi di tutti i paesi impongono all'opinione pubblica per fargli credere che esiste una loro "sensibilità ambientale" che possa coniugare la globalizzazione sfrenata delle abitudini di vita e la difesa degli ecosistemi, dall'Amazzonia al Mar della Cina, dall'Artico all'Antartide.

COP21 ci aveva regalato l'illusione che le energie verdi possano bastare a risolvere i problemi e a contenere il surriscaldamento entro i prossimi cinquanta anni, mentre il consumo di acqua aria e terra per globalizzare i modelli di sviluppo e di vita della gente prosegue a ritmi sfrenati.

Trump, da buon biscazziere, ha deciso di fregarsene, perchè lui, al pari dei governanti degli altri paesi firmatari di COP21, ha il problema di far credere subito agli americani di essere tornati "great again" e si preoccuperà del futuro della Terra solo al termine del suo secondo (per ora improbabile) mandato, come ha fatto del resto anche Obama. Al momento attuale si fida del suo fido Scott Pruitt che gli ha rivelato via Twitter che la teoria del surriscaldamento è una bufala inventata dalla Merkel.

D'altra parte era evidente che COP21 era un megashow di compromessi geopolitici, perchè dichiararsi d'accordo era abbastanza facile e conveniente, ma stracciare gli accordi é ancora più semplice e profittevole, come dimostra il gesto del presidente USA.

A quali conseguenze andrà incontro l'America di Trump per aver disdettato gli impegni presi? Nessuna, a meno che Papa Francesco invochi e scateni con successo sugli Stati Uniti le sciagure bibliche che si abbatterono sull'Egitto dei faraoni. Sarebbe un altro segno che la questione Terra resta confinata nella sfera delle credenze religiose, piuttosto che in quella delle azioni umane consapevoli.

RUSSIAGATE, Trump licenzia l'FBI

Con una mossa disperata Donald Trump licenzia il capo dell'FBI Comey proprio mentre emergono nuovi particolari sui legami con la Russia durante la campagna elettorale.

 

Il direttore dell'FBI stava collaborando nell'indagine della commissione di inchiesta del Congresso, fornendo ai membri parlamentari il materiale che dimostra il coinvolgimento di Flynn - braccio destro di Donald Trump - nella pianificazione degli attacchi russi ai computer dello staff di Hillary Clinton.

Il licenziamento di Comey toglie alla commissione bipartisan l'unica fonte di accesso al materiale raccolto sul patto segreto Putin- Trump per portare quest'ultimo al potere negli USA.

Il licenziamento di Comey è un gesto dittatoriale che non ha precedenti nella storia americana, perché neanche Nixon ebbe il coraggio di fare altrettanto durante il Watergate.

 

Da POLITICO: 

Outside the committee’s secure office spaces Tuesday night, news of Comey’s firing was met with shock, and a tangible fear that members — after months of working to ensure the probe was bipartisan and credible — may have just lost their key ally. Despite treading across fiercely political territory, Comey has won at least grudging approval, if not high marks, from the committee’s Republicans and Democrats who saw him as one of the few adults in the room.

“I think it’s safe to say that Jim Comey had the trust of both Republicans and Democrats,” panel vice chair Mark Warner (D-Va.) said in an interview.

 

Dal New York Times:

In Trump’s Firing of James Comey, Echoes of Watergate

The Watergate comparison was unavoidable. When Mr. Cox, the special prosecutor, subpoenaed Nixon for copies of White House tapes, the president ordered that he be fired. Both Attorney General Elliot Richardson and his deputy, William Ruckelshaus, refused and resigned instead. The third-ranking Justice Department official, Solicitor General Robert H. Bork, complied with Mr. Nixon’s order and fired Mr. Cox.

Democrats saw parallels. “This is Nixonian,” Senator Bob Casey, Democrat of Pennsylvania, said in a statement.

 

 

Caos U.S.A. la Casa Bianca è un verminaio

Steve Bannon, l'amico stratega di Donald Trump ed esponente del "Breitbart pensiero" della destra radicale americana, è stato sacrificato per cercare di risollevare le traballanti sorti del Presidente e del suo staff familiare. L'uscita di Bannon può essere l'anticamera dell'impeachment o l'inizio di una ricomposizione del partito repubblicano.

 

Le rivelazioni sempre più imbarazzanti sul Russiagate, il fallimento dell'abolizione dell'Obamacare con un partito repubblicano che pur avendo la maggioranza in entrambe le Camere è diviso e paralizzato, la gestione nepotistica dello staff con la figlia Ivanka e il genero Kushner a farla da padroni, ma soprattutto le immagini sconvolgenti dei bambini siriani gassificati dai russi che chiamano in causa la strategia mediorentiale americana, costringono Donald Trump a sacrificare il "pezzo pregiato" della sua argenteria ideologica.

Bannon ha giustificato la cacciata affermando che dopo aver smascherato il ruolo di Susan Rice al NSC la "sua missione" è ormai conclusa e può dedicarsi ad altre attività.

 

da Breitbart.com
President Donald Trump’s Senior adviser Stephen K. Bannon has exited his role on President Donald Trump’s National Security Council, claiming that his mission is complete.
“Susan Rice operationalized the NSC during the last administration. I was put on to ensure that it was de-operationalized,” Bannon said in a statement to the Wall Street Journal.
The council suffered a tumultuous transition after Trump’s first National Security Adviser Gen. Michael Flynn resigned less than a month after he took office and was replaced by Lt. Gen. H.R. McMaster. “General McMaster has returned the NSC to its proper function,” Bannon said in his statement. Other sources told reporters that Bannon was part of the council to monitor Flynn’s activity in the early days of the Trump administration.
Former National Security Adviser Susan Rice and Obama allies were furious that Bannon was allowed on the council, even though he rarely attended meetings. Rice was exposed earlier this week by reports revealing that she requested the unmasking of key members of Trump’s transition team.

 

A due giorni dall'incontro con il boss cinese Xi Jingping la cacciata di Bannon è una evidente manifestazione di debolezza e confusione.

 

Come non farsi spiare dalla CIA

Ora che WikiLeaks ha diffuso i file maligni con cui la CIA ci spia tramite la TV - anche quando sembra spenta - o con i cellulari, sono tutti lì a meravigliarsi di come sia così facile perdere la propria privacy.

La gran parte della gente però fa fatica a capire il vero funzionamento della "spiata": se il televisore è spento, come può ascoltare le conversazioni e inviarle alla centrale di spionaggio? e se lo smartphone è in modalità "aereo" come può essere intercettato?
Elementare Watson ! la TV sembra spenta ma in realtà è accesa, un piccolo programma - Weeping Angel - iniettato nel firmware dell'apparecchio fa spegnere il led rosso ma senza chiudere davvero i circuiti. Mentre parlate seduti sul divano con i vostri amici del prossimo week end, o pianificate un attentato terroristico, la microspia è in funzione e la connessione wireless con il router domestico trasmette le registrazioni, magari in differita, ad un "sito di ascolto".

NYT: With WikiLeaks Claims of C.I.A. Hacking, How Vulnerable Is Your Smartphone?

Rimedio: se avete una smart-TV inserite un interruttore manuale intermedio tra la presa di alimentazione e l'apparecchio; spegnete la TV mediante l'interruttore, e parlate liberamente di quello che volete. Se state guardando un programma televisivo, evitate di discutere di cose importanti o di fare commenti a ciò che vedete.
Se non avete ancora acquistato una smart-TV, non fatelo adesso e annullate l'acquisto, tenetevi il vostro device "stupido" ma sicuro.

Nel caso dei telefoni cellulari evoluti - gli smart phone - è un pò più complicato, perchè per isolarli dalla rete di spionaggio e dagli attacchi zero-day sarebbe necessario tenerli spenti staccandogli la batteria, ma questa soluzione non è praticabile come definitiva; se qualcuno vi chiama non vi trova.

Anche pensare di eliminare WhatsApp sarebbe illusorio. Per proteggersi è necessario un downgrade del firmware, cioè eliminare le ultime versione di Android o iOS e installarne una di almeno 4 anni fa, perchè quel software non è attaccabile dal malware della CIA; molte app non funzioneranno ma almeno state sicuri.

La mia soluzione personale è più drastica: eviterò per almeno altri tre o quattro anni di acquistare televisori e cellulari nuovi, tenendomi quelli che ho e che non sono saranno molto smart ma almeno mi proteggono dalla CIA e da coloro che ora sono in possesso delle cyber-armi proliferate in ogni angolo del mondo.

Penso a quel povero Donald Trump, che invece si è circondato di ogni ben di Dio in fatto di tecnologia e adesso si lamenta che i giornali pubblicano notizie sui suoi incontri segreti con l'ambasciatore russo Kislyak.

La CIA ha registrato tutto.

Putin vende Snowden a Trump

Finally: irrefutable evidence that I never cooperated with Russian intel. No country trades away spies, as the rest would fear they're next. https://twitter.com/CNBCnow/status/830190986697523203 

Perchè Trump ha bisogno di bombardare la Corea del Nord

Trump è assediato da tutte le parti. Un sondaggio Gallup lo vede già in minoranza nel grado di apprezzamento dei cittadini americani, e mentre all'interno del suo stesso partito lo mettono sotto inchiesta, il capo della CIA da lui nominato prende le distanze dalla sua strategia filo-Putin così come il suo ministro della Difesa Mattis.

Secondo il sondaggio Gallup http://www.gallup.com/poll/201833/approval-trump-transition-low-inauguration-nears.aspx non era mai accaduto che un presidente eletto avesse così poco consenso all'inizio del suo mandato:
il 51% degli americani non lo approva, contro il 44%. Gli ultimi tre presidenti - Clinton, Bush Jr ed Obama - a pochi giorni dall'inizio del loro mandato avevano rispettivamente il 68%, il 61% e l'83% di apprezzamento.
Tra i paesi stranieri, con l'eccezione ovvia della Russia di Putin, sono molti ad aver criticato alcune delle promesse elettorali fatte da Trump. I suoi diretti confinanti, Canada e Messico, hanno problemi con le decisioni di politica economica e sociale in materia di immigrazione e protezionismo.
La Cina di Xi Jingping non solo non ha gradito la telefonata a Taiwan, ma ha già fatto sapere che il suo arsenale nucleare non ha nulla da invidiare a quello americano. E anche il Giappone di Abe è pronto a difendersi dagli attacchi trumpiani al suo apparato industriale.
Il Senato americano a maggioranza bipartizan aprirà un'indagine sul dossier degli "hackers russi" che avrebbero condizionato l'esito delle elezioni, mentre in proposito lo storico alleato inglese ha già anticipato una parte del materiale che i propri servizi segreti hanno raccolto contro Trump.
Come potrà il neopresidente americano rompere l'assedio e ribaltare la situazione?
Con ogni probabilità cercando una mossa in grado di "unire" il fronte interno e dividere quello esterno. Il pretesto glielo offrirà il pazzo nordcoreano Kim Jong-un, magari stuzzicato ad arte, dopo qualche lancio di missile verso l'oceano Pacifico.
La minaccia nord-coreana servirà a Trump per galvanizzare il clima interno e far capire a giapponesi, sud-coreani e filippini che lo scudo americano è l'unico che può salvarli dalla pazzia del dittatore. I Cinesi sarebbero costretti a schierarsi apertamente pro o contro, ma da una posizione di debolezza, mentre Putin non perderebbe l'occasione per fare della Corea del Nord la merce di scambio con l'Ucraina e i paesi dell'Est europeo.
Se Kim Jong-un fosse un pò più furbo e meno megalomane cercherebbe di non dare pretesti a Trump per attaccarlo. Ma la Storia quasi sempre sceglie altre logiche ed altri percorsi.

TRUMP è un mezzo-presidente

Il report di CIA, FBI e NSA che doveva rivelare le prove sulle attività di hackeraggio di Putin  a favore di Donald Trump si rivela una mezza-bufala: il boss russo ha ordinato ai suoi apparati di "aiutare" il miliardario americano e di danneggiare la sua rivale Hillary ma senza manomettere direttamente il sistema di voto, "limitandosi" ad acquisire documenti veri (email) e a diffonderli attraverso vari canali, tra cui Wikileaks.

http://www.nytimes.com/interactive/2017/01/06/us/politics/document-russia-hacking-report-intelligence-agencies.html

Il contenuto del report si rivela molto banale, scontato e generico, "tanto rumore per nulla" verrebbe da dire, tanto che Trump stesso lo ha commentato positivamente, sottolineando come non vi fossero elementi di prova sulla manomissione del sistema informatico di voto, ma solo "opinioni", mentre l'hackeraggio del DNC è colpa dei democratici che non sanno ancora come si proteggono i computer.

Alla fine quindi è stato trovato un compromesso per scongiurare una situazione di estrema difficoltà istituzionale che avrebbe paralizzato le funzioni più importanti degli Stati Uniti: Trump è stato eletto con l'aiuto dei Russi ma con "mezzi leciti" o comunque di "nuova concezione" nel panorama dello scontro geopolitico. 

Trump dovrà comunque stare attento a non tirare troppo la corda verso Putin, perchè il marchio infamante di "eletto dai Russi" deve cercare di cancellarlo con i fatti e magari c'è qualche parte nascosta del report della CIA che aspetta solo di sbucare fuori al momento più opportuno.

Nonostante il compromesso con la mezza-bufala, Trump è un mezzo-presidente.

 

 

TRUMP consegna a PUTIN le chiavi del cimitero di ALEPPO

Quello che resta di Aleppo, un enorme cumulo di morti, macerie e affamati, sta per finire nelle mani di Assad, cioè di Putin. Da quando Trump ha vinto le elezioni negli USA, i ribelli asserragliati nel cuore della seconda città siriana hanno iniziato a cercare una via di fuga dall'assedio infinito.

Ormai è solo questione di ore, e non si sa ancora se ci sarà l'ennesima carneficina o se sarà contrattata una tregua umanitaria.

Sul piano pratico la caduta definitiva di Aleppo non aggiunge nulla di nuovo allo scenario militare in Siria, dove il macellaio Assad si appresta a riaprire la bottega russa, ma le conseguenze geopolitiche consentiranno a Trump di insediarsi a gennaio avendo chiuso il contenzioso più duro con Putin, aperto e gestito in maniera catastrofica da Obama, dando la possibilità ai due amici di tornare a parlare di affari.

PS. Per non far perdere l'allenamento ai soldati russi, Putin sta iniziando ad aprire un nuovo fronte di intervento in Libia, dove nessuno è ancora riuscito a prendere il sopravvento. Grazie ai buoni rapporti con Trump, il dittatore russo potrebbe mettere i piedi sulla sponda mediterranea del nordafrica, magari con il "nobile" intento di fermare il flusso di migranti.