e Kim Jong-un saluterà il viaggio di Trump in Asia a modo suo

Trump andrà a far visita alla Corea del Sud, una delle tappe più importanti e simboliche del suo viaggio in Asia e potrà godersi lo spettacolo di un lancio di missile nord coreano in diretta, a qualche chilometro dal confine.

Per Kim-Jong-un si tratta di un'occasione unica, a pochi giorni dalla fine del congresso cinese, durante il quale gli è stato severamente vietato di sparare missili in ossequio alla carriera imperiale di Xi Jinping.

Iran, Trump abbaia ma non morde

L'annuncio di Trump che non "certificherà" l'accordo sul nucleare iraniano, voluto da Obama due anni fa, rappresenta un'iniziativa roboante ma dagli scarsi effetti immediati, se non quelli che costringono  i giornalisti ad occuparsi della sua ennesima sbruffonata.

La "non certificazione" non equivale alla disdetta dell'accordo, che pertanto rimane in vigore, ma è una semplice procedura - prevista dallo stesso accordo - che impegna solo il presidente americano, che ogni tre mesi deve "certificare" lo stato di avanzamento degli impegni assunti dall'Iran.
E' una sottigliezza diplomatica che consente a Trump di "abbaiare" affinché i suoi elettori - a cui aveva promesso di stracciare l'accordo con l'Iran - lo possano udire e credere che abbia mantenuto l'impegno.
Inoltre rimanda la palla, e quindi la responsabilità, al Congresso e soprattutto al "suo" partito repubblicano, affinché provveda ad approvare nuove sanzioni contro l'Iran.

Per una strana coincidenza il senatore Bob Corker (repubblicano), che alcuni giorni fa aveva dichiarato che la Casa Bianca era diventa un "asilo per adulti", è stato anche uno dei protagonisti del negoziato sul nucleare all'interno del Congresso di due anni fa, e difficilmente dopo lo scambio di epiteti con Trump sarà disponibile a concedergli qualche favore.

La sparata di Trump non avrà effetto nemmeno sugli altri paesi che quell'accordo lo avevano voluto e sottoscritto, Europa, Russia e Cina. Ci sono in ballo centinaia di miliardi di dollari in accordi commerciali già stipulati, altro che sanzioni!

Uragano Harvey "Fire and Fury"

      Con l'esplosione e l'incendio dell'impianto chimico Arkema a Huston causato dagli effetti dell'uragano Harvey si compone il drammatico scenario "Fire and Fury" che ha investito gli Stati Uniti d'America.


Donald Trump forse non avrebbe evocato le fiamme e le devastazioni di un attacco militare alla Corea del Nord se avesse già visto le immagini del disastro provocato dall'uragano e dalle piogge torrenziali che si sono abbattute sul Texas. Cinquanta vittime accertate, decine di dispersi, 200 miliardi di dollari di danni, 180.000 case distrutte o danneggiate.
Harvey in pochi giorni ha scoperchiato tutte le fragili illusioni degli ultimi decenni, comprese quelle dell'ultimo Presidente che spavaldo si è presentato a Huston in tenuta sportiva con la moglie Melania in tacchi a spillo.


Un'area metropolitana di cinque milioni di abitanti sviluppatasi a ritmi "cinesi", senza alcuna preoccupazione di dover fronteggiare una situazione di alluvione anche solo di piccola intensità.
 L'illusione che per scongiurare il global warming e i cambiamenti climatici, ammesso che esistano direbbe Scott Pruitt, ci sia il tempo e  l'infinita capacità della scienza (e della finanza) di salvarci in qualche modo.
La coincidenza tra il fire and fury di Trump e quello di Harvey è certamente casuale, o forse no.

https://www.menoopiu.it/post/l-incubo-harvey-sulle-idiozie-di-trump

Donald Trump non ha salvato il giovane Otto Warmbier

 

All'inizio dell'anno elettorale 2016, che per Donald Trump avrebbe scandito la sua marcia trionfale verso la Casa Bianca, il giovane Otto Warmbier veniva arrestato nella Corea del Nord al termine di un viaggio turistico organizzato.

Il giovane americano era la vittima inconsapevole delle tecniche "diplomatiche" del regime nordcoreano. Il suo corpo moribondo è stato riconsegnato alla famiglia negli USA pochi giorni fa, prima di morire.

Gli aguzzini di Kim Jong-Un hanno cercato di strappargli una "confessione", Otto Warmbier non aveva nulla da confessare ma solo la propria dignità da difendere, e per questo è stato ridotto in coma.

Le immagini e la storia di Otto Warmbier sono una ferita grande nel corpo di quell'America a cui Trump, illudendola, aveva promesso di farla tornare "great again".

http://edition.cnn.com/2017/06/19/politics/otto-warmbier-dies/index.html

Per Trump l'America non è su questa Terra

Le conseguenze della decisione di Trump di ripudiare COP21, gli accordi di Parigi sul clima per ridurre il surriscaldamento della Terra, sono politiche, anzi geopolitiche perchè è un argomento dai confini pratici poco chiari - attinenti molto alla sfera del global business - anche se con riflessi simbolici elevati.

Trump schiera l'America dalla parte di chi ritiene che si possano continuare a fare ottimi affari e "crescita" senza ossequiare i riti religiosi che da decenni i governi di tutti i paesi impongono all'opinione pubblica per fargli credere che esiste una loro "sensibilità ambientale" che possa coniugare la globalizzazione sfrenata delle abitudini di vita e la difesa degli ecosistemi, dall'Amazzonia al Mar della Cina, dall'Artico all'Antartide.

COP21 ci aveva regalato l'illusione che le energie verdi possano bastare a risolvere i problemi e a contenere il surriscaldamento entro i prossimi cinquanta anni, mentre il consumo di acqua aria e terra per globalizzare i modelli di sviluppo e di vita della gente prosegue a ritmi sfrenati.

Trump, da buon biscazziere, ha deciso di fregarsene, perchè lui, al pari dei governanti degli altri paesi firmatari di COP21, ha il problema di far credere subito agli americani di essere tornati "great again" e si preoccuperà del futuro della Terra solo al termine del suo secondo (per ora improbabile) mandato, come ha fatto del resto anche Obama. Al momento attuale si fida del suo fido Scott Pruitt che gli ha rivelato via Twitter che la teoria del surriscaldamento è una bufala inventata dalla Merkel.

D'altra parte era evidente che COP21 era un megashow di compromessi geopolitici, perchè dichiararsi d'accordo era abbastanza facile e conveniente, ma stracciare gli accordi é ancora più semplice e profittevole, come dimostra il gesto del presidente USA.

A quali conseguenze andrà incontro l'America di Trump per aver disdettato gli impegni presi? Nessuna, a meno che Papa Francesco invochi e scateni con successo sugli Stati Uniti le sciagure bibliche che si abbatterono sull'Egitto dei faraoni. Sarebbe un altro segno che la questione Terra resta confinata nella sfera delle credenze religiose, piuttosto che in quella delle azioni umane consapevoli.

RUSSIAGATE, Trump licenzia l'FBI

Con una mossa disperata Donald Trump licenzia il capo dell'FBI Comey proprio mentre emergono nuovi particolari sui legami con la Russia durante la campagna elettorale.

 

Il direttore dell'FBI stava collaborando nell'indagine della commissione di inchiesta del Congresso, fornendo ai membri parlamentari il materiale che dimostra il coinvolgimento di Flynn - braccio destro di Donald Trump - nella pianificazione degli attacchi russi ai computer dello staff di Hillary Clinton.

Il licenziamento di Comey toglie alla commissione bipartisan l'unica fonte di accesso al materiale raccolto sul patto segreto Putin- Trump per portare quest'ultimo al potere negli USA.

Il licenziamento di Comey è un gesto dittatoriale che non ha precedenti nella storia americana, perché neanche Nixon ebbe il coraggio di fare altrettanto durante il Watergate.

 

Da POLITICO: 

Outside the committee’s secure office spaces Tuesday night, news of Comey’s firing was met with shock, and a tangible fear that members — after months of working to ensure the probe was bipartisan and credible — may have just lost their key ally. Despite treading across fiercely political territory, Comey has won at least grudging approval, if not high marks, from the committee’s Republicans and Democrats who saw him as one of the few adults in the room.

“I think it’s safe to say that Jim Comey had the trust of both Republicans and Democrats,” panel vice chair Mark Warner (D-Va.) said in an interview.

 

Dal New York Times:

In Trump’s Firing of James Comey, Echoes of Watergate

The Watergate comparison was unavoidable. When Mr. Cox, the special prosecutor, subpoenaed Nixon for copies of White House tapes, the president ordered that he be fired. Both Attorney General Elliot Richardson and his deputy, William Ruckelshaus, refused and resigned instead. The third-ranking Justice Department official, Solicitor General Robert H. Bork, complied with Mr. Nixon’s order and fired Mr. Cox.

Democrats saw parallels. “This is Nixonian,” Senator Bob Casey, Democrat of Pennsylvania, said in a statement.

 

 

Caos U.S.A. la Casa Bianca è un verminaio

Steve Bannon, l'amico stratega di Donald Trump ed esponente del "Breitbart pensiero" della destra radicale americana, è stato sacrificato per cercare di risollevare le traballanti sorti del Presidente e del suo staff familiare. L'uscita di Bannon può essere l'anticamera dell'impeachment o l'inizio di una ricomposizione del partito repubblicano.

 

Le rivelazioni sempre più imbarazzanti sul Russiagate, il fallimento dell'abolizione dell'Obamacare con un partito repubblicano che pur avendo la maggioranza in entrambe le Camere è diviso e paralizzato, la gestione nepotistica dello staff con la figlia Ivanka e il genero Kushner a farla da padroni, ma soprattutto le immagini sconvolgenti dei bambini siriani gassificati dai russi che chiamano in causa la strategia mediorentiale americana, costringono Donald Trump a sacrificare il "pezzo pregiato" della sua argenteria ideologica.

Bannon ha giustificato la cacciata affermando che dopo aver smascherato il ruolo di Susan Rice al NSC la "sua missione" è ormai conclusa e può dedicarsi ad altre attività.

 

da Breitbart.com
President Donald Trump’s Senior adviser Stephen K. Bannon has exited his role on President Donald Trump’s National Security Council, claiming that his mission is complete.
“Susan Rice operationalized the NSC during the last administration. I was put on to ensure that it was de-operationalized,” Bannon said in a statement to the Wall Street Journal.
The council suffered a tumultuous transition after Trump’s first National Security Adviser Gen. Michael Flynn resigned less than a month after he took office and was replaced by Lt. Gen. H.R. McMaster. “General McMaster has returned the NSC to its proper function,” Bannon said in his statement. Other sources told reporters that Bannon was part of the council to monitor Flynn’s activity in the early days of the Trump administration.
Former National Security Adviser Susan Rice and Obama allies were furious that Bannon was allowed on the council, even though he rarely attended meetings. Rice was exposed earlier this week by reports revealing that she requested the unmasking of key members of Trump’s transition team.

 

A due giorni dall'incontro con il boss cinese Xi Jingping la cacciata di Bannon è una evidente manifestazione di debolezza e confusione.

 

Come non farsi spiare dalla CIA

Ora che WikiLeaks ha diffuso i file maligni con cui la CIA ci spia tramite la TV - anche quando sembra spenta - o con i cellulari, sono tutti lì a meravigliarsi di come sia così facile perdere la propria privacy.

La gran parte della gente però fa fatica a capire il vero funzionamento della "spiata": se il televisore è spento, come può ascoltare le conversazioni e inviarle alla centrale di spionaggio? e se lo smartphone è in modalità "aereo" come può essere intercettato?
Elementare Watson ! la TV sembra spenta ma in realtà è accesa, un piccolo programma - Weeping Angel - iniettato nel firmware dell'apparecchio fa spegnere il led rosso ma senza chiudere davvero i circuiti. Mentre parlate seduti sul divano con i vostri amici del prossimo week end, o pianificate un attentato terroristico, la microspia è in funzione e la connessione wireless con il router domestico trasmette le registrazioni, magari in differita, ad un "sito di ascolto".

NYT: With WikiLeaks Claims of C.I.A. Hacking, How Vulnerable Is Your Smartphone?

Rimedio: se avete una smart-TV inserite un interruttore manuale intermedio tra la presa di alimentazione e l'apparecchio; spegnete la TV mediante l'interruttore, e parlate liberamente di quello che volete. Se state guardando un programma televisivo, evitate di discutere di cose importanti o di fare commenti a ciò che vedete.
Se non avete ancora acquistato una smart-TV, non fatelo adesso e annullate l'acquisto, tenetevi il vostro device "stupido" ma sicuro.

Nel caso dei telefoni cellulari evoluti - gli smart phone - è un pò più complicato, perchè per isolarli dalla rete di spionaggio e dagli attacchi zero-day sarebbe necessario tenerli spenti staccandogli la batteria, ma questa soluzione non è praticabile come definitiva; se qualcuno vi chiama non vi trova.

Anche pensare di eliminare WhatsApp sarebbe illusorio. Per proteggersi è necessario un downgrade del firmware, cioè eliminare le ultime versione di Android o iOS e installarne una di almeno 4 anni fa, perchè quel software non è attaccabile dal malware della CIA; molte app non funzioneranno ma almeno state sicuri.

La mia soluzione personale è più drastica: eviterò per almeno altri tre o quattro anni di acquistare televisori e cellulari nuovi, tenendomi quelli che ho e che non sono saranno molto smart ma almeno mi proteggono dalla CIA e da coloro che ora sono in possesso delle cyber-armi proliferate in ogni angolo del mondo.

Penso a quel povero Donald Trump, che invece si è circondato di ogni ben di Dio in fatto di tecnologia e adesso si lamenta che i giornali pubblicano notizie sui suoi incontri segreti con l'ambasciatore russo Kislyak.

La CIA ha registrato tutto.

Putin vende Snowden a Trump

Finally: irrefutable evidence that I never cooperated with Russian intel. No country trades away spies, as the rest would fear they're next. https://twitter.com/CNBCnow/status/830190986697523203 

Perchè Trump ha bisogno di bombardare la Corea del Nord

Trump è assediato da tutte le parti. Un sondaggio Gallup lo vede già in minoranza nel grado di apprezzamento dei cittadini americani, e mentre all'interno del suo stesso partito lo mettono sotto inchiesta, il capo della CIA da lui nominato prende le distanze dalla sua strategia filo-Putin così come il suo ministro della Difesa Mattis.

Secondo il sondaggio Gallup http://www.gallup.com/poll/201833/approval-trump-transition-low-inauguration-nears.aspx non era mai accaduto che un presidente eletto avesse così poco consenso all'inizio del suo mandato:
il 51% degli americani non lo approva, contro il 44%. Gli ultimi tre presidenti - Clinton, Bush Jr ed Obama - a pochi giorni dall'inizio del loro mandato avevano rispettivamente il 68%, il 61% e l'83% di apprezzamento.
Tra i paesi stranieri, con l'eccezione ovvia della Russia di Putin, sono molti ad aver criticato alcune delle promesse elettorali fatte da Trump. I suoi diretti confinanti, Canada e Messico, hanno problemi con le decisioni di politica economica e sociale in materia di immigrazione e protezionismo.
La Cina di Xi Jingping non solo non ha gradito la telefonata a Taiwan, ma ha già fatto sapere che il suo arsenale nucleare non ha nulla da invidiare a quello americano. E anche il Giappone di Abe è pronto a difendersi dagli attacchi trumpiani al suo apparato industriale.
Il Senato americano a maggioranza bipartizan aprirà un'indagine sul dossier degli "hackers russi" che avrebbero condizionato l'esito delle elezioni, mentre in proposito lo storico alleato inglese ha già anticipato una parte del materiale che i propri servizi segreti hanno raccolto contro Trump.
Come potrà il neopresidente americano rompere l'assedio e ribaltare la situazione?
Con ogni probabilità cercando una mossa in grado di "unire" il fronte interno e dividere quello esterno. Il pretesto glielo offrirà il pazzo nordcoreano Kim Jong-un, magari stuzzicato ad arte, dopo qualche lancio di missile verso l'oceano Pacifico.
La minaccia nord-coreana servirà a Trump per galvanizzare il clima interno e far capire a giapponesi, sud-coreani e filippini che lo scudo americano è l'unico che può salvarli dalla pazzia del dittatore. I Cinesi sarebbero costretti a schierarsi apertamente pro o contro, ma da una posizione di debolezza, mentre Putin non perderebbe l'occasione per fare della Corea del Nord la merce di scambio con l'Ucraina e i paesi dell'Est europeo.
Se Kim Jong-un fosse un pò più furbo e meno megalomane cercherebbe di non dare pretesti a Trump per attaccarlo. Ma la Storia quasi sempre sceglie altre logiche ed altri percorsi.