Renzi cacciato via dagli elettori ma non se ne vuole andare

Con il solito sorriso beffardo alternato a sguardi minacciosi Matteo Renzi annuncia dimissioni finte e lancia minacce e critiche a tutti, a cominciare da Mattarella per finire con Gentiloni, senza pronunciare neppure una parola di autocritica, dopo aver portato il PD al disastro storico del 4 marzo.

Ha detto di voler restare in carica in carica fino a quando ci sarà un governo (!). Immaginiamo con quale credibilità e autorevolezza potrà guidare la delegazione PD nelle trattative e nei colloqui con le altre forze politiche le quali si chiederanno con chi stanno discutendo e per quale motivo dovrebbero parlare con uno zombi dimissionario.

Renzi vuole tenere in ostaggio quel che resta del suo partito per il solo gusto di vendicarsi o perché ha in mente di trascinarsi in una nuova avventura portandosi dietro quante più truppe parlamentari?

I soliti maligni lo vedono già nei panni del Verdini a fare da stampella per un governo di centrodestra, contro il resto del suo (ex) partito che cerca di fare un accordo con i CinqueStelle.

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Il voto del 4 marzo è andato oltre le previsioni nello sconquassare il quadro politico già traballante dopo il referendum del 2016.

Di colpo tutte le ipotesi che potevano più o meno essere gestibili dall'establishment di potere (sia dentro che fuori l'Italia) sono state spazzate via. La riedizione di Gentiloni, nella duplice ipotesi di un governo di "scopo" o di una maggioranza Renzi-Berlusconi, non esiste nemmeno nel mondo dei sogni.  Il PD è vicino al collasso totale, Renzi è stato cacciato definitivamente dal palcoscenico politico, e i suoi seguaci sono allo sbando. Berlusconi ha perso l'ultima sfida possibile, prima che la condanna del tempo si sommi a quella della giustizia, e anche la sua creatura Forza Italia è destinata all'autosciglimento e/o alla subalternità nei confronti della Lega di Salvini.

L'incubo dei 5Stelle al governo con Luigi Di Maio non è solo un brutto sogno per le tecnocrazie del continente europeo, bensì un ostacolo duro contro cui sono andati a sbattere i Macron - Merkel - Junker - Draghi. Quest'ultimo ha perso due volte perchè tutti  e due gli schieramenti che lo avevano sostenuto nell'incarico alla BCE hanno perso e perchè dovrà continuare a comprare titoli di stato italiani con un governo a trazione populista.

La longa manus di Draghi nella gestione delle principali crisi politiche europee è ormai paralizzata, i soldi stampati per sostenere il debito del governo italiano non sono bastati a farlo vincere contro Di Maio-Salvini.

Il terremoto italiano è arrivato a Bruxelles. Il Parlamento europeo attualmente in carica è l'espressione della sua stessa inutilità. Da quando il PD vi era entrato con Renzi e il suo 40% dei voti, i laburisti inglesi non ci sono più, i socialisti francesi sono scomparsi e quelli spagnoli sono in crisi, i socialdemocratici tedeschi ridotti a fare da scendiletto sempre più logoro per la Merkel. Un parlamento normale si sarebbe auto-disciolto, mentre quello europeo continuerà a fare finta che nulla sia accaduto, aggravando ancora di più la sensazione di odioso distacco tra il potere politico e i bisogni della gente.

Le soluzioni possibili alla crisi di sistema che si è aperta in Italia passano attraverso alcuni "traumi" che non sarà facile prevedere e gestire. Lo sfaldamento del PD, andato via Renzi, potrebbe giovare ai 5Stelle per ottenere un sostegno parlamentare di breve periodo ?

Salvini non è Berlusconi al quale non sarebbero mancati mezzi e argomenti per convincere/comprare una parte di parlamentari di altri schieramenti per formare un governo guidato da un suo maggiordomo. Salvini dovrà faticare per trattenere nelle fila del centrodestra gli immancabili fautori di un "nuovo centro moderato" ovvero quelli che cercano il miglior acquirente.

Ma le soluzioni tecniche parlamentari allo stato attuale sono dettagli secondari. Il vero problema per chiunque voglia governare sarà quello di interpretare il voto nel modo piò corretto e trasparente possibile. I problemi sociali in Italia e in Europa sono enormi, i mezzi per risolverli sono scarsi e le idee non si improvvisano.

Mentre Mattarella farà il sorteggio con la monetina per decidere a chi dare l'incarico di formare il nuovo governo, gli zombies di Bruxelles inizieranno a disegnare scenari da incubo: quante varianti di euro ci saranno nel prossimo futuro e chi comprerà i debiti italiani dopo Mario Draghi ?

Il grande burattinaio delle prossime ELEZIONI in Italia

Una promessa di Matteo Renzi nel 2012
 

E' iniziata la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 4 marzo prossimo e sembra una farsa, una carnevalata, la rincorsa a chi promette più elargizioni, tagli di tasse, cancellazione di norme impopolari, posti di lavoro, eterna giovinezza.

 
Il marketing politico suggerisce di spararle grosse a più non posso, e tutti, chi più chi meno, di adeguano: perchè mai ci si dovrebbe limitare nel promettere qualsiasi cosa e di più?
Sembrerebbe che i politici di qualsiasi schieramento abbiano improvvisamente perso il senso della misura oltre che la ragione. Chi prova a chiedergli se le promesse sono credibili, giuste e realizzabile, riceve insulti e sbeffeggiamenti: "ma allora non hai capito nulla, sei rimasto fermo a cinque anni fa, quando ancora ci si tormentava con lo spread, i vincoli di Maastricht, lo spauracchio della Troika, il debito enorme, l'austerità, il fiscal compact ecc ecc.  Non ti sei accorto che è tutto cambiato?"
 
Cosa è cambiato di così sostanziale rispetto a cinque anni fa?
Il ceto politico è diventato più onesto e competente ? meno corrotto e avido ?
Il deficit (quello vero) si è azzerato? il debito (quello vero) si è ridotto ?
Il lavoro (quello vero) è aumentato ? il senso di civismo ed umanità si è accresciuto ?
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Le risposte (quelle vere) sono NO NO NO ...
solo una cosa è cambiata. La sensazione, anzi la certezza, che nessuno chiederà conto ai politici italiani di quello che hanno fatto e di quello che si apprestano a fare, chiunque di essi debba vincere le elezioni.
 
E' una sensazione che ha origine nello sfrenato ottimismo sul futuro prossimo. Una euforia generale che trasuda dai commenti, dalle opinioni, dalle notizie, da chiunque apre la bocca, per proporre la ricetta della futura felicità in Italia, per i pensionati e per i bebè, per i disoccupati e per gli imprenditori, per i contadini e per i pescatori, e per tutti ... nei secoli a venire.
 
Qualcuno "gufa" e prova a dubitare di tanto ottimismo, o a farlo tornare a livelli più credibili e ragionevoli: dove si troveranno i soldi per far fronte a tutte le promesse fatte e in corso di allestimento ?
Inguaribili pessimisti, bastian contrari, astensionisti, non avete capito che ora i soldi non sono più un problema ? che ora il coltello dalla parte del manico ce lo abbiamo noi italiani e non più gli avari  tedeschi.
 
Possiamo fare promesse e pensare di mantenerle perchè i debiti ce li compra Mario Draghi, "whatever it takes". La sua BCE ha già comprato più di 350 miliardi di titoli di stato (ovvero debiti) della prima, seconda e terza Repubblica e ha incoraggiato le banche a fare altrettanto; ha comprato decine di miliardi di titoli di aziende (ovvero debiti) e incoraggia tutti a fare altrettanto. Ha riempito di liquidità tutto e tutti e per questo gli euroscettici sono scomparsi: a caval donato non si guarda in bocca, e oggi criticare l'euro che scende come manna dal cielo sarebbe altamente impopolare, autolesionista, in ogni parte d'Europa, figuriamoci in Italia.
 
I politici italiani sanno che Mario Draghi è italiano, conosce il linguaggio e le sue sfumature, recepisce i messaggi cifrati. Mario Draghi non permetterebbe mai che l'Italia finisca nelle mani dei populisti euroscettici, semmai ce ne fossero ancora, e non permetterebbe mai che possa essere governata da onesti incompetenti.
 
Mario Draghi stampa i soldi e li dà a chi se li "merita". Sarà lui, dopo il 4 marzo, a stabilirlo e a decidere chi dovrà raccontare agli italiani che le promesse fatte erano ... promesse e basta.
In cambio chiederà solo un piccolo favore: quando il suo mandato in BCE scadrà nel 2019 vorrebbe un posto di lavoro adeguato e sarebbe utile che in quel periodo ci fosse un governo italiano riconoscente.
Un Gentiloni sostenuto da Berlusconi sarebbe il trionfo della perfezione. Chissà che a Mario Draghi non gli riesca di metterlo in scena.

Perchè De Benedetti attacca ScalfariRenzi

Devo ammettere che la chiave di lettura del post "Renzi arruola Scalfari per minacciare Boldrini e Grasso" era parzialmente inesatta:
Resta da capire perchè un anziano opinionista come Scalfari si presti a fare il lavoro sporco per conto di Renzi: probabilmente il gruppo editoriale con il quale si è immedesimato per tutta la vita lo ha incaricato di prendere il comando delle truppe in campo, senza gli indugi del passato.
L'editore Carlo De Benedetti è lo sponsor ufficiale di Renzi 2018, come già lo era stato nel corso della campagna referendaria del 2016. Se l'esito fosse come quello ...
 
 
In quel momento Scalfari giocava a fianco di Renzi ma Carlo De Benedetti era contrario, molto contrario, al punto da doverlo far sapere a tutti, a scanso di equivoci, in una feroce intervista al Corriere della Sera, rilasciata dopo che Scalfari aveva dichiarato che tra Di Maio e Berlusconi avrebbe votato per il caimano.
 
L'intervista dell'Ingegnere ha fornito alcuni anelli mancanti per l'interpretazione degli avvenimenti degli ultimi mesi.