In Grecia vince il modello Troika

 Per ogni paese dell'unione europea il modello Troika prevede :

1) che al governo ci sia un partito saldamente compatibile con i vincoli imposti

oppure

2) se un solo partito non ce la dovesse fare, è prevista una coalizione di unità nazionale

in entrambi i casi è preferibile che il maggior numero possibile di elettori NON vada a votare, perché è stato preavvisato dell'esito 1 o 2 e quindi riconosce l'inutilità della partecipazione al voto. E' ammessa la possibilità, entro certi limiti, di votare partiti "populisti" di destra o sinistra, pieni di rabbia e vuoti di idee: servono a creare interesse per l'evento elettorale.

In Grecia si sono astenuti più del 50%, gli altri si sono recati alle urne con lo scampanellio dei denari promessi. A conti fatti, 18 greci su 100 hanno votato Tsipras.

Il voto flash (meno di un mese di campagna elettorale) ha premiato Tsipras, perchè l'applicazione del terzo memorandum avrà effetto dal 2016 in poi, e molti sperano che finisca come in passato, con altri aiuti, altri debiti per ripagare i debiti, e altre imposizioni da eludere.

La formazione del governo è un dettaglio secondario, perché il programma era già stato scritto da Bruxelles a luglio. 

Ora Tsipras potrà presentarsi alla Troika per riscuotere il premio della sua arrendevolezza: un allungamento dei debiti fino al 2100, quando tutti quelli che oggi lo hanno votato potrebbero non esserci, perché altrimenti gli 86 miliardi ricevuti finiranno entro pochi mesi.

https://www.menoopiu.it/post/Grecia-al-voto-vince-la-Troika

 

Guerriglia in Grecia, Tsipras cerca soldi

Nell'isola di Lesmos in Grecia diecimila profughi siriani, iracheni e afgani sono bloccati nel porto in attesa di un imbarco per Atene, per poi proseguire verso la Germania. Un'attesa interminabile, e un migliaio di loro cerca di salire su un traghetto in partenza. L'equipaggio blocca l'accesso e la polizia interviene per respingere i profughi.

In tutta la Grecia la situazione sta peggiorando, perché le autorità preposte alla gestione dei profughi temporeggiano in attesa dei fondi - circa un miliardo di euro - promessi da Bruxelles.

Tsipras non si fida, e tra due settimane ci sono le elezioni: per non perdere, ha bisogno dei voti moderati. I profughi sono il capro espiatorio di una stagione turistica iniziata male e finita peggio.

https://www.menoopiu.it/post/Tsipras-il-Mendicante-non-caccera-la-Troika-da-Atene

SYRIZA non c'é più

 NUOVE ELEZIONI ANTICIPATE

dopo le dimissioni del governo Tsipras a fine agosto

 

L'esperienza politica di Syriza è finita, Tsipras riporta l'orologio della politica greca a due anni fa, azzerando gli entusiasmi per un esperienza che prometteva di agire diversamente.

Il memorandum imposto da Tsipras al Parlamento ellenico è una schifezza, inutile a risolvere i problemi concreti ma subdola nell'affermare che in qualsiasi paese di Europa non c'è altra scelta che la sottomissione e l'inganno.

Syriza non c'è più, Tsipras si prepara a nuovi ribaltoni e l'umiliazione dei greci continua, Schauble li tiene sulla corda prima di concedere il prestito e la beffa viene completata dall'annuncio che il PIL del secondo trimestre (prima della terza umiliazione) è cresciuto di uno sbalorditivo 0,8% - cosa che se fosse accaduta in Italia il governo Renzi avrebbe chiesto la beatificazione immediata in vita.

La notizia del PIL è una umiliazione anche per il governo greco, che ha costretto alle dimissioni Varoufakis, ministro delle Finanze durante quel periodo. Come ammettere che

in Grecia se lavori bene vieni cacciato dalla Troika

 che sta imponendo un memorandum che provocherà un calo del 2,5% di PIL quest'anno e forse un misero 0,5 il prossimo. Le misure "tecniche" contenute nel memorandum sono in gran parte recessive (quelle ad effetto immediato)  o velleitarie (incassare soldi dalle privatizzazioni) mentre la verità è che gran parte degli 86 Mld saranno impiegati per ricapitalizzare le banche - la cui proprietà sarà posta sotto sequestro dalla BCE - e per pagare le rate dei prestiti precedenti della Troika.

Il discepolo Tsipras ha superato il maestro Junker.

 

Il mistero di Tsipras: Draghi gli avrebbe imposto la cacciata di Varoufakis ? e la rinuncia a GREXIT

Poco alla volta si compone il quadro che ha portato in pochi giorni dalla vittoria dell'OXI all'annessione della Grecia.

Un tassello importante e misterioso è rappresentato dalle dimissioni di Varoufakis poche ore dopo l'esito del referendum. Le motivazioni ufficiali appaiono subito lacunose e rituali: "Le dimissioni servono a facilitare il compito di Tsipras" perchè Varoufakis è inviso ai ministri finanziari europei, che lo considerano un provocatore incompetente. Ma perchè dare prova di sottomissione da parte di Tsipras dopo una vittoria schiacciante e mentre tutto il mondo simpatizza per la lezione di democrazia e trasparenza?

Si inizia a intravedere un disegno preparato PRIMA dell'esito del referendum, ma tra chi e perchè ?

Un secondo indizio si manifesta il giorno dopo, quando l'Eurogruppo dei 18 dà l'ultimatum a Tsipras con scadenza domenica 11 luglio: o accetti le condizioni (nuove) che saranno presentate oppure vai fuori dall'eurozona. Tutti si aspetterebbero una sonora pernacchia ad una tale minaccia, e invece il leader di Syriza reagisce con incertezza e timore, e fa capire di essere in difficoltà.

Qualcuno ha avvisato i 18 (ma soprattutto Hollande e Junker) che le carte sotto il tavolo sono cambiate Presentarsi allo scontro finale facendo intuire la propria debolezza è già una mezza sconfitta; l'altra metà si aggiunge quando Tsipras si priva di una delle due opzioni, quella del GREXIT, e rimane solo con una: trattare o trattare.

Ci vuol poco a capire che nella partita Tsipras ha un unico esito possibile (l'accordo a qualsiasi costo) mentre la Troika a trazione tedesca ha due esiti possibili, l'accordo o la cacciata, e quindi è avvantaggiata nella trattativa. Quando Schaeuble fa il duro e chiede di inserire nel documento finale dell'Eurogruppo la richiesta di una uscita a tempo determinato, Tsipras si trova spiazzato e non può che PERDERE anzi CAPITOLARE in modo umiliante.

Ma perchè Tsipras non ha utilizzato l'opzione GREXIT a suo vantaggio, come in precedenza aveva fatto Varoufakis quando dichiarava che L'Europa aveva molto più da perdere con l'uscita della Grecia dall'euro di quanto si potesse immaginare ? La risposta è che la rinuncia del Grexit come elemento tattico negoziale era una condizione imprescindibile chiesta a Tsipras da una "istituzione amica" per aiutarlo a condurre in porto la trattativa difficile per ottenere la rinegoziazione del debito, il sostegno ELA alle banche e soldi per ripagare i debiti con FMI e BCE.

L'istituzione amica che si era impegnata (e in contropartita chiedeva la rinuncia a prendere in considerazione l'uscita dall'eurozona) era il Presidente della BCE Mario Draghi ?. Tutto potrebbe aver avuto inizio da un incontro a Washington il 17 aprile tra Mario Draghi e Varoufakis al margine di una riunione internazionale.

Siamo nel pieno dello scontro tra governo Syriza e altri paesi, le casse di Atene si assottigliano, e Varoufakis fa "il bullo" nelle riunioni dei ministri finanziari, agitando la possibilità di non pagare i debiti, con la conseguente uscita dall'euro, se i creditori non rinunciavano ad una parte dei soldi prestati. Nell'incontro di Washington Draghi ascolta Varoufakis, lo lascia parlare, pone domande tecniche su come il ministro pensava di risolvere i problemi dei pagamenti e di una eventuale "carenza" di euro nelle banche greche. Varoufakis si fa prendere dallo slancio bullesco e lancia l'ipotesi di emettere i cosiddetti IOU (quelli che ora Schaeuble vorrebbe far emettere per ripagare la BCE !), dei pagherò sostitutivi delle banconote, apparentemente espressi in euro ma in realtà "svalutabili" rispetto all'euro: una vera e propria moneta alternativa, la "nuova dracma". Draghi non concede opinioni o repliche, ma comincia a capire che il piano Varoufakis avrebbe potuto "affascinare" altre teste calde, e forse perfino funzionare. E' da quel momento che il sommo sacerdote dell'Euro, whatever it takes, percepisce con maggiore chiarezza il reale pericolo della nuova variabile e inizia a prendere le contromisure ... (1 - segue) https://www.menoopiu.it/page/Il-mistero-di-Tsipras

Tsipras vende la Grecia al Lussemburgo

 

 

Quello che avevo paventato nel post di qualche giorno fa è accaduto : 

https://www.menoopiu.it/post/Tsipras-il-Mendicante-non-caccera-la-Troika-da-Atene

Tsipras ha venduto la Grecia, con tutti i Greci, al Lussemburgo che così avrà uno sbocco sul mare per farvi attraccare navi russe e cinesi con cui entrare in affari ed evadere tasse.

L'umiliazione subita dal popolo greco è inimmaginabile, il suicidio politico di Syriza è certo. I soldi "prestati" serviranno a pagare gli azionisti delle banche greche che saranno poi fatte confluire nel Fondo da 50 miliardi in mano alla Troika, e a ripagare i crediti di FMI e BCE.

Draghi ha dato una prova concreta di cosa significa difendere l'Euro "whatever it takes". Le misure capestro approvate sono recessive e toglieranno altro lavoro alle imprese e ai cittadini. Tra non molto si tornerà a parlare di altri aiuti, altre umiliazioni ...

Il Parlamento Greco dovrà ratificare l'annessione e la perdita della sovranità nazionale. Tsipras lo ha già fatto. Per questo riceverà il benservito con un governo di "tecnici" di sorveglianza.

i Greci si ritroveranno senza libertà politiche, senza diritti sociali, senza banche e senza porti, ma in cambio avranno più debiti da ripagare e più disoccupati. L'Euroincubo continua.

 

 

GREXIT con buonuscita o commissariamento totale

I termini dell'aut aut che l'Eurogruppo a maggioranza tedesca ha dato alla Grecia.

Approvazione entro 3 giorni delle richieste contenute nel memorandum (che impone condizioni più pesanti di quello del 26 giugno) con la novità introdotta da Schaeuble di sequestro una ipoteca sui beni dello Stato greco per un controvalore di 50 miliardi di euro

oppure

FUORI dall'euro per almeno 5 anni, accompagnata da una possible buonuscita sotto forma di una "ristrutturazione" del debito attuale. 

GREXIT è più vicino, a meno di una capitolazione totale e umiliante.

Tsipras avrebbe potuto risparmiare agli ellenici l'umiliazione di essere cacciati o sottomessi se avesse utilizzato l'esito del referendum per uscire dall'Euro a testa alta (e un taglio maggiore dei debiti).

Ma la novità più importante riguarda l'intera architettura dell'Eurozona: per la prima volta si ammette ufficialmente la possibilità di USCIRE dalla moneta unica, rimanendo nell'Unione Europea. E' un punto di svolta.

 

 

Schaeuble sfiducia Draghi

 

Volano gli stracci in quella che doveva essere la riunione decisiva per decidere il terzo piano di aiuti alla Grecia.  

Sono stracci pesanti perchè coinvolgono Mario Draghi, presidente-paladino dell'Euro "whatever it takes", e Wolfgang Schaeuble, rappresentante dell'azionista di maggioranza della BCE.  

Nel corso delle riunioni interminabili prima dell'elastica deadline, Draghi avrebbe apostrofato Schaeuble con un "forse non hai capito", al quale il ragioniere ministro avrebbe risposto con "Non pensare che sono stupido". Gelo e fine delle trasmissioni.  

E' il segno che le fratture del quadretto idilliaco dell'Europa sono a livello di guardia e che gli schieramenti vanno alla conta finale.  

Da un lato Draghi, dietro le sembianze impresentabili di Renzie, Hollande e Junker, dall'altro la Germania di Schaeuble, la Finlandia, l'Olanda, i Balcani e persino il Portogallo.  

L'oggetto è apparentemente una questione di carattere metafisico, che riguarda il concetto di fede e fiducia, da riporre nelle capacità della Grecia di mantenere le promesse, dopo che Tsipras ha dato prova di grande spregiudicatezza e voltafaccia.  

In realtà si tratta di capire chi e come tira fuori un centinaio di miliardi di euro (a fondo perduto) da mettere sul tavolo del piano di aiuti, oltre a quelli a cui bisognerà rinunciare per ristrutturare il debito insostenibile. 

Schaeuble, da testardo ragioniere, anzichè chiedere altri soldi ai contribuenti tedeschi preferisce un GREXIT a tempo determinato - almeno 5 anni .  

Draghi dice che i soldi alla fine ce li mette lui, con un pò di QE ed ELA in più, facendo finta che le banche greche siano ancora solvibili, ma soprattutto grazie alla sua tassa, l'inflazione "stimolata" che grava su tutti i cittadini dell'Eurozona.  

La Merkel si pronuncerà questa notte, ma ancora non ha deciso cosa dire. Non potrà dare torto al suo ministro (che ormai è più popolare di lei nella CDU) ma non vuole passare alla Storia come quella che rovinò il sogno di Kohl.

Tecnicamente la mediazione viene trovata imponendo alla Grecia l'approvazione in Parlamento delle misure promesse entro pochi giorni, e il macigno torna di nuovo sui piedi di Tsipras. 

 

 

Il 79% dei Greci è contro la proposta del governo sul terzo programma di aiuti

 

Secondo un sondaggio pubblicato da Bridging Europe la stragrande maggioranza dei greci è contrario alla proposta presentata dal governo e approvata dal Parlamento per la richiesta di un terzo programma di aiuti sulla base del memorandum della Troika.

Un sondaggio di Bridging Europe prima del 5 luglio aveva previsto la vittoria del NO con un largo margine.

http://www.bridgingeurope.net/uploads/8/1/7/1/8171506/poll_no15_bref_(en).png

Riflessioni sulla scelta di Tsipras di dire Si alla Troika dopo il No dei greci

 

1) L'ipotesi che la scelta di Tsipras di indire il referendum del 5 luglio fosse dettata dalla speranza di perderlo è realistica, ma convalidarla o meno è un esercizio inutile allo stato attuale per capire gli scenari che si sono aperti dopo la vittoria del SI in Parlamento contro quella del NO nelle urne.

 2) Il ridimensionamento dell'esito referendario fatto da Tsipras - secondo il quale il voto dei Greci NON era a favore del Grexit ma solo per negoziare un accordo migliore - è un tatticismo inutile quanto opinabile per ovvie ragioni.

 3) La forza disvelatrice e contagiosa dell'OXI, nel quadro di un malessere generale, sociale e istituzionale dell'intera Europa, determina scenari nuovi e sconosciuti, che non saranno ricomposti dall'accordo Troika-Tsipras.

 4) E' molto probabile un'escalation di effetti e reazioni nel braccio di ferro tra tentativi di normalizzazione da parte dei governi e spinte "populiste" dei movimenti popolari trasversali.

 5) I margini di manovra per tenere in piedi l'architettura "dell'Unione dell'Euro" con politiche macroeconomiche e monetarie determinate dalle tecnocrazie europee si sono ridotti, e l'accordo sottoscritto da Tsipras è il paradigma di scelte recessive improntate all'aumento della tassazione sul lavoro - sia delle imprese che dei cittadini.

 L'aumento del 2% delle imposte sulle aziende e dell'età pensionabile a 67 anni dei (pochi rimasti) lavoratori non favorisce nè l'insediamento di nuove imprese nè l'ingresso di giovani nel mondo del lavoro. Le privatizzazioni sono scadenzate con tempi immediati e quindi saranno fatte con l'acqua alla gola e in svendita.

 La permanenza nell'euro non favorirà la competizione dei servizi e prodotti greci nei confronti dei paesi concorrenti limitrofi (Balcani e Turchia).

 6) Il debito accumulato - più di 300 miliardi - non viene tagliato (era una delle richieste fondamentali del "popolo dell'OXI") e pertanto i nuovi fondi messi a disposizione dalla Troika , circa 75 miliardi, serviranno essenzialmente a ripagare le tranche insolute del FMI, le prossime della BCE e soprattutto la ricapitalizzazione delle banche greche (circa 20 mld), che rimarranno in mano agli azionisti privati i quali beneficeranno degli aiuti elargiti. Tra 12 mesi i soldi saranno finiti e le uscite prevedibili supereranno ancora le entrate (incerte), determinando un nuovo strozzamento delle finanze statali e il riaprirsi di tutte le questioni ora eluse.

6 BIS) Gira voce che il taglio del debito sarà ottenuto da Tsipras subito dopo la firma dell'accordo, come "ricompensa" per la buona volontà dimostrata, oltre che sulla base delle necessità riconosciute da tutti. La Germania ed altri fanno già sapere che non se ne parla, anzi. Quello che va rilevato è il meccanismo imperante dei sotterfugi e del "non detto", tipico del modo mafioso-burocratico di condurre le trattative fuori dalla comprensione/controllo dei cittadini.

 7) La Germania capeggia il fronte di coloro che chiederanno che l'accordo definitivo in discussione tra sabato 11 e domenica 12 contenga clausole ancora più punitive per la Grecia, con l'obbiettivo politico di rendere più pesante ed esemplare la resa di Tsipras. Si sta verificando puntualmente quello che avevo paventato ieri: "Immaginatevi se ora la Merkel respingesse l'accordo per scarsa affidabilità della controparte. Un leader che mente al suo popolo, come può essere creduto dai suoi nemici?"

 8) L'esperienza politica di Syriza esce devastata ed incerta, al di là dei primi pronunciamenti, avviandosi a replicare quella del defunto Pasok tra scissioni e opportunismi. Il nuovo governo di unità nazionale che si profila all'orizzonte creerà più spazi per la destra nazista e i veterocomunisti, oltre ovviamente ad un'ampia fascia di astensionisti delusi e rabbiosi.

 9) Quella che era stata salutata, anche dagli scettici moderati, come una grande prova di democrazia e partecipazione di popolo, precipita di nuovo nella valle della delusione e della delega incondizionata, come nell'eterno supplizio di Sisifo.

 PS: propongo questa citazione, sul tema assediati - assedianti, a cui Tsipras avrebbe potuto ispirarsi, se ne avesse avuto la conoscenza. Il popolo greco, scegliendo OXI-NO, aveva invece interpretato alla lettera l'esempio del castello di Hochosterwitz.

"Quando Margareta Maultasch, duchessa del Tirolo, fece accerchiare nel 1334 il castello di Hochosterwitz, in Carinzia, sapeva benissimo che la fortezza, situata su una rupe fortemente scoscesa che si ergeva alta sulla valle, era inespugnabile con un assalto diretto e avrebbe ceduto soltanto dopo un lungo assedio. Giunse il giorno in cui la situazione dei difensori si fece critica: tutto ciò che restava delle loro provviste era un bue e due sacchi di orzo. Ugualmente pressante, anche se per ragioni diverse, stava però diventando pure la situazione di Margareta: sembrava che l’assedio non dovesse finire mai e le sue truppe, di cui aveva urgente bisogno per impiegarle altrove, cominciavano a essere indisciplinate. A questo punto il comandante del castello decise un’azione disperata: fece macellare l’ultimo bue, con l’orzo che restava gli fece riempire la cavità addominale, e ordinò che la carcassa fosse gettata lungo i ripidi pendii della rupe in un prato antistante al campo nemico.

Dopo aver ricevuto questo beffardo messaggio, la duchessa si scoraggiò e tolse l’assedio, allontanandosi con le sue truppe." da CHANGE, di Paul Watzlawick

REFERENDUM per caso ? il mistero di Tsipras dopo la vittoria di OXI

Mi associo a quanti iniziano a credere nelle divinità dell'Ellade che assumono sembianze di uomini per compiere azioni altrimenti impossibili, cambiando il corso degli eventi.

Un'ipotesi che potrebbe spiegare il mistero di Tsipras. Girano voci che abbia scelto di andare al referendum del 5 luglio convinto di perderlo, in modo da spianare la strada ad un rimpasto di governo e accettare il memorandum imposto dalla Troika.

Questa supposizione, forse fatta trapelare da V., potrebbe spiegare l'atteggiamento strano e paradossale di Tispras dopo la vittoria referendaria: perchè ha accettato di negoziare un compromesso molto simile a quanto richiesto dai creditori proprio dopo che il popolo ellenico gli ha conferito un mandato politico forte e chiaro?

Forse bisognerebbe conoscere dettagli ancora ignoti, ma il senso politico del discorso al Parlamento Europeo è inequivocabile.

Il peso di scelte difficili è ancora più pesante per coloro che mettono passione e disinteresse nel fare politica, e Tsipras è certamente uno di questi, ma dovrebbe rendersi conto che l'esito inaspettato e sorprendente del referendum ha segnato un solco anche per lui.

Il contagio dell'OXI è ormai inarrestabile. e non c'è più modo di diluirlo o deviarlo.

Il contagio si manifesta soprattutto in soggetti insospettabili, oltre che in quelli naturalmente predisposti. Ho assistito a dibattiti televisivi in cui gli imbalsamati partecipanti, abbrutiti da decenni di talk show soporiferi, improvvisamente confessavano la loro simpatia per gli eventi che hanno portato a rompere il dogma "ce lo chiede l'Europa", ma quale Europa! Perfino D'Alema, in ritardo di qualche anno, si è sfogato contro le banche francesi e tedesche che si sono spartite i prestiti concessi per "aiutare" la Grecia. Un'ondata liberatoria irrefrenabile, contro l'oppressione politica e culturale degli ultimi anni, attraversa la maggioranza dei cittadini dell'Unione Europea.

La vittoria di OXI ha improvvisamente cambiato la prospettiva: tanti di coloro che fino a qualche giorno fa ascoltavano e subivano le litanie razionali e dogmatiche dell'europeismo acritico, hanno improvvisamente avuto un sussulto, un'onda emotiva e rivelatrice.

Si sono sentiti felici di sentirsi felici e non più incupiti dalla minacciosa accusa di "populista" ! Si può dire di NO e diventare maggioranza, trasformarsi da assediati in assedianti. E questa sensazione sta diventando contagiosa, carica di tanti significati, ancora disarticolati ma in una direzione sicura, verso quello che fino a ieri neanche ci si immaginava che potesse succedere ed esistere: ribaltare il dogma dell'Europa che si costruisce attorno all'Euro.

La Grecia / Tsipras potrà anche cedere ai ricatti della Troika e rifugiarsi in un accordo "conveniente": ci sarebbe forse un'ondata di delusione e di riflusso dell'OXI? Non credo, perchè quello che si è messo in moto è una valanga che aspettava solo un pretesto, un bisbiglio, per liberarsi e sommergere il tecnocratismo imperante e subdolo.

Qualunque sia stata la divinità mandata dall'Olimpo.

 

PS: Schäuble non è tipo da barzellette, e allora perché ha offeso Ellenici e Portoricani, considerandoli merce di scambio con il suo collega americano Lew ? anche lui è una divinità sotto altre spoglie?