Omicidio REGENI, un'altra finta verità per coprire il regime Al Sisi

Che il capo del sindacato ambulanti, la "miseria umana" Mohamed Abdallah, fosse una spia dei servizi segreti del regime egiziano era cosa più che risaputa, (vedasi https://www.menoopiu.it/post/2016/09/10/omicidio-regeni-e-la-mezza-verita-da-far-accettare-ai-genitori)
e quindi non è uno scoop la notizia riportata nell'intervista all'Huffington Post arabo. [Prosegue]

Omicidio Regeni e la mezza verità da far accettare ai genitori

La verità sulle spaventose torture subite da Giulio Regeni e sulla sua morte è ancora lontana, anche dopo il recente incontro tra il magistrato egiziano e quello italiano che si occupa del caso.
L'unico elemento di "novità" è dato dall'ammissione degli inquirenti egiziani che Giulio sarebbe stato indagato e pedinato per alcuni giorni dalla polizia del Cairo sulla base di una segnalazione - denuncia fatta dal capo del sindacato degli ambulanti, con il quale il giovane ricercatore aveva avuto contatti e contrasti per una presunta promessa di soldi in cambio di informazioni. [Prosegue]

Foreign Office, i servizi segreti egiziani hanno ucciso Regeni

Il Foreign Office della Gran Bretagna ha chiesto ufficialmente al governo egiziano di indagare sulle responsabilità dei servizi segreti per l'omicidio di Giulio Regeni. "Following consultation with the Italian government, we raised the investigation into Regeni’s murder with the Egyptian authorities on a number of occasions. In these conversations, we called for a full and transparent investigation and full cooperation with the Italian investigators" "We are aware of allegations that the Egyptian security forces were responsible for the murder of Regeni. These are unproven, but we urge the Egyptian authorities to consider every possible scenario as they investigate" Per tutta risposta il regime di Al Sisi ha lanciato una campagna di repressione ancora più feroce: è stato arrestato Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, ong che offre consulenza ai legali della famiglia Regeni. L'accusa è promozione del terrorismo.   Assieme a lui, sono stati arrestate decine di persone, giornalisti e attivisti per i diritti civili, tra cui Sanaa Seif e l'avvocato Malek Adly.  

Omicidio Regeni, la verità nebulizzata

La notizia diffusa dalla  Reuters sull'omicidio di Giulio Regeni (Egitto, Regeni detenuto da polizia prima di omicidio, http://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN0XI20J) va letta tra le righe. Sarebbero 6 le fonti egiziane ufficiose che hanno ricostruito le prime fasi del sequestro di Regeni da parte della polizia e del successivo trasferimento in un luogo gestito dai servizi segreti di sicurezza. Le sei fonti sono di diversa provenienza: servizi segreti egiziani e polizia interna, come a dire che non si tratta di una sola versione, e pertanto le nuove rivelazioni sono ancor più attendibili e provate di quelle trapelate alcune settimane fa (https://www.menoopiu.it/post/La-verita-vera-sullomicidio-Regeni). " ... tre agenti dell'intellingence e tre fonti investigative hanno confermato in maniera indipendente a Reuters che la polizia aveva preso in custodia Regeni prima della sua morte. Alla domanda se sia stato portato alla stazione di polizia di Izbakiya al Cairo, come riferito da alcune fonti, un funzionario del ministero dell'Interno ha detto di non voler rispondere .." Significa che una parte dei servizi egiziani ha mantenuto aperto un canale di comunicazione con le autorità italiane ? che è in atto uno scontro interno agli apparati di regime di Al-Sisi ?  Oppure, più semplicemente, da entrambe le parti si prende atto dei rispettivi vincoli e si cerca una via di uscita : si sta cercando di "nebulizzare la verità" in modo da farla "intravedere" senza però materializzarla in un unica immagine, in un unico corpo di procedimenti e atti ufficiali. E' una verità frazionata in tante piccole parti, che si negano e si ammettono senza approdare a nulla di definitivo,  per far passare il tempo necessario a decantare la situazione e riprendere gli affari come prima.  Il governo Renzi ha già mandato segnali in tal senso, tramite le sue avanguardie verdiniane: gli interessi economici tra Italia ed Egitto sarebbero troppo grandi ed importanti per poterli piegare alle ragioni della verità sui diritti umani. E poi, se gli italiani non chiudono un occhio, ci sono sempre i francesi che ne chiudono due, come ha dimostrato la recente visita di Hollande ad al-Sisi.  

Omicidio Regeni, Hollande fa affari con Al-Sisi

La retorica dell'europeismo mostra il suo vero volto: nel pieno dello scontro Italia-Egitto per accertare la verità sull'omicidio di Giulio Regeni, il presidente francese Hollande ne approfitta per andare a vendere armi ad Al-Sisi, il dittatore responsabile di torture e omicidi.               http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/190994/Egypt/Politics-/Highlevel-French-delegation-arrives-in-Egypt-ahead.aspx Hollande is expected to visit Cairo on 18 April, a trip that was announced in December 2015. The French delegation will stay in Egypt for four days. .... Egypt has been developing closer ties with France in the last two years. The countries have signed numerous military deals, including the purchase by Egypt of 24 Rafale fighter jets and a multipurpose frigate in June. Leaders of both countries have agreed on the importance of global cooperation to fight terrorism.  ____________ http://www.defensenews.com/story/defense/policy-budget/industry/2016/04/06/egypt-france-fighter-jet-frigate-satellite/82695674/ Egypt and France plan to sign agreements for the purchase of weapons that include fighter aircraft, navy vessels and a military satellite communication system worth €1 billion (US $1.1 billion) during the forthcoming visit of French President Francois Hollande to Cairo, according to French news site La Tribune. La Tribune reported that the deal, which is expected mid-April, will include the sale of four new navy vessels worth up to €400 million by French naval defense equipment manufacturer DCNS. Two GOWIND corvettes are reported to be part of the upcoming sale.In terms of the deal, Airbus and Finmeccanica group member Thales Alenia Space will jointly supply the Egyptian defense force with a military satellite communication system worth €600 million. The deals are expected to be signed during a visit to Egypt by Hollande on April 18. La Tribune said the signing during Hollande's visit to Cairo on April 18 would cap months of negotiations on the military acquisitions between the French and Egyptian governments. If confirmed, the sale would bring the number of GOWIND corvettes supplied by DCNS to the Egyptian Army to six following the delivery of four variants in 2014. The Egyptian Navy has been negotiating with France for the sale of two military satellite systems for over two years.The deal has previously been called on and off a couple of times amid reports that Russian and South Korean companies had offered cheaper alternatives to the French system. The Egyptian-French defense relationship has blossomed since February 2015 when Cairo purchased 24 Rafale fighters, a frigate and missiles. In October last year, France sold two Mistral helicopter carriers to the Egyptian Navy after cancelling an earlier deal with Russia in line with European Union sanctions imposed on Russia to protest its alleged involvement in Ukraine. Se l'Europa dei popoli esistesse davvero, a nessun capo di governo europeo verrebbe in mente di incontrare il dittatore di un paese dove la polizia segreta ha assassinato un giovane europeo. Ma a Hollande interessa ben poco dell'Europa dei popoli e dei giovani: lui rappresenta quella degli affaristi, dei banchieri e dei politicanti. La visita del presidente francese in Egitto, dopo l'omicidio di Giulio Regeni, è un atto di sciacallaggio affaristico contro gli interessi e la dignità dei cittadini europei.  C'è da augurarsi inoltre che Renzi faccia le dovute rimostranze e impedisca a Finmeccanica di associarsi all'affare.

Omicidio Regeni, richiamato l'ambasciatore dal Cairo

Un comunicato del Ministero degli Esteri italiano annuncia il richiamo dell'ambasciatore al Cairo, prendendo atto che gli egiziani inviati a Roma da Al Sisi continuavano a raccontare infami bugie sull'omicidio di Giulio Regeni, torturato e assassinato  dagli apparati polizieschi del dittatore. "Il Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ha disposto il richiamo a Roma per consultazioni dell'Ambasciatore al Cairo Maurizio Massari. La decisione fa seguito agli sviluppi delle indagini sul caso Regeni e in particolare alle riunioni svoltesi a Roma ieri e oggi tra i team investigativi italiano ed egiziano. In base a tali sviluppi si rende necessaria una valutazione urgente delle iniziative più opportune per rilanciare l'impegno volto ad accertare la verità sul barbaro omicidio di Giulio Regeni."  Ma l'Egitto afferma di non aver ricevuto notifiche sul richiamo dell'ambasciatore italiano, secondo Ahramonline:  Egyptian foreign ministry's spokesman, Ahmed Abu Zeid, said the ministry hadn't been notified officially about the recall, and did not know the reasons for the decision, "particularly as no statement has been issued yet regarding the results of the meeting between the Egyptian and Italian investigation teams looking into the case of the murder of Italian student Giulio Regeni."   https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-Regeni-la-versione-ufficiale

La verità vera sull'omicidio Regeni

Le lettere di un anonimo alto funzionario del regime di Al Sisi consegnano ai magistrati e ai vertici politici italiani la vera verità sull'assassinio di Giulio Regeni. http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/06/news/_ecco_chi_ha_ucciso_giulio_l_accusa_anonima_ai_vertici_che_svela_tre_dettagli_segreti-136996781 Il racconto circostanziato degli ultimi terribili giorni di Giulio, ricostruito da Carlo Bonini su Repubblica, indica i mandanti e gli esecutori dell'infame assassinio: "L'ordine di sequestrare Giulio Regeni - scrive l'Anonimo - è stato impartito dal generale Khaled Shalabi, capo della Polizia criminale e del Dipartimento investigativo di Giza" Quindi, tra il 26 e il 27 gennaio, "per ordine del Ministero dell'Interno Magdy Abdel Ghaffar", viene trasferito "in una sede della Sicurezza Nazionale a Nasr City". Di fronte ai suoi nuovi aguzzini, Giulio continua a ripetere di non avere alcuna intenzione di parlare se non di fronte a un rappresentante della nostra ambasciata. "Viene avvertito il capo della Sicurezza Nazionale, Mohamed Sharawy, che chiede e ottiene direttive dal ministro dell'Interno su come sciogliergli la lingua. Tre giorni di torture non vincono la resistenza di Giulio. Ed è allora - ricostruisce l'Anonimo - che il ministro dell'Interno decide di investire della questione "il consigliere del Presidente, il generale Ahmad Jamal ad-Din, che, informato Al Sisi, dispone l'ordine di trasferimento dello studente in una sede dei Servizi segreti militari, anche questa a Nasr city, perché venga interrogato da loro". È una decisione che segna la sorte di Giulio. "Perché i Servizi militari vogliono dimostrare al Presidente che sono più forti e duri della Sicurezza Nazionale  ... in attesa che si decida che farne". La "decisione viene presa in una riunione tra Al Sisi, il ministro dell'Interno, i capi dei due Servizi segreti, il capo di gabinetto della Presidenza e la consigliera per la sicurezza nazionale Fayza Abu al Naja ", nelle stesse ore in cui il ministro Guidi arriva al Cairo chiedendo conto della scomparsa di Regeni. "Nella riunione venne deciso di far apparire la questione come un reato a scopo di rapina a sfondo omosessuale e di gettare il corpo sul ciglio di una strada denudandone la parte inferiore. Il corpo fu quindi trasferito di notte dall'ospedale militare di Kobri a bordo di un'ambulanza scortata dai Servizi segreti e lasciato lungo la strada Cairo-Alessandria".   Nomi, luoghi e fatti circostanziati che indicano in Abd al-Fattah al-Sisi, capo della dittatura militare egiziana, il responsabile numero 1 dell'assassinio di Giulio. Al Sisi sapeva del sequestro del giovane italiano e poteva intervenire per salvarlo; non solo non lo ha fatto, ma ha ordinato di proseguire le sevizie e torture fino alla morte. Questa è la conferma della verità che tutti intuivamo fin dall'inizio. https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana Va dato atto al team di investigatori italiani di aver compiuto una impresa notevole per accertare la verità. Va dato atto al governo Renzi, dopo le incertezze iniziali, di aver fatto un salto di qualità nel braccio di ferro diplomatico con la cricca di Al Sisi. Ora si tratta di far seguire atti coerenti alle responsabilità che stanno emergendo. Il regime di Al Sisi ovviamente negherà le accuse e proporrà una versione addomesticata, ma ormai è troppo tardi per smentire le lettere dell'Anonimo. La verità vera sul martirio di Giulio non servirà solo a ridargli dignità e giustizia, ma è una grande vittoria per chi in Egitto combatte a rischio della vita contro una dittatura feroce e arrogante.