aspettatemi, aspettatemi, aiuto, non lasciatemi qui

 

... Nel racconto di Gennaro Giudetti, attivista italiano imbarcato sulla Sea Watch, tutto l'orrore di quei momenti:

"Quando siamo arrivati sul posto c'erano già diversi cadaveri che galleggiavano e decine di persone in acqua che gridavano aiuto. Abbiamo dovuto lasciare stare i corpi per cercare di salvare più gente possibile. I libici ci ostacolavano in tutti i modi, per quanto incredibile possa sembrare, ci tiravano anche patate addosso.

Loro non facevano assolutamente nulla, abbiamo dovuto allontanarci un po' per non alzare troppo il livello di tensione e in quel momento abbiamo visto che sulla nave libica i militari picchiavano i migranti con delle grosse corde e delle mazze.

In tanti si sono buttati a mare per raggiungerci e sono stati spazzati via dalla partenza improvvisa della motovedetta.

È stata una cosa straziante. E la colpa è di tutti noi, degli italiani, degli europei che supportiamo questo sistema. Quelle navi libiche le paghiamo noi.

Quando ho raccolto dall'acqua il corpo di quel bambino, ho toccato davvero il fondo dell'umanità".

 

Da La Repubblica 10-11-2017

Libici contro Ong: la battaglia navale mentre 50 migranti muoiono in mare.

Militari e volontari si fronteggiano, i naufraghi si tuffano per non tornare indietro. Poi la strage.

di Alessandra Ziniti

La Germania si è accorta del genocidio degli Armeni

"... Ricordiamo che su due milioni di Armeni residenti in Anatolia, furono uccise circa un milione e mezzo di persone, i tre quarti - è importante vedere le proporzioni, oltre che il numero totale. Altrettanto avvenne per la minoranza siriaca (o assira, secondo le denominazioni)

 ... Ricordiamo che genocidio vuol dire sterminio programmato e organizzato dall’alto, non una cosa episodica. A volte la parola genocidio viene usata a sproposito oggi: genocidio significa la volontà di programmare dall’alto, di ottenere la sparizione di un popolo per motivi, dice la famosa dichiarazione delle Nazioni Unite del dicembre 1948, “etnici, politici o religiosi”. Questa è proprio la definizione del termine, inventato da un ebreo polacco, Raphael Lemkin, che inventò questa parola, dobbiamo sempre ricordarlo, nel 1944, e la inventò basandosi su ciò che era successo al suo popolo - la sua famiglia era scomparsa ad Auschwitz - ma tenendo presente la tragedia degli Armeni che studiava da 30 anni. Il collegamento lo stabilì già lui e lo dichiarò in due celebri interviste televisive che rilasciò negli anni ’50 agli albori della televisione."

(Antonia Arslan, autrice del libro "La masseria delle allodole")

Il Parlamento della Germania oggi ha votato una risoluzione in cui si riconosce che un secolo fa la Turchia commise il genocidio del popolo armeno. Il voto era previsto nel 2015 per la ricorrenza del centenario, ma fu rinviato per motivi diplomatici (la Merkel non voleva danneggiare la campagna elettorale di Erdogan).

Il dittatore turco Erdogan ha reagito violentemente al voto tedesco richiamando l'ambasciatore turco a Berlino. L'arroganza di Erdogan di fronte all'evidenza storica dovrebbe far capire alle istituzioni europee che non è possibile negoziare con un simile personaggio,ma la Merkel si è preoccupata di far sapere che la (sua) amicizia con il Sultano "è solida".

 

 

A casa da FRANCESCO

Papa Francesco fa lezione di diritto e di solidarietà all'aperto, sull'isola di Lesbo, tra i migranti sopravvissuti all'orrore della guerra siriana, e torna a Roma con tre famiglie musulmane come esempio di speranza concreta.

L'Europa dei politicanti invece mercanteggia con Erdogan e studia soluzioni per fare affari sulla pelle dei profughi.

Voto shock per la Merkel

Il voto dei tre Land tedeschi va oltre le previsioni della vigilia, che pronosticavano un arretramento della CDU di Merkel e un'avanzata della destra AfD.

La CDU perde più del previsto (soprattutto in Baden-W, quasi dimezzato) a vantaggio sia della AfD che della FDP (Liberali), mentre i socialdemocratici mantengono la Renania ma perdono vistosamente sia in Sassonia che in Baden-W.

I Verdi sono il primo partito nel Baden-Wurttemberg, ma negli altri due Land perdono.

Per la coalizione CDU-SPD (e per la Merkel) è stata una bocciatura senza attenuanti, che non si spiega solo con le polemiche sui profughi e le violenze di Colonia.

 Baden-Württemberg

Trionfo dei verdi, successo AfD che sorpassa SPD in calo, crollo della CDU (Merkel), avanza FDP

 Rheinland-Pfalz

Tiene SPD, arretra CDU, successo AfD, arretrano Verdi, avanza  FDP

Sachsen-Anhalt

Tiene CDU, valanga AfD, crollo Linke e SPD, arretrano Verdi, avanza FDP

 

Il trafficante ERDOGAN alza il prezzo

Lo spettacolo dei leader europei che mercanteggiano con il rappresentante turco usando i profughi siriani come merce di scambio è un'altra pagina buia della crisi politica e morale dell'Europa.

Nemmeno le apparenze, quelle a cui ha fatto appello Renzi chiedendo il rispetto della libertà di stampa !!, ormai sono più salve. Carne umana da un lato e denaro (miliardi di euro), interessi economici e militari dall'altro.

La Merkel mette in mostra il peggio dell'ipocrisia tedesca, ed è disposta ad accordare ad Erdogan tutto quello che chiede. 

Qualcuno dovrebbe ricordare a Merkel, Hollande & C. che Erdogan è anche un sostenitore dell'ISIS, un trafficante di petrolio e armi a mercato nero, uno sterminatore di Curdi, un palazzinaro corrotto, un dittatore che brucia libri e libertà di stampa.

Abbiamo già tanti validi motivi per diffidare dei politici europei, non datecene altri.

G20 come creare inflazione e felicità

Lanciando banconote dall'elicottero (o da un drone) come suggeriva Milton Friedman 50 anni fa, e prima ancora Keynes (con altri mezzi).

 

 

Il G20 dei ministri e banchieri più importanti ha preso atto che QE (quantitative easing) e NIRP (negative interest rate policy) non funzionano per combattere la deflazione e il rallentamento dell'economia mondiale. Bisogna fare di più e di diverso, ricorrendo alla distribuzione diretta del denaro ai cittadini, che potranno spenderlo, e aumentando i consumi cresceranno anche i prezzi e la produzione. In due parole : "CRESCITA FELICE".

Come funziona il metodo helicopter money ? In un modo molto semplice e diretto: la banca centrale - nel nostro caso la BCE o tramite le banche nazionali - distribuisce ad ogni cittadino maggiorenne una carta prepagata con un importo prefissato, ad esempio 2.000 euro, che il cittadino deve spendere entro un anno (altrimenti perde il denaro residuo) per acquistare beni e servizi. Il denaro versato sulla carta non è a carico del debito pubblico, perchè è stato stampato dalla banca senza contropartita, e anzi può contribuire anche a far scendere il debito dello Stato, perchè le imposte vanno all'Erario. 

Nel caso dell'Italia moltiplicando 2.000 x 45 milioni di utenti finali, si ottiene una distribuzione di denaro di circa 90 miliardi di euro, di cui 18 vanno allo Stato e il resto alla crescita dei consumi, quindi dell'inflazione, quindi della produzione. Tutti felici: lo Stato che incassa denaro senza più tassare e i cittadini che hanno un bonus regalato. 

Aumentando l'importo del bonus aumenta anche la felicità. Semplice e conveniente, con poche piccole controindicazioni che vi lascio scoprire.

Alle prossime elezioni potreste fondare un movimento che propone il bonus della Crescita Felice, e se qualcuno vi copia l'idea non ci si deve preoccupare, perchè basterà aumentare l'importo del bonus nel programma elettorale del partito. Non costa nulla, anzi fa risparmiare perchè non ci sarebbe nemmeno più bisogno di banchieri come Draghi e Yellen, che devono far finta di essere indipendenti dalla politica, bastando un qualsiasi portaborse del primo ministro in carica.

Ai margini dei lavori del G20 si è anche discusso di MIGRANTI, (con afflato) e di BREXIT (con minacce a chi ne parla).

MIGRANTI in trappola sulle isole della Grecia

L'odissea dei migranti siriani che fuggono dalla guerra si ferma sulle isole della Grecia di fronte alla Turchia. 

 

Per ordine del governo greco le migliaia di profughi resteranno bloccati sulle isole, anziché imbarcati per essere trasferiti sul continente, come da accordi comunitari. I traghetti che finora hanno trasportato le famiglie in fuga non partiranno.

L'Austria ha chiuso le frontiere, i paesi balcanici altrettanto e quindi il flusso umano che la Turchia continua a produrre si blocca sulla terraferma greca. Il governo Tsipras protesta e convoca l'ambasciatore austriaco ad Atene, come si fa quando ci si prepara ad una crisi diplomatica.

Se la situazione non si risolve entro pochi giorni, le isole greche diventeranno delle vere e proprie trappole per migranti, creando le premesse per una tragedia umanitaria senza precedenti in un paese europeo. Mancanza di cibo e acqua, condizioni climatiche ed igieniche disastrose, rischio di scontri e violenze. 

Qualcuno sta forse pensando di "scoraggiare" i migranti ad intraprendere il viaggio verso l'Europa alzando il livello di rischio a cui andranno incontro?

Chi avrà la responsabilità di tutto questo?

Siria escalation del terrore

 

Aleppo in Siria é diventato il tragico crocevia di tutti i conflitti in gioco. 

Quello tra Russia e USA innanzitutto, e poi tra Arabia Saudita e Iran, tra Turchia e Curdi, tra tutti contro tutti.

Putin continua a bombardare ribelli e civili, mentre l'Isis ha già traslocato in Libia. Obama si prepara ad inviare truppe di terra, l'Arabia Saudita ha già inviato aerei da guerra ospitati nelle basi militari della Turchia, che a sua volta ha iniziato l'invasione della zona curda di Aleppo.

Decine di migliaia di civili cercano di sfuggire al fuoco incrociato, intrappolati tra le macerie.

Le trattative USA-Russia-Europa a Monaco per una tregua sono praticamente fallite e la situazione siriana evolve verso una drammatica escalation, come se non bastassero i 270.000 morti, 7 milioni di evacuati, 4 milioni di profughi, 13 milioni di affamati.

 

In Svezia aperta la caccia all'immigrato

Quattro giorni fa l'uccisione della giovane Alexandra Mehzer, addetta ad un centro di assistenza per immigrati accoltellata da un quindicenne somalo ubriaco. Oggi la "rappresaglia" di decine di neonazisti a caccia di ragazzi arabi dediti all'accattonaggio e ai furti nella stazione di Stoccolma. La politica ormai insegue i fatti di cronaca, che  a loro volta dettano nuove agende politiche. L'aggressione alle donne di Colonia,  i naufragi di imbarcazioni con decine di profughi dalla Turchia, che ormai non fanno più notizia, la chiusura delle frontiere e la fine di Schengen, gli annunci di espulsioni per decine di migliaia di persone entrate in Europa - il governo svedese ne ha annunciate 80.000, la Danimarca che sequestra i beni dei poveracci, le minacce dell'Isis dalla Libia, ...  l'assenza di qualsiasi strategia per affrontare un dramma epocale. La gente, noi tutti, stentiamo a capire che il nostro sistema sociale e  le nostre città ormai sono le trincee arretrate delle guerre che da anni si combattono dalla Siria alla Libia, dall'Afghanistan alla Somalia. O finiscono le guerre o si chiudono le frontiere e l'Europa resta solo per i banchieri e gli affaristi.

 

La disfatta di Colonia

Quello che è successo a Colonia la notte di San Silvestro dovrà essere raccontato e ricordato come uno dei momenti che segnano la storia di questa Europa: una sconfitta, anzi una disfatta, sulla scia di altre sconfitte, come le stragi di Parigi.

Mano a mano che si fa luce sulla violenza e sugli abusi subiti da decine di donne ad opera di centinaia di "arabi o nord africani"organizzati, si capisce che la battaglia di civiltà che da mesi sconquassa il mosaico dell'Europa segna una pesante battuta d'arresto.

Scrive Lucia Annunziata sul suo blog dell'Huffington Post: "..Un'operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all'intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l'Europa tutta e non solo la Germania. .."

La breve stagione della speranza e della solidarietà è già finita. I milioni di profughi che dalle rive del Mediterraneo si sono riversati all'interno delle frontiere sono visti come una minaccia, un'odiosa insicurezza in ogni istante di vita collettiva.Lo spazio di vivibilità che si pensava elastico ed accogliente è diventato ristretto e incomprimibile, la distanza di un braccio in una piazza affollata o in una metropolitana accalcata.

La battaglia di Colonia è stata una disfatta per chi sperava di poter anteporre valori di civiltà alla paura e agli interessi. Le trincee dei principii vengono spazzate via e arretrate.

L'Europa che ha salvato banchieri e politicanti corrotti non è stata in grado di salvare le vittime del Bataclan nè di impedire le aggressioni di Colonia. Chi vuole difendere le ragioni della convivenza, della dignità e della solidarietà dovrà trovarsi altri generali e alleati che non abbiano le sembianze di Junker, della Merkel, di Hollande o di Le Pen per poter sperare di vincere le altre battaglie che verranno.

Altri milioni di profughi premono alle frontiere d'Europa, in fuga dalle condizioni disumane che le guerre e i regimi stanno creando. Se le condizioni di accesso saranno quelle che la Merkel ha concordato con Erdogan pochi mesi fa, dovremo aspettarci di tutto, in peggio, per tutti.