La Germania si è accorta del genocidio degli Armeni

"... Ricordiamo che su due milioni di Armeni residenti in Anatolia, furono uccise circa un milione e mezzo di persone, i tre quarti - è importante vedere le proporzioni, oltre che il numero totale. Altrettanto avvenne per la minoranza siriaca (o assira, secondo le denominazioni)

 ... Ricordiamo che genocidio vuol dire sterminio programmato e organizzato dall’alto, non una cosa episodica. A volte la parola genocidio viene usata a sproposito oggi: genocidio significa la volontà di programmare dall’alto, di ottenere la sparizione di un popolo per motivi, dice la famosa dichiarazione delle Nazioni Unite del dicembre 1948, “etnici, politici o religiosi”. Questa è proprio la definizione del termine, inventato da un ebreo polacco, Raphael Lemkin, che inventò questa parola, dobbiamo sempre ricordarlo, nel 1944, e la inventò basandosi su ciò che era successo al suo popolo - la sua famiglia era scomparsa ad Auschwitz - ma tenendo presente la tragedia degli Armeni che studiava da 30 anni. Il collegamento lo stabilì già lui e lo dichiarò in due celebri interviste televisive che rilasciò negli anni ’50 agli albori della televisione."

(Antonia Arslan, autrice del libro "La masseria delle allodole")

Il Parlamento della Germania oggi ha votato una risoluzione in cui si riconosce che un secolo fa la Turchia commise il genocidio del popolo armeno. Il voto era previsto nel 2015 per la ricorrenza del centenario, ma fu rinviato per motivi diplomatici (la Merkel non voleva danneggiare la campagna elettorale di Erdogan).

Il dittatore turco Erdogan ha reagito violentemente al voto tedesco richiamando l'ambasciatore turco a Berlino. L'arroganza di Erdogan di fronte all'evidenza storica dovrebbe far capire alle istituzioni europee che non è possibile negoziare con un simile personaggio,ma la Merkel si è preoccupata di far sapere che la (sua) amicizia con il Sultano "è solida".

 

 

A casa da FRANCESCO

Papa Francesco fa lezione di diritto e di solidarietà all'aperto, sull'isola di Lesbo, tra i migranti sopravvissuti all'orrore della guerra siriana, e torna a Roma con tre famiglie musulmane come esempio di speranza concreta.

L'Europa dei politicanti invece mercanteggia con Erdogan e studia soluzioni per fare affari sulla pelle dei profughi.

Voto shock per la Merkel

Il voto dei tre Land tedeschi va oltre le previsioni della vigilia, che pronosticavano un arretramento della CDU di Merkel e un'avanzata della destra AfD.

La CDU perde più del previsto (soprattutto in Baden-W, quasi dimezzato) a vantaggio sia della AfD che della FDP (Liberali), mentre i socialdemocratici mantengono la Renania ma perdono vistosamente sia in Sassonia che in Baden-W.

I Verdi sono il primo partito nel Baden-Wurttemberg, ma negli altri due Land perdono.

Per la coalizione CDU-SPD (e per la Merkel) è stata una bocciatura senza attenuanti, che non si spiega solo con le polemiche sui profughi e le violenze di Colonia.

 Baden-Württemberg

Trionfo dei verdi, successo AfD che sorpassa SPD in calo, crollo della CDU (Merkel), avanza FDP

 Rheinland-Pfalz

Tiene SPD, arretra CDU, successo AfD, arretrano Verdi, avanza  FDP

Sachsen-Anhalt

Tiene CDU, valanga AfD, crollo Linke e SPD, arretrano Verdi, avanza FDP

 

Il trafficante ERDOGAN alza il prezzo

Lo spettacolo dei leader europei che mercanteggiano con il rappresentante turco usando i profughi siriani come merce di scambio è un'altra pagina buia della crisi politica e morale dell'Europa.

Nemmeno le apparenze, quelle a cui ha fatto appello Renzi chiedendo il rispetto della libertà di stampa !!, ormai sono più salve. Carne umana da un lato e denaro (miliardi di euro), interessi economici e militari dall'altro.

La Merkel mette in mostra il peggio dell'ipocrisia tedesca, ed è disposta ad accordare ad Erdogan tutto quello che chiede. 

Qualcuno dovrebbe ricordare a Merkel, Hollande & C. che Erdogan è anche un sostenitore dell'ISIS, un trafficante di petrolio e armi a mercato nero, uno sterminatore di Curdi, un palazzinaro corrotto, un dittatore che brucia libri e libertà di stampa.

Abbiamo già tanti validi motivi per diffidare dei politici europei, non datecene altri.

G20 come creare inflazione e felicità

Lanciando banconote dall'elicottero (o da un drone) come suggeriva Milton Friedman 50 anni fa, e prima ancora Keynes (con altri mezzi).

 

 

Il G20 dei ministri e banchieri più importanti ha preso atto che QE (quantitative easing) e NIRP (negative interest rate policy) non funzionano per combattere la deflazione e il rallentamento dell'economia mondiale. Bisogna fare di più e di diverso, ricorrendo alla distribuzione diretta del denaro ai cittadini, che potranno spenderlo, e aumentando i consumi cresceranno anche i prezzi e la produzione. In due parole : "CRESCITA FELICE".

Come funziona il metodo helicopter money ? In un modo molto semplice e diretto: la banca centrale - nel nostro caso la BCE o tramite le banche nazionali - distribuisce ad ogni cittadino maggiorenne una carta prepagata con un importo prefissato, ad esempio 2.000 euro, che il cittadino deve spendere entro un anno (altrimenti perde il denaro residuo) per acquistare beni e servizi. Il denaro versato sulla carta non è a carico del debito pubblico, perchè è stato stampato dalla banca senza contropartita, e anzi può contribuire anche a far scendere il debito dello Stato, perchè le imposte vanno all'Erario. 

Nel caso dell'Italia moltiplicando 2.000 x 45 milioni di utenti finali, si ottiene una distribuzione di denaro di circa 90 miliardi di euro, di cui 18 vanno allo Stato e il resto alla crescita dei consumi, quindi dell'inflazione, quindi della produzione. Tutti felici: lo Stato che incassa denaro senza più tassare e i cittadini che hanno un bonus regalato. 

Aumentando l'importo del bonus aumenta anche la felicità. Semplice e conveniente, con poche piccole controindicazioni che vi lascio scoprire.

Alle prossime elezioni potreste fondare un movimento che propone il bonus della Crescita Felice, e se qualcuno vi copia l'idea non ci si deve preoccupare, perchè basterà aumentare l'importo del bonus nel programma elettorale del partito. Non costa nulla, anzi fa risparmiare perchè non ci sarebbe nemmeno più bisogno di banchieri come Draghi e Yellen, che devono far finta di essere indipendenti dalla politica, bastando un qualsiasi portaborse del primo ministro in carica.

Ai margini dei lavori del G20 si è anche discusso di MIGRANTI, (con afflato) e di BREXIT (con minacce a chi ne parla).

MIGRANTI in trappola sulle isole della Grecia

L'odissea dei migranti siriani che fuggono dalla guerra si ferma sulle isole della Grecia di fronte alla Turchia. 

 

Per ordine del governo greco le migliaia di profughi resteranno bloccati sulle isole, anziché imbarcati per essere trasferiti sul continente, come da accordi comunitari. I traghetti che finora hanno trasportato le famiglie in fuga non partiranno.

L'Austria ha chiuso le frontiere, i paesi balcanici altrettanto e quindi il flusso umano che la Turchia continua a produrre si blocca sulla terraferma greca. Il governo Tsipras protesta e convoca l'ambasciatore austriaco ad Atene, come si fa quando ci si prepara ad una crisi diplomatica.

Se la situazione non si risolve entro pochi giorni, le isole greche diventeranno delle vere e proprie trappole per migranti, creando le premesse per una tragedia umanitaria senza precedenti in un paese europeo. Mancanza di cibo e acqua, condizioni climatiche ed igieniche disastrose, rischio di scontri e violenze. 

Qualcuno sta forse pensando di "scoraggiare" i migranti ad intraprendere il viaggio verso l'Europa alzando il livello di rischio a cui andranno incontro?

Chi avrà la responsabilità di tutto questo?

Siria escalation del terrore

 

Aleppo in Siria é diventato il tragico crocevia di tutti i conflitti in gioco. 

Quello tra Russia e USA innanzitutto, e poi tra Arabia Saudita e Iran, tra Turchia e Curdi, tra tutti contro tutti.

Putin continua a bombardare ribelli e civili, mentre l'Isis ha già traslocato in Libia. Obama si prepara ad inviare truppe di terra, l'Arabia Saudita ha già inviato aerei da guerra ospitati nelle basi militari della Turchia, che a sua volta ha iniziato l'invasione della zona curda di Aleppo.

Decine di migliaia di civili cercano di sfuggire al fuoco incrociato, intrappolati tra le macerie.

Le trattative USA-Russia-Europa a Monaco per una tregua sono praticamente fallite e la situazione siriana evolve verso una drammatica escalation, come se non bastassero i 270.000 morti, 7 milioni di evacuati, 4 milioni di profughi, 13 milioni di affamati.

 

In Svezia aperta la caccia all'immigrato

Quattro giorni fa l'uccisione della giovane Alexandra Mehzer, addetta ad un centro di assistenza per immigrati accoltellata da un quindicenne somalo ubriaco. Oggi la "rappresaglia" di decine di neonazisti a caccia di ragazzi arabi dediti all'accattonaggio e ai furti nella stazione di Stoccolma. La politica ormai insegue i fatti di cronaca, che  a loro volta dettano nuove agende politiche. L'aggressione alle donne di Colonia,  i naufragi di imbarcazioni con decine di profughi dalla Turchia, che ormai non fanno più notizia, la chiusura delle frontiere e la fine di Schengen, gli annunci di espulsioni per decine di migliaia di persone entrate in Europa - il governo svedese ne ha annunciate 80.000, la Danimarca che sequestra i beni dei poveracci, le minacce dell'Isis dalla Libia, ...  l'assenza di qualsiasi strategia per affrontare un dramma epocale. La gente, noi tutti, stentiamo a capire che il nostro sistema sociale e  le nostre città ormai sono le trincee arretrate delle guerre che da anni si combattono dalla Siria alla Libia, dall'Afghanistan alla Somalia. O finiscono le guerre o si chiudono le frontiere e l'Europa resta solo per i banchieri e gli affaristi.

 

La disfatta di Colonia

Quello che è successo a Colonia la notte di San Silvestro dovrà essere raccontato e ricordato come uno dei momenti che segnano la storia di questa Europa: una sconfitta, anzi una disfatta, sulla scia di altre sconfitte, come le stragi di Parigi.

Mano a mano che si fa luce sulla violenza e sugli abusi subiti da decine di donne ad opera di centinaia di "arabi o nord africani"organizzati, si capisce che la battaglia di civiltà che da mesi sconquassa il mosaico dell'Europa segna una pesante battuta d'arresto.

Scrive Lucia Annunziata sul suo blog dell'Huffington Post: "..Un'operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all'intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l'Europa tutta e non solo la Germania. .."

La breve stagione della speranza e della solidarietà è già finita. I milioni di profughi che dalle rive del Mediterraneo si sono riversati all'interno delle frontiere sono visti come una minaccia, un'odiosa insicurezza in ogni istante di vita collettiva.Lo spazio di vivibilità che si pensava elastico ed accogliente è diventato ristretto e incomprimibile, la distanza di un braccio in una piazza affollata o in una metropolitana accalcata.

La battaglia di Colonia è stata una disfatta per chi sperava di poter anteporre valori di civiltà alla paura e agli interessi. Le trincee dei principii vengono spazzate via e arretrate.

L'Europa che ha salvato banchieri e politicanti corrotti non è stata in grado di salvare le vittime del Bataclan nè di impedire le aggressioni di Colonia. Chi vuole difendere le ragioni della convivenza, della dignità e della solidarietà dovrà trovarsi altri generali e alleati che non abbiano le sembianze di Junker, della Merkel, di Hollande o di Le Pen per poter sperare di vincere le altre battaglie che verranno.

Altri milioni di profughi premono alle frontiere d'Europa, in fuga dalle condizioni disumane che le guerre e i regimi stanno creando. Se le condizioni di accesso saranno quelle che la Merkel ha concordato con Erdogan pochi mesi fa, dovremo aspettarci di tutto, in peggio, per tutti.

 

Terroristi tra i migranti regolari dalla Siria

Il falso passaporto del terrorista proveniente dalla Siria, identificato dalle impronte come rifugiato.

Se la notizia che uno dei terroristi responsabili della strage di Parigi aveva un passaporto siriano regolarmente registrato in ingresso come profugo è vera, la polemica sarà molto più devastante di quanto già facilmente immaginabile. Alle vittime di Parigi si aggiungeranno sicuramente le migliaia di migranti che ora saranno rifiutati e a ritroso respinti verso la Siria.

Il Ministro degli Interni greco avrebbe confermato che il passaporto apparteneva ad un individuo entrato come profugo il 3 ottobre dall'isola di Leros e dotato di un permesso registrato per la circolazione in Europa.

Iniziano a delinearsi le responsabilità dei servizi di sicurezza francesi: uno dei terroristi sarebbe un cittadino francese già schedato dalla polizia.

 

Dalla Turchia la prossima ondata di rifugiati politici

Dopo il "voto" con cui Erdogan si è ripreso il controllo del Parlamento (già previsto questa mattina), la Turchia si appresta a vivere un periodo ancora più cupo ed incerto. Erdogan potrà imporre il suo disegno costituzionale di stato islamico presidenziale, alleandosi con l'estrema destra e andando allo scontro con la parte del paese, sia turco che curdo, che vuole autonomia e democrazia. 

Inizierà la resa dei conti finale con gli oppositori, un'ondata di repressione contro ogni forma di dissenso.

Il PKK troverà legittimazione ancora più forte alla sua guerra per l'indipendenza, e l'Isis cercherà di approfittarne per giocare la sua partita del terrore in una prateria aperta alle sue infiltrazioni. Chi pensa che la vittoria di Erdogan chiuda la lunga fase di instabilità si illude. Il patto sociale con cui Erdogan ha costruito il suo potere non ha più le condizioni oggettive per esistere, per la crisi economica e per l'incertezza geopolitica.

I turchi hanno votato Erdogan perché stremati e impauriti, non perché  credano di poter ripetere il boom dello scorso decennio. L'impero Ottomano che gli viene prospettato è una tragica bufala, e quando si accorgeranno di essere al centro di uno scontro internazionale senza precedenti, le reazioni potrebbero essere imprevedibili.

Prepariamoci alla prossima ondata di migliaia di migranti turchi.

Le responsabilità della Merkel, che ha apertamente fiancheggiato Erdogan fino a pochi giorni prima del voto, sono enormi.

richiedenti asilo

 Le più grandi crudeltà del nostro secolo [1900] sono state le crudeltà impersonali delle decisioni prese da lontano, nella routine del sistema operativo, soprattutto quando potevano essere giustificate come necessità operative sia pure incresciose.

È così che il mondo si abituò all'espulsione di interi popoli dai loro territori e all'uccisione su vasta scala, fenomeni così poco consueti in passato che dovettero essere coniate nuove parole per significarli: “apolide” o “genocidio”. 

La prima guerra mondiale portò all'uccisione di un numero imprecisato di armeni da parte dei turchi – la cifra più ricorrente è di un milione e mezzo – un fatto che può essere considerato il primo tentativo moderno di eliminare un’intera popolazione. A questo episodio succedette molti anni dopo l'assai più nota strage nazista di circa cinque milioni di ebrei (il numero è controverso).

 La prima guerra mondiale e la rivoluzione russa costrinsero milioni di persone a spostarsi come profughi e lo stesso effetto si ebbe a seguito degli “scambi di popolazione” tra gli stati. Un totale di 1,3 milioni di greci vennero rimpatriati in Grazia per lo più dalla Turchia; 450.000 turchi furono spostati nel loro stato che li reclamava; 200.000 bulgari si spostarono nel territorio ridotto della nazione che portava il loro nome; un milione e mezzo o forse due milioni di russi, a seguito della rivoluzione o della guerra civile dopo la sconfitta dei bianchi, si trovarono senza casa.

 Fu soprattutto per costoro, più che per i 320.000 armeni che cercarono di sfuggire al genocidio, che venne inventato un nuovo documento il quale, in un mondo sempre più burocratizzato, doveva servire per coloro che non avevano esistenza legale in alcun paese: il cosiddetto passaporto Nansen della Società delle Nazioni, così chiamato dal nome del grande esploratore artico norvegese che si costruì una seconda carriera come amico dei senza amici. A una stima approssimativa negli anni tra il 1914 e il 1922 si ebbero dai quattro ai cinque milioni di profughi.

Questa prima ondata di relitti umani fu di assai poco conto rispetto a quella che seguì la seconda guerra mondiale, dove i profughi vennero trattati spietatamente. E' stato calcolato che nel maggio 1945 c'erano forse in Europa 40,5 milioni di persone sradicate dalla propria terra natale, esclusi i lavoratori non tedeschi impiegati in Germania e i tedeschi che fuggivano dinanzi all'avanzare dell’Armata rossa. 

Circa tredici milioni di tedeschi furono espulsi dalle regioni della Germania annesse dalla Polonia e dall'URSS, dalla Cecoslovacchia e dalle zone dell'Europa sudorientale dove essi si erano sistemati da tempo. Essi furono accolti dalla nuova Repubblica Federale di Germania, che offrì una patria e una cittadinanza a tutti i tedeschi che vi rientravano, così come il nuovo stato di Israele offrì un “diritto di ritorno” a ogni ebreo. 

Solo in un’epoca come la nostra, in cui sono possibili i voli di massa, offerte simili da parte degli stati potevano venire seriamente formulate. Degli 11.322.700 “deportati” di varie nazionalità trovati in Germania nel 1945 dagli eserciti vittoriosi, dieci milioni tornarono subito in patria, ma una metà di questi vi fu costretta contro la propria volontà.

Questi furono soltanto i profughi dell'Europa. La decolonizzazione dell'India nel 1947 ne creò quindici milioni, costretti ad attraversare le nuove frontiere fra l'India e il Pakistan (in entrambe le direzioni), senza contare i due milioni uccisi nella guerra civile che seguì. 

La guerra di Corea, un altro derivato della seconda guerra mondiale, produsse forse cinque milioni di profughi coreani.

 Dopo la costituzione dello stato di Israele, altra conseguenza della guerra, circa 1,3 milioni di palestinesi furono presi in carico dall'UNWRA (United Nations Relief and Work Agency), l'agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti e l'occupazione; di contro, all'inizio degli anni '60 gli ebrei emigrati in Israele, per lo più come profughi da altri paesi, ammontavano a un milione e duecentomila. 

In breve, la catastrofe umana complessiva scatenata dalla seconda guerra mondiale è quasi certamente la più grande mai avvenuta nella storia. 

Uno dei suoi aspetti più tragici è che l'umanità ha imparato a vivere in un mondo in cui lo sterminio, la tortura e l'esilio di massa sono diventati esperienze quotidiane di cui non ci accorgiamo più.

Da "Il secolo breve" di Eric Hobsbawm, 1995

Merkel Erdogan un disgustoso siparietto

Il viaggio della Merkel in Turchia per far visita a Erdogan era già discutibile prima della strage di Ankara. A due settimane dalle nuove elezioni, andare a trovare il dittatore turco significava regalargli uno spot elettorale e alterare i precari equilibri politici.

Dopo gli oltre 100 morti della stazione di Ankara e le evidenti complicità / omissioni che gettano ombre pesanti sugli apparati controllati dal governo, la visita della Merkel avrebbe avuto più che giustificati motivi per essere annullata o posticipata.

Non è stato così, anzi. Questa mattina i giornali di tutto il mondo sono pieni di immagini vergognose per un capo di stato europeo: la Merkel siede su un trono a fianco di un altro su cui c'è Erdogan, in una posa imperiale, tra arazzi e fregi dorati frutto di corruzioni plurime, che urtano anche la più allenata delle suscettibilità. Uno schiaffo alla realtà drammatica della Turchia sotto gli occhi di tutti.

Cosa c'entra la sala imperiale di Err dogan con una discussione sui profughi, la Siria, la Nato ecc ecc.

Essersi prestata alla scenografia elettorale di Erdogan è una colpa grave e imperdonabile per Angela Merkel. Spero che abbia parlato al dittatore solo in qualità di tedesca, e non di leader europeo.

E per non smentirsi, la polizia turca ha liquidato come suicidio  la morte della giornalista inglese Jacky Sutton, trovata in un bagno dell'aeroporto di Istanbul. La Sutton era di scalo  verso l'Iraq, dove stava portando avanti alcune inchieste sull'ISIS. La versione ufficiale dettata dai servizi segreti turchi è che la Sutton si sarebbe impiccata con un laccio di scarpe, disperata per aver perso la coincidenza del volo per l'Iraq. Per "puro caso" le videocamere di sorveglianza dell'accesso al bagno non funzionavano. Questa ormai è la Turchia, dove i giornalisti scomodi vengono eliminati e gli altri intimoriti.

E la Merkel fa il siparietto con Erdogan ... 

Profughi, passaggio in Slovenia

 

La Slovenia manda l'esercito ai confini per coadiuvare la polizia in vista del maggior afflusso di profughi atteso.

Dopo che l'Ungheria ha chiuso la frontiera con la Croazia, molte migliaia di migranti che hanno attraversato il territorio croato dovranno ora puntare verso la Slovenia, per poterla attraversare e raggiungere l'Austria o la Germania.

Ma a giudicare dall'immagine non sembrano scoraggiati.

In Slovenia la meta è vicina

E pensare che la Slovenia è una nazione di poco più di 2.000.000 di abitanti, meno della città di Milano, e si prepara a far transitare -  accogliendone solo pochi - migliaia di richiedenti asilo al meglio delle proprie, piccole, possibilità. Hanno vissuto il periodo durissimo della guerra dei Balcani degli anni '90.

Merkel cambia idea, tutti deportati in Africa

I soliti maligni dicono che sia stato l'effetto della truffa Volkwagen.

Una volta scoperto il trucco della casa automobilistica più imbrogliona del mondo, in Germania non hanno più bisogno di manodopera a buon mercato, anzi ...

E per questo la Merkel si è rimangiata le promesse e ha ordinato ai suoi portaborse colleghi europei di varare un piano per deportare / riportare nei paesi di origine mezzo milione di "migranti economici", cioè quelli che vengono in europa perchè sono poveri e hanno fame, e non sono (per il momento) bombardati da tutte le parti.

 "The Times"  rivela un piano segreto per espellere/deportare centinaia di migliaia di "migranti economici" verso i paesi di provenienza (gran parte dall'Africa).

Il ragionamento è semplice.

Se sei un eritreo non puoi essere un rifugiato, e quindi devi tornare nel paese di origine, dove non è stato dichiarato lo stato di calamità politica, perchè il governo del tuo paese è amico di quelli che tu vorresti che ti ospitassero, mettendoli in grave imbarazzo.

Come se la Nigeria o l'Eritrea fossero dittature o regimi oppressivi e corrotti, che riducono alla fame le popolazioni costringendole a scappare in Europa, dove però vengono respinti perchè il paese di origine non è in guerra con i russi o gli americani.

I cittadini eritrei, se vogliono farsi ospitare in Germania, dovranno chiedere a qualche esercito straniero di bombardarli. Allora si che Santa Angela potrà fare miracoli.

Per deportare verso i paesi di origine circa mezzo milione di diseredati l'Europa Unita-EU  organizza una mobilitazione generale di tutti i paesi membri, con vagoni speciali che punteranno dritti alle coste del Mediterraneo, da dove il viaggio prosegue con altri mezzi verso l'Africa.

In Siria Putin inizia la guerra totale con obbiettivo tutto il Medio Oriente

 

La Russia utilizza gli stessi metodi di propaganda degli USA che per anni hanno "illustrato" gli obbiettivi delle loro azioni militari con i video dei bombardamenti su "target selezionati", che servono a dare in pasto all'opinione pubblica l'illusione della precisione "chirurgica" e della razionalità degli attacchi aerei.

Il mondo ha imparato invece a conoscere e decifrare la realtà macabra che si intravede dietro le immagini, a prescindere da chi le diffonde.

Dietro la propaganda di questi giorni sta prendendo forma l'epicentro di un uragano geopolitico che coinvolge tutto il medio oriente ed oltre.

Putin affonda ogni speranza di risoluzione diplomatica della crisi siriana, con il solo metodo che conosce: prima colpisci poi, forse, discuti.

In Siria ha trovato l'ambiente ideale per la sua tattica. L'amico di Assad ha da tempo capito che Stati Uniti sono impantanati nelle loro contraddizioni, soprattutto quella più grande: aver trasformato la speranza della rivolta popolare contro il macellaio siriano in una guerra di mercenari da cui è nata la setta dell'ISIS.

Nessuno crede davvero che Putin abbia intenzione di combattere i terroristi, a meno di considerare tali tutti gli oppositori, soprattutto quelli non mercenari.

Obama sembra essere messo in un angolo, sia sul piano tattico - la presenza massiccia di forze militari russe sul terreno di scontro - sia su quello strategico, perchè le alleanze / divergenze tra i paesi arabi si stanno modificando molto rapidamente.

Cresce il rischio di guerra, perché nel caos può succedere di tutto.

Cresce l'emergenza dei profughi, perché i russi sparano e bombardano i civili.

Cresce la sensazione che un tavolo di trattativa vero potrà arrivare solo dopo che l'intero scenario medio orientale, già drammatico, sia stato completamente ribaltato e messo in discussione. 

http://www.aljazeera.com/news/2015/09/analysis-plan-save-syria-150930083231637.html

 

Little BRAVEHEART girl

bimba profuga che gattona davanti alla polizia turca

 

I bambini di qualsiasi età hanno deciso di arruolarsi nell'esercito più potente del pianeta, quello che usa il cuore al posto delle armi, sfidando il muro di stupidità e violenza che li circonda.

Centinaia di bambini sono morti per affermare il diritto ad un futuro libero e dignitoso, mettendosi in prima fila nella lunga marcia dei profughi.

Questa bambina è viva  e non si cura dei poliziotti che cercano di fargli muro. 

Punta lo sguardo ai politicanti e a chi li approva. Punta dritto al cuore dell'ingiustizia.

Boicottare l'Ungheria

 

L'ungherese Orbàn (a sinistra) e il polacco Tusk (a destra) sono tra i principali fautori della riedificazione dei muri e dei ghetti per risolvere il dramma delle popolazioni in fuga dalle guerre.

Orbàn supera tutti e si organizza per arrestare migliaia di profughi in transito.

In un'intervista televisiva il PM ungherese ha rilasciato alcune solide verità: 1) Gli ungheresi stanno difendendo il loro modello di vita contro le contaminazioni esterne; 2) I profughi che si accalcano alla frontiera per passare verso altri paesi non sono poveri perseguitati ma gente che si è messa in viaggio per raggiungere la Germania, attratta dal tenore di vita tedesco; 3) L'Ungheria ha speso circa 80 milioni di euro per fronteggiare l'emergenza profughi e non ha ancora ricevuto nessun rimborso dall'Unione Europea, quindi ....

Quindi i profughi non sono profughi e vanno fermati, arrestati, ricacciati da dove vengono. Parola di Orban.

 

Bisogna denunciare e fermare la follia militarista di personaggi come questo, e dovrebbero rendersene conto per primi i cittadini che ne condividono la responsabilità. 

Boicottare l'Ungheria e tutti i paesi che negano solidarietà e umanità.

Non acquistare i loro prodotti, rinunciare ai viaggi turistici, diffondere messaggi di indignazione contro le decisioni assurde e disumane.

 

Santa Angela e il riscatto della Germania

 profughi a Monaco di Baviera

    (i.f.)   Il fiume di profughi arrivato a Monaco di Baviera evoca un'immagine salvifica della Germania e del suo popolo. I migranti sfilano tra due ali di cittadini che li accolgono come reduci da una vittoria, qualcuno porta in mano una grande fotografia di Angela Merkel, esibita come un'icona, la nuova santa di Germania.

Santa Angela in effetti sta compiendo un miracolo, creando una svolta finora impensabile nel comune sentire dell'opinione pubblica mondiale: la Germania, con la "folle" e giusta decisione di accogliere, senza limiti, i profughi di tutto il mondo, sta riscattando il suo passato, azzerando i dubbi e gli incubi, le silenziose perplessità, il senso di colpa dei suoi cittadini verso la Storia.

La Germania che 70 anni fa ha sterminato milioni di persone, è diventata nel corso dei decenni una democrazia solida, un motore economico importante, un centro di accoglienza per milioni di immigrati soprattutto delle'est europa, ha raggiunto una leadership diplomatica internazionale guadagnata senza avere un esercito.

In tutti questi anni ha dato prove e riprove della sua affidabilità politica e morale, e ha compiuto scelte difficili ed importanti per gli equilibri mondiali, come l'avvio della costruzione dell'Europa politica negli anni '60, la "realpolitik" della SPD degli anni '80 nel pieno dello scontro USA-URSS sui missili nell'Est Europa e la tormentata riunificazione con la Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino.  E' la stessa Germania criticata e contestata per l'atteggiamento "rigido, egoistico e avaro" nei confronti della Grecia e più in generale verso i paesi "periferici" dell'area euro. Nelle manifestazioni di piazza degli ultimi anni in numerose capitali europee, in primis ad Atene, sono riapparsi i cartelli che associano i politici tedeschi ai simboli del nazismo. Un'ombra ingiustificata quanto latente, che il tempo non riesce a scacciare. Un timore, una sensazione, un retropensiero: "La Germania si comporta bene, ... non è più una minaccia ...ma ... ". Come dire: sei bravo perché non fai il cattivo, non perché hai compiuto un'azione degna di apprezzamento e valore morale.

Ora sarà ricordata per le centinaia di migliaia, forse milioni di profughi di tutte le guerre contemporanee, che raggiungeranno il suo territorio  al termine di un viaggio lungo e pericoloso, lungo il quale gli altri (ungheresi, greci, serbi, francesi, slovacchi ... ma anche Turchia e tanti paesi dello scacchiere mediorientale) cercheranno di umiliarli e respingerli, ma loro proseguiranno sorretti dalla fede in Santa Angela.

 Frontiere aperte, il baricentro della speranza ora si chiama Berlino. L'immagine dei musulmani che sfilano per le vie della cristiana Monaco di Baviera inneggiando ad un leader politico cristiano europeo sta facendo il giro del mondo e vale più di 100 bombardamenti nella lotta contro i terroristi islamici.

Qualcuno dirà, anche a ragione, che l'improvvisa svolta tedesca è stata dettata dalla convenienza economica e da calcoli pragmatici. E' uno di quei casi in cui le obiezioni rafforzano la convinzione opposta. Agli scettici sarà utile evidenziare la dimensione morale della scelta non convenzionale fatta dalla Merkel, fuori dagli schemi di tutti gli altri politicanti europei e di molti del suo stesso paese.

La Merkel, a meno di improvvisi ripensamenti, ha dato una lezione  incredibile a tutti, a cominciare da Renzi ("muoversi anziché commuoversi", ma lui non è stato capace di fare nessuna delle due cose) per finire con Hollande e Cameron, grigi ed incompetenti ragionieri della contabilità micragnosa dei tecnocrati.Santa Angela Merkel

Brava Angela, i siriani di Berlino porteranno la tua immagine nel loro misero portafoglio; sei diventata la loro santa, e per i cittadini dei paesi europei sei comunque l'emblema di una politica seria. 

Ma non ti cullare sugli allori, è solo l'inizio, c'è da salvare davvero tanti milioni di esseri umani. 

Segnalo un'opinione interessante: https://theintercept.com/2015/07/14/syrian-refugee-crisis-will-transform-middle-east-politics/

 ______________________________________________________________

https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta

https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa  

https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA 

https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan 

https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

 

Guerriglia in Grecia, Tsipras cerca soldi

Nell'isola di Lesmos in Grecia diecimila profughi siriani, iracheni e afgani sono bloccati nel porto in attesa di un imbarco per Atene, per poi proseguire verso la Germania. Un'attesa interminabile, e un migliaio di loro cerca di salire su un traghetto in partenza. L'equipaggio blocca l'accesso e la polizia interviene per respingere i profughi.

In tutta la Grecia la situazione sta peggiorando, perché le autorità preposte alla gestione dei profughi temporeggiano in attesa dei fondi - circa un miliardo di euro - promessi da Bruxelles.

Tsipras non si fida, e tra due settimane ci sono le elezioni: per non perdere, ha bisogno dei voti moderati. I profughi sono il capro espiatorio di una stagione turistica iniziata male e finita peggio.

https://www.menoopiu.it/post/Tsipras-il-Mendicante-non-caccera-la-Troika-da-Atene

Il muro di Budapest spazzato via

al jazeera migrants

     

     Chi si illudeva - e si illude ancora - di poter fermare la marea di profughi in marcia con sbarramenti di qualsiasi genere ed orrore è stato servito: tagliato il filo spinato, invase le stazioni ferroviarie, i treni "spinti" con la forza della rabbia e bloccati dalla violenta ottusità delle"istituzioni" e infine la marcia a piedi verso il confine agognato. 

Molti non arriveranno, altri si metteranno in marcia, ma la Grande Migrazione del terzo millennio è sotto gli occhi di tutto il mondo.

I governanti europei sono sbeffeggiati sui mass media di qualsiasi paese. L'intervista di Al Jazeera ad un ragazzo siriano -  che dichiara: "fermate la guerra e noi non veniamo più in Europa" sarà inserita nei corsi di formazione del management politico-diplomatico.

Persino il primo ministro austriaco, il socialdemocratico Faymann, le manda a dire a Junker (dopo essere stato tra i suoi grandi elettori) :"Quando si tratta di salvare le banche si fanno meeting ad oltranza, ora che c'è bisogno di salvare la gente, il tempo non si trova".

I politicanti europei, colti di sorpresa da quello che era sotto gli occhi di tutti da oltre un anno, ora reagiscono in ordine sparso, in preda alla confusione delle proprie agende elettorali. Orban e Renzi sono facce della stessa medaglia: come far dimenticare al più presto ai propri elettori l'esistenza del fenomeno "rifugiati". L'impresentabile Orban non li fa entrare, l'ineffabile Renzi li vorrebbe far transitare velocemente.

profughi - BloombergI giornali di tutto il mondo, in particolare negli USA, fanno fatica a descrivere la confusione mentale dei governi europei - compreso quello britannico - e della burocrazia di Bruxelles e Francoforte. 

Nessuno ha ancora informato il ragazzo siriano citato in precedenza che da pochi giorni i russi stanno ampliando la loro presenza militare in Siria, che Obama farà altrettanto e che altri ragazzi, iracheni, libici, egiziani o eritrei verranno a darci lezioni di geopolitica.

https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta

https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa  

https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA 

https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan 

https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

La morte di Aylan e Ghalib nel caos dell'umanità perduta

Il mondo si scuote, almeno per 24 ore, di fronte alle immagini del corpicino di Aylan rigettato morto dal mare sulla spiaggia della Turchia mentre cercava con la sua famiglia di sfuggire all'orrore di Kobane per raggiungere l'Europa.

https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa

https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA

https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan

https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

 

 

TRE MILIONI di profughi in marcia verso il Nord Europa

1) La tragedia dei profughi che cercano salvezza e speranza in Europa, fuggendo con tutti i mezzi possibili, è solo all'inizio. 

2) Chi si illude che il fenomeno migratorio possa essere "governato" con il controllo o la chiusura delle frontiere - come chiedono i socialisti francesi e i conservatori inglesi- o addirittura con gli affondamenti e i campi di concentramento secondo la tradizione liquidatoria dell'estrema destra, sbaglia o mente sapendo di mentire.

3)Sbaglia o mente anche chi è favorevole ad accogliere quote di profughi predefinite a tavolino, o sulla base delle regole del trattato di Dublino: i numeri sono talmente grandi e le situazioni talmente tragiche da spazzare via qualsiasi architettura burocratica, come hanno dimostrato le migliaia di persone che hanno "sfondato" i confini macedoni.

4) Si sta verificando un'accelerazione dei flussi migratori dai paesi teatro di guerre e repressioni. In parte l'accelerazione è legata all'ampliarsi delle zone interessate - il conflitto siriano si sta allargando al Libano e alla Giordania, l'Iraq è diventato ormai il teatro di scontro tra Arabia Saudita e Iran, la Libia esporta il caos nei paesi vicini come la Tunisia, e poi l'Afghanistan, il Pakistan, l'Africa subsahariana.

Ma una gran parte dell'aumento dei flussi è dovuta alla percezione ormai diffusa e trasmessa dai tam tam locali che l'Europa, e in particolare il Nord dell'Europa, alla fine sarà costretta ad aprire le porte a tutti, e questa "quasi certezza" accelera ed amplifica il flusso di persone che si stanno mettendo in marcia verso il traguardo della salvezza.

5) basta fare un calcolo approssimativo delle zone coinvolte e delle popolazioni che ci vivono (sopravvivono) per capire di quali numeri veri sarà composto il problema da affrontare: non meno di tre milioni di persone nei prossimi 12 mesi si metteranno in movimento con tutti i mezzi possibili (e tragici).

6) Una marea umana che DEVE essere trattata con dignità, solidarietà e lungimiranza. L'Europa deve pianificare l'ingresso di queste centinaia di migliaia di persone secondo principi pratici e morali. Andranno stanziate risorse economiche adeguate (non meno di 100 miliardi di euro); le nazioni più ricche dovranno accogliere il maggior numero di famiglie in modo stabile e dignitoso. Quei soldi dovranno metterli in primis i cittadini, ma anche il signor Draghi deve contribuire "what ever it takes": quale più nobile occasione per stampare moneta.

7) L'Europa dovrebbe darsi una politica estera orientata a far cessare immediatamente gli interventi militari e a garantire corridoi di transito controllabili nei paesi di provenienza,  in modo da garantire ai profughi la possibilità di non cadere nelle mani dei trafficanti di morte.

8) Qualunque "muro" o limite non realistico sarà spazzato via dagli eventi. L'onda lunga degli squilibri creatisi dal 2001 in poi non è destinata ad esaurirsi, anzi ...

Se l'Europa pensava che le guerre non l'avrebbero coinvolta sul proprio territorio, ha sbagliato i calcoli.

La tragedia dei profughi deve entrare nell'agenda politica e diplomatica di chi ha l'ambizione di governare nei prossimi anni, non per fare campagna elettorale ma per dimostrare che l'evoluzione del genere umano esiste davvero.