richiedenti asilo

 Le più grandi crudeltà del nostro secolo [1900] sono state le crudeltà impersonali delle decisioni prese da lontano, nella routine del sistema operativo, soprattutto quando potevano essere giustificate come necessità operative sia pure incresciose. È così che il mondo si abituò all'espulsione di interi popoli dai loro territori e all'uccisione su vasta scala, fenomeni così poco consueti in passato che dovettero essere coniate nuove parole per significarli: “apolide” o “genocidio”.  La prima guerra mondiale portò all'uccisione di un numero imprecisato di armeni da parte dei turchi – la cifra più ricorrente è di un milione e mezzo – un fatto che può essere considerato il primo tentativo moderno di eliminare un’intera popolazione. A questo episodio succedette molti anni dopo l'assai più nota strage nazista di circa cinque milioni di ebrei (il numero è controverso).  La prima guerra mondiale e la rivoluzione russa costrinsero milioni di persone a spostarsi come profughi e lo stesso effetto si ebbe a seguito degli “scambi di popolazione” tra gli stati. Un totale di 1,3 milioni di greci vennero rimpatriati in Grazia per lo più dalla Turchia; 450.000 turchi furono spostati nel loro stato che li reclamava; 200.000 bulgari si spostarono nel territorio ridotto della nazione che portava il loro nome; un milione e mezzo o forse due milioni di russi, a seguito della rivoluzione o della guerra civile dopo la sconfitta dei bianchi, si trovarono senza casa.  Fu soprattutto per costoro, più che per i 320.000 armeni che cercarono di sfuggire al genocidio, che venne inventato un nuovo documento il quale, in un mondo sempre più burocratizzato, doveva servire per coloro che non avevano esistenza legale in alcun paese: il cosiddetto passaporto Nansen della Società delle Nazioni, così chiamato dal nome del grande esploratore artico norvegese che si costruì una seconda carriera come amico dei senza amici. A una stima approssimativa negli anni tra il 1914 e il 1922 si ebbero dai quattro ai cinque milioni di profughi. Questa prima ondata di relitti umani fu di assai poco conto rispetto a quella che seguì la seconda guerra mondiale, dove i profughi vennero trattati spietatamente. E' stato calcolato che nel maggio 1945 c'erano forse in Europa 40,5 milioni di persone sradicate dalla propria terra natale, esclusi i lavoratori non tedeschi impiegati in Germania e i tedeschi che fuggivano dinanzi all'avanzare dell’Armata rossa.  Circa tredici milioni di tedeschi furono espulsi dalle regioni della Germania annesse dalla Polonia e dall'URSS, dalla Cecoslovacchia e dalle zone dell'Europa sudorientale dove essi si erano sistemati da tempo. Essi furono accolti dalla nuova Repubblica Federale di Germania, che offrì una patria e una cittadinanza a tutti i tedeschi che vi rientravano, così come il nuovo stato di Israele offrì un “diritto di ritorno” a ogni ebreo.  Solo in un’epoca come la nostra, in cui sono possibili i voli di massa, offerte simili da parte degli stati potevano venire seriamente formulate. Degli 11.322.700 “deportati” di varie nazionalità trovati in Germania nel 1945 dagli eserciti vittoriosi, dieci milioni tornarono subito in patria, ma una metà di questi vi fu costretta contro la propria volontà. Questi furono soltanto i profughi dell'Europa. La decolonizzazione dell'India nel 1947 ne creò quindici milioni, costretti ad attraversare le nuove frontiere fra l'India e il Pakistan (in entrambe le direzioni), senza contare i due milioni uccisi nella guerra civile che seguì.  La guerra di Corea, un altro derivato della seconda guerra mondiale, produsse forse cinque milioni di profughi coreani.  Dopo la costituzione dello stato di Israele, altra conseguenza della guerra, circa 1,3 milioni di palestinesi furono presi in carico dall'UNWRA (United Nations Relief and Work Agency), l'agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti e l'occupazione; di contro, all'inizio degli anni '60 gli ebrei emigrati in Israele, per lo più come profughi da altri paesi, ammontavano a un milione e duecentomila.  In breve, la catastrofe umana complessiva scatenata dalla seconda guerra mondiale è quasi certamente la più grande mai avvenuta nella storia.  Uno dei suoi aspetti più tragici è che l'umanità ha imparato a vivere in un mondo in cui lo sterminio, la tortura e l'esilio di massa sono diventati esperienze quotidiane di cui non ci accorgiamo più. Da "Il secolo breve" di Eric Hobsbawm, 1995

Merkel Erdogan un disgustoso siparietto

Il viaggio della Merkel in Turchia per far visita a Erdogan era già discutibile prima della strage di Ankara. A due settimane dalle nuove elezioni, andare a trovare il dittatore turco significava regalargli uno spot elettorale e alterare i precari equilibri politici. Dopo gli oltre 100 morti della stazione di Ankara e le evidenti complicità / omissioni che gettano ombre pesanti sugli apparati controllati dal governo, la visita della Merkel avrebbe avuto più che giustificati motivi per essere annullata o posticipata. Non è stato così, anzi. Questa mattina i giornali di tutto il mondo sono pieni di immagini vergognose per un capo di stato europeo: la Merkel siede su un trono a fianco di un altro su cui c'è Erdogan, in una posa imperiale, tra arazzi e fregi dorati frutto di corruzioni plurime, che urtano anche la più allenata delle suscettibilità. Uno schiaffo alla realtà drammatica della Turchia sotto gli occhi di tutti. Cosa c'entra la sala imperiale di Err dogan con una discussione sui profughi, la Siria, la Nato ecc ecc. Essersi prestata alla scenografia elettorale di Erdogan è una colpa grave e imperdonabile per Angela Merkel. Spero che abbia parlato al dittatore solo in qualità di tedesca, e non di leader europeo. E per non smentirsi, la polizia turca ha liquidato come suicidio  la morte della giornalista inglese Jacky Sutton, trovata in un bagno dell'aeroporto di Istanbul. La Sutton era di scalo  verso l'Iraq, dove stava portando avanti alcune inchieste sull'ISIS. La versione ufficiale dettata dai servizi segreti turchi è che la Sutton si sarebbe impiccata con un laccio di scarpe, disperata per aver perso la coincidenza del volo per l'Iraq. Per "puro caso" le videocamere di sorveglianza dell'accesso al bagno non funzionavano. Questa ormai è la Turchia, dove i giornalisti scomodi vengono eliminati e gli altri intimoriti. E la Merkel fa il siparietto con Erdogan ... 

Profughi, passaggio in Slovenia

  La Slovenia manda l'esercito ai confini per coadiuvare la polizia in vista del maggior afflusso di profughi atteso. Dopo che l'Ungheria ha chiuso la frontiera con la Croazia, molte migliaia di migranti che hanno attraversato il territorio croato dovranno ora puntare verso la Slovenia, per poterla attraversare e raggiungere l'Austria o la Germania. Ma a giudicare dall'immagine non sembrano scoraggiati. In Slovenia la meta è vicina E pensare che la Slovenia è una nazione di poco più di 2.000.000 di abitanti, meno della città di Milano, e si prepara a far transitare -  accogliendone solo pochi - migliaia di richiedenti asilo al meglio delle proprie, piccole, possibilità. Hanno vissuto il periodo durissimo della guerra dei Balcani degli anni '90.

Merkel cambia idea, tutti deportati in Africa

I soliti maligni dicono che sia stato l'effetto della truffa Volkwagen. Una volta scoperto il trucco della casa automobilistica più imbrogliona del mondo, in Germania non hanno più bisogno di manodopera a buon mercato, anzi ... E per questo la Merkel si è rimangiata le promesse e ha ordinato ai suoi portaborse colleghi europei di varare un piano per deportare / riportare nei paesi di origine mezzo milione di "migranti economici", cioè quelli che vengono in europa perchè sono poveri e hanno fame, e non sono (per il momento) bombardati da tutte le parti.  "The Times"  rivela un piano segreto per espellere/deportare centinaia di migliaia di "migranti economici" verso i paesi di provenienza (gran parte dall'Africa). Il ragionamento è semplice. Se sei un eritreo non puoi essere un rifugiato, e quindi devi tornare nel paese di origine, dove non è stato dichiarato lo stato di calamità politica, perchè il governo del tuo paese è amico di quelli che tu vorresti che ti ospitassero, mettendoli in grave imbarazzo. Come se la Nigeria o l'Eritrea fossero dittature o regimi oppressivi e corrotti, che riducono alla fame le popolazioni costringendole a scappare in Europa, dove però vengono respinti perchè il paese di origine non è in guerra con i russi o gli americani. I cittadini eritrei, se vogliono farsi ospitare in Germania, dovranno chiedere a qualche esercito straniero di bombardarli. Allora si che Santa Angela potrà fare miracoli. Per deportare verso i paesi di origine circa mezzo milione di diseredati l'Europa Unita-EU  organizza una mobilitazione generale di tutti i paesi membri, con vagoni speciali che punteranno dritti alle coste del Mediterraneo, da dove il viaggio prosegue con altri mezzi verso l'Africa.

In Siria Putin inizia la guerra totale con obbiettivo tutto il Medio Oriente

  La Russia utilizza gli stessi metodi di propaganda degli USA che per anni hanno "illustrato" gli obbiettivi delle loro azioni militari con i video dei bombardamenti su "target selezionati", che servono a dare in pasto all'opinione pubblica l'illusione della precisione "chirurgica" e della razionalità degli attacchi aerei. Il mondo ha imparato invece a conoscere e decifrare la realtà macabra che si intravede dietro le immagini, a prescindere da chi le diffonde. Dietro la propaganda di questi giorni sta prendendo forma l'epicentro di un uragano geopolitico che coinvolge tutto il medio oriente ed oltre. Putin affonda ogni speranza di risoluzione diplomatica della crisi siriana, con il solo metodo che conosce: prima colpisci poi, forse, discuti. In Siria ha trovato l'ambiente ideale per la sua tattica. L'amico di Assad ha da tempo capito che Stati Uniti sono impantanati nelle loro contraddizioni, soprattutto quella più grande: aver trasformato la speranza della rivolta popolare contro il macellaio siriano in una guerra di mercenari da cui è nata la setta dell'ISIS. Nessuno crede davvero che Putin abbia intenzione di combattere i terroristi, a meno di considerare tali tutti gli oppositori, soprattutto quelli non mercenari. Obama sembra essere messo in un angolo, sia sul piano tattico - la presenza massiccia di forze militari russe sul terreno di scontro - sia su quello strategico, perchè le alleanze / divergenze tra i paesi arabi si stanno modificando molto rapidamente. Cresce il rischio di guerra, perché nel caos può succedere di tutto. Cresce l'emergenza dei profughi, perché i russi sparano e bombardano i civili. Cresce la sensazione che un tavolo di trattativa vero potrà arrivare solo dopo che l'intero scenario medio orientale, già drammatico, sia stato completamente ribaltato e messo in discussione.  http://www.aljazeera.com/news/2015/09/analysis-plan-save-syria-150930083231637.html  

Little BRAVEHEART girl

  I bambini di qualsiasi età hanno deciso di arruolarsi nell'esercito più potente del pianeta, quello che usa il cuore al posto delle armi, sfidando il muro di stupidità e violenza che li circonda. Centinaia di bambini sono morti per affermare il diritto ad un futuro libero e dignitoso, mettendosi in prima fila nella lunga marcia dei profughi. Questa bambina è viva  e non si cura dei poliziotti che cercano di fargli muro.  Punta lo sguardo ai politicanti e a chi li approva. Punta dritto al cuore dell'ingiustizia.

Boicottare l'Ungheria

  L'ungherese Orbàn (a sinistra) e il polacco Tusk (a destra) sono tra i principali fautori della riedificazione dei muri e dei ghetti per risolvere il dramma delle popolazioni in fuga dalle guerre. Orbàn supera tutti e si organizza per arrestare migliaia di profughi in transito. In un'intervista televisiva il PM ungherese ha rilasciato alcune solide verità: 1) Gli ungheresi stanno difendendo il loro modello di vita contro le contaminazioni esterne; 2) I profughi che si accalcano alla frontiera per passare verso altri paesi non sono poveri perseguitati ma gente che si è messa in viaggio per raggiungere la Germania, attratta dal tenore di vita tedesco; 3) L'Ungheria ha speso circa 80 milioni di euro per fronteggiare l'emergenza profughi e non ha ancora ricevuto nessun rimborso dall'Unione Europea, quindi .... Quindi i profughi non sono profughi e vanno fermati, arrestati, ricacciati da dove vengono. Parola di Orban.   Bisogna denunciare e fermare la follia militarista di personaggi come questo, e dovrebbero rendersene conto per primi i cittadini che ne condividono la responsabilità.  Boicottare l'Ungheria e tutti i paesi che negano solidarietà e umanità. Non acquistare i loro prodotti, rinunciare ai viaggi turistici, diffondere messaggi di indignazione contro le decisioni assurde e disumane.  

Santa Angela e il riscatto della Germania

      (i.f.)   Il fiume di profughi arrivato a Monaco di Baviera evoca un'immagine salvifica della Germania e del suo popolo. I migranti sfilano tra due ali di cittadini che li accolgono come reduci da una vittoria, qualcuno porta in mano una grande fotografia di Angela Merkel, esibita come un'icona, la nuova santa di Germania. Santa Angela in effetti sta compiendo un miracolo, creando una svolta finora impensabile nel comune sentire dell'opinione pubblica mondiale: la Germania, con la "folle" e giusta decisione di accogliere, senza limiti, i profughi di tutto il mondo, sta riscattando il suo passato, azzerando i dubbi e gli incubi, le silenziose perplessità, il senso di colpa dei suoi cittadini verso la Storia. La Germania che 70 anni fa ha sterminato milioni di persone, è diventata nel corso dei decenni una democrazia solida, un motore economico importante, un centro di accoglienza per milioni di immigrati soprattutto delle'est europa, ha raggiunto una leadership diplomatica internazionale guadagnata senza avere un esercito. In tutti questi anni ha dato prove e riprove della sua affidabilità politica e morale, e ha compiuto scelte difficili ed importanti per gli equilibri mondiali, come l'avvio della costruzione dell'Europa politica negli anni '60, la "realpolitik" della SPD degli anni '80 nel pieno dello scontro USA-URSS sui missili nell'Est Europa e la tormentata riunificazione con la Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino.  E' la stessa Germania criticata e contestata per l'atteggiamento "rigido, egoistico e avaro" nei confronti della Grecia e più in generale verso i paesi "periferici" dell'area euro. Nelle manifestazioni di piazza degli ultimi anni in numerose capitali europee, in primis ad Atene, sono riapparsi i cartelli che associano i politici tedeschi ai simboli del nazismo. Un'ombra ingiustificata quanto latente, che il tempo non riesce a scacciare. Un timore, una sensazione, un retropensiero: "La Germania si comporta bene, ... non è più una minaccia ...ma ... ". Come dire: sei bravo perché non fai il cattivo, non perché hai compiuto un'azione degna di apprezzamento e valore morale. Ora sarà ricordata per le centinaia di migliaia, forse milioni di profughi di tutte le guerre contemporanee, che raggiungeranno il suo territorio  al termine di un viaggio lungo e pericoloso, lungo il quale gli altri (ungheresi, greci, serbi, francesi, slovacchi ... ma anche Turchia e tanti paesi dello scacchiere mediorientale) cercheranno di umiliarli e respingerli, ma loro proseguiranno sorretti dalla fede in Santa Angela.  Frontiere aperte, il baricentro della speranza ora si chiama Berlino. L'immagine dei musulmani che sfilano per le vie della cristiana Monaco di Baviera inneggiando ad un leader politico cristiano europeo sta facendo il giro del mondo e vale più di 100 bombardamenti nella lotta contro i terroristi islamici. Qualcuno dirà, anche a ragione, che l'improvvisa svolta tedesca è stata dettata dalla convenienza economica e da calcoli pragmatici. E' uno di quei casi in cui le obiezioni rafforzano la convinzione opposta. Agli scettici sarà utile evidenziare la dimensione morale della scelta non convenzionale fatta dalla Merkel, fuori dagli schemi di tutti gli altri politicanti europei e di molti del suo stesso paese. La Merkel, a meno di improvvisi ripensamenti, ha dato una lezione  incredibile a tutti, a cominciare da Renzi ("muoversi anziché commuoversi", ma lui non è stato capace di fare nessuna delle due cose) per finire con Hollande e Cameron, grigi ed incompetenti ragionieri della contabilità micragnosa dei tecnocrati. Brava Angela, i siriani di Berlino porteranno la tua immagine nel loro misero portafoglio; sei diventata la loro santa, e per i cittadini dei paesi europei sei comunque l'emblema di una politica seria.  Ma non ti cullare sugli allori, è solo l'inizio, c'è da salvare davvero tanti milioni di esseri umani.  Segnalo un'opinione interessante: https://theintercept.com/2015/07/14/syrian-refugee-crisis-will-transform-middle-east-politics/  ______________________________________________________________ https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa   https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA  https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan  https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!  

Guerriglia in Grecia, Tsipras cerca soldi

Nell'isola di Lesmos in Grecia diecimila profughi siriani, iracheni e afgani sono bloccati nel porto in attesa di un imbarco per Atene, per poi proseguire verso la Germania. Un'attesa interminabile, e un migliaio di loro cerca di salire su un traghetto in partenza. L'equipaggio blocca l'accesso e la polizia interviene per respingere i profughi. In tutta la Grecia la situazione sta peggiorando, perché le autorità preposte alla gestione dei profughi temporeggiano in attesa dei fondi - circa un miliardo di euro - promessi da Bruxelles. Tsipras non si fida, e tra due settimane ci sono le elezioni: per non perdere, ha bisogno dei voti moderati. I profughi sono il capro espiatorio di una stagione turistica iniziata male e finita peggio. https://www.menoopiu.it/post/Tsipras-il-Mendicante-non-caccera-la-Troika-da-Atene

Il muro di Budapest spazzato via

           Chi si illudeva - e si illude ancora - di poter fermare la marea di profughi in marcia con sbarramenti di qualsiasi genere ed orrore è stato servito: tagliato il filo spinato, invase le stazioni ferroviarie, i treni "spinti" con la forza della rabbia e bloccati dalla violenta ottusità delle"istituzioni" e infine la marcia a piedi verso il confine agognato.  Molti non arriveranno, altri si metteranno in marcia, ma la Grande Migrazione del terzo millennio è sotto gli occhi di tutto il mondo. I governanti europei sono sbeffeggiati sui mass media di qualsiasi paese. L'intervista di Al Jazeera ad un ragazzo siriano -  che dichiara: "fermate la guerra e noi non veniamo più in Europa" sarà inserita nei corsi di formazione del management politico-diplomatico. Persino il primo ministro austriaco, il socialdemocratico Faymann, le manda a dire a Junker (dopo essere stato tra i suoi grandi elettori) :"Quando si tratta di salvare le banche si fanno meeting ad oltranza, ora che c'è bisogno di salvare la gente, il tempo non si trova". I politicanti europei, colti di sorpresa da quello che era sotto gli occhi di tutti da oltre un anno, ora reagiscono in ordine sparso, in preda alla confusione delle proprie agende elettorali. Orban e Renzi sono facce della stessa medaglia: come far dimenticare al più presto ai propri elettori l'esistenza del fenomeno "rifugiati". L'impresentabile Orban non li fa entrare, l'ineffabile Renzi li vorrebbe far transitare velocemente. I giornali di tutto il mondo, in particolare negli USA, fanno fatica a descrivere la confusione mentale dei governi europei - compreso quello britannico - e della burocrazia di Bruxelles e Francoforte.  Nessuno ha ancora informato il ragazzo siriano citato in precedenza che da pochi giorni i russi stanno ampliando la loro presenza militare in Siria, che Obama farà altrettanto e che altri ragazzi, iracheni, libici, egiziani o eritrei verranno a darci lezioni di geopolitica. https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa   https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA  https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan  https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

La morte di Aylan e Ghalib nel caos dell'umanità perduta

Il mondo si scuote, almeno per 24 ore, di fronte alle immagini del corpicino di Aylan rigettato morto dal mare sulla spiaggia della Turchia mentre cercava con la sua famiglia di sfuggire all'orrore di Kobane per raggiungere l'Europa. https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!    

TRE MILIONI di profughi in marcia verso il Nord Europa

1) La tragedia dei profughi che cercano salvezza e speranza in Europa, fuggendo con tutti i mezzi possibili, è solo all'inizio.  2) Chi si illude che il fenomeno migratorio possa essere "governato" con il controllo o la chiusura delle frontiere - come chiedono i socialisti francesi e i conservatori inglesi- o addirittura con gli affondamenti e i campi di concentramento secondo la tradizione liquidatoria dell'estrema destra, sbaglia o mente sapendo di mentire. 3)Sbaglia o mente anche chi è favorevole ad accogliere quote di profughi predefinite a tavolino, o sulla base delle regole del trattato di Dublino: i numeri sono talmente grandi e le situazioni talmente tragiche da spazzare via qualsiasi architettura burocratica, come hanno dimostrato le migliaia di persone che hanno "sfondato" i confini macedoni. 4) Si sta verificando un'accelerazione dei flussi migratori dai paesi teatro di guerre e repressioni. In parte l'accelerazione è legata all'ampliarsi delle zone interessate - il conflitto siriano si sta allargando al Libano e alla Giordania, l'Iraq è diventato ormai il teatro di scontro tra Arabia Saudita e Iran, la Libia esporta il caos nei paesi vicini come la Tunisia, e poi l'Afghanistan, il Pakistan, l'Africa subsahariana. Ma una gran parte dell'aumento dei flussi è dovuta alla percezione ormai diffusa e trasmessa dai tam tam locali che l'Europa, e in particolare il Nord dell'Europa, alla fine sarà costretta ad aprire le porte a tutti, e questa "quasi certezza" accelera ed amplifica il flusso di persone che si stanno mettendo in marcia verso il traguardo della salvezza. 5) basta fare un calcolo approssimativo delle zone coinvolte e delle popolazioni che ci vivono (sopravvivono) per capire di quali numeri veri sarà composto il problema da affrontare: non meno di tre milioni di persone nei prossimi 12 mesi si metteranno in movimento con tutti i mezzi possibili (e tragici). 6) Una marea umana che DEVE essere trattata con dignità, solidarietà e lungimiranza. L'Europa deve pianificare l'ingresso di queste centinaia di migliaia di persone secondo principi pratici e morali. Andranno stanziate risorse economiche adeguate (non meno di 100 miliardi di euro); le nazioni più ricche dovranno accogliere il maggior numero di famiglie in modo stabile e dignitoso. Quei soldi dovranno metterli in primis i cittadini, ma anche il signor Draghi deve contribuire "what ever it takes": quale più nobile occasione per stampare moneta. 7) L'Europa dovrebbe darsi una politica estera orientata a far cessare immediatamente gli interventi militari e a garantire corridoi di transito controllabili nei paesi di provenienza,  in modo da garantire ai profughi la possibilità di non cadere nelle mani dei trafficanti di morte. 8) Qualunque "muro" o limite non realistico sarà spazzato via dagli eventi. L'onda lunga degli squilibri creatisi dal 2001 in poi non è destinata ad esaurirsi, anzi ... Se l'Europa pensava che le guerre non l'avrebbero coinvolta sul proprio territorio, ha sbagliato i calcoli. La tragedia dei profughi deve entrare nell'agenda politica e diplomatica di chi ha l'ambizione di governare nei prossimi anni, non per fare campagna elettorale ma per dimostrare che l'evoluzione del genere umano esiste davvero.