Rajoy sempre più Erdogan, minaccia di morte Puigdemont

Un portavoce di Rajoy ha espresso frasi incredibili che incitano all'assassinio di Carles Puigdemont, presidente della Catalogna, che domani si presenterà al Parlamento per annunciare l'indipendenza.

 

Da La Vanguardia:

Casado ha insistido en que la vía penal está abierta. “¡Qué no se repita la historia porque igual acaban como Companys!”, ha avisado en referencia a la proclamación de la república catalana efectuada por el presidente de la Generalitat Lluís Companys el 6 de octubre de 1934. Companys fue detenido por orden del presidente de la II República en aquel momento, Niceto Alcalá Zamora, y encarcelado en un barco prisión frente a la costa de Barcelona.

 

Casado se ha visto obligado a aclarar que cuando habla del mismo destino que Companys se refiere a esa detención y no al hecho de que en octubre de 1940 fue fusilado por Franco en el castillo de Montjuïc. Companys había logrado huir a Francia, pero fue detenido cerca de Nantes por los nazis, que lo devolvieron a España donde el franquismo lo sometió a un juicio sumarísimo y lo condenó a muerte. En 1934 fue el capitán general Domingo Batet el encargado de frenar a Companys por orden de la II República. Batet también fue fusilado por Franco.

Viva la Spagna, Viva la Catalogna umiliata e sottomessa

Al grido di "Viva la Spagna, Viva la Catalogna" e di "Puigdemont in prigione" 400.000 spagnoli in gran parte trasportati a Barcellona con pullman e treni da ogni parte della Spagna hanno manifestato per chiedere l'unità della nazione ovvero "la Catalogna ci appartiene".

manifestazione barcellona


Grandi ringraziamenti alla Guardia Civil per aver fatto un  buon lavoro sporco e fischi / minacce al leader di Podemos Iglesias per aver espresso posizioni di dialogo vero con i catalani indipendentisti.

Preziosa testimonianza di Mario Vargas Llosa, in rappresentanza degli eredi Incas ammiratori di felipe sesto.
Le spese di viaggio per le migliaia di neoconquistadores ovviamente sono a carico di Mario Draghi.

Martedì prossimo l'epilogo, con la convocazione del parlamento catalano e il discorso di Carles Puigdemont. Se dovesse dire quello che pensa sarà immediatamente incriminato e tutta la Generalitat sarà annullata.

Viva la Spagna, Viva la Catalogna umiliata e sottomessa 

 

BOYCOTT MADRID

Un tempo c'erano i re che si servivano dei banchieri per finanziare le loro guerre e per tenere sotto il tallone la povera gente; e c'erano i buffoni di corte per far ridere i re sulle umane miserie.
Il mondo ora si è capovolto e Felipe VI° di Spagna fa il buffone in televisione scimmiottando un contegno reale e si mette al servizio dei suoi padroni banchieri per sostenere la loro causa contro l'indipendenza della Catalogna.


Se ne approfitta del fatto che quaranta anni fa gli spagnoli non ebbero il coraggio e l'intelligenza di liberarsi di tutti i fantasmi del passato, illudendosi che i re avrebbero fatto solo da soprammobile nel nuovo sistema democratico.


Ed ora invece il buffone pensa di fare davvero il re, sbagliando tempi e circostanze, perchè sul diritto della Catalogna all'indipendenza non si può consentire ad un felipe sesto di metter bocca.


La vicenda catalana sta evolvendo verso un epilogo tragico e triste, grazie alla protervia dei governanti di Madrid e dei suoi finti oppositori socialisti - un tempo si dichiaravano repubblicani - e grazie allo squallido interessato disinteresse della comunità europea.


Per quanto ci è dato fare, credo che tutte le persone libere ancora di ragionare dovrebbero esprimere l'indignazione per quanto sta accadendo in Catalogna, e rivendicare il diritto dei Catalani a decidere / negoziare il proprio futuro.

Nel mio piccolo, oltre ad esprimere le mie opionioni arrabbiate, mi impegnerò a boicottare chi nega il diritto all'indipendenza della Catalogna:


  • eviterò di tornare a visitare la Spagna e in particolare Madrid

  • eviterò di comprare prodotti o servizi spagnoli di qualsiasi genere

  • eviterò di pubblicizzare qualsiasi cosa provenga dalla Spagna

  • cercherò di diffondere la proposta di boicottare Madrid fin quando la Catalogna non sarà indipendente.


Il trattamento che il governo di Madrid, con l'avallo di gran parte degli spagnoli-non-catalani, ha riservato alla comunità catalana è arrogante e disgustoso, fintamente legalitario.


La Spagna si sta avviando a diventare la Turchia d'Europa e i catalani sono trattati come i curdi.

LA SPAGNA SULL'ORLO DEL COLPO DI STATO

Il capo dei Mossos incriminato per "sedizione".

Entro questa sera la dichiarazione di Puigdemont su l'indipendenza.

Il ministro di polizia di Madrid va a Barcellona per "coordinare le operazioni" contro i vertici catalani.

 

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Nel giorno in cui tutta la Catalogna ha manifestato contro le violenze poliziesche del 1 ottobre, il monarca di Spagna Filippo VI° pronuncia un grave discorso contro il popolo catalano, affossando ogni speranza di dialogo e aprendo la strada alla repressione armata e alla sospensione delle libertà civili.

E' l'inizio di un colpo di Stato, il via libera a Rajoy per reprimere nel sangue le aspirazioni indipendentiste.

 

Da El Pais 

El Rey llama al Estado a restaurar el orden constitucional en Cataluña

 

Il governo di Madrid applaude all'intervento del monarca e il PSOE si inchina.

Solo Podemos e Sinistra Unita denunciano la gravità dell'intervento e si dissociano da qualunque azione contro la comunità catalana commessa nel nome di una presunta unità nazionale. 

 

 

 

Il presidente della Generalitat Carles Puigdemont ha dichiarato in un'intervista alla BBC che entro pochi giorni il Parlamento catalano approverà il passaggio alla Repubblica e all'indipendenza.

Tutta la Catalogna nelle strade per lo sciopero generale

 

Lo sciopero generale di tutta la Catalogna per protestare contro la violenza poliziesca del 1 ottobre si sta trasformando in una grande manifestazione per l'indipendenza.

Le sedi della Guardia Civil e della polizia nazionale dislocate a Barcellona e Girona sono assediate dai manifestanti.

Il governo di Rajoy fa finta di niente e aspetta le prossime mosse del parlamento catalano; i partiti di centrodestra spagnoli chiedono l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione e l'uso della forza per soffocare l'indipendenza.

I socialisti stanno a guradare senza avere alcuna influenza né sul governo né sui catalani.

Le istituzioni dell'Unione Europea stanno di fatto lasciando mano libera al governo di Madrid per l'uso della forza.

Rajoy con ogni probabilità andrà avanti senza negoziati reali e utilizzando la repressione della Guardia Civil.

Si prospetta il rischio di uno scontro ancora più drammatico e violento.

Il video della BBC sulle violenze poliziesche

 

CATALOGNA, UNA VITTORIA DI POPOLO LEGITTIMA SOFFERTA MERITATA

Alla fine ha vinto il popolo di Catalogna che, ritrovando in qualche angolo della propria identità storica un orgoglio ed una dignità da molti sottovalutata, ha sconfitto l'arroganza di gran parte della classe politica spagnola.

Ha vinto il popolo di Catalogna tutto intero, sia chi ha votato SI sia chi ha indicato NO, perché entrambi hanno trovato il coraggio di andare ai seggi sfidando la violenza. Ha vinto anche chi è rimasto a casa, perché impaurito dalle minacce del regime Rajoy, ma poi è sceso in piazza a manifestare la gioia per la fine di una giornata da incubo.


Il referendum catalano del 1° Ottobre 2017 è stato una lezione di democrazia e di diritti civili, un capitolo di non violenza e di liberazione, un bignami degli insegnamenti di Gandhi e Mandela.
Solo un personaggio corrotto e violento come Mariano Rajoy poteva definire il referendum catalano "una messinscena".


Rajoy ha trascinato la Spagna nella pagina più buia degli ultimi 40 anni, davanti a tutta l'opinione pubblica mondiale, e sarebbe ora che anche gli spagnoli se ne accorgessero.


Carles Puigdemont ha pronunciato nella notte dell'incredibile 1 ottobre la frase più semplice e più ovvia:
"la Catalogna si è conquistata il diritto all'indipendenza"


Solo un popolo unito, convinto e determinato poteva superare le intimidazioni e le violenze del regime di Rajoy. Solo una comunità vera e sincera può superare la difficilissima sfida che si prospetta nell'immediato futuro.

Altro che messinscena, la rivolta catalana è un'autentica lezione politica.

I leader delle forze socialdemocratiche e laburiste europee - con la sola eccezione di Corbin - fanno fatica a capire cosa sia successo e cosa succederà.

- Hanno considerato illegale il referendum e si ritrovano a rincorrere, a doversi spiegare come mai un popolo abbia scelto "l'illegalità".


- Hanno assistito alla violenza poliziesca contro cittadini inermi e pacifici e sono incapaci di chiedere le dimissioni di chi ha ordinato tanta violenza.


Non solo Rajoy, ma anche Pedro Sanchez, Matteo Renzi e Martin Schulz dovrebbero vergognarsi.

IN DIFESA DELLE URNE, MIGLIAIA DI CATALANI OCCUPANO LE SCUOLE PER DIFENDERE IL DIRITTO DI VOTARE

Vigilia del referendum per l'indipendenza della Catalogna, il simbolo da difendere è l'urna, l'immagine di una scatola attorno alla quale si gioca la partita decisiva del diritto a decidere e la difesa della democrazia.

catalogna-scuole-occupate

 

da CincoDias:

Mientras el portavoz del Gobierno, Íñigo Méndez de Vigo, aseguraba desde Madrid que el referéndum no se celebraría, en Barcelona, el vicepresidente de la Generalitat, Oriol Junqueras, el consejero de Presidencia, Jordi Turull, y el consejero de Asuntos Exteriores, Raül Romeva, posaban sonrientes ante una suerte de urna. No es la típica urna transparente de metacrilato, sino que se trata de un cubo de plástico, con el logo de la Generalitat, una tapa y precintos rojos. Es algo así como un contenedor, algo aparatoso, pero que se puede transportar en dos piezas, lo que permite sortear posibles controles.

 

 

Se dentro le urne - quelle poche che si sarà riusciti a difendere dai ventimila poliziotti di Madrid - la sera di domenica 1 ottobre saranno state deposte migliaia di schede, la vittoria dei Catalani sulla stupida arroganza del governo Rajoy sarà legittima ed evidente a tutto il mondo.

 

catalogna scuole occupate 2

Nell'Europa del terzo millennio i cittadini sono costretti ad occupare le scuole e i luoghi deputati a contenere le urne elettorali per difendere il diritto al voto e alla libertà di espressione di un intero popolo. Padri e figli con i sacchi a pelo si ritrovano in un momento di grande emozione e solidarietà.

Il referendum catalano si sta trasformando giorno dopo giorno in un evento sociale e politico inimmaginabile, un punto di non ritorno anche per le generazioni future.

 

Dietro la faccia di Rajoy si nasconde l'intera classe politica che ha devastato l'Europa negli ultimi 10 anni. Questi personaggi sono riusciti nell'impresa impossibile: trascinare il cuore dell'Europa moderna in una situazione da guerra di liberazione anticoloniale del '900.

 

 trattori catalogna

A Barcellona iniziano ad arrivare anche i trattori degli agricoltori

da ABC Espana: 

«He venido porque estamos en un país donde no se deja votar ni nada. Vengo por la democracia, de Villafranca del Penedès», se presentó. Otros vinieron de Manresa.
Algunos conductores pararon en el bar de la esquina de nombre «Ítaca». El dueño, un ciudadano chino, les dio la bienvenida a «I-tá-ca».
Pep Riera, veterano líder sindical, arreó contra Rajoy y Montoro. «Estos estúpidos han pisado nuestros derechos (...) no nos movemos únicamente por intereses económicos, nos movemos por dignidad», gritó entre aplausos a favor de los «productos catalanes». Y llamó a la «revolución de los payeses» como sus antepasados en 1640, pero adaptando el guión: «¡Visca la terra i mori el mal govern!». «¡La terra serà sempre nostra!».

 

Trump con Rajoy contro la Catalogna

Trump appoggia Rajoy nella repressione del referendum per l'indipendenza catalana.

trump rajoy

Il primo ministro spagnolo è andato ad elemosinare l'appoggio del presidente USA nella crisi aperta da Madrid contro la Catalogna.

E Trump è stato ben lieto di darlo con una dichiarazione che farà arrabbiare tutti i catalani e anche molti spagnoli." Espagna es un gran paìs y deberìa permanecer unido". E pensare che  Trump aveva promesso in campagna elettorale che l'America non si sarebbe mai dovuta immischiare negli affari interni di altri paesi.

Certamente Rajoy lo avrà impietosito a tal punto da costringerlo a smentirsi.

Repressione in Catalogna - 2

Una settimana fa avevo esitato a postare la foto del partigiano fucilato dai miliziani franchisti durante la guerra di Spagna del secolo scorso. Mi sembrava un accostamento forte ed estremo, tra due situazioni distanti e diverse.

Questa mattina leggo le dichiarazioni del presidente dell'assemblea catalana Puigdemont :

Puigdemont acusa a Rajoy de ser el “guardián de la tumba” de Franco

 

Da La Vanguardia :

El presidente de la Generalitat, Carles Puigdemont, ha acusado este viernes al Gobierno de Mariano Rajoy de ser el “guardián de la tumba” de Franco y ha animado a los catalanes a votar ‘sí’ a la independencia para poder redactar una Constitución sin “militares franquistas” al lado.

En un acto del PDeCAT en Sant Cugat del Vallès (Barcelona), Puigdemont ha ironizado con la llamada “operación Anubis” desplegada por el Gobierno del Estado para impedir que el 1 de octubre se celebre un referéndum en Catalunya.

Puigdemont ha recordado que Anubis es un “dios egipcio de la muerte y de los funerales, el guardián de las tumbas”, y ha añadido: “Ya sabemos de qué tumba son guardianes estos señores, y no está aquí sino que está en el Valle de los Caídos”.El president ha aprovechado también para ironizar sobre la llegada de tres barcos para policías y guardias civiles atracados en puertos catalanes, dos en Barcelona y uno en Tarragona: “Después de esperar tantos años que los tanques entraran por la Diagonal, y ahora resulta que vienen los barcos por nuestros puertos, cargados de policías”.

Inizia la "maratona per la democrazia" nell'università di Barcellona occupata dagli studenti

https://youtu.be/H9l-6qmKpv4

Il sito di   "Università per la Repubblica"

 

Universitats per la República, com a plataforma que agrupa la comunitat universitària catalana en defensa del referèndum i la democràcia, volem denunciar la deriva autoritària i antidemocràtica de l’Estat espanyol dels últims dies, des de la persecució de més de 700 alcaldes catalans o el tancament de webs, fins a la suspensió d’actes polítics en locals municipals, passant per l’entrada i registre de la Guardia Civil en diaris o impremtes. Creiem que aquesta situació és totalment anòmala en una democràcia i que està fent miques molts dels drets i llibertats conquerits per la gent, alhora que posa en perill les normes de funcionament bàsic d’una societat moderna com la nostra. Només cal veure com, a tall d’exemple, la policia local ens ha requisat octavetes al Campus Diagonal, cosa que atempta clarament contra el dret a la llibertat d’expressió, i que és una mostra més del caràcter repressiu i antidemocràtic de l’Estat espanyol.