Quattro schiaffoni a Donald Trump

In un solo giorno il Presidente USA riceve quattro schiaffoni su altrettante questioni di vitale importanza:


1) l'ex capo FBI Comey rivela che Trump gli chiese di NON indagare sul suo principale consigliere Flynn (poi costretto alle dimissioni);

2) il parlamento della Corea del Sud ha approvato la richiesta di ritiro dei missili americani THAAD, schierati in funzione anti-Nord sul suo territorio;

3) il dittatore di Pyongyang, Kim Yong-un lancia una scarica di missili balistici capaci di colpire le navi da guerra USA al largo della penisola coreana;

4) l'ISIS, su ordine dell'Arabia Saudita, attacca due luoghi simbolo dell'Iran - Parlamento e mausoleo di Khomeini - provocando morti e feriti e dimostrando che il terrorismo, che Trump dichiara di combattere, in realtà è schierato con il suo amico-alleato saudita.

Ecco l'Islam che piace a Trump

Dicono che sia pazzo, bugiardo, infantile, ma Donald Trump nei momenti importanti dimostra la sua vera inclinazione, quella del biscazziere e del televenditore.
E' riuscito a vendere 100 miliardi di dollari di nuove armi all'Arabia Saudita, il paese che ha finanziato i mandanti della strage dell'11 Settembre e i tagliagole dell'ISIS, l'unico guarda caso ad essere rimasto fuori dal gruppi di paesi islamici inclusi nel divieto di ingresso negli Stati Uniti di tre mesi fa.


In questo caso, la parte dell'ingenuo sprovveduto teleimbonito la fa il popolo americano che lo aveva eletto presidente per fare "America First" e che aveva "comprato" le sue promesse elettorali prima e il suo staff paramilitare dopo.


I trumpiani ribattono che l'America ci guadagna due volte nel vendere le armi prodotte dai "suoi lavoratori" agli indigeni arabi che le usano per controllare la situazione geopolitica del medio oriente nell'interesse degli Stati Uniti. E in fondo in fondo, l'Arabia Saudita è una monarchia amorevole verso i suoi sudditi di sesso maschile, come dovrebbe essere anche negli USA, e quanto alle donne ... è il male minore.
Business is business, come direbbe Macron, il quale invece si trova costretto a dover vendere le armi all'Iran per controbilanciare quelle americane vendute ai sauditi.
Il tutto nel nome della "pace" in medio oriente, quella che i siriani hanno conosciuto negli ultimi cinque anni, e che gli egiziani e i turchi apprezzano dentro le galere di Al Sisi ed Erdogan.

Se ne parlerà nei prossimi giorni al G7 dei mercanti d'armi nello scenario di Taormina che si affaccia sul medio oriente. Ma prima Donald Trump avrà fatto visita a Papa Francesco per comprare le indulgenze necessarie ad accedere in Paradiso.

RUSSIAGATE, F.B.I. licenzia Trump

Aggiornamento di RUSSIAGATE, Trump licenzia l'FBI 

 

Il New York Times rivela che Trump chiese a Comey, capo del FBI licenziato pochi giorni fa, di insabbiare l'inchiesta sui legami di Flynn, braccio destro del Presidente, con i Russi.

“I hope you can let this go”, spero che tu lasci perdere questa faccenda, avrebbe detto Donald a Comey. Il quale ha preso nota di tutto, perché non si sa mai...

L'America, che sperava di diventare Great Again, fa fatica a credere a quello che sta accadendo e si interroga su come uscire da una situazione tragicomica. Il New York Times suggerisce di non ricorrere all'impeachment per togliere il peso di Trump sulla Casa Bianca: basta applicare il 25° Emendamento che consente al Congresso di rimuovere un Presidente "incapace" di adempiere al suo mandato a causa di malattie o gravi impedimenti. Nel caso di Trump c'è solo l'imbarazzo della scelta.

RUSSIAGATE, Trump licenzia l'FBI

Con una mossa disperata Donald Trump licenzia il capo dell'FBI Comey proprio mentre emergono nuovi particolari sui legami con la Russia durante la campagna elettorale.

 

Il direttore dell'FBI stava collaborando nell'indagine della commissione di inchiesta del Congresso, fornendo ai membri parlamentari il materiale che dimostra il coinvolgimento di Flynn - braccio destro di Donald Trump - nella pianificazione degli attacchi russi ai computer dello staff di Hillary Clinton.

Il licenziamento di Comey toglie alla commissione bipartisan l'unica fonte di accesso al materiale raccolto sul patto segreto Putin- Trump per portare quest'ultimo al potere negli USA.

Il licenziamento di Comey è un gesto dittatoriale che non ha precedenti nella storia americana, perché neanche Nixon ebbe il coraggio di fare altrettanto durante il Watergate.

 

Da POLITICO: 

Outside the committee’s secure office spaces Tuesday night, news of Comey’s firing was met with shock, and a tangible fear that members — after months of working to ensure the probe was bipartisan and credible — may have just lost their key ally. Despite treading across fiercely political territory, Comey has won at least grudging approval, if not high marks, from the committee’s Republicans and Democrats who saw him as one of the few adults in the room.

“I think it’s safe to say that Jim Comey had the trust of both Republicans and Democrats,” panel vice chair Mark Warner (D-Va.) said in an interview.

 

Dal New York Times:

In Trump’s Firing of James Comey, Echoes of Watergate

The Watergate comparison was unavoidable. When Mr. Cox, the special prosecutor, subpoenaed Nixon for copies of White House tapes, the president ordered that he be fired. Both Attorney General Elliot Richardson and his deputy, William Ruckelshaus, refused and resigned instead. The third-ranking Justice Department official, Solicitor General Robert H. Bork, complied with Mr. Nixon’s order and fired Mr. Cox.

Democrats saw parallels. “This is Nixonian,” Senator Bob Casey, Democrat of Pennsylvania, said in a statement.

 

 

Trump peggiora

Alla vigilia del possibile attacco militare alla Corea del Nord, il Presidente USA chiede i soldi alla Corea del Sud per l'uso dei missili THAAD e minaccia la cancellazione dei trattati commerciali con Seul.  

Intervistato dalla Reuter in occasione dei 100 giorni dall'inizio della Presidenza, Donald Trump accentua i segnali di squilibrio già manifestati in altre situazioni con capi di Stato, giornalisti o personaggi dello spettacolo. 

Chiede soldi in modo ossessivo e continua a parlare della campagna elettorale dello scorso autunno. I presenti annuiscono in silenzio, imbarazzati ... qualcuno pensa - senza dirlo - toglietegli la valigetta ...

 

Gentiloni ha le prove che Trump è pazzo

Da mesi si susseguono voci e battute sulla salute mentale di Donald Trump.


Il New York Times del 13 febbraio scorso titolava: "Mental Health Professionals Warn About Trump"
"Mr. Trump’s speech and actions demonstrate an inability to tolerate views different from his own, leading to rage reactions. His words and behavior suggest a profound inability to empathize. Individuals with these traits distort reality to suit their psychological state, attacking facts and those who convey them (journalists, scientists)."

Pochi giorni fa Independent pubblicava il resoconto di una ricerca di alcuni psichiatri americani
"Donald Trump has 'dangerous mental illness', say psychiatry experts at Yale conference"
Mental health experts say President is 'paranoid and delusional'
Speaking at the conference at Yale’s School of Medicine on Thursday, one of the mental health professionals, Dr John Gartner, a practising psychotherapist who advised psychiatric residents at Johns Hopkins University Medical School, said: “We have an ethical responsibility to warn the public about Donald Trump's dangerous mental illness.”

Opinioni di professori che attaccano Trump per apparire sui giornali ?
Non sembrerebbe, perchè le conferme sul precario stato mentale del Presidente americano arrivano da fonti insospettabili, come dimostra la notizia che Trump avrebbe chiesto a Gentiloni di pagare il conto della NATO.
Da Repubblica del 24/4:
"Con il primo ministro italiano abbiamo scherzato: 'forza, dovete pagare, dovete pagare', gli ho detto. E pagherà". Al tentativo del giornalista di Ap di avere dettagli più concreti ("Glielo ha detto? Glielo ha detto nel vostro incontro privato?"), Trump ha glissato: "Finirà per pagare. Ma prima di me nessuno glielo aveva chiesto. Nessuno. Nessuno gli aveva chiesto di pagare. Questo è quello che intendo quando dico che la mia è un tipo di presidenza diversa dalle altre".
Trump che chiede all'Italia di pagare di più per le spese della NATO - e ci crede davvero - è la prova inconfutabile che le rotelle sono fuori posto.

Gentiloni può testimoniare.

La messinscena dei missili di Trump

Dopo il lancio di missili Tomahawk sulla base aerea siriana in risposta alla strage di civili con bombe chimiche si confrontano due ipotesi.


La prima è quella che va per la maggiore e attribuisce a Trump il merito di aver cambiato strategia sia su cosa fare im medio oriente e soprattutto su come "trattare" con Putin, per arginarne l'iniziativa e il predominio.

(leggi tutto)

 

Xi Jinping in America per turismo e affari

Doveva essere il vertice geopolitico dell'anno e invece la visita del boss cinese Xi Jinping negli Stati Uniti di Trump si è ridotta a poco più di una scampagnata turistica contornata da accordi di business poco trasparenti.


Il presidente americano ha nascosto al cinese che aveva cose più importanti da sbrigare - ordinare il lancio di missili sulla Siria e twittare per godersi il plauso internazionale.


Finita la gita turistica, Donald ha salutato Xi con "see you in Pyongyang", quando nella capitale della Corea del Nord liberata andrà a inaugurare il suo prossimo resort casinò.

 

ARRIVANO I NOSTRI (!?): missili di Trump sulla Siria

"Tonight, I ordered a targeted military strike on the air field in Syria from where the chemical attack was launched"

 

La Russia è stata informata prima dell'attacco, e si rafforza l'ipotesi di una mossa combinata.

 

dalla CNN

(CNN) The United States launched a military strike Thursday on a Syrian government target in response to their chemical weapons attack that killed dozens of civilians earlier in the week.

On President Donald Trump's orders, US warships launched 50 to 60 Tomahawk cruise missiles at a Syrian government airbase where the warplanes that carried out the chemical attacks were based, US officials said.
The strike is the first direct military action the US has taken against the regime of Syrian President Bashar al-Assad in the country's six-year civil war and represent a substantial escalation of the US' military campaign in the region, which could be interpreted by the Syrian government as an act of war.