Cronache Trumpiane

Se Brandon Victor Dixon fosse Presidente

 

"There's nothing to boo here, we're all here sharing a story of love," Dixon said. "We have a message for you, sir."

"Vice President-elect Pence, welcome. Thank you for joining us at Hamilton - An American Musical. We, sir, are the diverse America who are alarmed and anxious that your new administration will not protect us, our planet, our children, our parents, or defend us and uphold our inalienable rights, sir. But we hope this show has inspired you to uphold our American values, and work on behalf of ALL of us," Dixon said.

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La "squadra" di Trump

 

Mike Pompeo, nuovo capo della CIA - famoso per aver sostenuto (e praticato) la legittimità della tortura nei confronti dei sospettati di terrorismo e per aver chiesto la condanna a morte di Edward Snowden.

 

Mike Flynn, ex-generale, nuovo consigliere per la Sicurezza Nazionale (ministro degli Interni) - famoso per aver twittato "la paura nei confronti dei musulmani è razionale" e per l'amicizia verso Putin.


Jeff Sessions, senatore dell'Alabama, nuovo ministro della Giustizia - famoso per aver espresso dubbi sul fatto che gli afro-americani siano americani.

(prosegui )

 

L'incubo TRUMP è appena all'inizio

Donald J. Trump via TWITTER
 
@realDonaldTrumpNightmare

Just had a very open and successful presidential election. Now professional protesters, incited by the media, are protesting. Very unfair!

Berkeley's News | The Daily Californian

Thursday, November 10, 2016

Thousands attend fiery anti-Trump protest in Oakland

 

 http://fusion.net/

Earlier on Friday, high schools across the country experience walkoutsas students rebelled against the idea of a Donald Trump presidency.

The protests even extended overseas.

 

#NotMyPresident: Protesters take to the street in cities across the country in defiance of President-elect Trump

 

Nobody south on Fairbanks

(post in aggiornamento)

Cigno Nero Donald TRUMP è il nuovo Presidente degli Stati Uniti

Non è ancora l'alba in Italia ma si sta prospettando l'evento impossibile : la vittoria di Donald Trump nella corsa a Presidente degli Stati Uniti d'America. Ascolto in televisione gli opinionisti che solo ora scoprono l'acqua calda.

Se Trump vince non significa che hanno vinto gli americani, ha perso l'establishment mediatico-finanziario della Clinton Foundation, ha perso Obama, ha perso Yellen e Wall Street, ha perso Bloomberg, ha perso il partito repubblicano, ha perso Goldman Sachs e JP Morgan. 

Ha vinto USEXIT, il Cigno Nero è tornato.

Bernie Sanders avrebbe vinto, ma non gli è stato consentito di partecipare. 

Ha vinto Julian Assange e WikiLeaks.

 

Ha perso il New York Times : 

Donald Trump Is Elected President in Stunning Repudiation of the Establishment

The triumph for Mr. Trump, 70, a real estate developer-turned-reality television star with no government experience, was a powerful rejection of the establishment forces that had assembled against him, from the world of business to government, and the consensus they had forged on everything from trade to immigration.

The results amounted to a repudiation, not only of Mrs. Clinton, but of President Obama, whose legacy is suddenly imperiled.

Hpaytoplay CLINTON è il nuovo Presidente degli Stati Uniti

H PaytoPlay Clinton President

E' mercoledì mattina del 9 novembre 2016. Hillary Rodham Clinton è il 45° Presidente degli Stati Uniti d'America, prima donna eletta in questa carica, prima moglie di un ex Presidente, prima personalità politica eletta con un'inchiesta del FBI in corso.

Hillary Clinton se la sono scelta gli americani, e saranno affari loro. A noi che stiamo dall'altra parte dell'Atlantico, sulle coste del mare interno dove si affacciano e si scontrano le minacce più grandi alla sopravvivenza dei popoli, alla vita delle persone, alle speranze di un futuro dignitoso, cosa potrà venirne di più o di meno dalla vittoria della Clinton Foundation?

Per noi si prospettano tempi duri e pericolosi, se non saremo in grado di avviare subito una scelta di forte e vera autonomia dalle direttive di politica estera degli USA e dalle imposizioni delle grandi banche e corporation sponsor della Presidenza Clinton.

Il modello politico di Hillary Clinton, il famigerato "pay to play" (se vuoi giocare, paga) sarà globalizzato e incorporato nei modelli politici dei paesi alleati, diventerà la normale filosofia di gestione della rappresentanza politica e della diplomazia. Purtroppo ne vedremo presto alcune anticipazioni, perché sull'onda della vittoria di Clinton, anche Renzi, ad esempio, riceverà la spinta necessaria per vincere il referendum e far passare la nuova e la futura costituzione reale: paytoplay, by JP Morgan.

 

PS
So che oggi è domenica 6 novembre, ma siccome il risultato è scontato - ameno che i sondaggi non siano truccati - e mercoledì non avrò tempo per scrivere, ho anticipato la mia opinione "a caldo" senza timore di essere smentito.

Ecco chi vince e chi perde tra tre giorni nelle Presidenziali degli Stati Uniti d'America

USA 2016immagine in basso: Adbusters - http://www.adbusters.org/article/punditry-by-other-means/

 

Sono state le elezioni presidenziali più interessanti a memoria d'uomo, non so in America ma nel resto del mondo si. Hanno consentito di svelare personaggi e situazioni che altrimenti sarebbero rimaste nascoste chissà per quanto tempo. Hanno mostrato anche ai più reticenti i volti e i meccanismi della manipolazione e della corruzione, dai politicanti, ai banchieri e agli intoccabili poteri della comunicazione.


Queste elezioni presidenziali hanno consentito ad un oscuro gruppo di hacker, con la regia remota di un "ospite" dell'ambasciata di una paese il cui PIL è inferiore a quello di New York, di diventare il punto di riferimento indiscusso e attendibile dell'informazione mondiale.
Grazie a WikiLeaks, chiunque vincerà nella notte di martedì tra Hillary Clinton e Donald Trump dovrà sapere che c'è qualcuno che riesce a sapere e a diffondere quello che loro vorrebbero nascondere.
La gigantesca e costosissima macchina propagandistica di HRClinton non ha potuto fare nulla contro lo stillicidio di email diffuse durante i mesi cruciali della campagna elettorale. E se l'FBI è stata costretta a riaprire gli occhi sotto il diluvio di email, è stato grazie al gruppo di Julian Assange, e non per le simpatie di Comey verso Trump.

Le elezioni Presidenziali USA hanno disvelato una classe politica impensabile, neanche all'epoca oscura di Bush. Il prodotto più evidente e maleodorante della crisi sociale e morale degli Stati Uniti è sicuramente Donald Trump, il tycoon cettolaqualunque, che però deve ringraziare sia Obama che il Partito Repubblicano, per averlo reso possibile e preferibile agli occhi della gente, trasformandolo da affarista-razzista-sessista a leader politico "alternativo" all'establishment.


Il vero vincitore martedì prossimo è Julian Assange: sei mesi fa non era sicuro di arrivare alla fine della campagna elettorale, qualcuno ha provato ad eliminarlo o a limitarne l'agibilità, ma Assange è stato capace di arrivare fino in fondo. I suoi avversari, per denigrarlo, danno il merito a Putin, senza il quale il capo di WikiLeaks sarebbe già in fondo ad un pozzo o galera. E' probabile che i russi abbiano accolto la sua richiesta di autostop, così come in passato hanno accolto quella di Snowden. Ma questo è solo la conferma del fallimento della diplomazia di Obama, che per alcuni anni è stata affidata a HRClinton, la deriva di un paese che un tempo si vantava di essere un bastione delle libertà e oggi è la centrale dello spionaggio di massa. 

Il vero sconfitto di queste elezioni è il Partito Democratico, quello che una volta campava di rendita sulla memoria di J F Kennedy e Martin Luther King e che oggi esce dalla campagna elettorale con una reputazione degna di una cosca mafiosa, la cosiddetta Clinton Foundation, dedita al traffico internazionale di armi, denari, interessi, il pizzo chiamato "pay to play".

Per completare il lato tragicomico delle prossime elezioni, è arrivato anche Guccifer 2.0, di professione hacker internazionale, che ha fatto sapere che se qualcuno prova a truccare il voto, ci penserà lui a scovarlo perchè si è già registrato tra gli osservatori che vigilano sulla regolarità elettorale.
Peccato che il divertimento stia per finire, da mercoledì prossimo ci aspettano solo brutte notizie.

I cittadini americani devono sapere se HILLARY CLINTON è stata ricattata dal maniaco WEINER

La stampa internazionale ancora non riesce ad ammettere la semplice ipotesi che emerge dalle dichiarazioni del capo del FBI sulle email di Hillary Clinton. Ricatto, blackmail, la futura Presidente degli Stati Uniti d'America era ricattata da un banale maniaco sessuale, Anthony Weiner, ex politicante del partito di Obama, marito della collaboratrice più in vista dello staff clintoniano Huma Abedin.

hillary clinton blackmailed


Il ricatto si basava sulla scoperta che il maniaco aveva fatto utilizzando il computer condiviso della moglie, su cui aveva trovato migliaia di email "classificate" cioè segrete della Clinton.
Il politicante Weiner è un personaggio spregevole quanto spregiudicato e ha fiutato subito l'affare: quelle email potevano essergli utili per chiedere favori in cambio della bocca cucita nel pieno della scandalo email e della "leggerezza" o "negligenza" con cui HRC comunicava gli affari di Stato. Quello del possibile uso ricattatorio delle email trafugate dai server privati è sempre stato uno degli argomenti principali sollevati dagli analisti politici. La Clinton è ricattabile, tanto più se eletta Presidente, per via di quelle migliaia di email classificate sparse chissà dove e in quale mani.
Il caso ha voluto che l'FBI abbia spulciato nel computer di Weiner trovandoci le email del ricatto, oltre alle schifezze del maniaco, e James Comey non ha potuto più fare finta di nulla, come ha scritto in un memo inviato al suo staff:


"I feel an obligation to do so given that I testified repeatedly in recent months that our investigation was completed. I also think it would be misleading to the American people were we not to supplement the record."

 


La Clinton, che ha fama di essere una bugiarda seriale, ha reagito incredula, chiedendo che l'FBI dica subito tutto quello che sa, ma si tratta di una mossa dettata più dall'angoscia di sapersi vulnerabile che dalla reale volontà di far rivelare i retroscena.
Nella sua posizione, Hillary Clinton aveva l'obbligo di denunciare il ricatto, anzichè nasconderlo, ma se lo avesse denunciato avrebbe avvalorato le tesi di coloro che denunciavano la pericolosità della sua "negligenza" e quindi l'impossibilità di aspirare alla Casa Bianca. Quale è stata la trattativa tra la ricattata e il ricattatore ? se, e quale prezzo è stato pagato?
L'FBI ha già fatto sapere che le sue indagini non potranno concludersi prima del 8/11, cioè del voto. Significa che prima di quella data non saranno fatte trapelare altre notizie, almeno dai loro uffici, e quindi nessuno sarà autorizzato ad avvalorare l'ipotesi di Hillary Clinton ricattata da un maniaco.

Ma ormai è evidente che la Clinton ha buone probabilità di essere eletta e subito dopo finire in una procedura di impeachment. La prima donna Presidente degli USA seguirebbe le sorti della prima donna Presidente del Brasile...

FBI, email rivelano che HILLARY CLINTON era ricattata dal marito delinquente di una sua stretta collaboratrice

La lettera con cui il capo del FBI James Comey ha informato il Congresso che Hillary Clinton è coinvolta in un'inchiesta sull'ex marito della sua collaboratrice Huma Abedin è una bufala o un pre-impeachment ? L'ipotesi è che Clinton sia coinvolta in un caso di blackmail, lettere ricattatorie, e lo abbia tenuto nascosto.

FBI-Letter.pdf (404,56 kb)

 
Hillary Clinton
 
Come è possibile che il capo di una delle più potenti istituzioni americane a 11 giorni dalle elezioni presidenziali decida di lanciare un ordigno contro la favorita alla Casa Bianca? dopo aver minimizzato e salvato la stessa Clinton nello scandalo delle "email di Stato" tre mesi fa?
 
La lettera del FBI non contiene alcun elemento che possa far intuire le motivazioni di una decisione così grave, ma la logica degli avvenimenti e dei personaggi che ruotano attorno alla vicenda lascia intravedere quello che da molti era stato ipotizzato: l'uso disinvolto e "negligente" con cui Hillary Clinton ha gestito le comunicazioni riservate quando era Segretario di Stato ha esposto la sua funzione e l'intero paese al rischio che informazioni riservate potessero finire nelle mani sbagliate e utilizzate per mettere in difficoltà le istituzioni. Ed è quello che probabilmente è accaduto nel caso di Anthony Weiner, l'ex marito sessuofobico di Huma Abedin, collaboratrice tra le più intime dello staff Clinton. 
 
 dal New York Times: According to numerous reports on Friday evening, the new emails were discovered during the bureau’s investigation of Anthony Weiner, the estranged husband of Huma Abedin, an aide and confidante of Mrs. Clinton’s. Mr. Weiner is being investigated in connection with illicit text messages he sent to a 15-year-old girl in North Carolina.
 

Weiner era indagato per aver commesso oscenità e molestie nei confronti di una ragazza di 15 anni e da uno dei suoi computer sequestrati sarebbero saltate fuori alcune delle email segrete e cancellate dai server di Hillary Clinton: le email ricevute e trasmesse dalla Abedin  sarebbero finite nelle mani del marito Weiner che le avrebbe utilizzate per ricattare - blackmail - la Clinton, per farsi salvare dalle inchieste che lo stavano travolgendo (Weiner era in politica per il Partito Democratico).
La Clinton era a conoscenza del fatto che le sue email di Stato erano possedute e conosciute da un personaggio così squallido? e cosa ha fatto per tutelare gli interessi di Stato contro il rischio di un uso ricattatorio di informazioni riservate ?

Di fronte a questa scoperta il capo del FBI Comey ha capito che non poteva non agire, dopo aver valutato i pro e contro di una iniziativa così clamorosa: tacere fino a dopo le elezioni, che fino a ieri potevano considerarsi vinte certamente dalla Clinton, avrebbe significato scatenare una crisi istituzionale  ancora più grande di quello che oggi potrebbe succedere. L'accusa ad un Presidente degli Stati Uniti di aver taciuto o di essersi piegato ad un ricatto comporterebbe automaticamente la richiesta di impeachment, e per la Clinton sarebbe  il più veloce di tutti i tempi.
Lanciare la bomba adesso, a pochi giorni dal voto, tutto sommato è stata la scelta più neutra che potesse fare:
"io, capo del FBI, vi comunico che il futuro presidente degli Stati Uniti Hillary Clinton ha qualche ombra su cui dovremmo fare luce, ma se voi elettori decidete di votarla comunque, sono affari vostri e ne prendo atto, saranno i membri del Congresso a decidere il destino della Presidente Clinton".

A questo punto si riapre la corsa a chi è il peggiore: Trump il razzista sessista evasore o Clinton l'affarista bugiarda ricattata? E siccome le email che circolano sulla Clinton e famiglia sono ormai migliaia e migliaia, e non gliela si fa a leggerle tutte prima del 9/11,  gli americani potrebbero anche decidere di lasciar correre?  

Sono contento per Julian Assange: adesso Obama dovrà smetterla di perseguitarlo con l'accusa di essere alle dipendenze di Putin per danneggiare le elezioni presidenziali degli Stati Uniti.
 

La bomba DUTERTE che Obama lascia in eredità

In tutto il mondo - ad esclusione delle Filippine - il nome di Rodrigo Duterte risulta sconosciuto al 99% della gente, ma tra qualche mese sarà più famoso di Renzi.

Rodrigo Duterte

Duterte è il Presidente filippino in carica da giugno scorso che si è fatto conoscere dalle diplomazie internazionali per aver insultato l'ambasciatore e il presidente americano, aver fatto il dito medio nei confronti dell'Unione Europea, aver minacciato l'uscita dall'ONU, essersi paragonato a Hitler e aver dato l'ultimatum agli USA perché ritirino le basi militari dal paese. E' famoso per le simpatie a suo dire "di sinistra", per aver santificato il defunto e tristemente noto dittatore Marcos, per aver demandato la lotta ai narcotrafficanti agli squadroni della morte - che per errore eliminano anche qualche dissidente - e soprattutto per aver promesso a Xi Jinping di portare le Filippine nella sfera di influenza politico-militare della Cina entro i prossimi due anni.

Rodrigo Duterte, in Japan, Calls for U.S. Troops to Exit Philippines in 2 Years

 

Obama non farà a tempo ad occuparsene e lascerà in eredità a Hillary Rhodam Clinton (HRC) il compito di eliminare il problema.
Perchè sul piano geopolitico il cambio di alleanze promesso da Duterte è una bomba ad orologeria di portata gigantesca, con reazioni a catena in tutta la dorsale dell'Oceano Pacifico, dalla Corea del Nord in giù, ed è ovvio che un presidente degli Stati Uniti, chiunque fosse, dovrà metterlo ai primi posti dell'agenda politica.

Rodrigo Duterte, che qualcuno definisce il Trump delle Filippine, è il classico prodotto della politica estera americana degli ultimi decenni, compresa l'epoca dell'ex segretario di stato e futuro presidente USA, HRC, fatta di miopia e arroganza che si tramuta in impotenza nei confronti di personaggi come Duterte (ma lo stesso dicasi per altri) che vanno al potere sulla base di una legittima scelta elettorale di un popolo esasperato dalle disuguaglianze, violenze, povertà e corruzioni.

Gli Stati Uniti cercheranno di defenestrare "Duterte il pazzo" prima che l'asse con Pechino si consolidi a tal punto da rendere irreversibile la nuova gabbia in cui le Filippine si andranno a cacciare ?, oppure ne faranno merce di scambio nella partita su Taiwan, a cui Xi Jinping è molto sensibile, o quella del Mare del Sud che coinvolge altri paesi come il Vietnam?. Oppure daranno per persa la partita a sud e lanceranno l'attacco militare a nord per eliminare il pazzo coreano?
Tutte situazioni che porteranno Rodrigo Duterte al centro della ribalta internazionale, ed è per questo che molti ignari cittadini dovranno imparare il suo nome.

Cyber-OBAMA contro Julian ASSANGE

AGGIORNAMENTO: Non è un cyberattack ma solo che l'ambasciata dell'Ecuador non ha soldi per pagare la bolletta Internet di Assange. Rafael Correa ha chiesto un prestito a Goldman Sachs che in cambio vuole garanzie ...

... che non siano più pubblicate da WikiLeaks le email di Hillary Clinton o le trascrizioni dei suoi discorsi alle convention della banca d'affari.

 

Gli USA hanno scatenato il cyber-attack contro Julian Assange e l'ambasciata dell'Ecuador a Londra, come avevo previsto, https://www.menoopiu.it/post/cyber-obama-contro-putin-o-contro-wikileaks.

Julian Assange's internet link has been intentionally severed by a state party. We have activated the appropriate contingency plans.

Si tratta di una gravissima violazione da parte degli Stati Uniti, ai danni di un cittadino e di uno Stato straniero.

 

Cyber-OBAMA contro PUTIN o contro WikiLeaks?

Mentre prepara gli scatoloni per il trasloco dalla Casa Bianca, Obama trova il tempo per far sapere che il prossimo inquilino non può essere Donald Trump alias Vladimir Putin.


Ma se per mettere all'angolo il pazzo miliardario bastano le rivelazioni di decine di donne oggetto delle sue attenzioni morbose, per meritarsi gli onori della Storia Obama dovrebbe sconfiggere il suo vero nemico Putin, cosa che finora non gli è riuscita né in Siria né in Ucraina.

L'ultima trovata è la cyber-war, che la CIA sarebbe pronta a scatenare contro bersagli russi civili e militari ma soprattutto contro la rete di WikiLeaks, colpevole di aver diffuso migliaia di email che rivelano in maniera documentata ed ineccepibile il sistema di potere con cui lo stesso Obama, il suo apparato e la designata alla successione, Hillary Clinton, hanno trasformato e condizionato la vita politica americana degli ultimi otto anni.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono le sterminate PODESTA EMAILS, che WikiLeaks sta rendendo pubbliche a puntate con rivelazioni sempre più imbarazzanti per l'establishment presidenziale.
Altro che attacco a Putin, l'obbiettivo di Obama è Julian Assange, colpevole di aver diffuso i documenti segreti sul TTIP, TPP, TISA e gli accordi (segreti) di Obama con i banchieri di Wall Street.

 

http://www.politico.com/story/2016/10/obama-attack-trump-ohio-229799
President Barack Obama ripped Donald Trump here Friday as a man who’s embraced an attack on the “global elite” only after failing to be accepted as a member of the global elite himself, attacking the Republican nominee for running an anti-American campaign with paper-thin support that’s all about InfoWars.com conspiracy theories.
Rallying a skeptical crowd for Hillary Clinton at a small airport, Obama framed the 2016 election as a choice about democracy and moral values that goes way beyond politics — about the country coming together to reject a dangerous, self-centered cynic without “the basic honesty that a president needs” and the party that propelled that man to be its nominee.

https://www.rt.com/news/362868-kremlin-cyberattack-threats-us/
U.S. officials are convinced that the Russians are behind the election-centered hacks of sensitive information that could be a ploy to influence our upcoming presidential election. It's quite the accusation, though the Obama administration formally accused Russia of being behind these data breaches last week. Now, the CIA is reportedly cooking up some plan to deliver a cyber strike against our old Cold War adversary.

 

https://www.rt.com/op-edge/362869-cyber-war-us-russia/
RT spoke with Jim Jatras for his views on this latest ratcheting up of tensions between the two global nuclear powers.

RT: Would there be any justification for the CIA launching a cyber-attack on Russia in the absence of any good evidence Russia tried to interfere in the US presidential election?

Jim Jatras: This was given, it appears, as an exclusive to NBC; almost like a press-release that the government is giving out as a warning shot or really a threat against the Russians. And even though they are saying that this is connected to the election, there is no real evidence regarding the DNC and other things on WikiLeaks. What the statement says is that it is geared towards interference with the elections itself, with the voting. Anybody who is familiar with our system knows that that is next to impossible; we don’t have a single nation-wide voting system. We have 50 states and thousands of local, state and county systems, most of which are paper, most of which, even the electronic ones, not connected to the Internet. So the idea that Russia or anybody else could hack into those is just absurd. So, I don’t think that is what this is really about.

 

http://townhall.com/tipsheet/mattvespa/2016/10/15/report-cia-could-be-planning-a-cyber-strike-against-russia-n2232760


The Obama administration is contemplating an unprecedented cyber covert action against Russia in retaliation for alleged Russian interference in the American presidential election, U.S. intelligence officials told NBC News.
Current and former officials with direct knowledge of the situation say the CIA has been asked to deliver options to the White House for a wide-ranging "clandestine" cyber operation designed to harass and "embarrass" the Kremlin leadership.
The sources did not elaborate on the exact measures the CIA was considering, but said the agency had already begun opening cyber doors, selecting targets and making other preparations for an operation. Former intelligence officers told NBC News that the agency had gathered reams of documents that could expose unsavory tactics by Russian President Vladimir Putin.
Vice President Joe Biden told "Meet the Press" moderator Chuck Todd on Friday that "we're sending a message" to Putin and that "it will be at the time of our choosing, and under the circumstances that will have the greatest impact."
When asked if the American public will know a message was sent, the vice president replied, "Hope not."
So much for the Russian reset under Clinton and Obama, huh?

 

 Anche Renzi -  che incontra Obama portandosi dietro Benigni - sarà della partita? Per il momento il massimo che può permettersi sono 140 soldati in Lettonia. Per favore evitiamo le battute.

 

WikiLeaks svela un nuovo capitolo dell'accordo segreto TISA

WikiLeaks, nonostante la prigionia nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra a cui è costretto da troppo tempo il suo "editore" Julian Assange, è diventato ormai un punto di riferimento autorevole e indiscusso per chiunque voglia cercare o fare informazione sui fatti più rilevanti della vita politica, economica e sociale in tutto il mondo.

La collezione di documenti importanti ma tenuti segreti dai governi e dalle istituzioni internazionali, e la cui pubblicazione invece rappresenta un atto di smentita e rivelazione che aiuta a capire i meccanismi di potere che determinano le condizioni di tutti, è diventata sempre più grande.
Oggi sono stati pubblicati nuovi documenti su un accordo segreto di portata strategica, il TISA, Trade in Services Agreement, il più grande accordo commerciale di tutti i tempi:


... currently being negotiated by the US, EU and 22 other countries that account for over 2/3rds of global GDP.

According to World Bank figures services comprise around 75% of the EU economy, 80% of the US economy and the majority of economies of most countries. The global economy is shifting towards a service-oriented economy. Cross-border trade in services for around 13% of the global GDP in 2015; for the EU twice that figure (around 24% of its total GDP). But it is not just these numbers alone that prove that the TiSA negotiations deserve a much higher attention in the public discussion than they currently have.

Successful opposition mounted to TPP and TTIP by a broad spectrum of actors - from movements, to farmers, to elites - means the neo-liberal lobby now places its hopes in TiSA as the vehicle for rewriting global rules and for securing a charter of corporate rights behind closed doors.
The TiSA core text is not the main site of dissent, because it is designed to re-insert back into the WTO. It does reveal two major points of disagreement (most-favored nation treatment and domestic regulation) which are important because the US and EU are facing off on issues that are critical. The major disagreements that are likely to prove most problematic are occurring off stage in the annexes.

 

 Grazie al TISA, le multinazionali finanziarie (banche, assicurazioni ecc) e di servizi (Amazon, Uber ecc) avranno mano libera nel privatizzare e monopolizzare interi settori dell'economia dei paesi che sottoscriveranno l'accordo. 

 While TISA threatens to impose more extreme restrictions on governments, the problem lies with the core rules themselves. The following illustrates some of their main implications :


 Trade in services agreements treat services as marketable commodities, and deny or subordinate or deny altogether their social, cultural , environmental, employment, and development functions. People are not viewed as citizens or members of their communities ,  they are ‘consumers’.


 Those who provide the services do not need to have any connection to the people or communities that rely on their services – they can be ‘supplied’ from offshore, or by a temporary visitor, or through foreign firms who establi sh a local presence but whose priority is to deliver profits to offshore shareholders.


None of these ‘suppliers’ has any long term responsibility or accountability to the country that ‘consumes’ them.

 

Nei giorni scorsi WikiLeaks ha iniziato la pubblicazione delle Podesta Emails, migliaia di email scambiate da John Podesta, uomo onnipresente e onnipotente nello staff dei Clinton e nella vita politica americana, che si aggiungono alle altre che furono diffuse a luglio e hanno svelato il modo in cui gli organi di partito hanno truccato le primarie del partito democratico a danno di Bernie Sanders.


WikiLeaks series on deals involving Hillary Clinton campaign Chairman John Podesta. Mr Podesta is a long-term associate of the Clintons and was President Bill Clinton's Chief of Staff from 1998 until 2001. Mr Podesta also owns the Podesta Group with his brother Tony, a major lobbying firm and is the Chair of the Center for American Progress (CAP), a Washington DC-based think tank.

Le email sono una miniera di informazioni sui metodi di gestione e manipolazione della vita politica alla vigilia del voto di novembre per l'elezione del Presidente degli Stati Uniti e rappresentano un elemento importante per smontare uno dei cavalli di battaglia di H Clinton contro D Trump nella campagna elettorale più scandalosa della storia americana: dimostrano che l'alternativa non è tra l'Apocalisse Trump e la Salvezza Clinton ma che entrambi sono già la dimostrazione di come e perchè gli Stati Uniti d'America siano diventati un problema per il resto del Mondo.

 

https://wikileaks.org/tisa/analysis/201609_TiSA_Analysis-on-Core-Text/
https://wikileaks.org/podesta-emails/

Le volgarità di TRUMP sorpassano le bugie di HILLARY

Nella corsa a "chi è il peggiore" tra Donald Trump e Hillary Clinton, il primo prende un deciso distacco sulla seconda dopo la divulgazione di un video di 11 anni fa in cui il miliardario spiega i "concetti" alla base dei suoi rapporti con le donne. Il quadro è volgare e disgustoso anche per gli stomaci forti e maltrattati di molti americani.

 

Trump ha già fatto sapere che il prossimo dibattito televisivo tra lui e la Clinton avrà come tema principale di confronto le abitudini e i vizietti del marito Bill con le stagiste.

Hillary calls Trump's remarks "horrific" while she lives with and protects a "Rapist". Her actions are horrific.

La geopolitica, l'economia, i diritti civili, le disuguaglianze razziali, il massacro in Siria possono attendere.


La divulgazione quotidiana delle email della Clinton e della Fondazione omonima non appannano la supremazia di Donald.

 

It’s fitting that the election of Hillary Clinton as the first female president might have been sealed by Donald Trump’s treatment of women as subordinate, interchangeable, pliable playthings.
Trump — a compulsively public politician who has mouthed some of the most hilarious (intentionally or otherwise), offensive, fact-allergic and misogynistic statements by anyone competing in the public arena — might be ultimately undone by a private admission about a woman he wanted to have sex with.

There has never been a major party nominee like Trump, and there has never been anything like the release of Trump speaking about women in the most vulgar and demeaning terms in a 2005 hot mic recording — including the admissions that he made an apparently unwanted pass on a married woman and groped women he courted whether they liked it or not.
Americans don’t trust politicians (it’s one of the biggest reasons for Trump’s improbable rise), but they trust their eyes and ears. And the recording of Trump talking with radio and TV host Billy Bush makes a starker case that he’s unsuited to occupy the nation’s highest office — making Mitt Romney’s infamous leaked “47 percent” tape seem like a high-minded Great Courses lecture.

Read more: http://www.politico.com/story/2016/10/is-trumps-campaign-over-229341#ixzz4MVRRXDjp
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Nel establishment repubblicano, che per vari motivi non ha mai digerito la vittoria di Trump, si ritorna a parlare dell'ipotesi di defenestrare il pazzo e sostituirlo con il suo vice Pence, più compassato e meno esposto al rischio gaffe. Donald trump sostituito da Mike Pence
 
 

Per cercare di riequilibrare le sorti della corsa al peggiore, Wikileaks ha pubblicato le "Podesta emails" : The Podesta emails

 

The Podesta Emails

 

WikiLeaks series on deals involving Hillary Clinton campaign Chairman John Podesta. Mr Podesta is a long-term associate of the Clintons and was President Bill Clinton's Chief of Staff from 1998 until 2001. Mr Podesta also owns the Podesta Group with his brother Tony, a major lobbying firm and is the Chair of the Center for American Progress (CAP), a Washington DC-based think tank.

CLINTON 1 - TRUMP 0

Clinton vince facile su Trump il primo dibattito-show televisivo.

 

(CNN) Hillary Clinton was deemed the winner of Monday night's debate by 62% of voters who tuned in to watch, while just 27% said they thought Donald Trump had the better night, according to a CNN/ORC Poll of voters who watched the debate.

That drubbing is similar to Mitt Romney's dominant performance over President Barack Obama in the first 2012 presidential debate.
 
 
Huffington Post:

Republican nominee Donald Trump turned in the worst ― and I mean worst ― debate performance in modern times. It was so bad that in a normal year, it would disqualify him from getting anywhere near the White House.

But this is 2016, a year so weird, unsettled and unsettling, that even the spectacle of an unprepared and almost incoherent Trump, reeling from blow after blow from Democrat Hillary Clinton, may not be enough to slow him down. 

The electorate is divided and dug in, and the nominees are the most disliked since polling began. Even Monday’s televised mismatch may not move the numbers much. One snap poll, from PPP, showed Clinton the “winner,” 51 percent to 40 percent.

 

 Ma dopo la prima raffica di rialzi dei futures di Wall Street - una sorta di brindisi della finanza in omaggio della Clinton - i commenti politici a favore di EmailHillary si sono raffreddati. Addirittura i polls aperti di alcuni media online - CNBC o Fortune - hanno assegnato la vittoria a Trump con una partecipazione di voto di centinaia di migliaia.  Secondo il sondaggio aperto di CNBC, con oltre 600.000 voti, DT vince con il 63% contro il 37 di HC, mentre i lettori di Fortune danno 51 a 49 vincente DT e quelli di SLATE 54 a 46.
Nasce il sospetto che le grandi catene di sondaggi abbiano cercato di "pompare" con troppo anticipo la performance di HC .. come quando gli exit poll (vedi Brexit) si rivelano inattendibili.
 
 

La polizia USA uccide i neri come i razzisti linciavano nel 1800

il video dell'uccisione di Keith Scott

 

Le uccisioni sommarie di cittadini di colore da parte della polizia USA riportano alla mente i linciaggi razzisti del passato.

U.S. police killings are reminiscent of the past racial terror of LYNCHING, report by the U.N. Working Group of Experts on People of African Descent; http://www.ohchr.org/EN/Pages/Home.aspx

E' un giudizio durissimo quello emesso dal U.N. Working Group of Experts on People of African Descent dopo l'ennesimo omicidio perpetrato a Charlotte, North Carolina da poliziotti : Keith Scott, padre di 7 figli, è stato giustiziato sotto gli occhi di sua moglie Rakeyia che nel filmato implora la polizia di non ucciderlo, perchè era inerme e non aveva fatto nulla per essere ammazzato.

Quello che è accaduto dopo l'uccisione di Keith Scott è sulle pagine dei giornali di tutto il mondo e il video diffuso dalla famiglia di Scott accresce la profonda indignazione e rabbia.
Nell'America del presidente Obama il linciaggio sistematico dei neri è tornato ad essere praticato e tollerato.

 the group said it remained "extremely concerned" about the human rights situation of African-Americans.

"In particular, the legacy of colonial history, enslavement, racial subordination and segregation, racial terrorism and racial inequality in the United States remains a serious challenge, as there has been no real commitment to reparations and to truth and reconciliation for people of African descent.

"Impunity for State violence has resulted in the current human rights crisis and must be addressed as a matter of urgency."

Police killings go unpunished because initial investigations are usually conducted by the police department where the alleged perpetrator works, because prosecutors have wide discretion over presenting charges, and because the use of force is not subject to international standards, the experts' group said.

They recommended the United States create a reliable national system to track killings and excessive use of force by law enforcement officials, and end racial profiling, which is "a rampant practice and seriously damages the trust between African Americans and law enforcement officials".

L'insostenibile peso di Hillary Clinton

 

Le immagini di Hillary Clinton che barcolla e sviene mentre la scorta la sorregge e la spinge dentro l'auto, segnano con ogni probabilità la fine delle sue speranze elettorali. Chi ha catturato e postato quei fotogrammi, sfuggendo ai controlli della security, ha inconsapevolmente realizzato un omicidio politico.

Anche i mass media più benevoli nei confronti del candidato del partito democratico hanno accusato il colpo e il peso delle bugie accumulate da Hillary nel corso degli ultimi mesi.
Perchè il mondo non si è commosso di fronte alle immagini di un'anziana signora con gli occhiali scuri che incespicava e rischiava di rovinare a terra?
Perchè tutti hanno pensato la stessa cosa: Hillary Clinton ha mentito sulle sue condizioni di salute che da mesi erano al centro di attenzioni e illazioni che di volta in volta venivano smentite o ridimensionate. L'11 settembre, giorno tragico per gli americani e il mondo intero, il rifiuto dell'ennesima bugia di Clinton, che trasforma una banale tosse allergica in polmonite, ha prevalso sul senso di pietà e apprensione per il suo stato di salute.
Le email di Stato gestite come affari privati, i traffici della Fondazione Clinton sono sembrati briciole di fronte alla bugia più grande : "Sto bene, posso fare il Presidente".

 


Molti si stanno accanendo nell'interpretare i dettagli della vicenda, molti ritengono che anche la polmonite sia una versione bugiarda per nascondere patologie più gravi e invalidanti - si parla di Parkinson - ma da un punto di vista politico la questione vera oggi è un'altra:
il Partito Democratico a meno di due mesi dal voto presidenziale non ha più un candidato, ma non può e non sa come sceglierne un'altro.
E' da almeno 4 anni che la Clinton ha sistematicamente preparato e condizionato il partito alla "sua" scadenza elettorale, dopo aver fallito quella del 2008. I rappresentanti di spicco, gli opinion maker dei mass media, i "grandi elettori" del mondo finanziario, perfino i portaborse sono stati condizionati o scelti in vista dell'appuntamento elettorale.
Le primarie contro Bernie Sanders (brogli e discriminazioni contro il senatore del Vermont da parte dell'establishment) avevano già messo in evidenza lo stato di asservimento del Partito Democratico al progetto egocentrico di Hillary, ed erano già evidenti le avvisaglie di quello che ora sta emergendo con chiarezza: bugie per nascondere o giustificare altre bugie, che si tratti di email compromettenti, di fiumi di denaro in "donazioni" o del proprio stato di salute, tutto nel nome dell'elezione a Presidente degli Stati Uniti d'America, del potere e del prestigio che ne deriva.

Se l'episodio di malore accaduto durante la cerimonia del 11/9 non fosse stato ripreso e documentato da telecamere indiscrete, anche quello sarebbe stato negato, cancellato, o contraffatto.

Per Hillary Clinton e le sue speranze di elezione alla Casa Bianca, quei fotogrammi sono come pallottole, mettono in dubbio che possa addirittura preoseguire la campagna elettorale e se non sia più conveniente e dignitoso per il Partito sostituirla prima del voto di novembre, anzichè andare a sicura sconfitta lungo un percorso segnato dalle bugie sempre più giustificabili di Hillary Clinton. Ma il partito che dovrebbe decidere è quello stesso condizionato dalla Clinton con donne e uomini di sua fiducia, impossibilitati quindi a scaricarla, costretti ad assecondarla fino in fondo, incapaci di vedere quello che anche un cieco vedrebbe: l'enorme differenza tra l'immagine artefatta della Clinton e quella vera, gli occhiali scuri, il volto rigonfio e pieno di rughe.

Per Trump è un grande e immeritato regalo, per gli americani l'ennesima conferma che la loro classe politica è davvero scadente.

AAA Ambasciatore USA cercasi

Il caso ha voluto che lo stesso giorno in cui l'ambasciatore USA in Italia scendeva in campo a favore del SI al referendum di Renzi, sui siti internazionali venivano diffuse da Wikileaks le liste dei "donatori" di fondi al Partito Democratico americano,contenute negli archivi hackerati da Guccifer 2.0.

http://magafeed.com/guccifer-2-leaks-jane-hartley-donated/

https://wikileaks.org/dnc-emails/


Tra le migliaia di nomi e relative donazioni, spiccano quelli di personaggi che dopo la donazione hanno ricevuto l'incarico di ambasciatore presso qualche paese o altri uffici di alto rango diplomatico. In genere questa prassi perfettamente lecita da parte dell'amministrazione USA verrebbe definita corruzione, interessi privati in atti d'ufficio ecc.


La facilità con cui i rampolli di ricche famiglie hanno potuto ricevere incarichi delicati a fronte di pagamenti al Partito di governo spiega come mai la politica estera americana prenda schiaffi in tutto il mondo, incapace di esprimere un ruolo guida e facendosi addirittura minacciare, uccidere (Libia) o insultare (il Duerte filippino che chiama Obama "figlio di ...").


Non sappiamo se l'ambasciatore USA John Phillips abbia "donato" qualcosa a qualcuno per guadagnarsi l'incarico, sappiamo però che si è sentito in dovere di rilasciare commenti sul referendum costituzionale italiano : "Se vince il NO, addio investimenti, serve stabilità".
Visto l'esito delle dichiarazioni di Obama prima del referendum in Gran Bretagna sulla Brexit, l'intelligenza diplomatica avrebbe consigliato di tenere un assoluto silenzio nel caso italiano.
Ma, come dimostrano le liste di Guccifer, i requisiti richiesti per entrare a far parte del corpo diplomatico prevedono solo una ricca donazione all'establishment.

Cosa c'era nelle email cancellate di HILLARY CLINTON

Hillary Clinton candidata alle presidenziali USA 2016 per il Partito Democratico è nella morsa di due "storie" parallele che rischiano di incrociarsi e compromettere una già incerta campagna elettorale contro "pazzo scatenato" Donald Trump.

 

 

La prima storia riguarda le 30.000 email scambiate su un server privato di posta elettronica quando era Segretario di Stato per conto di Obama, "leggerezza" non consentita dalle norme a cui devono attenersi i personaggi governativi per ovvi motivi di sicurezza, tanto più per chi rappresenta la politica estera degli USA. Le email furono cancellate dai computer poco prima che l'FBI aprisse un'inchiesta e solo una metà è stata recuperata, secretata e oggetto di illazioni. Il capo del FBI, nel riferire sulla parte di email acquisite, definì il comportamento della Clinton "non illegale" ma "molto negligente".

L'altra metà, forse più compromettente, sarebbe finita nelle mani degli hacker russi che a loro volta l'avrebbero girata ai servizi segreti di Putin e a Wikileaks di Assange il quale ha dichiarato pochi giorni fa di essere in possesso di migliaia di pagine "interessanti", lasciando intendere che il contenuto delle email cancellate e recuperate potrebbe essere diffuso a poche settimane dal voto di novembre, nel vivo della battaglia elettorale. Assange ha spiegato come Wikileaks sia in possesso di "migliaia di pagine di materiale. Non voglio svelare troppo, ma si tratta di documenti di diverso genere, da istituzioni di diverso tipo associate con la campagna elettorale, alcuni rappresentano un punto di vista inaspettato, alcuni sono piuttosto interessanti, alcuni persino divertenti".


La seconda storia riguarda le ricche donazioni che sarebbero affluite alla Clinton Foundation (l'opera caritatevole della famiglia Clinton già al centro di polemiche per sospette attività di evasione fiscale tipo Panama Papers) proprio negli anni in cui Hillary era Segretario di Stato.
L'indagine giornalistica della Associated Press - Many donors to Clinton Foundation met with her at State - è stata resa nota il 23 agosto e contiene alcuni dati incontrovertibili:

More than half the people outside the government who met with Hillary Clinton while she was secretary of state gave money — either personally or through companies or groups — to the Clinton Foundation. It's an extraordinary proportion indicating her possible ethics challenges if elected president.
At least 85 of 154 people from private interests who met or had phone conversations scheduled with Clinton while she led the State Department donated to her family charity or pledged commitments to its international programs, according to a review of State Department calendars released so far to The Associated Press. Combined, the 85 donors contributed as much as $156 million. At least 40 donated more than $100,000 each, and 20 gave more than $1 million.
...
The meetings between the Democratic presidential nominee and foundation donors do not appear to violate legal agreements Clinton and former president Bill Clinton signed before she joined the State Department in 2009. But the frequency of the overlaps shows the intermingling of access and donations, and fuels perceptions that giving the foundation money was a price of admission for face time with Clinton. Her calendars and emails released as recently as this week describe scores of contacts she and her top aides had with foundation donors.

http://bigstory.ap.org/article/82df550e1ec646098b434f7d5771f625/many-donors-clinton-foundation-met-her-state

 

Le due storie parallele potrebbero ora intersecarsi, perché dalle email cancellate e in possesso di Wikileaks usciranno fuori altri e più "interessanti" particolari riguardanti i "favori" che la Hillary, nella sua carica di rappresentante degli Stati Uniti, elargiva in cambio di "donazioni" alla Clinton Foundation.

Questo spiega perché la futura Presidente degli USA abbia utilizzato un server di posta elettronica privato anziché quello ufficiale del Dipartimento di Stato.
Non sarebbe stata una frivola leggerezza ma una scelta deliberata per occultare gli affari e gli interessi personali durante il periodo di incarico pubblico.

PERCHE' HILLARY CLINTON E' IMPOPOLARE?

 

Un sondaggio GALLUP rivela che la popolarità di Hillary Clinton è al punto più basso da 24 anni ad oggi, proprio nel momento in cui la moglie di Bill si aspetta di essere portata in trionfo alla Convention del Partito Democratico per la investitura alle Presidenziali 2016.

Non è certamente colpa di WIKILEAKS se gli americani pensano male della loro futura Presidente.

La banale verità è che Hillary in quasi un quarto di secolo sulla scena politica - come moglie di un Presidente, come membro del Senato, come Segretario di Stato - ha dilapidato il proprio patrimonio di credibilità personale più con le sue "opere" che con le critiche degli avversari.

Agli inizi degli anni '90 (quando ancora pochi la conoscevano) il 50% aveva fiducia nelle sue capacità - intese come somma di competenza, onestà, leadership ecc - e solo il 30% dei votanti pensava già male della futura first lady.

Ora il rapporto è cambiato in peggio, con solo il 38% che si "fida" della Hillary e quasi il 60% manifesta la propria antipatia.

Il crollo è avvenuto negli ultimi due anni, quelli decisivi per la sua "impopolarità", perchè:

1) sono venuti a galla gli episodi che prima erano nascosti o sottovalutati, in particolare lo scandalo delle email e i fondi ricevuti dalle grandi banche internazionali.

2) l'insofferenza "populista" verso le icone degli establishments - di cui Hillary è una star indiscussa - è diventa via via più grande e difficile da addomesticare con le solite sceneggiature.

Come evidenzia la ricerca GALLUP, "both Clinton's and Trump's unfavorable ratings are among the highest of any contemporary presidential candidates."

Michael Moore scrive (http://www.huffingtonpost.com/michael-moore/5-reasons-why-trump-will-_b_11156794.html):

Let’s face it: Our biggest problem here isn’t Trump - it’s Hillary. She is hugely unpopular — nearly 70% of all voters think she is untrustworthy and dishonest. She represents the old way of politics, not really believing in anything other than what can get you elected. That’s why she fights against gays getting married one moment, and the next she’s officiating a gay marriage.

 

Alla Convention di Philadelphia sarà necessario mobilitare tutta Hollywood, oltre a Michelle e Bernie, per far risalire l'indice di gradimento della futura presidente USA.

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WIKILEAKS APRE LA CONVENTION DI HILLARY CLINTON

Debbie Wasserman Schultz, amica di Hillary Clinton, dal 2011 capo della potente Commissione Nazionale del Partito Democratico e gran cerimoniere della Convention che si apre a Philadelphia per incoronare la sfidante di Trump alle Presidenziali 2016, si è dovuta dimettere per colpa (o merito) di Wikileaks.

Tra le migliaia di email pubblicate dal sito di Assange, molte riguardano il comportamento di DWS durante le primarie tra Sanders e Clinton, niente affatto imparziale come avrebbero richiesto il ruolo e le regole,  sfacciatamente a favore dell'amica tanto da influenzare l'esito delle votazioni in numerosi Stati.

A top Democratic Party official tried to use Bernie Sanders’s religious beliefs to hurt his presidential campaign, according to a startling internal email.

In one email dated May 5, 2016, with the subject line “No s–t,” the chief financial officer of the Democratic National Committee, Brad Marshall, plotted how to try to portray Sanders, who is Jewish, as an atheist. “It might [make] no difference, but for KY and WVA can we get someone to ask his belief,” Marshall wrote, apparently referring to Sanders’s run just ahead of the Kentucky and West Virginia primaries.


“Does he believe in a God[?] He had skated on saying he has a Jewish heritage. I think I read he is an atheist,” Marshall said. “This could make several points difference with my peeps. My Southern Baptist peeps would draw a big difference between a Jew and atheist.”

The chief executive officer at the DNC, Amy Dacey, responded with a single-word email: “Amen.”

Bernie Sanders, prematuramente arresosi di fronte alla Clinton, sull'onda delle proteste dei suoi sostenitori ha dovuto ritirare fuori gli artigli e chiedere le dimissioni di DWS che dopo due giorni di incertezze sono arrivate alla vigilia della Convention.

L'episodio delle dimissioni ha avuto un duplice effetto: 1) rovinare la sceneggiatura dell'incoronazione di Hillary. Wikileaks ha rinfrescato la memoria a quanti avrebbero dimenticato chi è il personaggio candidato Presidente, abituato alle menzogne e alle tresche di potere; 2) far incavolare ancor più i sostenitori di Sanders che avevano già digerito male l'appoggio del "socialista" alla donna favorita di Goldman Sachs, dichiarando l'intenzione di non andare a votare a novembre.

A noi che non voteremo negli USA l'episodio delle dimissioni di DWS ci rincuora, perché è una piccola ma significativa vittoria contro il potere degli establishments in ogni parte del mondo.

 

 

 

L'AMERICA SENZA IL RESTO DEL MONDO il trumpismo secondo Donald Trump The Voice

Il discorso di investitura del Trump for President repubblicano sembra scritto in un bar di Dallas. Del resto non è molto diverso da quello di un qualsiasi leader europeo o asiatico o mediorientale. Di questi tempi la globalizzazione non è più moda, ognuno ha la sua dose di immigrati da cacciare, di terroristi da combattere e di banchieri da vezzeggiare.

The most important difference between our plan and that of our opponents, is that our plan will put America First. Americanism, not globalism, will be our credo. As long as we are led by politicians who will not put America First, then we can be assured that other nations will not treat America with respect. This will all change in 2017.
The American People will come first once again. My plan will begin with safety at home – which means safe neighborhoods, secure borders, and protection from terrorism. There can be no prosperity without law and order. On the economy, I will outline reforms to add millions of new jobs and trillions in new wealth that can be used to rebuild America.

My pledge reads: “I’M WITH YOU – THE AMERICAN PEOPLE.”
I am your voice.

Full text: Donald Trump 2016 RNC draft speech transcript
By POLITICO Staff
http://www.politico.com/story/2016/07/full-transcript-donald-trump-nomination-acceptance-speech-at-rnc-225974#ixzz4F9KS6UNe


Tra una settimana tocca al candidato dei democratici Hillary Clinton presentarsi con lo stesso armamentario in apparenza diverso.

Sanders esce di scena ma non porta voti

 

Rinunciando a correre da indipendente per le Presidenziali 2016 e appoggiando Hillary Clinton per la corsa del Partito Democratico, Bernie Sanders esce di scena, dopo aver condotto una battaglia per niente facile o scontata. Esce di scena con una bugia: "Hillary è la migliore candidata ", lui che aveva scelto di fare una battaglia di trasparenza contro l'ipocrisia dell'establishment.

Ma cosa faranno i milioni di sostenitori, soprattutto giovani ? che giammai avrebbero votato per la Clinton? Quasi tutti si asterranno dal voto.

Obama esce di scena senza leggere i giornali

L'America non è divisa, è la parola d'ordine che Obama ha lanciato poche ore dopo la tragica escalation di Dallas. “America is not as divided as some have suggested” 

Obama: America is not as divided

Mentre continuano le proteste di Black Lives Matter e la scia di morti si allunga, sembra quasi che Obama abbia smesso di leggere le news e gli editoriali dei principali opinion makers del suo paese, come se negare l'evidenza possa aiutare a risolvere il problema, come quasi sempre fanno i potenti nella fase ultima del loro potere.


L'America non è quella degli anni '60 e '70, dice Obama, quando lo scontro sociale e razziale aveva scosso alle fondamenta il sistema politico americano: la guerra del Vietnam, la rivolta giovanile e la questione razziale, la crisi economica, il Watergate e la fine dei colonialismi ...
Cercare le somiglianze del mondo di oggi con quello di ieri è un esercizio inutile e pretestuoso: il mondo è diverso ma anche i problemi e le contraddizioni sono diverse, ma questo non vuol dire che non siano altrettanto autentiche e profonde.


Obama ribatte sul nodo delle troppe armi in circolazione, sempre più distruttive e facili da usare, ma anche quest'argomento appare ormai spuntato, sia perchè in otto anni non è riuscito a far passare una legge che ne limitasse la diffusione, sia perchè cerca di avvalorare la tesi che le contraddizioni non esistono e tutto si riconduce alla follia, di un terrorista o di un depresso che sia.
Obama non può, al termine dei suoi otto anni, ammettere che lo scontro razziale è un fattore permanente e dirompente della società americana, e che la "facilità" con cui i cittadini afroamericani vengono fatti oggetto di esecuzioni sommarie è un dramma reale, oggi più di ieri, più grave e carico di conseguenze.


Obama dimentica di essere diventato Presidente degli Stati Uniti d'America sull'onda di una speranza che oggi si rivela disattesa agli occhi sia dei neri che dei bianchi.
I suoi otto anni di governo si chiudono con le immagini della morte di Philando Castile, ultima di altre, tante, esecuzioni impunite.
Otto anni di governo per vedere un robot che emmette la sentenza di morte immediata per Micah Johnson, solitario e paranoico vendicatore, ma pur sempre sottoposto alle leggi e ai diritti sanciti dalla Costituzione. Ma la Legge non è uguale per tutti, come ha dichiarato l'FBI nel caso di Hillary Clinton che con "negligenza" ha esposto l'intera nazione al rischio di attacchi alla sicurezza, mentre Edward Snowden è incolpato e ricercato con l'accusa di alto tradimento per aver rivelato le violazioni sistematiche della NSA.


L'America che si connette a Internet, che vede il mondo in presa diretta, non ha bisogno di sentirsi dire, contro ogni evidenza, che "non è divisa". Non solo è divisa, ma anche costretta alla confusione mentale.
Tra qualche mese Obama esce di scena, Trump o Clinton si preparano a raccontare la favola dell'America "unita", o "not as divided".

Micah Johnson omicida di poliziotti a Dallas e di un intero movimento di protesta negli USA

Micah Xavier Johnson ha agito da solo, uccidendo 5 poliziotti. Sarà emulato da altri, se lo Stato continuerà a lasciare impuniti gli omicidi di afroamericani.micah-johnson-dallas

Micah Xavier Johnson, 25 anni, reduce dall'Afghanistan, incensurato, affiliato al Black Power, ha preso il fucile mitragliatore e a bordo del SUV di sua madre è andato alla marcia dei Blacklivesmatter a Dallas, organizzata per protestare contro l'uccisione brutale e immotivata di due neri innocenti, Alton Sterling e Philando Castile da parte di poliziotti in servizio.
Ha aperto il fuoco contro le auto della polizia che presidiavano il corteo, ne ha uccisi 5 e feriti 7, si è rifugiato in un garage e dopo alcune ore è stato ucciso da un robot.
Tutta l'America è ripiombata nel clima delle stragi, l'ultima al pub di Orlando, meno di un mese fa.

L'omicida avrebbe dichiarato, prima di essere ucciso, di "avercela con quelli di Blacklivesmatter, e con i poliziotti, in particolare i bianchi".
All'inizio era sembrato che l'attacco fosse partito da un gruppo di almeno tre armati, ma le ultime ricostruzioni ipotizzano che Micah Johnson avrebbe agito da solo.

Un gesto solitario che potrebbe però esercitare un forte richiamo alla radicalizzazione dello scontro e all'emulazione, nel substrato dell'odio razziale che cova nella società americana, dove i neri pagano il doppio prezzo della discriminazione e dell'impoverimento. 

Da USATODAY

To a nation already approaching something like a nervous breakdown from a confluence of race, violence and social media, here’s a nightmare from the darkest corner of the American attic: a Texas sniper, a twisted hatred, a slaughter of innocents.

Yet there’s at least one big difference between Micah Xavier Johnson, accused of killing five cops Thursday night in Dallas, and Charles Whitman, who in 1966 opened fire from a tower at the University of Texas at Austin, and Lee Harvey Oswald, who three years earlier assassinated President Kennedy.

The motives of Whitman and Oswald remain murky to this day. But who can watch the cellphone video of a black Minnesota man shot by a white policeman at a traffic stop, or of another black man shot in Louisiana after being pinned to the pavement by two white officers, and not understand the urge to retaliate? Especially following death after death of black men at the hands of white officers who are almost always exonerated?

Before he was blown up by a robot bomb, the gunman made this explicit, according to Dallas Police Chief David Brown: “He said he was upset with black lives matter’’ and “the recent police shootings,’’ and “wants to kill white people, especially white officers.’’

 

L'America trema - cinque poliziotti uccisi con un attacco premeditato a Dallas

dallas 5 poliziotti uccisi

La notte dopo la morte di Philando Castile e, ancor prima, Alton Sterling, cinque agenti di polizia vengono uccisi a Dallas ai margini di una manifestazione di protesta pacifica organizzata da #blacklivesmatter. Quello che si temeva è accaduto, e alla protesta contro la licenza da parte della polizia di uccidere cittadini inermi colpevoli solo di essere neri, si sovrappone l'azione "militare" di commandos armati. Dalle prime ricostruzioni sembra che non si sia trattato di cecchini appostati in lontananza ma di qualcuno che ha colto di sorpresa e affrontato i poliziotti in strada, a viso scoperto.

Il video che mostra il braccio del poliziotto che con la pistola attraverso il finestrino dell'auto uccide il mite Philando Castile con a fianco la moglie e la figlia, è la miccia di una enorme polveriera. Questa volta gli appelli alla calma e alla nonviolenza potrebbero non bastare.