L'acqua come i debiti

Una strana analogia mi è venuta in mente ascoltando le trionfali dichiarazioni governative (compreso Renzi che si è affrettato a prendersi tutto il merito) sulle nuove stime di crescita del PIL italiano da parte del FMI, aumentate da 0,9 a 1,3%. Per coincidenza negli stessi giorni è esplosa la polemica sull'acqua di Roma [Prosegue]

Previsioni meteo per domani, continua il caldo torrido degli ultimi 30 anni

Sarebbe necessario considerare la lotta ai gas serra alla stregua di quella contro il terrorismo: se un governo non partecipa, o addirittura diffonde la fede nel modello energetico che provoca l'aumento della CO2, andrebbe inserito in una lista di "stati canaglia" con sanzioni e messo al bando internazionale. [Prosegue]

Per Trump l'America non è su questa Terra

Le conseguenze della decisione di Trump di ripudiare COP21, gli accordi di Parigi sul clima per ridurre il surriscaldamento della Terra, sono politiche, anzi geopolitiche perche' è un argomento dai confini pratici poco chiari - attinenti molto alla sfera del global business - anche se con riflessi simbolici elevati. [Prosegue]

Il TERREMOTO in Italia come una roulette russa

Centinaia di morti - 250 al mattino del 25 agosto - e dispersi sotto le macerie dei borghi storici di Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto: sono le vittime di un terremoto violento, che nell'Italia centro-meridionale è un evento statisticamente frequente. Eppure ... [Prosegue]

Il fuoco del Canada manda in fumo COP21

Non più di due gradi entro il 2050, il proclama di Parigi  al termine del megashow di COP21.   Siamo solo nella primavera del 2016 e le foreste dell'Alberta in Canada bruciano: 100 chilometri quadrati nella zona delle sabbie bituminose, l'oro nero del Canada, attorno a Fort McMurray, soprannominata McMoney, perchè città simbolo di ricchezza e benessere ricavati dalla sabbia. In due settimane il fuoco ha distrutto tutto, ha costretto alla fuga i 90.000 abitanti della zona, ha bloccato l'estrazione del petrolio. Un'apocalisse, un inferno, di cui ancora non si comprendono le cause e gli effetti. Le cause sono accidentali ? la definizione di accidentale - un inverno asciutto e mite - è compatibile con quello che scientificamente è ormai provato essere il risultato dei cambiamenti climatici ? Ed è stata "accidentale" la decisione di ridurre nel budget federale del 2016 i fondi per la prevenzione degli incendi da 180 a 8 milioni di dollari, a causa del ribasso del prezzo del petrolio, e quindi dei minori guadagni delle compagnie petrolifere? Per risparmiare sulla prevenzione hanno creato le premesse del disastro. Il danno economico stimato in 9 miliardi di dollari si riferisce solo alle cose distrutte, senza contare le ricadute nel futuro, perchè tutta l'economia della zona, e di gran parte del canada, si reggeva ormai solo sul modello "petrolio facile" da tirare fuori dalla terra.  La stagione del fuoco per le foreste dell'Alberta attorno alle sabbie di Fort McMurray è solo all'inizio, ma il modello di sviluppo è già andato completamente in fumo. E' come se una città vasta quanto Milano fosse stata completamente rasa al suolo, con infrastrutture inutilizzabili, acqua e terra inquinate dalle ceneri. Ma a COP21 i "grandi" leader della Terra ci hanno detto di avere speranza: il fuoco, si sa, si spegne quando non ha più nulla da bruciare.  

Ferma le trivelle, evita il disastro

Il 20 aprile 2010 la "trivella" DeepWater Horizon della British Petroleum esplose uccidendo 11 lavoratori. Dalle tubazioni il petrolio continuò a fuoriuscire fino al 15 luglio, creando una enorme marea nera che distrusse l'ecosistema della costa della Louisiana.  Era considerato un gioiello della tecnologia petrolifera, ha lasciato uno strascico di danni calcolati in oltre 20 miliardi di dollari. Domenica 17 aprile ricordatene:  vai a votare al Referendum e vota SI per fermare le trivelle italiane e le cricche di politicanti ed affaristi che si arricchiscono distruggendo l'ambiente e l'economia.

FUKUSHIMA il disastro che il Giappone nasconde

A cinque anni dallo tsunami devastante, il disastro di Fukushima è ancora in attesa di soluzioni. Ci vorranno altri 50 anni per il decommissioning dell'impianto, mentre centinaia di tonnellate di rifiuti e acqua contaminata vengono "dispersi" nell'Oceano con danni incalcolabili che il Giappone scarica sul resto dell'umanità e dell'ecosistema http://www.scientificamerican.com/article/5-years-later-the-fukushima-nuclear-disaster-site-continues-to-spill-waste/    “The Fukushima Nuclear Disaster is a Serious Crime”: Interview with Koide Hiroaki 福島核災害は明らかに深刻な犯罪である—小出裕章氏に聞く Katsuya Hirano, Hirotaka Kasai March 8, 2016 Volume 14 | Issue 6 | Number 1 Translation by Robert Stolz Transcription by Akiko Anson - See more at: http://apjjf.org//2016/06/Hirano.html#sthash.XykDiP4n.dpuf

il mondo di ZIKA è senza bambini

Il virus ZIKA è innocuo per gli adulti ma terribile per i nascituri, che ne porteranno le conseguenze per tutta la vita. Alle donne dei paesi a rischio viene consigliato di non fare figli fino a quando non si troverà un rimedio. L'epidemia di Zika rappresenta il mondo che lasceremo senza future generazioni? WHO: "Zika virus is an emerging mosquito-borne virus that was first identified in Uganda in 1947 in rhesus monkeys through a monitoring network of sylvatic yellow fever. It was subsequently identified in humans in 1952 in Uganda and the United Republic of Tanzania. Outbreaks of Zika virus disease have been recorded in Africa, the Americas, Asia and the Pacific. ... Zika virus is transmitted to people through the bite of an infected mosquito from the Aedes genus, mainly Aedes aegypti in tropical regions. This is the same mosquito that transmits dengue, chikungunya and yellow fever.Zika virus disease outbreaks were reported for the first time from the Pacific in 2007 and 2013 (Yap and French Polynesia, respectively), and in 2015 from the Americas (Brazil and Colombia) and Africa (Cape Verde). In addition, more than 13 countries in the Americas have reported sporadic Zika virus infections indicating rapid geographic expansion of Zika virus. .... Zika virus disease is usually relatively mild and requires no specific treatment. People sick with Zika virus should get plenty of rest, drink enough fluids, and treat pain and fever with common medicines. If symptoms worsen, they should seek medical care and advice. There is currently no vaccine available.... Should pregnant women be concerned about Zika? Microcephaly is a rare condition where a baby has an abnormally small head. This is due to abnormal brain development of the baby in the womb or during infancy. Babies and children with microcephaly often have challenges with their brain development as they grow older.What is microcephaly?If you are pregnant and suspect that you may have Zika virus disease, consult your doctor for close monitoring during your pregnancy.Health authorities are currently investigating a potential link between Zika virus in pregnant women and microcephaly in their babies. Until more is known, women who are pregnant or planning to become pregnant should take extra care to protect themselves from mosquito bites." Secondo alcune ricerche il virus può essere trasmesso anche dagli esseri umani, e questo lo rende ancora più subdolo e pericoloso nel determinare  gli effetti sui neonati. (aggiornamento 3/2/2016: in Texas si verifica il primo caso accertato di trasmissione umana di Zika) Le zanzare portatrici del virus si diffondono più facilmente negli ambienti degradati e poveri e  a seguito di condizioni climatiche profondamente modificate. Il WHO dovrà decidere se lanciare o meno un allarme internazionale, come nel caso di Ebola, o se ritiene che la minaccia sia circoscritta. Ma nell'immaginario dell'opinione pubblica mondiale, Zika è già diventato un virus che minaccia il futuro dell'umanità. Per combatterlo, in assenza di vaccini, le istituzioni sanitarie propongono l'uso massiccio del DDT o il rilascio di zanzare OGM, ovvero l'escalation della manipolazione ambientale. Nel frattempo il mondo dovrà astenersi dal procreare? e se questo non è il peggiore degli scenari possibili, cos'altro dovremmo temere ?

Allattamento al seno per la salute dei bambini e del mondo

L'Organizzazione Mondiale per la Salute WHO denuncia il silenzio sui benefici a costo zero che potrebbero derivare da una prassi di allattamento al seno dei neonati almeno fino ai sei mesi. Secondo una ricerca pubblicata su Lancet e ripresa dal sito del WHO, si potrebbero salvare 800.000 bambini, ridurre del 20% l'incidenza dei tumori al seno e alle ovaie per le donne, risparmiare 300 miliardi dollari all'anno, predisporre i neonati ad una crescita più sana e a diventare più intelligenti. Per conseguire tutti questi enormi vantaggi, senza plausibili controindicazioni, basterebbe che la società si predisponesse a modificare alcuni stili di vita e a rinunciare agli interessi dell'industria alimentare-farmaceutica che ruotano attorno all'alimentazione dei neonati. Ho scoperto questa notizia per caso, mentre cercavo informazioni sul sito del WHO in merito all'allarme sul virus ZIKA, che causa la microcefalia dei neonati, e alla possibilità di combatterne la diffusione mediante zanzare OGM da introdurre nell'ambiente dei paesi più colpiti. Il WHO non riporta alcuna notizia sul metodo di contrasto mediante OGM, e nasce quindi il sospetto che sulla vicenda si stia consumando una macabra campagna mediatica a favore degli OGM (comunque essi siano, piante, insetti, o mammiferi). Il dubbio cresce se si considera la coincidenza che nel 2015 l'area geografica del Brasile più colpita dall'attuale epidemia di Zika era stata oggetto di una massiccia diffusione di zanzare GM che dovevano servire a combattere la diffusione della dengue.

Disastro in California

Nessuno riesce a fermare il gas metano che fuoriesce dalla rottura di un pozzo in California, a 30 miglia da Los Angeles. Un danno ambientale enorme, ma ora si teme per la salute degli abitanti di tutta la zona. Questo è il contatore del gas che fuoriesce mentre voi guardate.

Auto alterne a New Delhi

New Delhi, la città più inquinata del mondo, adotta un piano che per 15 giorni dovrebbe limitare il traffico delle auto. Lo schema di limitazione, il primo nella storia dell'India, prevede una sorta di "targhe alterne" - in realtà fa testo il numero della carta di circolazione dell'auto - ed entra in vigore dal 1 gennaio 2016. La popolazione della caotica capitale dell'India, che con l'area urbana comprende tra 15 e 20 milioni di abitanti, sembra che abbia accolto con favore le misure ma il primo giorno di blocco non ha cambiato di molto la situazione. Nelle prime ore del mattino la diminuzione dei veicoli circolanti ha fatto calare i PM2.5 solo del 10% e nel pomeriggio la concentrazione delle polveri sarebbe risalita agli stessi livelli dei giorni precedenti. Molti pensano che sia una misura propagandistica, per dimostrare che anche l'India fa qualcosa per mantenere le promesse di COP21, ma l'efficacia sarebbe quasi nulla. 1) La polizia non ha alcun modo per verificare le infrazioni e si appella alla buona fede dei cittadini; circolano milioni di tuk-tuk, che sono incontrollabili e fonte di sostentamento economico. 2) I livelli di inquinamento sono così alti che la riduzione delle auto in circolazione non riesce ad abbassare il livello delle polveri; 3) Le fonti di inquinamento più pericolose sono le fabbriche prive di norme anti-inquinamento, le centrali elettriche a carbone e le combustioni di materiali di qualsiasi genere nel centro della città e in particolare nelle aree più povere. Nella capitale dell'India i livelli medi di PM2.5 sono tra 200 e 300. Qelli di PM10 tra 300 e 400. Si calcola che a New Delhi ogni anno muoiono 30.000 persone a causa dell'inquinamento atmosferico. http://www.firstpost.com/india/air-pollution-causes-30000-deaths-annually-in-delhi-fifth-leading-cause-of-death-in-india-2547278.html

Cambiamenti climatici, la Terra si vendica

 Siccità, inondazioni, aria irrespirabile, alterazione irreversibile di ecosistemi. Troppo tardi, troppo poco A poche settimane dal vertice mondiale COP21 di Parigi sui cambiamenti climatici, si scatenano in simultanea gli effetti del disastro ambientale. Brucia la California e l'Australia, sott'acqua il Sud America e la Gran Bretagna, siccità dall'India settentrionale all'Iran, i mostri urbani di Nuova Delhi, Pechino, Hanoi sotto la cupola di smog, il Mar Mediterraneo come ai Caraibi. E' come se la Terra stesse mandando un messaggio globale inequivocabile: se pensate di cavarvela con COP21 avete sbagliato i conti. ... This Agreement, in enhancing the implementation of the Convention, including its objective, aims to strengthen the global response to the threat of climate change, in the context of sustainable development and efforts to eradicate poverty, including by: (a) Holding the increase in the global average temperature to well below 2 °C above pre-industrial levels and to pursue efforts to limit the temperature increase to 1.5 °C above pre-industrial levels, recognizing that this would significantly reduce the risks and impacts of climate change; (b) Increasing the ability to adapt to the adverse impacts of climate change and foster climate resilience and low greenhouse gas emissions development, in a manner that does not threaten food production; (c) Making finance flows consistent with a pathway towards low greenhouse gas emissions and climateresilient development. 2. This Agreement will be implemented to reflect equity and the principle of common but differentiated responsibilities and respective capabilities, in the light of different national circumstances. ...  

Cina, frana una montagna artificiale di monnezza

Una discarica grande quanto una montagna è franata su più di 30 palazzi nelle periferia di Shenzhen in Cina   La discarica era stata costruita a poche centinaia di metri dalle abitazioni. Prima dell'estate alla società Dump Hongao che gestiva la discarica era stato intimato di mettere in sicurezza l'impianto e di bloccare l'operatività.  Da SCMP : "The authorities failed to stop the dump operating in October, according to residents, despite saying they were carrying out a crackdown. An environmental review report in January this year said the dump had received one million square metres of debris and warned of a catastrophe, the Legal Evening News reported. It said the dump was originally a deserted quarry and construction work would accelerate water and earth loss, increasing the risk of landslide, according to the report." Ma in Cina basta pagare qualche funzionario di partito e tutto si risolve nel nulla, come per le altre decine di disastri provocati dalla mancanza di scrupoli e di rispetto per la salute della popolazione. Anche il disastro di Shenzhen, che finora conta quasi 100 "dispersi" probabilmente sepolti sotto la collina della monnezza, finirà con il solito intervento con elmetto di Li Kequiang e il monito ottimistico di Xi Jinping per un futuro più radioso.

COP21 arrivederci al 2050

Storico accordo, svolta epocale, inizio del cambiamento, il futuro è più verde, la fine del disastro.   I commenti dei partecipanti a COP21 di Parigi, bagnati dalle lacrime di Fabius con un occhio al secondo turno delle elezioni regionali in Francia, sono improntati all'esaltazione.  Se poi si va a leggere il testo di accordo finale l'esaltazione si tramuta in scetticismo. L'obbiettivo di ridurre l'innalzamento della temperatura della Terra viene posto "sotto i due gradi centigradi" che diventano 1,5 gradi entro il 2050.  I paesi sviluppati contribuiscono con 100 miliardi di dollari l'anno verso i paesi meno sviluppati (la Cina come viene considerata?) per aiutarli a convertire la produzione di energia dal fossile al rinnovabile. I paesi che non dovessero mantenere gli impegni non sono sanzionabili. Rispetto al nulla, COP21 è un passo avanti, ma è nulla se si guarda all'emergenza del pianeta Terra e ai cambiamenti forse irreversibili. Da un punto di vista tecnico, l'attenzione è incentrata quasi esclusivamente sugli aspetti dlegati alla produzione e utilizzo delle fonti energetiche, mentre non viene posto risalto ad altri fenomeni devastanti causati dall'utilizzo dissennato delle acque e delle terre fertili. Ci vorrà del tempo per capire la reale portata di COP21, ma l'impressione è che i 40.000 delegati dei 195 paesi rappresentati alle Nazioni Unite abbiano impiegato le due settimane di Parigi per fare buoni affari, conoscenze e spartizioni del grande business che si scatenerà nel segno di 1,5 gradi centigradi fino al 2050.  

Pechino allarme ROSSO

Per la prima volta nella storia cinese viene lanciato l'allarme rosso per il livello di smog a Pechino. Chiuse fino a giovedì le scuole e gli asili, targhe alterne per le auto private, divieto per quelle pubbliche, "riduzione delle attività esterne", blocco dei cantieri edili e de gli impianti industriali più inquinanti. Tutte le 200 centraline che misurano l'Air Quality Index hanno superato i limiti consentiti del PM2.5  

Il Rio Dolce non passa per Parigi

Almeno due generazioni sono cresciute con le notizie sulla distruzione della foresta amazzonica, le polemiche sulle gravi conseguenze ambientali che ne sarebbero derivate per tutto il Pianeta, gli impegni solenni a cambiare pagina. La deforestazione non si è interrotta e nemmeno il business delle ricerche, convegni e chiacchiere sui cambiamenti climatici, le sciagure prossime (sempre prossime) che ci attendono se entro domani mattina non cambiamo tutto quello che non abbiamo cambiato finora. Nella Parigi militarizzata del post 13 novembre inizia COP21, la megafiera del business ecologico. Ecco i risultati di una ricerca intitolata:Da Bento Rodrigues a Shanghai con ritorno. La deforestazione dell'Amazzonia provoca surriscaldamento e squilibri climatici in tutto il Pianeta. La siccità si alterna a violente precipitazioni ed alluvioni. Le multinazionali devastano il territorio per estrarre il materiale con cui costruire le megalopoli tipo Shanghai. Shanghai inquina l'atmosfera, produce enormi quantità di CO2, genera altri squilibri. Le alluvioni spazzano le opere costruite dall'uomo per sfruttare le risorse naturali, come nel caso di Bento Rodrigues, portano morte e miseria nei luoghi dove l'ambiente era stato già distrutto. Il governo cinese e quello brasiliano vanno alla fiera di Parigi per sponsorizzare i loro progetti per salvare l'ambiente.

Olimpiadi nel fango tossico a Rio de Janeiro

Il Rio Doce finisce nel mare 400 Km più a Nord di Rio de Janeiro. I 62 milioni di metri cubi di fanghi tossici che hanno invaso il fiume nella regione del Espirito Santo, dopo il crollo della diga di Bento Rodrigues, finiscono in mare ed iniziano il viaggio lungo le coste del Brasile, dove porteranno inquinamento e distruzione dell'ambiente per decine di anni. Ad agosto del prossimo anno Rio de Janeiro ospiterà le Olimpiadi. Sulle spiagge di Copacabana la melma tossica si sarà sedimentata sotto la sabbia, e nessuno se ne accorgerà. Già ora il governo di Dilma Roussef cerca di insabbiare le gravi responsabilità che hanno causato il disastro: "un evento naturale imprevedibile" - le piogge torrenziali che hanno spezzato la diga di contenimento di Bento Rodrigues - è un modo grossolano di nascondere le verità e le colpe delle multinazionali Vale e BHP Billiton. Dopo lo scandalo Petrobras, se ne aggiunge un altro a conferma che il Brasile del miracolo economico è impegnato in un tragico testa a a testa con la Cina e l'India  nella olimpica gara alla distruzione del Pianeta Terra. I cambiamenti climatici non sono "un evento naturale imprevedibile" ma la logica conseguenza delle devastazioni inarrestabili causate dallo sfruttamento delle risorse. Le Olimpiadi sono ormai da decenni una fiera ambulante del gigantismo consumistico. Nei paesi che le organizzano, portano arricchimenti per pochi, tasse per molti, lavori precari che scompaiono rapidamente, corruzione degli affari e della politica. Il Brasile è sull'orlo del collasso istituzionale. Dilma Roussef ha dovuto improvvisamente sospendere la sua visita di Stato in Giappone a causa dell'aggravarsi del caos politico. Tutto l'apparato governativo è sotto inchiesta per tangenti miliardarie, con l'arresto di finanzieri d'assalto, industriali e banchieri. L'inflazione è alle stelle, l'economia è in recessione e la rabbia popolare, che in occasione dei Mondiali di calcio fu soffocata a stento, sicuramente non si farà scappare l'occasione delle Olimpiadi. A Rio de Janeiro forse il fango rosso e tossico del Rio Doce non arriverà, ma la melma politica ha già sommerso tutto

i siti web di COP21 a Parigi classificati insicuri

Se fate una ricerca Google sui siti che trattano l'argomento COP21 la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici che si apre a Parigi il 30 novembre, due dei primi tre risultati sono classificati INSICURI dal Norton Internet Security. Sono davvero insicuri ? o semplicemente nessuno ha informato Norton che i siti ufficiali su COP21 sono tenuti sotto osservazione per monitorare attacchi terroristici ?

Cosa esplode nella centrale nucleare di Doel

Nella notte del 31 ottobre qualcosa è esploso all'interno del reattore 1 della centrale nucleare di Doel in Belgio. Dopo l'esplosione si è alzata una colonna di fumo, di cui non si conosce la composizione, e i tecnici avrebbero spento rapidamente le fiamme. Secondo le informazioni rilasciate dalla Electrabel, la società che gestisce l'impianto, il reattore dove è avvenuto l'incendio non conteneva combustibile nucleare, perché era in "spegnimento" essendo scaduto il tempo di licenza operativa di 40 anni. Ma quello che sconcerta è l'assenza di informazioni su come stia avvenendo lo "spegnimento" del reattore e di quali siano i rischi per le popolazioni circostanti - diversi milioni di abitanti e attività industriali nel raggio di 30 chilometri. L'impianto nucleare di Doel era stato già al centro di un misterioso caso di sabotaggio oltre un anno fa, e si fece anche l'ipotesi di un attentato terroristico. Dopo pochi mesi, un altro caso misterioso vide protagonista un drone, intercettato mentre volava sui reattori di Doel. Nè la società Electrabel, nè le autorità belghe hanno informato l'opinione pubblica sui rischi e sulle conseguenze di quanto accaduto. La verità - taciuta - è  che non sanno cosa dire soprattutto in merito a quali siano i procedimenti per la chiusura e lo smantellamento dei "mostri" nucleari ormai troppo vecchi per continuare a funzionare. Arrivano al pettine le questioni sollevate in passato dai movimenti antinucleari in materia di smantellamento delle centrali e di stoccaggio dei combustibili spenti, ed è per questo motivo che l'esplosione di Doel pone gravi interrogativi a cui le autorità europee dovrebbero immediatamente rispondere.