Il Rio Dolce non passa per Parigi

Almeno due generazioni sono cresciute con le notizie sulla distruzione della foresta amazzonica, le polemiche sulle gravi conseguenze ambientali che ne sarebbero derivate per tutto il Pianeta, gli impegni solenni a cambiare pagina. La deforestazione non si è interrotta e nemmeno il business delle ricerche, convegni e chiacchiere sui cambiamenti climatici, le sciagure prossime (sempre prossime) che ci attendono se entro domani mattina non cambiamo tutto quello che non abbiamo cambiato finora. Nella Parigi militarizzata del post 13 novembre inizia COP21, la megafiera del business ecologico. Ecco i risultati di una ricerca intitolata:Da Bento Rodrigues a Shanghai con ritorno. La deforestazione dell'Amazzonia provoca surriscaldamento e squilibri climatici in tutto il Pianeta. La siccità si alterna a violente precipitazioni ed alluvioni. Le multinazionali devastano il territorio per estrarre il materiale con cui costruire le megalopoli tipo Shanghai. Shanghai inquina l'atmosfera, produce enormi quantità di CO2, genera altri squilibri. Le alluvioni spazzano le opere costruite dall'uomo per sfruttare le risorse naturali, come nel caso di Bento Rodrigues, portano morte e miseria nei luoghi dove l'ambiente era stato già distrutto. Il governo cinese e quello brasiliano vanno alla fiera di Parigi per sponsorizzare i loro progetti per salvare l'ambiente.

Olimpiadi nel fango tossico a Rio de Janeiro

Il Rio Doce finisce nel mare 400 Km più a Nord di Rio de Janeiro. I 62 milioni di metri cubi di fanghi tossici che hanno invaso il fiume nella regione del Espirito Santo, dopo il crollo della diga di Bento Rodrigues, finiscono in mare ed iniziano il viaggio lungo le coste del Brasile, dove porteranno inquinamento e distruzione dell'ambiente per decine di anni. Ad agosto del prossimo anno Rio de Janeiro ospiterà le Olimpiadi. Sulle spiagge di Copacabana la melma tossica si sarà sedimentata sotto la sabbia, e nessuno se ne accorgerà. Già ora il governo di Dilma Roussef cerca di insabbiare le gravi responsabilità che hanno causato il disastro: "un evento naturale imprevedibile" - le piogge torrenziali che hanno spezzato la diga di contenimento di Bento Rodrigues - è un modo grossolano di nascondere le verità e le colpe delle multinazionali Vale e BHP Billiton. Dopo lo scandalo Petrobras, se ne aggiunge un altro a conferma che il Brasile del miracolo economico è impegnato in un tragico testa a a testa con la Cina e l'India  nella olimpica gara alla distruzione del Pianeta Terra. I cambiamenti climatici non sono "un evento naturale imprevedibile" ma la logica conseguenza delle devastazioni inarrestabili causate dallo sfruttamento delle risorse. Le Olimpiadi sono ormai da decenni una fiera ambulante del gigantismo consumistico. Nei paesi che le organizzano, portano arricchimenti per pochi, tasse per molti, lavori precari che scompaiono rapidamente, corruzione degli affari e della politica. Il Brasile è sull'orlo del collasso istituzionale. Dilma Roussef ha dovuto improvvisamente sospendere la sua visita di Stato in Giappone a causa dell'aggravarsi del caos politico. Tutto l'apparato governativo è sotto inchiesta per tangenti miliardarie, con l'arresto di finanzieri d'assalto, industriali e banchieri. L'inflazione è alle stelle, l'economia è in recessione e la rabbia popolare, che in occasione dei Mondiali di calcio fu soffocata a stento, sicuramente non si farà scappare l'occasione delle Olimpiadi. A Rio de Janeiro forse il fango rosso e tossico del Rio Doce non arriverà, ma la melma politica ha già sommerso tutto

i siti web di COP21 a Parigi classificati insicuri

Se fate una ricerca Google sui siti che trattano l'argomento COP21 la conferenza mondiale sui cambiamenti climatici che si apre a Parigi il 30 novembre, due dei primi tre risultati sono classificati INSICURI dal Norton Internet Security. Sono davvero insicuri ? o semplicemente nessuno ha informato Norton che i siti ufficiali su COP21 sono tenuti sotto osservazione per monitorare attacchi terroristici ?

Cosa esplode nella centrale nucleare di Doel

Nella notte del 31 ottobre qualcosa è esploso all'interno del reattore 1 della centrale nucleare di Doel in Belgio. Dopo l'esplosione si è alzata una colonna di fumo, di cui non si conosce la composizione, e i tecnici avrebbero spento rapidamente le fiamme. Secondo le informazioni rilasciate dalla Electrabel, la società che gestisce l'impianto, il reattore dove è avvenuto l'incendio non conteneva combustibile nucleare, perché era in "spegnimento" essendo scaduto il tempo di licenza operativa di 40 anni. Ma quello che sconcerta è l'assenza di informazioni su come stia avvenendo lo "spegnimento" del reattore e di quali siano i rischi per le popolazioni circostanti - diversi milioni di abitanti e attività industriali nel raggio di 30 chilometri. L'impianto nucleare di Doel era stato già al centro di un misterioso caso di sabotaggio oltre un anno fa, e si fece anche l'ipotesi di un attentato terroristico. Dopo pochi mesi, un altro caso misterioso vide protagonista un drone, intercettato mentre volava sui reattori di Doel. Nè la società Electrabel, nè le autorità belghe hanno informato l'opinione pubblica sui rischi e sulle conseguenze di quanto accaduto. La verità - taciuta - è  che non sanno cosa dire soprattutto in merito a quali siano i procedimenti per la chiusura e lo smantellamento dei "mostri" nucleari ormai troppo vecchi per continuare a funzionare. Arrivano al pettine le questioni sollevate in passato dai movimenti antinucleari in materia di smantellamento delle centrali e di stoccaggio dei combustibili spenti, ed è per questo motivo che l'esplosione di Doel pone gravi interrogativi a cui le autorità europee dovrebbero immediatamente rispondere.  

Cina, Xi Jinping ordina di fare figli

Tra nove mesi potrebbero esserci 200 milioni di bambini neonati in Cina. Sarà l'effetto della "liberalizzazione" del secondo figlio, voluta da Xi Jinping al termine della sessione del 18° Comitato Centrale del Partito che ha lanciato il nuovo piano economico quinquennale. Il divieto (con deroghe) di fare più di un figlio era stato introdotto nel 1977 per far fronte alla crescita demografica incontrollabile. Ciò non ha impedito alla popolazione di raggiungere la cifra ufficiale di 1.368.000.000 alla fine del 2014. Ma l'economia va male e il governo sta provando in tutti i modi di raddrizzare una situazione che sembra essergli sfuggita di mano. Nonostante la svalutazione, l'abbassamento dei tassi di interesse, l'aumento del debito pubblico, l'aumento dei crediti bancari e l'iniezione di liquidità, l'economia non cresce e i capi del partito, che un anno fa promettevano il "sogno cinese" ora temono i contraccolpi sociali e la crisi. Più figli per combattere la crisi, è la nuova parola d'ordine, e i mass media di regime si sono già scatenati nell'incitare alla "corsa al figlio", magnificando l'opportunità. Quali possano essere le conseguenze reali di questo provvedimento nessuno è in grado di prevederlo. La società cinese è una realtà molto più complessa di quella di 40 anni fa: l'impatto delle trasformazioni sui costumi sociali non è paragonabile a nulla di quanto sperimentato in altri paesi. Un tentativo di controllo demografico su una scala così vasta come quella cinese non ha precedenti. 1) La popolazione cinese è relativamente invecchiata e quella in età di lavoro è diminuita da 940 del 2012 a 930 milioni nel 2014. Ma parallelamente la Cina sta pianificando una introduzione massiccia della robotica nelle fabbriche, in un sostituzione di una manodopera ormai più costosa di quella dei paesi rivali come il Vietnam. 2) Nel breve termine la politica del secondo figlio può generare un aumento dei consumi di alcuni generi, ma determina aspettative inflazionistiche che nel breve termine potrebbero accentuare le tensioni sociali già latenti tra la popolazione. 3) C'è il rischio di una "bolla demografica" creata artificialmente dal governo, come un anno fa venne creata la bolla del mercato azionario, poi scoppiata all'inizio dell'estate. Ma la speculazione di borsa è cosa ben diversa dalla speculazione sui figli. La Cina è un paese già oltre i limiti dello sfruttamento delle risorse naturali, dell'inquinamento e degli squilibri ambientali di ogni genere. E' come un barcone sovraccarico su cui si affollano altre persone. Basta una piccola oscillazione per farlo capovolgere.    

La carne nuoce gravemente alla salute

Il laconico comunicato con cui lo IARC (agenzia per la ricerca sul cancro interna all'Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito cancerogene le carni rosse e le carni lavorate ha un valore epocale, che è stato sottovalutato dai media di massa e che ha scatenato la corsa alla minimizzazione da parte dei governi e delle associazioni, in alcuni casi anche di quelle preposte alla salute. Red meat After thoroughly reviewing the accumulated scientific literature, a Working Group of 22 experts from 10 countries convened by the IARC Monographs Programme classified the consumption of red meat as probably carcinogenic to humans (Group 2A), based on limited evidence that the consumption of red meat causes cancer in humans and strong mechanistic evidence supporting a carcinogenic effect. This association was observed mainly for colorectal cancer, but associations were also seen for pancreatic cancer and prostate cancer. Processed meat Processed meat was classified as carcinogenic to humans (Group 1), based on sufficient evidence in humans that the consumption of processed meat causes colorectal cancer   La denuncia del'OMS è scientificamente provata e forse anche troppo tardiva. L'impatto della ricerca ricade su una delle industrie più importanti al mondo, su abitudini sociali radicate, basti pensare alla "democrazia del barbecue" negli USA o alla strage dei montoni nei paesi del Nord Africa, all'agnello pasquale  ecc. L'industria della carne nel mondo ha stravolto intere aree geografiche, trasformazione di terreni agricoli a coltivazioni per foraggi, con utilizzo di enormi quantità di acqua per produrre la carne, additivi chimici e farmaci, contribuendo al cambiamento climatico e agli squilibri idrici del pianeta. Il consumo di carne impedisce lo sviluppo di un'etica del rispetto degli animali più vicini alla scala evolutiva dell'uomo. Il consumo di carne, anche dove non produce cancro, crea abitudini alimentari disastrose per la salute - obesità e disturbi del metabolismo - e costose da curare. Molti di coloro che hanno cercato di "minimizzare" gli effetti della ricerca dello IARC - anche in rappresentanza di categorie di medici- hanno posto l'accento sul fatto che la definizione di cancerogeno non comporta di eliminare la carne dalla dieta umana, ma solo di "equilibrarla", riducendone le quantità assunte e le modalità di cottura. C'è una corsa alla disinformazione da parte dei sostenitori degli interessi delle grandi multinazionali agroalimentari. Il giudizio dello IARC è netto e categorico per quanto riguarda le carni "processate": hot dog, salumi, hamburger, ecc. . Equivale all'obbligo di etichettare le confezioni di carne lavorata con la scritta "NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE" come è d'obbligo per i prodotti del tabacco. Le carni rosse - bistecche, bolliti, ecc -hanno un grado di "probabilità" di essere cancerogene, in funzione delle quantità e delle modalità di cottura. La quantità di consumo procapite dovrebbe almeno dimezzare, tenendo conto di una media composta dagli eccessi dei paesi anglosassoni e dalle carenze dei paesi poveri: in generale si calcola che la produzione e il consumo di carni rosse dovrebbe ridursi di almeno il 30% (per i paesi occidentali oltre il 50%). Andrebbe inoltre vietata la cottura su barbecue o similari, o per tempi troppo lunghi (lo stracotto o il ragù napoletano) Per quanto riguarda i salsicciotti tedeschi, non dovrebbero più essere consentiti. Dopo la VolksWagen, crolla un altro mito tedesco.

PATRICIA é figlia del GLOBAL WARMING

http://www.nasa.gov/feature/goddard/patricia-eastern-pacific-2015 Mentre i governi di tutto il mondo discutono da decenni su cosa fare (o non fare) per ridurre l'effetto serra, il surriscaldamento, i buchi dell'ozono, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua e del suolo, senza riuscire a concludere nulla (ma facendo crescere il numero di convegni, ricerche, carteggi e arricchimenti personali sull'argomento) la Natura passa ai fatti, dando dimostrazione di come reagisce agli squilibri creati dall'uomo. Il mostro PATRICIA, l'uragano più potente che sia stato registrato sulla costa del Pacifico, è solo uno dei tanti avvertimenti che la natura lancia all'umanità, ed è certamente terrificante ed efficace nel mostrare il potere distruttivo che si scatena. Ma gli uragani, le inondazioni, la siccità sono sempre esistiti, obbiettano gli antiallarmisti, e la statistica registra i fenomeni estremi in qualsiasi ambito scientifico, perché dunque meravigliarsi se a Rio de Janeiro a primavera si misurano 43 gradi di temperatura, se la California torna a diventare deserto, se El Nino questo inverno farà gelare il Tevere e la Cina è un'enorme cupola di polveri sottili come la Terra un miliardo di anni fa ? E non ci venissero a dire che qualche centimetro cubo di Patricia è stato generato dagli scarichi di una Volkswagen truccata !

La requisitoria di Erri De Luca

  Erri De Luca è stato assolto dall'accusa di istigazione a delinquere per aver proposto di "sabotare" la TAV in Val di Susa ".. sono stato accusato per aver pronunciato il verbo sabotare. Lo considero nobile e democratico. Nobile perché pronunciato e praticato da valorose figure come Gandhi e Mandela, con enormi risultati politici, democratico perché appartiene fin dall'origine al movimento operaio e alle sue lotte. Per esempio, uno sciopero sabota la produzione, difendo l'uso legittimo del verbo sabotare e del suo significato più efficace ed ampio ... Concludo confermando la mia convinzione che la linea di sedicente Alta Velocità in Val di Susa va ostacolata, impedita, intralciata, dunque SABOTATA, per la legittima difesa della salute, del suolo, dell'aria dell'acqua, di una comunità minacciata. La mia parola contraria sussiste e aspetto di sapere se costituisce reato ..."

Scandalo VOLKSWAGEN, il marcio dell'industria dell'auto (e non solo)

Lo scandalo Volkswagen ha implicazioni più ampie di quello che appare, che è già notevole. Coinvolge l'immagine di una delle più grandi (e invidiate) multinazionali, coinvolge e umilia il modello economico-sociale di una nazione potente, a capo dell'Europa, la Germania. Coinvolge e disvela il modello di produzione e commercializzazione dell'intero settore automobilistico mondiale. Coinvolge il sistema finanziario internazionale, perché l'auto, come la casa, è una delle fonti principali di indebitamento dei consumatori e su quei debiti le banche hanno costruito prodotti finanziari (titoli subprime) tossici e diffusi. E' emblematico l'anno in cui inizia il trucco per nascondere le reali emissioni di ossido di azoto: è il 2009, in piena crisi finanziaria, con le grandi case automobilistiche americane, giapponesi ed europee praticamente fallite tra l'incudine del crollo delle vendite e il martello dei bilanci distrutti dalla finanza speculativa. Il G20 dell'aprile 2009 impone la fine dei criteri contabili IAS, cioè l'inizio del vero salvataggio delle banche internazionali e il ritorno al principio dei trucchi per fare profitti. Volkswagen coglie al volo il messaggio e si adegua: la gara è tra chi è più furbo. Se le banche truccano il LIBOR (il tasso a cui sono agganciate le rate dei mutui che i cittadini pagano per acquistare casa) le case automobilistiche possono truccare i loro prodotti. General Motors monta impianti frenanti difettosi che provocano la morte accertata di almeno 200 persone, Toyota non è da meno, e Volkswagen manipola i sistemi di controllo delle emissioni di gas tossico che superano di 40 volte i limiti consentiti. Too Big To Fail è il nuovo dogma, in barba ai controlli e ai divieti, con la benedizione di Banche centrali, governi, istituzioni internazionali, e vale per tutti. Dalle banche alle case farmaceutiche, dai colossi petroliferi a quelli dell'auto, per finire ai nuovi giganti del commercio via Internet (la cinese ALIBABA è sospettata di aver manipolato i bilanci, dopo che milioni di piccoli investitori hanno comprato le sue azioni, ora crollate del 50%). Lo scandalo Volkswagen provocherà molto stupore, molta indignazione, molte promesse, ma si troverà il modo di non ripetere Lehman Brothers. Il produttore tedesco di auto rischia il tracollo finanziario, sotto il peso di miliardi di euro di rimborsi, oltre quelli per pagare la multa dell'EPA, perchè chiunque possiede una Volkswagen diesel chiederà il rimborso del danno economico subito (oppure la sostituzione dell'auto con una nuova). Le banche che hanno finanziato VW sono a rischio di perdere i loro crediti, gli investitori (sia azionisti che obbligazionisti) hanno già perso più del 30%. Anche la BCE è piena di titoli VW accettati come garanzia per stampare moneta. Ci sarebbero anche i lavoratori, ma sono il problema minore, anzi potrebbero essere "scudi umani" utili per fare pressioni sui politici. Si rischia un nuovo contagio come nel 2008. Qualcuno dirà, nell'interesse di "tutti", che c'è bisogno di chiudere un occhio, anzi due.          

Pechino la parata di regime del V Day

Il licenziamento collettivo di 300.000 militari dell'Esercito del Popolo annunciato da Xi Jinping durante il discorso per il 70 V-Day a Pechino. Cosa fanno i regimi autoritari quando inizia a serpeggiare aria di crisi ? Organizzano una grande parata militare, per fare mostra di forza, stabilità serenità e convincere i sudditi che le cose vanno bene e andranno meglio. La Cina non sfugge a questa regola, già applicata da Putin con il VDay a Mosca nel maggio scorso, e per questo ha deciso di commemorare i 70 anni dalla fine della II Guerra Mondiale con una enorme sfilata militare a Pechino che dovrebbe nelle intenzioni di Xi Jinping segnare la ripresa della fiducia nell'immagine del potere.   Ma negli ultimi tempi le intenzioni dei governanti si sono spesso trasformate in clamorosi boomerang, accrescendo nell'opinione pubblica la sensazione di scarsa affidabilità da parte degli apparati. L'esplosione di Tianjin e soprattutto le mezze verità, le censure e le omissioni che ne sono seguite hanno accelerato la caduta di immagine.   La parata di Pechino in Tiananmen è stata gestita direttamente da Xi Jinping (alimentando le voci di una futura estromissione o di un ridimensionamento del Primo Ministro Li Keqiang) e sarà ricordata soprattutto per le misure adottate per manipolare la scenografia dell'evento.   Dalla metà di agosto sono state introdotti divieti di circolazione ai veicoli e chiusura di fabbriche con particolari emissioni per far “ripulire” l'aria fetida di Pechino e consentire agli invitati di tutto il mondo di vedere il cielo sereno.   Il mercato azionario in calo continuo da luglio è stato sostenuto da misure straordinarie per limitare la discesa e non turbare troppo !! i mercati finanziari mondiali. E' stata concessa una larga amnistia discrezionale per reati di varia natura, mentre dall'altra parte si è messo in moto un gigantesco apparato di “sicurezza” con arresti di decine di persone sospettate di attività antiregime – soprattutto avvocati e giornalisti. Si è costruita la tesi di una partecipazione decisiva delle forze militari cinesi alla Seconda Guerra Mondiale piegando la storia ad esigenze di potere e soprattutto di politica internazionale, nel tentativo di mandare messaggi espliciti o cifrati al Giappone – che nel V DAY è il grande sconfitto del 1945 – e agli altri paesi dell'est asiatico con i quali i rapporti ora sono pessimi, a cominciare dal Vietnam e le Filippine. Per qualche giorno il cielo di Pechino sembrerà azzurro e non ci saranno esplosioni di depositi tossici. Che la parata (di regime) inizi, ovviamente con “il Discorso del Presidente”, parafrasando il saggio di Oliver Sacks ne “L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello”