Truffa salva-banche, il ruolo di draghi whateverittakes

Dopo il suicidio del pensionato Luigino D'Angelo di Civitavecchia, indotto al gesto estremo dopo aver perso soldi e dignità a causa del salva-banche, un coro unanime punta il dito dell'accusa nei confronti di chi doveva vigilare e tutelare i piccoli risparmiatori. E' ormai evidente che c'è stato un concorso di irresponsabilità, colpe e reati che riguardano i vertici delle banche - non solo le quattro fallite ma molte altre - e gli apparati degli organi di vigilanza, Banca d'Italia e Consob in primis. Ma c'è qualcosa o qualcuno che ha generato il contesto in cui il malaffare degli amministratori bancari si è nascosto dietro le "necessità" dello stato di crisi al punto da giustificare le prassi truffaldine se servivano a nascondere la realtà. Dal 2008 in poi le banche di ogni paese e dimensione hanno goduto di una "sospensione della legalità" in virtù dello stato di crisi. Le autorità internazionali e locali hanno fatto a gara per evitare dispiaceri ai banchieri con controlli troppo rigorosi: "C'è la crisi" e "dobbiamo salvare il sistema bancario per far ripartire l'economia" sono diventati il motivo conduttore delle politiche monetarie di tutti i governi. Per convincere gli incerti (Tsipras) è bastato chiudere le banche per qualche giorno. Lo "stato di necessità" ha aumentato l'arroganza e il senso di impunità dei banchieri. I politici hanno fatto a gara per evitargli dispiaceri, chiedendo in cambio la solita merce, favori e consenso. Nei racconti dei truffati dalle banche emergono le prove di questa supponenza: per convincere i più scettici ad acquistare azioni o obbligazioni, i "consulenti" delle banche sfoderavano l'arma nucleare, il whateverittakes di Mario Draghi. "Le banche non corrono rischi, non possono fallire perché c'é Draghi che farà qualsiasi cosa per salvarle" Il whateverittakes è diventato lo scudo del sistema bancario, non solo da un punto di vista tecnico ma soprattutto perchè ha fornito la cornice politica alle strategie finanziarie. Grazie a Draghi le banche sono percepite come più sicure, al punto da potersi permettere il lusso di "risolverne" qualcuna, per poi "salvarla" dimostrando che il sistema è forte e sano. Il QE di Draghi non ha risollevato l'economia reale dell'Europa ma ha consentito alle banche europee di tornare  fare i soliti affari, come dimostra la vicenda del salva-banche. "Grazie a Draghi, comprare i titoli delle banche è un affare. Ottimi interessi e rischio zero." E' stato questo, fino a pochi giorni fa, il ritornello che le banche hanno raccontato ai risparmiatori. Se l'ostacolo ad un così facile guadagno era rappresentato da un banale questionario MIFID, in pochi minuti lo si poteva superare. Il QE di Draghi crea un clima di "fiducia" apparente che in realtà maschera l'azzardo morale sia delle banche che dei governi, all'ombra del quale fioriscono le truffe. La vicenda del salva-banche sta squarciando l'omertà che da molti anni ha garantito il sistema bancario e mette a rischio sia il quadro politico che quello finanziario. La conseguenza infatti è che Renzi viene visto come l'amico delle banche truffaldine (anche senza scomodare la Boschi)e le banche vengono prese d'assalto dai risparmiatori che voglio disinvestire i titoli "strani". E' una miscela esplosiva in un magazzino di polvere da sparo.

Truffa salva-banche, la UE boccia Bankitalia e Consob

Lo scandalo del salva banche si allarga a macchia d'olio e si aggravano le conseguenze e le sofferenze. Il pensionato suicidatosi dopo aver perso 110.000 euro in obbligazioni Bancaetruria ha lasciato una lettera nella quale ha spiegato come gli sono stati venduti quei titoli rischiosi e di come le funzioni di controllo interno della banca erano a conoscenza della manipolazione dei clienti. Lo stesso atto d'accusa, manipolazione e aggiramento delle leggi sugli investimenti a piccoli risparmiatori (MIFID), viene lanciato dal Commissario alla Stabilità Finanziaria Jonathan Hill: "Le banche italiane hanno venduto prodotti finanziari non adatti ai risparmiatori".  L'accusa del Commissario ha un implicito riferimento alle autorità di vigilanza cioé Banca d'Italia e Consob, che avrebbero dovuto vigilare e accorgersi prima di quello che stava accadendo. Si trattava di quattro banche commissariate e poste sotto la lente di ingrandimento, non doveva essere difficile accedere agli atti e accorgersi che decine di migliaia di clienti erano stati truffati. L'intervento del Commissario fa chiarezza quindi sulla logica dei salvataggi di banche: se i titoli rischiosi sono comprati da chi li conosce ed è consapevole dei rischi, anche della perdita totale del capitale investito, non ci può essere risarcimento - pubblico o parapubblico che sia. L'investitore entra nella procedura fallimentare per recuperare quello che sarà possibile. Ma se i titoli vengono venduti a persone inconsapevoli si tratta di truffa e il risarcimento è dovuto, sia da chi ha commesso il reato (le quattro banche)  sia da chi era preposto a vigilare e non lo ha fatto. In entrambi i casi non possono essere i contribuenti a farsi carico del risarcimento, sia perchè non è giusto e soprattutto perchè incentiva il malaffare anzichè combatterlo.    

Salva banche, dalla truffa alla beffa

Pensionato di 68 anni suicida. Aveva perso 110 mila euro: “Colpa del salva-banche” Spariti i risparmi investiti in obbligazioni emesse da Banca Etruria I politici sono stati colti di sorpresa dalla reazione popolare nei confronti dello scandalo salva-banche. Cosa si aspettavano ? applausi e ringraziamenti ? Il ministro Padoan, a riprova della sua impreparazione, ha chiesto una "soluzione umanitaria" al dramma dei piccoli risparmiatori gettati sul lastrico dal suo decreto. L'enfasi lo ha travolto anche nel linguaggio. In realtà lo slancio di solidarietà che accomuna politici e banchieri italiani a favore delle vittime del salva-banche, nasconde un tentativo goffo e subdolo: scaricarsi di ogni responsabilità, magari gettandola sui burocrati di Bruxelles, colpevoli di non voler autorizzare il salvataggio dei risparmiatori truffati. Il tentativo è di creare confusione nell'opinione pubblica, su una materia tecnicamente complessa, per nascondere la verità su chi ha truffato e chi ha consentito la truffa. Perchè di truffa si tratta, essendo state infrante leggi e regole. I titoli, sia azionari che subordinati, venduti ai risparmiatori non erano adeguati al loro profilo di rischio, che è stato manipolato e modificato per consentire alle banche di incassare denaro che serviva a creare patrimonio di vigilanza. Nascondere la realtà dietro la necessità di "salvare le banche per evitare il peggio" è una scelta disastrosa, sia nei confronti di coloro che hanno perso i soldi messi da parte in tutta la vita, sia verso coloro che rischiano in futuro di ritrovarsi nella stessa situazione, se le vere responsabilità non saranno perseguite con chiarezza. I risparmiatori delle quattro banche, azionisti o subordinati che siano, potranno riavere i loro soldi se individueranno le vere responsabilità e saranno capaci di far emergere il meccanismo truffaldino che li ha indotti ad acquistare i titoli rischiosi.  Renzi e Padoan, d'accordo con le istituzioni bancarie, pensano invece di cavarsela con qualche milione di euro e con la sceneggiata dell'Europa "che non ci permette di fare quello che vorremmo", cioè lasciare impuniti i colpevoli e scaricare i costi sulla collettività. Le leggi a tutela dei risparmiatori c'erano e ci sono: farle rispettare è non solo un obbligo ma anche una scelta politica.  In questi giorni migliaia di piccoli investitori chiedono la restituzione dei soldi investiti in titoli delle banche, che si rifiutano o temporeggiano, perché non sanno cosa fare. Il salva-banche sta diventando lo schiaccia-banche.  Da il SOLE24ORE del 8/12 :" i casi Popolare Vicenza e Veneto Banca fanno caso a sè nel panorama bancario italiano. I due istituti sono banche non quotate, condizione che ha reso scarsa o impossibile la partecipazione di investitori istituzionali - che per natura cercano investimenti facilmente liquidabili - agli aumenti di capitale. In assenza di grandi investitori, gli aumenti giocoforza sono stati interamente “caricati” sui piccoli soci, ingenerando così comportamenti illeciti da parte delle banche. di Luca Davi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/aCjS5t".    

Scandalo salva-banche, trucchi e colpe

Il trucco che le banche utilizzano per aggirare l'ostacolo MIFID C'è un aspetto della vicenda del decreto "salva banche" varato dal Governo www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/07/ che nasconde un fenomeno ancora più esplosivo di quanto finora emerso. Come  è potuto accadere che 130.000 risparmiatori di 4 banche  - Banca Etruria, Banca Marche, CaRiChieti, CaRiFerrara - siano stati coinvolti negli ultimi anni nell'acquisto di titoli ad alto rischio e non sono stati protetti dalle norme relative agli investimenti e ai conflitti di interesse ?  Gli addetti ai lavori sanno che per poter vendere un prodotto rischioso, quali ad esempio le azioni o le obbligazioni subordinate (un tipo di obbligazione il cui rimborso in caso di fallimento della banca emittente è "subordinato" a quello di altri creditori più garantiti), ad un investitore privato è necessario che questi abbia un "profilo di rischio" adeguato, secondo le regole di classificazione della MIFID, la direttiva europea che regola i meccanismi a cui gli intermediari (tra cui le banche) devono sottostare. In poche parole, non sarebbe stato possibile vendere le obbligazioni subordinate delle quattro banche commissariate e poi di fatto fallite, senza aggirare le normative di legge e quelle emanate dagli organi di vigilanza preposti, cioè Banca d'Italia e Consob. Le norme stabiliscono che prima di procedere alla vendita di quei titoli le banche avrebbero dovuto "profilare" i risparmiatori mediante un questionario scritto dalle cui risposte viene ricavato il profilo di rischio, cioè il grado di conoscenza e di propensione al rischio che quel risparmiatore dichiara di avere nei confronti dei titoli che gli vengono "consigliati". Se dal questionario risulta che il risparmiatore NON conosce un tipo di investimento e/o non è orientato a rischiare, la banca NON gli può vendere quel titolo. Il trucco che le banche e altri intermediari utilizzano per aggirare l'ostacolo altrimenti insormontabile (quanti conoscono cosa significa "subordinato" e quanti sono in grado di valutare i diversi meccanismi di subordinazione ?) è quello di riformulare il questionario MIFID in modo da modificare il profilo di rischio finale e quindi consentire di vendere titoli rischiosi. Schematicamente funziona in questo modo: in prossimità dell'emissione dei titoli, la banca individua i clienti con profilo basso (quindi NON adatto all'acquisto del subordinato) e li contatta, descrivendo i vantaggi delle obbligazioni subordinate - "hanno un tasso di rendimento maggiore delle altre e sono ormai "garantite" dalla BCE che compra i titoli delle banche perchè li considera non più a rischio; "grazie alla BCE la crisi è passata e i titoli delle banche sono sicuri". Il cliente a questo punto viene attratto dalla possibilità di guadagno e l'operatore gli dice che per poterle acquistare deve però rifare il questionario MIFID dichiarando di conoscere ed apprezzare i titoli rischiosi. E' una semplice formalità, spiega l'operatore che è "incentivato" dalla banca a raggiungere obbiettivi di vendita, a cui il cliente ignaro si presta volentieri. Una volta modificato il profilo di rischio, il titolo subordinato può essere venduto.  I risparmiatori si sono trovati ad avere titoli "sicuri" e redditizi, fino a quando ...hanno scoperto di essere stati raggirati legalmente: la MIFID si è trasformata da meccanismo di tutela a trappola. Scoprire il trucco non sarebbe difficile per un magistrato che volesse indagare sul fenomeno. Basta incrociare i dati che riguardano i periodi di collocamento dei titoli bancari con le date di variazione dei questionari mifid che tracciano i profili di rischio. Si scoprirebbe una "casuale" coincidenza tra i due fenomeni. Emergono due considerazioni principali: 1) Il caso dei risparmiatori delle banche "salvate" dal decreto del governo è la punta dell'iceberg di un fenomeno dilagante nel sistema bancario che ha scaricato i rischi e le necessità di ricapitalizzazione sui clienti più deboli (con oltre 70 miliardi di euro collocati, le obbligazioni subordinate sono utilizzate per aumentare i coefficienti patrimoniali delle banche, che grazie a questo meccanismo appaiono più solide di quello che in realtà sono). Gli organi di vigilanza (non solo quelli italiani) hanno di fatto avallato questo meccanismo. Basti pensare che le quattro banche "salvate" erano commissariate da tempo e nessuno dei commissari, nè le funzioni interne di controllo dei rischi, si è accorto di quello che era stato venduto ai clienti. 2) Le politiche monetarie delle banche centrali tra cui la BCE incoraggiano deliberatamente l'assunzione di maggiori rischi da parte dei risparmiatori, perchè i titoli di stato ormai rendono pochissimo e addirittura nelle scadenze fino a 5-7 anni hanno tassi negativi. "Se volete far fruttare i risparmi, dovete correre più rischi, e i titoli più rischiosi sono quelli più complicati da capire".  Nel caso delle quattro banche "salvate" non è necessario ricorrere a soldi pubblici per ripagare i risparmiatori truffati: è sufficiente che la magistratura indaghi e riconosca il meccanismo con cui è avvenuto il raggiro, costringendo le nuove quattro banche a risarcire i malcapitati, e magari anche gli organi di vigilanza che hanno consentito i trucchi.  

Draghi prevede disastri fino al 2017

"Il paziente non esce dalla sala di rianimazione" almeno fino a marzo 2017. E' quello che il "chirurgo di fama mondiale" Mario Draghi ha sentenziato, mettendo in allarme i veri "familiari" del paziente, cioè imprese e famiglie che sperano di essere tranquillizzati sulle sorti del sistema economico malato. Dopo l'annuncio del Presidente della BCE si stanno creando quelle condizioni di estremo disappunto e delusione che caratterizzano gli stati d'animo di chi in precedenza era stato indotto all'ottimismo. La crisi economica non è passata, la "crescita" si misura con gli zerovirgolaqualcosa, e nonostante le centinaia di miliardi stampati solo il 25% è stato utilizzato dalle banche per fare prestiti a imprese e famiglie. Draghi ha di fatto annunciato che il paziente resta ancora attaccato alle macchine di rianimazione della BCE che gli pompano denaro liquido in gran quantità ma alterano tutte le altre funzioni vitali, in una sorta di "coma farmacologico". I familiari del paziente iniziano a dubitare delle capacità salvifiche del chirurgo.

Il piccolo sbruffone fiorentino

Il PIL dell'Italia è cresciuto dello 0,2% nel terzo trimestre di quest'anno, contro lo 0,4 della Francia e lo 0,3 della Germania. La notizia è triste e carica di implicazioni che vanno al di là dei numeri. Perchè un giornale nazionale relega questo dato economico - fondamentale per giudicare se le politiche del governo e delle istituzioni monetarie (BCE in primis) sono efficaci o sbagliate - in un trafiletto ?  Perché questi numeri sono impietosi nei riguardi non solo del governo italiano, sempre pronto a sbandierare l'ottimismo dei propri successi, ma anche del Mr. Whateverittakes, idolo degli editori di giornali, che da un anno si vantava di aver fatto ripartire l'economia europea con il suo QE. Manovre finanziarie, jobacts, assunzioni, aumento della spesa e degli indebitamenti, tassi di interesse negativi, stampa di centinaia di miliardi di euro per ottenere lo zero-virgola qualcosa. Di fronte alla realtà che smentisce profezie e promesse, i sostenitori dell'uno e dell'altro non trovano di meglio che minimizzare, negare e occultare. Guai a chiedersi se la diagnosi e le medicine sono sbagliate. La colpa è della crisi dei paesi emergenti - Cina, Brasile ecc - che non "crescono" come dovrebbero per sostenere la domanda mondiale. L'inflazione "non cresce": e perché dovrebbe crescere se i redditi reali disponibili diminuiscono a vantaggio delle rendite finanziarie e dei profitti, i risparmi sono sequestrati a favore dell'indebitamento e quest'ultimo è a livelli storici mai visti perchè il denaro viene regalato soprattutto a chi non lo rimette nella produzione ma solo nei mercati finanziari? Possibile che la scomparsa di centinaia di migliaia di posti di lavoro nelle banche europee non si traduca in ondate di panico e preoccupazione per altrettante persone di altri settori che una volta rappresentavano il ceto medio, colonna portante dei consumi? Mr. Whateverittakes, sostenuto da tutta la Troika, ha già promesso che rincarerà la dose. Chi la dura la vince. Costi quel che costi. Prepariamoci ad accontentarci dello zerovirgolauno.

Deutsche Bank l'incubo della finanza mondiale

un incubo cinque volte più grande di Lehman Brothers DEUTSCHE BANK CRASHING AFTER HOURS, SEES 3Q NET LOSS OF EU6.2B, MAY CUT DIVIDEND Submitted by IWB, on October 7th, 2015  https://investmentwatchblog.com/deutsche-bank-crashing-after-hours-sees-3q-net-loss-of-eu6-2b-may-cut-dividend/  Deutsche Bank Preannounces Massive Loss, May Cut Dividend Amid numerous rumors that Deutsche Bank is among the corporations exposed to the VW fiasco, and to be clear there is no news to confirm that, DB has just kitchen-sinked it in a pre-announcement: *DEUTSCHE BANK SEES 3Q NET LOSS EUR 6.2 BLN *DEUTSCHE BANK TO RECOMMEND DIVIDEND CUT OR POSSIBLE ELIMINATION Deutsche Bank stock is trading down around 6% after-hours. Truffa Volkswagen, la BCE deve rifare i test a Deutsche Bank

TPP, e sapete di non sapere

  L'immagine che vedete sopra è tratta dal sito del senatore americano Bernie Sanders, candidato democratico alle primarie per le elezioni presidenziali USA del 2016. Il repubblicano Donald Trump è ancora più categorico e greve. In conclusione, l'accordo storico chiamato TPP per il "libero scambio" tra 12 paesi - 40% del commercio internazionale - firmato in pompa magna, in America sono in pochi a volerlo, a parte Obama che pur di passare alla storia firmerebbe qualunque cosa. Tutta la stampa ha usato iperboli e illustrazioni per parlare di una cosa di cui nessuno sa ancora nulla (perchè NON si deve sapere nulla). Qual'é il vero contenuto del TPP ? Secondo WIRED sarebbero 10 le cose da sapere http://www.wired.it/economia/2015/10/06/trattato-scambio-tpp/ Secondo l'Internazionale invece sarebbero sette: http://www.internazionale.it/notizie/2015/10/05/trans-pacific-partnership-scheda Allargando la panoramica si può spaziare da un minimo di tre ad un massimo di 15 cose da sapere su TPP. I più informati mi sembrano quelli della Electronic Frontier Foundation : https://www.eff.org/deeplinks/2015/10/trade-officials-announce-conclusion-tpp-now-real-fight-begins Nel frattempo i soliti antagonisti che sanno di sapere organizzano una protesta contro il gemello europeo TTIP: A cominciare da sabato 10 ottobre, le campagne internazionali Stop TTIP organizzeranno eventi, mobilitazioni, presidi in centinaia di città, tutti con un intento preciso: fermare il Trattato transatlantico fra USA e Ue, bloccare il negoziato TiSA sulla liberalizzazione di tutti i servizi e impedire la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio fra Ue e Canada.«I movimenti tornano in piazza per affermare che serve una netta inversione di rotta – dichiara Marco Bersani, fra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – Il TTIP dev’essere fermato subito per riaprire la strada ad un nuovo modello sociale, fatto di beni comuni, diritti e democrazia, in Italia e in Europa».La più grande manifestazione è attesa a Berlino, e ad essa parteciperà anche una parte della campagna italiana.  

Air FRANCE, ecco i colpevoli dell'aggressione

Chi sono i veri colpevoli delle violenze contro i manager di Air France che annunciavano in conferenza stampa il piano di 2900 licenziamenti?  I sindacalisti comunisti o quelli di Marine Le Pen ?  O nessuno di loro ? Forse tutti quelli - alcune centinaia di dipendenti - che hanno partecipato alla manifestazione davanti alla sede ? e sono entrati  al grido di "De Juniac, dimissioni! " Da Le Monde: Le président-directeur général d’Air France, Frédéric Gagey, est sorti précipitamment, indemne. Mais des salariés ont malmené leur directeur des ressources humaines, Xavier Broseta. Sa chemise arrachée, il s’est enfui de la salle de réunion torse nu, entouré d’un important service d’ordre. M. Broseta s’est dit, lors d’une conférence de presse, « choqué » et « déçu » d’avoir été ainsi pris à parti. Pour autant, « je ne voudrais pas que l’opprobre soit jeté sur l’ensemble du personnel d’Air France », a-t-il déclaré, assurant avoir « reçu des témoignages de sympathie par centaines de la part de représentants syndicaux et de collègues ». I veri colpevoli della violenza contro i manager dell'Air France sono coloro che vanno dicendo in giro che "c'é la ripresa, ma bisogna rafforzarla con le riforme - soprattutto quelle che tagliano il costo del lavoro e aumentano la competitività". Qualcuno li prende sul serio e decide un nuovo piano di riduzione dei posti di lavoro - dopo che in Air France negli ultimi 3 anni ne sono stati già tagliati 10.000. I manager della compagnia aerea erano davvero convinti che anche questa volta, con un po di fortuna, se la sarebbero cavata. Ma avevano soprattutto creduto alle parole di Mario Draghi, quello che dice che c'è la ripresa e bisogna fare le riforme, quello che regala ottimismo e soldi.  I manager si sono fidati del clima di ottimistica sottomissione che regna tra le forze politiche di governo e di opposizione. Sono tutti d'accordo che bisogna tagliare, anche i lavoratori lo capiranno. Erano così ottimisti da "saltare" tutte le tradizionali procedure di comunicazione con i sindacati. Non si aspettavano una reazione così violenta e sconsiderata, figlia dell'ottimismo deluso dei lavoratori, e colpevoli di essersi fatti portavoce di banchieri e politici. Se c'è la ripresa, se i soldi ci sono, perché ci licenziate ? Le immagini del direttore delle risorse umane di Air France semidenudato, una violenza non giustificata,  sono l'atto d'accusa più pesante contro politici e tecnocrati, incapaci, compiacenti e corrotti, che vanno in giro a vantarsi della ripresa e lasciano i manager "in mutande" a gestire i piani di ristrutturazione. Ecco chi sono i veri aggressori delle tante Air France.  

Truffa Volkswagen, la BCE deve rifare i test a Deutsche Bank

La notizia per gli addetti ai lavori è che la BCE ha fermato gli acquisti di ABS (asset backed security) emessi da VW, titoli che la banca di Mario Draghi comprava in cambio di moneta stampata.  Lo stop non è dovuto a valutazioni etiche ma semplicemente alla presa d'atto che il rischio finanziario innescato dalla truffa VW è ormai palese, tanto che neanche la BCE, pur abituata a comprare la "monnezza" della Grecia, può fare finta di nulla. Anzi la BCE dovrebbe sbrigarsi a rifare gli stress test alle banche tedesche che hanno prestato denaro al gruppo automobilistico, e in particolare alla "banca" della VW, la finanziaria che gestisce asset per 100 miliardi di euro e che sarà travolta dalla truffa delle auto truccate.  Perché tutti coloro che vorranno "rivalersi" sulla VW dovranno certamente perseguire le vie legali (class action in primis) ma se hanno acquistato l'auto a rate cercheranno di "scontare" il danno subito autoriducendosi il debito ancora in scadenza. Una lettera dell'avvocato per preavvisare e non pagare. La Finanziaria della VW, che nel 2014 è stata "promossa" dagli stress test della BCE , rischia il tracollo, e con essa chissà quante altre banche / finanziarie tedesche, di cui molte erano già state graziate dalla benevolenza dei test  (manipolati?) della BCE. Ogni riferimento alla Deutsche Bank è casuale. Ma la vera notizia è la non-notizia dell'ennesima inchiesta giudiziaria sulla ennesima manipolazione (truffa) compiuta da alcune delle Banche Too Big to Fail a danno dei prezzi di mercato delle materie prime ed in particolare delle quotazioni dell'oro. La notizia è interessante perché tra queste banche c'è anche la Deutsche Bank, già implicata nello scandalo LIBOR (la manipolazione del tasso a cui si agganciano altri tassi, come quelli sui mutui delle famiglie).  http://www.cnbc.com/2015/09/28/swiss-watchdog-opens-probe-into-precious-metal-manipulation-by-ubs-hsbc.html  "The Swiss competition regulator said on Monday it had opened an investigation into possible manipulation of the precious metals market by several major banks. Switzerland's WEKO watchdog said its investigation, the result of a preliminary probe, was looking at possible collusion of bid/ask spreads in the market by UBS, Julius Baer, Deutsche Bank, HSBC, Barclays, Morgan Stanley and Mitsui." La Deutsche Bank, un gigante traballante carico di pesi e rischi opachi, fu "graziata" dagli stress test di un anno fa della BCE, test che furono giudicati da molti come troppo indulgenti.  http://www.voxeu.org/article/credibility-aqr-and-bank-stress-test Ad esempio la BCE fece finta di non sapere che da li a pochi mesi la Deutsche Bank avrebbe ricevuto una multa di 2,5 miliardi di dollari per lo scandalo LIBOR, multa che ovviamente aggrava la situazione patrimoniale della banca più esposta al mondo dei derivati. Oltre 75 TRILIONI di dollari di scommesse finanziarie oscure e traballanti. Alcune di queste "scommesse" poggiano sul presupposto che i titoli Volkswagen (e della sua Finanziaria) abbiamo rating elevati, cioè sono "sicuri". Ora che i titoli VW stanno per diventare spazzatura, cosa accade alle "scommesse" della Deutsche Bank ?  E se lo scandalo Volkswagen inizia a coinvolgere anche le banche tedesche ? come può la BCE  continuare a fare finta di nulla ?  E' possibile che la BCE di Draghi non abbia letto i giornali con l'ultimo scandalo che coinvolge la DB ? e non abbia letto il parere degli esperti che stimano in massimo due anni la conclusione dell'inchiesta e la somministrazione delle multe ?