BRASIL vive crise, mas bancos têm lucros astronômicos. Que vergonha!

Il Brasile é sull'orlo del precipizio tra crisi economica, scandali politici, rabbia popolarem ma "i profitti delle banche sono astronomici. Che vergogna" titola il Jornal do Brasil. E' saltato il tappo dei Mondiali di calcio, si aspettano le Olimpiadi 2016 che potrebbero svolgersi nel pieno del caos sociale. L'ineffabile Roussef resta saldamente al potere, cercando il sostegno dei "riservisti" come Lula, che minaccia di candidarsi alle elezioni del 2018 (se ci saranno).  Se c'era bisogno di una ulteriore e drammatica riprova di come funziona il modello di globalizzazione mondiale (do you remember BRICS ?) questa volta è il Brasile a fornire i soliti titoli già visti nel passato in altri paesi. Russia, Cina e Sudafrica non se la passano meglio del Brasile e l'India è solo in ritardo di un anno all'appuntamento con la crisi. http://www.jb.com.br/opiniao/noticias/2015/08/28/pais-vive-crise-mas-bancos-tem-lucros-astronomicos-que-vergonha/  

Silurato Li Keqiang con l'onore delle armi

Il siluramento di Li Keqiang, capo del governo cinese e numero due - dopo Xi Jinping - della nomenclatura, inizierà dopo la parata militare che si terrà a Pechino il 3 settembre prossimo per commemorare i 70 anni della vittoria contro il Giappone. L'avvenimento del 3 settembre è troppo importante per il sistema di potere e le voci sulla destituzione di Li Keqiang metterebbero in secondo piano la sfilata di missili e burocrati, in un momento in cui la crisi economica ha già messo a nudo i vizi del sistema e i pericoli di reazioni imprevedibili. Il ridimensionamento e il successivo siluramento del primo ministro, preannunciato dal Financial Times,  hanno due cause principali concomitanti: 1) La gestione della crisi economica e finanziaria, con la svalutazione dello yuan e il crollo della borsa di Shanghai, hanno evidenziato una grande confusione e approssimazione nel modo in cui sono stati affrontati i problemi. Li Keqiang viene indicato come il principale responsabile di quanto accaduto. 2) Una catena di episodi ed incidenti, ultimo dei quali l'esplosione di Tianjin, con lo strascico di polemiche sulla corruzione e la superficialità con cui vengono causati gestiti, anche agli occhi dell'opinione pubblica. Sono sempre più frequenti le notizie di manifestazioni di dissenso e di scherno contro i politici al potere, e la censura non riesce più a tenerle nascoste. Li Keqiang ha avuto come principale sponsor politico nella sua ascesa al potere il precedente capo del governo Hu Jintao, ritiratosi dalla scena pubblica ma tornato al centro dell'attenzione per un'inchiesta di corruzione a carico di un suo assistente. L'inchiesta potrebbe aver rivelato particolari che coinvolgerebbero anche Li Keqiang. La "testa" del Primo Ministro dovrebbe servire al Presidente Xi Jinping per allentare le critiche e le pressioni sulla sua gestione, a circa un mese dalla visita negli Stati Uniti. Sarà quella l'occasione per annunciare il siluramento di Li Keqiang ? Per ora tutto tace, anche per evitare di accrescere il già alto livello di caos a Pechino. E' quasi certo che il futuro Primo Ministro cinese sarà indicato direttamente da Goldman Sachs. __________________________

Il dio QE non esiste, i banchieri sono imbroglioni e Yellen è in trappola

La tempesta sui mercati azionari e commodity di tutto il mondo è un violento avvertimento alla Federal Reserve e alle altre banche centrali: “questo è quello che accade se pensate di smettere di stampare denaro (QE) o di alzare i tassi da zero, (ZIRP) fosse pure di una quantità simbolica ed insignificante”. Se questa interpretazione sulle cause della tempesta finanziaria è vera non ci sarebbe da preoccuparsi più di tanto. Non appena la Yellen e i suoi colleghi avranno raccolto il  messaggio e capito l’antifona, tutto tornerà come prima, e anzi ci sarà da guadagnare ancora di più.  La Banca centrale cinese non dovrà fare altro che immettere nuova liquidità nel sistema ( il QE alla cinese invocato a gran voce dai keynesiani di tutto il mondo) e consentire alle banche di erogare ancora più prestiti. Se la Cina riparte, anche il resto del mondo si rimette in moto, sentenziano i premi Nobel dell'economia. Il messaggio è esplicito: il QE ha funzionato in passato e perché non dovrebbe funzionare anche ora ? Il QE, direbbe Draghi, è una fede e non si discute. Questa è la versione ottimista della “improvvisa” tempesta di agosto, alimentata anche dalla crescente perdita di fiducia nelle capacità di “guida e pianificazione” del governo cinese.   Una testimonianza a favore di questa tesi è giunta nel corso del "Lunedì nero” delle borse: quando Wall Street ha raggiunto una perdita di 1000 punti – oltre il 6% - è entrata in azione la “squadra di salvataggio” della Federal Reserve che ha iniziato a comprare azioni per far salire l’indice azionario, di concerto con i network finanziari che passano le veline della Apple. In conclusione, secondo questo punto di vista, la speculazione ha sotto controllo tutte le leve di funzionamento, tiene sotto scacco l’economia reale e i politici, e trova modo di guadagnare anche dalle tempeste, che non sarebbero reali ma frutto di effetti cinematografici  fatti apposta per impressionare chi di dovere. C'è però un'altra lettura, più grigia e inquietante. La crisi dei mercati è l’esplosione di una bolla, anzi di tante bolle gonfiate per diversi anni dalle politiche “espansive” delle banche centrali, denominate QE, ZIRP e NIRP .  La dimostrazione di confusione e scarsa capacità tecnica da parte delle autorità cinesi è solo l’esempio di una difficoltà generale, dall'Asia all'America Latina, a governare un fenomeno cresciuto sia per dimensioni che per complessità. Le figuracce accumulate dai cinesi (manovre azzardate, passi indietro e bugie grossolane per nascondere la realtà della crisi economica) potrebbero tra qualche settima coinvolgere anche gli altri “onnipotenti” banchieri, a cominciare dalla Yellen. I mercati crollano perché la Federal  Reserve non stampa più dollari da circa un anno, dopo averne stampati più di 4 trilioni, e quindi scarseggia la materia prima con cui speculare.  La conclusione di questa ipotesi in apparenza è uguale alla precedente, cioè la richiesta alle Banche Centrali di più QE, ma contiene anche un fosco presagio: prima o poi il mondo si accorgerà che il QE non serve a creare più imprese e più lavoro, come sostengono Draghi, Kuroda e Yellen, ma solo ad inflazionare la finanza e a far crescere la bolla della speculazione nei marcati finanziari.  I profitti di gran parte delle aziende quotate in borsa, in particolare quelle americane, non provengono solo dalla vendita di merci e servizi ma anche dai buyback azionari, cioè l'acquisto delle proprie azioni facendone aumentare il valore e incamerando i dividendi. E’ una sorta di economia parassitaria che sostituisce quella produttiva e che si avvantaggia del flusso continuo di denaro immesso nel sistema dalle Banche Centrali. Se il flusso si riduce o cessa, il gioco si inceppa, ed è necessario liquidare il più presto possibile le posizioni acquistate per non perdere il capitale guadagnato. In sintesi, il dio QE può aiutare solo l'1% della società, mentre il restante 99% è costretto a pregare senza ricavarne benefici concreti. Questa opinione non circola negli ambienti anarcoidi o nelle diocesi di Papa Francesco : e’ la verità temuta dai banchieri centrali, e svelata in un white paper che la Federal Reserve di St. Louis ha pubblicato a pochi giorni dal raduno annuale di Jackson Hole, farà discutere e metterà in lieve imbarazzo alcuni partecipanti. Nel paper - Current Federal Reserve Policy Under the Lens of Economic History: A Review Essay - si sostiene che i famosi QE di Bernanke, copiati  in tutto il mondo e in particolare in Giappone e in Europa, sono stati ininfluenti  ai fini del raggiungimento degli obiettivi di inflazione e crescita. Nella migliore delle ipotesi, le politiche di QE (stampa di moneta mediante acquisto di titoli da parte della banca centrale)  e di ZIRP (tassi di interesse a zero) hanno consentito di tenere in vita alcuni settori economici, rimpinguare le banche e favorire il boom dei titoli azionari. Il documento della FED di St Louis ha un valore mediatico ben superiore a quello che gli autori si immaginavano, perché sia in Europa che in Giappone gli ultimi dati economici sono stati deludenti  nonostante i trilioni di euro e yen stampati da Draghi e Kuroda nell’illusione che fossero sufficienti per far ripartire la produzione e l’occupazione, accendendo la cosiddetta “inflazione benefica”. In definitiva l’analisi degli economisti FED inizia ad incrinare il dogma del dio QE imperante negli ultimi 6 anni.  There is no work, to my knowledge, that establishes a link from QE to the ultimate goals of the Fed inflation and real economic activity. Indeed, casual evidence suggests that QE has been ineffective in increasing inflation. For example, in spite of massive central bank asset purchases in the U.S., the Fed is currently falling short of its 2% inflation target. Further, Switzerland and Japan, which have balance sheets that are much larger than that of the U.S., relative to GDP, have been experiencing very low inflation or deflation.  Non poteva esserci momento peggiore per la Yellen, che tra un mese è chiamata a un evento più rituale che sostanziale: decidere se aumentare da ZERO  a 0,25 i tassi di interesse !  Anche questo sarà un evento mediatico surreale. Nessuno si  getterebbe dal balcone se il tasso del suo mutuo aumenta di  0,25%, eppure i mercati finanziari fanno finta di essere in grande apprensione per la possibile “svolta della Federal  Reserve” che li aveva abituati dal 2006 a non aumentare mai i tassi.  Ma il dibattito attorno al “NON evento” dello 0,25 dimostra in realtà: 1) La Federal Reserve è prigioniera del meccanismo speculativo messo in moto da essa stessa con il QE; 2) La  Federal  Reserve  ormai è consapevole dell’ inutilità della sua politica monetaria e dei danni che sta provocando all’economia reale; L’aumento di 0,25 fa paura ai mercati non per la sua consistenza quanto perché sarebbe l’inizio di una marcia indietro del modello concettuale introdotto da Bernanke e magnificato dai banchieri di tutto il mondo. Sarebbe la fine delle vacche grasse per i titoli azionari e per  i bond emessi dalle imprese, per i profitti realizzati con i buyback, la vendita di auto a rate ai subprime e l’iscrizione ai college costosissimi . 0,25 è un sassolino che rischia di inceppare e disvelare  l’intero apparato propagandistico finanziario. 3) Yanet Yellen è in pieno Comma 22:  Se aumenta di 0,25 i tassi, i mercati crollano e si trascinano  anche l’economia reale, già asfittica. In tal caso la FED verrebbe incolpata della recessione che ne scaturirebbe. Se NON aumenta i tassi, non potrà farlo per almeno un altro paio di anni, perché comunque il rallentamento dell’economia è già in corso e non ci sarebbero altre “finestre” utili per alzare i tassi (nel 2016 c’è la campagna presidenziale USA).   Alan Greenspan ex capo della Federal Reserve e guru indiscusso dei mercati prima di Bernanke, il 18/8/2015 ha dichiarato a Bloomberg: “We have pressed the interest rates well below normal for a protracted period of time and the danger is they will come up to back up to where they have always been,” the former Fed chairman said. “There are two possibilities. Either we move slowly back to normal, or we do it in a fairly aggressive manner. History tells us it’s the latter which tends to be more prevalent than the former,” Greenspan said. The market impact will be “not good” , he said. Anche altri tecnici autorevoli ormai chiedono il superamento delle politiche "non convenzionali" del passato perché gli effetti collaterali dannosi superano i benefici immediati. Il dilemma di Yellen prima o poi  riguarderà anche Mario Draghi. Il suo QE non funziona, perché il PIL europeo del secondo trimestre si misura in decimali, la deflazione aumenta, la disoccupazione non cala. E neanche i tassi sottozero funzionano, se non a sequestrare i risparmi dei cittadini a vantaggio delle banche. Il costo finale del QE di Draghi sarà di oltre mille miliardi di euro e saranno “ininfluenti” per l’economia reale. Parola di Federal Reserve. Per impedire che questa semplice verità si diffonda nell'opinione pubblica e faccia crollare la fede indiscussa nel dio QE, è utile agitare lo spauracchio del crollo dei mercati. Ma attenti a non agitare troppo, perchè qualcosa potrebbe frantumarsi irrimediabilmente.  

Se tutte le bolle scoppiano insieme...

L'esplosione di Tianjin una settimana fa era un segno premonitore ? una sciagura accidentale come ne accadono spesso ? oppure era l'inizio di una esplosione globale, frutto di situazioni a lungo covate ? la corruzione politica, la presunzione di un modello di sviluppo inarrestabile, la compiacenza e l'avidità dei potenti, la speranza di facili guadagni per i più poveri, l'indebitamento perpetuo, la manipolazione delle coscienze e delle aspettative, la noncuranza dei rischi. Scelte, comportamenti, sopraffazioni che si concentrano ed esplodono improvvisamente. Una regia occulta ma prevedibile sta facendo esplodere le "bolle" gonfiate negli ultimi anni in settori diversi: dall'ambiente alla finanza il filo conduttore è sempre lo stesso. La bolla cinese La bolla dei mercati finanziari La bolla della corruzione politica La bolla della distruzione dell'ambiente La bolla della manipolazione dell'informazione La bolla della tecnocrazia La bolla del debito La bolla delle menzogne .....  Oχι για να Τσίπρας Tutte le bolle si tengono assieme se c'è qualcuno da un lato  che si adopera per gonfiarle e renderle credibili e dall'altro qualcuno che ha convenienza o ingenuità per crederci. La bolla delle menzogne politiche è la più diffusa e importante, perchè è quella che consente ( in sistemi che si definiscono democratici) di tenere assieme tutte le altre, senza l'uso apparente della forza ma con l'illusione del consenso. Un esempio recente lo ha fornito Tsipras con l'incredibile ribaltone pochi giorni dopo che un referendum popolare (a conferma di un voto massiccio nelle elezioni di 5 mesi prima) gli aveva conferito un mandato pieno e chiaro per non accettare le imposizioni della TROIKA. Dopo aver fatto rientrare la Troika ad Atene, Tsipras ha ribaltato la maggioranza di governo per far passare surrettiziamente il memorandum e poi ha sciolto il Parlamento per indire nuove elezioni a fine settembre. In questa sequenza di eventi è sintetizzata l'arte e il metodo della manipolazione politica. Tutti sapevano o prevedevano che Tsipras si sarebbe dimesso, sulla base del disegno predisposto a metà luglio. Votare subito, perché tra qualche mese i greci si accorgeranno che i sacrifici richiesti saranno serviti solo a ripagare i debiti con la BCE e il FMI e a ricapitalizzare le banche, e non a creare più lavoro. Invece Tsipras va in televisione per annunciare le dimissioni e le nuove elezioni con il pretesto che intende "dare ai Greci l'opportunità di decidere dopo l'accordo sottoscritto con la Troika", come se i Greci fossero andati il 5 luglio a votare OXI solo per divertimento ! Se questa non è menzogna e manipolazione ... Che differenza c'è tra Tsipras che scioglie il Parlamento in un paese sotto ricatto e stremato, ed Erdogan che convoca nuove elezioni in Turchia a tre mesi dalle precedenti - vinte dai Curdi - sotto la minaccia di attentati, svalutazione della moneta, repressione della libertà di stampa. Se una BOLLA è un fenomeno portato all'eccesso, la manipolazione e la farsa della "democrazia sospesa" quando deflagreranno ?  

CAOS cinese o globale?

La guerra delle valute non è una novità. Da almeno cinque anni, a fasi alterne, è il principale strumento di politica monetaria, utilizzato dalle banche centrali su richiesta dei governi per cercare di far ripartire il modello economico inceppato dalla crisi del 2008. Prima gli USA, poi il Giappone, l'Europa e via via tutti, fino allo Zimbabwe, sono scesi in campo per svalutare la propria moneta a danno delle altre, perché ovunque si produce troppo, si consuma poco e ci si indebita tanto. La Cina ha utilizzato per 20 anni l'arma della svalutazione per invadere il mondo con i suoi manufatti, poi ha deciso, per motivi non tutti compatibili tra di loro, di "peggarsi" al dollaro USA, mantenendo una sorta di cambio fisso manipolato dalla banca centrale. Il motivo della scelta, in gran parte voluta e ribadita dal nuovo corso di Xi Jinping e Li Keqiang, risiedeva nella convinzione di poter uscire dallo status di paese finanziariamente anomalo e arretrato e di poter competere o addirittura condizionare le economie avanzate, con un occhio fisso al nemico Giappone. Ma i progetti del governo cinese sono naufragati in un mare di debiti e di corruzione politica-finanziaria, nella crescita delle disuguaglianze e della necessità di mantenere un ordine sociale preordinato, dovendo comunque assecondare una parte delle spinte interne e soprattutto esterne: per farsi accettare dal FMI nel club dei paesi con una moneta "forte" e di riferimento, la Cina ha dovuto rendere meno evidente la manipolazione del cambio con le altre valute e nascondere il rallentamento della crescita esponenziale con i dati farlocchi sul PIL. I governanti si erano illusi di poter realizzare in modo indolore la svolta economica presa a modello dalle economie occidentali, passando da un sistema basato essenzialmente sulla produzione di manufatti e opere pubbliche statali ad uno basato sui servizi e sui consumi interni. Si erano illusi di realizzare in pochi anni quel cambiamento che il capitalismo ha impiegato più di cent'anni a fare in occidente, non in maniera indolore ma con forti scosse sociali e politiche. Negli ultimi mesi le illusioni si sono rivelate, prima con il crollo dei mercati azionari - massacrando milioni di piccoli risparmiatori semianalfabeti - e ora con la necessità di ammettere la svalutazione dello yuan come possibile arma nella guerra delle valute. Quello che preoccupa i banchieri centrali non è tanto la dimensione della svalutazione, piuttosto le modalità caotiche e velleitarie con cui è stata annunciata, smentita, riproposta. I governanti cinesi stanno dando un'immagine inquietante di se stessi, e per gli speculatori una situazione caotica e confusa equivale al massimo rischio possibile, da evitare con ogni mezzo. Anche la Federal Reserve non sa cosa fare, di fronte al dilettantismo cinese. La manipolazione dei mercati finanziari e il sequestro dei risparmi hanno bisogno di professionalità e collusioni che la Fed si è costruita in decenni di duro lavoro.    

REFERENDUM per caso ? il mistero di Tsipras dopo la vittoria di OXI

Mi associo a quanti iniziano a credere nelle divinità dell'Ellade che assumono sembianze di uomini per compiere azioni altrimenti impossibili, cambiando il corso degli eventi. Un'ipotesi che potrebbe spiegare il mistero di Tsipras. Girano voci che abbia scelto di andare al referendum del 5 luglio convinto di perderlo, in modo da spianare la strada ad un rimpasto di governo e accettare il memorandum imposto dalla Troika. Questa supposizione, forse fatta trapelare da V., potrebbe spiegare l'atteggiamento strano e paradossale di Tispras dopo la vittoria referendaria: perchè ha accettato di negoziare un compromesso molto simile a quanto richiesto dai creditori proprio dopo che il popolo ellenico gli ha conferito un mandato politico forte e chiaro? Forse bisognerebbe conoscere dettagli ancora ignoti, ma il senso politico del discorso al Parlamento Europeo è inequivocabile. Il peso di scelte difficili è ancora più pesante per coloro che mettono passione e disinteresse nel fare politica, e Tsipras è certamente uno di questi, ma dovrebbe rendersi conto che l'esito inaspettato e sorprendente del referendum ha segnato un solco anche per lui. Il contagio dell'OXI è ormai inarrestabile. e non c'è più modo di diluirlo o deviarlo. Il contagio si manifesta soprattutto in soggetti insospettabili, oltre che in quelli naturalmente predisposti. Ho assistito a dibattiti televisivi in cui gli imbalsamati partecipanti, abbrutiti da decenni di talk show soporiferi, improvvisamente confessavano la loro simpatia per gli eventi che hanno portato a rompere il dogma "ce lo chiede l'Europa", ma quale Europa! Perfino D'Alema, in ritardo di qualche anno, si è sfogato contro le banche francesi e tedesche che si sono spartite i prestiti concessi per "aiutare" la Grecia. Un'ondata liberatoria irrefrenabile, contro l'oppressione politica e culturale degli ultimi anni, attraversa la maggioranza dei cittadini dell'Unione Europea. La vittoria di OXI ha improvvisamente cambiato la prospettiva: tanti di coloro che fino a qualche giorno fa ascoltavano e subivano le litanie razionali e dogmatiche dell'europeismo acritico, hanno improvvisamente avuto un sussulto, un'onda emotiva e rivelatrice. Si sono sentiti felici di sentirsi felici e non più incupiti dalla minacciosa accusa di "populista" ! Si può dire di NO e diventare maggioranza, trasformarsi da assediati in assedianti. E questa sensazione sta diventando contagiosa, carica di tanti significati, ancora disarticolati ma in una direzione sicura, verso quello che fino a ieri neanche ci si immaginava che potesse succedere ed esistere: ribaltare il dogma dell'Europa che si costruisce attorno all'Euro. La Grecia / Tsipras potrà anche cedere ai ricatti della Troika e rifugiarsi in un accordo "conveniente": ci sarebbe forse un'ondata di delusione e di riflusso dell'OXI? Non credo, perchè quello che si è messo in moto è una valanga che aspettava solo un pretesto, un bisbiglio, per liberarsi e sommergere il tecnocratismo imperante e subdolo. Qualunque sia stata la divinità mandata dall'Olimpo.   PS: Schäuble non è tipo da barzellette, e allora perché ha offeso Ellenici e Portoricani, considerandoli merce di scambio con il suo collega americano Lew ? anche lui è una divinità sotto altre spoglie?

La farfalla Tsipras farà crollare la Grande Muraglia Cinese ?

Il Tsipras-Perseo che ha scompaginato i piani della Troika (e anche i suoi stessi) e sta contagiando tutta l'Europa rassomiglia alla farfalla di Renè Thom. Un battito d'ali nella foresta amazzonica può collassare una remota galassia dell'universo. "Altro che Grecia, Shanghai rischia di diventare una bolla mondiale", titolano (dopo lo scoppio) i giornali. Prima del referendum greco c'erano già tutti gli elementi per presagire quello che stava accadendo a milioni di "investitori" cinesi. Solo la dissennata arroganza dei banchieri e politicanti del partito comunista poteva non vedere gli effetti delle scelte fatte, senza scomodare Renè Thom e le farfalle greche. https://www.menoopiu.it/post/il-CIGNO-NERO-cinese https://www.menoopiu.it/post/Xi-Jinping-ha-messo-milioni-di-cinesi-nelle-mani-degli-speculatori  Speriamo che il contagio greco arrivi anche a Shanghai, aspettando Wall Street.   This chart shows U.S. stocks dependent on China

Wall Street chiama Obama per risolvere la crisi greca

  Il Patriarca di Wall Street Warren Buffett, conosciuto anche come "oracolo di Omaha", dopo la vittoria del NO nel referendum in Grecia ha iniziato ad avere davvero paura, assalito da brutti presentimenti. Quella che sembrava una crisi addomesticabile, utile per creare qualche buona occasione per comprare i ribassi di Borsa sfruttando l'altalena mediatica, sta prendendo una piega imprevedibile e pericolosa. Buffett oggi ha avuto altri segni premonitori - un sondaggio su un campione di popolazione in tutti i paesi rivela che il 55% dei cittadini europei ha "simpatia" per Tsipras -  e non ha perso tempo: ha chiamato il Presidente USA Obama e gli ha chiesto di intervenire, subito e con decisione, prima che Wall Street cominci a perdere la baldanzosa sicurezza di onnipotenza degli ultimi anni. Prima che il contagio greco si diffonda ... Obama non si è fatto pregare due volte e ha chiamato l'EuroMerkel e per telefono, intercettato dalla NSA, gli ha detto di sbrigarsi a dare a quel ragazzotto di Tsipras quello che chiede, tanto i conti saranno regolati dopo, ma Wall Street non può attendere. Poi Obama ha chiamato anche Tsipras e gli ha ripetuto l'ordine: sbrigatevi a scrivere quella pagina di bugie che quei quattro incapaci di Bruxelles vi chiedono da tempo, poi ci metteremo d'accordo tra di noi sul prezzo dell'affitto. Wall Street, dopo aver ricevuto i nastri delle telefonate dalla NSA, ha capito e nel giro di un paio d'ore ha dimostrato la sua gratitudine. L'Europa dei maggiordomi attende di capire meglio. L'oracolo di Omaha è più potente di quello di Delphi ?   

Varoufakis esce, Tsakalotos entra, lo scenario non cambia

Il ministro delle Finanze Varoufakis, il "toxic", è la prima vittima della rappresaglia tedesca dopo la vittoria del "NO" nel referendum greco. Le sue dimissioni non sono spontanee, e soprattutto non serviranno a facilitare la ricerca di soluzioni dignitose per la Grecia.  Tsipras ha fatto male a richiederle / accettarle, non aveva bisogno di offrire "gesti di buona volontà" per riprendere le trattative. Le dimissioni di Varoufakis non cambiano il quadro delle scelte che la Grecia ha di fronte: uscire dall'euro (contrattando la riduzione del debito e la permanenza nell'Unione) è l'unica prospettiva nella quale la Grecia può sperare di trovare condizioni economiche e sociali migliori. http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11566624/Is-this-the-man-to-replace-Yanis-Varoufakis-as-Greeces-new-finance-minister.html