Deutsche Bank contro la BCE di Draghi

La Deutsche Bank, la più grande ed esposta banca d'Europa (70.000.000.000.000 di euro in derivati), ha lanciato un durissimo ed esplicito attacco alla BCE e a Mario Draghi. In un documento dal titolo "The ECB must change course", la banca tedesca fa un'analisi a tutto tondo delle politiche monetarie messe in campo da Draghi e conclude: "With its “whatever it takes” stance the ECB has removed incentives for governments to reform and has distorted the market-based pricing of government bond yields. Politicians are also stuck because unpopular reforms would probably see them replaced by more national and euro-sceptic politicians, which poses an even bigger risk for the eurozone." ECB president Mario Draghi... ignoring the wider consequences of monetary policy led to last crisis. "

Effetto Raggi, in Europa nasce il problema Renzi

 Il secondo turno delle elezioni comunali in Italia si svolgerà 4 giorni prima del referendum in Gran Bretagna e a una settimana dalle ri-elezioni politiche in Spagna.  Una vittoria della M5S Raggi a Roma e del centrodestra a Milano potrebbe influenzare anche gli altri due eventi successivi, e qualcuno in Europa propone di suonare l'allarme rosso nei prossimi giorni, per isolare o limitare il contagio della sconfitta di Renzi, per non far crescere ulteriormente il senso di impotenza che traspare dai vertici di Merkel, Hollande, Cameron, Junker e Draghi; ma le opinioni su come e cosa fare divergono.  Una parte dei laburisti inglesi e in generale del gruppo socialista europeo propone di scendere in campo a fianco del governo italiano, cardine della tenuta dei tecnocrati in tutto il continente, magari con l'ennesimo appello contro la "minaccia dei populisti". Qualcuno obietta che una simile discesa in campo sarebbe poco efficace, o addirittura controproducente, vista la bassa considerazione che l'opinione pubblica ha delle istituzioni europee. Un'altra parte vorrebbe non esporsi troppo in difesa delle sorti di Renzi, che due anni fa si pavoneggiava come il "più votato dei leader europei". La Merkel ha già il suo da fare e non pensa di farsi coinvolgere più di tanto, anche perchè il sostegno che Renzi cerca si traduce in altre concessioni ad allentare i cordoni della borsa per far scendere una pioggia di bonus prima del referendum di ottobre. Una cosa è certa: il volto tranquillo di Virginia Raggi ha letteralmente squarciato le pagine dei mass media di tutto il mondo, assieme alla notizia della sua probabile elezione a sindaco di Roma. Gli spagnoli e gli inglesi che saranno chiamati al voto dopo il 19 giugno hanno potuto vedere che si tratta di una giovane che ispira simpatia e attenzione anzichè evocare favole e incubi sui "populisti euroscettici assatanati". Anche per questo la battaglia di Roma non può essere confinata al "semplice voto amministrativo" come ha cercato e cerca di fare Renzi, il quale ora inizia a  diventare, lui sì, un problema grosso per l'Europa. Al prossimo vertice Junker gli chiederà : "Matteo, ma non ci avevi garantito che in Italia era tutto sotto controllo per i prossimi 10 anni?"  

Referendum in Gran Bretagna, il governo spiega come votare senza trucco e senza inganno

Al referendum del 23 giugno sull'uscita o permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea si può votare per posta, e l'organizzazione elettorale (del Governo Cameron) ti spiega come fare. Milioni di lettere sono state inviate ai cittadini per illustrare le modalità del voto per posta. Ma nelle istruzioni c'è scritto anche CHE COSA VOTARE, cioè quello che il governo vuole.  Il voto è libero, ma se segui le indicazioni del governo ricevute per posta certamente non puoi sbagliare.  La punta della matita si ferma sul riquadro REMAIN. In un paese civile non sarebbe potuto accadere ma nella Gran Bretagna del PanamaPapersCameron succede questo ed altro ... http://www.telegraph.co.uk/news/2016/05/29/voters-in-the-eu-referendum-told-to-vote-for-remain-in-postal-vo

In Francia giorno di mobilitazione generale, Hollande resuscita il sindacato

Cresce la protesta contro il Jobs Act alla francese, il sindacato CGT blocca le raffinerie di petrolio e le centrali nucleari.    Dopo mesi di protesta giovanile, il governo Valls e Hollande riescono a far arrabbiare persino i sindacati, che chiedevano modifiche, non concesse, alla legge sul lavoro. Le pompe di benzina chiudono per mancanza di carburante, e il governo manda la polizia a sbloccare le raffinerie. Il più sbeffeggiato Presidente della Repubblica della storia di francia riesce nel miracolo di resuscitare il sindacato.

In Austria regge la stampella Van der Bellen

 In Austria per fermare il pericolo della "giovane estrema destra" di Hofer c'è voluto il vecchio Van der Bellen, oppositore della politica tradizionale richiamato in servizio .  1) I partiti di governo, socialdemocratici e centristi, che fanno parte dello schieramento che sta governando/manipolando anche le istituzioni europee, sono stati palesemente sconfitti e sfiduciati dalla quasi totalità dell'elettorato. 2) Socialisti e Popolari, cioè gli sconfitti in Austria, cercano di appropriarsi della vittoria di Van der Bellen per nascondere la loro crisi, e anzi farla apparire come una loro vittoria. 3) Il voto austriaco è stato rappresentato come un referendum pro o contro le politiche sull'immigrazione, offuscando i motivi principali del voto di protesta: il peso della crisi economica sul ceto medio tradizionale, la rabbia contro il livello di tassazione crescente, lo scontro tra i ceti meno assistiti dal welfare - come gli anziani pensionati, una parte dei piccoli agricoltori - e quelli che invece vivono di solo welfare, soprattutto nei centri urbani più grandi come Vienna. 4) La destra xenofoba non avrebbe una così larga presa se la classe politica al governo fosse più competente, meno corrotta, più trasparente. Ma purtroppo accade il contrario, in quasi tutti i paesi con sistemi di "democrazia matura", dove i centri di potere  sono  stati occupati in permanenza da apparati sempre più autoreferenziali, voraci e impermeabili alla società esterna, al punto da far credere a molti cittadini che una destra autoritaria e stupida è preferibile ad un centro e/o sinistra bugiardi e disonesti. 5) L'ultranazionalismo è il contraltare dell'ultraeuropeismo, il modo sbagliato di rispondere alla perdità di identità delle comunità locali e alla omologazione forzata, la paura di essere "invasi" contrapposta alla mercificazione della solidarietà e dei diritti. I problemi restano, così come le strumentalizzazioni. Sono ultranazionalisti i giovani francesi che si oppongono alla "riforma del lavoro" imposta in tutta Europa come ricetta alla disoccupazione? 6) Il copione austriaco si era già visto in Grecia o in Francia e si vedrà tra breve anche in Gran Bretagna, dove il referendum sul "brexit" ripropone metodi e schieramenti molto simili.  7) Il voto austriaco ha un risvolto evidente: i partiti che governavano dal dopoguerra non servono più nè ad amministrare nè a garantire le istituzioni democratiche. In Austria i cittadini hanno fatto emergere nuove forze e nuove idee che, se non vengono imbrigliate e piegate alle logiche di sopravvivenza degli apparati, possono essere utili non solo a fermare l'estrema destra ma anche a far ripartire un idea diversa di democrazia.  

Grazie a Draghi il denaro fugge via dall'Italia

Un recente studio di Marcello Minenna dimostra che il denaro stampato dalla BCE di Draghi negli ultimi anni non è stato utilizzato per far crescere l'economia reale e l'occupazione    ma è andato ad ingrossare i bilanci delle società finanziarie del centro-nord europa, Lussemburgo in testa. Nei primi 4 mesi del 2016 dall'Italia sono usciti 180 miliardi di euro!! La favola di Draghi, che promuove crescita e sviluppo con i tassi negativi e l'acquisto di titoli di debito degli Stati e di grandi aziende, non incanta nessuno: la disoccupazione non cala, i consumatori non consumano, il denaro stampato finisce nei portafogli dei ricchi che lo investono nelle piazze finanziarie più speculative e incentiva l'aumento dei debiti di chi è già molto indebitato. As of the beginning of 2016, over € 180 billion has shifted from Italy towards mutual funds located in Luxembourg, Netherlands and Germany. Only 20% of them can be traced back to Italian entities (i.e. round trip funds). The hunt for yield in a unprecedently low-interest-rate environment can only explain part of this sustained capital flight towards Northern Europe. Subtle but persistent redenomination risk (the risk that a euro asset will be redenominated into a devalued legacy currency after a partial or total Euro break-up) affecting Italian assets. Moreover, the fear of adverse effects of the bail-in regulation that came into effect in January 2016 may have had a meaningful role in explaining this massive portfolio readjustment by the private non-banking sector.  The ECB T-LTROs and the QE efforts are fueling significant outflows toward the core countries, driven by the non-banking sector.   Marcello Minenna http://soberlook.com/2016/05/disentangling-nature-of-italys-capital.html ..................  New money flows (TLTROs loans and revenues from the selling of government bonds) reached Eurozone banks but only partially were employed to increase the exposure on national government bonds. A new source of capital flows has emerged and become the primary driver of Italy Target2 negative net balance: a shift in Italy’s private non-banking sector from government and banking bonds to foreign shares and mutual funds.  Looking closer at Figure 6, one can infer that the Target2 net balance (blue line) was only affected by the sell-off and the subsequent repurchase of Italian government bonds (green line) until June 2014. Afterward, foreign investment by the non-banking sector (red line) played a larger role in dragging down the Target2 balance.

Claudio Ranieri dilly-ding dilly-dong

Il Leicester City, che fino a due anni fa giocava nel fango della serie B inglese, è a tre passi dalla vittoria in Premiere League, con una squadra di ragazzotti da oratorio allenati da Mr Nemo Propheta in Patria Claudio Ranieri, finanziata da una società asiatica di Vichai Srivaddhanaprabha. E' la favola di Cenerentola che anche nel calcio miliardario-televisivo qualche volta si trasforma in realtà. La formula magica di Ranieri per mutare i rospi in cavalli bianchi: "dilly-ding, dilly-dong" The Guardian: http://www.theguardian.com/football/2016/apr/29/claudio-ranieri-gentle-man-leicester-city-premier-league Domani Ranieri si gioca la sua favola contro il mito del Manchester United.  Qualcuno ha cominciato a gufare contro il Leicester, perchè una sua vittoria in Premier League porta pochi soldi all'industria calcistica e potrebbe addirittura favorire lo schieramento del Brexit: dilly-ding, dilly-dong Ranieri, le sorti dell'Europa si incrociano con le speranze di Leicester City.

La Fiera del TTIP ad Hannover

Obama è ad Hannover per piazzare il TTIP agli europei, che da sinistra e da destra non lo vogliono. Ma a lui interessa  solo convincere le burocrazie e gli apparati di governo, prima che scada il suo mandato.  A vedere sui giornali tedeschi le foto dei teneri sguardi e  abbracci di Merkel-Obama sembrava che il gioco fosse fatto,  e invece è arrivato il siluro contro Obama della BILD, il giornale nazional-popolare di Merkel e soci, che pubblica in prima pagina un'intervista esclusiva a Karl Theodor Zu Guttemberg, ex ministro del governo Merkel dimessosi per lo scandalo della tesi di laurea copiata, ma molto apprezzato nell'elettorato CDU-CSU.  Il titolo dell'intervista della BILD è uno schiaffo all'ospite americano: Perchè Obama ha deluso il mondo, ed è un'avvertimento alla Merkel: "cerca di non farci perdere altri voti, il TTIP conviene solo ad Obama"  

L'Austria è già fuori Schengen

La carica di Presidente della Repubblica in Austria conta quasi nulla sul piano dei poteri istituzionali, ma il voto del 24 aprile ha comunque un significato politico inequivocabile: il cuore benestante e moderato dell'Europa cerca soluzioni estreme o comunque diverse da quelle tradizionali offerte da socialdemocratici e popolari, blocco dominante del Parlamento Europeo e della politica in generale. Norbert Hofer del FPOE di destra riceve il 36% dei voti, al secondo posto il candidato indipendente - ex Verdi  - Alexander Van der Bellen prende la metà dei suoi voti, e  l'altra candidata indipendente Irmegard Griss - ex socialdemocratica -  arriva terza. E' probabile che al secondo turno di ballottaggio del 20 maggio si creerà un ampio fronte anti-Hofer a favore di Van der Bellen, ma in ogni caso sarà un voto contro i partiti tradizionali, nella scia di molti altri paesi europei, con al centro il problema dei flussi di migranti ( chiusura delle frontiere, fine di Schengen, blocco del Brennero) e la crisi economica che si fa beffe dei soldi fasulli di Draghi. Il voto austriaco dimostra che la svendita dei diritti dei migranti, come l'accordo UE-Turchia, non solo non serve a placare la paura di essere invasi ma  rafforza chi chiede barriere e muri sempre più alti. Tra qualche settimana si vota in Gran Bretagna, e il prossimo anno in Germania, senza dimenticare che la Spagna e l'Irlanda, che hanno già votato, sono ancora senza governo. L'Austria non è di destra, è soltanto molto esasperata, come tutto il resto dell'Europa.