Berlino capitale di STOP TTIP

DUECENTOMILA a Berlino per dire Stop al TTIP     Dal 10 al 17 ottobre in tutta Europa si svolge la settimana europea di mobilitazione "Stop TTIP" (l’accordo di libero scambio e investimenti tra Unione Europea e Stati Uniti), a pochi giorni dalla firma del TPP (il trattato di libero commercio e investimenti transpacifico tra Stati Uniti, Canada e vari Paesi asiatici). Dal 15 al 17 ottobre a Bruxelles, insieme ai movimenti europei contro l’austerità, molte associazioni che si battono contro il TTIP protesteranno contro il Vertice europeo mentre il 14 ottobre negli Usa si celebrerà una giornata d’azione sull’impatto dei cambiamenti climatici. Si svolgeranno eventi delocalizzati nella maggior parte dei Paesi dell’Unione La più grande manifestazione è attesa a Berlino sabato 10 ottobre.

Deutsche Bank l'incubo della finanza mondiale

un incubo cinque volte più grande di Lehman Brothers DEUTSCHE BANK CRASHING AFTER HOURS, SEES 3Q NET LOSS OF EU6.2B, MAY CUT DIVIDEND Submitted by IWB, on October 7th, 2015  https://investmentwatchblog.com/deutsche-bank-crashing-after-hours-sees-3q-net-loss-of-eu6-2b-may-cut-dividend/  Deutsche Bank Preannounces Massive Loss, May Cut Dividend Amid numerous rumors that Deutsche Bank is among the corporations exposed to the VW fiasco, and to be clear there is no news to confirm that, DB has just kitchen-sinked it in a pre-announcement: *DEUTSCHE BANK SEES 3Q NET LOSS EUR 6.2 BLN *DEUTSCHE BANK TO RECOMMEND DIVIDEND CUT OR POSSIBLE ELIMINATION Deutsche Bank stock is trading down around 6% after-hours. Truffa Volkswagen, la BCE deve rifare i test a Deutsche Bank

Merkel cambia idea, tutti deportati in Africa

I soliti maligni dicono che sia stato l'effetto della truffa Volkwagen. Una volta scoperto il trucco della casa automobilistica più imbrogliona del mondo, in Germania non hanno più bisogno di manodopera a buon mercato, anzi ... E per questo la Merkel si è rimangiata le promesse e ha ordinato ai suoi portaborse colleghi europei di varare un piano per deportare / riportare nei paesi di origine mezzo milione di "migranti economici", cioè quelli che vengono in europa perchè sono poveri e hanno fame, e non sono (per il momento) bombardati da tutte le parti.  "The Times"  rivela un piano segreto per espellere/deportare centinaia di migliaia di "migranti economici" verso i paesi di provenienza (gran parte dall'Africa). Il ragionamento è semplice. Se sei un eritreo non puoi essere un rifugiato, e quindi devi tornare nel paese di origine, dove non è stato dichiarato lo stato di calamità politica, perchè il governo del tuo paese è amico di quelli che tu vorresti che ti ospitassero, mettendoli in grave imbarazzo. Come se la Nigeria o l'Eritrea fossero dittature o regimi oppressivi e corrotti, che riducono alla fame le popolazioni costringendole a scappare in Europa, dove però vengono respinti perchè il paese di origine non è in guerra con i russi o gli americani. I cittadini eritrei, se vogliono farsi ospitare in Germania, dovranno chiedere a qualche esercito straniero di bombardarli. Allora si che Santa Angela potrà fare miracoli. Per deportare verso i paesi di origine circa mezzo milione di diseredati l'Europa Unita-EU  organizza una mobilitazione generale di tutti i paesi membri, con vagoni speciali che punteranno dritti alle coste del Mediterraneo, da dove il viaggio prosegue con altri mezzi verso l'Africa.

Air FRANCE, ecco i colpevoli dell'aggressione

Chi sono i veri colpevoli delle violenze contro i manager di Air France che annunciavano in conferenza stampa il piano di 2900 licenziamenti?  I sindacalisti comunisti o quelli di Marine Le Pen ?  O nessuno di loro ? Forse tutti quelli - alcune centinaia di dipendenti - che hanno partecipato alla manifestazione davanti alla sede ? e sono entrati  al grido di "De Juniac, dimissioni! " Da Le Monde: Le président-directeur général d’Air France, Frédéric Gagey, est sorti précipitamment, indemne. Mais des salariés ont malmené leur directeur des ressources humaines, Xavier Broseta. Sa chemise arrachée, il s’est enfui de la salle de réunion torse nu, entouré d’un important service d’ordre. M. Broseta s’est dit, lors d’une conférence de presse, « choqué » et « déçu » d’avoir été ainsi pris à parti. Pour autant, « je ne voudrais pas que l’opprobre soit jeté sur l’ensemble du personnel d’Air France », a-t-il déclaré, assurant avoir « reçu des témoignages de sympathie par centaines de la part de représentants syndicaux et de collègues ». I veri colpevoli della violenza contro i manager dell'Air France sono coloro che vanno dicendo in giro che "c'é la ripresa, ma bisogna rafforzarla con le riforme - soprattutto quelle che tagliano il costo del lavoro e aumentano la competitività". Qualcuno li prende sul serio e decide un nuovo piano di riduzione dei posti di lavoro - dopo che in Air France negli ultimi 3 anni ne sono stati già tagliati 10.000. I manager della compagnia aerea erano davvero convinti che anche questa volta, con un po di fortuna, se la sarebbero cavata. Ma avevano soprattutto creduto alle parole di Mario Draghi, quello che dice che c'è la ripresa e bisogna fare le riforme, quello che regala ottimismo e soldi.  I manager si sono fidati del clima di ottimistica sottomissione che regna tra le forze politiche di governo e di opposizione. Sono tutti d'accordo che bisogna tagliare, anche i lavoratori lo capiranno. Erano così ottimisti da "saltare" tutte le tradizionali procedure di comunicazione con i sindacati. Non si aspettavano una reazione così violenta e sconsiderata, figlia dell'ottimismo deluso dei lavoratori, e colpevoli di essersi fatti portavoce di banchieri e politici. Se c'è la ripresa, se i soldi ci sono, perché ci licenziate ? Le immagini del direttore delle risorse umane di Air France semidenudato, una violenza non giustificata,  sono l'atto d'accusa più pesante contro politici e tecnocrati, incapaci, compiacenti e corrotti, che vanno in giro a vantarsi della ripresa e lasciano i manager "in mutande" a gestire i piani di ristrutturazione. Ecco chi sono i veri aggressori delle tante Air France.  

Truffa Volkswagen, la BCE deve rifare i test a Deutsche Bank

La notizia per gli addetti ai lavori è che la BCE ha fermato gli acquisti di ABS (asset backed security) emessi da VW, titoli che la banca di Mario Draghi comprava in cambio di moneta stampata.  Lo stop non è dovuto a valutazioni etiche ma semplicemente alla presa d'atto che il rischio finanziario innescato dalla truffa VW è ormai palese, tanto che neanche la BCE, pur abituata a comprare la "monnezza" della Grecia, può fare finta di nulla. Anzi la BCE dovrebbe sbrigarsi a rifare gli stress test alle banche tedesche che hanno prestato denaro al gruppo automobilistico, e in particolare alla "banca" della VW, la finanziaria che gestisce asset per 100 miliardi di euro e che sarà travolta dalla truffa delle auto truccate.  Perché tutti coloro che vorranno "rivalersi" sulla VW dovranno certamente perseguire le vie legali (class action in primis) ma se hanno acquistato l'auto a rate cercheranno di "scontare" il danno subito autoriducendosi il debito ancora in scadenza. Una lettera dell'avvocato per preavvisare e non pagare. La Finanziaria della VW, che nel 2014 è stata "promossa" dagli stress test della BCE , rischia il tracollo, e con essa chissà quante altre banche / finanziarie tedesche, di cui molte erano già state graziate dalla benevolenza dei test  (manipolati?) della BCE. Ogni riferimento alla Deutsche Bank è casuale. Ma la vera notizia è la non-notizia dell'ennesima inchiesta giudiziaria sulla ennesima manipolazione (truffa) compiuta da alcune delle Banche Too Big to Fail a danno dei prezzi di mercato delle materie prime ed in particolare delle quotazioni dell'oro. La notizia è interessante perché tra queste banche c'è anche la Deutsche Bank, già implicata nello scandalo LIBOR (la manipolazione del tasso a cui si agganciano altri tassi, come quelli sui mutui delle famiglie).  http://www.cnbc.com/2015/09/28/swiss-watchdog-opens-probe-into-precious-metal-manipulation-by-ubs-hsbc.html  "The Swiss competition regulator said on Monday it had opened an investigation into possible manipulation of the precious metals market by several major banks. Switzerland's WEKO watchdog said its investigation, the result of a preliminary probe, was looking at possible collusion of bid/ask spreads in the market by UBS, Julius Baer, Deutsche Bank, HSBC, Barclays, Morgan Stanley and Mitsui." La Deutsche Bank, un gigante traballante carico di pesi e rischi opachi, fu "graziata" dagli stress test di un anno fa della BCE, test che furono giudicati da molti come troppo indulgenti.  http://www.voxeu.org/article/credibility-aqr-and-bank-stress-test Ad esempio la BCE fece finta di non sapere che da li a pochi mesi la Deutsche Bank avrebbe ricevuto una multa di 2,5 miliardi di dollari per lo scandalo LIBOR, multa che ovviamente aggrava la situazione patrimoniale della banca più esposta al mondo dei derivati. Oltre 75 TRILIONI di dollari di scommesse finanziarie oscure e traballanti. Alcune di queste "scommesse" poggiano sul presupposto che i titoli Volkswagen (e della sua Finanziaria) abbiamo rating elevati, cioè sono "sicuri". Ora che i titoli VW stanno per diventare spazzatura, cosa accade alle "scommesse" della Deutsche Bank ?  E se lo scandalo Volkswagen inizia a coinvolgere anche le banche tedesche ? come può la BCE  continuare a fare finta di nulla ?  E' possibile che la BCE di Draghi non abbia letto i giornali con l'ultimo scandalo che coinvolge la DB ? e non abbia letto il parere degli esperti che stimano in massimo due anni la conclusione dell'inchiesta e la somministrazione delle multe ?  

Adiós al Estado español, Catalogna avvia la pratica di secessione

La vittoria dello schieramento indipendentista alla elezioni politiche in Catalogna è l'inizio di una fase incerta sul piano politico e amministrativo. Non esiste, allo stato attuale, un percorso istituzionale "condiviso" tra indipendentisti e governo centrale, nemmeno l'ombra di un referendum "consultivo". I due partiti nazionali principali - popolari e socialisti - sono i maggiori sconfitti del voto in Catalogna. Una situazione che avrà ripercussioni imprevedibili sulle elezioni nazionali di dicembre. Il sasso catalano è stato scagliato.

Catalogna, sconfitto il modello Troika

Grande affluenza alle urne. Primi exit poll attribuiscono la vittoria allo schieramento indipendentista, Junts pel SI e CUP, con 76 seggi su 135. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento catalano si sono trasformate in una verifica cruciale per la Troika, che aveva appena finito di festeggiare la vittoria in Grecia. A Barcellona c'è il rischio - anzi la quasi certezza - che vincerà il fronte per l'indipendenza della Catalogna, avviando un processo di scontro con Madrid che potrebbe portare alla secessione nel 2016.  La Troika è molto preoccupata - a tal punto che molti suoi sostenitori, dalla Merkel a Sarkozy (!!?) a Obama a Cameron e numerosi banchieri, si sono spesi nella campagna elettorale.  Rajoy ha minacciato sciagure in caso di vittoria del SI (all'indipendenza), facendo ricorso all'armamentario classico della Troika: la Catalogna verrebbe espulsa dall'Euro (espulsione =disastro) e dalla Champions di calcio (Barcellona senza dioPallone). La vera sconfitta del "modello Troika" che si preannuncia nelle elezioni di oggi consiste in due elementi chiave: 1) ci sarà una forte partecipazione popolare al voto (oltre il 70%) mentre la Troika impone l'astensione 2) ci sarà la vittoria di un solo schieramento - quello del SI - mentre il modello prevede ampie alleanze al centro, senza contorni troppo marcati, per poter trattare soluzioni opache e annacquate. Come se non bastasse, il modello Troika prevede che dopo una tornata elettorale ci sia un lungo periodo di "astinenza democratica" per consentire ai tecnocrati di realizzare i programmi. E invece, dopo la Catalogna, a dicembre si vota in tutta la Spagna, con il rischio/certezza che le turbolenze create dal voto di oggi vengano amplificate tra due mesi. Cosa molto fastidiosa per la Troika, i catalani rivendicano la "libertad y la dignidad". e non sono poveri indebitati come i Greci ma ricchi e dinamici come i Tedeschi. Per Mario sarà più difficile fare waterboarding in una vasca di euro stampati.

Scandalo VOLKSWAGEN, il marcio dell'industria dell'auto (e non solo)

Lo scandalo Volkswagen ha implicazioni più ampie di quello che appare, che è già notevole. Coinvolge l'immagine di una delle più grandi (e invidiate) multinazionali, coinvolge e umilia il modello economico-sociale di una nazione potente, a capo dell'Europa, la Germania. Coinvolge e disvela il modello di produzione e commercializzazione dell'intero settore automobilistico mondiale. Coinvolge il sistema finanziario internazionale, perché l'auto, come la casa, è una delle fonti principali di indebitamento dei consumatori e su quei debiti le banche hanno costruito prodotti finanziari (titoli subprime) tossici e diffusi. E' emblematico l'anno in cui inizia il trucco per nascondere le reali emissioni di ossido di azoto: è il 2009, in piena crisi finanziaria, con le grandi case automobilistiche americane, giapponesi ed europee praticamente fallite tra l'incudine del crollo delle vendite e il martello dei bilanci distrutti dalla finanza speculativa. Il G20 dell'aprile 2009 impone la fine dei criteri contabili IAS, cioè l'inizio del vero salvataggio delle banche internazionali e il ritorno al principio dei trucchi per fare profitti. Volkswagen coglie al volo il messaggio e si adegua: la gara è tra chi è più furbo. Se le banche truccano il LIBOR (il tasso a cui sono agganciate le rate dei mutui che i cittadini pagano per acquistare casa) le case automobilistiche possono truccare i loro prodotti. General Motors monta impianti frenanti difettosi che provocano la morte accertata di almeno 200 persone, Toyota non è da meno, e Volkswagen manipola i sistemi di controllo delle emissioni di gas tossico che superano di 40 volte i limiti consentiti. Too Big To Fail è il nuovo dogma, in barba ai controlli e ai divieti, con la benedizione di Banche centrali, governi, istituzioni internazionali, e vale per tutti. Dalle banche alle case farmaceutiche, dai colossi petroliferi a quelli dell'auto, per finire ai nuovi giganti del commercio via Internet (la cinese ALIBABA è sospettata di aver manipolato i bilanci, dopo che milioni di piccoli investitori hanno comprato le sue azioni, ora crollate del 50%). Lo scandalo Volkswagen provocherà molto stupore, molta indignazione, molte promesse, ma si troverà il modo di non ripetere Lehman Brothers. Il produttore tedesco di auto rischia il tracollo finanziario, sotto il peso di miliardi di euro di rimborsi, oltre quelli per pagare la multa dell'EPA, perchè chiunque possiede una Volkswagen diesel chiederà il rimborso del danno economico subito (oppure la sostituzione dell'auto con una nuova). Le banche che hanno finanziato VW sono a rischio di perdere i loro crediti, gli investitori (sia azionisti che obbligazionisti) hanno già perso più del 30%. Anche la BCE è piena di titoli VW accettati come garanzia per stampare moneta. Ci sarebbero anche i lavoratori, ma sono il problema minore, anzi potrebbero essere "scudi umani" utili per fare pressioni sui politici. Si rischia un nuovo contagio come nel 2008. Qualcuno dirà, nell'interesse di "tutti", che c'è bisogno di chiudere un occhio, anzi due.          

Boicottare l'Ungheria

  L'ungherese Orbàn (a sinistra) e il polacco Tusk (a destra) sono tra i principali fautori della riedificazione dei muri e dei ghetti per risolvere il dramma delle popolazioni in fuga dalle guerre. Orbàn supera tutti e si organizza per arrestare migliaia di profughi in transito. In un'intervista televisiva il PM ungherese ha rilasciato alcune solide verità: 1) Gli ungheresi stanno difendendo il loro modello di vita contro le contaminazioni esterne; 2) I profughi che si accalcano alla frontiera per passare verso altri paesi non sono poveri perseguitati ma gente che si è messa in viaggio per raggiungere la Germania, attratta dal tenore di vita tedesco; 3) L'Ungheria ha speso circa 80 milioni di euro per fronteggiare l'emergenza profughi e non ha ancora ricevuto nessun rimborso dall'Unione Europea, quindi .... Quindi i profughi non sono profughi e vanno fermati, arrestati, ricacciati da dove vengono. Parola di Orban.   Bisogna denunciare e fermare la follia militarista di personaggi come questo, e dovrebbero rendersene conto per primi i cittadini che ne condividono la responsabilità.  Boicottare l'Ungheria e tutti i paesi che negano solidarietà e umanità. Non acquistare i loro prodotti, rinunciare ai viaggi turistici, diffondere messaggi di indignazione contro le decisioni assurde e disumane.  

Perché J. Corbyn é stato eletto leader laburista ?

  Dopo aver risposto alla prima - facile - domanda : chi è Jeremy Corbyn, è necessario rispondere alla successiva, meno facile: perché è stato eletto con il 60% dei voti dell'apparato laburista ? Perché pur essendo un politico proveniente dall'apparato, in particolare quello sindacale, è quello che rappresenta l'ala "non compromessa" con l'establisment e con la recente umiliante sconfitta elettorale. Il posizionamento centrista ereditato da Blair non è più sostenibile, perchè saldamente occupato da Cameron.  http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/sep/14/jeremy-corbyn-europes-fight-austerity-podemos http://www.newstatesman.com/politics/2015/08/jeremy-corbyn-labour-leader-how-i-will-unify-mps-rebuild-party-and-win-2020 Corbyn eletto leader laburista, sarà un elemento di folklore in attesa del 2020 oppure avrà qualche incidenza sulla politica corrente ? I conservatori (Cameron) rispolverano la loro greve cultura da tabloid popolare associando Corbyn a Bin Laden, ma il vero ostacolo del neoleader laburista è Tsipras e il suo prossimo futuro governo di austerity imposto dalla Troika. Tentativo di recupero del voto scozzese dove Labour aveva roccaforte, prima del voto a SNP referendum sull'Europa politica di accoglienza dei profughi e immigrati alleanze in europa - podemos - syriza ecc nonostante il voltafaccia di Tsipras, gli "estremisti" vanno di moda. Sanders e Trump in USA spot elettorale a favore di Podemos i precari equilibri in GB dopo il voto scozzese, crisi irlanda del nord marxista keynesiano finora tutti coloro che in Europa sono andati al potere con programmi di redistribuzione dei redditi, ampliamento/mantenimento dello stato sociale, più lavoro e meno ingiustizie, hanno cambiato copione e hanno recitato un'altra parte. telegraph http://www.telegraph.co.uk/news/politics/Jeremy_Corbyn/11862413/Union-bosses-threaten-to-use-Jeremy-Corbyns-victory-to-cripple-UK.html Il programma di Corbyn : A new national investment bank to encourage growth and reduce the deficit Public ownership of the railway and energy sector Replace Trident with jobs that retain the skills of the workers Reduce the welfare bill through growth and investment Housebuilding programme and rent controls Integrate social care with the NHS A new national education service providing universal childcare, abolishing student fees, restoring grants and funding adult skills Scrap zero hours contracts and a national living wage for all, regardless of age

Santa Angela e il riscatto della Germania

      (i.f.)   Il fiume di profughi arrivato a Monaco di Baviera evoca un'immagine salvifica della Germania e del suo popolo. I migranti sfilano tra due ali di cittadini che li accolgono come reduci da una vittoria, qualcuno porta in mano una grande fotografia di Angela Merkel, esibita come un'icona, la nuova santa di Germania. Santa Angela in effetti sta compiendo un miracolo, creando una svolta finora impensabile nel comune sentire dell'opinione pubblica mondiale: la Germania, con la "folle" e giusta decisione di accogliere, senza limiti, i profughi di tutto il mondo, sta riscattando il suo passato, azzerando i dubbi e gli incubi, le silenziose perplessità, il senso di colpa dei suoi cittadini verso la Storia. La Germania che 70 anni fa ha sterminato milioni di persone, è diventata nel corso dei decenni una democrazia solida, un motore economico importante, un centro di accoglienza per milioni di immigrati soprattutto delle'est europa, ha raggiunto una leadership diplomatica internazionale guadagnata senza avere un esercito. In tutti questi anni ha dato prove e riprove della sua affidabilità politica e morale, e ha compiuto scelte difficili ed importanti per gli equilibri mondiali, come l'avvio della costruzione dell'Europa politica negli anni '60, la "realpolitik" della SPD degli anni '80 nel pieno dello scontro USA-URSS sui missili nell'Est Europa e la tormentata riunificazione con la Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino.  E' la stessa Germania criticata e contestata per l'atteggiamento "rigido, egoistico e avaro" nei confronti della Grecia e più in generale verso i paesi "periferici" dell'area euro. Nelle manifestazioni di piazza degli ultimi anni in numerose capitali europee, in primis ad Atene, sono riapparsi i cartelli che associano i politici tedeschi ai simboli del nazismo. Un'ombra ingiustificata quanto latente, che il tempo non riesce a scacciare. Un timore, una sensazione, un retropensiero: "La Germania si comporta bene, ... non è più una minaccia ...ma ... ". Come dire: sei bravo perché non fai il cattivo, non perché hai compiuto un'azione degna di apprezzamento e valore morale. Ora sarà ricordata per le centinaia di migliaia, forse milioni di profughi di tutte le guerre contemporanee, che raggiungeranno il suo territorio  al termine di un viaggio lungo e pericoloso, lungo il quale gli altri (ungheresi, greci, serbi, francesi, slovacchi ... ma anche Turchia e tanti paesi dello scacchiere mediorientale) cercheranno di umiliarli e respingerli, ma loro proseguiranno sorretti dalla fede in Santa Angela.  Frontiere aperte, il baricentro della speranza ora si chiama Berlino. L'immagine dei musulmani che sfilano per le vie della cristiana Monaco di Baviera inneggiando ad un leader politico cristiano europeo sta facendo il giro del mondo e vale più di 100 bombardamenti nella lotta contro i terroristi islamici. Qualcuno dirà, anche a ragione, che l'improvvisa svolta tedesca è stata dettata dalla convenienza economica e da calcoli pragmatici. E' uno di quei casi in cui le obiezioni rafforzano la convinzione opposta. Agli scettici sarà utile evidenziare la dimensione morale della scelta non convenzionale fatta dalla Merkel, fuori dagli schemi di tutti gli altri politicanti europei e di molti del suo stesso paese. La Merkel, a meno di improvvisi ripensamenti, ha dato una lezione  incredibile a tutti, a cominciare da Renzi ("muoversi anziché commuoversi", ma lui non è stato capace di fare nessuna delle due cose) per finire con Hollande e Cameron, grigi ed incompetenti ragionieri della contabilità micragnosa dei tecnocrati. Brava Angela, i siriani di Berlino porteranno la tua immagine nel loro misero portafoglio; sei diventata la loro santa, e per i cittadini dei paesi europei sei comunque l'emblema di una politica seria.  Ma non ti cullare sugli allori, è solo l'inizio, c'è da salvare davvero tanti milioni di esseri umani.  Segnalo un'opinione interessante: https://theintercept.com/2015/07/14/syrian-refugee-crisis-will-transform-middle-east-politics/  ______________________________________________________________ https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa   https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA  https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan  https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!  

Il muro di Budapest spazzato via

           Chi si illudeva - e si illude ancora - di poter fermare la marea di profughi in marcia con sbarramenti di qualsiasi genere ed orrore è stato servito: tagliato il filo spinato, invase le stazioni ferroviarie, i treni "spinti" con la forza della rabbia e bloccati dalla violenta ottusità delle"istituzioni" e infine la marcia a piedi verso il confine agognato.  Molti non arriveranno, altri si metteranno in marcia, ma la Grande Migrazione del terzo millennio è sotto gli occhi di tutto il mondo. I governanti europei sono sbeffeggiati sui mass media di qualsiasi paese. L'intervista di Al Jazeera ad un ragazzo siriano -  che dichiara: "fermate la guerra e noi non veniamo più in Europa" sarà inserita nei corsi di formazione del management politico-diplomatico. Persino il primo ministro austriaco, il socialdemocratico Faymann, le manda a dire a Junker (dopo essere stato tra i suoi grandi elettori) :"Quando si tratta di salvare le banche si fanno meeting ad oltranza, ora che c'è bisogno di salvare la gente, il tempo non si trova". I politicanti europei, colti di sorpresa da quello che era sotto gli occhi di tutti da oltre un anno, ora reagiscono in ordine sparso, in preda alla confusione delle proprie agende elettorali. Orban e Renzi sono facce della stessa medaglia: come far dimenticare al più presto ai propri elettori l'esistenza del fenomeno "rifugiati". L'impresentabile Orban non li fa entrare, l'ineffabile Renzi li vorrebbe far transitare velocemente. I giornali di tutto il mondo, in particolare negli USA, fanno fatica a descrivere la confusione mentale dei governi europei - compreso quello britannico - e della burocrazia di Bruxelles e Francoforte.  Nessuno ha ancora informato il ragazzo siriano citato in precedenza che da pochi giorni i russi stanno ampliando la loro presenza militare in Siria, che Obama farà altrettanto e che altri ragazzi, iracheni, libici, egiziani o eritrei verranno a darci lezioni di geopolitica. https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa   https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA  https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan  https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

TRE MILIONI di profughi in marcia verso il Nord Europa

1) La tragedia dei profughi che cercano salvezza e speranza in Europa, fuggendo con tutti i mezzi possibili, è solo all'inizio.  2) Chi si illude che il fenomeno migratorio possa essere "governato" con il controllo o la chiusura delle frontiere - come chiedono i socialisti francesi e i conservatori inglesi- o addirittura con gli affondamenti e i campi di concentramento secondo la tradizione liquidatoria dell'estrema destra, sbaglia o mente sapendo di mentire. 3)Sbaglia o mente anche chi è favorevole ad accogliere quote di profughi predefinite a tavolino, o sulla base delle regole del trattato di Dublino: i numeri sono talmente grandi e le situazioni talmente tragiche da spazzare via qualsiasi architettura burocratica, come hanno dimostrato le migliaia di persone che hanno "sfondato" i confini macedoni. 4) Si sta verificando un'accelerazione dei flussi migratori dai paesi teatro di guerre e repressioni. In parte l'accelerazione è legata all'ampliarsi delle zone interessate - il conflitto siriano si sta allargando al Libano e alla Giordania, l'Iraq è diventato ormai il teatro di scontro tra Arabia Saudita e Iran, la Libia esporta il caos nei paesi vicini come la Tunisia, e poi l'Afghanistan, il Pakistan, l'Africa subsahariana. Ma una gran parte dell'aumento dei flussi è dovuta alla percezione ormai diffusa e trasmessa dai tam tam locali che l'Europa, e in particolare il Nord dell'Europa, alla fine sarà costretta ad aprire le porte a tutti, e questa "quasi certezza" accelera ed amplifica il flusso di persone che si stanno mettendo in marcia verso il traguardo della salvezza. 5) basta fare un calcolo approssimativo delle zone coinvolte e delle popolazioni che ci vivono (sopravvivono) per capire di quali numeri veri sarà composto il problema da affrontare: non meno di tre milioni di persone nei prossimi 12 mesi si metteranno in movimento con tutti i mezzi possibili (e tragici). 6) Una marea umana che DEVE essere trattata con dignità, solidarietà e lungimiranza. L'Europa deve pianificare l'ingresso di queste centinaia di migliaia di persone secondo principi pratici e morali. Andranno stanziate risorse economiche adeguate (non meno di 100 miliardi di euro); le nazioni più ricche dovranno accogliere il maggior numero di famiglie in modo stabile e dignitoso. Quei soldi dovranno metterli in primis i cittadini, ma anche il signor Draghi deve contribuire "what ever it takes": quale più nobile occasione per stampare moneta. 7) L'Europa dovrebbe darsi una politica estera orientata a far cessare immediatamente gli interventi militari e a garantire corridoi di transito controllabili nei paesi di provenienza,  in modo da garantire ai profughi la possibilità di non cadere nelle mani dei trafficanti di morte. 8) Qualunque "muro" o limite non realistico sarà spazzato via dagli eventi. L'onda lunga degli squilibri creatisi dal 2001 in poi non è destinata ad esaurirsi, anzi ... Se l'Europa pensava che le guerre non l'avrebbero coinvolta sul proprio territorio, ha sbagliato i calcoli. La tragedia dei profughi deve entrare nell'agenda politica e diplomatica di chi ha l'ambizione di governare nei prossimi anni, non per fare campagna elettorale ma per dimostrare che l'evoluzione del genere umano esiste davvero.  

SYRIZA non c'é più

 NUOVE ELEZIONI ANTICIPATE dopo le dimissioni del governo Tsipras a fine agosto   L'esperienza politica di Syriza è finita, Tsipras riporta l'orologio della politica greca a due anni fa, azzerando gli entusiasmi per un esperienza che prometteva di agire diversamente. Il memorandum imposto da Tsipras al Parlamento ellenico è una schifezza, inutile a risolvere i problemi concreti ma subdola nell'affermare che in qualsiasi paese di Europa non c'è altra scelta che la sottomissione e l'inganno. Syriza non c'è più, Tsipras si prepara a nuovi ribaltoni e l'umiliazione dei greci continua, Schauble li tiene sulla corda prima di concedere il prestito e la beffa viene completata dall'annuncio che il PIL del secondo trimestre (prima della terza umiliazione) è cresciuto di uno sbalorditivo 0,8% - cosa che se fosse accaduta in Italia il governo Renzi avrebbe chiesto la beatificazione immediata in vita. La notizia del PIL è una umiliazione anche per il governo greco, che ha costretto alle dimissioni Varoufakis, ministro delle Finanze durante quel periodo. Come ammettere che in Grecia se lavori bene vieni cacciato dalla Troika  che sta imponendo un memorandum che provocherà un calo del 2,5% di PIL quest'anno e forse un misero 0,5 il prossimo. Le misure "tecniche" contenute nel memorandum sono in gran parte recessive (quelle ad effetto immediato)  o velleitarie (incassare soldi dalle privatizzazioni) mentre la verità è che gran parte degli 86 Mld saranno impiegati per ricapitalizzare le banche - la cui proprietà sarà posta sotto sequestro dalla BCE - e per pagare le rate dei prestiti precedenti della Troika. Il discepolo Tsipras ha superato il maestro Junker.  

Il mistero di Tsipras: Draghi gli avrebbe imposto la cacciata di Varoufakis ? e la rinuncia a GREXIT

Poco alla volta si compone il quadro che ha portato in pochi giorni dalla vittoria dell'OXI all'annessione della Grecia. Un tassello importante e misterioso è rappresentato dalle dimissioni di Varoufakis poche ore dopo l'esito del referendum. Le motivazioni ufficiali appaiono subito lacunose e rituali: "Le dimissioni servono a facilitare il compito di Tsipras" perchè Varoufakis è inviso ai ministri finanziari europei, che lo considerano un provocatore incompetente. Ma perchè dare prova di sottomissione da parte di Tsipras dopo una vittoria schiacciante e mentre tutto il mondo simpatizza per la lezione di democrazia e trasparenza? Si inizia a intravedere un disegno preparato PRIMA dell'esito del referendum, ma tra chi e perchè ? Un secondo indizio si manifesta il giorno dopo, quando l'Eurogruppo dei 18 dà l'ultimatum a Tsipras con scadenza domenica 11 luglio: o accetti le condizioni (nuove) che saranno presentate oppure vai fuori dall'eurozona. Tutti si aspetterebbero una sonora pernacchia ad una tale minaccia, e invece il leader di Syriza reagisce con incertezza e timore, e fa capire di essere in difficoltà. Qualcuno ha avvisato i 18 (ma soprattutto Hollande e Junker) che le carte sotto il tavolo sono cambiate Presentarsi allo scontro finale facendo intuire la propria debolezza è già una mezza sconfitta; l'altra metà si aggiunge quando Tsipras si priva di una delle due opzioni, quella del GREXIT, e rimane solo con una: trattare o trattare. Ci vuol poco a capire che nella partita Tsipras ha un unico esito possibile (l'accordo a qualsiasi costo) mentre la Troika a trazione tedesca ha due esiti possibili, l'accordo o la cacciata, e quindi è avvantaggiata nella trattativa. Quando Schaeuble fa il duro e chiede di inserire nel documento finale dell'Eurogruppo la richiesta di una uscita a tempo determinato, Tsipras si trova spiazzato e non può che PERDERE anzi CAPITOLARE in modo umiliante. Ma perchè Tsipras non ha utilizzato l'opzione GREXIT a suo vantaggio, come in precedenza aveva fatto Varoufakis quando dichiarava che L'Europa aveva molto più da perdere con l'uscita della Grecia dall'euro di quanto si potesse immaginare ? La risposta è che la rinuncia del Grexit come elemento tattico negoziale era una condizione imprescindibile chiesta a Tsipras da una "istituzione amica" per aiutarlo a condurre in porto la trattativa difficile per ottenere la rinegoziazione del debito, il sostegno ELA alle banche e soldi per ripagare i debiti con FMI e BCE. L'istituzione amica che si era impegnata (e in contropartita chiedeva la rinuncia a prendere in considerazione l'uscita dall'eurozona) era il Presidente della BCE Mario Draghi ?. Tutto potrebbe aver avuto inizio da un incontro a Washington il 17 aprile tra Mario Draghi e Varoufakis al margine di una riunione internazionale. Siamo nel pieno dello scontro tra governo Syriza e altri paesi, le casse di Atene si assottigliano, e Varoufakis fa "il bullo" nelle riunioni dei ministri finanziari, agitando la possibilità di non pagare i debiti, con la conseguente uscita dall'euro, se i creditori non rinunciavano ad una parte dei soldi prestati. Nell'incontro di Washington Draghi ascolta Varoufakis, lo lascia parlare, pone domande tecniche su come il ministro pensava di risolvere i problemi dei pagamenti e di una eventuale "carenza" di euro nelle banche greche. Varoufakis si fa prendere dallo slancio bullesco e lancia l'ipotesi di emettere i cosiddetti IOU (quelli che ora Schaeuble vorrebbe far emettere per ripagare la BCE !), dei pagherò sostitutivi delle banconote, apparentemente espressi in euro ma in realtà "svalutabili" rispetto all'euro: una vera e propria moneta alternativa, la "nuova dracma". Draghi non concede opinioni o repliche, ma comincia a capire che il piano Varoufakis avrebbe potuto "affascinare" altre teste calde, e forse perfino funzionare. E' da quel momento che il sommo sacerdote dell'Euro, whatever it takes, percepisce con maggiore chiarezza il reale pericolo della nuova variabile e inizia a prendere le contromisure ... (1 - segue) https://www.menoopiu.it/page/Il-mistero-di-Tsipras