Di corsa a vendere le obbligazioni bancarie, le compra Draghi ?

Solo Draghi può risolvere il pericoloso circolo vizioso che si è creato con il salva-banche acquistando i titoli dai risparmiatori Dopo aver ascoltato domenica pomeriggio le dichiarazioni del direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi intervistato da Lucia Annunziata sul caso "salva-banche", lunedì mattina ci sarà la corsa dei risparmiatori per cercare di vendere i titoli bancari. Perchè le parole di Rossi sono state tutt'altro che rassicuranti, anche se l'intervistatrice ha cercato di non metterlo in difficoltà. 1) Rossi ha dichiarato che la Banca d'Italia ha fatto tutto quello che la legge gli consente di fare, cioè poco. Se la Banca d'Italia non ha poteri per tutelare i risparmiatori, tanto vale disfarsi immediatamente dei titoli bancari che erroneamente venivano considerati "sicuri" perchè protetti dalla vigilanza delle istituzioni. 2) Rossi ha auspicato che venga emanata quanto prima una legge per impedire alle banche di vendere titoli rischiosi ai propri clienti. Peccato che la stessa Banca d'Italia non abbia mai fatto questa proposta negli anni passati. In ogni caso se l'organo di vigilanza riconosce che i titoli bancari non sono adatti alla clientela, a maggior ragione è necessario vendere subito tutti quelli che sono stati acquistati in passato. E' questo il consiglio indiretto del direttore Rossi. Il quale ovviamente smentisce se stesso quando poi afferma che i cittadini non hanno nulla da temere perchè il sistema è solido ecc ecc. ma è il ruolo che lo richiede. Quindi lunedì tutti di corsa a vendere titoli bancari, perchè il sistema è solido, ma la Banca d'Italia dice che sarebbe stato meglio che quei titoli non fossero stati mai acquistati da cittadini ignoranti. Ma se tutti vendono, chi si compra 60 miliardi di subordinati e altre centinaia di miliardi di obbligazioni ordinarie di banche tipo Montepaschi, Carige, Veneto Banca, Popolare di Vicenza e centinaia di BCC ? C'è il rischio che la "corsa allo sportello" si trasformi in una "crisi bancaria" che nessuno riesce a controllare ? La soluzione è Draghi. Mr Whateverittakes ha già dimostrato con il suo QE di poter comprare di tutto, tanto i soldi li stampa a piacimento. Dal momento che il caso delle quattro banche cattive sta diventando l'innesco di una crisi di proporzioni più ampie, Draghi potrebbe lanciare un programma di acquisto dei titoli tossici delle banche italiane, avendo come diretta controparte gli ignari cittadini che li posseggono. Molti, soprattutto in Germania, griderebbero allo scandalo, ma Mr. Whateverittakes c'è abituato e sa come azzittirli.  Questa volta si tratterebbe di aiutare pensionati, lavoratori, artigiani e casalinghe a disfarsi dei rischi che le banche gli hanno appioppato. I rischi se li prenderebbe solo lui, che conosce il mestiere più di un semplice pensionato, e se le banche cercassero di fregarlo sa come comportarsi. Ma per costringere Draghi a scendere in campo è necessaria una forte pressione dal basso: non un appello "umanitario" alla Padoan, bensì una "corsa allo sportello" per vendere tutto e costringere le banche a chiudere le saracinesche. Solo in quel caso Draghi si sentirà investito di una missione salvifica e sarà disposto a stampare euro per risarcire i risparmiatori.   

Salva banche, chi frena la corsa a vendere i titoli rischiosi?

Vietato vendere alle banche i titoli rischiosi L'incendio provocato dal decreto salva-banche, che ha portato alla disperazione migliaia di piccoli risparmiatori e all'omicidio del pensionato Luigino, si sta allargando ad altre decine di banche, "sospettate" di essere nelle condizioni di criticità simili alle quattro "salvate" a scapito di azionisti e obbligazionisti. Il sito della Banca d'Italia in cui sono esposti i provvedimenti sanzionatori a carico delle banche - per quanto non sia aggiornato e facilmente reperibile - è stato visitato da migliaia di cittadini in cerca di informazioni. Moltissimi altri invece di perdere tempo hanno chiesto direttamente alle loro banche di vendere i titoli subordinati (ma non solo) che hanno in portafoglio, e che magari gli erano stati venduti con lo stesso trucco usato da Banca Etruria e le altre. Le banche hanno eretto un muro per fronteggiare la corsa a vendere, e sarebbe utile e interessante che i cittadini possano documentare e denunciare gli ostacoli che le banche stanno frapponendo alla vendita dei titoli rischiosi, a pochi giorni dall'entrata in vigore del "bail-in". "Le nostre obbligazioni sono sicure, non dovete temere nulla", "se vendete ora, rischiate di perdere una parte del capitale e degli interessi", "le obbligazioni subordinate non si possono vendere prima della scadenza" ...  I risparmiatori vengono trattati come topi in trappola: ormai siete dentro e ci rimanete, se uscite fate la fine di quelli di Banca Etruria, Carichieti, Carife e Banca Marche. I mass media nazionali fanno a gara per capovolgere la realtà. "la UE approva il piano del governo" dopo che il commissario  Hill aveva bocciato le proposte di Padoan-Renzi, costringendo il governo ad accettare l'impostazione della commissione europea. Anche Banca d'Italia ci ripensa e si accorge che la vendita dei titoli rischiosi ai piccoli risparmiatori dovrebbe essere vietata, perchè altrimenti le banche ci riprovano. Peccato che la vendita delle obbligazioni subordinate era di fatto già vietata, ma che i suoi commissari e ispettori non se ne siano accorti. Il ripensamento tardivo della Banca d'Italia è un'ammissione di colpa e di impotenza. L'unico rimasto in trincea a difendere l'operato delle banche è il ministro Padoan che da un lato ammette e dall'altro nega:"Non si può escludere che i 4 istituti abbiano venduto obbligazioni subordinate a persone che presentavano un profilo di rischio incompatibile con la natura di questi titoli di investimento ma questo è quanto andrebbe accertato con un'analisi di ogni singola posizione". Padoan non ha ancora capito che il trucco della MIFID non era un fenomeno sporadico ma un comportamento di massa di tutte le banche (non solo le 4 "salvate") e non ha ancora capito che sarà la magistratura ad occuparsi di "ogni singola posizione". Lui come ministro in questa vicenda è alquanto inutile.

Truffa salva-banche, il ruolo di draghi whateverittakes

Dopo il suicidio del pensionato Luigino D'Angelo di Civitavecchia, indotto al gesto estremo dopo aver perso soldi e dignità a causa del salva-banche, un coro unanime punta il dito dell'accusa nei confronti di chi doveva vigilare e tutelare i piccoli risparmiatori. E' ormai evidente che c'è stato un concorso di irresponsabilità, colpe e reati che riguardano i vertici delle banche - non solo le quattro fallite ma molte altre - e gli apparati degli organi di vigilanza, Banca d'Italia e Consob in primis. Ma c'è qualcosa o qualcuno che ha generato il contesto in cui il malaffare degli amministratori bancari si è nascosto dietro le "necessità" dello stato di crisi al punto da giustificare le prassi truffaldine se servivano a nascondere la realtà. Dal 2008 in poi le banche di ogni paese e dimensione hanno goduto di una "sospensione della legalità" in virtù dello stato di crisi. Le autorità internazionali e locali hanno fatto a gara per evitare dispiaceri ai banchieri con controlli troppo rigorosi: "C'è la crisi" e "dobbiamo salvare il sistema bancario per far ripartire l'economia" sono diventati il motivo conduttore delle politiche monetarie di tutti i governi. Per convincere gli incerti (Tsipras) è bastato chiudere le banche per qualche giorno. Lo "stato di necessità" ha aumentato l'arroganza e il senso di impunità dei banchieri. I politici hanno fatto a gara per evitargli dispiaceri, chiedendo in cambio la solita merce, favori e consenso. Nei racconti dei truffati dalle banche emergono le prove di questa supponenza: per convincere i più scettici ad acquistare azioni o obbligazioni, i "consulenti" delle banche sfoderavano l'arma nucleare, il whateverittakes di Mario Draghi. "Le banche non corrono rischi, non possono fallire perché c'é Draghi che farà qualsiasi cosa per salvarle" Il whateverittakes è diventato lo scudo del sistema bancario, non solo da un punto di vista tecnico ma soprattutto perchè ha fornito la cornice politica alle strategie finanziarie. Grazie a Draghi le banche sono percepite come più sicure, al punto da potersi permettere il lusso di "risolverne" qualcuna, per poi "salvarla" dimostrando che il sistema è forte e sano. Il QE di Draghi non ha risollevato l'economia reale dell'Europa ma ha consentito alle banche europee di tornare  fare i soliti affari, come dimostra la vicenda del salva-banche. "Grazie a Draghi, comprare i titoli delle banche è un affare. Ottimi interessi e rischio zero." E' stato questo, fino a pochi giorni fa, il ritornello che le banche hanno raccontato ai risparmiatori. Se l'ostacolo ad un così facile guadagno era rappresentato da un banale questionario MIFID, in pochi minuti lo si poteva superare. Il QE di Draghi crea un clima di "fiducia" apparente che in realtà maschera l'azzardo morale sia delle banche che dei governi, all'ombra del quale fioriscono le truffe. La vicenda del salva-banche sta squarciando l'omertà che da molti anni ha garantito il sistema bancario e mette a rischio sia il quadro politico che quello finanziario. La conseguenza infatti è che Renzi viene visto come l'amico delle banche truffaldine (anche senza scomodare la Boschi)e le banche vengono prese d'assalto dai risparmiatori che voglio disinvestire i titoli "strani". E' una miscela esplosiva in un magazzino di polvere da sparo.

Truffa salva-banche, la UE boccia Bankitalia e Consob

Lo scandalo del salva banche si allarga a macchia d'olio e si aggravano le conseguenze e le sofferenze. Il pensionato suicidatosi dopo aver perso 110.000 euro in obbligazioni Bancaetruria ha lasciato una lettera nella quale ha spiegato come gli sono stati venduti quei titoli rischiosi e di come le funzioni di controllo interno della banca erano a conoscenza della manipolazione dei clienti. Lo stesso atto d'accusa, manipolazione e aggiramento delle leggi sugli investimenti a piccoli risparmiatori (MIFID), viene lanciato dal Commissario alla Stabilità Finanziaria Jonathan Hill: "Le banche italiane hanno venduto prodotti finanziari non adatti ai risparmiatori".  L'accusa del Commissario ha un implicito riferimento alle autorità di vigilanza cioé Banca d'Italia e Consob, che avrebbero dovuto vigilare e accorgersi prima di quello che stava accadendo. Si trattava di quattro banche commissariate e poste sotto la lente di ingrandimento, non doveva essere difficile accedere agli atti e accorgersi che decine di migliaia di clienti erano stati truffati. L'intervento del Commissario fa chiarezza quindi sulla logica dei salvataggi di banche: se i titoli rischiosi sono comprati da chi li conosce ed è consapevole dei rischi, anche della perdita totale del capitale investito, non ci può essere risarcimento - pubblico o parapubblico che sia. L'investitore entra nella procedura fallimentare per recuperare quello che sarà possibile. Ma se i titoli vengono venduti a persone inconsapevoli si tratta di truffa e il risarcimento è dovuto, sia da chi ha commesso il reato (le quattro banche)  sia da chi era preposto a vigilare e non lo ha fatto. In entrambi i casi non possono essere i contribuenti a farsi carico del risarcimento, sia perchè non è giusto e soprattutto perchè incentiva il malaffare anzichè combatterlo.    

Salva banche, dalla truffa alla beffa

Pensionato di 68 anni suicida. Aveva perso 110 mila euro: “Colpa del salva-banche” Spariti i risparmi investiti in obbligazioni emesse da Banca Etruria I politici sono stati colti di sorpresa dalla reazione popolare nei confronti dello scandalo salva-banche. Cosa si aspettavano ? applausi e ringraziamenti ? Il ministro Padoan, a riprova della sua impreparazione, ha chiesto una "soluzione umanitaria" al dramma dei piccoli risparmiatori gettati sul lastrico dal suo decreto. L'enfasi lo ha travolto anche nel linguaggio. In realtà lo slancio di solidarietà che accomuna politici e banchieri italiani a favore delle vittime del salva-banche, nasconde un tentativo goffo e subdolo: scaricarsi di ogni responsabilità, magari gettandola sui burocrati di Bruxelles, colpevoli di non voler autorizzare il salvataggio dei risparmiatori truffati. Il tentativo è di creare confusione nell'opinione pubblica, su una materia tecnicamente complessa, per nascondere la verità su chi ha truffato e chi ha consentito la truffa. Perchè di truffa si tratta, essendo state infrante leggi e regole. I titoli, sia azionari che subordinati, venduti ai risparmiatori non erano adeguati al loro profilo di rischio, che è stato manipolato e modificato per consentire alle banche di incassare denaro che serviva a creare patrimonio di vigilanza. Nascondere la realtà dietro la necessità di "salvare le banche per evitare il peggio" è una scelta disastrosa, sia nei confronti di coloro che hanno perso i soldi messi da parte in tutta la vita, sia verso coloro che rischiano in futuro di ritrovarsi nella stessa situazione, se le vere responsabilità non saranno perseguite con chiarezza. I risparmiatori delle quattro banche, azionisti o subordinati che siano, potranno riavere i loro soldi se individueranno le vere responsabilità e saranno capaci di far emergere il meccanismo truffaldino che li ha indotti ad acquistare i titoli rischiosi.  Renzi e Padoan, d'accordo con le istituzioni bancarie, pensano invece di cavarsela con qualche milione di euro e con la sceneggiata dell'Europa "che non ci permette di fare quello che vorremmo", cioè lasciare impuniti i colpevoli e scaricare i costi sulla collettività. Le leggi a tutela dei risparmiatori c'erano e ci sono: farle rispettare è non solo un obbligo ma anche una scelta politica.  In questi giorni migliaia di piccoli investitori chiedono la restituzione dei soldi investiti in titoli delle banche, che si rifiutano o temporeggiano, perché non sanno cosa fare. Il salva-banche sta diventando lo schiaccia-banche.  Da il SOLE24ORE del 8/12 :" i casi Popolare Vicenza e Veneto Banca fanno caso a sè nel panorama bancario italiano. I due istituti sono banche non quotate, condizione che ha reso scarsa o impossibile la partecipazione di investitori istituzionali - che per natura cercano investimenti facilmente liquidabili - agli aumenti di capitale. In assenza di grandi investitori, gli aumenti giocoforza sono stati interamente “caricati” sui piccoli soci, ingenerando così comportamenti illeciti da parte delle banche. di Luca Davi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/aCjS5t".    

Draghi prevede disastri fino al 2017

"Il paziente non esce dalla sala di rianimazione" almeno fino a marzo 2017. E' quello che il "chirurgo di fama mondiale" Mario Draghi ha sentenziato, mettendo in allarme i veri "familiari" del paziente, cioè imprese e famiglie che sperano di essere tranquillizzati sulle sorti del sistema economico malato. Dopo l'annuncio del Presidente della BCE si stanno creando quelle condizioni di estremo disappunto e delusione che caratterizzano gli stati d'animo di chi in precedenza era stato indotto all'ottimismo. La crisi economica non è passata, la "crescita" si misura con gli zerovirgolaqualcosa, e nonostante le centinaia di miliardi stampati solo il 25% è stato utilizzato dalle banche per fare prestiti a imprese e famiglie. Draghi ha di fatto annunciato che il paziente resta ancora attaccato alle macchine di rianimazione della BCE che gli pompano denaro liquido in gran quantità ma alterano tutte le altre funzioni vitali, in una sorta di "coma farmacologico". I familiari del paziente iniziano a dubitare delle capacità salvifiche del chirurgo.

Catalogna, inizia la desconnexiò democratica

_____________________________________________________________________________________________   Dopo la vittoria alle elezioni politiche del settembre scorso, https://www.menoopiu.it/post/Catalogna-sconfitto-il-modello-Troika il fronte catalano dei partiti e movimenti favorevoli alla secessione tira dritto e porta il Parlament ad approvare una mozione che di fatto inizia il percorso indipendentista. La TROIKA è molto preoccupata e farà pressioni soprattutto sul partito Socialista e Ciudadanos affinché si dichiarino disponibili ad un governo di coalizione con Rajoy"per la Spagna", prima delle prossime elezioni di fine mese, in chiave anti Catalogna. Ecco cosa accade dopo il voto di lunedì: http://www.lavanguardia.com/politica/20151109/54438729485/que-pasara-catalunya.html ______________________________________________________________________________________________________  

Portogallo Polonia, la TROIKA in difficoltà

In Portogallo le elezioni di inizio ottobre avevano consegnato un risultato incerto, senza una maggioranza chiara, e quindi fungibile per sperimentare il modello Troika già operante in Grecia: un governo sinistra-destra per attuare i programmi dettati da Bruxelles. Invece, inspiegabilmente, i socialisti portoghesi guidati da Antonio Costa si sono rifiutati di formare un governo di unità nazionale, e addirittura hanno stretto alleanza con i comunisti e altre formazioni anti-europeiste in un blocco delle sinistre che avrebbe la maggioranza in Parlamento per governare. La Troika ha gli assi in tutte le maniche, e per bocca del Presidente della Repubblica, il mattarella portoghese Cavaco Silva, ha annunciato che non consentirà la formazione di un governo che "non sia gradito alle istituzioni finanziarie" e ha dato mandato al conservatore Passos Coelho, pur non avendo i numeri sufficienti, di provare a fare un governo comprando il voto di qualche socialista dissidente. Non si sa se il mercato andrà a buon fine, ma i portoghesi sono testimoni di un nuovo sviluppo del metodo Troika, una ricerca di laboratorio politico "avanzato" per passare dalla democrazia sospesa alla democrazia 'dipende da chi vince', una nuova forma che potrebbe tornare utile anche per risolvere un'altra situazione complicata: in Polonia ha vinto le elezioni lo schieramento di destra nazionalista, anti europeista, anti profughi, anti tedesca e anti russa. Ma la Polonia non ha l'euro, al pari dell'Ungheria, e quindi potrà farsi governare da chi vuole, anche dai nazisti, tanto gli unici a correre pericoli e a rimetterci saranno i richiedenti asilo e gli immigrati. La gestione della crisi greca e dell'emergenza profughi, anziché restituire fiducia e credibilità nelle istituzioni europee, sta generando una nuova ondata di malessere da parte dei cittadini, che in alcune situazioni si manifesta in elevato astensionismo in altre con l'adesione alle proposte politiche anti-euro. Il modello Troika non funziona, perchè "There is much talk in Europe of a “crisis in democracy. But the crisis is not in democracy. It is — as the elections in Greece, Portugal and Poland demonstrate — actually functioning pretty well. The crisis is in the grip on power of a blinkered political elite ..." scrive Darrell Delamaide su MarketWarch

richiedenti asilo

 Le più grandi crudeltà del nostro secolo [1900] sono state le crudeltà impersonali delle decisioni prese da lontano, nella routine del sistema operativo, soprattutto quando potevano essere giustificate come necessità operative sia pure incresciose. È così che il mondo si abituò all'espulsione di interi popoli dai loro territori e all'uccisione su vasta scala, fenomeni così poco consueti in passato che dovettero essere coniate nuove parole per significarli: “apolide” o “genocidio”.  La prima guerra mondiale portò all'uccisione di un numero imprecisato di armeni da parte dei turchi – la cifra più ricorrente è di un milione e mezzo – un fatto che può essere considerato il primo tentativo moderno di eliminare un’intera popolazione. A questo episodio succedette molti anni dopo l'assai più nota strage nazista di circa cinque milioni di ebrei (il numero è controverso).  La prima guerra mondiale e la rivoluzione russa costrinsero milioni di persone a spostarsi come profughi e lo stesso effetto si ebbe a seguito degli “scambi di popolazione” tra gli stati. Un totale di 1,3 milioni di greci vennero rimpatriati in Grazia per lo più dalla Turchia; 450.000 turchi furono spostati nel loro stato che li reclamava; 200.000 bulgari si spostarono nel territorio ridotto della nazione che portava il loro nome; un milione e mezzo o forse due milioni di russi, a seguito della rivoluzione o della guerra civile dopo la sconfitta dei bianchi, si trovarono senza casa.  Fu soprattutto per costoro, più che per i 320.000 armeni che cercarono di sfuggire al genocidio, che venne inventato un nuovo documento il quale, in un mondo sempre più burocratizzato, doveva servire per coloro che non avevano esistenza legale in alcun paese: il cosiddetto passaporto Nansen della Società delle Nazioni, così chiamato dal nome del grande esploratore artico norvegese che si costruì una seconda carriera come amico dei senza amici. A una stima approssimativa negli anni tra il 1914 e il 1922 si ebbero dai quattro ai cinque milioni di profughi. Questa prima ondata di relitti umani fu di assai poco conto rispetto a quella che seguì la seconda guerra mondiale, dove i profughi vennero trattati spietatamente. E' stato calcolato che nel maggio 1945 c'erano forse in Europa 40,5 milioni di persone sradicate dalla propria terra natale, esclusi i lavoratori non tedeschi impiegati in Germania e i tedeschi che fuggivano dinanzi all'avanzare dell’Armata rossa.  Circa tredici milioni di tedeschi furono espulsi dalle regioni della Germania annesse dalla Polonia e dall'URSS, dalla Cecoslovacchia e dalle zone dell'Europa sudorientale dove essi si erano sistemati da tempo. Essi furono accolti dalla nuova Repubblica Federale di Germania, che offrì una patria e una cittadinanza a tutti i tedeschi che vi rientravano, così come il nuovo stato di Israele offrì un “diritto di ritorno” a ogni ebreo.  Solo in un’epoca come la nostra, in cui sono possibili i voli di massa, offerte simili da parte degli stati potevano venire seriamente formulate. Degli 11.322.700 “deportati” di varie nazionalità trovati in Germania nel 1945 dagli eserciti vittoriosi, dieci milioni tornarono subito in patria, ma una metà di questi vi fu costretta contro la propria volontà. Questi furono soltanto i profughi dell'Europa. La decolonizzazione dell'India nel 1947 ne creò quindici milioni, costretti ad attraversare le nuove frontiere fra l'India e il Pakistan (in entrambe le direzioni), senza contare i due milioni uccisi nella guerra civile che seguì.  La guerra di Corea, un altro derivato della seconda guerra mondiale, produsse forse cinque milioni di profughi coreani.  Dopo la costituzione dello stato di Israele, altra conseguenza della guerra, circa 1,3 milioni di palestinesi furono presi in carico dall'UNWRA (United Nations Relief and Work Agency), l'agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti e l'occupazione; di contro, all'inizio degli anni '60 gli ebrei emigrati in Israele, per lo più come profughi da altri paesi, ammontavano a un milione e duecentomila.  In breve, la catastrofe umana complessiva scatenata dalla seconda guerra mondiale è quasi certamente la più grande mai avvenuta nella storia.  Uno dei suoi aspetti più tragici è che l'umanità ha imparato a vivere in un mondo in cui lo sterminio, la tortura e l'esilio di massa sono diventati esperienze quotidiane di cui non ci accorgiamo più. Da "Il secolo breve" di Eric Hobsbawm, 1995