La TROIKA proclama il divieto di voto, nega il referendum ai Greci, invoca il CAOS

La reazione della Troika  - sotto le sembianze del "Eurogruppo" - al referendum chiesto da Tsipras è stata violenta e coerente: la Grecia non può votare e decidere sulle condizioni poste per il suo "salvataggio", deve accettarle oppure uscire. L'Europa dei tecnocrati non eletti non può permettere che vengano messi in discussione i principii e il metodo finora imposto. Meglio correre il rischio di un default finanziario (Draghi stamperà più soldi) piuttosto che quello di un default della propria autorità. Ma la risposta dell'Eurogruppo al referendum greco è un boomerang che avrà ripercussioni enormi sui precari equilibri della costruzione europea. Da lunedì prossimo le banche greche smetteranno di erogare euro ? e la Troika quando smetterà di ricattare la democrazia ?    

Bravo TSIPRAS, l'hai fatta grossa, hai riportato la GRECIA al centro della civiltà, o almeno ci hai provato

  Un referendum tra sette giorni per decidere il destino della Grecia e dell'Europa. La scelta di Tsipras non è un azzardo né una mossa disperata: è il punto di arrivo e di ripartenza di una crisi della democrazia e della politica, prima ancora che dell'economia. Il referendum, per quanto drammatizzato e affrettato, (ma sono mesi che se ne discute !) restituisce l'onere e la dignità della democrazia alle piazze in cui è nata e di cui l'Europa dei politicanti e tecnocrati se ne ricorda solo nei musei. Non so se Tsipras abbia calcolato tutti gli effetti della sua decisione -  non credo - ma sono sicuro che se ne parlerà a lungo, non solo per gli effetti "economici". Il referendum in Scozia, il referendum in Irlanda e ora quello in Grecia: la straordinaria compressione dei diritti e delle voci causata dall'infinita emergenza finanziaria inizia a rivoltarsi contro il ceto tecnocratico e il modello di Europa dei banchieri. Comunque vada il referendum in Grecia, di cui ancora non si conosce il quesito, bravo Tsipras, grazie Syriza, per aver rimesso al centro la democrazia.

il default dei DIRITTI umanitari

  Perché l'Europa dei tecnocrati non dichiara il default dell'Ungheria ? che vuole recintare i confini con 170 chilometri di filo spinato per impedire l'accesso dei rifugiati, violando trattati europei e diritti universali ?. E il default della Francia,della Spagna, della Gran Bretagna ?  Credevo di essere stato troppo "duro" nel post https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA ma Medici Senza Frontiere è altrettanto perentorio nella sua denuncia: http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/partecipa-al-nostro-appello-vergognatieuropa

Il default di SYRIZA

Issione torturato, olio su tela di Jusepe de Ribera, 1634 ca, Madrid, Museo del Prado.   Se la Grecia eviterà, formalmente, il default sul debito con la Troika, Syriza andrà in default di credibilità verso una parte consistente dei suoi elettori. Il punto di "equilibrio" al tavolo della trattativa europea (pensioni, tasse, vincoli di spesa e nessuna cancellazione di parte del debito) è fuori dagli equilibri interni al movimento che governa la Grecia. Un accordo sottoscritto a Bruxelles, potrebbe essere bocciato ad Atene, perché Tsipras ha una maggioranza di 11 deputati e da 15 ai 30 non voterebbero l'ipotesi di accordo che emerge in queste ore. E se in Parlamento Tsipras dovesse ricorrere ai voti del Pasok o addirittura di Samaras, rischierebbe di mandare in default Syriza ...   http://www.zerohedge.com/news/2015-06-23/unspoken-tragedy-upcoming-third-greek-bailout Su Ekathimerini, Alexis Papachelas scrive:" .. Prime Minister Alexis Tsipras has been caught in a trap of his own making for a while now. Even if he truly wanted a deal, it’s hard for anyone to see how he could achieve it. Finance Minister Yanis Varoufakis is not willing to negotiate, but instead is doing everything in his power to prevent a deal. The minister is burning bridges, developing rivals and raising the bar extremely high. While Tsipras didn’t always follow him in the past, the premier now appears to fully embrace the Varoufakis dogma. The game theory will be put to the test until the very end. It’s difficult for Tsipras to back down and accept a deal without his minister’s seal of approval. " Da Wikipedia : "Contrariamente ai patti, Issione non fece a Deioneo i doni che gli aveva promessi per le nozze, anzi la uccise in modo particolarmente crudele, facendolo cadere in una fossa piena di carboni ardenti. Zeus lo perdonò, ma Issione, invitato ad un suo banchetto, cercò di sfruttare l'occasione per concupire Era; accortosene, il dio gli inviò una donna che aveva creato con le sembianze di Era da una nuvola, chiamata Nefele. Issione provò a toccarla e fu colto in flagrante nel tentativo di amplesso. Zeus, irato, lo consegnò ad Ermes perché lo torturasse, e il dio messaggero obbedì ben volentieri, legando strettamente il re e flagellandolo senza pietà, fino a quando non avesse ripetuto: "I benefattori devono essere onorati". Poi lo legò ad una ruota di fuoco che girava senza sosta nel cielo."  

La Grecia é in DEFAULT - 2

  Doveva essere il D-Day (Deal Day) dell'accordo Grecia-Troika, e invece si sta rivelando il D-Day (Default Day) 2. I Greci hanno inviato a Bruxelles (per errore !?) una vecchia versione del piano di "riforme", se ne sarebbero accorti la mattina, inviandone una nuova (tra le tante), che i tecnici dei paesi creditori non faranno a tempo a valutare rinviando di altri giorni il D-Day. I capi di Stato europei convenuti per il summit liberatorio, dovranno aspettare anche loro, per rispetto del cerimoniale più che della sostanza. La Grecia è in default da due settimane, ma nessuno lo vuole ufficializzare, perché c'è la possibilità di dare a Tsipras i soldi che servivano ad evitare il default. Male che vada si tratterà di dichiarare un default post-datato. I mercati speculatori finanziari ringraziano. Nel frattempo i greci si sono adeguati e hanno smesso di pagare tasse, bollette, contributi e debiti di qualsiasi genere, e pertanto le previsioni di entrate e uscite alla base delle "trattative" con la troika sono completamente prive di fondamento. Chi potrà mai rilevare le tasse aggiuntive sui redditi sopra i 30.000 euro o quelle sui profitti (?!) delle imprese ? Se la Troika si accontenta di essere ripagata dei suoi crediti con i soldi che il giorno prima ha prestato al debitore, perché altrettanto non dovrebbero fare i cittadini e le aziende ?. I debiti non si pagano, a meno che il vostro creditore non vi presti il denaro per ripagarli. Si potrebbe definire "swap", il gioco preferito di Draghi e Junker.

Chi riempie i bancomat delle banche greche ?

http://greece.greekreporter.com/2015/06/19/greece-syriza-as-diogenes-the-cynic/  Lunghe file di greci per prelevare al bancomat o agli sportelli delle banche, in attesa del lunedì fatidico che dovrà porre fine (per qualche mese) alla farsatragedia. Miliardi di euro prelevati dalle banche e finiti sotto i materassi (o nelle banche svizzere), ma da dove vengono tecnicamente ? Chi sta finanziando le banche zombielleniche, consentendogli di erogare euro che non hanno? Il trucco sta in ELA – Emergency Liquidity Assistance – una delle trovate della BCE per stampare soldi. Grazie ad ELA la BCE autorizza/rifornisce la Banca nazionale greca, che a sua volta presta il denaro ai singoli istituti di credito.  ELA prevede che il rischio di insolvenza del finanziamento è a carico della banca nazionale e non della BCE, la quale si limita ad autorizzare l'operazione se sono soddisfatti i requisiti previsti, tra i quali la solvibilità dei prenditori. Se si va a vedere il bilancio dichiarato dalla Banca Nazionale Greca, si scopre il trucco: OFF-BALANCE-SHEET ITEMS april 2015 1. Greek government securities relating to the management of the "Common capital of legal entities in public law and social security funds" according to Law 2469/97 : 26,844,705,275 2. Greek government securities and other debt securities relating to the management and custody of assets of public entities, social security funds and private agents : 5,336,662,861 3. Assets eligible as collateral for Eurosystem monetary policy operations and intraday credit: 40,023,309,209 4. Assets accepted by the Bank of Greece as eligible collateral for emergency liquidity assistance to credit institutions : 145,092,790,656 5. Other off-balance-sheet items : 30,705,625,241 TOTAL OFF - BALANCE - SHEET ITEMS : 248,003,093,242 Si tratta di scritture fuori bilancio per un totale di quasi 250 miliardi di cui 145 – voce 4 – sono gli asset ELA, cioè titoli accettati dalla BNG, presentati dalle banche greche e valutati eligibili. A gennaio 2015 la voce 4 (ELA) era di 35 miliardi di euro, +300% in tre mesi !! In sintesi le banche greche presentano titoli di dubbio valore alla banca centrale, la quale in cambio presta euro dietro autorizzazione della BCE, ma i titoli (e i prestiti) non sono registrati in bilancio ma fuori!! I cittadini ritirano il denaro ottenuto dalle banche e lo trasferiscono in Svizzera (tanto denaro per i pochi che possono) o se lo tengono nel cassetto (poco denaro per i tanti che non possono fare altrimenti) Il trucco salta se la Grecia va in default, e la prima banca a “saltare” sarà la BNG e questo spiega (anche) l'attacco del capo della BNG al governo di Syriza dei giorni scorsi. E la BCE ha consentito il trucco del bancomat sempre pieno (e il trasferimento dei grandi patrimoni all'estero)  

Vergogna FRANCIA vergogna EUROPA

Dentro i sacchi di plastica ci sono gli immigrati che da giorni cercano di passare il confine italo - francese a Ventimiglia, respinti dalla Francia che li considera una minaccia per l'ordine pubblico. Cercano riparo dalla pioggia e danno luogo ad una delle manifestazioni più umilianti per la credibilità dell'Unione Europea. Sono il simbolo dell'ipocrisia dei governi, la misura vera di una realtà amara: l'Europa non esiste, si salvi chi può.

La Grecia è in DEFAULT

La Grecia non ha pagato al Fondo Monetario Internazionale la rata del prestito che scadeva il 5 giugno. Tecnicamente ha sfruttato un escamotage che finora era stato utilizzato solo dallo Zambia nel 1984, che consiste nel "promettere" di ripagare le rate di debito scadenti nel mese in un unica soluzione a fine mese. Questo sotterfugio consente di prendere tempo nella trattativa con la Troika e di far digerire al Parlamento Greco il memorandum dei creditori, che una volta approvato consentirà alla Troika di elargire il prestito. In questo modo la Grecia potrà ripagare il Fondo Monetario con i soldi che lo stesso Fondo gli presterà. Di fatto la Grecia è in default. C'è un memorabile film di Totò che illustra il modo in cui Tsipras  vorrebbe accordarsi con la Troika. https://www.youtube.com/watch?v=yZqYueQfCyU&feature=youtu.be

Renzi si rottama da solo

Un anno dopo aver rottamato l'intera classe politica italiana con il fatidico 41%, Renzi si autorottama e si prepara ai rituali del politichese. Per giustificarsi se la prende con un Pastorino o una Bindi, non si chiede perché l'astensione cresce al 50% e gli eurocritici al 60%. Renzi dimentica che il 41% delle elezioni europee erano il risultato di una sua esplicita critica  ai vincoli tecnocratici europei e degli "80 euro" che erano sembrati a molti l'anticipo di una restituzione piuttosto che un'elemosina preelettorale. A queste elezioni, Renzi si è presentato con come chi ha già finito l'opera e aspetta di incassare il premio. "Ho fatto il Job act, c'è l'EXPO, la ripresa economica è garantita da Draghi, Mattarella è mio amico, la Merkel mi ammira, cosa vogliono di più gli Italiani ?"   Non si è accorto che il racconto è diverso dalla realtà. La vicenda delle pensioni da restituire e invece negate o centellinate ha riproposto l'immagine disinvolta dei soliti governanti. L'euroretorica sulla pelle degli immigrati non gli ha fatto guadagnare né a destra né a sinistra, l'ottimismo spocchioso con cui si aggrappa ad ogni decimale di PIL diventa un boomerang, mentre corruzione, mafie e delinquenza politica restano intatte. Dopo le elezioni amministrative Renzi ha scoperto che il suo Partito della Nazione non c'è per il semplice motivo che non c'è una nazione. E' probabile che la Merkel abbia rottamato anche Renzi. E' certo che Renzi cercherà di contrattaccare, alzando il tono della voce e allargando i cordoni della spesa.  

Più tasse meno pensioni, la ricetta di Tsipras per campare qualche altro mese

Sul filo di lana imposto dai creditori della Troika, Tsipras sforna una bozza di accordo dove quello che conta sono le parole e non i numeri. I tecnocrati chiedevano alla Grecia di rinunciare alla prosopopea anti austerità, a prescindere dai numeri che, tutti sanno, sono il problema minore e più manipolabile della vicenda. Sembra che nella bozza di accordo il governo greco abbia accettato di aumentare l'IVA, introdurre altre tasse, eliminare agevolazioni e cambiare il sistema pensionistico. Domanda banale: era necessario cambiare governo e votare Syriza per fare un accordo del genere ? La risposta si potrà dare solo dopo aver conosciuto e valutato sia il contenuto che i retroscena dell'accordo. L'impressione è che si tratti più dell'ennesimo sotterfugio - conveniente a tutte le parti -  per rinviare i tempi di una decisione sul nodo vero della questione greca: tagliare i debiti (verso BCE, FMI e paesi euro) del 30-50% garantendo ai creditori un vero programma "lacrime e sangue", oppure dichiarare default,  uscire dall'euro e provare a riprendersi il proprio destino. Tsipras propende per la prima ipotesi, il cui corollario però spaccherebbe Syriza e lo costringerebbe a nuove elezioni con probabile sconfitta, ma in suo soccorso ha due alleati formidabili: il segretario al Tesoro USA Lew (e quindi Obama) e Mario Draghi, che sta tenendo in vita il governo greco grazie ai prestiti (a fondo perduto) che la BCE  concede alle banche greche. Entrambi hanno fatto capire che la soluzione greca deve passare necessariamente per un taglio dei debiti, o in conto capitale o con un ulteriore allungamento della durata dei prestiti (che già ora arrivano al 2050). Per i creditori sarebbe una soluzione migliore del default, ma politicamente aprirebbe una voragine nella costruzione politica europea, per come è stata costruita e gestita. La Germania ne pagherebbe le conseguenze finanziarie e politiche maggiori e i vantaggi che finora ha tratto dalla gabbia europea andrebbero a ridursi. Meglio accontentarsi di tirare a campare qualche altro mese.  

Il dilemma tedesco dopo la vittoria di Podemos in Spagna

  La vittoria di Podemos e la sconfitta di Rajoy (a cui nessuno credeva) hanno lasciato in profonda depressione tutti coloro che NON hanno voluto vedere i fenomeni sociali e politici degli ultimi anni, preferendo farsi chiudere gli occhi con le fette di prosciutto di Draghi e Junker. Segnalo un bell'articolo di Lucio Caracciolo su Repubblica.it : http://www.repubblica.it/esteri/2015/05/26/news/spagna_polonia_l_onda_di_populisti_e_indignati_si_abbatte_sull_europa_in_crisi_ma_il_sogno_dell_integrazione_era_gia_anda-115273261/ Le elezioni amministrative in Spagna (quelle politiche sono a novembre) avranno un impatto immediato su tutti gli equilibri europei e in particolare sulla sorte che entro pochi giorni toccherà alla Grecia. L'esito della "trattativa" tra Troika (camuffata) e governo greco per consentire a quest'ultimo di onorare i pagamenti a favore del FMI era già molto incerto, anche se tutti pensavano che all'ultimo minuto si sarebbe trovato un accordo per "salvare l'Europa". Dopo il voto spagnolo gli scenari della trattativa Grecia -Troika cambiano, e rigettano la palla della decisione di cosa fare dell'euro nel campo tedesco, che si trova ad affrontare un dilemma di non facile soluzione. Accettare, da parte tedesca, una mediazione al ribasso sui vincoli della Grecia significa evitare la crisi nell'immediato ma favorire l'immagine vincente di Syriza, e quindi di Podemos, nella futura tornata elettorale spagnola. Un accordo oggi con la Grecia significa che anche la Spagna di Podemos e PSOE dopo le elezioni di novembre sarà legittimata a chiedere di rinegoziare gli impegni presi da Rajoy, il quale a sua volta per non perdere le elezioni farà certamente promesse a destra e a manca. La Germania, pur di non dare alcuna chance ad un simile scenario, ha una sola scelta: far precipitare subito la crisi greca per rendere evidenti a tutti gli altri paesi - compresa la Spagna - quali saranno le conseguenze di una rimessa in discussione degli accordi.La catastrofe greca innescata da un default e da un'uscita dall'euro servirà a far "ragionare" (intimorire) gli spagnoli, convincendoli a scegliere il PP di Rajoy: farete la fine della Grecia se sceglierete Podemos /Syriza. Il voto di Madrid e Barcellona "pesa" nell'immediato molto più di quanto appaia: paradossalmente la vittoria di Podemos riduce lo spazio di manovra negoziale di Tsipras e Varoufakis, e potrebbe indurre la Germania ad accettare subito i rischi e le perdite del Grexit per non incorrere in quelle, ben più pesanti, del Espexit. ... Senza sottovalutare l'incognita POLONIA.

Draghi contro Draghi

__________________________________________ Mario Draghi sembra aver cambiato idea: disegna scenari e lancia minacce sul destino della moneta unica. Sono passati i tempi del "whatever it takes", la difesa dell'euro a qualunque costo. Adesso - con un po' di ritardo - Mario Draghi ammette che "In una unione monetaria non ci si può permettere di avere profonde e crescenti divergenze strutturali tra paesi, perché queste tendono a diventare esplosive", vanificando le politiche monetarie (QE) messe in atto dalla Banca Centrale. Draghi ha la memoria corta oppure recita la commedia di chi sta al potere senza ammettere le proprie responsabilità. Quando lanciò il famoso "whatever it takes" che lo fece acclamare come salvatore delle sorti europee, gli fu fatto notare da più parti che molti governi dai bilanci incerti e in procinto di campagne elettorali avrebbero usato il suo scudo per allentare i cordoni della borsa e garantirsi  facili promesse elettorali, aumentando le spese improduttive e rinviando le scelte di riduzione del debito : "tanto c'è lo scudo di Draghi". Se ne accorge solo ora, e lancia moniti e reprimende verso i governi che "non fanno le riforme" e quindi "rischiano di vanificare" gli sforzi della Banca Centrale !! Il senso di onnipotenza lo spinge a scagliarsi - non troppo velatamente - contro "un paese che approva la riforma del sistema pensionistico e poi cambia idea ogni anno, non ottiene alcun beneficio a breve termine".L'allusione alla Grecia di Syriza e alla sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il blocco delle pensioni in Italia è evidente. 1) E' molto grave che il capo della BCE si permetta di attaccare le istituzioni di paesi membri, addossando loro la colpa del fallimento delle politiche economiche. 2) E' altrettanto grave che lo stesso Draghi, pur di difendere il proprio operato, lasci intravedere la possibilità di una rottura dell'area euro, dopo averla solennemente negata anche a  costo di favorire "l'azzardo morale" dei politici di qualsiasi schieramento. La fiducia in una moneta non può dipendere dalle affermazioni ondivaghe del suo banchiere. Draghi dovrebbe prendersela con se stesso, e con il suo eccesso di protagonismo politico - che non poggia su alcun mandato popolare - ma non ne ha il coraggio né la convenienza. Da un lato incita a fare più debiti (e più inflazione) dall'altro se la prende con chi i debiti non può pagarli. E nel frattempo in Grecia " .. what will happen? Athens will agree to pseudo-reforms, Europe will accept them, these will never be implemented, we will get tiny cash injections and then we’ll wait and see. Behind this plan lies a profound lack of trust in Greece’s politicians and its so-called elite. They believe that no one is really championing reforms and society is unprepared for big changes. What they’re probably thinking is that they should just let Greece stay in the eurozone, barely surviving, sending a cash injection every now and then to keep us going and avoid even worse problems. While this should come as a relief, it is also infuriating because I know what my country and its people are capable of when not dragging their feet in self-destructive introversion. I cannot bear the idea of Greece being treated as a small problematic state living on charity and fear. This is not to say that I would rather see Greece coming to a rift. There is another way and we Greeks will find it when the time comes." (Alexis Papachelas - Ekathimerini 24/5/2015)      

Vittoria piena di Sturgeon, mezza per Cameron

I titoli dei mass media parlano della "vittoria di Cameron" alle elezioni politiche in Gran Bretagna, e della sconfitta di Miliband, Clegg, Farage. Tra le righe si legge dell'affermazione del SNP, il partito indipendentista scozzese guidato da Nicola Sturgeon, che ha conquistato 56 dei 59 seggi in Scozia. Su chi ha perso non ci sono dubbi, ma l'affermazione di Cameron non compensa del tutto la sconfitta dell'alleato LibDem. I Conservatori potranno governare da soli con una effimera maggioranza (inferiore a quella del precedente schieramento), ma ben presto si capirà che a vincere davvero sono stati soprattutto gli scozzesi e i fautori del brexit - il referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Da BBC news :"SNP leader Nicola Sturgeon has warned David Cameron that it cannot be "business as usual" in Scotland after her party's historic election success."

Nicola Sturgeon, la rivincita della Scozia

  Nel settembre 2014 la grande armata reale inglese (laburisti conservatori faragisti libdem monarchici) sconfisse di misura gli indipendentisti scozzesi (SNP) nel referendum pro / contro l'indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna. Le tecnocrazie tirarono un sospiro di sollievo, e archiviarono il pericolo. Archiviarono anche le promesse fatte dai partiti tradizionali (più autonomia, meno tasse ecc) per convincere i titubanti scozzesi. Di quelle promesse non c'era più bisogno. Ma gli scozzesi sono teste dure e giovedì 7 maggio decideranno le sorti del futuro governo della Gran Bretagna, ricordandosi delle promesse non mantenute e delle umiliazioni subite. La nuova leader del Scottish National Party - Nicola Sturgeon, (vedi intervista a The Guardian ) - farà il pieno dei voti e seggi assegnati in Scozia, togliendo voti a tutti ed in particolare ai laburisti dell'imbarazzante Ed Miliband. Se le previsioni dei sondaggi si avvereranno, saranno gli scozzesi l'ago della bilancia di ogni futuro governo britannico ? I laburisti hanno promesso che non faranno accordi con gli indipendentisti (a meno di non perdere la faccia dopo), mentre Cameron è più furbo, non esclude alcuna ipotesi,e anzi non dispera di poter fare a meno dei voti scozzesi, vincendo le elezioni in Inghilterra. La soluzione più probabile, in linea con quanto succede nel resto del mondo e in particolare in Europa, è una "grande coalizione" che per la Gran Bretagna sarebbe un evento traumatico ma meno peggio dell'ingovernabilità e di un ritorno al voto. Ma anche in questo caso Nicola Sturgeon farebbe valere le ragioni dell'indipendentismo scozzese: se tutti i partiti si alleano contro l'SNP, che avrà la maggioranza assoluta dei voti in Scozia, ciò equivale ad una alleanza della Gran Bretagna (meno la Scozia) contro gli scozzesi, i quali sarebbero esclusi a priori dalla possibilità di influire sulle scelte di governo, e quindi avrebbero molte più ragioni per chiedere un nuovo referendum per l'indipendenza della Scozia, con molte probabilità di vincerlo. In definitiva Nicola ha messo gli scozzesi in una posizione di forza (win -win). E come autentica scozzese ha confessato che in tasca non porta mai più di 10 sterline. Quindi non è facile comprarla.

il DRAGHI DEBITO MONSTRE

  Il Sole 24 Ore rivela in un'inchiesta dettagliata la vera storia dei derivati sottoscritti dallo Stato italiano nei confronti di grandi banche internazionali. Il debito complessivo generato da quei contratti ammonta a circa 42 MILIARDI di EURO da pagare nei prossimi anni.  Ogni anno quei contratti costano ai cittadini italiani dai due ai tre miliardi di euro. Nessuno ha mai spiegato come e perchè quei contratti furono sottoscritti e con quali clausole. Sappiamo però che furono sottoscritti a metà degli anni '90, e che dal 1991 al 2001 il Direttore Generale del Ministero del Tesoro (l'organo tecnico responsabile di quei contratti) era Mario Draghi, che dal 2002 diventò responsabile Goldman Sachs Europa. A detta degli esperti consultati dal Sole 24 Ore, i derivati sottoscritti dal Tesoro hanno clausole strane e di cui non si comprende la convenienza per lo Stato italiano, pur tenendo conto delle difficili condizioni di mercato per i titoli pubblici di quegli anni. "...al nostro giornale risulta che la Repubblica Italiana abbia ceduto il diritto a entrare in swap che si sarebbero aperti 15 / 20 anni dopo (e, come detto, sarebbero poi rimasti aperti per altri decenni), un orizzonte temporale inverosimilmente lungo ... Sembra una scelta dettata da una fede nella profezia più che da una previsione analitica .." Dato l'enorme interesse pubblico su questa vicenda, (42 miliardi di euro, oltre i circa 10 già pagati) sarebbe necessario che l'inchiesta del sole24ore fosse portata sul tavolo di qualche magistrato, e fatta propria da qualche forza politica in Parlamento. Chi ha valutato e autorizzato quei contratti oggi siede su una poltrona molto più grande e dove i danni che si possono generare da "errori" finanziari sono su scala globale. E' quanto sta accadendo con il QE e i tassi sottozero, giustificati dalla necessità di aiutare l'economia e che stanno invece creando speculazione e distorsione sui mercati, tanto da far dire agli esperti che "la BCE sta guidando al buio, e a fari spenti". E chi c'è al volante ?