Perché J. Corbyn é stato eletto leader laburista ?

  Dopo aver risposto alla prima - facile - domanda : chi è Jeremy Corbyn, è necessario rispondere alla successiva, meno facile: perché è stato eletto con il 60% dei voti dell'apparato laburista ? Perché pur essendo un politico proveniente dall'apparato, in particolare quello sindacale, è quello che rappresenta l'ala "non compromessa" con l'establisment e con la recente umiliante sconfitta elettorale. Il posizionamento centrista ereditato da Blair non è più sostenibile, perchè saldamente occupato da Cameron.  http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/sep/14/jeremy-corbyn-europes-fight-austerity-podemos http://www.newstatesman.com/politics/2015/08/jeremy-corbyn-labour-leader-how-i-will-unify-mps-rebuild-party-and-win-2020 Corbyn eletto leader laburista, sarà un elemento di folklore in attesa del 2020 oppure avrà qualche incidenza sulla politica corrente ? I conservatori (Cameron) rispolverano la loro greve cultura da tabloid popolare associando Corbyn a Bin Laden, ma il vero ostacolo del neoleader laburista è Tsipras e il suo prossimo futuro governo di austerity imposto dalla Troika. Tentativo di recupero del voto scozzese dove Labour aveva roccaforte, prima del voto a SNP referendum sull'Europa politica di accoglienza dei profughi e immigrati alleanze in europa - podemos - syriza ecc nonostante il voltafaccia di Tsipras, gli "estremisti" vanno di moda. Sanders e Trump in USA spot elettorale a favore di Podemos i precari equilibri in GB dopo il voto scozzese, crisi irlanda del nord marxista keynesiano finora tutti coloro che in Europa sono andati al potere con programmi di redistribuzione dei redditi, ampliamento/mantenimento dello stato sociale, più lavoro e meno ingiustizie, hanno cambiato copione e hanno recitato un'altra parte. telegraph http://www.telegraph.co.uk/news/politics/Jeremy_Corbyn/11862413/Union-bosses-threaten-to-use-Jeremy-Corbyns-victory-to-cripple-UK.html Il programma di Corbyn : A new national investment bank to encourage growth and reduce the deficit Public ownership of the railway and energy sector Replace Trident with jobs that retain the skills of the workers Reduce the welfare bill through growth and investment Housebuilding programme and rent controls Integrate social care with the NHS A new national education service providing universal childcare, abolishing student fees, restoring grants and funding adult skills Scrap zero hours contracts and a national living wage for all, regardless of age

Santa Angela e il riscatto della Germania

      (i.f.)   Il fiume di profughi arrivato a Monaco di Baviera evoca un'immagine salvifica della Germania e del suo popolo. I migranti sfilano tra due ali di cittadini che li accolgono come reduci da una vittoria, qualcuno porta in mano una grande fotografia di Angela Merkel, esibita come un'icona, la nuova santa di Germania. Santa Angela in effetti sta compiendo un miracolo, creando una svolta finora impensabile nel comune sentire dell'opinione pubblica mondiale: la Germania, con la "folle" e giusta decisione di accogliere, senza limiti, i profughi di tutto il mondo, sta riscattando il suo passato, azzerando i dubbi e gli incubi, le silenziose perplessità, il senso di colpa dei suoi cittadini verso la Storia. La Germania che 70 anni fa ha sterminato milioni di persone, è diventata nel corso dei decenni una democrazia solida, un motore economico importante, un centro di accoglienza per milioni di immigrati soprattutto delle'est europa, ha raggiunto una leadership diplomatica internazionale guadagnata senza avere un esercito. In tutti questi anni ha dato prove e riprove della sua affidabilità politica e morale, e ha compiuto scelte difficili ed importanti per gli equilibri mondiali, come l'avvio della costruzione dell'Europa politica negli anni '60, la "realpolitik" della SPD degli anni '80 nel pieno dello scontro USA-URSS sui missili nell'Est Europa e la tormentata riunificazione con la Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino.  E' la stessa Germania criticata e contestata per l'atteggiamento "rigido, egoistico e avaro" nei confronti della Grecia e più in generale verso i paesi "periferici" dell'area euro. Nelle manifestazioni di piazza degli ultimi anni in numerose capitali europee, in primis ad Atene, sono riapparsi i cartelli che associano i politici tedeschi ai simboli del nazismo. Un'ombra ingiustificata quanto latente, che il tempo non riesce a scacciare. Un timore, una sensazione, un retropensiero: "La Germania si comporta bene, ... non è più una minaccia ...ma ... ". Come dire: sei bravo perché non fai il cattivo, non perché hai compiuto un'azione degna di apprezzamento e valore morale. Ora sarà ricordata per le centinaia di migliaia, forse milioni di profughi di tutte le guerre contemporanee, che raggiungeranno il suo territorio  al termine di un viaggio lungo e pericoloso, lungo il quale gli altri (ungheresi, greci, serbi, francesi, slovacchi ... ma anche Turchia e tanti paesi dello scacchiere mediorientale) cercheranno di umiliarli e respingerli, ma loro proseguiranno sorretti dalla fede in Santa Angela.  Frontiere aperte, il baricentro della speranza ora si chiama Berlino. L'immagine dei musulmani che sfilano per le vie della cristiana Monaco di Baviera inneggiando ad un leader politico cristiano europeo sta facendo il giro del mondo e vale più di 100 bombardamenti nella lotta contro i terroristi islamici. Qualcuno dirà, anche a ragione, che l'improvvisa svolta tedesca è stata dettata dalla convenienza economica e da calcoli pragmatici. E' uno di quei casi in cui le obiezioni rafforzano la convinzione opposta. Agli scettici sarà utile evidenziare la dimensione morale della scelta non convenzionale fatta dalla Merkel, fuori dagli schemi di tutti gli altri politicanti europei e di molti del suo stesso paese. La Merkel, a meno di improvvisi ripensamenti, ha dato una lezione  incredibile a tutti, a cominciare da Renzi ("muoversi anziché commuoversi", ma lui non è stato capace di fare nessuna delle due cose) per finire con Hollande e Cameron, grigi ed incompetenti ragionieri della contabilità micragnosa dei tecnocrati. Brava Angela, i siriani di Berlino porteranno la tua immagine nel loro misero portafoglio; sei diventata la loro santa, e per i cittadini dei paesi europei sei comunque l'emblema di una politica seria.  Ma non ti cullare sugli allori, è solo l'inizio, c'è da salvare davvero tanti milioni di esseri umani.  Segnalo un'opinione interessante: https://theintercept.com/2015/07/14/syrian-refugee-crisis-will-transform-middle-east-politics/  ______________________________________________________________ https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa   https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA  https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan  https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!  

Il muro di Budapest spazzato via

           Chi si illudeva - e si illude ancora - di poter fermare la marea di profughi in marcia con sbarramenti di qualsiasi genere ed orrore è stato servito: tagliato il filo spinato, invase le stazioni ferroviarie, i treni "spinti" con la forza della rabbia e bloccati dalla violenta ottusità delle"istituzioni" e infine la marcia a piedi verso il confine agognato.  Molti non arriveranno, altri si metteranno in marcia, ma la Grande Migrazione del terzo millennio è sotto gli occhi di tutto il mondo. I governanti europei sono sbeffeggiati sui mass media di qualsiasi paese. L'intervista di Al Jazeera ad un ragazzo siriano -  che dichiara: "fermate la guerra e noi non veniamo più in Europa" sarà inserita nei corsi di formazione del management politico-diplomatico. Persino il primo ministro austriaco, il socialdemocratico Faymann, le manda a dire a Junker (dopo essere stato tra i suoi grandi elettori) :"Quando si tratta di salvare le banche si fanno meeting ad oltranza, ora che c'è bisogno di salvare la gente, il tempo non si trova". I politicanti europei, colti di sorpresa da quello che era sotto gli occhi di tutti da oltre un anno, ora reagiscono in ordine sparso, in preda alla confusione delle proprie agende elettorali. Orban e Renzi sono facce della stessa medaglia: come far dimenticare al più presto ai propri elettori l'esistenza del fenomeno "rifugiati". L'impresentabile Orban non li fa entrare, l'ineffabile Renzi li vorrebbe far transitare velocemente. I giornali di tutto il mondo, in particolare negli USA, fanno fatica a descrivere la confusione mentale dei governi europei - compreso quello britannico - e della burocrazia di Bruxelles e Francoforte.  Nessuno ha ancora informato il ragazzo siriano citato in precedenza che da pochi giorni i russi stanno ampliando la loro presenza militare in Siria, che Obama farà altrettanto e che altri ragazzi, iracheni, libici, egiziani o eritrei verranno a darci lezioni di geopolitica. https://www.menoopiu.it/post/La-morte-di-Aylan-e-Ghalib-nel-caos-dellumanita-perduta https://www.menoopiu.it/post/TRE-MILIONI-di-profughi-in-marcia-verso-il-Nord-Europa   https://www.menoopiu.it/post/Vergogna-FRANCIA-vergogna-EUROPA  https://www.menoopiu.it/post/La-strage-di-Kobane-commissionata-da-Erdogan  https://www.menoopiu.it/post/Andiamoli-a-salvare-!

TRE MILIONI di profughi in marcia verso il Nord Europa

1) La tragedia dei profughi che cercano salvezza e speranza in Europa, fuggendo con tutti i mezzi possibili, è solo all'inizio.  2) Chi si illude che il fenomeno migratorio possa essere "governato" con il controllo o la chiusura delle frontiere - come chiedono i socialisti francesi e i conservatori inglesi- o addirittura con gli affondamenti e i campi di concentramento secondo la tradizione liquidatoria dell'estrema destra, sbaglia o mente sapendo di mentire. 3)Sbaglia o mente anche chi è favorevole ad accogliere quote di profughi predefinite a tavolino, o sulla base delle regole del trattato di Dublino: i numeri sono talmente grandi e le situazioni talmente tragiche da spazzare via qualsiasi architettura burocratica, come hanno dimostrato le migliaia di persone che hanno "sfondato" i confini macedoni. 4) Si sta verificando un'accelerazione dei flussi migratori dai paesi teatro di guerre e repressioni. In parte l'accelerazione è legata all'ampliarsi delle zone interessate - il conflitto siriano si sta allargando al Libano e alla Giordania, l'Iraq è diventato ormai il teatro di scontro tra Arabia Saudita e Iran, la Libia esporta il caos nei paesi vicini come la Tunisia, e poi l'Afghanistan, il Pakistan, l'Africa subsahariana. Ma una gran parte dell'aumento dei flussi è dovuta alla percezione ormai diffusa e trasmessa dai tam tam locali che l'Europa, e in particolare il Nord dell'Europa, alla fine sarà costretta ad aprire le porte a tutti, e questa "quasi certezza" accelera ed amplifica il flusso di persone che si stanno mettendo in marcia verso il traguardo della salvezza. 5) basta fare un calcolo approssimativo delle zone coinvolte e delle popolazioni che ci vivono (sopravvivono) per capire di quali numeri veri sarà composto il problema da affrontare: non meno di tre milioni di persone nei prossimi 12 mesi si metteranno in movimento con tutti i mezzi possibili (e tragici). 6) Una marea umana che DEVE essere trattata con dignità, solidarietà e lungimiranza. L'Europa deve pianificare l'ingresso di queste centinaia di migliaia di persone secondo principi pratici e morali. Andranno stanziate risorse economiche adeguate (non meno di 100 miliardi di euro); le nazioni più ricche dovranno accogliere il maggior numero di famiglie in modo stabile e dignitoso. Quei soldi dovranno metterli in primis i cittadini, ma anche il signor Draghi deve contribuire "what ever it takes": quale più nobile occasione per stampare moneta. 7) L'Europa dovrebbe darsi una politica estera orientata a far cessare immediatamente gli interventi militari e a garantire corridoi di transito controllabili nei paesi di provenienza,  in modo da garantire ai profughi la possibilità di non cadere nelle mani dei trafficanti di morte. 8) Qualunque "muro" o limite non realistico sarà spazzato via dagli eventi. L'onda lunga degli squilibri creatisi dal 2001 in poi non è destinata ad esaurirsi, anzi ... Se l'Europa pensava che le guerre non l'avrebbero coinvolta sul proprio territorio, ha sbagliato i calcoli. La tragedia dei profughi deve entrare nell'agenda politica e diplomatica di chi ha l'ambizione di governare nei prossimi anni, non per fare campagna elettorale ma per dimostrare che l'evoluzione del genere umano esiste davvero.  

SYRIZA non c'é più

 NUOVE ELEZIONI ANTICIPATE dopo le dimissioni del governo Tsipras a fine agosto   L'esperienza politica di Syriza è finita, Tsipras riporta l'orologio della politica greca a due anni fa, azzerando gli entusiasmi per un esperienza che prometteva di agire diversamente. Il memorandum imposto da Tsipras al Parlamento ellenico è una schifezza, inutile a risolvere i problemi concreti ma subdola nell'affermare che in qualsiasi paese di Europa non c'è altra scelta che la sottomissione e l'inganno. Syriza non c'è più, Tsipras si prepara a nuovi ribaltoni e l'umiliazione dei greci continua, Schauble li tiene sulla corda prima di concedere il prestito e la beffa viene completata dall'annuncio che il PIL del secondo trimestre (prima della terza umiliazione) è cresciuto di uno sbalorditivo 0,8% - cosa che se fosse accaduta in Italia il governo Renzi avrebbe chiesto la beatificazione immediata in vita. La notizia del PIL è una umiliazione anche per il governo greco, che ha costretto alle dimissioni Varoufakis, ministro delle Finanze durante quel periodo. Come ammettere che in Grecia se lavori bene vieni cacciato dalla Troika  che sta imponendo un memorandum che provocherà un calo del 2,5% di PIL quest'anno e forse un misero 0,5 il prossimo. Le misure "tecniche" contenute nel memorandum sono in gran parte recessive (quelle ad effetto immediato)  o velleitarie (incassare soldi dalle privatizzazioni) mentre la verità è che gran parte degli 86 Mld saranno impiegati per ricapitalizzare le banche - la cui proprietà sarà posta sotto sequestro dalla BCE - e per pagare le rate dei prestiti precedenti della Troika. Il discepolo Tsipras ha superato il maestro Junker.  

Il mistero di Tsipras: Draghi gli avrebbe imposto la cacciata di Varoufakis ? e la rinuncia a GREXIT

Poco alla volta si compone il quadro che ha portato in pochi giorni dalla vittoria dell'OXI all'annessione della Grecia. Un tassello importante e misterioso è rappresentato dalle dimissioni di Varoufakis poche ore dopo l'esito del referendum. Le motivazioni ufficiali appaiono subito lacunose e rituali: "Le dimissioni servono a facilitare il compito di Tsipras" perchè Varoufakis è inviso ai ministri finanziari europei, che lo considerano un provocatore incompetente. Ma perchè dare prova di sottomissione da parte di Tsipras dopo una vittoria schiacciante e mentre tutto il mondo simpatizza per la lezione di democrazia e trasparenza? Si inizia a intravedere un disegno preparato PRIMA dell'esito del referendum, ma tra chi e perchè ? Un secondo indizio si manifesta il giorno dopo, quando l'Eurogruppo dei 18 dà l'ultimatum a Tsipras con scadenza domenica 11 luglio: o accetti le condizioni (nuove) che saranno presentate oppure vai fuori dall'eurozona. Tutti si aspetterebbero una sonora pernacchia ad una tale minaccia, e invece il leader di Syriza reagisce con incertezza e timore, e fa capire di essere in difficoltà. Qualcuno ha avvisato i 18 (ma soprattutto Hollande e Junker) che le carte sotto il tavolo sono cambiate Presentarsi allo scontro finale facendo intuire la propria debolezza è già una mezza sconfitta; l'altra metà si aggiunge quando Tsipras si priva di una delle due opzioni, quella del GREXIT, e rimane solo con una: trattare o trattare. Ci vuol poco a capire che nella partita Tsipras ha un unico esito possibile (l'accordo a qualsiasi costo) mentre la Troika a trazione tedesca ha due esiti possibili, l'accordo o la cacciata, e quindi è avvantaggiata nella trattativa. Quando Schaeuble fa il duro e chiede di inserire nel documento finale dell'Eurogruppo la richiesta di una uscita a tempo determinato, Tsipras si trova spiazzato e non può che PERDERE anzi CAPITOLARE in modo umiliante. Ma perchè Tsipras non ha utilizzato l'opzione GREXIT a suo vantaggio, come in precedenza aveva fatto Varoufakis quando dichiarava che L'Europa aveva molto più da perdere con l'uscita della Grecia dall'euro di quanto si potesse immaginare ? La risposta è che la rinuncia del Grexit come elemento tattico negoziale era una condizione imprescindibile chiesta a Tsipras da una "istituzione amica" per aiutarlo a condurre in porto la trattativa difficile per ottenere la rinegoziazione del debito, il sostegno ELA alle banche e soldi per ripagare i debiti con FMI e BCE. L'istituzione amica che si era impegnata (e in contropartita chiedeva la rinuncia a prendere in considerazione l'uscita dall'eurozona) era il Presidente della BCE Mario Draghi ?. Tutto potrebbe aver avuto inizio da un incontro a Washington il 17 aprile tra Mario Draghi e Varoufakis al margine di una riunione internazionale. Siamo nel pieno dello scontro tra governo Syriza e altri paesi, le casse di Atene si assottigliano, e Varoufakis fa "il bullo" nelle riunioni dei ministri finanziari, agitando la possibilità di non pagare i debiti, con la conseguente uscita dall'euro, se i creditori non rinunciavano ad una parte dei soldi prestati. Nell'incontro di Washington Draghi ascolta Varoufakis, lo lascia parlare, pone domande tecniche su come il ministro pensava di risolvere i problemi dei pagamenti e di una eventuale "carenza" di euro nelle banche greche. Varoufakis si fa prendere dallo slancio bullesco e lancia l'ipotesi di emettere i cosiddetti IOU (quelli che ora Schaeuble vorrebbe far emettere per ripagare la BCE !), dei pagherò sostitutivi delle banconote, apparentemente espressi in euro ma in realtà "svalutabili" rispetto all'euro: una vera e propria moneta alternativa, la "nuova dracma". Draghi non concede opinioni o repliche, ma comincia a capire che il piano Varoufakis avrebbe potuto "affascinare" altre teste calde, e forse perfino funzionare. E' da quel momento che il sommo sacerdote dell'Euro, whatever it takes, percepisce con maggiore chiarezza il reale pericolo della nuova variabile e inizia a prendere le contromisure ... (1 - segue) https://www.menoopiu.it/page/Il-mistero-di-Tsipras

Tsipras vende la Grecia al Lussemburgo

    Quello che avevo paventato nel post di qualche giorno fa è accaduto :  https://www.menoopiu.it/post/Tsipras-il-Mendicante-non-caccera-la-Troika-da-Atene Tsipras ha venduto la Grecia, con tutti i Greci, al Lussemburgo che così avrà uno sbocco sul mare per farvi attraccare navi russe e cinesi con cui entrare in affari ed evadere tasse. L'umiliazione subita dal popolo greco è inimmaginabile, il suicidio politico di Syriza è certo. I soldi "prestati" serviranno a pagare gli azionisti delle banche greche che saranno poi fatte confluire nel Fondo da 50 miliardi in mano alla Troika, e a ripagare i crediti di FMI e BCE. Draghi ha dato una prova concreta di cosa significa difendere l'Euro "whatever it takes". Le misure capestro approvate sono recessive e toglieranno altro lavoro alle imprese e ai cittadini. Tra non molto si tornerà a parlare di altri aiuti, altre umiliazioni ... Il Parlamento Greco dovrà ratificare l'annessione e la perdita della sovranità nazionale. Tsipras lo ha già fatto. Per questo riceverà il benservito con un governo di "tecnici" di sorveglianza. i Greci si ritroveranno senza libertà politiche, senza diritti sociali, senza banche e senza porti, ma in cambio avranno più debiti da ripagare e più disoccupati. L'Euroincubo continua.    

GREXIT con buonuscita o commissariamento totale

I termini dell'aut aut che l'Eurogruppo a maggioranza tedesca ha dato alla Grecia. Approvazione entro 3 giorni delle richieste contenute nel memorandum (che impone condizioni più pesanti di quello del 26 giugno) con la novità introdotta da Schaeuble di sequestro una ipoteca sui beni dello Stato greco per un controvalore di 50 miliardi di euro oppure FUORI dall'euro per almeno 5 anni, accompagnata da una possible buonuscita sotto forma di una "ristrutturazione" del debito attuale.  GREXIT è più vicino, a meno di una capitolazione totale e umiliante. Tsipras avrebbe potuto risparmiare agli ellenici l'umiliazione di essere cacciati o sottomessi se avesse utilizzato l'esito del referendum per uscire dall'Euro a testa alta (e un taglio maggiore dei debiti). Ma la novità più importante riguarda l'intera architettura dell'Eurozona: per la prima volta si ammette ufficialmente la possibilità di USCIRE dalla moneta unica, rimanendo nell'Unione Europea. E' un punto di svolta.    

Schaeuble sfiducia Draghi

  Volano gli stracci in quella che doveva essere la riunione decisiva per decidere il terzo piano di aiuti alla Grecia.   Sono stracci pesanti perchè coinvolgono Mario Draghi, presidente-paladino dell'Euro "whatever it takes", e Wolfgang Schaeuble, rappresentante dell'azionista di maggioranza della BCE.   Nel corso delle riunioni interminabili prima dell'elastica deadline, Draghi avrebbe apostrofato Schaeuble con un "forse non hai capito", al quale il ragioniere ministro avrebbe risposto con "Non pensare che sono stupido". Gelo e fine delle trasmissioni.   E' il segno che le fratture del quadretto idilliaco dell'Europa sono a livello di guardia e che gli schieramenti vanno alla conta finale.   Da un lato Draghi, dietro le sembianze impresentabili di Renzie, Hollande e Junker, dall'altro la Germania di Schaeuble, la Finlandia, l'Olanda, i Balcani e persino il Portogallo.   L'oggetto è apparentemente una questione di carattere metafisico, che riguarda il concetto di fede e fiducia, da riporre nelle capacità della Grecia di mantenere le promesse, dopo che Tsipras ha dato prova di grande spregiudicatezza e voltafaccia.   In realtà si tratta di capire chi e come tira fuori un centinaio di miliardi di euro (a fondo perduto) da mettere sul tavolo del piano di aiuti, oltre a quelli a cui bisognerà rinunciare per ristrutturare il debito insostenibile.  Schaeuble, da testardo ragioniere, anzichè chiedere altri soldi ai contribuenti tedeschi preferisce un GREXIT a tempo determinato - almeno 5 anni .   Draghi dice che i soldi alla fine ce li mette lui, con un pò di QE ed ELA in più, facendo finta che le banche greche siano ancora solvibili, ma soprattutto grazie alla sua tassa, l'inflazione "stimolata" che grava su tutti i cittadini dell'Eurozona.   La Merkel si pronuncerà questa notte, ma ancora non ha deciso cosa dire. Non potrà dare torto al suo ministro (che ormai è più popolare di lei nella CDU) ma non vuole passare alla Storia come quella che rovinò il sogno di Kohl. Tecnicamente la mediazione viene trovata imponendo alla Grecia l'approvazione in Parlamento delle misure promesse entro pochi giorni, e il macigno torna di nuovo sui piedi di Tsipras.     

Il 79% dei Greci è contro la proposta del governo sul terzo programma di aiuti

  Secondo un sondaggio pubblicato da Bridging Europe la stragrande maggioranza dei greci è contrario alla proposta presentata dal governo e approvata dal Parlamento per la richiesta di un terzo programma di aiuti sulla base del memorandum della Troika. Un sondaggio di Bridging Europe prima del 5 luglio aveva previsto la vittoria del NO con un largo margine. http://www.bridgingeurope.net/uploads/8/1/7/1/8171506/poll_no15_bref_(en).png