RASSEGNARSI ALLA GUERRA ?

Se il capo dell'esercito più distruttivo del mondo pronuncia, anzi twitta, una frase come quella che preannuncia "nice and new and 'smart'" missiles would soon be fired toward Syria" vuol dire che una guerra di dimensioni catastrofiche non è più solo un brutto sogno ma una possibile realtà.

Non era mai accaduto che un Presidente degli Stati Uniti pronunciasse una frase così drammaticamente idiota, violenta e cinica come quella twittata da Trump. In quell'elogio dei missili c'è l'assenza della pur minima consapevolezza di cosa significa un'azione militare, una scintilla accesa in una polveriera con dentro milioni di vite umane.

Il raccapriccio per i crimini compiuti da Assad con l'avallo del suo protettore Putin non giustifica il tono criminale della frase di Trump sui missili "carini nuovi e intelligenti" da sparare come fossero petardi alla festa del patrono.

Trump e Putin stanno trascinando la guerra di Siria in un conflitto nel centro del Mediterraneo, all'incrocio tra l'Europa, l'Asia e l'Africa, eppure nessuna diplomazia europea ha fatto sentire la sua voce per fermare l'escalation, nessuna marcia pacifista per denunciare i pericoli di una guerra catastrofica. Il mondo non crede nella possibilità di un tale evento e quindi non ha paura, perchè convinto che le armi e gli eserciti accumulati attorno alla Siria resteranno lì confinati, senza pericolo per gli altri.

Grazie a questa assenza di percezione del pericolo, un idiota, anche se eletto presidente degli USA o della Francia, può eccitarsi all'idea di sparare missili carini e intelligenti.
Ma quell'idiota e i suoi interlocutori amici/nemici sono a capo degli eserciti più distruttivi della Terra.

Forse non siamo tutti rassegnati alla guerra, ma di certo non facciamo molto per non sembrarlo.

POMPEO il guerrafondaio alla guida della diplomazia USA

Come previsto Trump ha licenziato il suo Segretario di Stato Rex Tillerson, colpevole di non aver seguito la linea di scontro con l'Iran e per aver dato del "moron" - idiota -  al Presidente USA.

 

All'ex capo della Exxon non è stato concesso nemmeno l'onore e il tempo di dimettersi, segno che Trump si trova nella fase acuta e pericolosa della sua paranoia.

Il sostituto di Tillerson sarà Mike Pompeo, capo della CIA famoso per le dichiarazioni pubbliche contro l'accordo sul nucleare iraniano.

Per dare il benvenuto al nuovo Segretario di Stato USA, la CIA ha fatto esplodere una bomba mentre passava il convoglio di auto del primo ministro dell'autorità palestinese di Gaza. Nessuna vittima, ma il messaggio è chiaro.

Con il licenziamento di Tillerson, Trump ha quasi completato l'opera di smantellamento del suo staff presidenziale iniziale, di cui resta in carica (ancora per poco) il ministro della Giustizia Jeff Session e il Segretario alla Difesa James Mattis, inamovibile perchè appoggiato dalla lobby militare.

Cosa hanno in comune VENEZUELA EGITTO RUSSIA e HONG KONG

putin al-sisi

In questi quattro paesi i cittadini sono chiamati al voto entro i prossimi mesi ma chi si candida a sfidare il boss già al potere viene escluso dalle elezioni e messo in galera.

Un sistema "efficace" e sempre più diffuso, utilizzato con successo da Erdogan in Turchia, che garantisce stabilità e non incontra particolari obiezioni negli altri paesi, molti dei quali sono alle prese con condizionamenti e restrizioni delle libertà.

Venezuela: entro fine aprile si dovrebbe votare per scegliere il "nuovo" Presidente della Repubblica che si chiamerà Maduro. Il dittatore venezuelano infatti correrà da solo perchè il suo Tribunale Supremo ha escluso dalla competizione qualsiasi candidato dell'opposizione.

Egitto: Si vota a fine marzo per eleggere il Presidente ma il dittatore Al Sisi ha fatto arrestare l'unico sfidante che si era presentato, l'ex generale Sami Anan, il quale deve ritenersi fortunato di essere stato "solo" arrestato (per ora).

Russia: secondo il copione della farsa elettorale, i russi vanno al voto il 18 marzo. Già da un anno Putin ha sgombrato il campo da ogni possibile avversario in particolare quel Alexey Navalny che da anni lo critica aspramente. Essendo stato arrestato più volte, Navalny è stato escluso dalla possibilità di candidarsi e non è detto che non venga arrestato di nuovo.

Hong Kong: la città che avrebbe dovuto essere uno "Stato nello Stato" e godere di una ampia autonomia dalla mainland Cina è sempre di più sotto la morsa repressiva di Pechino.

Le elezioni legislative locali sono diventate la trincea dello scontro tra lo schieramento democratico-indipendentista e i burocrati rappresentanti degli interessi cinesi.

Non appena i candidati democratici vengono eletti, il governo locale si affretta a destituirli con cavilli formali. L'ultima è stata quella di escludere dalle prossime elezioni Agnes Chow, la candidata di Demosisto - il movimento dei giovani di Joshua Wong e Nathan Law - con la scusa di aver appoggiato la protesta dei suoi compagni eletti ma poi esclusi dal consiglio su decisione del partito comunista.

A questo elenco di esempi non edificanti di regimi potrebbe aggiungersi anche la Spagna, dove è bene ricordarsi che alcuni dei deputati catalani eletti a dicembre sono ancora esclusi dal parlamento perchè in carcere per motivi politici.

Nelle prossime ore la Catalogna potrebbe ripiombare in una nuova crisi istituzionale se Puigdemont, indicato dalla maggioranza indipendentista come futuro Presidente, dovesse rientrare dall'esilio belga a Barcellona e subire un arresto immediato. Rajoy farebbe compagnia a Maduro e C.