Il suk della bomba atomica

L'accordo sulla limitazione del nucleare iraniano è stato considerato dalla stampa come un successo della politica internazionale di Obama. Ma a distanza di pochi giorni iniziano a sorgere dubbi e critiche ad un accordo che presenta margini di ambiguità sul nodo principale, quello riguardante il diritto dell'Iran a continuare il programma di arricchimento dell'uranio.  Secondo gli iraniani, dal Presidente Rouhani agli ayatollah, il diritto viene riconosciuto dall'accordo, anche se limitato tra una soglia dal 5% al 20% (arricchimento per uso "pacifico"), mentre gli americani e i negoziatori occidentali sostengono che tale diritto non è sancito nell'accordo, e che il 5% è solo uno step verso lo smantellamento del programma. Il "successo" diplomatico americano svanisce nel nulla se poi si considerano le reazioni del paese arabo più importante nello scacchiere mediorientale: l'Arabia Saudita, da sempre nemica del regime iraniano e preoccupata dal suo rafforzamento militare, ha criticato aspramente l'accordo e come contromisura sta considerando l'acquisto di armi nucleari direttamente dal produttore, in questo caso il Pakistan. In pratica l'accordo USA-Iran sul nucleare anziché allontanare il pericolo di un conflitto nel medio oriente, lo avvicina, scatenando una corsa all'acquisto di armi atomiche da parte dei regimi arabi più ricchi. Senza considerare la reazione israeliana, che considera l'accordo un "gigantesco errore" strategico. Altro che "successo" diplomatico USA, probabilmente si tratta di un altro capitolo del "c'era una volta l'America".  

Escalation in East China Sea

La Cina invia una squadra di aerei da combattimento a "sorvegliare" una decina di aerei militari giapponesi e americani che sorvolavano la ADIZ (Air Defense ID ZONE), battezzata pochi giorni prima. In precedenza gli USA avevano inviato due B52 "disarmati" come gesto di sfida ("non mi hai fatto niente") e di appoggio all'alleato Giappone, vero obbiettivo della Cina. Nel frattempo l'amministrazione Obama "consiglia" alle compagnie aeree USA di sottoporsi ai vincoli della ADIZ cinese (farsi identificare e comunicare il piano di volo) in modo da scongiurare "sciagure accidentali". Significa che l'intelligence cinese ha trasmesso a quella americana la vera interpretazione di quanto sta accadendo: FACCIAMO SUL SERIO, quindi state attenti ed evitate incidenti che coinvolgano cittadini inermi. Ma ora la Cina si appresta ad innalzare ancora di qualche centimetro il livello di scontro, con due mosse a cui gli americani e i giapponesi dovranno rispondere: 1) L'invio del nuovo fiore all'occhiello del People Liberation Army, una portaerei nuova fiammante che viene dislocata nelle acque del East Sea. 2) L'istituzione di una nuova ADIZ, di cui non si conosce la dislocazione ed estensione, ma che dovrebbe chiudere ulteriormente l'accesso ai bombardieri americani.  

La Cina cerca lo scontro con il Giappone

BEIJING, Nov. 24 (Xinhuanet) -- China has established its first air defense identification zone in accordance with Chinese law and international practices to safeguard its sovereignty, the Ministry of National Defense announced on Saturday. The move allows early-warning time and helps China protect its sovereignty and territories, and guarantee regional air security, officials and analysts said. An air defense identification zone is a defensive area of airspace established by a coastal state beyond its territorial airspace, explained Wang Ji, a Chinese expert on domestic and international law from an institution affiliated with China's air force. It is used to identify, monitor, control and react in a timely manner to aircraft entering this zone that are potential air threats, Wang said. The East China Sea Air Defense Identification Zone includes the airspace within the area enclosed by the outer limit of China's territorial waters and six other points.  http://news.xinhuanet.com/english/china/2013-11/23/c_132912145.htm Secondo alcune fonti militari di Hong Kong la Cina si sta preparando ad un conflitto armato con il Giappone, come ritorsione all'azione che ha portato le isole Diaoyu (Senkaku) sotto il controllo giapponese. Anche il Giappone ha in passato istituito un'area di "identificazione aerea" che in parte si sovrappone a quella cinese: significa che se due aerei dei due paesi si incontrano in quell'area, ciascuno è autorizzato ad imporre all'altro l'identificazione e, in caso contrario, ad abbatterlo. I Giapponesi ovviamente chiederebbero agli Stati Uniti di difenderli, sulla base degli accordi internazionali. I Cinesi non hanno mai accettato "il sopruso" sulle isole Diaoyu, ma dopo il Terzo Plenum Xi Jinping ha bisogno di accreditarsi con più autorevolezza all'interno del Partito e deve fronteggiare il dissenso di una parte dei vertici militari. La situazione economica cinese inoltre rischia di peggiorare da un momento all'altro, sotto il peso di una finanza speculativa e corrotta intrecciata con il regime. Le guerre servono anche a distogliere. Anche Abe, simmetricamente, ha gli stessi problemi.  

L'Iran guarda lontano

L'accordo sulla sospensione temporanea del nucleare militare iraniano è un accordo vero ? e cambia lo scenario del medio oriente ? Basteranno pochi mesi per capire se è un accordo effettivo e duraturo, ma già da ora si può intuire che l'Iran ha deciso di voltare pagina con il passato e di voler entrare alla grande nello scenario medio-orientale, da potenza effettiva e lungimirante. E' l'Iran infatti che ci guadagna di più dall'accordo di Ginevra. 1) Si accredita sulla scena internazionale come interlocutore "attendibile" 2) Dà una mano a Obama a riacquistare spazio sulla scena internazionale, dopo l'umiliazione siriana 3) Esce dal negoziato non come chi ha dovuto subire, ma come chi ha collaborato a risolvere un problema 4) I crediti acquisiti saranno spesi per affermare il proprio ruolo nello scenario iracheno, ormai ingovernabile, e in quello siriano, sempre più incerto. 5) Punta a ridurre il peso politico dei sauditi in tutto il MO  

SNOWDEN PIU' RICERCATO CHE MAI

Ora che tutto il mondo si è reso conto dell'enorme servizio che Snowden gli ha reso, rivelando le attività di spionaggio ed intercettazione che la NSA compie per conto del governo USA, Snowden riceve richieste di collaborazione da ogni parte. I verdi tedeschi gli hanno chiesto di testimoniare di fronte al Bundestag in quello che sarà il primo processo politico contro gli Stati Uniti, accusati di aver spiato la Merkel ed altri milioni di cittadini della Germania. Immaginate quale schiaffo politico per Obama se a Snowden fosse consentito di parlare pubblicamente nel cuore dell'Europa di diritti civili e  libertà. I tedeschi sarebbero ben felici di accoglierlo alla porta di Brandeburgo. Ma anche i Russi, per  motivi diversi, offrono lavoro a Snowden: i siti Internet più popolari nella ex Unione Sovietica si contendono la collaborazione del whistleblower del secolo. La CIA invece pare che abbia smesso di ricercare Snowden: un suo arresto, anche involontario, sarebbe un'altra patata bollente per Obama. Da segnalare infine un duro commento cinese con un articolo di Xinhua, che definisce Uncle Tom (Zio Tom) come Peeping Tom (Tom il Guardone) e associa la caduta di credibilità dell'America dopo le rivelazioni di Snowden alla incapacità dei politici americani di risolvere la crisi del debito pubblico.   La lettera di Snowden al Parlamento tedesco   

ANCHE LA MERKEL NEL CLUB DEGLI SPIATI

A differenza di Hollande, la cancelliera Merkel è stata hackerata dalla NSA assieme ad altri milioni di cittadini tedeschi. Lo rivela Der Spiegel sulla base dei file ricevuti da Snowden: Obama ormai è impegnato a tempo pieno al telefono per giustificare lo spionaggio nei confronti di capi di Stato di tutto il mondo ("è stato un caso, un eccesso di zelo, lo facciamo per proteggervi dal terrorismo...").  

La vera, vecchia faccia di Putin

Dopo aver cercato di rifarsi l'immagine sequestrando "ospitando" Snowden, Putin è tornato a mostrare il suo vero volto:eliminazione degli oppositori, sfoggio muscolare, minacce e menzogne, uso spregiudicato del potere politico ed economico. Ma soprattutto approfitta delle debolezze altrui, come nel caso del sequestro dei militanti di Greenpeace: le deboli richieste dei governi non lo intimoriscono. Il suo obbiettivo è di dare una "punizione esemplare" a chi cerca di mettergli i bastoni tra le ruote. Il petrolio dell'Artico è troppo importante per la la sua strategia di potere.