MIGRANTI in trappola sulle isole della Grecia

L'odissea dei migranti siriani che fuggono dalla guerra si ferma sulle isole della Grecia di fronte alla Turchia.    Per ordine del governo greco le migliaia di profughi resteranno bloccati sulle isole, anziché imbarcati per essere trasferiti sul continente, come da accordi comunitari. I traghetti che finora hanno trasportato le famiglie in fuga non partiranno. L'Austria ha chiuso le frontiere, i paesi balcanici altrettanto e quindi il flusso umano che la Turchia continua a produrre si blocca sulla terraferma greca. Il governo Tsipras protesta e convoca l'ambasciatore austriaco ad Atene, come si fa quando ci si prepara ad una crisi diplomatica. Se la situazione non si risolve entro pochi giorni, le isole greche diventeranno delle vere e proprie trappole per migranti, creando le premesse per una tragedia umanitaria senza precedenti in un paese europeo. Mancanza di cibo e acqua, condizioni climatiche ed igieniche disastrose, rischio di scontri e violenze.  Qualcuno sta forse pensando di "scoraggiare" i migranti ad intraprendere il viaggio verso l'Europa alzando il livello di rischio a cui andranno incontro? Chi avrà la responsabilità di tutto questo?

Lotta di caste in India

New Delhi senz'acqua per la protesta dei JAT, la "middle caste" rurale indiana, contro le discriminazioni sulle quote a loro riservate nei lavori pubblici.  Decine di morti, blocco delle strade, delle ferrovie e dell'acqua potabile per la capitale indiana e i suoi 22 milioni di abitanti.  Più di 10.000 soldati mobilitati per contenere la rivolta.  “The Jats are demanding quotas for government jobs and university places for their caste, saying they are struggling to find opportunities despite India's strong economic growth,” AFP writes. “India reserves places for lower castes in measures intended to bring victims of the country's worst discrimination into the mainstream but the policy causes resentment among other communities, who say it freezes them out.” Il governo Modi si arrende e promette modifiche di legge, ma l'India è in rivolta. La "modernizzazione a misura indiana" è una scommessa tecnocratica e le divisioni sociali si alimentano di mille pretesti per esplodere, in un contesto di grandi diseguaglianze e corruzione. Il governo fa appello al "patriottismo" per scongiurare l'implosione dell'India. http://indianexpress.com/article/india/india-news-india/jat-quota-stir-protesters-grow-in-numbers-anger-against-administration-simmers/  http://indianexpress.com/article/india/india-news-india/jat-reservation-agitation-haryana-live-updates-rohtak/ http://indianexpress.com/article/india/india-news-india/conspiracies-to-destabilise-govt-defame-me-pm-modi/ http://www.firstpost.com/india/jnu-row-those-labeling-others-anti-national-should-ask-themselves-if-theyre-anti-humanity-2630510.html

VERITA' per Giulio Regeni

Uno striscione, una richiesta, una campagna che Amnesty International Italia e la Repubblica lanciano per non permettere che l'omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante "inchieste in corso" o peggio, per essere collocato nel passato da una "versione ufficiale" del governo del Cairo. https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-Regeni-trattativa-sulla-versione-ufficiale

Siria escalation del terrore

  Aleppo in Siria é diventato il tragico crocevia di tutti i conflitti in gioco.  Quello tra Russia e USA innanzitutto, e poi tra Arabia Saudita e Iran, tra Turchia e Curdi, tra tutti contro tutti. Putin continua a bombardare ribelli e civili, mentre l'Isis ha già traslocato in Libia. Obama si prepara ad inviare truppe di terra, l'Arabia Saudita ha già inviato aerei da guerra ospitati nelle basi militari della Turchia, che a sua volta ha iniziato l'invasione della zona curda di Aleppo. Decine di migliaia di civili cercano di sfuggire al fuoco incrociato, intrappolati tra le macerie. Le trattative USA-Russia-Europa a Monaco per una tregua sono praticamente fallite e la situazione siriana evolve verso una drammatica escalation, come se non bastassero i 270.000 morti, 7 milioni di evacuati, 4 milioni di profughi, 13 milioni di affamati.  

Omicidio Regeni l'Egitto che nessuno vede

Mentre l'attenzione è rivolta alle notizie sulla morte terribile di Giulio Regeni ad opera della polizia egiziana, segnalo l'articolo di Alberto Negri sul Sole 24 Ore : Il vero volto dell’Egitto che nessuno vuole vedere https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-il-silenzio-di-GENTILONI  Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1 https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Omicidio Regeni trattativa sulla versione ufficiale

Il governo Renzi sta trattando con l'Egitto per  trovare una versione "credibile" dell'assassinio di Giulio Regeni, ora che tutti sanno che è stato vittima degli apparati di terrore di Al Sisi.   Ma come ha precisato il ministro degli esteri Gentiloni, l'accordo sulla versione da far digerire all'opinione pubblica italiana è ancora lontano. L'Italia si accontenterebbe di una verità che scarica le colpe su un settore deviato della polizia segreta che avrebbe agito all'insaputa di Al Sisi, che quindi non avrebbe responsabilità sull'omicidio. La versione viene fornita dai media del gruppo De Benedetti, Huffington Post in testa, che titola: "Giulio Regeni arrestato con 40 oppositori e torturato per due giorni all'insaputa di Al Sisi" Leggendo l'articolo si capisce che il titolo è una forzatura, banale tecnica per diffondere veline. Gli squadroni della morte di Al Sisi eseguono centinaia di torture e violenze, figurarsi se ogni volta si premurano di avvisare il loro boss dei delitti che compiono, o di chiedere il permesso. E' altrettanto evidente che agiscono sulla base di un mandato politico e di direttive organizzate da parte dei vertici militari al potere. Il titolo del HuffPost è la sintesi della mediazione possibile tra il governo italiano e il regime egiziano, la linea sottile per continuare a mantenere i rapporti diplomatici e di affari con l'Egitto: salvare l'immagine di Al Sisi come capo di Stato e in cambio ottenere l'ammissione delle responsabilità dei corpi di polizia deviati, che consenta di dire "giustizia è fatta".  Al di sotto di questa soglia, L'Italia sarebbe umiliata nel sentimento e nell'intelligenza collettiva, e impedita a continuare gli affari commerciali, ma l'Egitto non sembra disposto a concedere nemmeno questa sottile bugia. E poi c'è l'opinione pubblica italiana, scossa dal racconto delle atrocità subite da Giulio, che pretende una verità vera. L'Egitto è diventato un lager a cielo aperto per volontà di Al Sisi e dell'apparato militare, protetto dal consenso delle diplomazie internazionali. Nessuno può immaginare di fare turismo su quella terra insanguinata dal sangue di Giulio Regeni e di migliaia di egiziani. https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-il-silenzio-di-GENTILONI  Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1 https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana  

Omicidio REGENI il silenzio di GENTILONI

 Nonostante le evidenze schiaccianti che l'omicidio di Giulio Regeni sia stato commesso dagli apparati polizieschi del regime di al-Sisi, il Ministero degli Esteri italiano non ha ancora diramato nessuna nota ufficiale e nemmeno un avvertimento alle centinaia di turisti e lavoratori italiani in Egitto. Il ministero si è limitato a convocare l'ambasciatore per chiedere di "collaborare nell'inchiesta" sulla morte del giovane.  In assenza di iniziative da parte del governo, si sono invece mobilitate le voci del dissenso al regime: Mona Seif e altri attivisti della rivoluzione anti-Mubarak hanno lanciato un appello via FACEBOOK: PLEASE PLEASE DON'T TRAVEL TO EGYPT L'Osservatore Romano, giornale del Vaticano di Papa Francesco, non ha ancora riportato alcun commento alla notizia della crudele uccisione di Giulio. Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Omicidio-REGENI-e-il-regime-Al-SISI1 https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Omicidio REGENI e il regime Al SISI

Amnesty International ha denunciato la pratica della tortura e dell'omicidio sotto il regime di Abdel Fattah al-Sisi nel suo report sull'Egitto.  Sembra di leggere il resoconto dell'omicidio di Giulio Regeni da parte dei servizi di polizia, ovvero gli squadroni della morte al servizio di al-Sisi. ... The year saw a continued dramatic deterioration in human rights following the ousting of President Mohamed Morsi in July 2013. The government severely restricted freedoms of expression, association and assembly. Thousands were arrested and detained as part of a sweeping crackdown on dissent, with some detainees subjected to enforced disappearance. The Muslim Brotherhood remained banned and its leaders were detained and jailed. Torture and other ill-treatment of detainees remained routine and was committed with impunity. Hundreds were sentenced to prison terms or to death after grossly unfair trials. Security forces used excessive force against protesters and committed unlawful killings with impunity. Women faced discrimination and violence. Some refugees were forcibly returned. Forced evictions continued. Dozens of people faced arrest and prosecution for their sexual orientation or identity. Courts imposed hundreds of death sentences; the first executions since 2011 were carried out in June. (...) Leggi il report di Amnesty International https://www.menoopiu.it/post/Giulio-Regeni-ucciso-dalla-polizia-egiziana

Giulio Regeni ucciso dalla polizia egiziana

La morte di Giulio Regeni squarcia il velo sul regime di polizia che governa l'Egitto. La polizia egiziana ha ammesso indirettamente la propria responsabilità nell'omicidio del giovane italiano Giulio Regeni. Secondo gli ineffabili organi di sicurezza del regime di al Sisi, Giulio sarebbe morto in un incidente stradale. La versione ufficiale non spiega perché il cadavere sia stato trovato in aperta campagna, con segni di torture come invece riferito dalla Procura del luogo che ha svolto le prime indagini. Quindi l'ipotesi dell'incidente stradale è talmente inverosimile da diventare una implicita ammissione di colpa: siamo stati noi, ma non abbiamo alcun obbligo di dire la verità, anzi possiamo raccontare quello che vogliamo. Secondo le ricostruzioni di amici, Giulio potrebbe essere stato vittima di una "retata" preventiva della polizia nei pressi di piazza Tahrir e trattato come un presunto oppositore del regime, torturato e picchiato fino alla morte. Se questa ipotesi fosse confermata, il governo Renzi non potrà cavarsela con la convocazione dell'ambasciatore egiziano e le scuse di rito. E' bene che tutti si rendano conto che gli affari con al Sisi sono macchiati del sangue di migliaia di oppositori e innocenti.    

il mondo di ZIKA è senza bambini

Il virus ZIKA è innocuo per gli adulti ma terribile per i nascituri, che ne porteranno le conseguenze per tutta la vita. Alle donne dei paesi a rischio viene consigliato di non fare figli fino a quando non si troverà un rimedio. L'epidemia di Zika rappresenta il mondo che lasceremo senza future generazioni? WHO: "Zika virus is an emerging mosquito-borne virus that was first identified in Uganda in 1947 in rhesus monkeys through a monitoring network of sylvatic yellow fever. It was subsequently identified in humans in 1952 in Uganda and the United Republic of Tanzania. Outbreaks of Zika virus disease have been recorded in Africa, the Americas, Asia and the Pacific. ... Zika virus is transmitted to people through the bite of an infected mosquito from the Aedes genus, mainly Aedes aegypti in tropical regions. This is the same mosquito that transmits dengue, chikungunya and yellow fever.Zika virus disease outbreaks were reported for the first time from the Pacific in 2007 and 2013 (Yap and French Polynesia, respectively), and in 2015 from the Americas (Brazil and Colombia) and Africa (Cape Verde). In addition, more than 13 countries in the Americas have reported sporadic Zika virus infections indicating rapid geographic expansion of Zika virus. .... Zika virus disease is usually relatively mild and requires no specific treatment. People sick with Zika virus should get plenty of rest, drink enough fluids, and treat pain and fever with common medicines. If symptoms worsen, they should seek medical care and advice. There is currently no vaccine available.... Should pregnant women be concerned about Zika? Microcephaly is a rare condition where a baby has an abnormally small head. This is due to abnormal brain development of the baby in the womb or during infancy. Babies and children with microcephaly often have challenges with their brain development as they grow older.What is microcephaly?If you are pregnant and suspect that you may have Zika virus disease, consult your doctor for close monitoring during your pregnancy.Health authorities are currently investigating a potential link between Zika virus in pregnant women and microcephaly in their babies. Until more is known, women who are pregnant or planning to become pregnant should take extra care to protect themselves from mosquito bites." Secondo alcune ricerche il virus può essere trasmesso anche dagli esseri umani, e questo lo rende ancora più subdolo e pericoloso nel determinare  gli effetti sui neonati. (aggiornamento 3/2/2016: in Texas si verifica il primo caso accertato di trasmissione umana di Zika) Le zanzare portatrici del virus si diffondono più facilmente negli ambienti degradati e poveri e  a seguito di condizioni climatiche profondamente modificate. Il WHO dovrà decidere se lanciare o meno un allarme internazionale, come nel caso di Ebola, o se ritiene che la minaccia sia circoscritta. Ma nell'immaginario dell'opinione pubblica mondiale, Zika è già diventato un virus che minaccia il futuro dell'umanità. Per combatterlo, in assenza di vaccini, le istituzioni sanitarie propongono l'uso massiccio del DDT o il rilascio di zanzare OGM, ovvero l'escalation della manipolazione ambientale. Nel frattempo il mondo dovrà astenersi dal procreare? e se questo non è il peggiore degli scenari possibili, cos'altro dovremmo temere ?

La nuova difficile primavera in Tunisia

Le proteste dei disoccupati da Kasserine a Tunisi hanno acceso i riflettori su una nuova primavera araba. I giovani tunisini non vogliono diventare nè terroristi nè migranti. Chiedono aiuto per difendere un fragile spazio di libertà. 

Strage ISTANBUL, attacco alla GERMANIA

La strage di Istanbul di fatto apre il fronte tedesco nella guerra tra terroristi ed Europa. Otto dei dieci morti nell'attentato kamikaze nel quartiere turistico di Istanbul sono cittadini tedeschi. La strage non è stata ancora rivendicata, ma l'identità  saudita dell'attentatore e il suo arrivo dalla Siria indicano la matrice dell'Isis. Dopo le stragi di Parigi, i terroristi hanno individuato nella Germania l'obbiettivo da colpire per far saltare gli equilibri sociali e politici, dopo che le aggressioni nella notte di San Silvestro a Colonia hanno incrinato il sistema politico e istituzionale del paese più strategico per l'Europa. La Turchia di Erdogan è ormai un paese senza sicurezza per nessuno.

Putin Assad e i boia di Madaya

Madaya è assediata da sei mesi e 40.000 abitanti sono ridotti alla fame e ostaggio del regime siriano. A Madaya non ci sono milizie di oppositori o terroristi e gli abitanti non nascondono armi: sono tenuti in ostaggio e ridotti alla fame dall'esercito governativo per "costringere" i ribelli che occupano alcuni villaggi vicini ad arrendersi. E' un ricatto sullo stile dei modelli nazisti, che qualifica - se ce ne fosse stato ancora bisogno - il regime di Assad e coinvolge l'amico Putin in una strage di innocenti di portata enorme. Migliaia di bambini sono ridotti a pelle ed ossa, e vengono cibati da mesi con erba bollita in acqua salata. I traumi e le conseguenze del campo di concentramento di Madaya sono già irreversibili per il resto della vita. Il governo di Assad, sotto la pressione internazionale, consentirà l'ingresso di aiuti alimentari da parte dell'ONU, ma non ha alcuna intenzione di togliere l'assedio. Il campo di concentramento di Madaya è un lugubre simbolo della guerra siriana e dei suoi boia, compresi i mandanti.

Il Mistero di KIM JONG UN

 Era davvero una BOMBA H quella che il regime di Kim Jong Un ha fatto esplodere questa mattina, oppure si trattava di una "vecchia" testata a fissione nucleare ? I governi e l'opinione pubblica di tutto il mondo si interrogano sulla effettiva capacità della Corea del Nord di fabbricare e lanciare una bomba a idrogeno - che è basata sulla reazione di fusione termonucleare incontrollata. Ci vorrà tempo per scoprire la verità e quindi ridimensionare o prendere sul serio la minaccia. Ma un altro mistero merita di essere chiarito: perchè tutti quelli che circondano Kim Jong Un nelle immagini di repertorio hanno un blocco di carta e una penna per prendere appunti ? Che cosa annotano di così tanto importante ? e se non prendono appunti, cosa potrebbe succedere alle loro carriere o addirittura alla loro incolumità ? 

Corea del Nord con bomba H

Kim Jong-Un ha la bomba a idrogeno. Così inizia il comunicato ufficiale del governo nord-coreano: "There took place a world startling event to be specially recorded in the national history spanning 5000 years in the exciting period when all service personnel and people of the DPRK are making a giant stride, performing eye-catching miracles and exploits day by day after turning out as one in the all-out charge to bring earlier the final victory of the revolutionary cause of Juche, true to the militant appeal of the Workers' Party of Korea (WPK). The first H-bomb test was successfully conducted in Juche Korea at 10:00 on Wednesday, Juche 105 (2016), pursuant to the strategic determination of the WPK. Through the test conducted with indigenous wisdom, technology and efforts the DPRK fully proved that the technological specifications of the newly developed H-bomb for the purpose of test were accurate and scientifically verified the power of smaller H-bomb. (...) L'esplosione è stata confermata dalla rilevazione di un'onda sismica del 5° grado. La Cina di Xi Jinping, partner esclusivo di Kim Jong Un, dichiara di essere "preoccupata" e di aver avvisato la Corea del Nord sulle conseguenze politiche.   il comunicato nordcoreano attacca direttamente gli Stati Uniti:   " ... This test is a measure for self-defence the DPRK has taken to firmly protect the sovereignty of the country and the vital right of the nation from the ever-growing nuclear threat and blackmail by the U.S.-led hostile forces and to reliably safeguard the peace on the Korean Peninsula and regional security. Since the appearance of the word hostility in the world there has been no precedent of such deep-rooted, harsh and persistent policy as the hostile policy the U.S. has pursued towards the DPRK. The U.S. is a gang of cruel robbers which has worked hard to bring even a nuclear disaster to the DPRK, not content with having imposed the thrice-cursed and unheard-of political isolation, economic blockade and military pressure on it for the mere reason that it has differing ideology and social system and refuses to yield to the former's ambition for aggression. The Korean Peninsula and its vicinity are turning into the world's biggest hotspot where a nuclear war may break out since they have been constantly stormed with all nuclear strike means of the U.S. imperialist aggressor troops, including nuclear carrier strike group and nuclear strategic flying corps. (...) "   La replica del USA è ancora solo formale, Obama si aspetta che "la Corea del Nord rispetti i suoi obblighi e impegni internazionali" !? Il risvolto umoristico è che la la brutta notizia del test coreano è arrivata poche ore dopo il discorso strappalacrime di Obama sul controllo delle armi negli Stati Uniti.   Il Giappone, dirimpettaio della penisola coreana, si è detto ovviamente preoccupato : Abe said Japan will respond firmly as a non-permanent member of the Security Council, and that it will cooperate with the United States, South Korea, China, and Russia. Scontata la reazione della Corea del Sud, che ha annunciato una riunione urgente di tutti i ministri per valutare la situazione. Tace per il momento Putin, che negli ultimi tempi aveva avviato relazioni più "amichevoli" con Kim Jong-Un (e viceversa).    

Chi vuole la guerra tra Iran e Arabia Saudita

Dopo l'uccisione di Nimr al-Nimr e l'assalto sciita all'ambasciata a Teheran, la rottura delle relazioni diplomatiche sarà il preludio di una guerra  tra Iran e Arabia Saudita ? Fino a due anni fa la risposta sarebbe stata negativa, perchè gli interessi globali facevano pendere la bilancia a favore di soluzioni "pacifiche". Il buon esito della trattativa sul "nucleare iraniano" faceva comodo sia agli Stati Uniti che alla Russia e soprattutto all'Europa e alla Cina. Il prezzo del petrolio si manteneva attorno ai 90 dollari a barile e consentiva ai governi dei paesi produttori di accordarsi su tutto. Lo scenario attuale è ben diverso: l'Iran, dopo la firma dell'accordo sul nucleare, non ha più bisogno di tenersi a freno per far valere i suoi interessi politici ed economici; la Russia ha un interesse evidente ad incassare più valuta possibile e può farlo solo se il prezzo del petrolio sale.  Persino gli Stati Uniti sarebbero ben contenti di una guerra "controllata" che riportasse il petrolio sopra i 60-70 dollari, permettendo alle sue aziende estrattive di riprendersi i margini persi. E anche i paesi che apparentemente avrebbero tutto da perdere da un aumento dei costi energetici, come l'Europa o la Cina, vedrebbero di buon occhio una soluzione militare dei conflitti mediorientali, perchè la crisi dei paesi produttori di petrolio e materie prime si traduce in minori scambi commerciali e minori possibilità di commesse per le aziende occidentali. L'uccisione dell'imam Nimr al-Nimr per mano del regime saudita ha riacceso i conflitti secolari tra sciiti e sunniti in una parte del mondo in cui ogni scintilla si trasforma in incendio. La polveriera Yemen è a pochi chilometri, tanto per cominciare. Non è detto che questa volta arrivino i pompieri, anzi ... 

La rabbia sciita per l'uccisione di Nimr al-Nimr

L'ayatollah Khamenei proclama martire l'imam sciita Nimr al-Nimr, ucciso dal regime saudita nell'esecuzione di massa di 47 persone. Assaltata e bruciata l'ambasciata dell'Arabia a Teheran, mentre in tutto il mondo islamico si organizzano manifestazioni di protesta, dall'India al Libano, dal Bahrain allo Yemen. Le diplomazie occidentali non sanno che fare, imbarazzate dalla decisione dell'alleato saudita che viola i diritti umani elementari e scatena una spirale di odio nello scacchiere più caotico e pericoloso del mondo.  Dei 47 giustiziati, 43 appartenevano alla parte sunnita e 4, tra cui l'imam Nir al-Nimr, a quella sciita. Il regime saudita ha voluto dare una prova di forza, oppure è un tragico segnale di debolezza che avrà un effetto boomerang sia all'interno del paese che negli equilibri mediorientali? Dalle piazze la parola passerà alle armi ?

Ucciso Nimr al-Nimr

Il governo saudita annuncia l'esecuzione della sentenza di morte per Nimr al-Nimr, il leader religioso sciita che si era opposto alla repressione interna all'Arabia Saudita. La figura di Nimr Al-Nimr è diventata un simbolo di libertà per gli sciiti in tutto il Medio Oriente. L'uccisione di Nimr al-Nimr scatenerà una ondata di proteste e aumenterà il livello di scontro, già altissimo, tra Iran e Sauditi.  Nel variegato mondo dei gruppi religiosi in medio oriente, il ruolo di Nimr al-Nimr si collocava in uno sparuto fronte di "opposizione non violenta" al regime sunnita, rivendicando l'autonomia politica per una porzione di territorio a prevalenza sciita. Questo non è bastato a salvargli la vita, ma lo ha fatto emergere nella popolarità di fasce molto ampie della popolazione di origine sciita in Arabia. Uccidendo Nimr al-Nimr, i sauditi hanno scelto di accentuare lo stato di repressione interna, dichiarando di fatto la guerra all'Iran. In una simbolica "simultanea" con l'uccisione di Nimr al-Nimr e di altri 46 tra oppositori e presunti terroristi, il capo del governo iraniano Rouhani ha disposto l'accelerazione del piano di costruzione di missili per l'esercito di Tehran, sfidando la minaccia di sanzioni da parte di un sempre più balbettante Obama.

Putin, pronto l'attacco alla Turchia

 L'ora della vendetta di Putin contro Erdogan dopo l'abbattimento del Su-24 sembra essere arrivata. Il dispiegamento dei missili terra-aria S400 sul confine della Siria è terminato, come annunciato da Putin in conferenza stampa: "provate ora ad attaccare i nostri aerei ... ". La NATO ha recepito e decifrato il messaggio e ha iniziato ad ammassare navi, aerei e truppe a difesa della Turchia “We have agreed on a package of assurance measures for Turkey in view of the volatile situation in the region,” NATO General Secretary Jens Stoltenberg told Reuters. “This will give us a better situational awareness – more transparency, more predictability and that will contribute to stabilizing the situation in the region and also calm tensions.”  E' molto probabile che l'attacco russo sia congegnato in modo da non avere effetti imprevisti ed allargati. L'obbiettivo di Putin è quello di "punire" Erdogan senza però scatenare reazioni incontrollabili che possano compromettere il suo consolidamento diplomatico nello scacchiere nord africa - medio oriente.  La scenografia potrebbe prevedere uno sconfinamento di aerei russi nello spazio turco, in modo da mettere Erdogan di fronte alla scelta di accettare lo scontro aereo oppure di ingoiare il rospo senza reagire ma andando incontro all'umiliazione. Gli aerei russi questa volta sarebbero avvantaggiati dalla protezione dei missili S400 in grado di attaccare e distruggere aerei turchi nelle vicinanze. La NATO assumerebbe un ruolo di "allerta" per non consentire ai russi di esagerare troppo nella rappresaglia militare, pur accettando in parte il prezzo imposto da Putin.

TRUMP, chi ha generato questo mostro politico ?

Donald Trump, il probabile candidato alle Presidenziali USA 2016, inizia a far paura al suo stesso partito repubblicano.  Dopo la proposta di impedire ai musulmani l'accesso agli Stati Uniti, come soluzione al rischio di altri atti terroristici, lo schieramento di Jeff Bush lo ha definito "xenofobo e bigotto". Altri lo hanno paragonato ad Hitler, e lui per non smentirsi ha ribattuto di non sentirsi offeso dal paragone, ma ha espresso la sua ammirazione per il Roosevelt della Seconda Guerra Mondiale. Trump è un mostro politico incredibile, sembra uscito da una sceneggiatura di Hollywood, ma è lui, per il momento a godersi il film del suo successo assieme a gran parte dell'America triste ed arrabbiata che applaude alle sue "battute". L'ascesa di Trump non è un fenomeno estemporaneo ed imprevedibile, bensì il risultato di processi politici profondi e non interpretabili dalla classe politica tradizionale. Il prossimo anno il suo probabile sfidante sarà Hillary Clinton, e questo basta a far capire che la politica negli USA è ormai totalmente disconnessa dalla realtà. Se Trump è il campione della banalizzazione, la Clinton riesce a complicare anche le uova al tegame.   

Tahir Elci ucciso dai servizi di Erdogan

Due video che riprendono gli istanti dell'assassinio di Tahir Elci, l'avvocato dei Curdi.  A poche decine di metri c'era stata una sparatoria tra poliziotti e tre uomini in un auto. Non sono chiari i collegamenti tra i due episodi e se i due che si vedono correre nel video provengano dal luogo della prima sparatoria. Il secondo video mostra i fotogrammi che fanno nascere il sospetto di un assassinio organizzato dai servizi di sicurezza turchi che avrebbero dovuto proteggere Tahir Elci e che invece inspiegabilmente fanno passare i due presunti assalitori davanti alle loro pistole senza colpirli.  Il primo dei due viene addirittura ignorato dagli agenti, uno dei quali invece spara sul secondo da distanza ravvicinata senza colpirlo. Lo stesso agente nei fotogrammi successivi viene visto cambiare la pistola. Forse la prima era caricata a salve?. Nei pochi secondi in cui gli agenti non riescono a colpire gli assalitori, Tahir Elci viene ucciso - nei fotogrammi successivi si intravede il suo corpo a terra. Potrebbe essere stato il primo dei due assalitori, che correndo si è avvicinato a Elci uccidendolo, ma è improbabile data la velocità di corsa. Neanche per il secondo sarebbe stato agevole uccidere il leader curdo. Potrebbe invece essere stato uno degli agenti che sparavano in direzione dei due aggressori a colpire Tahir Elci. Oppure, un altro killer nascosto nelle abitazioni di fronte potrebbe aver fatto fuoco a colpo sicuro. Un "errore" o un atto premeditato? Chiedetelo a Erdogan. http://www.todayszaman.com/national_questions-raised-over-tahir-elcis-murder_405643.html

Squadre della morte in Turchia

  L'assassinio di Tahir Elci, avvocato e leader del HDP, da parte di killer sbucati all'improvviso durante un comizio a Diyarbakir in Turchia, si aggiunge all'escalation di repressione, censura, e atti di intimidazione contro qualsiasi opposizione al regime di Erdogan.  Tahir Elci è stato giustiziato per aver difeso la causa dei curdi e per aver sostenuto, assieme a tanti altri, le ragioni di un riconoscimento del PKK come interlocutore politico non equiparabile ai terroristi. L'assassinio di Tahir Elci segue di pochi giorni l'arresto di due giornalisti di Cumhuriyet, giornale indipendente e in prima linea nella denuncia dei metodi autoritari del regime turco. Il "sultano turco", in affari con l'Isis, è diventato ormai un problema internazionale di enorme rilevanza. Erdogan deve essere condannato e isolato dall'opinione pubblica mondiale, prima che possa scatenare altre stragi e guerre dalle dimensioni catastrofiche.

Putin prepara la vendetta

La risposta della Moskva: missili contro basi turche   L'abbattimento del Su-24 russo da parte degli F16 turchi sarebbe stato motivato da uno sconfinamento durato 19 secondi in un raggio di 3 chilometri dal confine con la Siria. E' questa la motivazione ufficiale del governo turco, dopo che Putin in conferenza stampa aveva già denunciato "la pugnalata alle spalle" ed evocato "gravi conseguenze". Putin si trova ora nella condizione obbligata di dover rispondere con un gesto altrettanto forte sul piano militare, e non sarà certo l'invito di Obama a non cercare l'escalation che lo farà desistere. L'intera strategia di Putin sul fronte siriano sarebbe compromessa dalla mancanza di una risposta. Putin considera la Siria un suo territorio. L'idea di "libere elezioni" per gestire il dopo Assad è un controsenso, perchè una scelta libera implica il rischio che vada al potere uno schieramento non gradito. Dopo le stragi di Parigi, l'asse con Hollande aveva di fatto rafforzato la strategia di Putin al punto da indurlo ad un eccesso di confidenza nel bombardare i gruppi di oppositori/mercenari del fronte anti-Assad. Erdogan non è da meno: dopo la vittoria elettorale ottenuta con l'annientamento delle libertà civili, pensa di essere l'unico interlocutore credibile per l'Europa e la NATO nello scacchiere mediorientale, e ha bisogno di dimostrare che "investire" sul suo regime è un buon affare per tutti. L'abbattimento del caccia russo potrà servire ad Erdogan per guadagnarsi la neutralità, se non addirittura la benevolenza, di tutte le fazioni in territorio siriano, compreso l'ISIS. La vendetta di Putin non sarà emotiva e affrettata, ma sicuramente ci sarà.

Erdogan pugnala Putin alle spalle

I piloti russi uccisi dopo essersi lanciati con il paracadute L'abbattimento del jet militare russo Su-24 al confine della Turchia "è una pugnalata alle spalle da parte dei complici del terrorismo" è il commento secco ed esplicito di Putin. Il complice dell'ISIS è Erdogan.  Putin dichiara che "l'incidente avrà gravi conseguenze sulle relazioni tra Russia e Turchia"  da WIKIPEDIA:  Le Forze armate turche sono la seconda più grande forza armata permanente nella NATO, dopo le forze armate statunitensi, con una forza combinata di poco più di un milione di persone in uniforme che servono i suoi cinque rami. La Turchia è considerata la più forte potenza militare della regione del Vicino Oriente oltre a Israele. Ogni cittadino maschio turco, non fisicamente impedito, è tenuto a prestare servizio militare per un periodo che va da tre settimane a quindici mesi, in base all'istruzione e alla posizione lavorativa. La Turchia non riconosce l'obiezione di coscienza e non offre un'alternativa civile al servizio militare. La Turchia è uno dei cinque stati membri della NATO che fanno parte della politica di condivisione nucleare dell'alleanza, assieme a Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi. Un totale di 90 bombe nucleari B61 sono ospitate presso la base aerea di Adana, di cui 40 sono assegnate per l'uso da parte dell'aviazione turca. I miliziani del Free Syrian Army hanno rivendicato l'uccisione dei due piloti russi del Su-24 mentre stavano in paracadute. L'FSA è un'organizzazione anti Assad e filoturca che opera nella zona della Latakia, al confine tra Siria e Turchia. Il Su-24 abbattuto era in missione contro le postazioni dell'FSA, in una zona dove l'ISIS non è presente.

Intelligence USA diceva bugie sull'ISIS

Un'inchiesta partita alcuni mesi fa sta portando alla luce i comportamenti ambigui della intelligence militare USA che potrebbero avere avuto un ruolo importante nel ritardare e indebolire la lotta al terrorismo ISIS. Secondo la ricostruzione del New York Times - Pentagon Expands Inquiry Into Intelligence on ISIS Surge - nel corso del 2014 i vertici militari del CENTCOMM (il comando militare dell'area che va dall'Europa al Pacifico) nei loro resoconti al Presidente Obama avrebbero modificato e attenuato l'allarme lanciato dagli analisti dello stesso US Central Command, che descrivevano in termini preoccupati e realistici l'avanzata dell'ISIS nella conquista delle città irachene, l'inefficacia dei bombardamenti aerei e il fallimento dei piani di addestramento delle truppe governative impegnate contro i terroristi. I vertici militari avrebbero in sostanza manipolato le informazioni di intelligence su cui i vertici politici avrebbero dovuto formarsi un quadro preciso dell'evoluzione del teatro di guerra per agire di conseguenza e tempestivamente. Perchè l'apparato militare USA ha "sottovalutato" l'avanzata dell'ISIS? dichiarandosi ottimista anzichè allarmarsi ? E' quello che dovrà appurare l'inchiesta interna, resasi ancora più importante dopo gli attentati di Parigi, ma gran parte del materiale è stato già secretato o distrutto.  Lo scandalo del intelligence militare USA è solo all'inizio, ma il colpo alla sua credibilità è già notevole.  

Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa

www.menoopiu.it - Bruxelles prova generale di coprifuoco in Europa Bruxelles non è solo la capitale del Belgio, ma soprattutto la sede di due delle istituzioni europee più importanti: la Commissione Europea e il Consiglio dell'Unione Europea. Quello che sta accadendo in queste ore, dopo l'attacco dell'Isis a Parigi e la "scoperta" che la capitale belga era il centro dell'organizzazione terroristica, potrebbe essere la prova generale di un processo di militarizzazione interna ad ogni paese europeo.  Emerge una proposta di abolizione del trattato di Schengen, quantomeno per la gran parte dei paesi membri. La proposta sarebbe partita dall'Olanda e prevede i controlli alle frontiere per tutti, tranne che per i cittadini di Olanda, Belgio (?), Germania e Austria. L'abolizione, anche solo temporanea, di Schengen sarebbe un colpo durissimo alla credibilità già traballante dell'Unione Europea, che di fatto rimarrebbe solo un'area di scambio di merci e finanza, facendo venire meno ancora di più le ragioni della moneta unica. L'abolizione di Schengen, in una sorta di gioco al rimbalzo, servirebbe a giustificare la chiusura delle frontiere ai profughi e rifugiati politici: se per i cittadini europei vengono prese misure eccezionali di limitazione e controllo, ancora più sarebbero giustificati il divieto di attraversare le forntiere per i migranti e l'abolizione delle promesse accoglienza e solidarietà. Nel frattempo, forse anche in modo strumentale per far crescere il clima di paura e accettazione delle limitazioni alle libertà personali, il Belgio proclama una sorta di coprifuoco generale, con misure di allarme eccezionale. Chiusi tutti i luoghi pubblici, manifestazioni sportive e culturali, le metropolitane, con " l'invito" a non fare assembramenti e a restarsene a casa, per timore di attentati come quelli avvenuti a Parigi.  Di fatto è il coprifuoco modello Europa, che contraddice clamorosamente l'invito di politici e mass media di qualche giorno fa a "tornare alla normalità" nei luoghi di svago e turismo.  

al-Qaeda vs ISIS, la gara del terrore

L'attacco all'hotel di Bamako, con 20 morti e l'eco del terrore rimbalzato in tutta l'Africa, dimostra che lo scontro interno al mondo dello jihadismo si risolverà in una gara a chi compie più stragi di occidentali, ma con tattiche diverse. L'azione in Mali è stata rivendicata da al Morabitoon, affiliato di al-Qaeda ed è stata "salutata con favore" dal popolo jihadista di Twitter.  La mappa delle basi dei gruppi pronti a scontrarsi o a cambiare bandiera, alleandosi con chi paga o dimostra di essere più forte.   Sembra che la tattica alqaedista, dopo le stragi di gennaio a Parigi, sia stata modificata e forse "patteggiata": concentrare gli attacchi su obbiettivi fuori dal territorio europeo, per evitare di superare la soglia di non ritorno che metterebbe in crisi gli schieramenti sul fronte siriano, dove i gruppi filo al Qaeda si scontrano con l'esercito di Assad. L'Isis invece si concentra su obiettivi nel cuore dei territori europei/occidentali (compresa la Russia), ad alto impatto militare, emotivo, sociale e politico, che gli consentono di attirare "ammirazione" e denaro in tutto il mondo e in particolare dall'Arabia Saudita, pur esponendosi alla rappresaglia più dura.

Siamo in guerra ?

 Francois Hollande, il presidente francese più sbeffeggiato degli ultimi 50 anni,  dopo la strage di Parigi ha dichiarato guerra all'ISIS/Daesh/Califfato/Islam e ha messo gli altri paesi di fronte alla scelta se schierarsi con lui oppure no. Il più entusiasta e tempestivo è stato Putin, mentre Obama ha nicchiato. Le 28 nazioni dell'Unione Europea hanno unanimemente affermato il loro sostegno alla guerra che la Francia ha dichiarato, ma  resta un mistero in cosa consista il sostegno. Appoggio logistico, contributo economico oppure un vero e proprio coinvolgimento nelle azioni militari che l'esercito francese sta lanciando in Siria? E' una questione di rilievo, perchè comporta passaggi istituzionali e conseguenze sostanziali. Si può essere d'accordo o contrari all'ipotesi di mandare un esercito in territorio siriano per combattere i terroristi dell'ISIS, purchè se ne valutino le implicazioni e le prospettive: se si dovesse giudicare dall'esperienza recente in Libia, in Iraq o Afghanistan, la risposta unanime sarebbe quella di non ripetere le stesse scelte perchè hanno avuto conseguenze ancora più destabilizzanti e distruttive. Si potrebbe osservare che quando i curdi di Kobane avevano chiesto un aiuto militare contro l'attacco dell'Isis, gli stessi che oggi proclamano la guerra, allora avevano opposto ragioni geopolitiche e di opportunità ad un coinvolgimento aperto. La tragedia delle popolazioni del Kurdistan, della Siria e dell'Iraq è sempre passata in secondo piano rispetto alle ragioni della diplomazia / convenienza. I morti di Parigi pesano quanto quelli di Kobane, di Homs, di Aleppo o di Mosul e tutti chiedono che i terroristi siano sconfitti e neutralizzati. Ma soprattutto è necessario sconfiggere le ragioni del loro successo, che si fonda non solo sul terrore ma anche sulle ipocrisie e convenienze di molti governi e gruppi di potere. Il G20 in Turchia è stato un esempio. Putin, che ha impiegato 15 giorni per ammettere l'abbattimento del A321 da parte dell'Isis, ha chiesto di essere "riabilitato", dimenticando Crimea e Ucraina (oltre che il sostegno ad Assad, concedendo di sostituire il macellaio siriano con un suo clone, con finte elezioni. Molti paesi, tra cui la Francia, si sono dichiarati disposti a chiudere 3 occhi pur di appoggiare la proposta di Putin.  Per non parlare di Erdogan, che ha utilizzato l'Isis per scatenare terrore e repressione pur di riprendersi il potere in Turchia. E' comprensibile che la Francia voglia vendicare le vittime degli attentati di Parigi mandando aerei e soldati in Siria contro l'Isis. E' comprensibile che Hollande cerchi di risollevare le sue sorti politiche dimostrando di saper fronteggiare la minaccia terroristica, ma non si capisce ancora con chi e come voglia fare la guerra. Lo stato di emergenza prolungato, la revisione della Costituzione per sopprimere "alcune" libertà individuali, la militarizzazione della società, la proclamazione dello stato di guerra sono davvero necessari per sconfiggere quelle decine di terroristi che hanno organizzato la strage di Parigi via playstation? Un quesito per i partiti politici italiani: il sostegno alla guerra dichiarata da un paese equivale ad una entrata in guerra ?

I servizi di sicurezza sono insicuri

Dalle indagini sugli autori degli attacchi terroristici di Parigi emerge una verità allarmante: gli apparati di sicurezza, dotati di risorse enormi e mezzi sofisticati, non sono stati in grado di individuare la pericolosità di alcuni membri dei tre commando dell'Isis, pur avendo nei propri schedari tutti gli elementi per bloccarli. Omar Ismail Mostefai, francese musulmano di 29 anni schedato per precedenti penali, aveva viaggiato tra la Siria, la Turchia e la Francia tra il 2013 e il 2014 ed è stato identificato tra quelli che hanno fatto strage nel teatro Bataclan. Era così difficile pensare che non avesse viaggiato per motivi di affari in Siria, in un periodo in cui il paese era già un campo di battaglia ? Quali sistemi di intercettazione e monitoraggio sono stati utilizzati per verificarne gli spostamenti e le frequentazioni? Le ipotesi sono due: o i terroristi hanno tecnologie e sistemi più avanzati di quelli degli apparati di sicurezza per spostarsi, comunicare tra di loro senza destare sospetti, oppure gli apparati di sicurezza sono insicuri.

Sorrisi imbarazzanti dal G20

Alla riunione del G20 in Turchia, con Erdogan a fare gli onori di casa, i cosiddetti "grandi della Terra" potevano risparmiarsi la foto rituale con i sorrisi di circostanza. I morti di Parigi avrebbero meritato ben altra commemorazione.  

da Osama bin-Laden a Osama al-Masri

L'abbattimento dell'aereo russo A321 può essere definito come l'atto terroristico più grave dopo quello alle Torri Gemelle (11/9). Il confronto è motivato non solo dal gesto in sé e dal numero delle vittime, ma soprattutto dal contesto internazionale in cui si cala la presenza mortale del Isis. La coincidenza vuole che anche nel nome" - che riassume l'immaginario collettivo - riaffiora la parola OSAMA. Sarebbe infatti, secondo fonti dei servizi segreti inglesi, Abu Osama al-Masri la "mente" egiziana dell'attentato al A321. Il suo "curriculum" a capo del gruppo islamico Ansar Beit al-Maqdes (trasformatosi in Provincia del Sinai e affiliato al ISIS dal novembre 2014) lo rende il più papabile all'appellativo di erede di Osama bin-Laden. Il gruppo di Al-Masri da oltre un anno è il più attivo e pericoloso, con attacchi che hanno causato decine di morti all'esercito egiziano e alla popolazione del Sinai. Ma resta il mistero della rivendicazione ufficiale che ancora non c'é.

il nuovo mistero del A321 russo

  aggiornamento 8/11/2015: The Sunday Times riporta Plane bombing mastermind unmasked as Egyptian cleric "The group’s frontman, Abu Osama al-Masri, an Egyptian cleric, brokered a pact with Isis last year in Syria.   Whitehall officials confirmed this weekend that Masri is a “person of interest” and that Britain would help Egypt or Russia in a “kill or capture” mission. Such a move could involve the deployment of the SAS to Egypt" http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/Terrorism/article1630319.ece  __________________________________________ https://www.menoopiu.it/russia_A321_2015.mp4 Un nuovo mistero si aggiunge a quello, ormai risolto, della distruzione del A321 russo con 224 vittime innocenti. Non ci sono più dubbi ormai che l'aereo è precipitato dopo un'esplosione a bordo, come menoopiu Blog aveva ipotizzato fin dal primo giorno. Putin lo ha ammesso indirettamente, con la sospensione di tutti i voli civili sul Medio Oriente e sull'Egitto, mentre Al Sisi è rimasto unico e deriso a sostenere la tesi del guasto meccanico. Si scopre che nel luglio scorso il suo esercito nel Sinai per poco non abbatteva con un missile un aereo civile britannico. Per il dittatore egiziano la morte dei 224 passeggeri causata dalla carente sicurezza dello scalo di Sharm el Sheikh è un rovescio politico-militare incredibile che ha azzerato in un colpo solo tutta la scenografia dell'inaugurazione del nuovo canale di Suez. Chiarite le cause del disastro, resta da sciogliere i dubbi su chi è stato: l'Isis è ovviamente il principale, se non unico, indiziato. Ma resta un mistero il motivo della mancata rivendicazione da parte del gruppo terroristico legato allo Stato Islamico. Poche ore dopo la  notizia del disastro, una rivendicazione attribuiva all'Isis l'abbattimento, senza precisare i dettagli. Il documento postato via Twitter si rivelava un falso. Perché non c'è ancora una rivendicazione credibile ?  Alcune spiegazioni : Assessing IS’ Claim of Responsibility for the Russian Plane Downing in Egypt sono ancora ipotesi 

Le verità nascoste attorno all'aereo russo

Il 31 ottobre scorso, a poche ore dalla notizia della tragica sorte dell'aereo russo in volo sul Sinai, i lettori di "menoopiù Blog" hanno potuto apprendere che l'ipotesi più probabile era quella del sabotaggio, ovvero dell'attentato terroristico da parte dell'Isis. Mentre le autorità egiziane e russe diffondevano voci su SOS dell'equipaggio e guasti all'aereo dovuti alla cattiva manutenzione, in realtà già sapevano che la verità era un'altra: qualcuno era riuscito a piazzare un ordigno a bordo dell'aereo. Le immagini da satellite (americano) lo confermano, così come l'analisi dei reperti e dei primi responsi della scatola nera. Perché ci sono voluti più di tre giorni per iniziare a far emergere la verità ?  Perché i mass media russi continuano a diffondere opinioni contrarie all'ipotesi terroristica ?  Russia Today (RT) è in prima fila nel negare le evidenze e mette in bocca ad "esperti" dell'aviazione civile che "The explosion of the engine could have caused the Russian plane crash as it went down right after finishing the climbing stage, when the engines are under the most stress." oppure  "There is a possibility that the aircraft could have collided with some other object – I’m thinking, in particular, unmanned aerial vehicles or drones may have been operated in that area to gather intelligence by different authorities… We know it was a conflict area. We know that drones can achieve that kind of altitude” Per il governo russo qualsiasi ipotesi, anche la più inverosimile, va bene se serve a negare l'evidenza che si sia trattato di un attentato. Perché ? Perchè la tragica morte di 224 passeggeri - quasi tutti russi - è un colpo durissimo per la campagna militare e politica che Putin pensava di realizzare in Siria. Nei primi giorni dell'intervento russo contro le basi Isis, ma non solo, la propaganda di regime aveva fatto sfoggio di grande sicurezza e orgoglio nazionale, proponendo le immagini di un'aviazione militare vincente e moderna, con la precisione chirurgica, tante volte sbandierata dagli americani, che veniva messa al servizio della nobile causa della guerra al terrorismo Isis. La mossa di Putin sembrava avere solo punti di vantaggio e nessun rischio, consentendogli di rafforzare la posizione strategica della Russia in Medio Oriente. La bomba sul A321 è una mazzata che riporta l'opinione pubblica a confrontarsi con la dura realtà: l'Isis combatte la sua guerra su tutti fronti e può colpire gli inermi civili in qualsiasi momento: i cittadini russi, che pensavano di assistere alla guerra davanti alla televisione, ora partecipano ai funerali dei connazionali civili e militari, ma sono disposti davvero ad accettare questa terribile realtà ? Oppure c'è il rischio che riaffiorino i fantasmi dell'Afghanistan, delle migliaia di morti nascosti dal regime, fino alla ritirata umiliante ? Perché i russi dovrebbero morire e pagare dure conseguenze per appoggiare il regime di Assad ? La trionfante campagna di Siria di Putin è a rischio, perché il terrore dell'Isis ha dimostrato di potersi muovere e colpire ovunque, anche in un territorio militarizzato come quello egiziano: quanti adepti dello Stato Islamico ci sono in giro per il mondo ? infiltrati nel personale di terra degli aeroporti in grado di piazzare una bomba nella stiva o nei motori degli aerei prima del decollo? sarebbe una minaccia invisibile e costante, in grado di paralizzare buona parte del traffico aereo civile o di far pagare a vittime innocenti il prezzo del ricatto politico. Ecco perché la verità fa paura ai russi ma non solo.